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IO E GLI ANIMALI

IO E GLI ANIMALI

Qui lei non poteva mancare  🙂

Ciao. Nemmeno io sono insemsibile a sentimenti di affetto per gli animali, e persino di ammiraizione, per la loro bellezza  e le loro meraviglie. Sappiamo con quanto amore gli uccelli accudiscono i loro piccoli, quanto l’animale si sacrifichino persino, per i piccoli ed i simili. Quanto affetto manifstino per l’uomo. Sono capaci di cose persino strabilianti. Seppi addirittura di una gallina che era solita covare le uova sotto un noce. Venne tagliato l’albero, e lei -lo raccontò Enzo Tortora a Portobello-, non solo continuava ad andare lì, ma le uova venivano più piccole e sul marrone, quasi a imitazione delle noci! – Sono stupendi, ancora non sappiamo cosa sono capaci di fare. La mia gatta, da come mi guarda, sembra quasi percepire le mie emozioni. Ammiro molto gli animali. Pero’..entro in polemica quando sento- o per lo più leggo- commenti tipo “sono migliori di noi”, “sono piu’ intelligenti”, “noi in più abbiamo solo la parola…” e altre cose del genere. Non mi piace nemmeno la frase di (o attribuita a..) Sacrate: “più conosco le persone, più amo il mio cane…”. Sacrate è Socrate, ma un pensiero del genere, se messo in pratica,  è misantropia bella e buona. E’ vero che “siamo cattivi”, ma valorizzare gli animali e de-valorizzare l’uomo no… Siamo cattivi-anche-, ma siamo anche gli unici esseri sul pianeta a poter scegliere di esserlo. E possiamo scegliere di essere anche buoni, e siamo senza dubbio cerebralmente superiori, con una cosiddetta “area prefrontale” che abbiamo soltanto noi,e la corteccia nell’insieme e’ piu’ spessa e complessa (solchi cerebrali piu’ profondi= superficie corticale piu’ ampia).

Il cervello umano, cn l’area prefrontale prente solo nell’uomo – deputata si pensa alla coscienza-  l’area beige a sinistra

. Una scimmietta è intelligente, ma se diamo una rapida rassegna mentale a cosa fa l’essere umano- come intelletto, lasciando stare per un attimo le conseguenze sull’ambiente, quelle dovute a scelte sbagliate, eccetera. – dalla ruota alla Divina Commedia, dalla esecuzione di un coro polifonico (molto meglio di un canto di uccelli o di balene…), dal teorema di Pitagora alla Gioconda, dalle palafitte alle strutture di Renzo Piano e colleghi.. Dalle caverne allo sbarco sulla Luna. E anche noi persone comuni siamo capaci di molto più di un gorilla o di un elefante- intellettualmente-.. Scrivo questo,   perché’ davvero tanti tendono praticamente  a svalutare l’essere umano, quasi a screditarlo e persino maledirlo (“l’uomo è il cancro del pianeta” ecc.) , proprio “umanizzando gli animali” Centri di “tolettatura” per cani e gatti”- come recita l’insegna di un esercizio in paese, “cimiteri per animali”.

margherita

“Non vedo nesuna differenza fra noi e gli altri animali”

Animali che, ripeto, sono stupendi ma non dobbiamo cadere nell’animalismo eccessivo. L’animalista- non sempre, San Francesco docet, non sempre infatti, ma a volte- è portato ad essere anche ateo, perché, a prescindere dal livello culturale, alcuni dicono “solo noi abbiamo la preferenza di un aldilà?” – mio padre-; “non penso che solo l’uomo debba avere un destino spirituale” (il compianto naturalista Giorgio Celli); “io non vedo nessuna differenza fra noi e gli animali, mentre la religione, i credenti che ne sono seguaci  pensano  che noi….” (Prof.ssa Margherita Hack). Concludendo, la mia gatta però è sempre più bella, e bianca- che piu’ bianca non si puo’, nemmeno col candeggio –  🙂

CIAO

Marghian

UN SALUTO ED UN PENSIERINO – L’UTILITA’ DELLE RICERCHE AEROSPAZIALI

L’utilità delle ricerche spaziali Nasa- o di altro ente -.

.’a rieccomi. Ho appreso proprio poco fa, dal Web, che la Nasa ha messo appunto un dispositivo detto “Finder”, “letteralmente il trovatore”- che con Verdi non c’entra , ma è nel senso di “detector”, capace appunto di rilevare il battito del cuore di una persona sepolta sotto le macerie in seguito ad un terremoto, o sotto il ghiaccio (valanga), a diversi metri di profondità (meglio di un cane San Bernardo)..

Riporto – e rimarco- questo fatto, a dispetto dei tantissimi, milioni nel mondo, che pensano che le ricerche scientifiche, e aerospaziali eccetera, siano uno spreco. Ne si parlava proprio questa era, con degli amici. “Soldi sprecati”, “ci sono altre urgenze”. Non condivido questo pensiero. Proprio anche a nome di alcune di tali “altre urgenze”, la ricerca scientifica e  spaziale non va fermata. Ecco alcuni motivi_
Prima di tutto, la ricaduta tecnologica. Senza la Nasa – e senza i lanci spaziali le ricerche dell’Urrss, e persino senza, bisogna ammetterlo, Won Braun – oggi non avremmo avuto e non avremmo: la risonanza magnetica, il forno a microonde, i cercapersone e dispositivi salvavita (pensate alla pubblicità di quel dispositivo “telesalvalavita Beghelli”,), cercapersone evoluitisi poi in cellulari; leghe resistentissime, apparecchi come pacemaker per il cuore; nanorobot che portano un farmaco dentro il corpo in una zona mirata,, e poi non avremmo il laser (usato anche in chirurgia), medicinali messi a punto prima per gli astronauti poi diventati di uso comune, non avremmo neppure le energie alternative (alcune ancora sconosciute alla gente comune come noi? Io lo penserei). Senza la ricerca spaziale non avremo in futuro le centrali nucleari a fusione, che si riveleranno molto utili ed efficienti ed oggi solo in fase sperimentale, Ecco che le ricerche spaziali non sono uno spreco, fra non molto arriveranno a noi molte altre cose utilissime. Anche le piante e i frutti transgenici e sistemi “strani” di coltivazione, messi a punto per crescere in futuro su Marte, potranno crescere anche nel Sahara, e sarà un aiuto contro la fame. Entro qualche secolo servirà poi davvero arrivare su Marte e sugli asteroidi (per trarne risorse di vario tipo e per le prime colonie lunari, marziane e su corpi come Titano o Callisto ) e per porvi le basi per la futura espansione umana nel sistema solare. Oggi ci sembra fantascienza, ma sarà inevitabile.Un saggio ha detto e senzaltro scritto che “la Terra è la meravigliosa culla dell’uomo. Ma non si puo’ stare per tutta l’esistenza in una culla”.
Un’ultima cosa, “una ultima cosa” ma solo fra le pochissime da me elencate: il lancio di un missile – il tanto odiato missile- potrà servire (non sappiamo quando, ma il mondo scentifico è sempre in allerta…) per salvare tutta l’umanità da un asteroide. Cosa questa che i dinosauri non poterono fare (per nostra fortuna, dato che con la loro estinzione è cominciata l’ascesa dei mammiferi, sino a generare noi, “punta di diamante” di questa famiglia di animali vertebrati).

Io vedrei lo spreco in altri settori, ad esempio nei troppi soldi che girano nel calcio piuttosto che pensare di fermare il finanziamento per le ricerche spaziali.

spreco di soldi nel calcio”, ma forza Cagliari

A domani ciao-

Marghian

– IL DUBBIOSO IMPERTINENTE – E’ ESISTITO MAI L’EDEN?

.Il dubbioso impertinente.

E’ MAI ESISTITO L’EDEN BIBLICO?

Ciao. Pensando al clima bizzarro, al recente terremoto in Abania, e a mali in genere, ed alla morte,  io (come del resto tutti) penso “è così da sempre”, escudendo ovviamente mali “recenti” come l’uso della energia nucleare e l’inquinamento. I mali “naturali” che ci affliggono, esistono da sempre. Sulla base di qeusto, io mi vado chiedendo se…sia mai esistito qiualcosa di simile all’Eden Biblico Davvero -mi chiedo-  invecchiamo, ci ammaliamo, moriamo e siamo vittime di disastri come uragani e terremoti, tutto  a causa del peccato originale di Adamo? C’è un passo nelle Scritture, a proposito del ruolo di Cristo come redentore, che dice: “cosi’ come a causa di un solo uomo vennero tutti i mali., cosi’ a causa di un soo uomo…””. “A causa di  un solo uomo, venero tutti i mali, la morte…”. Mah..??!!!

EDEN O NON EDEN?

eden

Eden. Se l’uomo sulla Terra -Genesi-  non avesse peccato, non sarebbe mai morto

Mi riesce difficile immaginare che ci sia davvero stato, sulla Terra l’Eden biblico, “il paradiso terrestre”, dove hanno vissuto, nella grazia, e con dei dono “preternaturali” fra i quali l’essere immortali, gli uomini, indicati nei nomi di Adamo ed Eva, che la Bibbia ci presenta come “La prima coppia”. Uno stato di beatitudine, fino a quando “commisero il peccato” e vennero cacciati via. Avvenne all’uomo (maschio e femmina) ciò che molto efficacemente, pur nella sintesi di un verso, descrive De Andre’: “..lo fermò con la morte, e inventò le stagioni”. Dopo il peccato originale infatti, stando alla Bibbia nel libro della Genesi, la Terra era diventata ostile e “corruttibile”,si alterarono gli equilibri, e tutto divenne soggetto a caducità e finitezza. – Da come recita pressappoco la Genesi: “….da ora in poi la terra non vi darà che sterpi e frutti selvatici, dovrete faticare per avere il cibo, combattere contro le intemperie e subirete le ingiurie del tempo (“…e inventò le stagioni”), il vostro corpo da ora invecchierà, e alla fine morirete…”
Allora, perché io dubito di questo? Perché non sono credente? No, è perché ci rifletto un po’.

Dubito, in primis perché ritengo che la Terra non sia MAI stata IDONEA ad ospitare un uomo immortale, QUALE SAREBBE, oggi, l’uomo senza quel “primo peccato”. Un sacerdote mi direbbe- anzi, per la verità mi ha detto- che il mondo è così a causa del peccato originale…-.
//^Non mi basta, perché’ NON CREDO che a causa del peccato dell’uomo SULLA TERRA tutto l’UNIVERSO sia diventato CORRUTTIBILE. Sì, tutto l’universo, perché’ non solo la Terra sarebbe dovuta essere eterna per l’uomo ^se ^questi ^non avesse ^peccato; ma anche il Sole (che fra cinque miliardi di anni si spegnerà!!!), e le stelle, tutte destinate a “spegnersi”. Tutto l’universo diventato soggetto a finitezza…a causa di uno sbaglio dell’uomo sulla Terra????!- Ecco cosa “succede” ad interpretare la Bibbia alla lettera, qualcosa non torna. Platone diceva che l’uomo aveva sì, commesso un peccato: ma in un mondo spirituale, o simile. – Così mi sembra più sensato ///Come se fossimo stati tipo angeli, e Dio averci detto: “per aver fatto questo, vivrete in corpi mortali su dei pianeti, e lì vi beccherete tempeste, malattie e… terremoti…” (e se fate i bravi tornerete qui..).

Mi stupisce poi questo “cambio di programma” da parte di Dio, che si evincerebbe dalle Scritture; una sorta di “piano B” in conseguenza del “peccato”: “vi caccio dal paradiso *terrestre (notare, “terrestre”), ma – se lo avrete meritato-, entrerete nel “Regno dei Cieli”. Prima del “peccato”, “l’Eden sulla Terra e, in essa, vita eterna. Dopo il peccato, “la promessa del “Regno dei Cieli”. Ora, e’ in cammino in attesa di una redenzione, per andare poi “in cielo”. Un “piano B”, che sembrerebbe addirittura meglio del “piano A” fallito con il peccato, dato che non peccando, l’uomo avrebbe vissuto in eterno sulla Terra. Ma cosa si intende, raga’, per cielo”? Il cielo di stelle e pianeti- allora in cielo ci siamo goa’ o qualcosa d’altro?

Il mondo spirituale – l’aldilà se c’è deve comunque essere un mondo reale, concreto. Chi lo immagina “al di sopra di noi”, quasi come una superficie terrestre spiritualizzata che avvolge “ad una certa altezza” questa atmosfera fisica (o più sfere); su diverse altezze, sulla base dei diversi “gradi di beatitudine” raggiunti). Qualcuno pensa-ed anche io- che questa idea sia “troppo esclusivo della Terra”, e la cosa poteva andar bene nei primi secoli del cristianesimo, on so, ai tempi del Concilio di Nicea, quando non si sapeva di altri pianeti, e tutto “girava attorno alla Terra” ed era allora più facile immaginare la Terra come “l’universo mondo”, e l’inferno davvero “sottoterra” da cui le parole “inferno-inferi-“, non conoscendo allora come oggi la struttura interna del pianeta. Oggi sappiamo di più sull’universo- con miliardi di pianeti e mi viene spontaneo pensare che il Dio dell’Universo non possa aver creato “solo noi”. C’è chi, sulla base di quanto sappiamo sull’universo oggi, immagina l’aldilà un “doppio spirituale” dell’intero universo, come un universo parallelo ma “più spirituale” (gli universi paralleli se esistono sono comunque mondi fisici). Questo mi dà più l’idea di un aldilà “per tutti”- gli esseri intelligenti del cosmo. Chiaro, su questo il mistero resta. E infine:

COSA SI INTENDE REALMENTE PER “CIELO” IN SENSO RELIGIOSO?

“..e io vidi cieli nuovi, ed una Terra nuova, in cui regnava la giustizia….perche’ le cose di prima, eano passate…” (Apocalisse)

new heavens

L’universo non è in uno stato di perfezione e eterna immutabilità. Lo diventerà?

Esiste una teoria, detta “di punto Omega”, secondo la quale l’universo evolve fino alla perfezione in cui le fondamentali costanti universali ora di valore finito diventeranno alcune infinitesime (come la cosiddetta  costante quantistica “di Plank”) o infinite (la costante della velocita’ della luce)  tutto sara’ perfetto e percio’ unito a Dio

“Coloro che stanno lassù”. “Lassù potrebbe essere solo un modo di dire, e potrebbe esistere un mondo spirituale che non ha i riferimenti spaziali nostri. Un mondo astratto e concreto insieme, seppure in modo diverso? O forse, tutto per esistere deve essere “materiale” e tutti noi siamo forse in qualche modo destinati ad una futura – e lontana- rinascita finale, in un universo che ora è in cammino di crescita ed evoluzioine fino ad un futuro stato perfetto in cui ogni cosa sarà “ripristinata” ed esisterà in eterno, noi compresi. Quis scit? Chi lo sa?

Ciao…  🙂

Marghian

LA CASISTICA UFO – MISTERO SULLA MATRICE DI UN FENOMENO

LA CASISTICA UFO-.QUALE MATRICE SOTTENDE IL FENOMENO?

U.F.O. QUALE REGIA?

ufo_lazar_model

Voglio trattare questo aspetto della questione Ufo. La matrice del fenomeno. Lasciando ovviamente  da parte – se volete anche solo per un attimo –  le tesi scettiche e negazioniste. Le spiegazioni piu’ semplici, togliendo quelle piu’ complesse e problematiche, contrariamente a come diceva un tale *Guglielmo da Occam (con il suo prinicpio del celebre “rasoio di Occam” tanto caro agli scettici e agli atei) nel 1200, potrebbero non essere quelle piu’ giuste. Non sempre almeno. Negare aprioristicamente e senza riflettere,puo’ essere, piu’ che semplice, semplicistico. Cool “rasoio di Occam”  si rischia fra l’altro di tagliar via la fetta buona.

*Il “Guglielmo” ne “Il nome della rosa” è ispirato a Guglielmo da Occam

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Che ci siano nell’universo civiltà avanzate io sono convinto totalmente.. Ne’ Dio, ne’ il caso possono generare un solo pianeta abitato so miliardi di miliardi. Mi sovviene però’ il dubbio se si possano coprire le distanze fra i sistemi solari. Come sai non basta solo “una tecnologia superiore”, bisogna vedere se la FISICA permette che si possa o no viaggiare “alla star trek”, “a curvatura” come si dice. Un equipaggio alieno che venisse che so, dalle pleiadi, anche a velocità luce, impiegherebbe quattrocento anni per esempio. Quindi, per gli ufo -e per noi in futuro ci sarebbe il problema delle distanze. A meno che non si possa, se si può, viaggiare NON a propellente,  non si va molto lontano, neaanche con tanto decantati  futuri propellenti nucleari, ci vanno anni per la stella piu’ vicina a noi.

– Ho questi dubbi, ma NON NEGO LA CASISTICA UFO. anzi credo che molti casi siano autentici (anche solo il 10 per cento, si tratta di migliaia e migliaia di casi non spiegati), ma molti anche strani..

E allora? Mi sto sempre di più convincendo che mondi abitati ne esistano si’, e tanti; ma che le entita’ che noi chiamiamo “extraterrestri” forse non vengano da altri pianeti abitati ma siano esseri “dsi altra realta’”, tipo mondo spirituale o comunque non tangibile, per noi. Per esempio, prendiamo un caso in cui davanti a me in campagna, in un bosco, in mezzo ad una strada di notte, si manifesti improvvisamente una luce sferica del diametro di due metri- un caso di cui ho letto-, e che da questa escano due esseri di forma umanoide alti ottanta centimetri, luminosi e “cangianti”, di un giallo tendente al marrone chiaro poi di nuovo al ciallo. Mi guardano intensamente con occhi ipnotici, io che ho la sensazione di perepire i loro pensieri con tanto di risposte alle domande che mi pongo freneticamente. Poi si sollevano piano da terra, di nuovo la luce li avvolge e questa scompare insieme agli esseri- baracche e burattini-. .

Ecco, ponendo per vero un caso come questo, forse non si tratta di esseri di altri pianeti abitati con l’astronave parcheggiata in orbita; ma di manifestazioni quasi…”ultraterrene”. Scusa e ti sto facendo un romanzo. Questo spiegherebbe (si chiama teoria parafisica) perché’ non si mostrino in massa. Così come pur credendoci, nessuno pretende che si manifestino gli angeli. Altra cosa. Si parla di un centinaio di razze aliene. Troppe, se si tratta di extraterrestri. Cento specie… “tute d’accordo” a non mostrarsi ufficialmente. Possibile che una di queste coento razze on abbia in decenni fatto un qualche “passo falso”. Se sono entità astrali, “parafisiche”, e’ possibile, e non c’è. il problema delle distanze. Come sai, oggi si usa dire: “quelli che in epoche antiche chiamavamo demoni e angeli, sono in realtà extraterrestri..”. E se fosse il contrario? Esseri spirituali che a noi sembrano extraterrestri, data la nostra cultura moderna? Il nostro livello culturale e tecnologico c’entra: come mai gli “ufo” dell’800 erano spesso degli scafi in legno simili a navi o dirigibili, con delle eliche e delle vele, sbuffi di vapore e fiamma; negli anni ’50 del 20 mo secolo invece, metallici a forma di campana o di sigaro, con dei grandi oblò ed erano più “rozzi” e poco aerodinamici; mentre oggi, stando alle cronache ed ai casi raccontati, gli ufo ci appaiono – lo vediamo tutti dalle presunte foto…- molto più “moderni” e “stilizzati”? Anticamente, avvistamenti di carri volanti con tanto di cavalli, oggi veicoli che per design fanno invidia ad una ferrari.

EVOLUZIONE STRANA DI UN FENOMENO

1800-metà ‘900, ufo di questo tipo.

ANNI ’60-’70- OGGI, UFO DAL DESIGN PIU’ MODERNO

io mi pongo questa domanda. Sono veicoli extraterrestri o altro? Ripeto, che esistano mondi abitati da esseri analoghi a noi ok, si scoprono altri sistemi solari a centinaia. Ma come la mettiamo con le distanze? Un extraterrestre, come noi in futuro, si troverebbe a fare i conti con le leggi fisiche: se la curvatura delllo spazio non e’ attuabile (perche’ ci vrrebbe una energia pari a quelle di un sole o per altro motivo), e nessun tunnel socrciatoia puo’ essere fatto, allora è problematico, per gli “ufonauti”, arrivare sino a noi. Uno “spirito”, od altra entita’ di realta’ superiori, SE ESISTE non ha questo problema, e può farsi vedere dove come e quando,e magari in una qualsiasi forma. Molti mistici hanno testimoniato questo.

Ah, un’altra cosa. Negli anni ’30, ’40 e ’50 gli alieni potevano venire benisimo da Marte e Venere, distanze abbordabilissime (quando nulla o quasi si sapeva dei nostri due pianeti vicini di casa). ma oggi sappiamo di dover cercare la vita intelligente in altri sistemi solari, forse troppo lontani per un reciproco contatto.
Ho scelto due foto, eloquenti per una evoluzione del fenomeno: da velieri volanti dell’era preindustriale a veicoli supermoderni Una reiga misteriosa che si adegua al nostro livello e mentalita’ raggiunta?

CIAO

Marghian

 

ECHI DI INFINITO

INFINITO

HA SENSO?

Forse si’, pur se questa idea ci vene ostica, dura da digerire per la nostra mente temporale.Come ci disse un sacerdote, “noi dubitiamo solo per un motivo. la nostra mente e’ temporale, e non puo’ concepire l’Eterno…”-

Infati, a noi un mondo senza un inizio sembra anche strano, perché partendo da un punto spazio tempo, il presente qui verso il passato cercando un punto di inizio ma se situato all’infinito, andresti indietro all’infinito e, anche partendo da un punto di “inizio” situato però all’infinito (quindi in realtà un non inizio) non si raggiungerebbe mai questo presente.”Iniziando” da un punto ad infinita distanza, non potremmo essere oggi nel nostro 2019.quindi per esserci successione di tempo deve esserci un inizio. A meno che inizio e fine non siano segmenti, finiti ma parte di una retta infinita. I segmenti forse sono gli universi. Infiniti universi finiti, in un mega universo infinito. Mi pare anche strano un tempo in cui nulla esistesse, ove anche la parola “tempo” cessa di avere senso.

Per l’universo si del big bang. Ma esso potrebbe essere, si parla anche di questo, uno dei tanti  big bang; o uno dopo l’altro, ” espansione collasso espansione collasso espansione..” (questo piace molto ai buddhisti che concepiscono un eterno ciclo di vita e di tempo senza un inizio preciso, da sempre) oppure  tanti big bang, da creare tanti universi, come le bolle di una schiuma, universi che stanno insieme. Universo ciclico nel primo caso, universi paralleli o comunque coesistenti nel secondo. Ma mai, forse, il nulla. Forse non c’e posto per il nulla Da cosa nasce cosa, non dal nulla. Il big bang non può- io credo- essere nato dal nulla, e gli stessi scienziati non considerano quasi piu’ una singolarita’ nuda, ma oscillante, dove l’energia non e’ mai nulla. Questa idea è alla base del bosone di Higgs. Higgs ha detto in una intervista: “deve esistere la particella da me teorizzata, e questo sulla base di quel minimo di energia che non può essere nullo, e le cui fluttuazioni generano espansione e gravità e massa. Espansione (spazio), gravita’ e massa (materia, in tuttee le sue forme, soggetta ad attrazione)

Forse il concetto stesso di creazione va sostituito con il concetto di coesistenza, penso ora,  fra spirito (la res cogitans, la sostanza- pensiero , la “Substantia spinoziana”) e la res extensa (lo spazio-tempo-materia-energia), materia e spirito forse facce della stessa medaglia, aspetti di un’unica realtà, piena, che crea e si ricrea, non lasciando posto al nulla, essendo un tutto di cui noi siamo parte, e nell’infinito la parte contiene il tutto e,  il tutto, le parti. Per essere persone individuali, si deve essere parti. Il tutto non ha contorni. Ecco che il tutto in ceto senso si de crea, si autolimita in noi, che siamo forse particelle di un tutto, espresiione viva dello Spirito, echi di infinito.

 ECHI DI INFINITO

ANTONELLA RUGGERO

CIAO

Marghian

 

UN SALUTO, da me e Lina.

UN SALUTO ANCHE DA LEI

Ciao. No, non mi sono improvvisamente sposato, ‘llina è sempre lei, la gatta, che molti di voi conoscono già,  come “Nives” o “Bianchina”. La chiamo anche Lina, anzi ‘llina  (vedi “spiegazione” scritta a didascalia della foto).

Per questo saluto ho scelto questo blog per via di alcune spontanee…considerazioni.

(poi, sul blog musicale, un saluto c’e gia’)

bianchina-lina

– ingrandite l’immagine per poter leggere meglio-

Sul nome “Bianchina” della gatta, a parte il fatto che lo spiega lei stessa con la sua bellezza e il suo candore (più di così…) c’è dietro una storiella simpatica che vi avevo già raccontato in uno dei post precedenti con protagonista la gatta; la racconto di nuovo.

Quando a maggio del 2012 una signora me la diede che era piccola (ma già autosufficiente, non con gli occhi ancora chiusi eccetera), con gli apprezzamenti “che bella” eccetera, si parlò di come chiamarla, e la signora mi disse: “chiamala Biancaneve, è bellissimo…”. E io “si’, mi sembra un nome azzeccato- tutta bianca..-. Ecco che sì, ma subito dopo qualche settimana, presi a chiamarla Nives (“Biancaneve” come nome era chilometrico!). Alcuni anni dopo, al lavoro, parlai della gatta con un collega che lavorava insieme a me, venuto purtroppo a mancare nel 2017. Entrambi eravamo addetti alla mansione di accoglienza e di servizio agli utenti che venivano per delle ricerche (lavoravamo in un archivio statale ad Oristano) nella sala di studio. Parlando  con il collega di animali da compagnia, egli mi parlò del suo cane,  io gli dissi della gatta, bianca che si chiama Biancaneve ma che io, per brevità’, chiamavo Nives. Adesso arriva la cosa carina.

Come sappiamo, il nostro cervello tende a ricordare le cose in modo approssimativo. Passa infatti un altro anno e una mattina in servizio suona al citofono dell’ufficio (sezione “guardiola-sala di studio “al primo piano-) un signore anziano che – da cliente aficionado- conosciamo da tempo. Si annuncia e chiede di entrare, io che rispondendo al citofono gli dico “prego, salga pure” mentre gli apro il portone di ingresso con l’apposito pulsante di fianco all’apparecchio. Mentre la persona sta salendo da noi, il collega mi chiede: “chi sta venendo?”, e io: “Franco, è il signor Bianchina”. Il collega, candidamente , “ah, Bianchina, la tua gatta…” / Al che io, un po’ sorridendo puntualizzo: “no, Franco, non Bianchina, ma Biancaneve, e come ti avevo detto la chiamo Nives….” -“però Bianchina mi piace”, aggiunsi. E cosi’…  🙂

Curioso come a distanza di tempo una parola (per parziale dimenticanza o passaparola), diventa un’altra. “No, non Bianchina, Biancaneve…”.  E’ così che succede. Il ricordo approssimativo di Franco sul nome della gatta, mi fa riflettere su cosa succede anche ad un racconto o a un testo (la storia è tutta esatta? ummmhhh…), passandolo da una versione all’altra, o da una traduzione all’altra, come ad esempio per la Bibbia (antiche saghe, testi sumerici, accadici, ugaritici, Babilonesi, ebraici, e  le traduzioni  in greco, poi in latino e in italiano). Povera Bibbia, chissà cosa avrà voluto dirci in origine?  Travisazioni, altro che da Nives a Bianchina, di molto peggio.. Mah.

Tornando all’argomento centrale del post, qualche altra piccola considerazione.

CANISTI E GATTISTI

cat&dog

Come possono canisti e gattisti essere rivali, con una immagine come questa?

Gli amanti dei cani e dei gatti, proprio nell’amarli, hanno opinioni divergenti su chi fra “il migliore amico dell’uomo” o il nostro felino domestico che a volte ci ronfa vicino mendicando carezze (e soprattutto cibo), a volte incostante, spesso indifferente e opportunista- attenzione a questo punto, ci ritorno….-, idee divergenti su quale dei due animali da compagnia sia più intelligente.

“E’ più intelligente il cane”, dicono convinti i canisti, e adducono ragioni e motivi quali: “partecipa della vita dell’uomo, fa cose stupefacenti, cane poliziotto, cane per ciechi, se si lancia un oggetto e gli si dice “porta!”, il cane lo fa- i cani da caccia fanno questo lavoro- cani che fanno numeri strabilianti nei circhi, salvano persone cadute nei dirupi e sepolti dalla neve, ed altro ancora..”.

Io sui cani valuto e osservo molto queste cose, pur non avendo un cane- troppo impegnativo, e comunque io considero vera compagnia solo quella umana…- e, guardando in tv “il commissario Rex” (lo trasmettono mentre sto pranzando) penso anche io “e’ piu’ intelligente il cane, “anche perché”, dicono i “canisti” un po’ preparati, che “il cane ha piu’ di 500 milioni di cellule cerebrali nella corteggia neuronale, mentre il gatto arriva a 250 milioni di neuroni. per la cronaca, l’uomo ha 8 -9 miliardi di cellule neuronali nella corteccia (e quasi 100 miliardi delle cosiddette “cellule gliali”, quelle che “alimentano il cervello” – Einstein pare avesse il 70 % in piu’ di queste cellule gliali :neuroni normali ma “piu’ alimentati”-. Ma torniamo a cani e gatti. Il gatto avrebbe poco piu’ della meta’ dei neuroni del cane.

Ma i “gattisti” non demordono, e dicono – fra le altre considerazioni “pro- gatto- che “non è solo il numero di neuroni che conta, conta di più la loro organizzazione, come i neuroni sono collegati fra loro”.

Dargli torto? ‘’Ni, non saprei. Infatti avevo letto del caso (umano) di uno nato solo con il 5% di neuroni, praticamente un decerebrato. Aveva…una intelligenza superiore alla media. Il numero di neuroni non sarebbe tutto. Stupefacente (anche se secondo me, orse la mente umana non è solo cervello, ma… per ora non entro nel merito).

Sono “gattista”, o ” canista”? Anche io sarei propenso a pensare che sia più intelligente il cane. Ma, convivendo orma da anni con Nives, o ‘llina (abbreviazione di “stellina”) come la volete chiamare , vedo che ella è capace di molte “performances” e ha dei comportamenti che mi stupiscono e che sembrano frutto di intelligenza (ricorderete in altro post sulla gatta la mia battuta “se dovessi dare un nuovo nome latino al gatto lo chiamerei “catus sapiens”, perché’ da come mi gaurda sembra che sa… ). Comportamenti a dir poco intelligenti.

Come quella volta che sulla soglia della veranda che ho sul retro della casa e che da ‘sul cortile, pioveva, e lei fece alcuni passi avanti e indietro, mi guardava e miagolava e poi, vedendo che non capivo, chinò il musetto verso il pavimento mimando il mangiare. Le metto di solito il mangiare sotto una tettoia e lei per mangiare, bere e usare la sabbia deve attraversare il cortile. Ma pioveva. Facendo così, quei passetti in avanti e indietro e fissarmi, voleva praticamente dirmi:” portami qui il da mangiare, è bagnato, non posso arrivare fin lì’…” – Le avvicinai il piatto, lei emise un miagolio flebile (di ringraziamento? Non lo escluderei), e mangiò voracemente, tutta contenta.

Forte poi come guarda me mentre sto a tavola e guarda in direzione del frigorifero. Non è questione di sentire l’odore, le bustine con il mangiare sono ermetiche, ma proprio una prodezza concettuale di associazione di idee. Le mostro dalla finestra (quando lei e’ in cortile) la bustina, avvicino il coltello e faccio il gesto di aprire la busta, ed ecco che lei corre verso di me. Ripongo la busta sul tavolo per vedere cosa fa, e lei sale sul tavolo e con le zampette tocca la bustina, e miagola come a dirmi ”aprila, su’”.

E poi,  quella volta in cui Bianchina mi portò un fiore… (vedi qui)

(andate magari direttamente al titolo “un giorno Nives mi offrì un fiore”)

Io non penso che la mia gatta sia più intelligente di un cane, ma mi viene talvolta da pensare… che non sia da meno.

“Il gatto opportunista”. Forse la differenza sta in questo punto. IL cane è servizievole, il cane è lacchè dell’uomo, invece il gatto no. Il gatto ti usa. E se io dico a Bianchina  “scendi dal tavolo” e non lo fa, non è che lei non abbia capito. Semplicemente non mi vuole ubbidire.

CIAO

Marghian

 

VENERE E MARTE. DUE PIANETI MORTI CHE PERO’, COME QUALSIASI MORTO CHE SI RISPETTI, HANNO VISSUTO, E HANNO VISSUTO A LUNGO.

FORSE ANTICA VITA SU VENERE E SU MARTE

Il pianeta Venre oggi. Una atmosfera di anidride carbonica, densissima.

Ruota attorno al pianeta in soli 4 giorni, con venti caldissimi a 400 km orari

Ciao raga’. E’ bello, quando leggendo (di qualsiasi cosa), ti imbatti in una teoria secondo la quale le cose sarebbero andate come tu, molto tempo prima, avevi pensato. A me capita, talvolta, e nel leggere od ascoltare in televisione qualche piccola “conferma” di quanto da me immaginato, mi fa dire con entusiasmo “la’, sa idea mia!”- “toh, la mia idea!”. Fa piacere. Da ragazzo, intorno ai 22 anni, mi venne da pensare questo: “Venere, il pianeta circondato perennemente da una spessissima atmosfera composta prevalentemente di Co2, dove la pressione raggiunge le 90 atmosfere terrestri e la temperatura raggiunge anche i 500 gradi e che ruota molto lentamente e in modo retrogrado, forse venne colpito da un grosso asteroide e, prima di questo fatto, magari era come la Terra, da ruotare nel senso giusto e in poche ore (in 15, 20 ore ) e non in 240 giorni terrestri, con una atmosfera molto meno densa, e l’drosera (mari, laghi, fiumi ecc.), come sulla Terra oggi. Fin qui, la mia fantasia da ragazzo di 25 anni. Poi anni dopo, guarda lì, mi trovo ogni tanto qualche notizia riguardante “gli ultimi studi e le ultime ipotesi”, notizie il cui contenuto vi riporto a parole mie, in riferimento specifico ad una notizia letta l’altra sera fa sulla pagina di Tiscali, che riporta alcune novità in termini di ricerca, e che riassume le altre notizie “che illustrano quella la mia idea”. Leggete il titolo della notizia di Tiscali: “Venere non era diverso dalla Terra, sulla superficie temperature estive e oceani d’acqua liquida: ma poi accadde qualcosa”.

Se una astronave andasse su Venere ma anche  indietro di un milirardo di anni fa, lo vedrebbe cosi’.

“Poi accadde qualcosa…”

Infatti l’articoletto dice che Venere, non sarebbe stato sempre così come lo conosciamo oggi; ma che molto probabilmente, e per almeno tre miliardi di anni e mezzo, le temperature del pianeta erano miti, con atmosfera molto meno densa ma abbastanza da contenere, insieme a temperature adatte, acqua allo stato liquido, un ambiente adatto alla vita.. Qui l’articolo nomina un gruppo di ricercatori della Nasa, coordinato da tale professor Michael Way,e i ricercatori si dicono convinti che per molto tempo Venere ha goduto di condizioni simili alla Terra per temperature e pressione atmosferica e acqua , ma – ecco qui..-“qualcosa ne ha stravolto gli equilibri trasformandolo in un vero e proprio inferno..” (parole testuali).

I ricercatori hanno presentato i dati in un congresso a livello europeo tenutosi a Ginevra. Dati che orientano il pensiero degli scienziati su di un evento catastrofico che si pensa si sia verificato intorno ai 6-700 milioni di anni fa. Vi ricordo che Venere, come la Terra e tutto il sistema solare, ha 4 miliardi e mezzo di anni circa.

Le rocce silicee immagazzinano anidride carbonica, ed ecco che su Venere quella anidride carbonica venne ^ improvvisamente – secondo la ricerca- rilasciata, e un vulcanismo diffuso “completò l’opera, ed ecco che Il pianeta ha oggi una l’atmosfera densa e tossica, con una pressione al suolo di 90 volte quella terrestre. Si immagina per allora (meno di un miliardo di anni fa) temperature dai 20 ai 45 – 50 gradi – non male- ma che ebbero un innalzamento quasi improvviso, arrivando ai valori infernali di oggi. Un evento catastrofico quindi, cambio come abbiamo visto, i connotati della superficie di Venere, rendendolo come è oggi. Si parla di questo evento catastrofico, “improvviso” vulcanismo a livello planetario, sommovimenti delle zolle continentali (su Venere sono state individuate a suo tempo due “masse continentali”, ma si deve tener conto di forti erosioni che non fanno capire la conformazione geologica del pianeta in superficie. Quanto esplicato negli articoli che mi sono passati davanti, non c’è una specifica menzione ad antichi impatti di asteroidi,  ma ecco che cosa ho letto su Wikipedia: “ Alcune ipotesi sostengono che la causa sia da ricercarsi nell’impatto con un asteroide di dimensioni ragguardevoli”. Ed è quello che io ho sempre pensato, definendo Venere un pianeta “incidentato”, e che gli scienziati sembrano avallare.

Consideriamo che il planetoide che impattando sulla Terra 65 milioni di anni fa nell’attuale “Golfo del Messico” portò alla estinzione dei dinosauri – e non solo – ma non distrusse definitivamente la biosfera e la vita sulla Terra aveva un diametro di 10 chilometri; ma ci sono asteroidi di 100, 300 e più chilometri e non c’è appello, noi faremmo la stessa fine di Venere, ma abbiamo missili sonde e anche e bombe e laser eccetera per evitare il danno). E’ possibile, la Luna si è formata quasi sicuramente da un urto fra la Terra e un oggetto grande come Mercurio o Marte. Ma la Terra si stava formando, e molto materiale fu espulso nello spazio, disponendosi “a ciambella” e, per gravità, si concentrò in un oggetto prima discoidale, poi sferico: “la Luna. Che le rocce lunari e quelle terrestri siano praticamente eguali, avalla questa tesi, scartando le altre.

Ho sempre pensato a Venere non come una “Terra mancata”, ma come ad una “Terra che è stata”, ad un pianeta morto che ha vissuto, e nel vero senso del termine, perché’ può avere avuto, nei primi tre miliardi e mezzo di anni , una biosfera. Non sappiamo quanto questa biosfera potesse essere notevole: si va dai microorganismi, l’ipotesi più cavalcata per prudenza scientifica (ma per questi non servono biosfera e acqua marina! Microorganismi potrebbero esserci anche adesso lì, ne sono stati trovati persino nelle barre radioattive delle centrali nucleari, nelle caldere vulcaniche e in ambienti senza ossigeno) a forme di vita più complessa. E se su Venere c’erano allora mari e fiumi, e temperature che non superavano i 50 gradi (adesso si superano i 400 gradi, ma adesso…), non mi suona strano una vita come sulla Terra.

Poi raga’, ce l’hanno con questi microorganismi. Posso capire che questo si sostenga per Marte, con una atmosfera di un centesimo di quella Terrestre e al 95 per cento di anidride carbonica e pochissimo ossigeno e ghiaccio e qualche “pozzanghera” che subito evapora (adesso, prima forse  anche su Marte…). Ma che per un pianeta extrasolare che vediamo solo indirettamente (col sistema del “transito” o con la misura delle oscillazioni delle stelle “madri”), si dica “ci sarà qualche elementare forma di vita…(senza sapere nulla di quel pianeta solo che può contenere oceani!) mi suona come una forma di chiusura mentale e di dogmatismo scientifico (il colmo!), per cui, su cose fuori la Terra, si debba tendere a sminuire, se non proprio a negare. Ne’ Dio, ne’ il caso si affannano a creare 2mila miliardi di galassie e creare la vita complessa, e intelligente, solo sulla Terra. Ma che ne sapiamo…

IL PASSATO DI MARTE

 Marte oggi. Ma nel passato, ci apparirebbe come la “venere” della immagine sopra

Anche il passato di Marte da questo canto è molto interessante ed intrigante. A parte l’improvviso “cambiamento climatico” che Marte avrebbe avuto e di cui lessi in una rivista, circa 100 mila anni fa, tornando indietro nel tempo, abbiamo questo (molto) possibile scenario, dedotto da resti geologici di antichi laghi, fiumi, mari, canyons (uno lungo quanto gli Sati Uniti in larghezza e largo 200 km di probabile origine idrologica, e vulcani alti due volte l’Everest (es. L’Olimpus Mons, 24 km di altezza). Si ritiene che Marte avesse in passato atmosfera più densa e bacini di acqua. La “fine di Marte” come pianeta abitabile avvenne, credo e credono, molto lentamente, sebbene anche per Marte si si ipotizzino violenti impatti. A far “durare di meno” una possibile biosfera marziana in funzione delle condizioni “adatte”, su Marte le cause sono state: la gravità molto più debole (solo il 40per cento), e l’assenza di un campo magnetico forte, ed ecco che particelle violente dal Sole (vento solare) hanno colpito l’atmosfera di Marte non protetta come la Terra e paff, abbiamo il Marte desolato di adesso. Di adesso…

C’è comunque speranza, oggi, che su Marte ci sia vita microbica. Ma è bello immaginare anche “qualcosa di più”, specialmente riguardo a pianeti di sistemi lontani di cui non sappiamo nulla e di cui alcuni pretendono di sapere. Forse se la scienza ci mettesse anche un po’ più di fantasia, scoprirebbe più cose, come io fantasticai sull'”incidente di Venere”. Antichi Greci immaginarono l’esistenza dell’atomo, e altri che la Terra girasse attorno al Sole, e che la Luna potesse essere abitata. Beh, vista a occhio nudo, da proprio questa idea: Leonardo ci vedeva l’acqua, e il filosofo greco Anassagora ci immaginava gente come noi. Ma su quei pianeti lontani, solo microbi. Io direi agli scienziati troppo prudenti e riduzionisti: “sognate gente, sognate, un po’ d piu’.”.

Morale, questo pomeriggio vado al mare. Sulla Terra l’acqua c’è ancora 🙂

CIAO

Marghian

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