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EPIFANIA, MANIFESTAZIONE. ANCHE NEI CIELI, MA DI COSA SI TRATTAVA?

EPIPHANEIA, EPIFANIA , MANIFESTAZIONE

magistar

AVVENNE QUANCOSA ANCHE NEI CIELI. MA CHE COSA?

“Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:  «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (Matteo 2,1-12)

EPIFANIA. E’ impossibile non collegare questa festa cristiana al cielo. I Vangeli ed altre fonti fanno riferimento inequivocabile ad un evento celeste. C’è da dire che e’ tradizione di tutte le religioni descrivere degli “eventi forti” per annunciare qualcosa di grande; la nascita di un grande re, o la sua incoronazione, o la vincita di una grande battaglia; sono avvenimenti spesso preceduti od accompagnati da qualche evento prodigioso o creduto tale. C’e poi da porre in evidenza che n el contesto antico, gli eventi astronomici e celesti avevano, piu’ di oggi, valore di “teofania”, di manifestazione divina. A differenza di adesso, allora si aveva meno coscienza della natura di eventi che per quanto eclatanti, non hanno origine divina e non sono visti come dei prodigi “annuncianti qualcosa”.

Prendiamo ad esempio proprio la “Stella di Betlemme” che avrebbe guidato i Magi fino al luogo dove nacque Gesù. Gli antichi astronomi od astrologi (astronomia , astrologia in antico erano erano la stessa cosa), compresi i Magi celebrati oggi, sapevano descrivere i movimenti e le posizioni degli astri, ma non sapevano che cosa essi fossero. Non sapevano cosa sono le stelle, di cosa sono costituite, ne’ sapevano del perche’ di tanti fenomeni celesti oggi spiegati. Figuriamoci quanto lo sapesse allora la gente comune, il popolo. Oggi l’apparire improvviso di un astro (una nova, una supernova, una cometa) non solo viene capito e spiegato, ma passa inosservato ai piu’, “ordinaria amministrazione” per quanto siano cose affascinanti. Allora invece, persino un fenomeno come l’arcobaleno od il fulmine erano eventi divini, prodigiosi, aventi valore di annunzio, avvertimento e persino di castigo. Tutto, o quasi tutto, anticamente era visto come evento arcano e divino ( si veda in proposito il mio post “E’ piu’ difficile, oggi, credere in Dio?”). Pensate che Filone di Alessandria, e dopo di lui Platone ed altri filosofi della corrente degli Stoici pensavano alle stelle come a degli esseri viventi di natura spirituale.

Le stelle erano identificate fortemente con gli angeli anche nel contesto Biblico e Cristiano. Ecco che dei Padri della Chiesa (ad esempio tale Giovanni Crisostomo) ritenevano senza mezzi termini che un angelo, in forma di astro lucente, avesse guidato i “Tre Re” fino alla capanna di Betlemme dove nacque il Cristo. Qualcosa di simile a quell’evento che guido’ il popolo di Mose’ nell’Esodo (la famosa colonna “di fumo” che di notte diventava luminosa, “di fuoco”, qualcosa del genere). Qualcuno, dalla mente aperta, pero’ c’era. Anassagora, filosofo presocratico,“la luna e’ fatta di roccia, ci sono montagne ed e’ abitata come la Terra”, Origene di Alessandria nel 200 dopo Cristo, sosteneva che la stella di Betlemme era un fenomeno naturale e non divino.

Fatta questa puntualizzazione sulle “impressioni” che gli antichi ricevevano dagli eventi celesti, cerchiamo di capire che cosa avvenne davvero, se avvenne, nel cielo, quando nacque Gesu’ e che avrebbe annunziato la sua nascita da “Grande Re di Israele”.

Oggi il termine maggiormente usato per definire il fenomeno “avvistato dai Magi” e’ “cometa”. L’idea, a ben pensarci, non e’ peregrina, in quanto ai tempi di Gesu’ qualche passaggio cometario ci fu. Passo’ proprio la Halley, nel 12 avanti Cristo, una data ritenuta pero’ troppo antecedente alla nascita di Cristo che, pare, sia avvenuta comunque alcuni anni prima dell’anno zero. Su queto punto, ci torno poi.

L’attendibilità storica del manifestarsi di un fenomeno celeste durante il periodo della nascita di Gesu’ e’ messo in discussione da alcuni studiosi sia non cristiani che cristiani, che vedono nel racconto un aspetto narrativo, “ad effetto” (come per certi passi del Vangelo insomma, “e ci fu un grande terremoto..”) mentre per altri, i piu’, qualcosa avvenne davvero, dal punto di vista celeste.

Torniamo alla versione “classica” della cometa. C’e da notare che nella antica iconografia cristiana, la stella dei Magi non e’ mai raffigurata con la coda. Un esempio, le catacombe di Priscilla del quarto secolo, l’astro e’ raffigurato senza coda. Ma perche’, allora, si parla tanto di cometa? Lo si deve al grande Giotto, che intorno al 1300 vide la cometa di Halley e trasse ispirazione (penso proprio che lo credette…) e la raffiguro’ nella famosa Cappella degli Scrovegni a Padova. Ecco che una cosa “firmata Gioggo” non poteva non avere una ricaduta artistica sulle altre rappresentazioni della Natività, compresi i presepi. La coda, poi, rappresenta qualcosa che si muove , che segue una direzione. Prima di vagliare altre ipotesi, vediamo perche’ non si poteva trattare di una cometa.

Gesu’ non sarebbe nato intorno all’”anno zero” (che, tra l’altro, non esiste: da anno 1 avanti C direttamente ad anno 1 d. C), bensi’ alcuni anni prima. E’ ormai opinione diffusa fra gli storici che l’anno di nascita di gesu’ sia staco calcolato male. San Cirillo, vescovo, lavoro’ sul calcolo della Pasqua, lavoro che fu preso poi da tale Dionigi il Piccolo nel quinto – sesto secolo che commise qualche errore od addirittura ne implemento’ qualcuno gia’ fatto da Dionigi. Questi comunque fece riferimento alla data di morte di Erode, e calcolo’ la data di nascita di Gesu’ dopo tale data, addirittura quattro o sei anni dopo la morte del sovrano. La data di nascita di Erode pare essere addirittura quella del 4 avanti Cristo! Allora, “strage degli innocenti”, “ fuga in Egitto”, Erode ancora in vita , “ritorno in patria dall’Egitto”; da questo si intuisce la probabile anteriore nascita di Gesu’.

Ora, ritenendo esatta la valutazione degli storici sulla data di morte di Erode e quindi sul fatto che Cristo sia nato alcuni anni prima, si sa che ci fu un transito della cometa di Halley nel 12 a. C., una anno comunque troppo anteriore rispetto all’arco di anni che comprendono la data probabile della nascita di Cristo, ossia fra il 7 ed il 4 avanti Cristo, e non si conosce il transito di altre comete in quegli anni. C’e stato per la verita’ un evento nel 5 a.C., che venne descritto come cometa da astronomi cinesi, ma che oggi e’ ritenuto essere stato l’apparire di una supernova. Pensate ad una stella che esplode espellendo gli strati superficiali e che ad un certo punto si vede ad occhio nudo anche di giorno! Questa e’ la supernova.

Ma cosa era, allora, la stella in cielo, se non era una cometa? Un certo Keplero, famoso tra l’altro per le sue tre leggi sul moto dei corpi celesti intorno al Sole, propose per la prima volta che quanto videro i Magi fu l’effetto di una triplice congiunzione planetaria di marte, Giove e Saturno. Non solo, egli ipotizzò l’azione combinata di tale congiunzione con l manifestarsi contemporaneamente di una cometa e di una supernova. Sui primi due eventi ai tempi della nascita di Cristo non v’e certezza, anzi esistono motivi di dubbio. Molto probabile sembra, invece, la congiunzione planetaria tra i corpi celesti di cui sopra che avvenne nel 7 a. C. Marte, Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci. Teniamo bene a mente questo, “I Pesci”, notevole importanza simbolica per Cristo.

Molti studiosi hanno esaminato un periodo che va dall’8 a. C. al 4 a.C., ed hanno riscontrato interessanti eventi astronomici anche a partire dalll’anno 3 all’anno 1 a. C., a ridosso proprio della data “canonica” della nascita di Gesu’. C’e chi pone infatti la nascita di Cristo proprio a ridosso della data tradizionale, fra i due anni prima ed i due anni dopo.

Naturalmente non sappiamo esattamente quando nacque esattamente Gesu’, ne’ cosa apparve in cielo in quei giorni. E’ solo una descrizione simbolica fatta dagli autori dei testi sacri per indicare che Cristo e’ il messia? Oppure e’ davvero apparsa una stella in cielo? Credo comunque, “tra sci’ e no sci’ (tra il sapere ed il non sapere, come dicono i sardi…) quella tradizionale della cometa è una idea affascinante. Pur se, come si e’ visto, una congiunzione fra pianeti c’e stata di sicuro, lasciando in chi vi assistette allora una impressione forte. Quella che l’uomo sa provare, desideroso di conoscenza e pieno di perché’, da sempre.

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p.s., dimenticavo la mia ipotesi. “Su questo pianeta, che noi studiamo da diverse unita’ di tempo locale che gli indigeni chiamano “anni”, sta per incarnarsi una delle persone della Trinita’ che costituiscono la suprema entita’ creatrice. La aspettano da tempo, questa incarnazione, ed ora sta per nascere –anche- su questo pianeta un essere la cui essenza e’ “la seconda persona”, loro dicono “il messia”. Noi lo sappiamo, si incarno’ anche nel nostro mondo, anticamente. Mettiamoci in assetto tale che gli indigeni del pianeta possano vederci e facciamo delle manovre in volo per indicare dove la nascita sta avvenendo. Astronomi saggi ma con primitive conoscenze ci avvisteranno, e seguiranno le nostre traiettorie. Ci metteremo poi sulla verticale della capanna, dove l’essere sta nascendo, e li’ stazioneremo. Ecco, incominciamo la manovra di avvicinamento del nostro veicolo alla superficie del pianeta…”. Scherzo, ovviamente 😆 Scherzo? Mmmmh… Scherzo dai! 🙂

CIAO

Marghian

BUON NATALE

IL NATALE E’ LA FESTA PIU’ SENTITA, SOPRATTUTTO NEL NOSTRO MONDO OCCIDENTALE. E’ UN MOMENTO FORTE, E BELLO, DELLA NOSTRA VITA, E DELLE NOSTRE TRADIZIONI,  MA DI CUI PERO’ SI E’ PERSO UN PO’ IL VALORE. PERCHE’ SIAMO COSI’ PRESI DALLE ANSIE E DAI PENSIERI COSTIPATI NELLA BREVITA’ DEI NOSTRI GIORNI, NELL’IMPERMANENTE SCORRERE DELLE ORE. MA CIO’ CHE IO AUGURO A VOI, A ME STESSO E AL MONDO INTERO, E CHE OGNUNO IN SE’ RISCOPRA NEL SUO POSTO FRA LA GENTE, LA BELLEZZA DELLA VITA, L’ARMONIA CHE TUTTO REGGE E CHE E’ LUCE PER LA MENTE E DELIZIA PER IL CUORE. IL NATALE SIA PER NOI FONTE DI SERENITA’, E CHE ESSA POSSA ESTENDERSI AD OGNI GIORNO, AD OGNI ORA, E AD OGNI ANGOLO DEL MOND, IN OGNI ASPETTO DEL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO (Marghian)

La mia cartolina augurale. Virtuale, ma vera

marry christmas

CIAO

L’AMICIZIA (COSIDDETTA) VIRTUALE

AMICIZIA VIRTUALE

 virtual and real frienship

E’ COSI’ CHE VENGONO DEFINITELE RELAZIONI ED I CONTATTI A DISTANZA

virutal_ real_ freindship

QUELLI TRAMITE DISPOSITIVI INFORMATICI

IO, PERO’,  LA CHIAMO IN MODO DIVERSO

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Ciao, amiche ed amici. Come vedete (ogni tanto, e quanto il tempo che  non ho me lo consente..), anche  vi pubblico qualcosa;  nell’ambito di questa attività oggi tanto di moda che e’ il blog. Computers, cellulari ed altri dispositivi connessi con la “rete”  sono oggi uno strumento diffusissimo con il quale si scambiano informazioni, si aprono discussioni e si comunicano i propri pensieri. E’ si fa amicizia. E’ quella amicizia che vien detta “amicizia virtuale”. A me, questo termine non piace tanto. Intendiamoci, “virtuale” e’ una bella parola, densa di significato e la cui fonetica richiama persino quasi al concetto. di “virtu'”.

“Virtuale”. Imparai questa parola a scuola, nelle lezioni di “osservazioni scientifiche” o  “scienze”, quanto la professoressa ci parlo’ del fenomeno della riflessione della luce: “lo specchio riflette una immagine virtuale..”. “Virtuale” è anche una espressione “forte”, usata perfino in argomenti o materie come la fisica all’avanguardia, per descrivere cose complesse e che non si vedono direttamente o immediatamente, ma che hanno la loro notevole importanza: cose come le particelle virtuali.  Percio’, non e’ la parola in se’ a non piacermi. Vada anche per il significato che questa parola ha assunto in informatica. Si parla tanto, ad esempio, di realtà virtuale. Ecco che anche i rapporti di contatti e di amicizie, nel web, sono definite virtuali; proprio perche’ questi esistono in ambito informatico, ossia attraverso l’utilizzo di mezzi informatici quali i pc, i telefonini, i tablet e, naturalmente, lo stesso web. Blogs, social networks, siti e quant’altro, sono luoghi appunto virtuali, nei quali ci si conosce, si socializza e spesso, appunto si fa amicizia. E’ l’amicizia virtuale. Io, pero’, definisco in modo diverso questa amicizia, per il semplice fatto che essa non e’ affatto virtuale: e’ una amicizia reale, come reali sono le persone che comunicano tra di loro, in rete. Ecco che a me piace definire reale questa amicizia. Il termine che  a me viene in mente e’ “amicizia a distanza”. Credo sia una  definizione abbastanza corretta. E poi, se ci pensate, le amicizie a distanza esistono da molto prima dell’invenzione di Internet: i contatti per lettera, quelli per telefono, con luso della City Band (C.B, “radioamatori”), erano e sono contatti reali. Ma nessuno li chiama “virtuali”,  soltanto perche’ questi contatti  non riguardano l’uso dei computers e di Internet. Percio’, perche’ definire “virtuali” dei contatti che avvengono tra persone reali, solo perche’ si usa un computer, anziche’ una lettera, o il telefono? “Amicizia a distanza”, ma amicizia.

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La pubblicità non e’ certo la mia passione, ma vi voglio uno spot che, che e’ adatto a quanto vi sto scrivendo. Lo spot, che anche voi avrete senz’altro sentito qualhe volta recita cosi’: “io sono XXXX, signora, il suo XXXX. XXXX:  persone, oltre le cose”. Ecco, io voglio prendere spunto  proprio da  questo spot, e percio’ scrivo: “Facebook”, “WordPress”, “tweet”, siti, blogs eccetera: *persone, oltre i pc.

 

CIAO

Marghian

OTTO MARZO, I “PRO” ED I “CONTRO” DI UNA FESTA

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 FESTA DELLA DONNA

Le origini della festa della donna che si celebra l’otto di marzo risalgono al 1908. Pochi giorni prima di questa data le operaie di una industria tessile di New York scioperarono per protestare contro le condizioni disumane nelle quali erano costrette a lavorare. La protesta delle operaie si protrasse fino all’otto di marzo, quando il proprietario dell’azienda tessile, la Cotton, blocco’ tutte le uscite della fabbrica per impedire alle donne di uscire. Allo stabilimento venne appiccato  il fuoco. Questa misura repressiva costo’ la vita a centoventinove donne che morirono bruciate  all’interno della fabbrica. In memoria di questo tragico evento la data dell’otto marzo fu proposta da -> Rosa Luxemburg come giornata internazionale di lotta internazionale per i diritti delle donne.

Ciao. Forse io, “come uomo” , per tradizione non sarei “autorizzato” a parlare della “GIORNATA DELLA DONNA”. Ma ho voluto ricordare questa festa per due motivi principali: Il primo è il ricordo di quelle ragazze,  che diedero la  loro vita pur di difendere i loro diritti. Il loro tragico e coraggioso gesto di protesta diede una spinta a molte rivendicazioni  di diritti che ancora le donne portano avanti con dignità e determinazione; diritti  che ancora oggi in gran parte  sono loro negati. Questo avviene in tutto il mondo, nei paesi industrializzati ma soprattutto nei paesi poveri, dove  ancora domina la”cultura del maschio”, dell’”uomo che vale di piu’” e  che quindi “merita di piu’”. Cultura questa che viene applicata  ancora oggi in tutti i settori della vita sociale, nel lavoro e non solo. Per non parlare della violenza contro le donne e della loro sottomissione, una piaga purtroppo ancora molto viva. Il secondo motivo è che, secondo me,  l’8 di marzo dovrebbe essere visto come il “giorno dell’uguaglianza”. Si, perché la donna è la “metà uguale” del genere umano.Questa è una verità indiscutibile, ma che ancora putroppo viene discussa, anzi bistrattata ed ignorata. Spetta  soprattutto a noi uomini capire questa verità. Ed è con questo spirito di uguaglianza  che faccio a voi donne l’augurio che il significato della data dell’8 marzo si estenda a tutti i giorni dell’anno, e a noi uomini auguro che ci siano chiare le ragioni della donna, le vostre ragioni, che sono quelle di umanità, di intelligenza, e di dignità. Come quella dimostrata l’8 marzo di quel lontano 1908 dalle operaie di quella fabbrica di New York.

*         *         *

Molte donne pensano che non ci dovrebbe essere una “giornata della donna”. Ed e’ vero, in quanto le varie “giornate di…” sono riferite, quasi sempre, a categorie deboli o considerate tali , ovvero a dei problemi sociali: “La giornata dell\’anziano”, “dei ciechi” o “La giornata dell’AIDS”, e cosi’ via. Considerando che gli esempi che ho fatto riguardano iniziative UTILI a sensibilizzare su un problema, va da se’ che se si celebra una “giornata della donna” si è in una società che, come per l’anziano o il “disabile”, ha bisogno di essere sensibilizzata. Molte donne infatti non gradiscono l’”8 marzo” proprio per questo motivo. La donna è l’essere umano femminile, e non è una “categoria debole”. Se lo è, tra virgolette, è solo perché la società umana opera delle discriminazioni che di fatto sminuiscono quella che è la donna in tutte le sue stupende potenzialità. Se la “giornata della donna” la si celebra come un fatto di costume va bene; ma la donna è, esattaemnte come noi, al centro della vita di ogni giorno, ed in ogni campo della vita sociale ed umana.

CIAO

Marghian

FA PIACERE INCONTRARE PERSONE COSI’: LA POETESSA SARDA ANGELICA PIRAS

ANGELICA PIRAS

IN ASULU BISENDE

(Sognando d’azzurro)

Commento musicale,->  Lorenzo Pescini

Angelica, ti ho conosciuta qualche giorno fa, la sera di sabato, 28 febbraio 2015, a Terralba (sono il fratello di chi ha messo a disposizione un suo quadro per “commentare”, in immagine, l’argomento ed il tema della tua serata di oggi, -> Ignazio). Di te ho ammirato la poesia, che anche in te è espressione dell’anima profonda;  ma soprattutto ho ammirato in te la capacità che hai avuto e che ai di veicolare “a tuo vantaggio”, ed arricchendoti, la sofferenza. Per tuo grande merito, ma anche per tua fortuna, devi ammetterlo; ché, come ben sai, non tutti ce la fanno (a trarre forza dal dolore). E trasmetti gioia, anzi la fai uscire, da dentro l’animo di chi ti ascolta, o ti legge. Si’, perche’ la gioia ed il dolore sono entrambi in noi. Il poeta, dunque anche tu, come anche il maestro di vita, danno stimoli per fare uscire dal profondo la gioia, e l’amore. Socrate insegnava questo:” cio’ che senti o che sai, non te lo sto insegnando io, ma e’ gia’ dentro di te: io ti insegno solo a farlo uscire, ad esprimerlo”. Ecco, tu fai questo: scuoti l’animo di chi ti ascolta, o ti legge. Ed e’ un piacere conoscere persone come te. Ciao” 

(Commento che ho lasciato su You Tube)

Come leggete sopra, ho incontrato la poetessa –> Angelica Piras la sera di sabato, 28 febbraio, in una sala della biblioteca comunale del mio paese. la poesia come profondità dell’anima, la poesia come forza dell’anima. Forza che si alimenta con le prove della vita. Come ci ha dimostrato Angelica con la sua eloquente testimonianza, e con il suo sorriso. Il sorriso squarcia anche l’oscurità piu’ tosta, come ha dimostrato Angelica.

CIAO

Marghian

PAUSA DI RIFLESSIONE – LA QUARESIMA

QUARESIMA – UN CAMMINO

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“Quaresima: un cammino breve, in un anno di vita. Un anno di vita: un cammino breve..negli anni della vita. Gli anni della vita: Un cammino breve, nei secoli della storia. I secoli della storia: un cammino breve, negli eoni del cosmo. Gli eoni del cosmo: un cammino breve, nel buio della Eternità. Quaresima: un cammino, nel cammino” (Marghian)

       *         *

Ciao. La “quaresima”, per tradizione, è vista come un tempo di riflessione, di ricerca. Un momento forte di fede. Ci si  “aggancia” a questo  momento dell’anno, per una pausa di riflessione. Che non va vista necessariamente, e solo in senso religioso. Nel mio caso, ad esempio, tale pausa è da intendersi in senso piu’ “pragmatico”, nel senso anche di..”pausa”; pausa che non va comunque vista come una totale cessazione dell’attivita’, nell’ambito di questo blog. Piuttosto nel senso di una sua riduzione, peraltro già in atto. E’, questo, anche per me un momento di riflessione, certo…Anche per vedere come va la vita, facendo di essa un piccolo bilancio, cercando di farla andare meglio. E per far questo, c’e proprio il bisogno di ritaglirsi dei “momenti”. Momenti come questo, perche’ no.

CIAO

Marghian

QUO VADIS..HOMO?

 “CIAO, UOMO *DOVE VAI?

Leonardo-Uomo-VitruvianoLe geometrie del mondo, del tempo, dell’uomo

galaxy

“non lo so, dove sto andando. Ma so di dover…andare”

(Marghian)

 “Ciao, uomo, dove vai?”, canta Antonello Ventitti in questa canzone. Quante volte ci siamo posti questa domanda? “Dove vado”? Una domanda formalmente banale, ma che  di fatto non lo è. Infatti la risposta è: “non lo so”. E se l’uomo cui poni questa domanda ti risponde di non saperlo, ma di sapere di dover andare….è da questa risposta che si evince la saggezza, pur nell’ignoranza del mistero della vita: “so di dover andare”. Noi viviamo la nostra vita, abbiamo una personalita’, una storia nella quale questa si è pian piano formata. Abbiamo persino una fede. Ma la fede, come sapete, non è una risposta. Se fosse una risposta, non sarebbe fede. La fede è un “fidarsi”, non è “sapere”. Con la fede ci sono i dubbi, ci sono le perplessita’ di una vita vissuta, oserei dire, “alla cieca”. Si, perche’ la vita, l’uomo stesso, sono un mistero. Il mistero della vita. Altra espressione solo apparentemente banale, per il motivo che la vita rimane un mistero. L’uomo “balla nel cuore del nostro universo“, il “suo cuore” dell’universo. Perche’ l’universo non ha un “centro”. Il centro dell’universo è..il punto dove ci si trova, è il “piccolo mondo” dove l’uomo vive: la sua casa, il suo “cortile”, sono il “cuore” dell’universo. L’uomo ha sempre vissuto sopravvivendo a mille difficolta’, animato da una misteriosa forza,e forse intuendo una meta…al di la’ di quella, o di quelle, che egli intravede. Ma le “mete” che l’uomo intravede nel proprio cammino non danno la risposta al “perche’ egli vive”, al “perche’ è al mondo”, come non spiegano perche’ il mondo esiste. L’uomo si trova davanti un grande enigma: Il fine della vita. Si, esistono dei “fini” della vita”, ravvisabili in  un lavoro, nella famiglia, in un ruolo sociale. Ma..IL FINE, LO SCOPO…gli rimangono ignoti. L’uomo è l’unico animale che sa di dover morire, eppure si attacca fortemente alla vita, ai “pochi decenni” che sono per lui talmente importanti da considerarli quasi eterni. Ma l’uomo, l’essere umano, sa che non è cosi’. Cosi’ come non sa cosa esiste oltre l’universo che egli puo’ sperimentare: il suo pianeta. L’uomo vive su un pianeta, su una “palla” che si muove nello spazio sconfinato. Sa di essere piccolo, ma sa anche di vivere in uno spazio immenso…e, proprio per questo, si interroga. Da sempre. L’uomo comune, come il “dotto”, si interrogano. Dante non sapeva spiegare il mistero della vita ad un contandino; lo scienziato non sa spiegare il “perche’” all’analfabeta. Gli puo’ spiegare il “come”, ma non il..”perche’”.  Il “perche’”, la “ragione ultima” risiedono forse oltre la vita stessa, oltre la storia del cosmo e..nel profondo del cuore dell’uomo. Ecco un’altra cosa che l’uomo non conosce: se’ stesso”. Il filosofo, il cultore della psiche….non sanno dare una risposta al “chi sei tu”, ne’ al “perche sei cosi’, o “perche’ esisti”. E intanto l’uomo viaggia, cammina, riposa, e riprende il cammino. Un cammino che, pur se non lascia intravedere una risposta, continua. L’uomo che “balla nel cuore del proprio universo”, che “alla fine della sua storia piange d’angoscia dentro di se’”..cammina. Ma forse è proprio questo suo “non sapere” a far si che continui a camminare, a vivere. Si, perche’ egli non sa, ma sa di dover…..andare. Si, andare “senza meta” per cercarla. San Giovanni della Croce diceva: ” Se non sai dove andare, vai dove non….sai” E forse è proprio questa, per ora, la risposta. Si, per ora. perche’ ora dobbiamo soltanto..andare.  Possibilmente..insieme. 

CIAO

Marghian

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

Pensieri...solo pensieri...

Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

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Amo il vento e tutto ciò che accarezza

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Essere se stessi contro ogni violenza

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~ A l b a ~

camminando insieme a voi.....

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