Ciao. E’ passato un po’ di tempo. Non avendo in questi giorni particolarmente impegnativi del tempo da dedicare alla scrittura ed alla lettura nei blog, “stante il fatto” che vorrei anche salutarvi, lasciarvi qualcosa, anche alla luce del fatto che nei frangenti attuali ; ai sensi degli impedimenti quotidiani ( il linguaggio “burocratico” che sto usando e’ per scherzare un po’ 🙂  ) e per via  che  mi manca assolutamente  il tempo per redigere nuovi post, ve ne lascio uno vecchio, il piu’ vecchio:  Il mio primo post.  Lo scrissi “a braccio”, dopo avere appena creato,  nel maggio del 2008, il blog su Windows Live Space” – Dopo presentazioni e saluti, scrissi questo prima articolo, che insieme agli altri riversai su wp, quando gentilmente ci “invitarono” a farlo, perche’ WLS avrebbe presto chiuso- alcuni di voi, se provengono da wls e sono passati “volontariamente” su wp, certamente ricorderanno. No, non credo di essere un giornalista, pur se  ho usato la parola “articolo”. Come ben sapete, wp chiama “articolo” persino la foto di un gattino con scritto “ciao amici” (“il tuo articolo- pensate alla foto del gattino- sta per essere pubblicato….”). Okay, questo e’ il post. Ciao, e buon weekend  🙂

L’UNIVERSO
(Scommetto che qualcuno di voi -conoscendomi  🙂  – ha indovinato l’argomento )

Questa immagine non era nel post, l’ho scelta ora come “rappresentativa” dell’argomento

L’uomo, sin dalle sue origini, ha rivolto lo sguardo ed il pensiero al cielo ed al mondo che lo circonda. Da sempre egli si interroga sulla natura, sul mondo e sul posto che occupa nell’universo. Naturalmente l’uomo primitivo non aveva una concezione dell’universo accostabile in qualche modo alla nostra. La cosmologia ha subito una lenta evoluzione, in parallelo con l’evoluzione sociale e culturale dell’uomo. Se per l’uomo antico l’universo era costituito dalla Terra, concepita come un “suolo piatto” sovrastato dalla “volta celeste”, e da magiche luci in essa incastonate, gradualmente si è preso coscienza della sfericità della Terra. Anche a questo punto però l’universo era concepito come “la Terra”. Sole, stelle e pianeti rimasero per lungo tempo nella sfera del “magico” e del “divino”. Il Sole, la Luna e le stelle erano viste come entità divine o come “luminari” per dare vita all’universo “Terra”.

Soltanto molto più tardi si addivenne al concetto di un universo costituito da “corpi celesti” disseminati in uno “spazio vuoto” di cui faceva parte la Terra stessa; ma Luna, Sole, pianeti e stelle erano ancora considerate come “divinità” da quasi tutti i popoli antichi. Già i pensatori greci cominciarono a capire la natura fisica di alcuni corpi celesti (Anassagora diceva che il Sole era una enorme massa infuocata e la luna era una “sfera solida” ed abitata come la Terra- su questo si sbaglio’, ma che apertura mentale, considerando poi l’epoca in cui Anassagora visse), ma FORSE ancor prima (“forse” in quanto a sostenerlo sono solo alcuni studiosi”) i Sumeri concepivano addirittura un sistema eliocentrico, con dodici pianeti, contando come pianeta anche la luna.

Sempre in Grecia, due secoli dopo Anassagora, ben trecento anni prima di Cristo, Aristarco di Samo sostenne la teoria eliocentrica che egli difese strenuamente. Fu anch’egli, come Galileo, avversato dai sapienti dell’epoca e ritenuto “eretico”. Si dovette attendere per molti secoli ancora fino a quando l’astronomo polacco Copernico (Thorn 1473 – Frauenburg, odierna Frombork, 543) teorizzò il sistema eliocentrico in contrapposizione al sistema aristotelico-tolemaico, che concepiva la Terra al centro del cosmo; concezione che prevalse per molto tempo su quella eliocentrica e che fu da copernico “riproposta”. Sono a tutti note le “diatribe” attorno a questi due modi di concepire il mondo: Galileo, che dimostrò sperimentalmente che Copernico aveva ragione, fu inquisito, e la sua “abiura” fece si che la concezione geocentrica godesse ancora del placet della Chiesa e degli accademici.

Con William Hershel (siamo nel XVIII secolo) ed altri si arrivò vicini al concetto di cosmo come oggi noi lo intendiamo. Herschel scoprì infatti che la terra, il Sole ed i pianeti facevano parte di una immensa “famiglia” composta da miliardi di corpi celesti. Le stelle, finalmente concepite come “altri soli”. Si aveva a questo punto una idea del cosmo assai vicina a quella attuale. Con i contributo di Herschel si ebbe una visione di quella che era la “via lattea”, già concepita “in embrione” dai greci. Fu grazie a Messier che nel 1774 catalogò per la prima volta degli “oggetti oltre le stelle”, considerate però come “oggetti nebulari”. Messier era alla ricerca di comete.

Scartando gli oggetti che non erano delle comete, Messier diede un contributo fondamentale alla catalogazione delle galassie allora dette “nebulose”, che solo più tardi vennero identificate come ammassi composti da miliardi di stelle e lontanissimi, le (altre) galassie. Fu in realtà il filosofo tedesco Immanuel Kant, a suggerire che quelle “nebulose” potessero essere entita’ analoghe a quella che Herschel chiamava “la galassia”. Curiosamente, questo nome deriva proprio dal latte, in quanto “galaxìa” in greco sta per “latteo”, attinente al latte.

Oggi sappiamo che il nostro universo è composto da galassie, veri e propri “universi isola”. La nostra galassia ha un diametro di 100000 anni luce ed è composta da circa 200/300 miliardi di stelle!
Le galassie generalmente si dividono in tre tipi principali: ellittiche,(E), spirali (S) e irregolari (Ir, quelle che non si classificano facilmente come spirali né come ellittiche). La nostra galassia, e la galassia M 31 (M da Messier) che conoscete come “galassia di Andromeda”, sono galassie a spirale.

Una descrizione più articolata è data dalla Sequenza di Hubble (dal nome dell’astronomo Edwin Hubble, che propose questo sistema di classificazione), che tiene conto di parametri morfologici quali il rapporto tra gli assi di una galassia ellittica o la presenza di una barra centralmente ad una galassia spirale. Hubble inoltre, formulò negli anni ‘20 la sua “legge sulla velocità di allontanamento reciproco delle galassie” (in astrofisica esiste infatti la costante di Hubble,usata nei calcoli); contributo questo che portò alla definitiva scoperta dell’espansione dell’universo.

Oggi sappiamo quindi che l’universo è in espansione, e che la nostra Terra è un pianeta fra i tanti, che ruota attorno ad una comune stella di media grandezza. Ma per quanto la nostra attuale idea dell’universo sia alquanto chiara e “completa” -se raffrontata ovviamente alla cosmologia di soli tre secoli fa-, su di esso c’è ancora tanto da scoprire. Ed è auspicabile che persone dalla mente aperta – e fantasiosa – come erano Anassimene, Anassagora, Eratostene di Cirene (che giocando con una meridiana e le ombre misurate in due punti diversi, facendo una semplice proporzione, sbaglio’ di pochissimo la misura della circonferenza della Terra all’Equatore), Giordano Bruno (che parlava delle stelle come di tanti “soli” con pianeti e mondi come la Terra) e Galileo siano ascoltati e creduti, e non debbano cozzare ancora contro il nostro muro di ottusità fondato spesso su false certezze.

Marghian