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E L’INTERVALLO, SU QUESTO BLOG, CONTINUA. Ma non voglio che sia un intervallo inattivo. E allora…NUVOLE ED ACQUA SU UN PIANETA DIECI VOLTE PIU’ GROSSO DELLA TERRA

Ciao. Devo continuare il discorso sulla materia- energia oscura, con una seconda parte. Passera ancora qualche settimana, e cosi’, a continuazione di questo intervallo, scrivo qualcosa. Qualcosa di diverso dai discorsi imperanti in questi giorni.  Si scrive tanto- ed è anche giusto – del coronavirus, e di risvolti annessi e connessi di vario tipo (soprattutto sociopolitico e psicosociologico, non solo virologico), e io, mentre ubbidisco alla regola di stare a casa (ma non tutto il giorno, prima delle 18 il caffè al bar, lo prendo, ma soprattutto al mattino verso le 10, di mattina è di turno una ragazza, *figge 🙂 – cioe’ una ragazza davvero *deliziosa, *gentilissima, *a modo; poverella, ha il giorno libero solo di mercoledi’…-Nei nove anni in cui anche io avevo un solo giorno libero, e mai di festivo come lei, parlavamo molto del nostro “problema comune”), vi scrivo su qualcos’altro.

Qualcos’altro di molto lontano da noi: di un pianeta i cui ipotetici alieni, venendo qui alla velocità della luce, impiegherebbero ben 124 anni. Ma..ci saranno virus lì? La scoperta di virus, mettiamo su Marte, sarebbe più importante fra l’altro, della scoperta di batteri. Immaginate una scena, nella prima missione esplorativa umana su Marte: “Guardate, dentro questa roccia che ho spaccato con il martelletto (la speleologia marziana, che bella cosa. Quando sarà?! Non so dove si arriverà, con i robottini…), questi sono batteri…anzi, forse c’è dell’altro, fatemi usare un attimo il microscopio laser portatile? Sono virus! Ci sono anche fossili di virus!”. – “Virus? Ma..allora?”-. Allora c’è o c’è stata anche vita complessa qui, perché’ i virus hanno bisogno di un organismo ospite, più grosso dentro cui annidarsi ed a cui attingere, il batterio no, non necessariamente….”.
Okay, lasciamo stare gli astronauti alla loro FUTURA scoperta su Marte, e veniamo al pianeta oggetto di questo post.

NUVOLE DI ACQUA, E ACQUA IN SUPERFICIE, SU UN LONTANO PIANETA

non le solite nubi di monossido di idrogeno e ammoniaca, come su Venere

ACQUA – E NUVOLE DI ACQUA SULL’ESOPIANETA K218b-

A 124 anni luce dal sistema solare c’è un pianeta che può essere della categoria da poco istituita dei “sub nettuniani”, pianeti poco più piccoli di nettuno ma con le stesse caratteristiche (gas di vario genere e nucleo di ghiaccio e ancor più sotto, di roccia), o alla categoria delle “super terre”. Una super terra è un pianeta dal diametro due o tre o quattro volte maggiore del diametro della Terra ma simile alla Terra per: crosta rocciosa, mantello di magma, nucleo esterno di roccia fusa, nucleo interno di ferro-nichel e forse, come al centro della Terra, una bella sfera di uranio radioattivo (tanto maledetto giustamente ma, nel centro della Terra, guai se non ci fosse! e’ una sorta di “motore” per il pianeta

Ecco, alcuni studiosi più ottimisti di altri propendono per la “super terra”, mentre appunto altri pensano ad un “nettuno in miniatura” (metano, idrogeno e elio, ammoniaca, per migliaia di km in profondità, fino a un probabile nucleo solido.
Abbiamo, a 124 anni luce un mondo alieno – dire l’ennesimo- che sta incuriosendo gli scienziati, perché’, se si tratta di una super terra, e sembrerebbe, ci sono forse le condizioni atte ad ospitare la vita, e forse non solo quella batterica e microscopica in genere. Cosa lo fa pensare? La solita presenza di acqua liquida in superficie, “elemento base” su cui nuotano gli elementi della vita, e si abbracciano, si uniscono a formare proto cellule, cellule, aggregazioni di cellule, etc., come è avvenuto e avviene qui sulla Terra.
Vediamo come stanno le cose: Il pianeta è stato scoperto nel 2015 dalla sonda- telescopio “Kepler “(ecco perché cominciano per K i pianeti scovati dalla sonda), targata Nasa. Orbita intorno ad una stella del tipo “nana rossa” stelle grandi un decimo del Sole ma sono molto numerose e longeve: una stella appunto piccola e “fredda” andando ad irradiare appena qualche centesimo della radiazione e calore del Sole. Ma il pianeta sta molto vicino alla stella, e riceve quindi abbastanza calore.

Il pianeta ha un diametro circa due vote e mezza quello della Terra ed una massa di nove volte (intendiamola, la massa, convenzionalmente come “quantità di materia”, invero è altro, è la capacità di una particella di interagire col campo di Higgs, e nasce dal mondo quantistico e si manifesta macroscopicamente con il “peso” ma di fatto con la gravità, anzi generando gravità, ossia “piegando” lo spazio-tempo…) maggiore: su una gigantesca bilancia, K2-18b peserebbe nove volte quella del nostro pianeta.

K2-18b ha già fatto parlare di sé nel 2019, dopo la scoperta di vapore acqueo nella sua atmosfera, ricca d’idrogeno.
Un gruppo di ricercatori di Londra è convinto che il pianeta sia adatto alla vita, e ha stilato in tal senso il suo identikit, pubblicato su una prestigiosa rivista di settore,”The Astrophysical Journal Letters”.
Ecco l’identikit: Il pianeta orbita attorno alla stella nana rossa (meno di un decimo, o un decimo del diametro del Sole, da 0,08 a 0,8 volte, questo il range), nella fascia detta “goldilocks”, ossia “zona riccioli d’oro, ove un pianeta può ricevere “giusta” energia e “giusto” calore, avere temperature con excursus non eccessivi, e poter indi avere una atmosfera simile alla nostra nonché’ acqua liquida in superficie. Perché’ ci sia acqua liquida infatti è d’obbligo che ci sia anche una pressione atmosferica adegata. Su Marte oggi (questo “oggi” è fondamentale: due miliardi di anni fa forse Venere Terra e Marte erano indistiuguibili per atmosfera, acqua e forse vita) , la pressione è di soli 5, 6 centesimi della unità di pressione atmosferica terrestre, il “bar” (dal greco “barion”, “pesante”). Sulla Terra la pressione infatti è di circa un bar. E meno male, altrimenti niente caffè…- a parte gli scherzi , è fondamentale per la vita come noi la conosciamo; oltre ad esserlo anche il tipo di componenti della atmosfera e la struttura geologica del pianeta, i dinamismi geofisici e quant’altro.

I ricercatori hanno analizzato i dati su K2-18b e, dopo simulazioni al computer, il team di Londra è convinto della presenza di idrogeno nell’atmosfera del pianeta, pari addirittura al 6 per cento della sua massa. Occorrono comunque nuovi dati, e la “prova del nove” ci verrà data dalla futura missione del telescopio spaziale James Webb, il “figlio” di “Hubble”, che nel 2021 verrà lanciato.

Per sapere se K2-18b è davvero un mondo ospitale per la vita, occorreranno però nuovi dati, come quelli del futuro telescopio James Webb, targato Nasa, Esa, Csa – Canada.
Okay, chiudo con le parole di Giusi Micela, dell’Osservatorio astronomico di Palermo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf): “questo studio conferma la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera di K2-18b, e non esclude la possibilità che ci sia acqua liquida anche in superficie.

Ma i dati non sono ancora sufficienti per averne una conferma”. Sono pianeti di altri sistemi solari, e anche solo un indizio (per ora le osservazioni sono indirette, ma le caratteristiche spettroscopiche delle curve di luce”, ai bordi, rivelano degli elementi. Un mero esempio: se lo spettro “esterno” da sul verdastro, “è ossigeno”, o “idrogeno” o “ammoniaca” od altro. Questo è importante. E’ la spettroscopia che ci permette di sapere con certezza che gli elementi, nell’universo, sono ovunque gli stessi. Non solo per i pianeti e le loro atmosfere, ma anche per nebulose, ammassi di stelle e pesino galassie lontane: sappiamo di che cosa sono fatte, se abbondano di metalli, di acqua od altro. Non ci sono altri elementi da scoprire. Si e’ arrivati in laoratorio all’elemento Unumpenthium” (elemento 115, 115 protoni e- forse 115 neutroni; i primi – il numero atomico- danno la “impronta” dell’elemento, l’ossigeno ad esempio ha otto protoni,  il carbonio sei, l’idrogeno soltanto uno,l’uranio ha 93 protoni – e 93 neutroni se è allo stato naturale; se, se ne ha in piu’, abbiamo gli isotopi radioattivi ,l’atomo è piu’ instabile,  qualche neutrone “scappa”, e si hanno le reazioni a catena).

L’osservazione di pianeti extrasolari o esopianeti è per ora solo indiretta, e verte solo su pianeti troppo grandi o troppo vicini alla stella madre. NON siamo ancora in grado, puntando su una stella come il Sole, di vedere un pianeta come la Terra a 150 milioni di chilometri dal suo “sole”. Ma è questa la grande frontiera: i pianeti come la Terra sono miliardi, solo che non li vediamo ancora.

CIAO

Marghian

THE DARK SIDE .OF THE UNIVERSE – LA MATERIA OSCURA – PARTE PRIMA

LA MATERIA OSCURA, QUESTA SCONOSCIUTA

PARTE PRIMA

Non tutto cio’ che esiste si vede. E non tutto cio’ che si vede, esiste

(Marghian)

Ciao. Quando poco si sa su di una questione, su di una determinata realtà, diciamo che questa cosa ci è in gran parte oscura. In nessun caso tale espressione risulta più appropriata di quanto non lo sia rispetto all’universo. Certamente, l’universo è grande, misterioso, quantitativamente immenso fino a far parlare di centinaia  di miliardi di galassie, e qualitativamente vario al punto tale di non avere acquisito, ancora oggi, una idea di quale e di quanto vasto possa essere il campionario di oggetti che lo costituiscono: un vero “bestiario” di oggetti che vanno dal micro meteorite che contiene una buona percentuale di oro e platino, oltre ai “soliti” ghiaccio e silicio e carbonio e minime quantità di iridio, uranio, ecc., a globi grandi dieci volte la Terra, a pianeti che vagano senza un Sole, a sistemi solari impossibili- cioè, ritenuti tali fino a qualche decennio fa- con pianeti che ruotano attorno a due, tre o più “soli”-; da stelle talmente grandi che se poste dove sta il Sole raggiungerebbero l’orbita di Giove (es.: Betelgeuse in Orione, che sembra sia una stella morente, sta quasi per esplodere in supernova, ma accadesse adesso, ce ne accorgeremmo fra 600 anni); da stelle fredde con poche decine di gradi in superficie (?!) ad altre come il nostro Sole, che sono a miliardi, a stelle ancor più numerose ma da 0,08 a 0,8 volte la massa del Sole, le più numerose ma le più longeve (non è stata ancora “vista” una stella morta di questo tipo-ah, nana rossa-; piccoline piccoline, hanno pianeti come la Terra, come Giove e “pale di ghiaccio” che sono i loro pianeti più distanti (queste stelle irradiano 1decimo  della radiazione solare, ma su pianeti vicinissimi, che sono potenzialmente abitabili se hanno un “anno” di pochi giorni o settimane). Potenti getti di acqua sono stati visti in molte zone dell’universo, e inoltre i terribili buchi neri, da tre o quattro volte la massa del Sole a sei miliardi e passa di volte la massa del Sole. Normale che l’universo ci sia in gran parte oscuro. Ma io non mi riferivo a questo senso (sistemi solari che non scopriremo mai perché’ su altre galassie, e sono milioni di miliardi). L’univferso ci è in gran parte oscuro nel vero senso della frase: è fatto per la maggior parte di materia oscura, davvero oscura per i nostri occhi, e perfino per la realtà aumentata mediante telescopi e radiotelescopi. D materia oscura, e di energia oscura. Non nel senso che non sappiamo quanta materia l’universo contenga, non perché’ non sappiamo quanta energia sia in gioco fra gravità. Luce, raggi gamma e forze nucleari di tutte le stelle. Ma perché’ davvero questa materia e questa energia sono letteralmente ALTTRO, rispetto alla materia e alla energia che conosciamo, e che vediamo. E al vediamo davvero, sebbene non tutta. Dimentichiamoci di trovare nelle lontane stelle o galassie “altri elementi chimici”. No, seppur ignoranti, gli elementi dell’universo li conosciamo tutti. Non si tratta nemmeno di elementi sconosciuti ne’ di forze sconosciute (vi ricordo che le forze sono gravità, elettromagnetismo, e le forze nucleari forte e debole). Si tratta proprio di un’altra materia “altra” che non si vede, sotto nessun riflettore- ne’ ottico, ne’ radio, ne’ di altro tipo -. Tutta la luce e la radiazione di tutti gli ammassi di galassie dell’universo, potessimo vedere a fronte sferico, ci mostra solo il 4 o il 5 per cento de dell’universo. Il resto è queste due cose, materia oscura ed energia oscura. Il 26 per cento la prima, il 74 per cento la seconda. La materia visibile, è solo il 4, oppure 5 per cento. Sappiamo solo due cose sulla materia e sulla energia oscure: la materia oscura manifesta, al pari della materia ordinaria, gravità: crea gravità secondo Einstein (ogni massa piega lo spazio-tempo), e la subisce, proprio come la materia ordinaria. Altra cosa che sappiamo, è che l’energia oscura fa una cosa bellina bellina. Su larga scala (almeno sappiamo che su larga scala produce effetti quantificabili), l’energia oscura è ANTI..GRAVITA’. L’universo ha una espansione accelerata, per via di una forza che PREVALE  sulla gravità, a livello globale. Questa precisazione è importantissima. Perché due pianeti possono attrarsi fra loro, per gravità (se la terra non cade sul Sole, gravità diecimila volte maggiore, è solo perché si muove a velocità sufficiente, durante l’anno); persino due galassie o più si possono attrarre fra loro; anzi, lo fanno. Andromeda e la nostra galassia si avvicinano, e si “toccheranno” (ma solo qualche rara stella, colliderà con un’altra) fra tre miliardi di anni e nel tempo si fonderanno in una sola; è su larga scala, in termini di milioni di ammassi di galassie, è nell’insieme che l’universo si espande! E lo fa, pare, per una forza che contrasta la gravità come noi la conosciamo. Per questo si pensa ad una misteriosa forma di energia oscura. Ora, io ho citato a intermittenza materia oscura ed energia oscura, gravità e antigravità (o l’effetto che sembra manifestare tale misteriosa energia); ma voglio arrivare alla questione centrale, ossia cosa sono materia oscura ed energia oscura, e soprattutto PERCHE’ gli scienziati, affinché’ i conti tornino nel cosmo, sentono “il bisogno” di rifarsi a queste due cose: perché deve esistere, un surplus di materia, per giunta notevole, oltre a quella di stelle e pianeti ed ancora perché deve esistere una forza che si opponga, e di molto anche, alla gravità facendo espandere l’universo in maniera persino accelerata? Perché si pensa all’esistenza di materia oscura ed energia oscura? Non basta la materia che si vede, o che comunque sappiamo che esiste, quale quella che costituisce pianeti, stelle, polvere interstellare (soprattutto idrogeno ed elio, ma in esse ci sono tutti gli elementi), buchi neri? Perché’ la materia oscura NON E’ l’insieme di queste cose – anche se non vediamo i pianeti di altre stelle e molte nebulose sono di fatto oscure-, ne’ tanto meno vediamo i buchi neri, o quelle quasi stelle che in quanto troppo piccole non si accendono mai e che sono le nane brune. Non sono nemmeno i neutrini, particelle di massa quasi nulla e di fatto “oscuri” per noi ma quel con quel “quasi” che, se sommiamo insieme tutti i neutrini di cui miliardi colpiscono in un secondo ogni singolo centimetro quadrato della nostra pelle attraversando tutto il nostro corpo e persino tutta la Terra e di cui pochissimi si incastrano nella materia, per cui i rilevatori sono situati nelle profondità della roccia o del mare; se li sommiamo, formano una massa capace di “incidere” sulla gravità universale. E si è pensato anche ai neutrini come “candidati” per la materia oscura. Ma i neutrini non incidono abbastanza; nemmeno se la loro complessiva azione (gravitazionale, sempre…) si sommasse a quella di pianeti, nebulose oscure, buchi neri e nubi di comete che SICURAMENTE, in analogia con la “nostra” nube di Oort che circonda il sistema solare, con miliardi di comete e asteroidi. Non è sufficiente a giustificare come la materia visibile, così poca, si tenga così bene insieme, nelle sue strutture di base che sono, ai fini del nostro discorso, le galassie, gli ammassi di galassie, e le stelle periferiche delle galassie, “troppo veloci” per una gravità fatta solo delle sue stelle. Allora, come nasce l’esigenza di vedere se esistono la materia oscura, che sembra “occupare” il 25 o 26 per cento di tutta la materia dell’universo, e l’energia oscura, che rappresenterebbe il 75 per cento della materia- energia dell’universo, lasciando al dominio dell’universo visibile solo il 4 o il 5 per cento? Cominciamo dalla “materia oscura”.

MATERIA OSCURA. PERCHE’ SI RITIENE CHE ESISTA?

Semplicemente, perché la materia oscura è necessaria. La questione parte, per quanto riguarda la materia oscura o gli effetti attribuiti teoricamente alla sua presenza, in particolare, per via del fatto che sono state sperimentalmente riscontrate delle forti anomalie nel moto di rotazione delle galassie, specie quelle a spirale come la nostra o la “sorella” Andromeda e ancor più strano sembra essere il comportamento di insieme nella galassie negli ammassi, ammassi di decine o centinaia o migliaia di galassie con una disposizione ed un comportamento reciproco non giustificati dagli standard basati sulla materia visibile, intendendo per “visibile” anche quella materia che compone oggetti “non luminosi” come i pianeti stimati come esistenti nel cosmo.

QUALI SONO LE ANOMALIE IN GALASSIE E AMMASSI DI GALASSIE?

La nostra galassia compie un giro su se’ stessa in circa 250 milioni di anni

Troppo velocemente, perche’ rimanga stabile strutturalmente

galaxy

Le anomalie non sembrano essere giustificabili con un modello che consideri solo la materia visibile e conosciuta. Occorre molta piu’ massa. E sembra eserci.

 Le galassie ruotano “molto velocemente”, relativamente – in 250 milioni di anni la nostra-  riuscendo comunque a “non sfaldarsi” in periferia, perdendo stelle, con i bracci a spirale che mantengono invece la forma costante, e questo è strano per una gravità che, senza quella aggiuntiva della materia oscura, diminuisce per legge fisica con il quadrato della distanza dal centro con le stelle periferiche che ruotano “troppo veloci” per restare dove stanno, nell’orbita, e la galassia che si mantiene bella tranquilla. La materia oscura sarebbe disposta “sfericamente” ad avvolgere la galassia o gruppo di galassie,  e non solo “sul piano del disco galattico; si e’ pure pensato a galassie a doppio disco, materia-materia oscura. Lo pensa la scienziata statunitense Lisa Randall. Altro fenomeno importante è questo: una galassia, o un ammasso di galassie, posta fra noi e un oggetto lontano (galassia o ammasso) devia con la sua gravità la luce dell’oggetto lontano di modo da farcelo vedere, se è una galassia, come “più galassie” pur essendo una sola, o addirittura queste  “galassie fantasma” sembra quasi si “tocchino”, a formare un “anello di luce” come aveva previsto Einstein, con la sua idea di lente gravitazionale. “Un anello di luce”, cosa che può succedere –dicono gli scienziati da calcoli e simulazioni – solo se la materia oscura è distribuita in un alone circondante la galassia o l’ammasso di galassie (cluster. Cosa è la materia oscura, cosa può essere?

Una materia che è materia, perché genera gravità e per farlo possiede per forza della massa (solo una massa curva lo spazio-tempo);  Non si sa di cosa sia fatta la materia oscura, si ritiene possano esistere particelle di grande massa ma che non interagisca, se non molto debolmente, con la materia ordinaria.  Particelle ipotetiche dette per  questo “particelle debolmente interagenti dotati di massa”, “Weakley Interactive Massive Particles, o WIMP. Pur se non si è tanto sicuri delle WIMP. Sono stati considerati come “candidati” anche i neutrini, essendo di fatto “oscuri” in quanto di massa molto piccola, i neutrini nascono dalle fusioni nucleari nelle stelle, sono associati ad altre particelle (neutrino elettronico perché’ va con l’elettrone, neutrino muonico perche’ con il mu-mesone, ecc.), ci arrivano dal Sole quasi alla velocità della luce. Ma la loro massa, troppo esigua, ha fatto dubitare. Si è pensato alla particella ipotetica detta “neutralino” (qui però bisogna verificare la teoria della super simmetria dell’universo, con le “s- particelle”- per vedere se i neutralini esistono, insieme ai s-elettrni, s-quark; è la teoria del super mondo a 43 dimensioni, mentre il “modello standard”, senza la materia oscura, ne contempla 11… (ogni particella ha la sua  s-particella con caratteristiche opposte (non c’entra l’antimateria), dove per esempio se l’elettrone del mondo che conosciamo  è un fermione (cioè con caratteristiche stabilite da Fermi e Dirac come  la “rotazione”  considerata parziale o frazionata ),  il s-elettrone è un bosone (con caratteristiche rispondenti alla cosiddetta “statistica di Bose”. Come lo spin- rotazione- intero). Eh, qui si entra in terreni un po’ in salita. Basti sapere che queste teorie erotiche davvero  “per esperti “depongono ora a favore, ora a sfavore della materia oscura, e della sua necessità di esistere, come vedremo.       

La materia oscura sembra comunque interagire fortemente con la materia conosciuta, ma come gravità non come “contatto fisico”- non ci sono collisioni visibili ordinariamente fra  materia e  materia oscura-, le particelle della materia oscura attraverserebbero letteralmente la materia ordinaria e viceversa, e attraversando la materia ordinaria, non sarebbe rilevabile da strumenti- fatti di materia ordinaria-. Si ritiene, in via puramente teorica, che la materia oscura possa essersi generata in quantità industriale – direi, 26 per cento contro il 5 per cento della materia normale –   con il Big Bang, si pensa addirittura prima! Prima del big bang sarebbe esistita una cosetta simile ad una sfera piccola come un atomo e “palpitante”, indecisa ad espandersi da non so quanto tempo- Stephen Hawking: “una singolarità senza mai un inizio!”- , con una “zuppa” ove coesistevano particelle di materia, “quasi eguale” antimateria, e materia oscura, che sembra fosse li’ pronta per la futura “coesione” fra le galassie e delle galassie: una colla insomma; Annullata ( –o no? Non del tutto? Espulsa in un “anti universo speculare al nostro? -) l’antimateria per un piccolissimo sbilanciamento iniziale, la materia oscura è “cresciuta”- non in quantità, ma in espansione, insieme  con la materia che da quark e gluoni (ah, questi tengono insieme i quark di un protone e di un neutrone)  si è poi in frazioni piccolissime di secondo, il tutto “nei primi tre minuti”  organizzata in atomi, idrogeno in primis,, e da questi per sintesi nucleare nelle stelle, gli elementi che conosciamo, espulsi ovunque da immani esplosioni di supernova; la materia oscura poi che ha convissuto da sempre con la piccola percentuale di materia ordinaria, ma  non visibile con alcun mezzo conosciuto, solo  per l’attrazione gravitazionale, dunque ha massa. Le sue particelle, quali che siano, hanno massa.

MATERIA OSCURA E MATERIA ORDINARIA IN UNA GALASSIA COESISTONO

Lisa Randall. Per lei la galassia ha dentro un “disco oscuro”, che la tiene insieme

Non emette radiazione di nessun tipo la materia oscura (per questo la si definisce oscura), ma si rivela bella efficiente come generatrice di massa. Allora, abbiamo visto a grandi tratti quali sono le anomalie riscontrate- si intende sempre su larga scala, nel sistema solare la materia oscura non crea “problemi” , a parte qualche fenomenologia irrilevante riferita ad essa-, in galassie ed ammassi di galassie. La materia oscura in una galassia, esisterebbe “insieme alle stelle”, quindi la galassia sarebbe “un doppio disco”. Ma dagli studi sul fenomeno “lente gravitazionale”, dove una galassia devia la luce di un oggetto più lontano osservato a formare “un illusorio anello”, si deduce che un regolare alone- e fuori dal disco non ci sono stelle-, di massa, o materia. Oscura.

Ecco cosa dice una notizia a proposito della osservazione  degli effetti della materia oscura, e del fenomeno di lente gravitazionale. . Con il telescopio spaziale Hubble, e grazie anche ad un potente telescopio a terra dell’ESO, un gruppo  di astronomi ha osservato la collisione simultanea di ben  quattro galassie nella regione centrale di un grosso ammasso di galassie, ho copiato il nome dell’ammasso, Abell 3827, a circa un miliardo e quattrocento milioni di anni luce, osservando una sorta di “collisione materia oscura con altra materia oscura”! Non attrazione gravitazionale, ma collisione. Ma…fra materia oscura e materia oscura, quasi a voler confermare la sua caratteristica principale, ossia quella di non interagire in nessun modo con la materia ordinaria. Ma, guarda li’, caso volle che questo ammasso Abell 3827 si trovi allineato fra la nostra “visuale” ed una galassia di sfondo molto più lontana. Orbene, l’immagine di questa è stata deformata “ad archi”, la forma “ad anello” della lente gravitazionale di Einstein. Ecco che la materia oscura proprio attorno alle galassie in collisione distorce lo spazio deviando la luce della lontana galassia. Una discrepanza che con la sola materia visibile non è giustificata, sempre stando nell’ambito delle teorie  standard sulla gravità. Okay, nella seconda parte vedremo come è distribuita nell’universo, fra le galassie e non solo attorno ad esse, la materia oscura. Altri punti a sostengo della sua esistenza,  E toccheremo la questione della energia oscura (dalla cui esistenza e “forza” dipendono i possibili destini futuri dell’universo!) . E vedremmo perché, per alcuni, la materia oscura non esiste ma andrebbe invece  rivista la teoria sulla gravità, che su larga scala esulerebbe dalle leggi di Newton e, secondo alcuni, di Einstein stesso. Uno scienziato olandese, in certo senso, lo ha sfidato. C’e’ da vedere poi la strana idea –con tanto di equazioni – che la gravità nasca dal mondo quantistico (gravità a loop, gravita’ quantistica, ecc); attende inoltre conferme la teoria delle stringhe – ogni particella sarebbe una proiezione di una “cordicella vibrante” – , quella delle “spurestringhe”- attraverserebbero l’intero universo-, teoriee che potrebbe cambiare molte carte in talvola…..  Vedremo.

CIAO

Marghian

21/BORISOV – UNA COMETA DI NATALE VERAMENTE ALIENA

UNA COMETA DA ALTRI MONDI

first interstellar comet

Belle quelle astronavi a forma di siganro. In questo caso no, sono effetti di aberrazione ottica. Ma non significa che, piu’ in generale, queste astronavi  non esistano 🙂  

Ciao. Nemmeno per questo Natale prossimo imminente (e immanente, dato che passa in fretta) riesco a esimermi dallo scrivere di comete, dato che la cometa (qualunque cosa fosse in realtà la cosiddetta la cometa di Betlemme, che forse cometa non era), sta alla tradizione quanto le renne o il bue e l’asinello. Ma il mio spunto di riflessione e di dilettantesca trattazione, non mi viene solo dalla atmosfera suggestiva del Natale. Soprattutto, mi dà un fatto di cronaca spaziale, una notizia di qualche settimana fa, che ha come protagonista proprio una cometa. Le comete sono tutte belle, tutte spettacolari, pur se solo quando il Sole le accende con il suo “vento”(un vero vento, il vento solare ) fatto di luce e particelle- revalentemente atomi di idrogeno, elio, e protoni e neutroni ed elettroni allo stato libero (di cui praticamente il Sole è fatto, e si manifestano quasi come i pavoni, esibendo una chioma che assume anche la grandezza di uno sferoide di 100 chilometri di diametro, ed una cosa di qualche decina, o centinaio di milioni di chilometri, nella direzione oppposta a quella delle particelle solari. Okay, tutte le “stellas cun coa”- come le chiamiamo noi sardi-, le stelle con la coda sono meravigliose. Ma la cometa di questo Natale – ecco la particolarità -non fa parte della nostra famiglia di comete, ossia non viene dalla cintura di asteroidi e comete che sta oltre ben oltre Plutone ma “disposte” a ciambella attorno al Sole; e nemmeno dalla immensa “nube di Oort”, un bellissimo sferoidale del diametro si pensa di quasi un anno luce che avvolge tutto il Sistema Solare. Questa cometa viene da un altro sistema solare. Conosciamola meglio.

 

borissov comet

Immagini ottenute sulla cometa. A fianco, la chioma e la coda raffrontaata alla Terra

E’ la cometa denominata 2I/Borisov, dal cognome dello scopritore. E’ stata “avvistata” quest’anno, il trenta di agosto. , che viene da oltre il sistema solare. Il 22 è Solstizio d’inverno, giorno più corto dell’anno. Sarà possibile osservare chiaramente la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Luca Parmitano – la ISS come cometa di Natale artificiale J . – Ben visibile soprattutto l’8 e 9 dicembre scorsi, la cometa “aliena” 2I/Borisov ha una gigantesca coda bianca che si estende per 160.000 chilometri di lunghezza, ossia oltre 12 volte il diametro della Terra, pensate. Questa sua caratteristica è stata osservata da astronomi della Università di Yale e nelle Awaii. Già a ottobre, a 2 mesi dalla coperta, la cometa è stata per così dire “messa a nudo”, ben vista dal telescopio spaziale Hubble, e ha raggiunto la sua massima vicinanza al Sole l’8 del mese in corso, il giorno della Immacolata (anche la nascita di Maria accompagnata da una stella cometa? O una astronave le diede un passaggio qui sulla Terra? Scherzo ). Il mese scorso sono state effettuate le valutazioni da parte degli scienziati sulle sue caratteristiche in termini di coda e chioma., la cometa quindi avvolta da un velo bianco splendente, come pure la coda, essendo l’una e l’altra prodotta da esalazioni di gas (vapore acqueo, ossigeno, altri gas, materiale roccioso) , e da espulsioni di particelle (piccoli frammenti di minerali, quali carbonio, silicio, metalli)..

Da cosa si capisce che la cometa proviene da un altro sistema solare? Queste comete sono importanti per gli scienziati per lo studio dell’acqua “aliena”- dato che le comete sono fatte prevalentemente di ghiaccio d’acqua ma anche di “ghiaccio secco” ( CO2 congelata), e poiché non è stata approntata nessuna missione per “andare a prendere” del materiale come nella missione “Stardust” o la missione “Rosetta” o altre, per studiare i componenti, chioma e coda, si fra’ uso probabilmente, fra altre cose di cui non so, della spettroscopia, ossia dalla analisi della luce nelle diverse bande di frequenza che ci arrivano dall’oggetto. ogni materiale, assorbe o emette una determinata frequenza di luce e radiazione, quindi si potrà sapere “grosso modo” qualcosa sul materiale che compone la cometa. E’ grazie la spettroscopia che noi sappiamo la presenza e le percentuali – ovviamente non esattissime – di materiali di nubi spaziali, stelle e persino galassie, distanti queste ultime anche qualche miliardo di anni – luce.

 

Dobbiamo proprio alla spettroscopia il fatto che sappiamo che le stelle degli ammassi globulari, piccole nano galassie distribuite in tondo attorno alla nostra galassia, di forma tondeggiante contenenti ciascuno qualche centinaio di migliaia di stelle dette “della popolazione di alone” (mentre noi, Sole, siamo di una stella “della popolazione di disco”, perché’ sul disco galattico, in uno dei due bracci della spirale della nostra galassia) , sono molto vecchie e povere di metalli.

Come si capisca la provenienza extrasolare di una cometa o di u asteroide (ricordate quel coso a sigaro Oumuamua? Un asteroide venuto da fuori del sistema solare, scoperto nel 2017), si parla di una “zona del sistema Solare” dove passerebbero gli oggetti extrasolari, dicono, una “finestra di spazio” fra Giove e Urano. Una cometa che passasse di lì, come forse è il caso della 21/Boris, avrebbe una traiettoria non compatibile con la provenienza da uno dei nostri “serbatoi” di comete, fascia di Kuiper (oltre Plutone) e Nube di Oort piu’ oltre ancora). Sembra poi che questa cometa vada particolarmente veloce. Una cometa nel nostro sistema solare è “frenata” dalle attrazioni di pianeti, altri asteroidi ecc. Una cometa extrasolare, ha viaggiato per molti anni luce “indisturbata” , attirata- una volta giunta a metà strada fra il suo sistema e il nostro, soltanto dalla gravità del Sole, gravità che la cometa sente “sempre più forte”, fino ad essere doppia una volta che la distanza dal Sole diminuisse del suo quadrato, secondo Newton. Quindi, la cometa sarebbe entrata nel sistema solare, “tutta lanciata”.

Abbiamo avuto una cometa di Natale (nostrana quella volta eh?) anche l’anno scors, vi riporto qualche passo del post in merito.

46_P_Wirtanen

Bella eh?? Questa cometa, del nostro sistema Solare, è passata al perielio (punto massima vicinanza al Sole il 12 dicembre dell’anno scorso), e vicinissima, 30 volte la distanza Terra Luna (180000X30), 11400000 KM. Suggestiva questa “visione prospettica” di Luna e cometa che esmbrano stare affiancate, con la chioma che la supera in diametro, e le stelle.

Molto di più rispetto alla nostra curiosità e ai nostri binocoli ha potuto fare potuto fare l’osservatorio ALMA in Cile,  nome completo “Atacama Large Millimeter/submilimeter Array”, con le cui antenne hanno osservato l’oggetto cometario fotografandolo già il due del mese corrente, quando stava a 16 milioni di chilometri e mezzo da noi.

ALMA è riuscito  quella volta a catturare nel dettaglio la chioma, cioè l’involucro gassoso che si forma attorno al nucleo cometario quando la cometa transita vicino al Sole, per effetto della radiazione solare, che come un forte vento che soffia sulla neve, ne fa volare fino a costringerci a ripararci in qualche modo. La chioma assume dimensioni enormi rispetto al nucleo, se il nucleo infatti è di cinque chilometri, la chioma può diventare uno sferoide di anche cento chilometri, e la coda, lunga alcuni milioni di chilometri. Materiale estremamente rarefatto ma capace di accendersi dei riflessi della luce solare, talora con colori differenti dal bianco (scie bluastre, verdastre, ecc.)….

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(scrivero’ nuovamente su questo blog dopo le feste, al rientro dal mio soggiorno a Torino, partiro’ Giovedi’. Li’ mi limitero’ forse ai commenti da cellulare, a meno di non trovare un computer disponibile)

CIAO

Marghian

 

 

 

 

CHE FORMA HA L’UNIVERSO? ALCUNI SCIENZIATI RITENGONO CHE L’UNIVERSO SIA “CHIUSO”, ALTRI “APERTO”, ALTRI ANCORA “PIATTO”

LA FORMA DELL’UNIVERSO

Quale forma ha, se ce l’ha, l’Universo?

UNIVERSO INFINITO O INFINITI UNIVERSI?

Per poter parlare di forma dell’universo, questo deve essere finito. Se e’ infinito, non si puo’ parlre di forma (forma uguale delimitazione). L’universo potrebbe essere infinito, ma se e’ finito, deve avere una forma. E potrebbero esistere infiniti universi finiti, in un multiuniverso senza fine. La loro “disposizione” potrebbe essere: “su delle brane” (teoria delle brane); come delle enormi “bolle” disposti in uno spazio piu’ grande. O ancora,  questo modello non e’ nella immagine, “uno dentro l’altro”, ciascuno con una propria frequenza vibratria della materia- energia. Noi vedremmo solo la nostra realta’, ma essa non sarebbe l’unica: ciascuno prigioniero nel proprio “guscio – universo”. Od ancora, univesi opposti ad altri o speculari, materia da una parte, antimateria dall’altra…..

Mi chiedo che forma abbia l’universo. La risposta non è così semplice ed intuitiva come potrebbe sembrare: rotondo, come la Terra, o a forma di girandola, miliardi di galassie a formare una mega galassia, a occhio croce dalla stessa forma a spirale. Oppure ancora, tutte le galassie poste su un enorme sottilissimo foglio piatto- anche se questa del foglio piatto, o branca, è solo una raffigurazione ideale, lo spazio ha sempre (almeno) tre dimensioni. A forma di tubo che gira su se’ stesso? Queste sono le possibili soluzioni che vengono in mente. Ma se l’universo ha una forma, qualsivoglia sia, non deve essere infinito: se e’ infinito, chiaramente non ha nessuna forma (ogni forma deve essere delimitata). Queste sono le nostre intuizioni. Tralascio quelle degli antichi, perché’ mi fanno morire dal ridere (universo che poggia su una grande tartaruga, il mondo retto da atlante), una grande aquila che in volo lascia andare un uovo e… ecco però la forma che per gli scienziati potrebbe avere l’universo: sarebbe come una palla da rugby, fatte le dovute differenze. Ma questo ad una sola condizione: che l’universo sia chiuso, non aperto, ne’ piatto (l’universo piatto  è una cosa seria, da non confondere con la Terra piatta, e poi “universo piatto” non va preso proprio alla lettera..)

Che significano “universo chiuso”, “universo aperto”, “universo piatto”? Comincio dal piu’ semplice (faccio per dire). Una cosa che vale per tutte: dipende tutto dalle proporzioni e relazioni fra la densità della materia- quindi dalla massa complessiva-, la gravità e quello che si oppone ad essa, l’energia di espansione dell’universo che lo fa espandere, se è o non è più forte della gravità. C’è una cosa detta energia oscura, che per ora lascio a successivo post, ma che tenderebbe a far espandere l’universo, e la massa complessiva a “tenerlo insieme”. Per “massa complessiva intendo quella della materia che vediamo e quella che non vediamo, la materia oscura (farò un post a parte. Ma basti sapere che la materia visibile è solo il 4, massimo il 6 per cento, il 26 per cento materia oscura e il 74 per cento è energia oscura. Non si sa cosa sia, ma fa allargare l’universo. Date queste forze in gioco, le possibilità sono queste: o l’universo si espande fino a diventare estremamente rarefatto e “spegnersi” per freddo, se la forza di espansione prevale, o ad un certo punto cessa di espandersi e diventa “stazionario”, quasi eterno, o comincia a ricadere su se’ stesso perché’ la gravità o energia positiva ha prevalso su quella anti…gravità, energia oscura. L’universo ricade fino a ricostituire quel punto detto “singolarità” come era prima del big bang.

– Questo pensano – fra i tanti, dei ricercatori che hanno condotto uno studio del Centro di Astrofisica “Jodrell Bank” dell’Università di Manchester. L’universo sarebbe “chiuso” e avrebbe- idealmente – la forma di una palla da rugby. Ma non tutti sono d’accordo su questo, dato che si tende a ritenere che sia più probabile che l’energia espansiva non si lasci vincere e che l’universo sai destinato a non contrarsi, grazie ad un “equilibrio ultimo ” fra forze di espansione e di contrazione: il cosiddetto universo “piatto”,. Altri propendono per un universo aperto, con espansione senza fine; altri ritengono si verifichi alla fine, nello spazio tempo, un “grande strappo” (teoria del “big rip”), dove sara’ lo spazio a strapparsi, fin nei singoli atomi che cesseranno di essere integri. Tutto dipenderebbe dalla apertura o chiusura dello spazio tempo; se a forma di “palla”, lo spazio curvo su se’ stesso, ove partendo da un punto, “convinti di andare diritti, si torna al punto di partenza. Nemmeno la luce potrebbe “uscire” dall’universo chiuso, noi staremmo vivendo in un universo – buco nero in sostanza. L’idea dell’universo chiuso è saltato di nuovo alla ribalta perché’ l’anno scorso il satellite “Plank” avrebbe rivelato una maggiore densità della “radiazione cosmica di fondo” (oh bella…e ‘semplice, è la radiazione residua del big bang, allora caldissima ora scesa a tre gradi sopra lo zero assoluto). La radiazione di fondo è stata rilevata essere “più intensa del previsto”, e vai con la interpretazione pubblicata sulla rivista Natural Astronomy. Dettaglio dicono non da poco, dato che forse la gravità avrebbe “distorto”, ripiegandola, la radiazione di fondo, dando prova di “maggior potenza- la gravità- da far pensare che essa l’avrà vinta, tenendo l’universo in uno stato di curvatura su se’ stesso sufficiente a farne un giorno cessare l’espansione (universo con spazio-tempo chiuso)

per qualche scienziato, non d’accordo, sarebbe stato solo un colpo di fortuna statistico, aver rilevato la maggior densità della radiazione di fondo; per altri, i dati sono esatti, ma lungi dal poterci dare la giusta interpretazione. Allora, l’universo è come una palla di rugby, come una ciambella o disteso in una immensa brana? Non è finita, si ritiene possano esserci tanti universi chiusi e /o tanti universi aperti, e/o tanti universi “piatti”, e forsanche infiniti.

CIAO

Marghian

IL CENTRO DELLA NOSTRA GALASSIA. E’ FORSE UNA PORTA DI ACCESSO AD UN ALTRO UNIVERSO?

UN CANCELLO SPAZIOTEMPORALE CHE DA’ SU UN ALTRO UNIVERSO?

PARREBBE DI SI’….

worm hole

Ingrandite l’immagine – per leggere le didascalie

Premessa

Ciao. Perfino ai più disincantati nei riguardi di argomenti riguardanti lo spazio, a chi chi si disinteressa totalmente di materie quali l’astronomia, o l’astrofisica (la prima che verte grossomodo su come le stelle sono situate, su come i corpi celesti ruotano si attraggono, si urtano e coso; la seconda è più “sostanziale”, si interessa di come è fatta e di cosa è fatta una stella, di come si forma, e del perché’ esistono pianeti e stelle,..), al contadino che mentre lavora la vite ascolta una radiolina, ed anche la casalinga che si accontenta di vedere Jerry Scotti o Imma Tataranni , Tale e Quale (che guardo anche io)  o Montalbano, suonano ormai familiari parole come “buco nero”, “stargate” o “centro della Galassia”, “quarta dimensione” (ahime’, con una confusione su questo “quarta dimensione, da far pensare a molti che lì, “nella quarta dimensione”, ci stiano i morti…. (??!!)); o ermini quali  “anni luce” o “ammassi di galassie. Grazie al contributo divulgativo  di un “Piero Angela” o di un “canale Focus”, ci arrivano – volenti o nolenti-, questi termini. I film, poi. Uno per tutti, il film “stargate” ed altre “fonti estemporanee come quando io, leggendo Superman, mi imbattevo in parole come “raggi galattici”, “pianeta Krypton”- che aveva un sole rosso – e di fatto i soli rossi esistono….-, e ancora “antimateria”, “viaggi nel tempo”. Sui viaggi nel tempo poi, in Superman c’era un certo fondamento scientifico: “io posso viaggiare nel tempo grazie all’ultra velocità’”. In teoria infatti, potendo viaggiare alla velocità della luce, si va avanti nel tempo perché’ “il mondo esterno” va velocissimo rispetto a me che viaggio” e per chi sta nel mondo esterno, io quasi non invecchio. MI fermo e sono nel futuro. Superando (se fosse possibile) la velocità della luce, si va indietro nel tempo. Superman, superando C, la velocità della luce, viveva avventure nella antica Grecia ecc. Dunque, termini che ci sono familiari, perché’ veicolati ormai da un humus “culturale” e anche “di moda”, divisi- noi gente comune, nel credere o non credere (la maggior parte), che certe cose siano possibili, come viaggiare da un punto all’altro dell’universo istantaneamente, o raggiungere luoghi in un altro universo. Si’, il mondo scientifico ritiene altamente probabile che altri universi esistano!

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Ho ritenuto necessario questa premessa, dato l’argomento “collegamenti spaziotemporale”, contemplati dalla teoria, nientemeno che dà delle  “signore teorie”, quali la Relatività Generale” (che si occupa, è importante, degli effetti della GRAVITA’ sul TEMPO e sullo SPAZIO- la relatività ristretta  si occupa dei corpi in movimento quando questi si avvicinano a C, velocità della luce, da indicata così nelle equazioni da “velocita’” in latino, Celeritas), e dalla teoria delle “stringhe”, da cui l’idea della esistenza di dimensioni “esotiche” , e non solo le tre dimensioni più il tempo (spazio-tempo), e di energie che permetterebbero la formazione di certe strutture alterando la geometria dello spazio-tempo già partendo dal mondo quantistico: “particelle non osservabili simili a tanti singoli “anellini” che vibrano e creano una dimensione invisibile che su larga scala che si traduce in gravità (la gravità detta “a loop”, una cosa non facile da capire…). Quindi la Relatività e la teoria delle “stringhe”, supportano, diciamo, l’idea di “cancelli spaziotemporali.

SAGITTARIUS A

Al centro della nostra galassia (per analogia al centro di molte altre, forse di tutte…), c’è una sorgente molto forte di onde radio. Tale fonte di raggi X, onde luminose, raggi Gamma (la differenza sta nelle frequenze, i Gamma sono i più energetici…), e’ detta “Sagittarius A, in quanto per vede la zona del centro galattico, si deve guardare verso la Costellazione del Sagittario. Perché’, però, tutta questa energia in ballo? Le stelle lì sono tutte addensate, e ruotano più velocemente intorno al centro, e questo significa una sola cosa. Un enorme buco nero, che si nutre di materia inghiottendo gas, e la materia di intere stelle, la materia che vi cade dentro ha velocità relativistiche (ossia una porzione considerevole della velocità della luce, C), e per questo ci sono i raggi Gamma. Tutte le stelle, sole compreso, ruotano attorno al centro galattico. Ma quelle prossime al buco nero centrale, ancor di più. Questo buco nero, pensate, ha la massa (ossia la quantità di materia come grosso modo viene spiegata ai più, a noi) pari a 4 milioni di volte, se non di più, quella del Sole e un raggio di soli 13 milioni di chilometri, tutto concentrato li. La Terra dista dal Sole 150 milioni di Chilometri, per fare un paragone. Attorno al buco nero centrale si forma un disco di accrescimento, analogamente a quel che succede attorno ad una nuova stella – dal cui disco si formano pianeti, asteroidi, comete e coso-; ma attorno al buco nero tale disco è fatto di materia di stelle, molto caldo e denso, che va a finire, a velocità relativistiche, verso l’orizzonte degli eventi del buco nero. L’orizzonte degli eventi è quella superficie oltre la quale dal buco nero non esce nulla, neppure la luce per la forte gravità. La luce non pesa, ma la gravità non agisce solo a livello di peso. La gravità PIEGA LO SPAZIO, e un raggio di luce che creda di andare diritto, di fatto lo fa IN UNO SPAZIO CURVO, e la superficie del buco nero è proprio il limite di uno spazio curvato al massimo, e se c’è luce dentro il buco nero, se lì dentro non è diventata qualcosa d’altro, se rimane come luce, arriva in superficie  e torna indietro, imprigionata. Il raggio del buco nero (di qualsiasi buco nero) si chiama “raggio di Scwartzchild” (sono una frana per i nomi tedeschi..). Quello del buco nero “Sagittaruis A è di 13 milioni di chilometri soltanto, per quattro milioni di volte circa la massa del Sole. Ma cosa implica, oltre al “funzionamento” delle dinamiche celesti in un certo modo, l’esistenza di enormi “perni” di energia al centro delle galassie, e di tante altre “stelle morte” che hanno subito lo stesso destino disseminate nella galassia stessa?

WORMHOLE

Gli scienziati hanno un humor pazzesco. Un verme che comincia a mangiare sulla buccia di una mela, ci entra dentro ed esce dall’altra parte. Una formica, invece, ci arriva camminando sulla buccia, percorrendo più spazio. Per questo gli scienziati hanno chiamato “buchi di verme” o “wormholes” gli ipotetici “buchi nello spazio” che, stando alla teoria, si creano in presenza di forti campi gravitazionali portati all’eccesso: i buchi neri. I wormholes, o “ponti di Einstein e Rosen”, sono carattersistiche topologiche estreme di spazio e tempo (che per Einstein sono una sola cosa), da generare una vera e propria “scorciatoia” fra un punto ed un altro dell’universo o fra due luoghi su due universi distinti. La materia, e l’informazionie in genere,  potrebbe viaggiare “più veloce della luce” pur non superandola. Come? Immaginate un tunnel di spazio “piegato a fisarmonica” rispetto allo spazio “disteso” attorno. Lì, con uno spazio contratto, le distanze sarebbero brevissime, e pur non superando la velocità della luce che sta con me NEL TUNNEL, mi muovo PIU’ VELOCE rispetto al resto dello spazio-tempo non alterato, persino rispetto alla sua “luce”…

Lo so, la cosa è un po’ intricatina, se poi chiamo in causa le energie antigravitazionali che terrebbero aperto il tunnel- che tende ad essere instabile, a “chiudersi” o “collassare”- la cosa è più complicata. Forse “le stringhe”, forse la forte rotazione del buco nero, forse altro, potrebbe permette l’esistenza in forma stabile di questi tunnel. I fisici pensano che ovunque se ne formino, ma talmente piccoli e instabili da non essere osservati. Si pensa di fare esperimenti per generare dei tunnel- ovviamente piccoli- che si “mantengano” per un po’: già teleportare un elettrone da una stanza all’altra sarebbe un successone, da far dire “abbiamo usato poca energia, un buco nero allora ne crea di grandissimi!”.

Non fu Einstein ne’ Rosen a teorizzare per la prima volta questi tunnel, ma un certo Lwdwig Flamm- non so se l’ho scritto bene-, nel 1916, chiamando il suo modello “galleria gravitazionale”, pensando alla idea di “quarta dimensione”. Quarta dimensione però spaziale, diversa dalla dimensione tempo di Einstein. La teoria delle stringhe impone l’esistenza di oltre tre dimensioni tipo spazio. Oltre a larghezza, altezza e profondità con cui misuriamo la nostra camera, esisterebbero quattro, cinque, sei….si dice 10 più una temporale, ma normalmente le dimensioni “extra” sarebbero “collassate” od “arrotolate”, alcune a formare la carica elettrica, la forza gravitazionale, (con la particella “gravitone” non ancora vista.. la forza nucleare . Poi un altro genio, Weiil, con le sue analisi mise in relazione la massa, il suo corrispettivo in energia e il campo elettromagnetico. Si dice che dall’elettromagnetismo si possa generare gravità, e questo è il sogno di molti futuristi, e di coloro che credono agli ufo, che pensano che con campi di forza possano crearsi “scorciatoie”, senza bisogno di una grande massa.

L’esistenza di un buco nero super massiccio al centro delle galassie, specie quelle a spirale come la nostra, dotate di “bulge” o “rigonfiamento”, è comprovato. Buchi meri esistono persino “in formato ridotto”, i più numerosi, dalla massa di cinque volte il Sole ma cinque o sei chilometri di diametro. Un articolo che lessi dee “l’Astronomia” mi spiegò che anche le galassie senza rigonfiamento abbiano al centro un buco nero. La logica” starebbe nel fatto che al centro di una galassia le stelle sono molto addensate, alcune collidono fra loro a formare “mega stelle”, quindi una enorme massa in gioco, le reazioni nucleari cessano, prevale la gravità, e paff, ecco formata la singolarità densissima detta buco nero.

Quindi, non si dubita più dei buchi neri, anche perché’ gli esperimenti sulle onde gravitazionali hanno rilevato vibrazioni indotte da collassi fra buchi neri, con delle increspature createsi nell’atto di fusione dei buchi neri, come è accaduto con due stelle di neutroni. Il buco nero centrale c’è ma nessuno si era spinto a ritenere con certezza che le conseguenze estreme previste dalla teoria della relatività’ possa concretarsi, che davvero ci possa essere un “buco di verme” al centro della via lattea. Due scienziati, uno cinese uno della università di Buffalo, hanno intenzione di provare, entro qualche decennio, la fattiva esistenza dei tunnel spaziotemporali teorizzati precedentemente. quando potremo scrutare dentro un buco nero, e non solo osservarne effetti indiretti come fatto fino ad ora. Ritengono addirittura di poter, un domani, misurare le influenze sulle stelle a ridosso del buco nero centrale, penste, influenze da parte di stelle che stessero..dall’altra parte del tunnel!  Roba da non credere, una stella a qualche “ora luce” dal buco nero, che avrebbe certe micro oscillazioni che, al netto di cause “normali”- tipo le stelle vicine-, fossero influenzate da stelle poste in un’altra zona del cosmo o in un altro universo. E’ richiesta una precisione di 0, diversi zeri … 1 metri al secondo per secondo. Ma tale misurazione, seppur piccola, darebbe forse agli scienziati .l’autorizzazione a gridare “evviva”, o woww, alla americana.

Ai due scienziati non interessa tanto la possibile “attraversabilità  del wormhole, al loro basta “provarne l’esistenza”. Altri scienziati sono scettici a che si possa rilevare la presenza di una apertura da cui passerebbe la gravità di altre stelle esterne all’universo ed influenzare queste stelle esaminate, in quanto altre potrebbero essere le cause, come altri piccoli buchi neri di questo universo, a creare queste perturbazioni, peraltro minime.

Questi tunnel, in genere, sarebbero per lo più piccoli e instabili, e difficilmente utilizzabili a fini pratici. Questo secondo la parte scettica degli scienziati; altri, più possibilisti, pensano che i wormhole stabili possano esserci, specie quelli fra due buchi meri. Ma per usarli, bisogna raggiungerne uno, e il più vicino può trovarsi a non meno di 5, o 20 anni luce, e ci vanno secoli. Poi, entrati nel un buco nero, ammesso che si resista alle immense azioni di pressione, questo “ti porta dove vuole lui”. E poi, una volta sbucati dall’altra parte, in un luogo di questo o altro universo, è come…come scendere dal treno e andare a piedi, così come a piedi si è andati alla prima  stazione-buco nero.

Impossibile viaggiare fra le stelle dunque? Non so, forse si inventerà un motore capace di estrarre immense energie dal vuoto quantico, o di far reagire materia e antimateria, creare così dei campi di forza che, secondo certe teorie, altererebbero lo spazio mano a mano che si andasse avanti: il viaggio a curvature di Star Trek. Magari….. 🙂

CIAO

Marghian

 

VENERE E MARTE. DUE PIANETI MORTI CHE PERO’, COME QUALSIASI MORTO CHE SI RISPETTI, HANNO VISSUTO, E HANNO VISSUTO A LUNGO.

FORSE ANTICA VITA SU VENERE E SU MARTE

Il pianeta Venre oggi. Una atmosfera di anidride carbonica, densissima.

Ruota attorno al pianeta in soli 4 giorni, con venti caldissimi a 400 km orari

Ciao raga’. E’ bello, quando leggendo (di qualsiasi cosa), ti imbatti in una teoria secondo la quale le cose sarebbero andate come tu, molto tempo prima, avevi pensato. A me capita, talvolta, e nel leggere od ascoltare in televisione qualche piccola “conferma” di quanto da me immaginato, mi fa dire con entusiasmo “la’, sa idea mia!”- “toh, la mia idea!”. Fa piacere. Da ragazzo, intorno ai 22 anni, mi venne da pensare questo: “Venere, il pianeta circondato perennemente da una spessissima atmosfera composta prevalentemente di Co2, dove la pressione raggiunge le 90 atmosfere terrestri e la temperatura raggiunge anche i 500 gradi e che ruota molto lentamente e in modo retrogrado, forse venne colpito da un grosso asteroide e, prima di questo fatto, magari era come la Terra, da ruotare nel senso giusto e in poche ore (in 15, 20 ore ) e non in 240 giorni terrestri, con una atmosfera molto meno densa, e l’drosera (mari, laghi, fiumi ecc.), come sulla Terra oggi. Fin qui, la mia fantasia da ragazzo di 25 anni. Poi anni dopo, guarda lì, mi trovo ogni tanto qualche notizia riguardante “gli ultimi studi e le ultime ipotesi”, notizie il cui contenuto vi riporto a parole mie, in riferimento specifico ad una notizia letta l’altra sera fa sulla pagina di Tiscali, che riporta alcune novità in termini di ricerca, e che riassume le altre notizie “che illustrano quella la mia idea”. Leggete il titolo della notizia di Tiscali: “Venere non era diverso dalla Terra, sulla superficie temperature estive e oceani d’acqua liquida: ma poi accadde qualcosa”.

Se una astronave andasse su Venere ma anche  indietro di un milirardo di anni fa, lo vedrebbe cosi’.

“Poi accadde qualcosa…”

Infatti l’articoletto dice che Venere, non sarebbe stato sempre così come lo conosciamo oggi; ma che molto probabilmente, e per almeno tre miliardi di anni e mezzo, le temperature del pianeta erano miti, con atmosfera molto meno densa ma abbastanza da contenere, insieme a temperature adatte, acqua allo stato liquido, un ambiente adatto alla vita.. Qui l’articolo nomina un gruppo di ricercatori della Nasa, coordinato da tale professor Michael Way,e i ricercatori si dicono convinti che per molto tempo Venere ha goduto di condizioni simili alla Terra per temperature e pressione atmosferica e acqua , ma – ecco qui..-“qualcosa ne ha stravolto gli equilibri trasformandolo in un vero e proprio inferno..” (parole testuali).

I ricercatori hanno presentato i dati in un congresso a livello europeo tenutosi a Ginevra. Dati che orientano il pensiero degli scienziati su di un evento catastrofico che si pensa si sia verificato intorno ai 6-700 milioni di anni fa. Vi ricordo che Venere, come la Terra e tutto il sistema solare, ha 4 miliardi e mezzo di anni circa.

Le rocce silicee immagazzinano anidride carbonica, ed ecco che su Venere quella anidride carbonica venne ^ improvvisamente – secondo la ricerca- rilasciata, e un vulcanismo diffuso “completò l’opera, ed ecco che Il pianeta ha oggi una l’atmosfera densa e tossica, con una pressione al suolo di 90 volte quella terrestre. Si immagina per allora (meno di un miliardo di anni fa) temperature dai 20 ai 45 – 50 gradi – non male- ma che ebbero un innalzamento quasi improvviso, arrivando ai valori infernali di oggi. Un evento catastrofico quindi, cambio come abbiamo visto, i connotati della superficie di Venere, rendendolo come è oggi. Si parla di questo evento catastrofico, “improvviso” vulcanismo a livello planetario, sommovimenti delle zolle continentali (su Venere sono state individuate a suo tempo due “masse continentali”, ma si deve tener conto di forti erosioni che non fanno capire la conformazione geologica del pianeta in superficie. Quanto esplicato negli articoli che mi sono passati davanti, non c’è una specifica menzione ad antichi impatti di asteroidi,  ma ecco che cosa ho letto su Wikipedia: “ Alcune ipotesi sostengono che la causa sia da ricercarsi nell’impatto con un asteroide di dimensioni ragguardevoli”. Ed è quello che io ho sempre pensato, definendo Venere un pianeta “incidentato”, e che gli scienziati sembrano avallare.

Consideriamo che il planetoide che impattando sulla Terra 65 milioni di anni fa nell’attuale “Golfo del Messico” portò alla estinzione dei dinosauri – e non solo – ma non distrusse definitivamente la biosfera e la vita sulla Terra aveva un diametro di 10 chilometri; ma ci sono asteroidi di 100, 300 e più chilometri e non c’è appello, noi faremmo la stessa fine di Venere, ma abbiamo missili sonde e anche e bombe e laser eccetera per evitare il danno). E’ possibile, la Luna si è formata quasi sicuramente da un urto fra la Terra e un oggetto grande come Mercurio o Marte. Ma la Terra si stava formando, e molto materiale fu espulso nello spazio, disponendosi “a ciambella” e, per gravità, si concentrò in un oggetto prima discoidale, poi sferico: “la Luna. Che le rocce lunari e quelle terrestri siano praticamente eguali, avalla questa tesi, scartando le altre.

Ho sempre pensato a Venere non come una “Terra mancata”, ma come ad una “Terra che è stata”, ad un pianeta morto che ha vissuto, e nel vero senso del termine, perché’ può avere avuto, nei primi tre miliardi e mezzo di anni , una biosfera. Non sappiamo quanto questa biosfera potesse essere notevole: si va dai microorganismi, l’ipotesi più cavalcata per prudenza scientifica (ma per questi non servono biosfera e acqua marina! Microorganismi potrebbero esserci anche adesso lì, ne sono stati trovati persino nelle barre radioattive delle centrali nucleari, nelle caldere vulcaniche e in ambienti senza ossigeno) a forme di vita più complessa. E se su Venere c’erano allora mari e fiumi, e temperature che non superavano i 50 gradi (adesso si superano i 400 gradi, ma adesso…), non mi suona strano una vita come sulla Terra.

Poi raga’, ce l’hanno con questi microorganismi. Posso capire che questo si sostenga per Marte, con una atmosfera di un centesimo di quella Terrestre e al 95 per cento di anidride carbonica e pochissimo ossigeno e ghiaccio e qualche “pozzanghera” che subito evapora (adesso, prima forse  anche su Marte…). Ma che per un pianeta extrasolare che vediamo solo indirettamente (col sistema del “transito” o con la misura delle oscillazioni delle stelle “madri”), si dica “ci sarà qualche elementare forma di vita…(senza sapere nulla di quel pianeta solo che può contenere oceani!) mi suona come una forma di chiusura mentale e di dogmatismo scientifico (il colmo!), per cui, su cose fuori la Terra, si debba tendere a sminuire, se non proprio a negare. Ne’ Dio, ne’ il caso si affannano a creare 2mila miliardi di galassie e creare la vita complessa, e intelligente, solo sulla Terra. Ma che ne sapiamo…

IL PASSATO DI MARTE

 Marte oggi. Ma nel passato, ci apparirebbe come la “venere” della immagine sopra

Anche il passato di Marte da questo canto è molto interessante ed intrigante. A parte l’improvviso “cambiamento climatico” che Marte avrebbe avuto e di cui lessi in una rivista, circa 100 mila anni fa, tornando indietro nel tempo, abbiamo questo (molto) possibile scenario, dedotto da resti geologici di antichi laghi, fiumi, mari, canyons (uno lungo quanto gli Sati Uniti in larghezza e largo 200 km di probabile origine idrologica, e vulcani alti due volte l’Everest (es. L’Olimpus Mons, 24 km di altezza). Si ritiene che Marte avesse in passato atmosfera più densa e bacini di acqua. La “fine di Marte” come pianeta abitabile avvenne, credo e credono, molto lentamente, sebbene anche per Marte si si ipotizzino violenti impatti. A far “durare di meno” una possibile biosfera marziana in funzione delle condizioni “adatte”, su Marte le cause sono state: la gravità molto più debole (solo il 40per cento), e l’assenza di un campo magnetico forte, ed ecco che particelle violente dal Sole (vento solare) hanno colpito l’atmosfera di Marte non protetta come la Terra e paff, abbiamo il Marte desolato di adesso. Di adesso…

C’è comunque speranza, oggi, che su Marte ci sia vita microbica. Ma è bello immaginare anche “qualcosa di più”, specialmente riguardo a pianeti di sistemi lontani di cui non sappiamo nulla e di cui alcuni pretendono di sapere. Forse se la scienza ci mettesse anche un po’ più di fantasia, scoprirebbe più cose, come io fantasticai sull'”incidente di Venere”. Antichi Greci immaginarono l’esistenza dell’atomo, e altri che la Terra girasse attorno al Sole, e che la Luna potesse essere abitata. Beh, vista a occhio nudo, da proprio questa idea: Leonardo ci vedeva l’acqua, e il filosofo greco Anassagora ci immaginava gente come noi. Ma su quei pianeti lontani, solo microbi. Io direi agli scienziati troppo prudenti e riduzionisti: “sognate gente, sognate, un po’ d piu’.”.

Morale, questo pomeriggio vado al mare. Sulla Terra l’acqua c’è ancora 🙂

CIAO

Marghian

LA TERRA, IL PIANETA PIU’ BELLO, E L’UNICO – forse che sì, forse che no- se guardiamo l’universo ad ampio raggio, fuori dal nostro vicinato

Ho fatto poco fa  fa su Facebook un post con una immagine della Terra (pittorica), per un saluto, con in piu’ qualche considerazione.  Lo propongo anche qui, cosi’ come e’.

LA TERRA, IL PIANETA PIU’ BELLO – CHE CONOSCIAMO, FRA QUELLI A NOI VICINI -.

Ciao raga’, per salutarvi questo pomeriggio ho scelto una immagine pittorica della Terra. Non resistendo pero’, a scrivere qualche pensierino al riguardo, avendo poi letto di filato un articoletto che ci dice, ancora una volta che, probabilmente, la Terra potrebbe non essere proprio l’unica, ma avere molte sue “sorelle”, cioe’ pianeti come lei, con vita, e vita intelligente, fuori dal “seminato” che conosciamo noi.

Bella la Terra vero? Non c’è un pianeta che sia così bello, ricco di colori, e di vita, come la Terra, con i suoi oceani e i suoi continenti trapunti elle mille luci della città, continenti dal color ambra costellati da immense chiazze di verde che sembrano galleggiare sugli oceani, e che di fatto galleggiano, e lentamente si muovono, sul profondo rosso della roccia fusa.
E’ unica, la Terra, per queste sue peculiarità, fra cui la vita, in tutto il sistema solare. Ma il sistema solare non è l’universo, è uno fra le decine di miliardi di altri sistemi della nostra galassia. Neppure la galassia è l’universo, ma una isola fra le tante che lo compongono. E, se non abbiamo coinquilini nel nostro sistema solare, e case così belle come la Terra, ci sono altrove pianeti belli e forse pieni di vita come la Terra. Vite e bellezze che rivaleggiano con le nostre. Soltanto nella nostra galassia, la Via Lattea, abbiamo forse 10 miliardi di pianeti gemelli della Terra. I dati raccolti da due potenti rilevatori di esopianeti, il telescopio spaziale Kepler e il satellite “Gaia” dell’ESA, l’ente spaziale europeo, sono stati fatti “girare” in una potente simulazione al computer su iniziativa di una equipe di scienziati di una università americana e di un dipartimento di astrofisica di un altro ateneo, da cui risulta che possono esistere, nella sola nostra galassia, pianeti come la Terra in numero di almeno dieci miliard. Nella sola nostra galassia! Una stima ipotetica ma non infondata, che fa ben sperare in pianeti “viventi” come la Terra (a parte che una Venere, un Marte, possono aver “vissuto” in passato, ma non voglio estendere il tema). Speranza questa che va moltiplicata per il numero di galassie nell’universo, stimate inizialmente in numero di 100-200 miliardi, da ultime ricerche ipotizzate in numero di almeno dieci volte. Tutto è possibile, ma è quasi uno scherzo della legge di probabilità, essere noi sulla Terra gli unici ad esistere. La speranza è alta.

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P.S., l’ignoranza di molta gente in materia di spazio si fa prtocolarmente manifesta nella frase tanto usata: “siamo andati sulla Luna e su Marte e non abbiamo trovato niente–“. Sarebbe la stessa cosa di un “microbo intelligente” che vivesse su un granello di sabbia e, facendo il saccente, dicesse ad altri microbi e batteri di aver visitato cinque, sei granelli vicini, e di non aver trovato nulla, e sentenziasse: “questo nostro granello e’ unico”.  Senza sapere peroè che c’è tutta una spiaggia, anzi un intero Sahara, di granelli da vedere.

Marghian

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