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IL DUBBIOSO IMPERTINENTE – ASTROLOGIA,SEGNI ZODIACALI, OROSCOPO, TEMA NATALE, ASCENDENTE. Non ci capisco gran che…

Una ragazza chiede a Zichichi: “professore, perche’ lei dice che l’astrologa non ha fondamento scientifico?” “Di che segno e’?”- chiede lo scienziato-. “Del toro”, risponde la ragazza”. Zichichi la guarda, e le dice: “duemila e duecento anni fa sarebbe stata del toro, oggi non e’ piu’ del toro..”

(da una puntata della trasmissione televisiva”Mattino in Famiglia”)
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SECOLARE DISACCORDO FRA ASTROLOGIA E ASTRONOMIA

Niente di nuovo, sembrerebbe. Sappiamo che Astrologia e Astronomia , che pure in antico erano una sola cosa, non vanno certamente a nozze. Ma, almeno su costellazioni e segni, pur se presi in considerazione per fini molto diversi (divinaizione in astrologia, orientamenti e riferimenti in astronomia ), la cosa parrebbe pacifica. Difatti anche gli scienziasti nominano con disinvoltura le costellazioni dello zodiaco. Ma allora?  allora non sembrerebbe proprio cosi’. E voi, di che segno siete? Io sinceramente non lo so, anche se so giorno mese anno e ora della mia nascita. veniamo al “nodo”.

Sapete  che cosa gli astronomi contestano, da sempre, agli astrologi? fra tutte le cose, e non gliene contestano solo una ma questa e’ la piu’ importante fra tutte, oltre alla obiezione circa l’assenza in astrlogia dl relazioni causa ed effetto e quindi l’assenza di fondamento scientifico; oltre a cio’, gli astronomi  contestano questo: lo sfasamento di un segno.

LA PARTE MAGICA DELLO STUDIO DEGLI ASTRI, L’ASTROLOGIA

astrologia

HA FONDAMENTO SCIENTIFICO?

  Antonino Zichichi, a “mattino in famiglia” – avrete letto la risposta alla ragazza del Toro -, la trasmissione dove era ospite fisso ogni domenica spiegò (io già lo sapevo…), che ai tempi dei Greci sì, chi era ariete era ariete, chi era pesci era pesci . “Talete fu il primo- disse Zichichi in piu’ di una puntata- a dare il nome “ariete” alla costellazione del segno, le quattro stelle disposte in un certo modo che suggerivano una idea, “sembra la testa di un ariete..”, avrà esclamato Talete” ( o i contadini, molto prima…); ma che, in 2300 anni, il moto precessionale dell’asse terrestre (ciclo completo 26mila anni poco meno ) ha sfasato tutto di circa un segno.

L’ASTRONOMIA

sience of stars

L’ASPETTO RAZIONALE E CONCRETO DELLA SCIENZA DEGLI ASTRI

Ben prima di vedere quella trasmissione e quella puntata, In riviste di astronomia mi capitava di leggere: “il 20 di marzo di quest’anno, il Sole entra in Pesci” (come sapete, in astrologia ivverso il 20/21 marzo, all’equinozio di primavera e inizio dell’anno astrologico,  il Sole entra  in ariete (??!!).

E gli astrologi dicono che siamo “nell’era dei pesci”, e che fra non molto saremo nell’era dell’acquario. Questo vuol dire che per le “ere”, importanti a fini profetici, gli astrologi sembrano prendere in considerazione questo sfasamento, nell’era dell’acquario, sara’ l’acquario a trovarsi in linea con il Sole al posto del segno dei  dei pesci, come oggi.  Per  gli oroscop,i e le normali previsioni “annuali” e “mesnsili” no, tutto questo sembra sfuggire, e tutto è fermo a 2300 anni fa quando- e non lo penso io-, mese e giorno di nascita e “segno” coincidvano. Ci capite qualcosa? Io sinceramente no, e non e’ facile credere in una cosa che non si e’ capita.

Ah, Secondo gli astroNOMI io sarei di un segno prima, non Acquario ma Capricorno. >Una ultima cosetta ancora: se come dicono il carattere dipende solo in parte dagli astri, e in parte anche da fattori educativi e anche ereditari, allora mi dovrei consideare anche un po’ bilanca (il segno di mia madre) e un po’ sagittario (il segno di mio padre). O no?

Su Astronomia e astrologia mi propongo di fare  più in là un post più dettagliato.

CIAO

Marghian

NELLA NOTTE DEL MONDO, la attesa della luce

IL BUIO NELLA ATTESA DELLA LUCE

NELLE TENEBRE DEL MONDO

SPLENDE UNA TENUE LUCE

CHE E’ NELLE TENEBRE L’ATTESA DELLA LUCE

CHE NELLA TRISTEZZA FACCIA BRECCIA LA GIOIA

CHE NELLO SCONFORTO SI INSINUI LA SPERANZA

CHE LA STANCHEZZA LASCI LA SCENA AL RISTORO

CHE AL DOLORE SEGUA  LA GIOIA

CHE AL  BUIO DELLA NOTTE SEGUA  LA GLORIA DELL’ALBA

E DAL TORMENTO NASCA L’ESTASI

L’attesa della ricorrenza della pasqua, sia  l’attesa della pasqua vera.

(Marghian)

SERENA FINE DELLA SETTIMANA PASQUALE

CIAO

 

27GENNAIO, GIORNO PER LA MEMORIA DI UN TERRIBILE EVENTO

Ciao. Ero indeciso su quale blog fare queseto post. Ingenere uso l’altro blog, quando a corredo di un post c’e un video di una canzone. Ma qui, l’argomento centrale non e’ la canzone in quanto essa, fa solo da spunto per questo importante tema riguardante un peculiare periodo storico.  Ho scelto dunque questo blog.

Piu’ avanti cito dei nomi di personaggi tedeschi, mi scuso se non li avrò scritti proprio nel modo giusto.

RICORDARE – LA MEMORIA, OLTRE LA MEMORIA

Ogni 27 gennaio, viene ricordata la SHOAH, lo sterminio di milioni di ebrei ad opera della follia nazista. Questo evento storico, che ha gettato una profonda oscurità sulla storia del XX secolo e sulla storia intera del genere umano. Nessun altro genocidio è così presente, nella nostra memoria, come la shoah, “l’olocausto” (significa “bruciatura totale”), lo sterminio di milioni di ebrei. Sterminio dettato dalla folle e illogica ideologia razzista, dal mito della  “razza pura”. Il progetto perverso di realizzare una “Grande Germania”, e con esso quello della supremazia sul resto del mondo, hanno indotto il regime nazista al non plus ultra del male: “risolvere” , da tale perverso punto di vista, la cosiddetta ” questione ebrea”. In che modo? Come sappiamo dalla storia, cio’ fu perpetrato nel modo più aberrante e terribilmente efficiente: con lo sterminio di massa. Il  folle “progetto” dei grandi  gerarchi e dei servili “lacche’”  del  Terzo Reich, amailati  loro “Furer”-parola di per se’ non negativa, significa guida o leader, ma negativa in quella  fattispecie- Hitler, e dei suoi piu’ spietati e cinici collaboratori (Guering, Himmler, Hess e molti altri) porto’ alla sistematica interazione in infernali “campi di concentramento” di ebrei, zingari, oppositori politici, Testimoni di Geova, omosessuali, ed altre categorie di persone “indesiderabili”, in quanto “inferiori”, secondo loro  mente distorta . Deportazioni ed internazioni che culminavano nella tortura e, sappiamo, nella uccisione dei prigionieri. Sei milioni di persone, tra uomini, donne, bambini. Senza pieta’. Questa, lo sappiamo, è stata la “shoah”. Oramai questa parola ebraica, che significa” Catastrofe, disastro totale”, viene associata ad un’altra parola: “olocausto”(Holos, “totale”, kaustos , “rogo”). L’inferno, nel vangelo, viene chiamato con una parola assai simile: shoèl”.  “shoah” e “olocausto”. Due termini che anticamente avevano il significato di “offerta al Dio”. Soltanto di recente, e per via dell’orrore nazista, queste due parole sono diventate ..sinonimi di questa follia, che ha gettato buio sull’intera umanità.

Sappiamo come tutto finì: il suicidio (?) di Hitler, la capitolazione del Reich, il “Processo di Norimberga”, che portò alla condanna a morte di gerarchi nazisti ed alla detenzione di altri. Ahime’, molti restarono impuniti: Herich Briebke, se la passò bene in Argentina, è vissuto  cento anni in salute. Questo mi fa ritenere possa esserci una giustizia superiore, e che la vita non sia questa sola, a che abbia senso parlare di tale Giustizia superiore: sia per il male che per il bene: Priebke, Hitler, dopo morti, lo stesso destino di Padre Pio o di Madre Teresa, se non c’e l’aldila’. Assurdo, semplicemente. L’aldila’, ovvero il destino spirituale, è un forte moltiplicatore del senso della vita, e della esistenza.

Oggi, a 74 anni di distanza dal crollo del regime nazista e della liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz, viviamo questo come un ricordo. Un ricordo che ci spaventa e che ci indigna (purtroppo non indigna tutti, stiamo attenti a questo…). Eppure  essa è’ storia recente. Proprio per questo, io penso, questa storia…ci indigna. Ricordiamola, questa storia, come “monito”. Come disse a Norimberga un “avvocato dello storico processo: “fare giustizia” di siffatti crimini, affinché’ non si ripetano”.  Il ripetersi, in futuro, di un’altra” shoah, potrà significare la fine, non soltanto di una etnia, ma dell’intero genere umano.La storia, proprio nelle sue pagine più buie, proprio in esse, è una terribile maestra di vita. E’ triste dirlo, ma è così. Ricordiamola, questa storia, anche oltre il “Giorno della memoria”.  Giorno in cui vennero aperti, 74 anni fa, il 27 di gennaio, i cancelli di  Auschwitz. Terreno fertile per il ripetersi di pagine così terribili, sono l’odio, la mancanza di idee, la guerra. Guerra che oggi, dato il terribile progresso raggiunto con la tecnologia militare, avrebbe conseguenze inimmaginabili.

LA STORIA, UN AMMONIMENTO PER IL FUTURO

BOB DYLAN – A HARD RAIN’S GONNA FALL

( Una dura pioggia sta per cadere)

La lirica di Bob Dylan, a volte, e’ forte. Un testo con immagini simboliche forti, apocalittiche, “da fare andare a letto i bambini”. Raffigurazioni e descrizioni quasi dantesche. Ma non per questo esagerate, rispetto al male di cui è capace l’essere umano; responsabile, in gran parte, del suo stesso destino futuro. Il mondo deve darsi una raddrizzata, se non vuole che si avveri questa canzone. Se vuole che tutto rimanga soltanto nelle corde del cantautore, e nella voce di chi la vuole cantare. Che resti solo una canzone, e’ il migliore augurio che si possa fare al nostro futuro.

La canzone si riferisce in specifico al fall-out atomico. Era il 1963. Il rischio era alto, allora. Ma è proprio di questi giorni la notizia che gli scienziati che gestiscono il “Doomesday Clock” , un orologio metaforico che misura idealmente il pericolo della fine del mondo, messo a punto da scienziati di una rivista scientifica di Chicago nel 1947,  hanno regolato questo “orologio della apocalisse” a due minuti prima della mezzanotte. E’ una valutazione fortunatamente empirica ed aleatoria, ma che “tasta il polso” del mondo, delle sue tensioni, di cio’ che sta accadendo.

Ascoltatela, è molto bella. E’ un po’ lunga, quando la suono, e la canto, con la chitarra, alla fine mi fanno un po’ male le dita…  🙂

“Dove sei stato, figlio dagli occhi azzurri? Dove sei stato, mio piccolo ragazzo? Ho inciampato sul fianco di dodici oscure montagne, ho camminato e strisciato in sei strade contorte, ho camminato nel mezzo di sei tristi foreste, sono stato di fronte a dodici oceani morti, e sono penetrato per diecimila miglia nella bocca di un cimitero. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E cosa hai veduto, figlio dagli occhi azzurri? E cosa hai veduto, mio piccolo ragazzo? Ho visto un bimbo appena nato circondato da bianchi lupi, ho visto una strada ciottolata di diamanti e nessuno che vi camminava, ho visto un tronco nero da cui sgorgava sangue, ed ho visto una stanza piena di uomini che brandivano martelli sanguinanti, ed ho visto una bianca scala sommersa dall’acqua. Ho visto diecimila parlatori con le lingue ormai consumate, ed ho visto armi e spade affilate nelle mani dei bambini. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E che cosa hai sentito, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai sentito, mio piccolo ragazzo? Ho sentito il rombo di un tuono che suonava come un avvertimento, ho sentito il fragore di un’onda capace di sommergere il mondo intero, ed ho sentito cento suonatori di tamburi con le mani in fiamme, e diecimila persone sussurrare e nessuno che ascoltava. Una persona che moriva di fame e tanta gente che rideva, ho udito il canto di un poeta che moriva in un fosso, e la voce di un clown che piangeva in un cortile. Ed una dura pioggia che sta per cadere. E chi hai incontrato, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai incontrato mio piccolo ragazzo? Ho incontrato un ragazzino chino su un cavallino morto, ho incontrato un uomo dalla pelle bianca che passeggiava con un cane nero, ho incontrato una giovane donna il cui corpo bruciava, e una *ragazza che mi ha dato un arcobaleno Ho incontrato un uomo che era ferito nell’amore, ed un altro uomo ferito nell’odio. Ed una dura…pioggia che sta per cadere. E che cosa farai ora, figlio dagli occhi azzurri? Cosa farai, ora, mio piccolo ragazzo? usciro’ la’ fuori, prima che la pioggia cominci a cadere, e mi inoltrerò nel più profondo della più profonda e buia foresta, dove la gente è numerosa e le mani sono vuote, dove i proiettili di veleno stanno contaminando le loro acque, dove la casa nella valle è una umida e sporca prigione, dove la faccia del boia è sempre ben nascosta. Vado laddove la fame è brutta e le anime sono dimenticate, e dove nero è il colore e zero è il numero…E lo racconterò, lo penserò, lo parlerò e lo respirerò. E farò si che tutto ciò venga riflesso delle montagne, affinché tutte le anime lo possano vedere. E starò ritto, in mezzo all’oceano, prima di cominciare ad affondare, ma avrò imparato bene la mia canzone, per poterla cantare, perché una dura…pioggia sta per cadere”

(Bob Dylan- Traduz. Marghian)

Nei primi anni del ventesimo secolo, una dura pioggia appunto cadde, bagnando il mondo intero; Ne cadde poi un’altra, terribile, cominciò a cadere alla fine degli anni ’30, fino ai primi anni ’40, creando danni al genere umano.

Restando nella metafora dylaniana, oggi la “allerta meteo”, per questo tipo di pioggia, è più che mai forte. Speriamo quindi, che questa pioggia non cada ancora. Le conseguenze sarebbero ancora più terribili, dato l’attuale “stato dell’arte” degli armamenti di cui l’uomo dispone. Ma non basta sperare, occorre agire- ad ogni livello di responsabilità, ad ogni livello di consapevolezza, quale che sia il nostro posto nella società’ umana: il no alla violenza, agli odi e alla guerra, il no alla distruzione deve essere universale, sentita, unanime.

CIAO

Marghian

 

PILLOLE – La Luna eclissata…dalle nuvole

ECLISSI DI LUNA- SUPERLUNA, LUNA ROSSA E NUVOLE ROMBIBALLE

eclipse

Sole e Terra non sono in proporzione (330mila terre sono necessarie per fare un “sole”)

Non sono in proporzione ovviamente nemmeno le distanze, è evidente

Ciao  L’eclissi di luna (con annessa superluna) e’ cominciata questa notte, in Italia alle 4,35 circa, ha avuto il suo clou verso le 6 e un quarto, e l’ultimo contatto penombra è avvenuto alle 8, 50. Poi questa notte c’è stata anche la superluna, e “la luna rossa”. Non sono tre lune, e’ una sola; ma è apparsa piu’ grande ( in genere del 12,14 per cento), perche’ la Luna oltre ad essere piena- e deve esserlo per le eclissi di Luna, e luna nuova deve essere per quella di sole-, è anche nel punto piu’ vicino alla Terra (perigeo). Saprete che la Luna va da 355 mila chilometri dalla Terra, come questa notte, a 410 mila chilometri circa, la sua distanza massima, nel suo giro un po’ schiacciato o, piu’ correttamente, ellittico. L’orbita della Luna e’ inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra intorno al Sole; senza tale inclinazione avremmo due eclissi al mese, una di luna e una di Sole. Le eclissi, di ogni tipo, avvengono tutte in un periodo di 18-19 anni, sono i cicli di Saros che i Maya, e prima ancora i Babilonesi, conoscevano. Era rossa, perché la luce del Sole viene filtrata dall’atmosfera della Terra che ne riduce l’energia, allungandone la frequenza ed illuminando, tenuamente, la Luna di un colore rossastro.
Con cio’ sia che io, alzandomi alle 6,30 per andare al lavoro, speravo di riuscire a vederne almeno uno spicchio, di eclisse. Invece, ho visto una eclissi eclissare l’eclissi: una bella eclissi di Luna e di Sole insieme, in pratica una bella eclissi di nuvole. Anzi, uno spettacolo di nuvole e di pioggia.  L’eclissi di sole è durata tutto il giorno 🙂

Ciao 

Marghian

DUBBI E PENSIERI – E’ PIU’ DIFFICILE, OGGI, PIU’ CHE NEL PASSATO, CREDERE?

 

QUESTA SERA MI SOVVIENE UNA DOMANDA:  ANTICAMENTE ERA FORSE PIU’ FACILE DI ADESSO CREDERE IN DIO E NELLE  RELIGIONI?

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IO CREDO DI SI’

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Io penso che oggi, nella nostra epoca, sia più difficile che nel passato, credere in Dio, o in altre figure religiose. Perché’? Secondo me sì, è più difficile oggi, credere. Perché? parto subito in quarta- anzi, le vetture hanno tutte la quinta marcia. Ma le usiamo, ‘ste marce, nel pensiero? Okay.

Anticamente gli uomini non sapevano che le stelle sono ammassi gassosi di proporzioni gigantesche, ne’ sapevano che l’arcobaleno è un effetto creato da miliardi di micro goccioline d’acqua sospese nell’aria che, come tanti piccoli prismi, deviano la luce in direzioni diverse dividendo il colore bianco del Sole nelle frequenze che danno i suoi colori. La terra era piatta, la Luna, il Sole e le stelle erano fisse nel cielo, tutto era disposto secondo un ordine preciso, e l’uomo fu creato per ultimo, nell’ordine della sua opera creatrice, da una statua di fango che Dio modellò e che divenne “anima vivente” con l’infusione del “soffio di vita”. Per gli uomini dei tempi antichi nulla era casuale, le cose seguivano un percorso stabilito da Dio.

Non conoscevano nulla, gli uomini di allora, del lungo percorso attraverso il quale la natura abbia corretto se’ stessa in ciò che l’uomo di oggi chiama “evoluzione delle specie”, ed era ben chiaro, allora, che l’uomo aveva un’anima immortale, perché’ le sue capacità erano divine, i suoi sentimenti venivano “dallo spirito”. Non sapeva, l’uomo di allora, che il suo cervello era costituito da miliardi di cellule, decine di miliardi di connessioni fra queste cellule che, trasportando impulsi elettrici e chimici, “creavano il pensiero”. I sogni, la fantasia, la poesia, venivano dall’anima. Non sapeva nulla, l’uomo di allora, che il suo cervello era strutturato in tante aree, una per ogni processo mentale e cognitivo, ne’ sapevano, gli antichi, che ciò che sapevano era “conservato” in alcune parti dentro la sua testa, i diversi tipi di memoria. L’uomo di allora non conosceva il sistema nervoso, la biologia e la fisiologia del corpo umano, e perciò era chiaro ed evidente che “essere vivi”, “camminare”, “sollevare dei pesi” erano tutte capacità che gli derivavano da una energia vitale divina.

Era chiaro, per gli uomini di allora, anzi ovvio, pensare che questa energia, una volta che il corpo moriva, sarebbe rimasta e “volata via”. L’anima immortale, destinata a vivere anche al di fuori dal corpo, al di là del mondo visibile o… reintrodursi in un nuovo corpo che stava per nascere, reincarnarsi. Questa idea era condivisa da milioni di uomini di fede sciamanica o di tipo orientale, idea promossa da menti illustri come il Buddha o Platone (secondo il quale l’anima, dopo la morte, sarebbe trasmigrata in altri corpi per poi raggiungere l’iperuranio”, l’oltre il cielo, questo è il significato della parola che indicava il “mondo delle idee” dove tutto è perfetto e sussiste per sempre.

Per le fedi e le credenze monoteiste ed escatologiche, come quelle che hanno portato al Giudaismo, all’Islamismo ed al Cristianesimo, era chiaro che questa energia divina, lo spirito o soffio divino, sarebbero “tornati a Dio”.

Sì, era più facile, allora, credere in Dio. Un po’ mi vorrei, in quei tempi. Oggi invece, per via di ciò che la scienza ci ha fatto capire, e per la ricaduta delle sue “rivelazioni” sulla cultura della gente, cultura che prima mancava, credere è molto, molto più difficile. La razionalità che ci fa pensare che anche il caso, in milioni di anni, può prodotto tutto quanto esiste, “il mondo”. Senza un progetto intelligente. Le stelle non sono più fisse, non sono incastonate in sfere di cristallo di Boemia (lo sosteneva, ancora, persino Keplero!!!Una delle menti più aperte del ‘600),ne’ il Sole e i pianeti girano intorno alla Terra, tolta la Luna; e sappiamo che la Terra stessa ruota intorno al Sole. Il Sole, oggi sappiamo, è un piccolo granello lucente fatto di gas bollente, un granello di una sabbia detta galassia (non il “luminare del giorn”o fatto apposta e messo li’ per la Terra) , galassia che è a sua volta un puntino nell’insieme di tante galassie che popolano l’universo. I cieli non sono più immutabili, ne’ la materia è costituita in maniera compatta, ma sappiamo essere un brulicare di particelle che si attraggono, vibrano, si respingono. Particelle piccolissime separate da enormi vuoti, vuoti in proporzione grandi quanto  i vuoti cosmici. La materia che sostanzialmente e’ fatta di vuoto.

L’anima, lo spirito, i pensieri, i sogni, i sentimenti oggi sembrano, agli occhi di una mente moderna, ormai “smaliziata “, non essere nient’altro che processi biochimici che avvengono nel corpo, in particolare nel nostro cervello, una struttura organizzata e complessa che produce le funzioni ed i processi mentali. Io penso che oggi, per tutto ciò che l’uomo ha imparato, sia più difficile credere in Dio. Per semplice fatto che, se il cervello fosse una struttura informe e semplificata e che servisse solo per coordinare i movimenti, mentre nulla in esso esistesse per produrre pensiero e sentimenti, l’esistenza dell’anima “verrebbe da se’” come conseguenza logica. “Nulla in noi è capace di produrre il pensiero, dunque questo ci viene da qualcosa d’altro…dallo spirito!!!”.

Questo era anche il pensiero di tale Renèe Des Cartes, piu’ famoso come Cartesio il quale,, riflettendo sul fatto che egli, come essere umano finito e limitato, potesse immaginare l’infinito, e come essere imperfetto potesse immaginare la perfezione, dedusse in ultima sintesi che “Dio esiste, e se Dio esiste ed egli mi da’ la capacità di rendermene conto, io posseggo uno spirito immortale…perché riesco ad immaginare l’immortalità pur essendo, all’apparenza, mortale. Questo in sintesi ed a parole mie, il pensiero del grande filosofo francese. Cartesio visse nel ‘600. Nemmeno lui sapeva quanto sappiamo noi oggi del nostro cervello, della fisiologia umana e degli altri animali, delle piante. Ne’ sapeva, penso, che esistesse una certa casualità negli eventi. Non sapeva, insomma, che “il mondo non è perfetto”.

In ultima analisi, dobbiamo allora concludere che Dio, l’anima e l’aldilà, la sfera soprannaturale, non esistono? Che era tutto un bel sogno e che ora ci siamo svegliati? Il nostro sapere scientifico, incompleto ma di gran lunga superiore a quello di secoli e millenni fa, spazza via definitivamente il Sovrannaturale ed il divino? No, non sostengo questo. Sostengo solamente che, prima, era più facile…credere. Sostengo che io, almeno, dubito. Pur sperando, ritenendo possibile, e soprattutto auspicabile, l’esistenza di…”altro” (senza il quale “altro”, la vita non avrebbe senso. Secondo me, poi la verita’ valla a capi’..).

L’esistenza di Dio, dell’anima immortale, degli angeli, può anche conciliarsi con le nostre conoscenze attuali? C’e o non c’e antitesi? Dio, o meglio- secondo il mio pensiero-, una mente cosmica ed universalenon necessariamente viene “scalzato” dalla scienza. Ma, ripeto, prima era più facile credere, e “sapere” implica dubbio e senso critico, sul piano intellettuale e filosofico.

Non voglio, per ora, toccare altri aspetti che ineriscano alla fede e sul senso religioso, come la bontà o la cattiveria, la morale, il materialismo inteso come interessarsi solo alle cose materiali (si può essere materialisti anche se si è credenti, “attaccati ai beni materiali”, e spirituali da non credenti, mettiamola così).
Concludendo, proprio perché’ oggi non è facile, si è alla ricerca. O almenoo io, serenamente, ci rifletto.

Con questo piccolo pensierino  🙂 , vi auguro buon weekend

CIAO

Marghian

PILLOLE

Ho pensto oggi di introdurre una nuova “rubrica”, la chiamo “rubrica” cosi’ in analogia con articoli di ben altro livelo e “ambiti” piu’ rilevanti, come ad esempio le rubriche televisive. Queste sono rubriche ” casrecci”, come questa  ove postare delle vere e proprie “pillole”, ossia post brevi. Non so, una notiziuola che io ritengo possa interessare; o anche semplicemente il riportare un commento spontaneo, scritto su blog o su facebook (come in questo caso), con magari qualche “ampliamento” in commento o immagine (o musichetta da sfondo o a tema … 🙂 )

Ciao.

SPERANZE DI VITE FUTURE

(e migliori)

Talvolta penso e mi consolo nel pensare che forse, tutto o comunque  molto di cio’ che qui non ho ottenuto nella vita, mi sara’ concesso  magari in un’altra vita. No, non parlo di reincarnazione….. – Tutta un’altra cosa. Sapete che c’è  una teoria che dice che il tempo e’ ciclico,  e che l’universo si gonfia (infatti adesso e’ in espansione, non e’ una battuta) fino ad un massimo e che dopo, ad un certo punto smette di crescere e si contrae sempre di piu’ fino a zero e ricomincia di nuovo a gonfiarsi, a crescere, in un altro ciclo del tempo? E’ la cosiddetta teoria dell’universo ciclico. Qualcuno su questo calca ulteriormente la mano e sostiene che, se così  e’, ad ogni ciclo temporale noi viviamo tutti la stessa vita. Con delle piccole varianti si intende; varianti e variabili  legate alle incertezze e alle potenzialità della meccanica quantistica nel mondo subatomico, dove spazio e tempo non hanno valore, o ne hanno di diversi – scrivero’ qualcosa di piu’ lunghetto su questo mondo affascinante dei quanti).

E’ l’ipotesi degli universi in successione, alternativa a quella (piu’ “famosa” e immediata per l’immaginario) degli “universi paralleli” (vedete le “schede” sotto) . Ecco quindi che, quando ritonera’ il 1952, ad aprile saro’ nuovamente concepito; e nel 1953 del prossimo ciclo, a gennaio, la nascita. E avro’, magari, anche io un amore 🙂

(****)

  • Siamo ovviamente nel mondo delle pure teorie, e la mia considerazione sul rivivere vite future e’ una semplice battuta. Ma,oltre la battuta, come cantavano Wilma Goich e Edoardo Vianello, “i Vianella”, “la speranza nun costa gnente”, in romanesco.

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Alcune “schede”

big crunch

Che l’universo sia in espanzione e’ cosa ormai certa.

Piuttosto, non si capisce “dopo”, cosa accadra’. Nella scheda sotto, spiego i possibili “destini” del cosmo”, oltre a quello gia’ accennato del posibile “grande collasso”. Sono tutte possibilita’ teoriche.

ciclic universe

Spero si legga bene lo scritto. Cliccando sull’immagine ci si riesce.

UNIVERSI COME BOLLE DI UNA SCHIUMA

-o come tanti ripiani, uno sull’altro

universi

Comprendo che la lettura e’ faticosa. Il programma non mi dava colore migliore

Fra le teorie che vi ho brevemente esposte in disascalia, quella dei diversi piani di esistenza e’ la mia preferita: da’ adito a riflessioni che considerano la sfera meta- extrafisica, che e’ tutt’altro che un aspetto da scartare. Esso, apre ulteriormente il ventaglio delle possibilita’. E quindi, delle speranze.

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  • Beh, il post a cose fatte, proprio una pillola non e’. E’ una flebo proprio  🙂

E’ comunque una “pillola”, rispetto a quanto vi potevo ancora scrivere. Su questa cosa degli universi ho molto ancora da raccontarvi, e  lo faro’.

Il post e’ fatto “a sa cùa”, di nascosto. “Alla nascosta” sarebbe, letteralmente.

Marghian

 

 

 

 

PENSIERINO DEL FINE SETTIMANA – tempo, maltempo e proverbi sbagliati

TEMPO, MALTEMPO E PROVERBI SBAGLIATI

morningafternoon

Da qualche settimana, ho l’impressione che non sia proprio vero che il buon giorno cominci dal mattino, come recita il proverbio. Questi giorni stanno invece insinuando in me il dubbio che non sia proprio vero che sulla saggezza dei popoli non si possa discutere. Sto pensando di sì, invece, penso che qualcuno (se non tutti) fra gli “ipse dixit” dei secolari proverbi e degli aforismi (che sono poi dei “proverbi anche più recenti e di cui si conosce l’autore”) possa invece essere messo in discussione.

Questi giorni si maltempo qui in Sardegna mi  stanno facendo pensare che il buon giorno non si veda dal mattino, almeno non sempre. Stiamo avendo tutti i giorni delle mattinate niente male. Poi, al pomeriggio, puntualmente da diversi giorni, arriva il mal tempo, si aprono le cateratte del cielo e Giove Pluvio (o Zeus se preferite) si ricorda che in passato era qualcuno e ci lancia qualche fulminetto e qualche tuono per dirci “belli miei, conto ancora ….”. Sì, perché pare che il “Dio di oggi” con le nostre beghe non c’entri proprio nulla, meno che mai con il tempo e il clima. Ogni giorno, di mattina, il tempo è bello, quanto meno accettabile. Di pomeriggio, si guasta (vedi le due foto sopra 🙂 ).

Ecco che il mattino ci dice che è o può essere una giornata bella ma il pomeriggio arriva la smentita. Comunque, a me pare che il proverbio “il buon giorno si vede dal mattino” sia sbagliato. Vediamo piovere, poi esce il Sole; o, viceversa come in questi giorni, esce il sole poi vediamo piovere. IL proverbio è usato anche in senso metaforico (tutti, a dire il vero, sono delle metafore). E’ sbagliato a mio avviso anche come metafora.
Un bambino che zoppica a scuola (“eh, il buon giorno si vede dal mattino…”), poi diventa uno scienziato (ecco la smentita). Il caso più famoso che si racconta è quello di Einstein, ha iniziato a parlare a quattro anni, bocciato alla maturità in cultura generale, ma poi “è uscito il sole”, e che sole.

Nel mio piccolo, qualcosa del genere è capitata anche a me. Bocciato due volte in prima elementare, e ripetuto la terza elementare. Dopo il secondo anno di terza fino alla quinta, il primo della classe. Nelle scuole medie, ero il primo dell’istituto. Per fortuna che, forse, il buon giorno non sempre si vede al mattino.

ACQUA PASSATA NON MACINA PIU’

(ma che…?)

Altro proverbio che io ritengo sballato, ma alla grande, è questo: “acqua passata non macina più”. Non mi sembra che sia proprio così. Tutto si regge sul passato (ne so qualcosa io che lavoro in un archivio), documenti vecchi anche di secoli che contano oggi, che hanno un peso.
“Perché’ non sei venuto IERI a lavorare?”. Andate a dire al principale “ieri? Ma è acqua passata”. A parte questo esempio un po’ giocoso, se ne possono fare tantissimi altri. Scusate se vi faccio un esempio triste: la povera ragazzina violentata da piccola che si porta in tutta la vita le terribili conseguenze traumatiche della cosa. O le conseguenze terribili, a lunga scadenza, di un incidente (mettiamo un permanente danno fisico o cerebrale). Lo psicologo che, se ci vai, ti spulcia il passato”. “Ecco vede,, il suo problema deriva dal fatto che lei, da bambino, ha…”.

Quindi, secondo me acqua passata macina, macina eccome; anzi lascia solchi profondi. Il presente tutto, pensiamoci, il presente tutto si regge sul passato. Noi esistiamo perché’ “le cose sono andate cosi”, saltando un piccolo dettaglio del passato salta tutto. E poi fotografie, le emozioni che ci danno, le emozioni che provano i vecchi quando si raccontano cose passate, l’ascolto di canzoni (che sono opera passata), i ricordi, le grandi opere letterarie, tutto è acqua passata che macina. Con gli esempi mi fermo qui.

Tornando ancora per un attimo all’acqua…presente, la pioggia (che la possino…) , oggi sembra reggere. Da voi com’è? Spero che cambi. A tal proposito, buon fine settimana, ciao 🙂

(Pensierino di Ferragosto)

Marghian

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