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Aspettando i prossimi post: LA SCOPERTA ATTORNO AD UNA STELLA DELLA COSTELLAZIONE DELLA AURIGA DI UN PIANETA IN FORMAZIONE.

Ciao. A’ rieccoci (su questo blog che, poverino, sto un po’ trascurando). Leggete nel titolo del post: “Aspettando prossimi post”, dato che ho lasciato in sospeso ben tre o quattro discorsetti, come la questione Marte su cui ho da trattare delle teorie sulla possibile presenza di vita redidua oggi; e di vita forse complessa se non addirittura intelligente, in un lontanissimo passato. Ultime rilevazioni fanno pensare che Marte avesse oceani e atmosfera densa meno di un miliardo di anni fa (quindi, un lasso di tempo di quattro miliardi di anni belli e buoni in cui Marte ha avuto la sua bella “placenta”: perche questo è, per un pianeta, l’esistenza di una atmosfera densa e di una idrosfera). Altro argomento che ho lasciato in sospeso, la materia oscura. Invero, di questa ho gia’ trattato, lasciando ancora da fare la parte riguardante l’energia oscura. Qualcosa ancora vorrei scrivervi su una teoria alquanto ardita. La teoria della persistenza, nello spazio cosmico, della nostra coscienza. In “pratica”, l’ipotesi di uno scienziato ateo per il quale “l’anima esiste”, ma grazie alla fisica quantistica. Dentro ad ogni neurone esiste una struttura vuota ma che vuota non e’, il nanotubulo, dentro ciascuno di quali ci sarebbero vibrazioni del “vuoto quantistico” che da funzione probabile e indeterminata, “collasserebbe” in forma di memoria, registrando cosi’ ogni esperienza di quella cellula. Le cellule (del cervello e del cervello cosciente- area prefrontale –  lavorano all’unisono, quindi questi “tubuli” vuoti (si fa per dire)  lavorerebbero sincronizzati come una cosa sola (e costituirebbero un cosiddetto “condensato Einstein- Bose” o “oggetto quantico macroscopico”) che, essendo tutto un fatto di vibrazione e “memoria energetica”  , in qualche modo la nostra “persona psichica”  “sopravviverebbe” al supporto fisico. Questa idea di una sopravvivenza della personalità, della coscienza alla morte del corpo, cosa che spero sia,  è come si sa di natura religiosa e filosofica. Ma uno scienziato ateo vouole crederci ,a modo suo. Si tratta di Roger Penrose, fisico quantistico, supportato in queseta strana idea un certo Emeroff, scienziato anestesista;  sono loro i due teorzzatori del’anima “atea”. Okay, per ognuno di questi post, oltre a postare il link della parte precedente, faro’ naturalmente un piccolo riasssunto di questa. Ma veniamo ad “oggi”.

 

GLI ASTRONOMI DELL’OSSERVATORIO EUROPEO AUSTRALE  (ESO) HANNO SCOPERTO LE TRACCE DI UN PIANETA IN FORMAZIONE

Sul titolo di questa notizia, del 20 maggio scorso, ho fatto ieri sera questo video, “nascita di un nuovo pianeta”. Il video consta di alcune immagini che ho preso da un video sulla notizia, e messe in sequenza in modo  da rappresentare una “zoomata” sulla regione della stella “A-B- Aurigae” attorno alla quale il prestigioso telescopio “VLT” (“Very Large Telescope”) che si trova in Cile, ha scoperto strutture che suggeriscono la neoformazione di un pianeta, o di pianeti, in atto. I pianeti, si formano per “aggregazione” di materia soprattutto gas, ma anche detriti di materiali pesanti, che circondano la stella, così come Saturno è circondato da anelli costituiti da gas, frammenti di ghiaccio e roccia. Infatti alcune “Lune”, fra le quali Titano, per dimensioni (quasi quanto Marte) e atmosfera, è un pianeta, ma categorizzata come “Luna” in quanto satellite di Saturno, e la piu’ piccola “Encelado” (piccola ma interessantissima, circa 500 km di diametro, con un “oceano” sotto la crosta di ghiaccio e fenomeni tipo geyser, sbuffi di acqua e, probabilmente, dotata nucleo roccioso;  e altri piccosi oggetti, fra cui i cosiddetti “satelliti pastori”m sono formate proprio in e da questi “anelli”. Altrettanto accade, a livello più macroscopico, per il formarsi di pianeti. Ecco il video. Ci ho fatto anche una musichetta. Non e’ Morricone, ma, va bin…  🙂

NEW PLANET(S?) BIRTH – LA NASCITA DI UN NUOVO PIANETA (O PIANETI?)

Allora, l’articolo comincia con queste parole: “Milano, 20 mag. (askanews) – Gli astronomi dell’Eso (l’Osservatorio Europeo Australe) potrebbero aver trovato le tracce della nascita di un nuovo pianeta. Alcune osservazioni realizzate con il VLT (Very Large Telescope) in Cile, infatti, hanno rivelato gli indizi della nascita di un sistema stellare primordiale intorno alla giovane stella AB Aurigae attorno alla quale ruota un denso disco di polvere e gas in cui gli astronomi hanno individuato una perturbazione, un “nodo” che potrebbe segnare il luogo in cui si starebbe formando un nuovo pianeta.La notizia è stata pubblicata dalla rivista Astronomy & Astrophysics e fornisce indizi cruciali per aiutare gli scienziati a comprendere meglio come si formano i pianeti e sistemi stellari, per capire anche come si sia originato il nostro sistema solare.AB Aurigae è una giovane stella bianca che si trova a 520 anni luce dalla Terra nella costellazione dell’Auriga. La regione in cui si vede il “nodo” giallo e brillante vicino al centro della nuova immagine di AB Aurigae, che si trova a una distanza dalla stella pari a circa quella di Nettuno dal Sole, è uno dei siti in cui gli scienziati ritengono che si stia formando il nuovo pianeta…”.

Okay. conosciamo meglio, la protagonista di questo evento, la “STAR”.

A – B AURIGAE

L’Auriga è una costellazioine facente parte del cielo Settentrionale, ma in viisbile anche dall  dall’Emisfero australe.  E’ definita una costellazione “moderna” che faceva gia’ parte di un catalogo redatto da Tolomeo (secondo secolo dopo Cristo), nome conosciuto  ai piu’ per essere stato il “rivale virtuale” di Galileo -“rivale virtuale” in quanto il primo è nato secoli prima dello scienziato pisano, ma anche rivale virtuale di filosofi della antica Grecia che avevvano capito che e’ il Sole che sta al centro…- – : “la Terra al centro del Sole” (sistema tolemaico, appunto, e aristotelico, su di Aristotele si diceva, e sicuramente fu detto anche a Galileo,  “ipse dixit”, “Lui  lo ha detto”, Aristotele aveva “sempre ragione”, non fu un profeta biblico ma in linea con i profeti biblici o meglio, in linea con i loro successivi interpreti ). Fra le oltre quaranta costellazioni catalogate da Tolomeo, c’e l’Auriga. Tutti conosciamo per nome, la stella Capella che ne è la capostipite, ma maggiore in brillantezza. Particolarmente visibile nei mesi autunnali, la costellazione del’Auriga è, in questi mesi, un riferimento per la localizzazionie di altre costellazioni e stelle. Un vero faro celeste, insomma. Ma non è Capella, a interessarci in questa sede, bensi’ un’altra stella, distante 520 anni luce da noi, denominata A-B Aurigae, dove queste lettere indicano la categoria di stelle di “pre- sequenza principale”, in quanto non entrata ancora a far parte delle stelle che hanno la sintesi nucLeare idrogeno>elio. . E’ già nota la presenza attorno a A-B Aurigae, di un disco di polveri e detriti vari, infatti lessi altrove che “ospita al suo interno dei cospicui addensamenti, che secondo gli astrofisici potrebbero rappresentare le fasi precoci della formazione di pianeti e di nane brune (?! ci arrivo…). Esisterebbe poi anche un compagno lontano della stella, come la storia della nostra stella Nemesi, o del Pianet  X, mai trovati. Allora, se cia’ si sa che A B Aurigae ha questo disco protoplanetario, se gia’ si sa che questa stella e’ ricca di materiali come il calcio e altri elementi, dove sta la notizia? Semplice studio piu’ approfondito, infatti gli astronomi dell’ESO E NON SOLO LORO conoscevano si’,il disco di accrescimento, questa corona circcumstellare, ma in essa hanno visto un “grumo”, l’articolo lo definisce “nodo”. Perche’ questo fa pensare che un…pianeta nascente ci sia. Pianeta, o “nana bruna”.

Ecco, è prematuro sapere se “sra’ maschio o femminuccia”. Scherzo, se sara’ un pianeta (poi, che tipo di pianeta? Come Giove o Saturno? Come la Terra?), o una stella “nana bruna”. Ecco cosa è una “nana bruna”. Nell’aspetto, immaginate un “Giove”, ma dieci volte piu’ grande. E’ infatti un oggetto “tipo stella”, ossia gassoso, non vi si puo’ atterare come nemmeno su Giove; ha il 7 o l’8 per cento della massa del Sole, ma 80 volte la massa di Giove! la massa minima, piu’ o meno, oltre la quale si deve andare affinche’ abbia luogo la fusione del’idrogeno in elio, fenomeno che e’ la “patente di stella”. Mentre, i pianeti gioviani hanno un range di massa da una massa gioviana a 13 masse gioviane. Oltre si hanno le sub -nane brune e le nane brune. Cone si sostentano le nane brune? Allora, le stelle per “sintesi nucleare” e per la contrapposizione della forza gravitazionale: la fusione nucleare tende a fare scoppiare la stella, la gravita’ dice “no..”, e la stella tende a cadere su se’ stessa, e complessi meccanismi di convezione avvengono fra il nucleo dove avviene la sintesi vera e propria e la superficie della stella che “sfoga” in brillamenti, flare-fiammate-, spiculae-zampilli-, macchie – aree “piu’ fredde” di forti campi magnetici, lo vediamo dal Sole. Le “nane brune” invece ubbidiscono ad un meccanismo che fu capito da Lord Kelvin e un certo “Helmoltz” di cui mi sfugge il nome. I due capirono che, stelle di questo tipo traggono energia da una contrazione di compensazione di energia dovute al raffreddamento del “guscio superiore”, tipo “la pelle mi si raffredda, mi contraggo a che del calore le arrivi”.  cosi’ facendo, questo tipo di stelle riesce a sintetizzare elementi quali, ad esempio, il deuterio e, a masse piu’ grandi, il litio. Per inciso, in piccolo anche per Giove succede qualcosa di simile. In dettaglio non so, ma so che Giove da’ piu’ energia di quanto non ne riceva dal Sole. Una stella mancata insomma. Fra l’altro, tra le ormai alcune migliaia di pianeti di altre stelle già belli e formati che sono stati scoperti, i pianeti “stelle mancate” come Giove sono i piu’ numerosi. E i pianeti come la Terra? Sono di meno? No, non sono di meno. I pianeti gioviani sono i piu’ grossi, e disturbano la stella madre, facendola oscillare e oscurandone la luce; e si scoprono quelli piu’ vicini. Un pianeta come la Terra, per giunta alla distanza “giusta”, è piu’ piccolo e la stella madre non ne viene disturbata. O troppo poco, per i nostri attuali mezzi di indagine.

Quindi, attorno a questa stella della Auriga, sta nascendo (almeno) un pianeta, o tipo Giove, o tipo Terra- e sara’ forse con tanto di lune. O nascerà una stella “mana bruna”. Questo è quanto.

CIAO CIAO

Marghian

LA PARTE OSCURA E PRFONDA DI NOI, CHE NON ABBIAMO IL CORAGGIO DI MOSTRARE.FORSE PERCHEì E’ LA PIU’ VERA

IL CORAGGIO DI IMMERGERSI NEL BUIO –  E LA FORZA DI RIEMERGERE

LETTERA APERTA

LABOR INTERIOR

il mio cammino interiore nella esteriorità della vita quotidiana

Ciao. Stavo per titolare quanto scrivo “piccolo manifesto”. Nonostante l’aggettivo “piccolo,” mi sembra un po’ “pomposo. Non che il sottotitolo non lo sia, , ma dai..”lavoro interiore”, non è una espressione che usiamo tutti? La usiamo come espressione, magari senza lavorarci. Il mio lavoo interiore lella vita quotidiana- ma, tranquilli, senza notti insonni, non dovete immaginarmi a seguire chissà quale pratica, la sfera di cristallo, con in mano un libercolo per evocare gli angeli, magari al lume di candela in soffitta (per completare il quadro), santi e santini…no, semplice pensiero, e vita… 🙂 E siccome si associa spesso il “lavoro interiore” con l’isolarsi in solitudine, preciso che la quarantena non c’entra. Ho sempre trovato cinque minuti per riflettere, il resto della giornata per agire. Normalmente.

“Labor interior”. Cosa intendo?

Ah, sapete che “labirinto” deriva da questa espressione latina? Almeno così dice una “fonte” (l’etimologia è una materia molto aleatoria). Sì, “labirinto”, dalla contrazione di “labor” e “interior”, “lavoro interiore”. Ci sta a pennello.

Non intendo , con questa nota scrivervi che mi sono ingarbugliato, a proposito di labirinto. E’ un lavoro interiore sereno, il mio, senza trascurare nulla della vita quotidiana, né tanto meno isolandomi da ciò, e da chi mi sta attorno, il coloro che chiamiamo “il nostro prossimo”.

Il mio “lavoro interiore”, come ho anticipato, non ha niente a che vedere col misticismo, né tanto meno con lo sposare acriticamente questa o quella credenza, e sono scettico sui sedicenti profeti di oggi, e considero con altrettanto beneficio di inventario anche certi profeti di ieri. Un lavoro interiore da “autodidatta”, il mio, senza nessun formalismo religioso . “ahi ahi ahi”, mi direbbe la mia religiosissima madre, se fosse “fisicamente” presente, dato che divenni “non osservante” (dubbi, perplessità sorte per via del pensare..) qualche anno dopo che ella cambiò piano di esistenza, dal quale, sono convinto, ora comprenda questo suo figlio dubbioso che vorrebbe credere e capisca che non essere formalmente religiosi non è poi tutta quella cosa grave che, in “vita”, riteneva tale . Chi abbandonava la pratica religiosa per lei era un apostata, poco ci mancava, pur continuando a volergli bene (disse a un mio amico “guarda –omissis-, ti voglio bene come a un figlio, ma che tu non creda..cambia idea, dai retta alla signora Assunta, credi….), eh, porella, figlia del suo tempo anche lei. Ma vi garantisco che convinzioni radicate e saggezza, possono anche andare insieme. Ne sono testimone diretto.

– Diciamo, che il mio “lavorio” (termine che richiama al logorio, ma non è cosi’…) si basa su quella cosiddetta religione naturale- per me l’unica e vera- abbinata a relative (o relativamente relative) considerazioni filosofiche, parte mie, parte copiate, e condivise. copiate da Socrate per esempio, e dal mio buon Cartesio, per (altro) esempio, con il suo- a me tanto caro- concetto della suddivisione del tutto nella dualità fra res extensa- cosa estesa, l’universo- e Res cogitans- Cosa pensante (Dio, o l’Anima Mundi, da cui deriverebbe “per logica filosofica” anche l’esistenza della nostra anima come qualcosa di trascendente nella sua sostanza, e che che vada oltre il concetto meccanicistico della energia che appunto “anima” …un corpo). Ma anche Buddha, e Cristo, entrambi virtualmente ( per via di epoche e contesti differenti) concordi nel valorizzare ogni anima, e nell’invito a ciascuno di noi a valorizzarsi. “Accettati così come sei”, è infatti un comandamento – che io preferisco chiamare consiglio- che molti sacerdoti, quando ero praticante, mi dicevano. A questo, principalmente, sto lavorando (ah, su questo, Il mio range di miglioramento è ancora lungo, “ho miglia da percorrere, prima di dormire”, per dirla col poeta Robert Frost); e alla ricerca della sempre maggior convinzione- per me moooolto importante- che la vita non sia questa sola. Importante in quanto, con la finitezza assoluta, ogni percorso di vita sarebbe vano. Mi perdonino i nichilisti fautori de “carpe diem”, “vivi finché ci sei” (perché la vita è questa sola…), chiedo scusa a vossia; perché tanto poi, la mia è una opinione strettamente personale e, in quanto opinione personale, opinabile. E senza alcuna pretesa di essere nel vero. Anche perché, chi si crede nel vero, non opera nessuna ricerca, né interiore né esteriore. Credersi nel vero è stasi. Dubitare, anche brancolando nel buio, è cammino.

CIAO

Marghian

 

 

INTERVALLO– SINE SOLE MUNDI

INTERVALLO

Ciao. Prima di continuare con la seconda parte del post su “materia oscura ed eergia oscura, lascio questo intervallo.  Anche perché, vi anticipo, in queesti giorni pubblichero’ qualcosa sul blog musicale, riguardante anche il mio compleanno, che cade (spero non mi cada in testa, lo scanso…), fra due giorni.  Le parole “altisonanti” latine che ho scritto nel titolo, significano  semplicemente questo:

MONDI  SENZA UN SOLE

Già….

Ho scelto questa immagine di fantasia onde rappresentare una cosetta cui pensavo questa mattina rientrando in macchina da Cagliari: “forse c’è  vita anche nei  corpi celesti illuminati poco dal Sole, o addirittura  non illuminati per nulla da una stella. Ho scelto questa immagine perché rappresenta bene  il per me – e non solo -verosimile paesaggio di un pianeta (o luna di un pianeta) lontano dal suo “sole”; tale scenario potrebbe esistere addirittura in un mondo senza un sole. Esistono, infatti, pianeti orfani di una stella madre. Mondi ghiacciati, ma non è detto: molti di questi potrebbero avere una fonte di calore interna, e tale calore diffondersi tramite una atmosfera generata da tale calore che renderebbe gassosi gli elementi quali CO2, ossigeno, azoto… L’atmosfera, così formatasi, potrebbe assorbire il calore interno e che fuoriuscisse  da “spaccature” che eruttano materiale caldo, da caldere vulcaniche;  ci sarebbe quindi vulcanismo “caldo” e non solo quel “criovulcanismo” (vulcanismo “freddo”), contemplato per questi luoghi freddi, e di fatto osservato,  come i “geiser” di acqua liquida e gassosa sulla piccola luna ghiacciata Enceladus,   di Saturno , trattenere tale calore senza farlo disperdere nello spazio e, per convezione (con i moti delle correnti), distribuirlo più o meno uniformemente in tutto il pianeta- o corpo satellite di questo-. Perino la luce sarebbe presente- aria surriscaldata, od eccitata, come nel gas “neon” delle illuminazioni di questo tipo. Infatti, non a caso nella immagine che ho scelto si vede proprio qualcosa tipo le aurore polari. In questi mondi solitari potrebbe esistere anche la vita e, forse, non solamente microbica. .

*Scusate l’audio, avrei dovuto far risaltare meno i bassi. I rumori esterni, con il vento –mannaggia – che fa vibrare le finestre -, aiutano magari  a immaginare le turbolenze che in questi mondi potrebbero esserci. Mondi forse tutt’altro che privi di dinamiche.

Per la didascalia, “tutto schermo”

 

Ciao… 🙂

 

PASQUA

BUONA PASQUA

-Oggi, dovendo fra poco andare fuori paese, difficilmente avro’ tempo di farvi gli auguri sui vostri blog. Provero’, magari, ogni tanto dal telefonino . Che mi fara’ scrivere cazzate ovviamente, nel senso di “augiri” anziche’ “auguri” e cose del genere. Dal computer posso andare su “modifica”. Ma solo sul mio blog.

Le immagini sono “accompagnate” da una musica che feci e che chiamai “final sound”, “suono finale”. Un po’ in “onore” di un programma,”Finale”, che mi mette su dei righi le note che suono sulla tastiera. Dato il carattere “festoso” del brao, l’ho rinominato poi “Angels Music”, quindi adatta per la Pasqua. Io la passo da raffreddato, ma tanto si sa. Succede. Come piovere a Pasquetta. E’ la ferrea legge di Murphy, quella che fa si’ che alle poste si trovi la fila piu’ lenta, e che chi sta  immediatamente davanti a te che devi solo pagare la bolletta dellla luce, deve fare dieci cose e l’impiegato che gli dice “un attimo, devo chiamare il direttore..”.

  • I miei video sono caratterizzati da un certo brusio, all’inizio. Ma dipende anche da Youtube che da’ un volume suo proprio- piu’ alto di quello impostato da me. Ascoltando il suono dal file infatti – e dal post su  facebook- dove *non c’e bisogno di *passare per youtube per postare un video..- , il brusio si sente molto meno.

Ciao, felice Pasqua.

Marghian

Guardare il cielo, per vedere il Cielo

GUARDARE IL CIELO

Guaradre il cielo. Per vedere il Cielo

Da quanto l’uomo non guarda più il cielo? L’uomo guarda in basso. Al massimo, guarda- quando gli riesce- davanti a sé. O si volta indietro, prigioniero dei suoi rimpianti e nostalgie. L’uomo guarda dove mette i piedi, perché’ è tipico suo essere con i piedi per terra. Troppo. Ma l’uomo, se vuole, può guardare il cielo, e differire dagli altri animali: per esempio, può differire dai maiali, che cercano per terra le ghiande. L’uomo lo imita, cercando e pretendendo di trovare,  per terra,  la verità. E non sa che invece di accontentarsi delle ghiande, per terra, può mettere le ali agli occhi, e guardare ciò che sta sopra di lui con edificante umiltà. L’uomo può ancora una volta guardare il cielo. Il cielo, che è per lui  fonte di sapienza e di bellezza, e futura meta della sua anima (Marghian).

 

Vi lascio questo saluto. E’ un tipico post… da ferie  🙂

Ciao

KALINIKTA

KALINIKTA

(Continuazione intervallo)

Questa sera vi lascio (almeno) un saluto

La qualità de suono è compromessa perché il file non è incorporato direttamente nel video ma filtrato dal microfonino.

Ciao. Ho chiamato questo file “Kalinikta”, che ho postato per salutarvi. Scrissi io questa musichetta dieci anni fa. Avevo il blog da qualche mese. La scrissi in maniera “tradizionale”, ossia su foglio musicale cartaceo, con la penna, scrivendo le note mano a mano che le  toccavo sulla tastiera. Naturalmente non mancarono delle piccole correzioni. Dopo, la memorizzai e ne feci un file Mp3, come altri ne ho fatto, mediante due programmi:  uno, detto “Finale”, è bellissimo, mentre suoni si formano le note sui righi “virtuali”, ai quali si dà poi il suono voluto (appare un menù a tendina con i nomi degli strumenti), in questo caso un violoncello e piano elettronico in sottofondo. L’altro programma invece serve per gestire i volumi, funziona come un “mixer”,  e per salvare “il lavoro” nel formato voluto. Poco fa l’ho registrata a commento di questo video a immagine fissa. Il tema, è la notte. Qualche amico, amica, mi ha detto che questa musica fa dormire. Appunto, kalinikta significa proprio buona notte 🙂  Una sera, in macchina, ascoltavamo un mio CD fra cui questa musica. L’amico disse: “è cosa de fai drommì is pippius custa musica..”- “e’ roba per fare addormentare i bambini questa musica…-. Al che io, pronto: “guarda, se dici che fa addormentare i bambini allora è come nelle istruzioni nei bugiardini delle medicine. Immagina la scritta: “adatta anche per adulti” 🙂

Il brano vale anche per il buon giorno. Un periodo ce l’avevo nello smartphone come sveglia….

NA NOTTE E BUON WEEK END

CIAO

Marghian

 

 

 

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

Chi trova un amico trova un tesoro

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