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PENSIERINO DELLA SERA…LA VITA E’ UN CIRCOLO VIZIOSO? E L’UNIVERSO?

LA VITA E L’UNIVERSO. UN CIRCOLO VIZIOSO?

moebius

Ciao. Finite le ferie, sono tornato al lavoro. Anche qui, in un certo senso pur se in ferie avevo più tempo. Mica tanto poi eh ? Le incombenze prendono tempo, lasciandone poco per le cose “scelte”.
Quanto ho scritto sopra riguarda una mia riflessione, e qualche considerazione di contorno. Comincio con questa domanda: la vita, è un circolo vizioso? Il mondo, si ripete? Se l’universo avesse la forma della figura nella foto, cosa implicherebbe, per noi, bipedi implumi sulla Terra?

Allora…Le superfici ordinarie, ovvero quelle che siamo abituati ad osservare nella nostra vita quotidiana, hanno sempre -nella pratica- almeno due facce (si pensi ad un foglio di carta, ad una tavola), per cui è sempre possibile percorrere idealmente una delle due facce senza mai raggiungere la seconda, a meno di non attraversare una linea di demarcazione costituita da uno spigolo o bordo. Per una sfera, od un cilindro, è possibile stabilire una superficie interna ed una esterna.
Nel caso della figura che vediamo invece le cose cambiano, e di parecchio. Esistono in essa una sola faccia ed un solo bordo. Nella cosiddetta “striscia “, o “nastro” di Möbius, dopo aver percorso un giro, ci si trova dalla parte opposta; ma solo dopo averne percorsi due ci ritroviamo sul punto iniziale, cioè nel punto di partenza.
Un “nastro di Möbius” può essere facilmente realizzato partendo da una striscia rettangolare – di carta o di altro materiale ed unendone i lati corti dopo aver impresso alla striscia mezzo giro di torsione. A questo punto se si percorre il nastro con una matita, partendo da un punto qualsiasi, si noterà che la traccia si snoda sull’intera superficie del nastro. Il nastro ha quindi una sola faccia. Se seguiamo il profilo di “un” bordo (partire da quello di destra o da quello di sinistra o da quello in basso a quello in alto a seconda di come è orientato il nastro), notiamo che il dito ha percorso tutta la striscia, lambendo il bordo. Ecco che non sono più due bordi (come lo sono quelli di un cilindro ottenuto unendo le estremità di una striscia analoga ma senza effettuare il mezzo giro di torsione), ma un solo bordo.
Una figura così semplice da ottenere, sembra “contraddire” i principi della geometria a cui siamo abituati, quella che la maggior parte della popolazione mondiale conosce, che sono poi quelli della geometria piana euclidea.
Questa piccola cosa prende il nome dal matematico tedesco Augustus Ferdinand Möbius (1790/1878), che fu il primo a prendere in considerazione la possibilità di creare una figura interessante come questa, semplice (praticamente un “uovo di Colombo”) ma con le caratteristiche particolari, che rimandano a concetti come l’illimitato od addirittura l’infinito (pur se la forma “ad otto coricato” della figura non è riferita al simbolo matematico di “infinito”, che fu introdotto-indipendentemente dalla figura di Möbius – da un altro matematico, l’inglese John Wallis, che visse tra il 1616 ed il 1703.
La teoria della relatività generale, tutti sappiamo cos’è. Fu elaborata dallo scienziato tedesco Albert Einstein e pubblicata, per la prima volta, nel 1916. Una delle principali peculiarità di questa formidabile teoria consiste nel fatto che essa descrive l’interazione gravitazionale non più come mera azione a distanza fra corpi che hanno massa come nella teoria newtoniana secondo la quale “due corpi massivi si attraggono come fanno due calamite”, bensì come l’effetto di una legge fisica che rapporta distribuzione e flusso attraverso le quattro dimensioni dello spazio-tempo di entità come la massa e l’energia (secondo la relatività due enti equivalenti), in rapporto alla geometria di spazio e tempo, e più precisamente con la ^curvatura dello spazio-tempo stesso. Ecco che in questo contesto gli osservatori –detti “inerziali”, ossia che si trovano in uno stato di “caduta libera”, ove la “forza-peso” diventa, in questo modo, una forza apparente in quanto gli osservatori inerziali (praticamente tutti gli oggetti) si muovono lungo linee “geodetiche”, e cioè seguendo la curvatura dello spazio-tempo, analogamente al movimento degli oggetti sulla superficie di una sfera, che ne seguono obbligatoriamente la curvatura. La gravità appare come una forza per gli osservatori non inerziali. Chi, ad esempio, da sopra un balcone osservasse un oggetto cadere verso il suolo, percepirebbe la sua caduta come il prodotto di una “forza attrattiva” esercitata dal suolo sull’oggetto; mentre, chi è in caduta libera verso il suolo (od in orbita intorno ad una stella o ad un pianeta) non sente nessuna forza, se non per via del “senso comune” (la Terra mi attira a se’!”, nel primo caso). In realtà un oggetto che cade è un oggetto che segue un movimento “rettilineo uniforme” ma lo fa in uno spazio incurvato (vale sempre l’esempio di chi cammina sulla superficie di una sfera, tipo la Terra: percorre una linea curva, la “linea geodetica”, ma percepisce un camminare in linea retta; “crede” di camminare in linea retta); da tutto ciò derivano il moto accelerato uniformemente dei corpi in caduta verso il suolo (sulla Terra l’accelerazione gravitazionale è di 9,8 metri ogni secondo), i movimenti orbitali dei pianeti (i pianeti, le comete ed altri corpi si muovono seguendo le linee geodetiche date dalla curvatura dello spazio-tempo dovute ad una stella, nel nostro caso il Sole), e la stessa “forza apparente” di coesione fra tutti gli oggetti dell’universo (galassie ed ammassi di galassie , ed in esse, le miriadi di stelle con i loro pianeti, comete, asteroidi).
La teoria della relatività generale è dunque alla base dei moderni modelli cosmologici della struttura a grande scala dell’Universo, della sua evoluzione e della sua struttura. La relatività generale conclude che lo spazio ed il tempo sono intimamente connessi in un’unica realtà, detta “spazio-tempo”. Lo spazio-tempo è “curvato”, e lo si può immaginare come la superficie bidimensionale di una sfera sulla quale trovansi miliardi di “puntini bianchi” a “rappresentare le galassie”. Questa rappresentazione non è perfetta; ma serve a rendere l’idea, dato che lo stesso Einstein ammetteva di non saper visualizzare nella sua mente uno spazio curvo. Glielo dicevano invece i passaggi matematici. “Io non immagino lo spazio curvo” perché’ non serve al cervello umano”. Cosi ’-aggiungo io- come non si può concepire che l’Eterno non ha né inizio né fine perché la nostra mente è temporale, costruita forse secondo gli schemi del nostro mondo tridimensionale, anzi “quadri…dimensionale”, se si aggiunge il tempo. Ma esistono di sicuro tantissime altre dimensioni; ma che non sono utili al nostro quotidiano. Sono utili a che l’Universo esista
L’universo, alla luce di quanto esposto, potrebbe somigliare dunque ad uno sferoide, o ad un un toroide (il toro è una figura tipo “un cilindro ricurvo su se’ stesso”, di modo che i due estremi si toccano; pensate ad una ciambella, ma senza pensare di mangiarla 🙂

Oppure….l’universo potrebbe somigliare proprio ad un “nastro di Möbius” (la figura!) , o meglio ad un “cilindro di Möbius”, dato che anche un cilindro può venir “ritorto” come si fa con una sottile striscia. In uno spazio-tempo così “incurvato” proprio come lo spazio-tempo descritto da Einstein, non esiste un “limite”; si dice infatti che l’universo einsteiniano sia finito ma illimitato. In teoria, un oggetto potrebbe, muovendosi in linea retta (ma seguendo obbligatoriamente le “linee geodetiche” o “gravitazionali” di uno spazio curvo…), ritrovarsi al punto di partenza. Una frase detta spesso riguardo a questo aspetto è la seguente: guardando in avanti con un potentissimo telescopio, un osservatore potrebbe vedere, anche se molto in teoria, la propria nuca”. L’esempio, chiaramente, è un assurdo, che però è molto usato nei libri divulgativi sulla relatività, e rende l’idea. Già, l’idea di un mondo “ripiegato su se’ stesso”.
^Tralascio di esporre, in questa sede, alcune altre teorie più recenti che vogliono per esempio che l’universo si espanda all’infinito ”- la gravità non sarebbe sufficiente a far fermare l’espansione e far ripiegare su se’ stesso l’universo, che rimarrebbe un sistema “aperto”-, diventando così estremamente rarefatto e finendo la sua vita per “morte termica” (raggiungendo il massimo della entropia); o che, ad un certo punto lo spazio-tempo subirà uno “strappo, o l’altra ipotesi ancora che considera la possibilità che l’universo sia addirittura “piatto”, la teoria delle “brane” (tanti universi paralleli giacenti su “pareti” o “brane” ed altre cose ancora.
Prendendo comunque per buona l’idea dell’universo “chiuso”, una possibile implicazione derivante da un tale stato di cose, è che forse l’universo è destinato a contrarsi fino a ri-diventare un oggetto puntiforme, o quasi. E magari pronto ad espandersi nuovamente. E’ l’idea dell’universo ciclico. Tanti altri “big bang” avrebbero preceduto quello che ha creato il nostro universo, in attuale fase di espansione accelerata.

UN CIRCOLO VIZIOSO?

Sembrerebbe proprio, dato che-come abbiamo visto, noi viviamo in un universo che forse ha proprio queste caratteristiche. Ed anche i nostri giorni sono così simili tra loro da farci pensare proprio ad un circolo vizioso quale sarebbe, in fondo, la nostra vita. E quella dell’Universo. L’ pensarono molto prima di me… Buddha, per esempio, forse i Maya, o gli Ebrei, che parlano di cinque e sei età del mondo.
Ma la vita, per quanto breve, è comunque lunga, e forse prima di “tornare al punto di partenza” avremo vissuto e compreso molte cose. Nei nostri giorni, nei nostri anni, ci sono piccole differenze, pur nella apparente monotonia degli eventi. Ma forse, se è nostro destino continuare ad imparare, la vita non è questa sola. Forse ogni ciclo dell’Universo, rigenera anche ognuno di noi. O forse non in senso letterale. L’universo, forse, conserva di noi i “memi”, i nostri enti di ragionamento, i nostri momenti vissuti. Dati che all’Universo servono forse a generare nuova vita, ad arricchirsi di se ‘stesso. Questo, se noi siamo materia soltanto. Se siamo invece entità celesti, spiriti potenziali immersi nella materia, per uscirne poi pieni di esperienza? L’Universo e la Terra come “palestra di vita”. Io non lo escluderei.
“Se non sai dove andare..vai dove non sai”, era il motto ed il consiglio di tale…San Giovanni della Croce. Dai loro diversissimi punti di vista, sono convito, Giovanni della Croce ed Einstein si danno la mano. Almeno sull’importanza e la bellezza del percorrere questo circolo. Per vizioso che sia. Ciao 🙂

Marghian

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LE SACRE SINFONIE DEL TEMPO

LE SACRE SINFONIE DEL TEMPO

Franco Battiato

 

Il filosofo greco Eraclito diceva: “Panta rei os potamòs”, od almeno a lui e’ attribuita la frase, probabilmente piu’ antica: “tutto scorre come un fiume”. Il senso di questa celebre frase è che ogni cosa cambia, e nulla permane. Come l’acqua di un fiume che scorre, così è per noi: ogni istante siamo diversi. E tutto è impermalente, mutevole. Il tempo stesso, che trascina, come un fiume, gli eventi nel fluire degli istanti, mutando le cose, e noi stessi. Noi siamo l’acqua in questo fiume del tempo. E passano gli anni, e come l’acqua di un fiume, anche noi lasciamo traccia nel greto del fiume della vita.  E sono le memorie. Quelle, forse, permangono, o forse no. E passano gli anni, e il tempo della nostra vita.

Si, tutto scorre come un fiume. E come il tempo. Ed io, in esso, ci nuoto, percependone le onde, le forme, i suoni. E lo penso come un fiume, il tempo. Il tempo  che, seppur mi pare impermanente, ed effimero, come un fiume, come un fiume deve avere però anche una sorgente.  Ed  una foce. Forse è questo il senso della vita e del nostro vivere, agire, crescere, e cambiare. Come l’acqua di un fiume raggiungere il mare, in cui tutto confluisce, e, forse, lì vi permane. Non sappiamo…ecco che, mi vien da pensare, sarebbe giusto lasciarsi trasportare, e cambiare, dal tempo.  Ma dove, questo cambiamento, e questo vivere, porta?

Sappiamo che la vita ha un inizio, uno svolgersi, ed una fine. Perciò,  quali che siamo i cambiamenti, qualche che sia il cammino, tale cammino appunto cessa. Allora? Allora, domandiamoci se noi, il nostro tempo finito, il nostro percorso individuale, sia parte di uno scopo universale,  di una meta, di un compimento. O forse noi , anche – o soprattutto? – nella nostra individualità, siamo destinati a qualcosa d’altro, oltre il tempo, in altra cosa.  Chissà.

Nella canzone c’è una frase, un pensiero che viene poi ripetuto anche alla fine: “..con una idea: che siamo esseri immortali caduti in terra nelle tenebre- dall’eterno.  Destinati a errare, nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione…”. Certo, questo non lo sappiamo. Nessuno sa se davvero le cose stiano così. Ma, pur non sapendo, diciamo, con fin troppa certezza, che la vita è questa sola, che “si vive una volta soltanto”, “si nasce e si muore una volta sola” e via discorrendo. . Credere, non credere, la questione non è questa: semplicemente, non lo sappiamo. “Si vive una volta sola”, diciamo e sentiamo spesso dire. 

Ma è davvero così? Ne siamo proprio sicuri? Io so solo che se fosse solo questa, la vita, se non c’è invece un oltre,  (karma o “escatologia finale” non import…a) , il senso dell’esistere sarebbe davvero limitato. Limitato a questi nostri pochi, miseri anni, dalla finitezza, dalla  nostra caducità. Io non lo credo per fede vera e propria, ma mi piace sperare che la vita non sia solo questa, che siamo altro. Certo, “la nostra personalità e’ registrata nei neuroni, un prodotto di elaborazioni del cervello”, come mi ha detto un amico discutendo su questo. Ma non e’ detto che noi si sia soltanto questo. Certo, può essere. Nulla lo smentisce, sul piano della logica umana la cosa sembra anzi calzare a pennello. non e’ da escludere che la vita sia questa sola.  Ma speriamo  proprio di no, altrimenti siamo messi malino.

CIAO

Marghian

 

“LETTERA”: LA VITA QUOTIDIANA, I RICORDI, LA RICERCA DEL SENSO DELLA VITA

LETTERA

FRANCESCO GUGGINI

La succinta ed esauriente descrizione del quotidiano, i ricordi, i rimpianti ed i

dubbi sulla vita. Ecco quale è il valore poetico e di pensiero di questa canzone.

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 Ma…cosa ci suggeriscono queste parole? 

 Che la vita e’ un “lento scorrere senza uno scopo”?

Forse la vita e’ solo un affannarsi o e’…..qualcosa di piu’? 

E che dire del sentirsi…di non essere stati quello che avremmo voluto

essere, rivedendo quel “fantastico piano” sul nostro passato?

Tutti abbiamo dei rimpianti, delle cose che abbiamo perso.

E..il tempo, chi ce lo rende? Domande, dubbi, ricordi.

 Amici, libri, eventi di tutti i giorni che si rincorrono e che ci  passano davanti.

Come i fotogrammi di un film gia’ visto.

Come i caratteri di una lettera gia’ letta e messa da parte

 “La fine triste della partita e il lento scorrere di questa..cosa chiamata vita”

Ricordi, rimpianti….fine. Ma la vita, allora, che senso ha?

 Questa vita ha certamente un senso..ma quale?

Nessuno lo sa. Neppure, io credo,  le persone piu’ ottimiste. 

 E, forse, nemmeno il credente o il saggio. Questi, se mai, lo cercano.

Così come, in fondo, lo cerca chi dice che…un senso non ci sia.

CIAO

Marghian

GUARDARSI DENTRO. PER CONOSCERSI

NEL PROFONDO DELL’ANIMA, NEL SILENZIO

deep_consciousnessUn vasto mondo esiste in noi. Per vederlo, occorre guardarlo

PER CONOSCERSI

*                *

E’ soprattutto nel silenzio della introspezione  che la nostra voce sale dal profondo del nostro essere. Noi stessi siamo la persona che meno conosciamo. Noi stessi siamo il vero metro di misura, anche per come dobbiamo conoscere ed amare gli altri. “Amare gli altri come noi stessi” e’ un paragone alquanto impegnativo, che e presuppone il conoscere noi stessi; di modo che possiamo, conoscendoci meglio, proiettarci negli altri, dopo aver ascoltato nel silenzio la voce interiore di quella persona, ancora sconosciuta a noi stessi..che siamo noi stessi.

CIAO

Marghian

 

 

PANTA REI OS…KRONOS

PANTA REI OS…KRONOS

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“Tutto scorre..come il tempo”

Il filosofo greco Eraclito diceva: “Panta rei os potamòs”, “tutto scorre come un fiume”. Il senso di questa celebre frase è che ogni cosa cambia, e che niente e’ mai come prima. Come  l’acqua di un fiume che scorre, cosi’ è per noi: in ogni istante siamo diversi. E tutto, nel mondo, è impermanente, mutevole. Il tempo stesso, che trascina, come un fiume, gli eventi nel fluire degli istanti, cambia e…ci cambia. Noi siamo l’acqua in questo fiume del tempo. E passano i secoli e gli anni, e come l’acqua di un fiume, anche noi lasciamo traccia nel “greto” di questo fiume della vita.  Sono le memorie, impresse in questo suo “letto” come impronte, lasciate dal passaggio di uomini e cose. Quelle memorie, per molto tempo, permangono, ma anch’esse sono destinate a trasformarsi, persino a scomparire. Si, tutto scorre, come…il tempo. E noi, in esso, camminiamo e ci trasformiamo, mutando nelle nostre situazioni esteriori come negli stati interiori. Come in un fiume che, seppur impermanente, ha una sorgente…e d una foce. Forse è questo il senso della vita e del nostro cambiare. “Raggiungere il mare”, dove tutto confluisce e, forse , vi rimane. Il mare, in questa metafora,  e’ il termine del corso degli eventi  o..tutto ricomincia, o continua… a fluire? La vita, questa ineffabile corrente, e’ come un segmento, con un inizio ed una fine o e’ come…una retta, che non ha ne’ inizio, e ne’ fine?  Non lo sappiamo. Ma certo e’ che,  nel fiume del tempo, si svolgono tutti gli eventi, quale che sia la meta finale o che ce ne sia, o no, una. In questo perenne scorrere, anche io-come ognuno di noi-  mi lascio trasportare, e ..cambiare. Il tempo, che cambia e rende impermanenti e mutevoli tutte le cose, e’ in certo senso immutabile. Lo e’…nel  suo mistero, e nel suo continuo procedere, mutando gli eventi e le cose, trascinate dalle correnti della vita. Ciao.

Marghian

PENSIERO DI UNA SERA..DI PRIMAVERA

“UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA”

rondine 1

COSI’ DICE IL PROVERBIO

EPPURE, NOI,LA RONDINELLA SOLITARIA, NON LA VEDIAMO MAI

SVOLAZZARE D’INVVERNO, IN FACCIA AL CIELO GRIGIO E CUPO.

ELLA NON VOLTEGGIA SOPRA I CAMPI INNEVATI, NE’ SI FA TRASPORTARE

DA FREDDE CORRENTI DI TRAMONTANA.

LA…RONDINELLA SOLITARIA VOLTEGGIA SOPRA I PRATI VERDI, QUANDO IL SOLE

CI RISCALDA CON IL SUO TEPORE, E LA BREZZA DEL MATTINO E’ PIACEVOLE E

CI RASSERENA IL CUORE. ALLORA, UNA RONDINE, ANCHE DA SOLA….

ver _1

FA PRIMAVERA!

QUESTA  MATTINA, MENTRE CAMMINAVO  IN PINETA, VICINO AL MARE,, HO VISTO UNA RONDINE VOLARE.  NEL VEDERLA VOLTEGGIARE SOPRA LE CASE, HO ESPRESSO QUESTO PICCOLO PENSIERO…. CHE E’ IL MIO SALUTO PER VOI QUESTA SERA. *SI, UNA RONDINE, PUR SE DA SOLA, “FA PRIMAVERA” E CREDO CHE ELLA, POVERINA, CE LO VOGLIA DIRE. SI, ELLA CI VUOL DIRE: “ANCHE IO….SONO LA PRIMAVERA“. E CHE…LA PRIMAVERA ESISTE, NONOSTANTE I…NOSTRI INVERNI

CIAO, AMICI

Marghian

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

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