UNA BELLA NOTIZIA, LE LUNE DEI PIANETI DI ALTRE STELLE POTREBBERO ANCHE OSPITARE LA VITA

POSSIBILE LA VITA SU LUNE DI PIANETI DI ALTRE STELLE

other planet moon

Un pianeta gigante “tipo Saturno”, visto da una sua luna

“Le lune esterne al Sistema Solare potrebbero ospitare la vita”. Questo è il titolo di un articoletto cheho letto alcuni giorni fa sulla Homepage di Tiscali. Da buon sardo, la consultazione delle news di Tiscali non mi manca quasi mai, specie su notizie come questa. “Una bella notizia”, ho subito pensato ancor prma di leggere. C’era anche  un pò  di fierezza, una punta di orgoglio, in questa mia esclamazione di qulche giorno fa: “modestamente”, lo avevo già pensato io da ragazzo: “grossi pianeti gassosi come Giove, se vicini alla loro stella, e sicuramente ci sono, non abbiamo ancora gli strumenti per vederli, possono avere delle lune anche grosse come pianeti che ricevono abbastanza luce e calore, e li’ c’è magari vita proprio come sulla Terra. E, stando a questa notizia, pare che le cose potrebbero stare proprio così. Ma andiamo per gradi: la notizia, e qualche considerazione.

La notizia recita pressappoco cosi’: sulla superficie e nel sottosuolo di questi corpi celesti (le lune di pianeti di altre stelle) potrebbero esistere le condizioni favorevoli alla vita (notate bene: non solo microbica, come si dice di Marte o Venere od anche la Luna, nel sottosuolo; bensì anche vita complessa). Condizioni di ambiente e clima forse addirittura migliori che sulla Terra (la Terra, su questo, non la batte nessuno; condizioni migliori magari no, ma eguali, forse si’). Poi va a spiegare che questo sarebbe possibile in quanto tali corpi, o lune, rotanti attorno a pianeti di altre stelle, riceverebbero -dice- “energia e calore non solo dalla loro stella, ma anche dalle radiazioni riflesse dal loro pianeta”. – Ma perchè questo non è avvenuto nel nostro sistea solare? Perchè i pianeti gassosi scoperti lontano da noi sono vicini alla stella madre. Ma perchè? Perchè solo quelli noi possiamo vedere, e indirattamente. Pianeti distanti come Giove dal Sole ci sono, ma solo quelli piu’ vicini fanno oscillare la stella, farne  diminuire la curva di luce- che sono i due nostri “sistemi di identificazione e scoperta”, per adesso. La notizia recita ancora che  ” i giganti gassosi che hanno catturato l’attenzione dei ricercatori sono  stati scoperti dal telesopio Kepler della Nasa. Tutti questi mondi orbitano nella cosiddetta zona abitabile della loro stella, ossia a una distanza tale da consentire l’esistenza di acqua liquida”.

Sono pianeti simili ai nostri giganti gassosi (mi ripeto, quelli come la Terra o Marte non si possono ancora identificare, con gli strumenti di oggi ) “come Giove e Saturno, e  secondo gli astronomi potrebbero ospitare molte lune rocciose”.

Sono considerate le lune (possibili per analogia, Giove ha quattro grosse lune) di ben 121 pianeti giganti! *Si sono scoperti si’, pianeti poco pi’ grandi della Terra, non gassosi, tipo i 7 pianeti della stella Trappist -1, ma qui vi scrivo di vita su delle lune di pianeti giganti e vicini alla stella madre, perciò per ora trascuriamoli.

Come potrebbero essere, queste lune? Di tutti i tipi, dal semplice asteroide come “Phobos” e “Deimos” di Marte, pochi chiometri e di forma “a fagiolo”, a corpi come la nostra Luna; od ancora- non si puo’ affatto escludere, la luna di un pianeta grande due volte Giove, potrebbe…si’, potrebbe essere grande come la Terra. Un pianeta, chiamato “luna” solo per il suo ruolo di “subordinata” del pianeta attorno al quale ruota”. Anche Titano, Luna di Saturno, ha quasi le dimensioni di Marte (5000 km di diametro a fronte dei poco piu’ di 6000 di Marte); ma Marte è per i fatti suoi, percio’..”pianeta”, ma possono esistere lune molto piu’ belle, su quei sistemi solari. Energia, calore, luce del loro sole, plus una energia detta “di marea”, ruotando attorno al grosso pianeta, la luna ha degli “stiramenti” da agitare gli strati interni, mantenendoli “fusi”, quindi fenomeni di vulcanismo attivo con arricchimento della atmosfera, deriva di zolle continentali, pressioni e temperature da garantire lo stagnare di acqua liquuda (mari, laghi, fiumi) eccetera.

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Sbarcando su una luna di un pianeta alieno, potremmo trovare un paesaggio così.

QUALCHE CONSIDERAZIONE, E PARAGONE,  CON LE NOSTRE LUNE

Si’, a questo punto ci va qualche considerazione riguardo alle lune che sono nel nostro sistema solare, e sulla possibiltà di forme di vita. Vita sulle nostre lune? Si’, ma solo elementare e microbica, dato che, sappiamo, gli ambienti sono freddi e ghiacciati. Sulle lune orbitanti attorno a pianeti gioviani VICINI alla stella madre. la cosa potrebbe essere diversa.

Vediamo alcune nostre lune, e le loro caratteristiche in particolare riguardo a ciò che esse, sulla vita, potrebbero “offrire”, tralasciando volutamente quelle piccole lune che sono solo dei “grossi sassi” come le lune di Marte. Tralasciamo anche la nostra Luna, che al massimo  potrebbe al limite ospitare, nel sottosuolo, forme di vita estremofile (capasci di vivere in ambienti estremi). La nostra Luna potrebbe al limite avere, nel sottosuolo, delle grandi cavità e caverne (la minore gravità favorirebbe l’esistere di immense “sale” di caverne..),che costituirebbero  delle nicchie, che magari imprigionano dei gas; ma per ora questo rimane indimostrabile- almeno fino a che non vi andra’ a vivere un equipaggio per dei mesi-. Vediamo alcune altre fra le principali lune del Sistema Solare, lasciando da parte per ora  la nostra bella Luna alle notti romantiche innamorati.

ENCELADUS

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Carina vero? Iniziava la rivoluzione francese quando questa luna fu scoperta da William Herchel. Era 28 agosto del 1789. Ma solo con le due mitche sonde Voyager, quando negli anni ’80 ci passarono vicine, mostrando non solo il ghiaccio d’acqua sulla sua superficie, ma le sue piccole dimensioni, appena 500 chilometri; ma un concentrato di interesse ed importanza. Riflette pratiacmente il cento per cento della luce del Sole- si dice che ha un’alta albedo, potere riflettente..- , si muove attorno a Saturno usando come “binario” uno dei suoi anelli, l’anello “E”  contribuendolo a farlo crescere rilasciando qualcosa come fa una cometa; ma anche “prendendo” gas e polveri dall’anello! La sua superficie si rinnova, tanto che “passa” da supercici antichissime ad arre invece di soli 100 milioni di anni. E’ interessantissima per i suoi “pennachi di acqua”, dei geyser, e le spaccature a testimonianza di un mare di acqua liquida. I sommovimenti mareali mantengono questo mantello di acqua a temperature forse oltre lo zero, sotto la calotta di ghiaccio spesso. In particolare, la sonda Cassini scovò  un pennacchio ricco d’acqua che si ergeva  nella regione del “polo sud” Questo avviene per via del calore calore interno, ed il fatto che ci siano  pochi crateri da impatto nel polo sud, indica che Encelado è anche adesso, geologicamente attivo. Gli sbuffi di vapore di acqua e ghiaccio sono dovutia l cosiddetto “criovulcanismo” vulcanismo a freddo..-. Possiamo fermarci qui. Tanto basta per capire che è una luna che puo’ offrire molto circa la vita extraterrestre. Vita elementare, certo. Ma non si esclude una piccola evoluzione a forme di vita un po’ piu’ complessa, chiaramente relegata nelle sache di acqua liquida, e nei fondali rocciosi, sotto il ghiaccio che ivi tutto copre.

EUROPA

europa

Che non è l’Europa degli attuali contrasti politici, fra Merkel e spread,a ata dal PD e odiata da Salvini. No, lei se ne sta ben lontana. E’ una bella luna di Giove Europa, fu scoperta come sappiamo da Galileo nel 1610. Galileo fece l’ein plein, scoprendo anche Io, Ganimede e Callisto. Questi ultimi sono lune dalla crosta rocciose, con banchi di ghiaccio anche di acqua Ganimede e Callisto. Io, invece, e’ un satellite vulcanico. Io sembra una pizza appena tolta dal forno. Potrebbero ospitare vita, ma estrema. Europa, invece è coperta interamente da ghiaccio di acqua, con un fondale di silicati ed altri minerali. Un fondale, perchè sotto il ghiaccio, Europa possiede un oceano, profondo si pensa duecento chilometri. Il suo nucelo e’ ferro e nichel (uno standard, per pianeti e lune, Terra compresa). Poco piu’ piccola della Luna, Eurpoa è la piu’ valida candidata, anche piu’ di Marte, per ospitare vita. Una vita che puo’ essersi evoluta, non lo sappiamo, anche fino agli echinodermi (stelle marine) e ai celenterati (meduse). E chssà, ancora oltre- pesci?-. Anche qui, come per Encelado, effetti di Marea per via di Giove, e “risonanza orbitale” fra Europa e le altre tre lune. Giove ha anche delle lunette, praticamente asteroidi, che non rientrano pero’ nella economia del nostro discorsetto sui possibili mondi abitati.

TITANO

titano

Ma che bello che è, titano. E’la mia luna preferita, anche piu’ della mia 🙂   E’ un pianeta Titano, tolto che e’ satellite di Saturno, quindi una bella luna. Ma questo è irrilevante, tale è la sua importanza. E’ il piu’ grande dei satelliti di Saturno, uno dei corpi rocciosi piu’ grossi del Sistema Solare. Quasi come lui per dimensioni è Ganimede, della famiglia di Giove. Entrambi sono piu’ grandi del pianeta Mercurio. Mercurio è piu’ piccolo di Titao, ma ha piu’ massa in quanto molto piu’ denso. Ricordate la sonda Huygens che si stacco’ dalla sonda madre Cassini e vi atterro’? Infatti, Titano fu scoperto da Christian Huygens, nei primi anni ’50 del ‘600, la prima luna scoperta dopo quelle di Galileo. Un corredo di belle lune fra Giove e Saturno, e la nostra Luna. Ma queta…è l’unica, come luna, a possedere una densa atmosfera. La preferico per questo.

Materiale roccioso e ghiaccio d’acqua costituiscono la sua crosta. La densissima atmosfera, una volta e mezzo la nostra, ha impedito di vedere la superficie, ma nel 2004 i veli si alzarono. La sonda Huygens vi atterrò. Cassini- Huygens ha fatto vedere: laghi di metano e altri idrocarburi liquidi nelle regioni polari, immense distese di ghiaccio di aqua, una attività geoligica recentisma, con montagne si pensa generate da cosiddetti vulcani freddi o “criovulcani (“krios”= “freddo ). Superficie piatta e liscia, pochissimi crateri – la nostra  Luna ne e’ letteralmente butterata-, continua erosione da parte dell’atmosfera.  Gia’, l’atmosfera. Vediamo come e’ fatta: per il 95% azoto – la Terra il 70 % mi sembra…-, piu’ componenti minoric ome il metano. Vi si formano nuvole di metano etano, e piove di questo materiali. Li’ c’e il ciclo del metano come qui il ciclo dell’acqua. Si pensa che li’ il metano possa fare “le vci dell’acqua” per supportare la vita; vita che teoricamente puo’ basarsi (non solo su Titano) sul silicio oltre che sul carbonio, etnrambi elementi tetravalenti.

Il clima, inclusi vento e pioggia di metano, ha creato forme in superficie come quelle presenti sulla Terra, come mari, fiumi, dune e laghi, e ci sono pure le stagioni. Ma attenzione, la sua temperatura media è circa meno 180 gradi centigradi. Che freddo. Ma per noi…

Conclusione. Penso a questo: come sarebbero, queste lune di Giove e Saturno, se tali pianeti si trovassero vicini al Sole? Encelado forse difficilmente avrebbe il mare, o temperature calde e clima umido. Non tratterrebbe una atmosfera, e mancherebbe di pressione atmosferica per trattenere acqua liquida. Ma non è detto, i parametri sono molto piu’ complessi.  Europa invece avrebbe un oceano liquido,  avvantaggiata da una gravità maggiore da trattenere i gas e l’acqua e l’aria. Titano? Titano sarebbe meraviglioso; il ghiaccio di acqua formerebbe i bacini idrici, il metano si sioglierebbe a formare con altri gas una atmosfera da trattenere il calore e l’acqua. Pensiamo poi che i limiti per esempio di Encelado, che è troppo piccolo. Le lune di altri pianeti giganti possono avere dimensioni tali da permettere il permarere di questo “guscio” di acqua e aria, mare e atmosfera, da geneare la vita. Esattamente come da noi sulla Terra. E’ difficile, che il nostro sia un caso unico. Ora, che ad aumentare le possibilità ci si mettono pure le lune, non solo i pianeti.

*Ho rubato un’altra mezz’oretta al lavoro di ufficio, ho comiciato questa mattina il post, a piccoli passi. Ora riprendo il lavoro. A  stasera ragà, ciao 🙂

Marghian

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COME SAREBBE UN MONDO..SENZA LE STELLE?

COME SAREBBE UN MONDO..SENZA LE STELLE?

(Riflessione in forma di breve racconto)

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Un mondo dalla densa atmosfera

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Il mare, su un mondo lontano

 *       *

Ciao. Questa mattina ho pensato a questa cosa, l’ho potata su facebook, e la ripropongo qui.

MI sono chiesto molte volte  come sarebbe il mondo senza le stelle. Non “se non ci fossero”, ma se non si vedessero mai le stelle, per un perenne impedimento atmosferico. Cosa che fortunatamente non è. A parte le notti di nuvolo, le stelle si vedono- pur se ad occhio nudo ne vediamo solo tremila su diversi  miliardi. Ma proviamo a pensare a come saremmo noi, che civiltà avremmo sviluppato, che conoscenze, quali religioni, se non avessimo mai visto il Sole, la Luna e le stelle?

Avete mai pensato quale cosmologia svilupperebbe, nella sua storia evolutiva, una umanità aliena che si trovasse a vivere sotto un cielo perennemente nuvoloso da non lasciare vedere mai un astro, nel cielo, e da non lasciare che si veda il cielo? Lasciamo per un attimo perdere il fatto che “non ci piacerebbe”, notti senza luna per gli innamorati, non vedere mai il Sole eccetera; ma chiediamoci solamente …come sarebbe.

Prima di tutto, si deve considerare una cosa: un mondo simile, scientificamente, è possibile. Anni fa lessi, nelle rivista Focus,  che secondo alcune ipotesi anche la Terra, fra molti milioni di anni potrebbe addivenire ad una simile condizione: avere vegetazione lussureggiante, fauna, ed una atmosfera opaca. Un pianeta come ad esempio Venere, se ruotasse in maniera simile alla Terra (e non come fa, quasi ferma nella rotazione, forse credo a causa di un grosso asteroide, e che prima puo’ essere stato un mondo ospitale, con oceani oggi ormai evaporati a formare la densa e infernale atmosfera….), e se la pressione atmosferica e le temperature fossero meno proibitive, avrebbe potuto sviluppare la vita, e forse anche la vita intelligente, ma non si vedrebbero le stelle, come non si vedono adesso dalla sua superficie. Quindi tale scenario di una razza intelligente che vive senza cielo stellato, è possibile.

Immaginiamo un pianeta di un altro sistema solare (è cosa ormai certa che ce en sono miliardi…), un pianeta come la Terra o Venere, un mondo dalla densa atmosfera da non permettere mai a chi vi abitasse, di intravedere le stelle. Un mondo dalla vegetazione lussureggiante, ricco di vita, compresa quella intelligente. Immaginiamo che in questo pianeta vivano esseri come noi, esseri umani. Immaginiamo i “primi uomini” di quel pianeta. Avrebbero visto l’alternarsi del giorno e della notte, ma non il sole, ne’ una eventuale “luna”, ne’ le stelle di notte. Non capirebbero il perché dell’avvicendarsi di luce e buio.

Penserebbero di vivere in un suolo esteso coperto in parte dai mari, attraversato da fiumi, e inesorabilmente sovrastato da uno strato opaco, indefinibile ed impenetrabile di aria. Un cielo senza stelle, senza sole e senza luna. Almeno per la loro percezione, e cognizione. Facciamo per analogia che il pianeta abbia anche un satellite, ma chi ci abita appunto non si avvede di ciò, ne’ si accorge della esistenza della loro “stella madre”- il loro “sole”, non riucendo perciò a comprendere le ragioni dell’alternarsi di notte e giorno- non vedento tale astro sorgere, attraversare apparentemente il cielo e tramontare.

Immaginiamo però che comunque questa altra umanità progredisce, proprio come abbiamo fatto noi, dalla scoperta dellla scheggiatura della pietra e del fuoco fino al livello raggiunto da noi nell’antica Roma, e financo  a raggiungere poi una epoca corrispondente al nostro medio evo.

“Non c’è niente oltre le nubi”, direbbero scienziati e religiosi “accademici” -esattamente come s’e detto  da noi, “la Terra è piatta e i pianeti non possono essere più di sette, e tutti girano intorno alla Terra” eccetera. . Altri, invece, più aperti di altri, direbbero “forse oltre le nuvole c’è dell’altro, ad esempio un fuoco che illumina il mondo”, dato che da lassù ci arrivano del calore e luce”. Non esisterebbero una astronomia, ne’ una astrologia, non vedendosi le stelle.
Senza vedere le stelle, per quegli uomini, sarebbe molto più difficile anche capire la rotondità di quel pianeta. Una cosa questa che verrebbe scoperta con i viaggi, secoli o millenni dopo.

“Abbiamo proceduto seguendo una certa direzione, siamo andati “dritti” ed eccoci di nuovo qui, nel luogo da dove eravamo partiti”. Arriva poi un’epoca, su questo pianeta, mettiamo che sia come il nostro “millesettecento”. E’ stata inventata una macchina per volare, anzi più di una. Quella che può salire più in alto è esattamente una “mongolfiera”, con la capienza nel “cesto” di quattro, cinque persone. IL proposito, avanzato da qualcuno –sicuramente sulle prime preso per pazzo.. e’ quello di raggiungere, e superare, le nuvole.

Parte finalmente la spedizione, il pallone con cinque uomini a bordo sale, e sale ancora. Le nuvole avvolgono il veicolo, che sale ancora. “Niente da fare, siamo ancora immersi nelle nubi”. “Non possiamo andare oltre, ci sono sempre delle nubi..” “io quasi non respiro più…”. L’equipaggio torna a terra, ed il resoconto è “no, non ce l’abbiamo fatta…”.
“Non c’è nulla lassù, oltre le nubi, proprio nulla” commenta qualcuno. Passano diversi decenni, e la missione viene tentata ancora una volta, con una “mongolfiera” più efficiente. Ora i viaggiatori dell’aria indossano delle tute , e dei respiratori sono lì, pronti per essere usati. Un abitacolo “chiuso” li proteggerà dal freddo . Potranno salire più in alto, molto più in alto.
La mongolfiera prende quota, fra gli applausi e l’apprensione della gente. Raggiunta una certa altezza, gli aeronauti indossano i respiratori, e salgono ancora. “Ma…guardate! Esclama una donna dell’equipaggio – immaginiamoli meno maschilisti, In questa spedizione ci sono anche due ragazze…- c’è una volta azzurra sopra di noi! Siamo al di sopra della nubi. Guardate quel disco giallo, è da lì che arriva la luce, è bellissimo!”.

Gli aeronauti stanno su a quella altezza per delle ore. Vedono quel disco spostarsi, allontanandosi da loro, fino a scomparire abbassandosi al di sotto delle nubi. Si fa buio. E’ notte, ed una cappa nera circonda loro, e sotto di loro il mondo, nascosto dalle nubi appena visibili da un tenue chiarore. “Guardate…quante luci nel cielo! E c’è un altro disco…..e’ bianco!”. Un altro membro del piccolo equipaggio fa’ una osservazione: “ma l’altro disco emanava calore, questo invece no. E’ luminoso ma non emana calore, e non illumina il mondo come fa l’altro! Ci si vede a malapena”.

“Abbiamo scoperto però che oltre le nuvole c’è qualcosa- fa un altro-, il mondo non finisce con le nuvole. Chissà se un giorno raggiungeremo quelle luci lassù? Il disco che emana calore, l’altro che non ne emana, e che forse riflette la luce di quello che riscalda. Le notti più chiare, e la luce ed il calore di giorno, dipendono da questi due dischi. Sembrano messi lì, da un creatore- dicono che esista, un creatore..- per illuminare il mondo, sotto le nuvole e l‘aria, che non ci permettono, da giù, di vedere tutto questo. E le lucette puntiformi, di notte”.

La mongolfiera, od un qualcosa costruita con principi simili adattato per le grandi altezze, comincia a ridiscendere verso le nubi, per attraversarle di nuovo e raggiungere il suolo. Quegli uomini hanno fatto una grande scoperta. “Ma ragazzi, raccontando tutto questo, ci crederanno”?”.

Già: saranno creduti, quando loro, una volta che saranno atterrati, racconteranno di un cielo azzurro, delle nubi sotto di loro come un immenso mare, e di un “disco di fuoco”, del cielo che è diventato buio e nel quale hanno visto un altro grande disco bianco e…le stelle?

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Una considerazione

Direi che per gli abitanti di un pianeta cosi’, la situazione è, sotto l’aspettoe esistenziale,   più complicata, o più semplice (o semplicistica?) rispetto al vedere l’universo attorno. Sarebbe comunque più facile, penso, credere in una divinità…antropocentrica.
Forse, dopo molte  vicissitudini , addiverrebbero  magari allo stesso tipo di fede che ha fatto dire a un Padre Gabriele Amorth che “gli unici esseri senzienti ed intelligenti sono Dio, gli uomini, gli angeli e i demoni”.
La nostra religione, così come è adesso, è nata quando si credeva la Terra al centro, e tutto più piccolo attorno a lei, quando anche l’arcobaleno era segno divino, quando poco o nulla si sapeva della evoluzione (che l’uomo si è formato per gradi, i vari livelli di primati ), nulla si sapeva del cervello e si vedevano i sogni come prova della esistenza dell’anima, e lo stesso pensiero né era prova; né tanto meno si aveva concetto di altri sistemi di stelle con pianeti. Quando qualcuno cominciò a capire (Giordano Bruno, “altri mondi come la Terra”..), al rogo,  costringere alla abiura (Galileo) o la derisione (Darwin, noi dalle scimmie?).

Anche per me, lo confesso, se fossimo ai tempi dei primi cristiani, mi sarebbe molto più facile credere. Ecco perché sapere può rendere tutto più complicato, o più semplice, almeno per la fede come da noi concepita.

Non dico che conoscere faccia ..retrocedere Dio, a vantaggio di uno scientismo che può essere altrettanto miope; ma di fatto conoscere implica avere dubbi, se su queste cose si riflette chiaramente, se si lascia tutto a tirà campà è un’altra cosa.

CIAO

Marghian

STEPHEN HAWKING- L’UOMO CHE CONCEPI’ IL TUTTO. LE SUE IDEE SULL’UNIVERSO. E LE ULTIME TEORIE, CHE RIDISEGNANO UN UNIVERSO…. PIU’ SEMPLICE.

STEPHEN HAWKING

hawking

Egli, immobile nel corpo, volava con la sua mente

(Marghian)

Ciao. In questo mio piccolo spazio non puo’ mancare qualcosa su questa gran persona che è stato Stephen Hawking. Tutti lo conosciamo. Forse non proprio tutti conoscevano il suo nome (specie per i non anglofoni come noi), non tutti nel vederlo in una foto, o in TV, lo associava alla fonetica “ste..fe..n…houking”. Ma di sicuro, la sua figura dice qualcosa a tutti, circa cio’ che egli era. “Ah, lo scienziato…”, “ah, di questo qui dicono che sia un genio…”, “poverino, però che testa..” sono state e sono le considerazioni venute in mente a tanta gente comune nel vederlo. Per cui si’, tutti lo conoscono (anche se pochi, ahime’, si interessano di scienza, meno che mai della sua scienza, quella del cosmo). Comincio ovviamente con qualche cenno biografico.

Stephen Willian Hawking, questo è il suo full name, nacque ad Oxford nel 1942, l’8 di gennaio, ed è scomparso lo scorso 14 marzo di quest’anno a Cambridge. Sulle date di nascita, e morte di Hawking, si ama trovare coincidenze, come diceva lo stesso Hawking, chiaramente egli ci scherzava:  “sono nato esattamente 300 anni dopo Galileo”. Sulla scia di questo, non si è fatto a meno di osservare che il giorno della data di morte di Hawking, 14 marzo, coincide con quella della morte di Einstein. Coincidenze, che solo quello sono, chiaramente. Hawking era “figlio di scienza”, in analogia conl’esere “figli d’arte”. Suo padre, Frank, era infatti uno scienziato, che studiò medicina tropicale a Oxford; sua madre, morta nel 2013, si chiamava Isobel Walker. Neppure ella era stupidina, infatti  anch’ella studiò ad Oxford, e si occupo’ di filosofia, politica ed economia.

Hawking comiciò la scuola primaria otto anni, alcuni anni dopo che il padre si era trasferito  nell’ Hertfordshire, a S. Alban,  con la famiglia. Stephen dovette cambiare alcuen volte di istituto, insofferente per la sua iniziale difficoltà ad imparare a  leggere (ci pensate? La difficolta’ a leggere da piccoli quindi non sempre e’ mancanza di intelligenza. Capito’ anche ad Einstein. Altra coincidenza…-.). A tredici anni, Hawking enne i suoi primi problemi di salute, delle “febbri ghiandolari” che gli impedirono di studiare alla Wtminster School, come suo padre avrebbe voluto. Nel 1963, arrivato a Cambridge, accusava considerevoli difficoltà all’uso degli arti, che gli provocavano frequenti cadute. Fu sottoposto ad esami e accertamenti medici quali biopsia muscolare e mielografia (per i nervi, la mielina conduce l’impulso  nervoso..). La diagnosi per il ragazzo fu terribile: malattia del motoneurone, una patologiadegenerativa dei neuroni che governano movimenti e contrazioni muscolari. Sla, o malattia simile. “Una variante”, come lo stesso scienziato sosteneva, che gli permise di vivere a lungo rispetto ai malati di sla. La diagnosi, orientata su questa malattia, lasciava infatti a Stephen solo due anni di vita. Nonostante tutto questo (la poca aspettativa di vita, la depressione dovuta a cio’, le sofferenze, il continuo peggioramento che lo costrinse alla fine su una sedia a rotelle ) Stephen studiava con impegno e profitto (ma pare che non fosse secchione. Piuttosto, da ragazzino piu’ che studiare preferiva smontare un orologio per vedere come funzionava…).Riuscì persino a sposarsi, ed ebbe dalla sua prima moglie tre figli. Si sposò pure in seconde nozze nel 1995 con tale Elaine Mason che conobbe negli anni ’80 da cui divorziò undici anni dopo, nel 2006.

Sappiamo tutti che Hawking, impedito dalla totale immobilità, visse costretto a comunicare con un sintetizzatore vocale. Anzi, la voce metallica del sintetizzatore (egli non volle mai una riproduzione fedele della sua voce, seppure possibile) è una delle cose che sono nella sua immagine pubblica e popolare. Infatti Hawking era diventata anche una icona pop. Per via anche delle numerose trasmissioni televisive, e documentari, cui anche partecipo’. Era un eccellente divulgatore. E’ stato raffigurato persino in certe striscie fumettistiche, e rappresentato nel cinema. Il film “La teoria del tutto”. Ma soprattutto Stephen Hawking è stato un fisico, un matematico ed un astrofisico. Su questo aspetto del sapere, egli ha concentrato il suo studio e la sua opera. La fisica degli astri, appunto. I suoi studi hanno toccato campi delicati ce complessi come la cosmologia  quantistica, la termodinamica quantistica (e che so’,ste cose? Ancora un po’ e ci arrivo..),  i buchi neri , e l’origine e fine dell’universo.

Fu titolare della cattedra detta “Lucasiana” di matematica a Cambridge, la stessa che fu di Newton. Carica che ricoprì per ben trent’anni, dal 1979 al 2009, e ha dirretto fino alla fine della sua vita il dipartimento di matematica applicata e fisica teorica sempre a Cambridge. Le onorificenze e i titoli non si contano: membro della Royal Society, della Royal Society Of Arts, e Pontificia Accademia delle Scienze, e ricevette da Obama la Medaglia Presidenziale della Libertà. che è la piu’ alta onorificenza americana concessa dal Presidente USA.

Fin qui, per sommi capi ed a grandi linee, la storia di Hawking. Ma di cosa si è occupato Stephen, in specifico? Quale fu il suo contributo, e su quali aspetti?

CONTRIBUTI DI STEPHEN HAWKING ALLA SCIENZA DEL COSMO

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Fra gli studi e i contributi apportati da Hawking alla scienza dell’universo, cito alcune voci fra le più rilevanti.

  • – Lo studio sui buchi neri, a cui Hawking ha dedicato anni di ricerca. I buchi neri sono quegli oggetti cosmici misteriosi, prodotto finale del collasso di stelle di grande massa (occorre una massa iniziale della stella di origine che sia diverse volte la massa del Sole) che, una volta cessata la forte pressione interna dovuta alle reazioni nucleari di fusione del plasma interno, si contraggono sino a diventare talmente dense da impedire persino alla luce emessa di uscire da un certo suo raggio. Teoricamente- ecco qui, gli studi di Hawking e di altri prima…- un buco nero puo’ diventare infinitamente piccolo e di massa infinita, sino a costituirsi una cosiddetta “singolarita’ gravitazionale”.
  • – La radiazione di Hawking, che riguarda la prima voce. Infatti, secondo i calcoli di Hawking, a ridosso di un buco nero si genererebbero coppie virtuali di particella e antiparticella, delle quali coppie quella con energia negativa “cade dentro” al buco nero, e questo perde massa. Per via di questa radiazione, il buco nero e’ destinato ad evaporare, se smetti pero’ di fagocitare materia dal mondo circostante (generando cosi’ forti emissioni elettromagnetiche e onde gravitazionali…).
  • – Lo “stato di Harthe-Hawking”, una cosetta studiata da Hawking con questo Harthe, che sarebbe..” la teoria dell’inizio dell’universo da una singolarita’ senza inizio” (?!). Cioe’, fuori dall’universo esisterebbe –da sempre-un “mare” di fluttazioni quantiche, da cui nascono universi, e da una di queste fluttuazioni sarebbe spunato anche il nostro universo. Mentre prima, la nascita dell’universo era concepita come un inizio da un punto senza dimensioni, dal nulla.
  • – La termodinamica dei buchi neri, ossia l’applicazione dei principi di termodinamica e entropia (tendenza delle cose al disordine, all’equilibrio termico) alla sfera dei buchi neri.
  • – La teoria del tutto, pensate al titolo del film del 2014 – che purtroppo non ho visto- con l’attore Eddie Redmayne. Affascinante. Ma che cos’e’ la teoria del tutto? Gia’ “cosmologia quantistica”, unire galassie e particelle, ce lo anticipa. E’ un termine mutuato dalla fantascienza, con l’idea di unificare leggi e forze in una unica realta’, ma diventata poi una idea seria. Einstein lavoro’, senza riuscirci, alla teoria del “campo unificato”, ove le forze fondamentali (nucleare, elettromagnetica e gravitazionale) e le rispettive particelle mediatrici si potrebbero incasellare in una unica cosa. Sia Einstein che Hawking, con un certo Roger Penrose ed altri, hanno lavorato su questo (equazioni di campo e altri calcoli). Per ora rimane solo una teoria, per quanto fantastica. Una partcella sembra sfuggire a questo incasellamento. E’ la gravità, la particella che la media, “il gravitone”, non e’ stata ancora scoperta.
  • – La spiegazione e la divulgazione di cose come l’evoluzioine galattica e l’inflazione cosmica. Vien detta “inflazione” in cosmologia quella importantissima fase della evoluzione dell’universo nella quale l’universo iniziale abbia avuto una rapidissima espansione. In una frazione di miliardesimo di secondo, subito dopo il Big Bang, l’universo si sarebbe espanso per miliardi di volte il suo diametro. E ci sarebbero state piu’ di una fase inflazionarla. Questa sorta di esplosione nella esplosione (o piu’ di una) avrebbe generato non una, ma piu’ “bolle di spazio-tempo”, ossia piu’ universi.
  • – La cosmologia quantistica. Ossia cercare di far conciliare e collegare le leggi cosmiche (tipo la relatività) con quelle della fisica quantistica (del mondo fatto di particelle cme i protoni e ancora piu piccole). Il famoso bosone di Higgs, ad esempio, e’ un ente quantistico subatomico ma che da la massa a tutte le altre particelle (quelle che interagiscono col campo di Higgs acquistano massa, come un vento che le frena dandogli peso insomma…).
  • – Il contributo all’elaborazione di teorie sul multiverso. E questo si collega al punto precedente. Da questa singolarità “senza inizio” di Hawking e Harthe si sarebbe generato non l’universo ma molti universi. Universi isola, a bolle, paralleli o divergenti, universi a brane (??!!), infiniti o finiti, in numero infinito o finito.

Ho lasciato questa voce sugli studi di Hawking per ultima (non tutte sono citate) per collegarmi ad una novita’, apportata da Hawking ai suoi stessi studi. Una sorta di ripensamento, o “passo indietro”, fatto dallo scienziato sulle sue teorie: L’universo sarebbe piu’ semplice.

UNIVERSO SEMPLICE

universes

O SEMPLIFICATO, DALLE ULTIME TEORIE

Ragazzi, l’universo sembra essere molto più semplice di quanto non si pensasse prima. O è stato solo semplificato, dalle ultime teorie di Stephen Hawking, e dello scienziato belga Thomas Hertog. Vi descrivo in breve cosa dice l’ultima teoria dei due scienziati, e del perché di questo “passo indietro” di Hawking poco prima della sua scomparsa, avvenuta a metà marzo di quest’anno, il quale ha teorizzato e descritto un universo estremamente complesso, ed un “multiverso” infinito (se c’e’…).

Allora ,dall’ultimo studio ad opera Hawking sull’origine del’universo, i cui contenuti erano stati anticipati a gradi linee proprio a pochi giorni dalla sua scomparsa, su un prestigioso giornale di fisica e astrofisica, che titolava “a smooth exit from an eternal inflaction”, ossia “una uscita in punta di piedi da una eterna inflazione”. Raga’, e che l’è sta cosa? Vediamo….In breve, le attuali teorie descrivono il cosmo come una specie di “frattale infinito” (un frattale e’ un qualcosa in cui ogni pur piccola frazione riproduce approssimativamente la forma dell’intero), fatto di tante “bolle gravitazionali” contenenti stelle e galassie, ossia tanti universi “isola” separati da immensi oceani di vuoto in continua espansione; con punte di accelerazione di detta espansione cosmica (che sono, appunto, le cosiddette “inflazioni” di cui vi ho scritto prima). Ecco il passo indietro di Hawking che, proprio lui, concepiva un big bang senza inizio, generante continui universi all’infinito. Proprio lui sembra invece, dagli ultimi studi, essersi su questo…”mangiato le parole”, detto volgarmente.

Ma una cosa è la teoria, anche se di una mente illustre, altra cosa è la sperimentazione pratica. Infatti, il compito di dimostrare come stanno le cose, se ci riusciranno, spetta ad esperimenti davvero notevoli, come le rilevazioni di onde gravitazionali con i famosi rilevatori “Ligo” (America) e “Virgo”, a Cascina vicino a Pisa (li avete sentiti nominare, si’?) ed altri interferometri- si chiamano così, strumenti che lavorano in tandem a distanze grandi fra loro e se ne rilevano le differenze- , che verranno messi a punto anche nello spazio. Con questa cosa è nata una nuova astronomia, vedere impatti fra buchi neri, “abbracci mortali” fra stelle di neutroni” (sono i nuclei superstiti delle supernovae) ecceteRa. Eventi rari, ma relativamente frequenti a livello globale, che permettono una “mappatura gravitazionale” e quindi, le strutture che ci fanno capire come e’ l’universo insomma- e non solo con le osservazioni ottiche e radio..-.

Ora vengo all’altro personaggio illustre di questa sorta di “rivisitazione” delle ipotesi cosmologiche di Hawking. Thomas Hertok, dell’università cattolica di Loviano, in Belgio, ha parallelamente a Hawking sostenuto che, con gli interferometri laser per le onde gravitazionali, si potrà non solo “mappare” grosso modo l’universo, ma addirittura si potrà risalire alle prime fluttuazioni del Big Bang che avrebbero creato le prime pieghe dello spazio-tempo, da cui deriverebbe la attuale struttura gravitazionale dell’universo. Come si fece con la radiazione cosmica, mediante il satellite giapponese Kobe- metà anni ’90 mi sembra…- che individuo’, ad appena 300mila anni dal Big Bang (osservando le radiazioni di fondo formatesi allora..) , delle irregolarita’, delle “chiazze” da cui sono derivate le regolarità attuali che fanno somigliare l’universo ad un formaggio gruviera, o ad una spugna, ammassi di galassie separate da enormi vuoti. Che poi sarebbero “pieni” di energia oscura, la forza che fa espandere e accelerare il cosmo; mentre la materia oscura permeerebbe tutto, tenendo insieme l’universo (approfondirò, qualche settimana di pazienza…. 🙂 ).

Quindi, in soldoni, da ultime considerazioni, equazioni , e elaborazioni al computer e modelli cosmologici,(raga’, qui entriamo nella gravita quantistica,teoria delle stringhe o corde, termodinamica dei buchi neri, modelli dell’universo “chiuso” o “aperto” e cose così sembrerebbe che l’universo sia molto più piccolo (ma attenzione, sono sempre duemila miliardi di galassie, da recenti stime …) e semplice. Gli universi (per Hawking il Big Bang avrebbe generato piu’ universi), non sarebbero in numero infinito. Vedremo….

Per finire, come abbiamo visto le prncipali teorie di Hawking (o da lui riprese e studiate) sono: la teoria dell’inizio dell’universo da una singolarita’ senza inizio (fuori da tempo e spazio), detto “stato di Harte- Hauking”; la radiazione di Hawking (questa cosa e’ bellina, nell’orizzonte degli eventi di un buco nero particelle virtuali si divideono in p e anti p, quelle di massa negativa cadrebbero nel buco nero, che piano piano in teoria, evapora, sparisce proprio); il multiverso (non da solo, chiaramente, contributo con altri scienziati); l’evoluzione galattica e formazione delle galassie e l’inflazione cosmica. Questa cosa è forte. L’universo si espande, in maniera costantemente accelerata (costante detta di Hubble), ma ha avuto delle fasi in cui si e’ gonfiato .di colpo. Nulla supera la velocità della luce, okay. Ma lo spazio puo’, in certe fasi, espandersi piu’ veloce mente della luce. E lo ha fatto, con le inflazioni. Ecco perche’ l’universo, pur con una età stimata di 13,7 miliardi di anni, avrebbe un “diametro”, fra virgolette, di diverse decine di miliardi di anni luce almeno. E conterrebbe, l’universo, almeno duemila miliardi di galassie. Una sola galassia ha decine o centinaia di miliardi di stelle E, sappiamo per certo, solo nella nostra galassia i pianeti sono miliardi e miliardi. Alla faccia dell’univeso semplice… 🙂


Okay raga’, ci sono arrivato. E’ un post che ho fatto questa mattina al lavoro, a piccoli pezzi, nei tempi morti del servizio. N pomeriggio l’ho controllato, prima dell’incolla finale. Scrivevo a fasi di dieci minuti, poi altri dieci o cinque. Eh, quando non si ha tempo, ci si deve arrangiare 🙂 

Okay, ora riprendo con le care vecchie schede del Tribunale di Oristano, da digitalizzare.

CIAO

Marghian

 

ACROSS THE UNIVERSE – ATTRAVERSO L’UNIVERSO- tema di un breve video con immagini e suoni

Ciao. Questo video che ho fatto e pubblicato qualche minuto fa sul mio canale Youtube,   è un piccolo esperimento, una piccola prova.  Lo pubblico qui su questo blog, dato il “tema” che ho scelto. E per farlo girare un po’   🙂

ACROSS THE UNIVERSE

Il vero viaggio dell’uomo nel cosmo.  Quando sarà?

  *      *     *

Ho scelto questa sequenza di immagini, come a descirivere, in modo esetremamente semplice, il viaggio dell’uomo nell’universo (viaggio per me non ancora intrapreso, in rapporto a quanto c’e’ da fare, in queto senso), cosi’ rappresentato: l’uomo parte, con la sua astronave (immaginatela senza i limiti delle nostre navicelle, che a malapena arrivano, dopo anni, arrancando, solo sui corpi celesti viciniori), ad esplorare il cosmo. Raggiunge distanze immense, esplora mondi lontanissimi, acquisisce conoscenze; ed il viaggio lo porta a sueperare persino la dimensione fisica, oltre le stelle, alle porte dell’infinito, oltre le pieghe di spazio e di tempo.  Ha visioni celesti, e uno sconfinato senso di amore. Poi si tuffa in un tunnel. Sperimenta una nuova nascita, e infine fa ritorno a casa. Con uno spirito nuovo.

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-Il video e’ fatto facendo scorrere le immagini sullo schermo, mentre un altro programma acceso “cattura” tutto quello che sullo schermo appare, nella parte da me prima selezionata. Ho fatto girare, con click del mouse, le immagini nell’ordine voluto mentre riproducevo un file Mp 3 con una musica da me – tempo fa- elaborata con tastiera musicale collegata a pc. Una curiosita’ su questa musica. Chiamai il file di questa  mia versione “Unknown music”,  cioè “musica sconosciuta” perché non conosco il titolo. Molto tempo fa, parlo dei primi anni ’70, dei miei amici formarono un gruppo per suonare. Li ascoltavo, la sera, nella loro “sala prove”. Provavano questa musica, che mi piaceva. La trovai,ad orecchio, con la pianola allora (non avevo ancora una tastiera elettronica). Qualche anno fa,  ho provato ad elaborarla per il computer, così come l’avevo imparata. L’audio , nel video (gioco di parole…) e’ sempre problematico. Faccio si’ che possiate sentirla direttamente dal file (fatto direttamente da tastiera a pc, non dal microfonino), basta cliccare sulla freccetta bianca nel tondino rosso, vicino alla mia immagine che si trova sulla destra. Cosi’ sentite la differenza di riproduzione audio. E’ il microfonino che mi da problemi.

Okay, ciao 🙂

Marghian

UN PICCOLO AVVISO – Sono anche su facebook…

face_profile

Foto delmio profilo Facebook

Ciao. Sono su Facebook da alcune settimane, muovo i primi passi.

Glòi argomenti ed il modo di scrivere  a parte il cazzeggio (li’ si chiama cosi’…) 🙂 sono pressoche’ gli stessi, musica e canzoni comprese  🙂

Allora, mi trovate qui :   https://www.facebook.com/livio.vargiu

CIAO CIAO

Marghian

LA TERRA E LA LUNA, COMPAGNE DI VIAGIO. E L’UTILITA’ DELLA LUNA, PER LA TERRA

TERA E LUNA

earth and moon

La Luna si sarebbe formata circa quattro miliardi di anni secondo tre ipotesi: dalla aggregazione  un nugolo ad anello di milioni di meteoriti, e polveri, che ruotavano attorno alla Terra primordiale quando questa, ancora fumava da spaccature e fori  della sua crosta, ancora in fase id solidificazione; dal cuore stesso della Terra, un pezzo staccatosi da essa (alcuni hano visto nella depressione del Pacifico, parte di cio’ che sarebbe emigrata nello spazio a formare la Luna); ed ancora, e questa e’ l’ipotesi piu’ bella, e la piu’ accreditata, dallo scontro della Terra primeva con un pianeta, un corpo delle dimensioni di Marte. In parte fusosi con la Terra, in parte a costituire il “cerchio” di meteoriti di cui alla prima ipotesi- che non contempla lo scontro con altro corpo celeste, mentre questa si’-. Tre ipotesi, ma di fatto, ancora, non lo sappiamo.  Comunque sia, la Luna e la Terra sono, da sempre….

 COMPAGNE DI VIAGGIO

Ciao. Ho scelto questa immagine, molto significativa, della Terra e la Luna. . La Luna, compagna della Terra. Pensate che la Luna, pur “senza vita”, è importante per la vita qui, come la conosciamo. Ci avete mai pensato? Senza la Luna (legata gravitazinalmente alla Terra, anzi legate insieme, ma la Terra ha una massa molte volte superiore, quaranta volte credo, forse di più), la Terra occuperebbe sicuramente un’altra orbita. Senza la Luna, la Terra avrebbe un’altra velocità di rotazione. L’asse avrebbe oscillazioni diverse, i poli trasmigrerebbero con maggior facilità. Immagina gli effetti della Luna sui moti convettivi del mantello di magma sottostante la crosta, le diverse spaccature nella crosta, diversa deriva dei continenti eccetera. Senza la Luna, noi non ci saremmo. Ma questo, non vuol dire che un pianeta senza una luna non abbia la vita, e la vita intelligente. No, questo no. Ma per la nostra storia, per la storia “personale” della Terra, la Luna, così muta e piccola, è stata determinante.

Marghian

Questo post e’, nella seconda parte- dopo il titolo  “compagne di viaggio”, una mia piccola riflessione postata tre giorni fa su Facebook. Si’, adesso sono anche li’. La Luna. Ci dedco questa canzone, di Ruggeri.

Oh kaiser, il video non si puà incorporare.  C’e l’immagine del video, ma rimanda su Youtube. Fa ‘istèss, dicono a Torino…

CIAO CIAO  🙂

 

LE SACRE SINFONIE DEL TEMPO

LE SACRE SINFONIE DEL TEMPO

Franco Battiato

 

Il filosofo greco Eraclito diceva: “Panta rei os potamòs”, od almeno a lui e’ attribuita la frase, probabilmente piu’ antica: “tutto scorre come un fiume”. Il senso di questa celebre frase è che ogni cosa cambia, e nulla permane. Come l’acqua di un fiume che scorre, così è per noi: ogni istante siamo diversi. E tutto è impermalente, mutevole. Il tempo stesso, che trascina, come un fiume, gli eventi nel fluire degli istanti, mutando le cose, e noi stessi. Noi siamo l’acqua in questo fiume del tempo. E passano gli anni, e come l’acqua di un fiume, anche noi lasciamo traccia nel greto del fiume della vita.  E sono le memorie. Quelle, forse, permangono, o forse no. E passano gli anni, e il tempo della nostra vita.

Si, tutto scorre come un fiume. E come il tempo. Ed io, in esso, ci nuoto, percependone le onde, le forme, i suoni. E lo penso come un fiume, il tempo. Il tempo  che, seppur mi pare impermanente, ed effimero, come un fiume, come un fiume deve avere però anche una sorgente.  Ed  una foce. Forse è questo il senso della vita e del nostro vivere, agire, crescere, e cambiare. Come l’acqua di un fiume raggiungere il mare, in cui tutto confluisce, e, forse, lì vi permane. Non sappiamo…ecco che, mi vien da pensare, sarebbe giusto lasciarsi trasportare, e cambiare, dal tempo.  Ma dove, questo cambiamento, e questo vivere, porta?

Sappiamo che la vita ha un inizio, uno svolgersi, ed una fine. Perciò,  quali che siamo i cambiamenti, qualche che sia il cammino, tale cammino appunto cessa. Allora? Allora, domandiamoci se noi, il nostro tempo finito, il nostro percorso individuale, sia parte di uno scopo universale,  di una meta, di un compimento. O forse noi , anche – o soprattutto? – nella nostra individualità, siamo destinati a qualcosa d’altro, oltre il tempo, in altra cosa.  Chissà.

Nella canzone c’è una frase, un pensiero che viene poi ripetuto anche alla fine: “..con una idea: che siamo esseri immortali caduti in terra nelle tenebre- dall’eterno.  Destinati a errare, nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione…”. Certo, questo non lo sappiamo. Nessuno sa se davvero le cose stiano così. Ma, pur non sapendo, diciamo, con fin troppa certezza, che la vita è questa sola, che “si vive una volta soltanto”, “si nasce e si muore una volta sola” e via discorrendo. . Credere, non credere, la questione non è questa: semplicemente, non lo sappiamo. “Si vive una volta sola”, diciamo e sentiamo spesso dire. 

Ma è davvero così? Ne siamo proprio sicuri? Io so solo che se fosse solo questa, la vita, se non c’è invece un oltre,  (karma o “escatologia finale” non import…a) , il senso dell’esistere sarebbe davvero limitato. Limitato a questi nostri pochi, miseri anni, dalla finitezza, dalla  nostra caducità. Io non lo credo per fede vera e propria, ma mi piace sperare che la vita non sia solo questa, che siamo altro. Certo, “la nostra personalità e’ registrata nei neuroni, un prodotto di elaborazioni del cervello”, come mi ha detto un amico discutendo su questo. Ma non e’ detto che noi si sia soltanto questo. Certo, può essere. Nulla lo smentisce, sul piano della logica umana la cosa sembra anzi calzare a pennello. non e’ da escludere che la vita sia questa sola.  Ma speriamo  proprio di no, altrimenti siamo messi malino.

CIAO

Marghian

 

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

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