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METEOR IN SARDINIA

UN BOLIDE HA SOLCATO I CIELI SARDI

Ciao. Manco a farlo apposta, proprio qualche giorno dopo il “clou”delle stelle cadenti della notte di  di San Lorenzo, da Pascoli a oggi spostatosi dal 10 al 12 agosto, è avvenuto un fatto di cronaca celeste.  Un bolide ha illuminato la nostra gia’ bellissima isola di Sardegna.

Nello scorrere delle immagini non sentite la musica di Star Trek (che sarebbe piu’ adatta 🙂  ma, trattandosi di una cosa successa in Sardegna, ho scelto di suonare una melodia sarda che è diventata praticamente il nostro inno;  “non potho reposare”, cosi’, per dare un ulteriore tocco di sardita’ alla cosa. E maledetti gli scooter e le auto che passano, mentre sto registrando  😆

Sono tre, quattro immagini che ho scelto di presentare in ordine tale da corrispondere al graduale avvicinamento all’osservatore. Purtroppo ero a casa che cenavo, non ho visto niente. Ma sicuramente  non avrei visto il bolide, ma solo il cielo illuminarsi un poco.

Un grosso meteorite, dicono gli esperti di tipo metallico o ricco di metalli, ha attraversato (e illuminato ) il cielo della Sardegna. Poco dopo le 22,30 di venerdi’ scorso,  un “coso” celeste  ha attraversato il cielo fra le Baleari e il Sud della Francia, diretto da Ovest, verso Est, fino alla Sardegna avvicinandosi alla costa occidentale (noi “Oristano”, siamo costa occidentale).

Era un oggetto metallico,delle dimensioni forse di un pallone da calcio del peso di circa un chilogrammo, che si e’ dissolto in atmosfera, poco sopra il mare. E’ infatti rarissimo essere danneggiati da un meteorite, pur se decine di migliaia di tonnellate di materiale spaziale cade (sqaugliandosi per l’attrito ed il calore), sulla Terra. Raro ma succede. In Trentino, anni fa, un meteorite sfondo’ un tetto. Fortunatamente sono rari, gli oggetti di una  qarantina o sessantina di diametro, di roccia o ghiaccio che siano, tipo quello che a Tunguska, Siberia, il 30 giugno del 1908 esplose in cielo come una bomba atomica, sradicando con l’onda d’urto milioni di alberi. Ci furono pochissime vittime. Sopra New York  o Roma, immaginate che danno.
L’oggetto “caduato” in Sardegna  è da considerarsi probabilmente “dissociato” dalla scia della cometa che stiamo ancora attraversando e da cui la Terra “attira a se'”, soprattutto intorno al 12 di agosto, i granelli minuscoli che noi chiamiamo stelle cadenti (vedere post precedente).. Questo oggetto e’ ben diverso, piu’ grosso di una “stella cadente”, bello compatto e ricco di metalli.

Ah, immaginate se alcuni hanno espresso un desiderio pensando ad una bella stella cadente. Immsginate che l’oggetto sia stato non un “naturale meteorite” ma un detrito spaziale (gli esperti su questo oggetto specifico non si sono pronunciati in tal senso , ma esistono le “stelle cadenti artificiali”); immaginate che sia stato  uno dei tanti detriti orbitanti che sia caduto, come di fatto accade. . In tal caso, falsa stella cadente, desiderio che non si avvera.. Scherzo, è chiaro.
Piccola nota personale. Certo che, se l’oggetto si fosse comportato nel seguente modo: scendere, poi fermarsi, sostare a mezz’aria, poi risalire, scendere di nuovo in diagonale, poi fermarsi, continuare in orizzontale, accelerando e rallentando, dividendosi in due oggetti e poi ricompattandosi,  mi sarebbe piaciuto di piu’ 🙂 Ma vengono avvistati migliaia di oggetti che si comportano cosi’, “come io avrei voluto”. Ma vengono classificati per meteoriti. In questo caso,  pero’, è giusto, gli UFO non c’entrano. Saro’ piu’ fortunato un’altra volta.

CIAO

Marghian

PILLOLE DI PENSIERI, E DIVAGAZIOI QUI E LA’. – GOERGE LUIS BORGES- IL LIBRO DI SABBIA- L’ALEPH

LO SCRITTORE ARGENTINO GEORGES LUIS BORGES SCRISSE “IL LIBRO DI SABBIA”, LIBRO DI MEMORIE E RIFLESSIONI

FRA QUESTE, “L’ALEPH”

 L’APEPH, LA PRIMA LETTERA EBRAICA, LA CAUSA PRIMA, IL TUTTO.

LA MANCATA PERCEZIONE DEL TUTTO ANGUSTIA L’UOMO.

NON PERCEPIRE L’INSIEME E LE RELAZIONI DI INSIEME E’ NON CAPIRE IL SENSO

CIO’ DA’ SPESSO ALL’IUOMO UN FORTE SENSO DI SOLITUDINE E DI INUTILITA’ ESISTENZIALE

NON RIUSCENDO A COGLIERE LE DINAMICHE DEI COME CHE PORTANO A CAPIRE I PERCHE’

EE’ PER L’UOMO MOTIVO DI AFFLIZIONE

LA SOLA INTUIZIONE DELLA ESISTENZA DI UN LEGAME FRA TUTTE LE COSE, LO AIUTA.

GIA’ PORTARLO A DIRE “ANCHE IO SON PARTE”. E TANTO.

“Liberta’ è partecipazione”, dice una canzone di Giorgio Gaber.

E’ vero. Figurarsi sentirsi partecipi del tutto, quanta libertà si percepisce.

E che angustia, per contro, non sentire il legame con il mondo.

Ci si sente davvero soli.

 Caldo vero? MI sa che questo pomeriggio, vado al mare.

CIAO

CIAO IGNAZIO

“Non chiederti mai per chi suona la campana. Suona per te”

(Ernest Hemingway)

Ciao. Mio fratello purtroppo è mancato di vivere questo pomeriggio. Ce lo aspettavamo tutti. Ho ricevuto la telefonata alle 18, 30 circa.

“CHIARO DI LUNA”

Gli piaceva molto suonare “Al chiaro di luna” di Beethoven”. Prima di cena si faceva il suo esercizietto, alla tastiera. “Guarda, la faccio tutta…” mi diceva, quasi ogni volta che ero a cena da lui. Per questo ne ho suonato un pezzo io per lui.

 

Ciao

Marghian

 

ATTESA

Gli eventi futuri, seppur ignoti, talvolta ci lasciano intravvedere qualcosa all’orizzonte.

Cosi’, noi, li aspettiamo

(Marghian)

ATTESA

CIAO

 

IL DUBBIOSO IMPERTINENTE – ASTROLOGIA,SEGNI ZODIACALI, OROSCOPO, TEMA NATALE, ASCENDENTE. Non ci capisco gran che…

Una ragazza chiede a Zichichi: “professore, perche’ lei dice che l’astrologa non ha fondamento scientifico?” “Di che segno e’?”- chiede lo scienziato-. “Del toro”, risponde la ragazza”. Zichichi la guarda, e le dice: “duemila e duecento anni fa sarebbe stata del toro, oggi non e’ piu’ del toro..”

(da una puntata della trasmissione televisiva”Mattino in Famiglia”)
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SECOLARE DISACCORDO FRA ASTROLOGIA E ASTRONOMIA

Niente di nuovo, sembrerebbe. Sappiamo che Astrologia e Astronomia , che pure in antico erano una sola cosa, non vanno certamente a nozze. Ma, almeno su costellazioni e segni, pur se presi in considerazione per fini molto diversi (divinaizione in astrologia, orientamenti e riferimenti in astronomia ), la cosa parrebbe pacifica. Difatti anche gli scienziasti nominano con disinvoltura le costellazioni dello zodiaco. Ma allora?  allora non sembrerebbe proprio cosi’. E voi, di che segno siete? Io sinceramente non lo so, anche se so giorno mese anno e ora della mia nascita. veniamo al “nodo”.

Sapete  che cosa gli astronomi contestano, da sempre, agli astrologi? fra tutte le cose, e non gliene contestano solo una ma questa e’ la piu’ importante fra tutte, oltre alla obiezione circa l’assenza in astrlogia dl relazioni causa ed effetto e quindi l’assenza di fondamento scientifico; oltre a cio’, gli astronomi  contestano questo: lo sfasamento di un segno.

LA PARTE MAGICA DELLO STUDIO DEGLI ASTRI, L’ASTROLOGIA

astrologia

HA FONDAMENTO SCIENTIFICO?

  Antonino Zichichi, a “mattino in famiglia” – avrete letto la risposta alla ragazza del Toro -, la trasmissione dove era ospite fisso ogni domenica spiegò (io già lo sapevo…), che ai tempi dei Greci sì, chi era ariete era ariete, chi era pesci era pesci . “Talete fu il primo- disse Zichichi in piu’ di una puntata- a dare il nome “ariete” alla costellazione del segno, le quattro stelle disposte in un certo modo che suggerivano una idea, “sembra la testa di un ariete..”, avrà esclamato Talete” ( o i contadini, molto prima…); ma che, in 2300 anni, il moto precessionale dell’asse terrestre (ciclo completo 26mila anni poco meno ) ha sfasato tutto di circa un segno.

L’ASTRONOMIA

sience of stars

L’ASPETTO RAZIONALE E CONCRETO DELLA SCIENZA DEGLI ASTRI

Ben prima di vedere quella trasmissione e quella puntata, In riviste di astronomia mi capitava di leggere: “il 20 di marzo di quest’anno, il Sole entra in Pesci” (come sapete, in astrologia ivverso il 20/21 marzo, all’equinozio di primavera e inizio dell’anno astrologico,  il Sole entra  in ariete (??!!).

E gli astrologi dicono che siamo “nell’era dei pesci”, e che fra non molto saremo nell’era dell’acquario. Questo vuol dire che per le “ere”, importanti a fini profetici, gli astrologi sembrano prendere in considerazione questo sfasamento, nell’era dell’acquario, sara’ l’acquario a trovarsi in linea con il Sole al posto del segno dei  dei pesci, come oggi.  Per  gli oroscop,i e le normali previsioni “annuali” e “mesnsili” no, tutto questo sembra sfuggire, e tutto è fermo a 2300 anni fa quando- e non lo penso io-, mese e giorno di nascita e “segno” coincidvano. Ci capite qualcosa? Io sinceramente no, e non e’ facile credere in una cosa che non si e’ capita.

Ah, Secondo gli astroNOMI io sarei di un segno prima, non Acquario ma Capricorno. >Una ultima cosetta ancora: se come dicono il carattere dipende solo in parte dagli astri, e in parte anche da fattori educativi e anche ereditari, allora mi dovrei consideare anche un po’ bilanca (il segno di mia madre) e un po’ sagittario (il segno di mio padre). O no?

Su Astronomia e astrologia mi propongo di fare  più in là un post più dettagliato.

CIAO

Marghian

NELLA NOTTE DEL MONDO, la attesa della luce

IL BUIO NELLA ATTESA DELLA LUCE

NELLE TENEBRE DEL MONDO

SPLENDE UNA TENUE LUCE

CHE E’ NELLE TENEBRE L’ATTESA DELLA LUCE

CHE NELLA TRISTEZZA FACCIA BRECCIA LA GIOIA

CHE NELLO SCONFORTO SI INSINUI LA SPERANZA

CHE LA STANCHEZZA LASCI LA SCENA AL RISTORO

CHE AL DOLORE SEGUA  LA GIOIA

CHE AL  BUIO DELLA NOTTE SEGUA  LA GLORIA DELL’ALBA

E DAL TORMENTO NASCA L’ESTASI

L’attesa della ricorrenza della pasqua, sia  l’attesa della pasqua vera.

(Marghian)

SERENA FINE DELLA SETTIMANA PASQUALE

CIAO

 

27GENNAIO, GIORNO PER LA MEMORIA DI UN TERRIBILE EVENTO

Ciao. Ero indeciso su quale blog fare queseto post. Ingenere uso l’altro blog, quando a corredo di un post c’e un video di una canzone. Ma qui, l’argomento centrale non e’ la canzone in quanto essa, fa solo da spunto per questo importante tema riguardante un peculiare periodo storico.  Ho scelto dunque questo blog.

Piu’ avanti cito dei nomi di personaggi tedeschi, mi scuso se non li avrò scritti proprio nel modo giusto.

RICORDARE – LA MEMORIA, OLTRE LA MEMORIA

Ogni 27 gennaio, viene ricordata la SHOAH, lo sterminio di milioni di ebrei ad opera della follia nazista. Questo evento storico, che ha gettato una profonda oscurità sulla storia del XX secolo e sulla storia intera del genere umano. Nessun altro genocidio è così presente, nella nostra memoria, come la shoah, “l’olocausto” (significa “bruciatura totale”), lo sterminio di milioni di ebrei. Sterminio dettato dalla folle e illogica ideologia razzista, dal mito della  “razza pura”. Il progetto perverso di realizzare una “Grande Germania”, e con esso quello della supremazia sul resto del mondo, hanno indotto il regime nazista al non plus ultra del male: “risolvere” , da tale perverso punto di vista, la cosiddetta ” questione ebrea”. In che modo? Come sappiamo dalla storia, cio’ fu perpetrato nel modo più aberrante e terribilmente efficiente: con lo sterminio di massa. Il  folle “progetto” dei grandi  gerarchi e dei servili “lacche’”  del  Terzo Reich, amailati  loro “Furer”-parola di per se’ non negativa, significa guida o leader, ma negativa in quella  fattispecie- Hitler, e dei suoi piu’ spietati e cinici collaboratori (Guering, Himmler, Hess e molti altri) porto’ alla sistematica interazione in infernali “campi di concentramento” di ebrei, zingari, oppositori politici, Testimoni di Geova, omosessuali, ed altre categorie di persone “indesiderabili”, in quanto “inferiori”, secondo loro  mente distorta . Deportazioni ed internazioni che culminavano nella tortura e, sappiamo, nella uccisione dei prigionieri. Sei milioni di persone, tra uomini, donne, bambini. Senza pieta’. Questa, lo sappiamo, è stata la “shoah”. Oramai questa parola ebraica, che significa” Catastrofe, disastro totale”, viene associata ad un’altra parola: “olocausto”(Holos, “totale”, kaustos , “rogo”). L’inferno, nel vangelo, viene chiamato con una parola assai simile: shoèl”.  “shoah” e “olocausto”. Due termini che anticamente avevano il significato di “offerta al Dio”. Soltanto di recente, e per via dell’orrore nazista, queste due parole sono diventate ..sinonimi di questa follia, che ha gettato buio sull’intera umanità.

Sappiamo come tutto finì: il suicidio (?) di Hitler, la capitolazione del Reich, il “Processo di Norimberga”, che portò alla condanna a morte di gerarchi nazisti ed alla detenzione di altri. Ahime’, molti restarono impuniti: Herich Briebke, se la passò bene in Argentina, è vissuto  cento anni in salute. Questo mi fa ritenere possa esserci una giustizia superiore, e che la vita non sia questa sola, a che abbia senso parlare di tale Giustizia superiore: sia per il male che per il bene: Priebke, Hitler, dopo morti, lo stesso destino di Padre Pio o di Madre Teresa, se non c’e l’aldila’. Assurdo, semplicemente. L’aldila’, ovvero il destino spirituale, è un forte moltiplicatore del senso della vita, e della esistenza.

Oggi, a 74 anni di distanza dal crollo del regime nazista e della liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz, viviamo questo come un ricordo. Un ricordo che ci spaventa e che ci indigna (purtroppo non indigna tutti, stiamo attenti a questo…). Eppure  essa è’ storia recente. Proprio per questo, io penso, questa storia…ci indigna. Ricordiamola, questa storia, come “monito”. Come disse a Norimberga un “avvocato dello storico processo: “fare giustizia” di siffatti crimini, affinché’ non si ripetano”.  Il ripetersi, in futuro, di un’altra” shoah, potrà significare la fine, non soltanto di una etnia, ma dell’intero genere umano.La storia, proprio nelle sue pagine più buie, proprio in esse, è una terribile maestra di vita. E’ triste dirlo, ma è così. Ricordiamola, questa storia, anche oltre il “Giorno della memoria”.  Giorno in cui vennero aperti, 74 anni fa, il 27 di gennaio, i cancelli di  Auschwitz. Terreno fertile per il ripetersi di pagine così terribili, sono l’odio, la mancanza di idee, la guerra. Guerra che oggi, dato il terribile progresso raggiunto con la tecnologia militare, avrebbe conseguenze inimmaginabili.

LA STORIA, UN AMMONIMENTO PER IL FUTURO

BOB DYLAN – A HARD RAIN’S GONNA FALL

( Una dura pioggia sta per cadere)

La lirica di Bob Dylan, a volte, e’ forte. Un testo con immagini simboliche forti, apocalittiche, “da fare andare a letto i bambini”. Raffigurazioni e descrizioni quasi dantesche. Ma non per questo esagerate, rispetto al male di cui è capace l’essere umano; responsabile, in gran parte, del suo stesso destino futuro. Il mondo deve darsi una raddrizzata, se non vuole che si avveri questa canzone. Se vuole che tutto rimanga soltanto nelle corde del cantautore, e nella voce di chi la vuole cantare. Che resti solo una canzone, e’ il migliore augurio che si possa fare al nostro futuro.

La canzone si riferisce in specifico al fall-out atomico. Era il 1963. Il rischio era alto, allora. Ma è proprio di questi giorni la notizia che gli scienziati che gestiscono il “Doomesday Clock” , un orologio metaforico che misura idealmente il pericolo della fine del mondo, messo a punto da scienziati di una rivista scientifica di Chicago nel 1947,  hanno regolato questo “orologio della apocalisse” a due minuti prima della mezzanotte. E’ una valutazione fortunatamente empirica ed aleatoria, ma che “tasta il polso” del mondo, delle sue tensioni, di cio’ che sta accadendo.

Ascoltatela, è molto bella. E’ un po’ lunga, quando la suono, e la canto, con la chitarra, alla fine mi fanno un po’ male le dita…  🙂

“Dove sei stato, figlio dagli occhi azzurri? Dove sei stato, mio piccolo ragazzo? Ho inciampato sul fianco di dodici oscure montagne, ho camminato e strisciato in sei strade contorte, ho camminato nel mezzo di sei tristi foreste, sono stato di fronte a dodici oceani morti, e sono penetrato per diecimila miglia nella bocca di un cimitero. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E cosa hai veduto, figlio dagli occhi azzurri? E cosa hai veduto, mio piccolo ragazzo? Ho visto un bimbo appena nato circondato da bianchi lupi, ho visto una strada ciottolata di diamanti e nessuno che vi camminava, ho visto un tronco nero da cui sgorgava sangue, ed ho visto una stanza piena di uomini che brandivano martelli sanguinanti, ed ho visto una bianca scala sommersa dall’acqua. Ho visto diecimila parlatori con le lingue ormai consumate, ed ho visto armi e spade affilate nelle mani dei bambini. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E che cosa hai sentito, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai sentito, mio piccolo ragazzo? Ho sentito il rombo di un tuono che suonava come un avvertimento, ho sentito il fragore di un’onda capace di sommergere il mondo intero, ed ho sentito cento suonatori di tamburi con le mani in fiamme, e diecimila persone sussurrare e nessuno che ascoltava. Una persona che moriva di fame e tanta gente che rideva, ho udito il canto di un poeta che moriva in un fosso, e la voce di un clown che piangeva in un cortile. Ed una dura pioggia che sta per cadere. E chi hai incontrato, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai incontrato mio piccolo ragazzo? Ho incontrato un ragazzino chino su un cavallino morto, ho incontrato un uomo dalla pelle bianca che passeggiava con un cane nero, ho incontrato una giovane donna il cui corpo bruciava, e una *ragazza che mi ha dato un arcobaleno Ho incontrato un uomo che era ferito nell’amore, ed un altro uomo ferito nell’odio. Ed una dura…pioggia che sta per cadere. E che cosa farai ora, figlio dagli occhi azzurri? Cosa farai, ora, mio piccolo ragazzo? usciro’ la’ fuori, prima che la pioggia cominci a cadere, e mi inoltrerò nel più profondo della più profonda e buia foresta, dove la gente è numerosa e le mani sono vuote, dove i proiettili di veleno stanno contaminando le loro acque, dove la casa nella valle è una umida e sporca prigione, dove la faccia del boia è sempre ben nascosta. Vado laddove la fame è brutta e le anime sono dimenticate, e dove nero è il colore e zero è il numero…E lo racconterò, lo penserò, lo parlerò e lo respirerò. E farò si che tutto ciò venga riflesso delle montagne, affinché tutte le anime lo possano vedere. E starò ritto, in mezzo all’oceano, prima di cominciare ad affondare, ma avrò imparato bene la mia canzone, per poterla cantare, perché una dura…pioggia sta per cadere”

(Bob Dylan- Traduz. Marghian)

Nei primi anni del ventesimo secolo, una dura pioggia appunto cadde, bagnando il mondo intero; Ne cadde poi un’altra, terribile, cominciò a cadere alla fine degli anni ’30, fino ai primi anni ’40, creando danni al genere umano.

Restando nella metafora dylaniana, oggi la “allerta meteo”, per questo tipo di pioggia, è più che mai forte. Speriamo quindi, che questa pioggia non cada ancora. Le conseguenze sarebbero ancora più terribili, dato l’attuale “stato dell’arte” degli armamenti di cui l’uomo dispone. Ma non basta sperare, occorre agire- ad ogni livello di responsabilità, ad ogni livello di consapevolezza, quale che sia il nostro posto nella società’ umana: il no alla violenza, agli odi e alla guerra, il no alla distruzione deve essere universale, sentita, unanime.

CIAO

Marghian

 

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