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Ciao. Io e mio padre parlavamo molto spesso di dischi volanti. Il piu’ delle volte era lui ad introdurre la questione. Ci credeva molto. Diceva sempre: “Ma de undi ant’a beni custas cosas?- Ma da dove verranno questi oggetti? Olli nai ca ci adi terras ancora de iscobèrri”- “Vuol dire che ci sono ancora delle terre da scoprire…”. Egli, anziano con la terza elementare, non avendo chiaro il concetto di “altro pianeta”, faceva il confronto con Colombo e l’America. “Forse vengono da terre che aspettano di essere scoperte. Del resto, anche Colombo in America, vi trovo’ della gente…”- Mio padre, semplice e profondo. E mia madre? Ella, sentendo i nostri discorsi, si limitava a dire: “funti cosas chi no scieus” (“sono cose che non sappiamo…”)

UFO, UN MISTERO ANCORA INSOLUTO

U.F.O.

U.F.O. CHI NON CONOSCE QUESTA BREVE SIGLA? PERSINO CHI NON SA COSA SIANO HA FAMILIARITA’ CON QUESTO TERMINE IN VERITA’ NESSUNO SA REALMENTE CHE COSA SIANO GLI UFO. E’ SULLA BASE DI QUESTO CHE VENGONO COSI’ CHIAMATI. INFATTI, U.F.O E’ UN ACRONIMO DI TRE PAROLE IN INGLESE CHE COMPONGONO LA FRASE:”UNIDENTIDIED FLYING OBJECTS”, IL CUI SIGNIFICATO E’, APPUNTO, “OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI”. MA E’ VERAMENTE COSI’? DAVVERO NESSUNO SA CHE COSA SIANO? E SOPRATTUTTO, ESISTONO? SE CI RIFERIAMO ALLA SEMANTICA, CIOE’ AL SIGNIFICATO DEL TERMINE, SI POTREBBE DIRE CHE SI’, SENZA DUBBIO ESISTONO; SONO APPUNTO DEGLI “OGGETTI”..E NON SONO IDENTIFICABILI”. SE AVVIENE L’IDENTIFICAZIONE (ES:. “E’ UN PALLONE AEROSTATICO”, TALE OGGETTO CESSA OVVIAMENTE DI ESSERE UN ..U.F.O).

 
MA IL QUESITO: “ESISTONO?” RIMANE, IN QUANTO “U.F.O.” HA ASSUNTO L’ACCEZIONE ORMAI UNIVERSALE DI…”VEICOLI EXTRATERRESTRI” O , TUTT’AL PIU’, DI ORDIGNI FUORI DEL COMUNE, CON PROPRIETA’ TECNOLOGICHE STRAORDINARIE, NON CLASSIFICABILI FRA GLI “OGGETTI VOLANTI” CHE CI SONO FAMILIARI, COME AEREI, PALLONI AEROSTATICI, DIRIGIBILI”. MA LA SIGLA “U.F.O” RIMANE CONCETTUALMENTE LEGATA A QUALCOSA DI “ALIENO”, DI ESOGENO AL PANETA TERRA O ALLA NOSTRA CULTURA ED ALLE NOSTRE CONOSCENZE.
LA FENOMENOLOGIA U.F.O. NON E’, COME MOLTI CREDONO, UNA “COSA DEI NOSTRI GIORNI”, CHE APPARTIENE ALLA MODERNITA’.
 
ESSA NON E’ UN PRODOTTO DELLA NOSTRA CULTURA TECNOLOGICA; BENSI’ E’ ANTICHISSIMA. GIA’ DALL’ANTICHITA’ CI ARRIVANO TESTIMONIANZE DI “LUCI NEL CIELO”, “DARDI INFUOCATI”, “GLOBI CELESTI”. BASTA SFOGLIARE ANTICHI TESTI ED ANTICHE CRONACHE, E CI SI RENDE MMEDIATAMENTE CONTO DI QUANTO TALE FENOMENOLOGIA SIA ANTICA. TESTI ADDIRITTURA PRE-BIBLICI E BIBLICI RIFERISCONO DI “CARRI CELESTI” E “NAVI VOLANTI”, E DI “RE E PRINCIPI” CHE HANNO “RAGGIUNTO LE STELLE “A BORDO DI MAGICI VEICOLI . IL MAHABHARATA , UN TESTO ANTICHISSIMO DELLA RELIGIONE INDU’, DESCRIVE LE “GESTA DI DEI ED EROI” CON DOVIZIA DI PARTICOLARI; GESTA CHE NON SONO PRIVE DI EPISODI RIGUARDANTI “ESPERIENZE CELESTI”. KRISHNA, PERSONAGGIO CHIAVE DELL’INDUISMO ANTICO. “VOLO’” IN CIELO SUL SUO “VIMANA”, “MACCHINA VOLANTE”. TALI VEICOLI SONO DESCRITTI METICOLOSAMENTE CON DETTAGLI CHE OGGI CHIAMEREMMO “TECNICI”, QUALI LA FORMA, LA CAPIENZA E LA “PROPULSIONE”. I RESOCONTI MITOLOGICI INDIANI DESCRIVONO “GUERRE CONTRO “ESSERI CELESTI”, BATTAGLIE COMBATTUTE CON “LANCE DI FUOCO” CHE, CADENDO SUL CAMPO DI BATTAGLIA, STERMINAVANO “DECINE DI UOMINI”
 
C’E’ CHI VEDE IN QUESTI RACCONTI DELLE RAPPRESENTAZIONI LEGGENDARIE E MITOLOGICHE, RESOCONTI FANTASTICI DI EVENTI EPICI; CHI INVECE RAVVISA IN TALI RESOCONTI-NON SOLO INDIANI, MA PROPRI DI TANTE ANTICHE CULTURE- EVENTI REALI, PERSINO DI NATURA EXTRATERRESTRE , O COME LE MANIFESTAZIONI DI ANTICHE CIVILTA’ TECNOLOGICAMENTE AVANZATE.
 
A QUESTO CONCETTO, AD ESEMPIO, E’ LEGATO IL MITO DI ATLANTIDE, E QUELLO DI “MU” – che sarebbero state due superpotenze contrappste come fino a pochi deceni fa, praticamente “oggi” USA E URSS.
 
SE PURE SI TRATTA DI LEGGENDE, DI MITI, TUTTO QUESTO TESTIMONIA QUANTO SIA ANTICA LA FENOMENOLOGIA CHE NOI, OGGI , DEFINIAMO CON IL TERMINE “U.F.O.”.
 
IN EPOCA ROMANA, AUTORI COME PLINIO, TACITO, LIVIO  ED ALTRI, RIPORTANO ANTICHE CRONACHE CHE POTREMMO DEFINIRE A TUTTI GLI EFFETTI UFOLOGICHE. NEI LORO SCRITTI RICORRONO SPESSO TERMINI COME “CLIPEI VOLANTES”-SCUDI VOLANTI”-, “”LANCE DI FUOCO NEL CIELO” O ANCORA, “CARRI CELESTI”. CON ROMA SIAMO ANCORA IN UN CONTESTO MITOLOGICO E “LEGGENDARIO”. MA QUESTI RESOCONTI TESTIMONIANO ANCORA QUANTO SIA ANTICO IL FENOMENO DI “COSE VISTE IN CIELO”.
 
PERSINO IL VATICANO SEMBRA PRENDERE OGGI IN SERIA CONSIDERAZIONE IL FENOMENO, ESISTENDO IL TERMINE UFFICIALE “RES INEXPLICATAE VOLANTES”, “COSE VOLANTI NON SPIEGATE”- OSSIA ” OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI”, “UNIDENTIFIED FLYING OBJECTS, U.F.O..
OGGI NOI SIAMO A CONOSCENZA DI QUESTO FENOMENO. SIN DA PICCOLI ABBIAMO SENTITO PARLARE DEI “DISCHI VOLANTI”, STRANE ED AFFASCINANTI ENTITA’ CHE FANNO ORMAI PARTE DEL NOSTRO IMMAGINARIO, DELLA NOSTRA CULTURA, E DEL NOSTRO DESIDERIO. SIAMO GIUNTI ALL’UFOLOGIA “VERA E PROPRIA”, QUELLA MODERNA. CONVENZIONALMENTE, L’UFOLOGIA MODERNA INIZIA IL 24 GIUGNO DEL 1947, QUANDO L’UOMO D’AFFARI KENNETH ARNOLD, IN VOLO CON IL SUO AEREO PERSONALE, AVVISTA NOVE OGGETTI VOLANTI. FU IN SEGUITO A CIO’, IN BASE ALLA DESCRIZIONE CHE ARNOLD RILASCIO’, CHE NACQUE IL TERMINE “FLYING SAUCERS”-PIATTINI VOLANTI-, DA CUI LA DENOMINAZIONE A NOI PIU’ NOTA DI “DISCHI VOLANTI”. DI LI’ A POCO, NELLA PRIMA SETTIMANA DEL LUGLIO DELLO STESSO ANNO, SI SAREBBE VERIFICATO IL COSIDDETTO. “UFO CRASH DI ROSWELL”. NEI PRESSI DI QUESTA OORMAI FAMOSA CITTADINA DEL NEW MEXICO UNO DI QUESTI OGGETTI SAREBBE PRECIPITATO. AL SUOLO. A BORDO DELL’ORDIGNO FURONO TROVATI-SI DICE- I CADAVERI DI ALCUNI “ESSERI” .
 
SUL POSTO SI TROVAVA L’ALLEVATORE MAC BRAZEL, CHE AVREBBE VISTO NEL SUO PODERE DEI ROTTAMI STRANI. DA QUEL GIORNO PER QUEST’UOMO INIZIARONO UNA SERIE DI PROBLEMI E DI PERIPEZIE. EGLI AVVERTI’ LE AUTORITA’ CHE SUBITO PROVVIDERO A CIRCOSCRIVERE LA ZONA E DIEDERO DISCREDITO ALL’ALLEVATORE, CONSIDERANDOLO UN MITOMANE. SUBITO LE AUTORITA’ SI SAREBBERO PRODICATE PER “DEMOLIRE” LA TESI DEL “DISCO VOLANTE”, SOSTENENDO CHE L’OGGETTO PRECIPITATO NEL CAMPO DI MC BRAZEL FU UN PALLONE SONDA DELL’AERONAUTICA MILITARE. SE FOSSE CADUTO VERAMENTE UN PALLONE AEROSTATICO, PERCHE’ CIRCOSCRISSERO LA ZONA IMPEDENDONE L’ACCESSO AI CIVILI E A PERSONALE NON AUTORIZZATO?
 
IN QUEI GIORNI NASCEVA UFFICIALMENTE L’UFOLOGIA “MODERNA”. DA DECENNI, GENTE COMUNE, MILITARI, SCIENZIATI, ASTRONAUTI E “CONTATTISTI” ASSERISCONO DI VEDERE I “DISCHI VOLANTI”.
 
NOI NON SAPPIAMO QUANTO QUESTE TESTIMONIANZE DI CONTATTISTI SIANO VERE, FRUTTO DI FANTASIE, O SEMPLICE VISIONARIETA’. IL FENOMENO E’ PRESENTE, ADDIRITTURA INCALZANTE (FAMOSE SONO LE ONDATE DEGLI ANNI ’50 E ’70, SPECIE NEL 1978); ORMA I CASI DI AVVISTAMENTI O DI PRESUNTI “CONTATTI” CON GLI UFO ED I LORO IPOTETICI “OCCUPANTI” SONO DECINE DI MIGLIAIA IN TUTTO IL MONDO. OGNI ANNO. QUESTO LO SAPPIAMO DI SICURO; I PIU’ SCETTICI, NON POSSONO COMUNQUE NEGARE LA “CORPOSITA’ ” DEL FENOMENO. ANCHE SE I DATI, GLI STESSI DATI, POSSONO ESSERE USATI SIA DALL’UNA (“credente”) CHE DALL’ALTRA (“scettico-negazionista) FAZIONE.
 
PER FARE SU QUESTEO QUALCHE ESEMPIO, CITO DUE CELEBRI OPINIONISTI, GABRIELE LA PORTA, SCETTICO, E ROBERTO PINOTTI, FAUTORE DELLA ESISTENZA DEGLI UFO. LA PORTA: “SAPETE QUANTI CASI? TRE MILIONI, E NIENTE DI SOSTANZIOSO, NESSUNA PROVA…..”- PINOTTI: “SAPETE QUANTI CASI CI SONO STATI? TRE MILIONI, VORRA’ PUR DIRE QUALCOSA. TROPPO FUMO, PERCHE’ NON CI SIA UN PO’ DI ARROSTO…”. MI PIACQUE, ANCHE PERCHE’ QUESTA COSA DEL “TROPPO FUMO PERCHE’ NON VI SIA UN PO’ DI ARROSTO”, LA PENSAI IO QUALCHE ANNO PRIMA DI SENTIRE LE DUE INTERVISTE IN DUE DIVERSI PROGRAMMI TV. . QUINDI, SU QUESTO CI SI COMBATTE A SUON DI PARERE, DATI ALLA MANO, PERSINO CON GLI STESSI DATI USATI “PER PORTARE L’ACQUA AL PROPRIO MULINO”. TROVO SCIOCCO, COMUNQUE NEGARE IL FENOMENO, CHE ESISTE. MA COSA RELMENTE SI CELI DIETRO AL FENOMENO “UFO” RIMANE ANCORA UN ENIGMA. UN ENIGMA CHE NON VERRA’ RISOLTO TANTO PRESTO.

 

CIAO

Marghian

LA RIFLESSIONE DEL GIORNO. IL MONDO È UNA ILLUSIONE? PER MOLTI SCIENZIATI SI. Io parteggio per quelli che pensano che noi esistiamo. Ciao :)

“La riflessione del giorno”, ormai avanzato; perché l’ho scritta di getto questa mattina (pensate, col cellulare…che follia) verso le 9,30 per Facebook. Ho trovavto un altro “tempo morto” in ufficio e qui la posto adesso,alle13,30 del pomeriggio, dal computer. 

IL MONDO E’ UNA ILLUSIONE?

quantum world

Secondo le equazioni e gli esperimenti sulla fisica quantistica (il ramo della fisica avanzata che studia il mondo delle perticelle elementari (quelle che hanno massa come ad esempio gli elettroni, o le particelle costituite di sola energia come i fotoni), particelle che sono chiamate “quanti”, la realtà oggettiva non esiste.
Una “quasi conclusione” detta “interpretazione di Copenaghen”, da una riunione di “cervelli” ove li si disse questa cosa, e che quasi va a braccetto con certa filosofia orientale (anche) secondo la quale, il mondo è una illusione, e addirittura saremmo noi a crearlo.

Il mondo delle particelle, di cui tutto è costituito, noi compresi, non è determinabile come quando si osserva una macchina correre o una ragazza (quella si’, e’ osservabile ) che cammina. La posizione e lo stato di energia di una particella (elettrone o fotone) invece non è determinabile con certezza ma si ha un ampio margine di probabilità di stato quantico, praticamente una potenzzialitaà, e questo creerebbe dubbi, a detta di molti scienziti, anche sulla realtà oggettiva delle cose. Di cosa si tratta?Come mai?

IL GATTO DI SCRODINGER E LA TEORIA DEI MOLTI MONDI

schrodinger_cat

Nessun maltrattamento agli animali, solo un esperimento pensato

Rende bene la cosa  l’idea del gatto di schrodinger, che chiuso in una scatola, una gabbia, è contemporaneamente “vivo e morto” fino a che non si apre la gabbia (tranquilli, lo scienziato tedesco non torturo’ nessun gatto, fu solo in esempio, un “esperimento pensato”, su come una cosa sia tale sopo quando percepita, e prima vi sarebbe una sovrapposizionie di stati, come ad esempio “vivo e morto”) . Non potendo poi determinare quando decade l’atomo di uranio che, decadendo ma non si sa mai quando (incertezza microscopica) azionerebbe il meccanismo che rompe la fiala per avvelenare il gatto. L’incertezzaq uantistica “non sapere quando l’atomo di uranio decade”, e cioè l’incertezza microscopica, il cambiamento di stato dell’atomo di uranio, causerebbe incertezza anche a livello macroscopico, la sorte del gatto. E’ noto come il paradosso del gatto di schrodinger. Pensate ceh su questo gatto si riflette anche sulla esistenza potenziale di “molti mondi” ove, se il gatto di qui è vivo, “in un altro universo” magari e’ morto”. Ma qui mi allargo troppo , raga’…(ma ci tornero’ ).

LE PARTICELLE. QUESTIONE DI PROBABILITA’

onda di probabilità

Se si inndividua la posizione di una particella, non si conose la  velocità e viceversa. Una particella ha la probabilita’ di esistere in un dato stato.

Famosa poi l’equazione di schrodinger sulla probabilità dello stato di moto, di energia e altri parametri, di una particella (si descrive una onda di probabilità della particella, onda che “collassa”-si dice cosi, in gergo-, quando si stabisce la posizione, o lo spin – qualcosa paragonabile alla rotazione – o la vocita’, ma “una cosa per volta” secondo un certo Heisenberg), di una particella. “Una csaa eiste in quanto percepita, sarebbe il motto degli interpreti di questa idea delle realta’ poetnziali ed incerte. Ma io, a modestissimo parere dato anche il modesto titolo di studio, 3 a media inferiore, non credo che la realtà oggettivanon esista. Il mare,le città, i fioril le ragazze, i pianeti, casa mia ove ora non mi trovo. Non la percepisco io, ora, ma non è che “non esista”. Ci pensate? LE ALTRE PERSONE, e gli accadimenti e fenomeni ordinari della vita. Mi corico la sera,, dormo e la mattina vedo il cortile bagnato. “No, è una mia illusione..”. Mi piace pensare che abbia piovuto davvero, oggettivamente, anche se io non ne ero consapevole. (“se io volto le spalle alla luna, non è che quella cessi di esistere”, disse Einstein).

Ill mio pensiero è che le particelle sono piccole e velocissime, ecco che “per noi possono” essere qui o li “contemporaneamente”- per la nostra percezione del tempo (se io vivessi un miliardo di anni la storia dell’uomo avverrebbe tutta in un istante), ma magari non so, questa incertezza avviene solo per la nostra grossolanita’ percettiva. La particella quantisttica ha quella posizione, quello stato, che cambia talmente in fretta da sembrare che gli stati si sovrappongono e che nessun dato possa essere “reale”. . Ma per noi, non che questi stati e queste particelle non esistano. Se io osservassi un moscerino velocissimo svolazzare attorno al lampadario, con la mia vista “lenta” ne vedrei tanti, e non saprei dove sta esattamente l’insetto. Come la novola di elettroni che, per la sua velocità, può essere creata attorno al nucleo di un atomo anche da un solo elettrone, non sappiamo dove sta, come gira su se’ stesso, se e’ uno o sono dieci, ma che esiste.
Mi sembra strano che una persona che mi venga presentata, poniamo una ragazza , che mi rivolge la parola non esista. Forse esiste e, data la sua età, da anni prima che io facessi la sua conosenza e la “percepissi”. Non ho inventato io quella ragazza, magari potessi….

Mi piace come molti dicano “la realta’ non esiste e’ prodotta dal nostro cervello”. Ma esiste il cervello, che ha bisogno di un cranio, che e’ attaccato ad uno scheletro, che fa parte di un corpo, corpo che cammina sul suolo di un pianeta, ecc. ecc. Altra cosa, “e’ tutta energia”. Allora esiste l’energia, non importa se ogni elettrone ha dentro una stringa a forma di anello che vibra. Vibrando crea l’elettrone, un’altra stringa crea un’altra proiezione che chiamiamo protone, o neutrone, l’energia che si manifesta ora come massa, ora come gravita’, o luce. Ma che esiste, come esstono ralmente le forme e le cose che vediamo. Non importa se in essenza – che significa essere- le particelle elementari siano energia o materia, o come si comportino a nostra insaputa. Per me Le incertezze quantistiche sono dovute forse ai nostri limiti.

CIAO

Marghian

IL DUBBIOSO IMPERTINENTE – ASTROLOGIA,SEGNI ZODIACALI, OROSCOPO, TEMA NATALE, ASCENDENTE. Non ci capisco gran che…

Una ragazza chiede a Zichichi: “professore, perche’ lei dice che l’astrologa non ha fondamento scientifico?” “Di che segno e’?”- chiede lo scienziato-. “Del toro”, risponde la ragazza”. Zichichi la guarda, e le dice: “duemila e duecento anni fa sarebbe stata del toro, oggi non e’ piu’ del toro..”

(da una puntata della trasmissione televisiva”Mattino in Famiglia”)
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SECOLARE DISACCORDO FRA ASTROLOGIA E ASTRONOMIA

Niente di nuovo, sembrerebbe. Sappiamo che Astrologia e Astronomia , che pure in antico erano una sola cosa, non vanno certamente a nozze. Ma, almeno su costellazioni e segni, pur se presi in considerazione per fini molto diversi (divinaizione in astrologia, orientamenti e riferimenti in astronomia ), la cosa parrebbe pacifica. Difatti anche gli scienziasti nominano con disinvoltura le costellazioni dello zodiaco. Ma allora?  allora non sembrerebbe proprio cosi’. E voi, di che segno siete? Io sinceramente non lo so, anche se so giorno mese anno e ora della mia nascita. veniamo al “nodo”.

Sapete  che cosa gli astronomi contestano, da sempre, agli astrologi? fra tutte le cose, e non gliene contestano solo una ma questa e’ la piu’ importante fra tutte, oltre alla obiezione circa l’assenza in astrlogia dl relazioni causa ed effetto e quindi l’assenza di fondamento scientifico; oltre a cio’, gli astronomi  contestano questo: lo sfasamento di un segno.

LA PARTE MAGICA DELLO STUDIO DEGLI ASTRI, L’ASTROLOGIA

astrologia

HA FONDAMENTO SCIENTIFICO?

  Antonino Zichichi, a “mattino in famiglia” – avrete letto la risposta alla ragazza del Toro -, la trasmissione dove era ospite fisso ogni domenica spiegò (io già lo sapevo…), che ai tempi dei Greci sì, chi era ariete era ariete, chi era pesci era pesci . “Talete fu il primo- disse Zichichi in piu’ di una puntata- a dare il nome “ariete” alla costellazione del segno, le quattro stelle disposte in un certo modo che suggerivano una idea, “sembra la testa di un ariete..”, avrà esclamato Talete” ( o i contadini, molto prima…); ma che, in 2300 anni, il moto precessionale dell’asse terrestre (ciclo completo 26mila anni poco meno ) ha sfasato tutto di circa un segno.

L’ASTRONOMIA

sience of stars

L’ASPETTO RAZIONALE E CONCRETO DELLA SCIENZA DEGLI ASTRI

Ben prima di vedere quella trasmissione e quella puntata, In riviste di astronomia mi capitava di leggere: “il 20 di marzo di quest’anno, il Sole entra in Pesci” (come sapete, in astrologia ivverso il 20/21 marzo, all’equinozio di primavera e inizio dell’anno astrologico,  il Sole entra  in ariete (??!!).

E gli astrologi dicono che siamo “nell’era dei pesci”, e che fra non molto saremo nell’era dell’acquario. Questo vuol dire che per le “ere”, importanti a fini profetici, gli astrologi sembrano prendere in considerazione questo sfasamento, nell’era dell’acquario, sara’ l’acquario a trovarsi in linea con il Sole al posto del segno dei  dei pesci, come oggi.  Per  gli oroscop,i e le normali previsioni “annuali” e “mesnsili” no, tutto questo sembra sfuggire, e tutto è fermo a 2300 anni fa quando- e non lo penso io-, mese e giorno di nascita e “segno” coincidvano. Ci capite qualcosa? Io sinceramente no, e non e’ facile credere in una cosa che non si e’ capita.

Ah, Secondo gli astroNOMI io sarei di un segno prima, non Acquario ma Capricorno. >Una ultima cosetta ancora: se come dicono il carattere dipende solo in parte dagli astri, e in parte anche da fattori educativi e anche ereditari, allora mi dovrei consideare anche un po’ bilanca (il segno di mia madre) e un po’ sagittario (il segno di mio padre). O no?

Su Astronomia e astrologia mi propongo di fare  più in là un post più dettagliato.

CIAO

Marghian

NELLA NOTTE DEL MONDO, la attesa della luce

IL BUIO NELLA ATTESA DELLA LUCE

NELLE TENEBRE DEL MONDO

SPLENDE UNA TENUE LUCE

CHE E’ NELLE TENEBRE L’ATTESA DELLA LUCE

CHE NELLA TRISTEZZA FACCIA BRECCIA LA GIOIA

CHE NELLO SCONFORTO SI INSINUI LA SPERANZA

CHE LA STANCHEZZA LASCI LA SCENA AL RISTORO

CHE AL DOLORE SEGUA  LA GIOIA

CHE AL  BUIO DELLA NOTTE SEGUA  LA GLORIA DELL’ALBA

E DAL TORMENTO NASCA L’ESTASI

L’attesa della ricorrenza della pasqua, sia  l’attesa della pasqua vera.

(Marghian)

SERENA FINE DELLA SETTIMANA PASQUALE

CIAO

 

DUBBI E PENSIERI – E’ PIU’ DIFFICILE, OGGI, PIU’ CHE NEL PASSATO, CREDERE?

 

QUESTA SERA MI SOVVIENE UNA DOMANDA:  ANTICAMENTE ERA FORSE PIU’ FACILE DI ADESSO CREDERE IN DIO E NELLE  RELIGIONI?

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IO CREDO DI SI’

*          *

Io penso che oggi, nella nostra epoca, sia più difficile che nel passato, credere in Dio, o in altre figure religiose. Perché’? Secondo me sì, è più difficile oggi, credere. Perché? parto subito in quarta- anzi, le vetture hanno tutte la quinta marcia. Ma le usiamo, ‘ste marce, nel pensiero? Okay.

Anticamente gli uomini non sapevano che le stelle sono ammassi gassosi di proporzioni gigantesche, ne’ sapevano che l’arcobaleno è un effetto creato da miliardi di micro goccioline d’acqua sospese nell’aria che, come tanti piccoli prismi, deviano la luce in direzioni diverse dividendo il colore bianco del Sole nelle frequenze che danno i suoi colori. La terra era piatta, la Luna, il Sole e le stelle erano fisse nel cielo, tutto era disposto secondo un ordine preciso, e l’uomo fu creato per ultimo, nell’ordine della sua opera creatrice, da una statua di fango che Dio modellò e che divenne “anima vivente” con l’infusione del “soffio di vita”. Per gli uomini dei tempi antichi nulla era casuale, le cose seguivano un percorso stabilito da Dio.

Non conoscevano nulla, gli uomini di allora, del lungo percorso attraverso il quale la natura abbia corretto se’ stessa in ciò che l’uomo di oggi chiama “evoluzione delle specie”, ed era ben chiaro, allora, che l’uomo aveva un’anima immortale, perché’ le sue capacità erano divine, i suoi sentimenti venivano “dallo spirito”. Non sapeva, l’uomo di allora, che il suo cervello era costituito da miliardi di cellule, decine di miliardi di connessioni fra queste cellule che, trasportando impulsi elettrici e chimici, “creavano il pensiero”. I sogni, la fantasia, la poesia, venivano dall’anima. Non sapeva nulla, l’uomo di allora, che il suo cervello era strutturato in tante aree, una per ogni processo mentale e cognitivo, ne’ sapevano, gli antichi, che ciò che sapevano era “conservato” in alcune parti dentro la sua testa, i diversi tipi di memoria. L’uomo di allora non conosceva il sistema nervoso, la biologia e la fisiologia del corpo umano, e perciò era chiaro ed evidente che “essere vivi”, “camminare”, “sollevare dei pesi” erano tutte capacità che gli derivavano da una energia vitale divina.

Era chiaro, per gli uomini di allora, anzi ovvio, pensare che questa energia, una volta che il corpo moriva, sarebbe rimasta e “volata via”. L’anima immortale, destinata a vivere anche al di fuori dal corpo, al di là del mondo visibile o… reintrodursi in un nuovo corpo che stava per nascere, reincarnarsi. Questa idea era condivisa da milioni di uomini di fede sciamanica o di tipo orientale, idea promossa da menti illustri come il Buddha o Platone (secondo il quale l’anima, dopo la morte, sarebbe trasmigrata in altri corpi per poi raggiungere l’iperuranio”, l’oltre il cielo, questo è il significato della parola che indicava il “mondo delle idee” dove tutto è perfetto e sussiste per sempre.

Per le fedi e le credenze monoteiste ed escatologiche, come quelle che hanno portato al Giudaismo, all’Islamismo ed al Cristianesimo, era chiaro che questa energia divina, lo spirito o soffio divino, sarebbero “tornati a Dio”.

Sì, era più facile, allora, credere in Dio. Un po’ mi vorrei, in quei tempi. Oggi invece, per via di ciò che la scienza ci ha fatto capire, e per la ricaduta delle sue “rivelazioni” sulla cultura della gente, cultura che prima mancava, credere è molto, molto più difficile. La razionalità che ci fa pensare che anche il caso, in milioni di anni, può prodotto tutto quanto esiste, “il mondo”. Senza un progetto intelligente. Le stelle non sono più fisse, non sono incastonate in sfere di cristallo di Boemia (lo sosteneva, ancora, persino Keplero!!!Una delle menti più aperte del ‘600),ne’ il Sole e i pianeti girano intorno alla Terra, tolta la Luna; e sappiamo che la Terra stessa ruota intorno al Sole. Il Sole, oggi sappiamo, è un piccolo granello lucente fatto di gas bollente, un granello di una sabbia detta galassia (non il “luminare del giorn”o fatto apposta e messo li’ per la Terra) , galassia che è a sua volta un puntino nell’insieme di tante galassie che popolano l’universo. I cieli non sono più immutabili, ne’ la materia è costituita in maniera compatta, ma sappiamo essere un brulicare di particelle che si attraggono, vibrano, si respingono. Particelle piccolissime separate da enormi vuoti, vuoti in proporzione grandi quanto  i vuoti cosmici. La materia che sostanzialmente e’ fatta di vuoto.

L’anima, lo spirito, i pensieri, i sogni, i sentimenti oggi sembrano, agli occhi di una mente moderna, ormai “smaliziata “, non essere nient’altro che processi biochimici che avvengono nel corpo, in particolare nel nostro cervello, una struttura organizzata e complessa che produce le funzioni ed i processi mentali. Io penso che oggi, per tutto ciò che l’uomo ha imparato, sia più difficile credere in Dio. Per semplice fatto che, se il cervello fosse una struttura informe e semplificata e che servisse solo per coordinare i movimenti, mentre nulla in esso esistesse per produrre pensiero e sentimenti, l’esistenza dell’anima “verrebbe da se’” come conseguenza logica. “Nulla in noi è capace di produrre il pensiero, dunque questo ci viene da qualcosa d’altro…dallo spirito!!!”.

Questo era anche il pensiero di tale Renèe Des Cartes, piu’ famoso come Cartesio il quale,, riflettendo sul fatto che egli, come essere umano finito e limitato, potesse immaginare l’infinito, e come essere imperfetto potesse immaginare la perfezione, dedusse in ultima sintesi che “Dio esiste, e se Dio esiste ed egli mi da’ la capacità di rendermene conto, io posseggo uno spirito immortale…perché riesco ad immaginare l’immortalità pur essendo, all’apparenza, mortale. Questo in sintesi ed a parole mie, il pensiero del grande filosofo francese. Cartesio visse nel ‘600. Nemmeno lui sapeva quanto sappiamo noi oggi del nostro cervello, della fisiologia umana e degli altri animali, delle piante. Ne’ sapeva, penso, che esistesse una certa casualità negli eventi. Non sapeva, insomma, che “il mondo non è perfetto”.

In ultima analisi, dobbiamo allora concludere che Dio, l’anima e l’aldilà, la sfera soprannaturale, non esistono? Che era tutto un bel sogno e che ora ci siamo svegliati? Il nostro sapere scientifico, incompleto ma di gran lunga superiore a quello di secoli e millenni fa, spazza via definitivamente il Sovrannaturale ed il divino? No, non sostengo questo. Sostengo solamente che, prima, era più facile…credere. Sostengo che io, almeno, dubito. Pur sperando, ritenendo possibile, e soprattutto auspicabile, l’esistenza di…”altro” (senza il quale “altro”, la vita non avrebbe senso. Secondo me, poi la verita’ valla a capi’..).

L’esistenza di Dio, dell’anima immortale, degli angeli, può anche conciliarsi con le nostre conoscenze attuali? C’e o non c’e antitesi? Dio, o meglio- secondo il mio pensiero-, una mente cosmica ed universalenon necessariamente viene “scalzato” dalla scienza. Ma, ripeto, prima era più facile credere, e “sapere” implica dubbio e senso critico, sul piano intellettuale e filosofico.

Non voglio, per ora, toccare altri aspetti che ineriscano alla fede e sul senso religioso, come la bontà o la cattiveria, la morale, il materialismo inteso come interessarsi solo alle cose materiali (si può essere materialisti anche se si è credenti, “attaccati ai beni materiali”, e spirituali da non credenti, mettiamola così).
Concludendo, proprio perché’ oggi non è facile, si è alla ricerca. O almenoo io, serenamente, ci rifletto.

Con questo piccolo pensierino  🙂 , vi auguro buon weekend

CIAO

Marghian

ESSERI PROVENIENTI DA ALTRI MONDI CI VISITANO DA SEMPRE?

Ciao. Forse oggi riesco ad inserire qualcosa. Giorni grigi, per la mia attività web 🙂

Allora, ho pensato di lasciarvi – anche per farmi “vivo”-  qualche riflessione su un argomento che a me interessa. Ho pensato di lasciarvi alcune considerazioni, qualche riflessione su un argomento che a me affascina:il cosmo ed il mistero della  vita nel cosmo. Non per niente, appunto,  ho scelto l’alieno come mia immagine avatar. Teorie, possibilità, e presunti fatti che rientrano in questa tematica. Una cosa che ho scritto con calma, a casa, che mi sono portato appresso con una “pennina USB”. Devo solo incollare, e mettere qualche immagine. Vediamo se mi riesce il colpo gobbo ….  🙂    – Buon Weekend, appena posso e come posso, commento qui e sui vostri post, ciao .

PRINCIPI UNIVERSALI

vitruvian man

L’uomo, “costruito” forse secondo leggi e principi validi ovunque nel cosmo

-Prima di tutto, mi sovviene un pensiero: il Bene, il Male, la Giustizia, la Legge, la Sapienza, la Morale, la religiosità. le leggi della vita e della morte, la saggezza, la crescita interiore.  Ed ancora, le leggi matematiche, le proporzioni geometriche, le leggi ceh governano il verificarsi delle cose. Sono concetti, questi, a mio avviso troppo grandi perché non abbiano carattere di universalita’. Questo mi fa ritenere che tutto l’universo sia abitato da esseri senzienti, come noi’ coinvolti nel senso di tutte queste cose. Esseri che hanno, come noi, a che vedere con questi concetti, e cioè, creature come noi che sono, secondo una certa espressione di religiosa memoria, “eseri ragionevoli composti di anima e di corpo”. L’universo e’ una grande casa. Assurdo che questa casa esista per essere vuota. Percio’ l’idea di altri mondi abitati è tutt’altro che balzana, o azzardata.

E’ RAGIONEVOLE PENSARE CHE L’UNIVERSO SIA POPOLATO

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L’universo è immenso, e immense sono le distanze fra le sue parti. Se l’univero è, come anche io ritengo, popolato, si pone pero’ impellente, un altro quesito:

SIAMO STATI, E SIAMO, VISITATI ATI DA ESSERI DEL CIELO?

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Rappresentazione artistica della “Visione di Ezechiele”

L’idea che l’umanità’ sia stata da sempre “affiancata” da esseri provenienti da “altrove” e’ una possibilità che va considerata, per quanto ci siano motivi di perplessità e di scetticismo, che non risparmiano neanche me. Andiamo per gradi.

Sin da tempi antichissimi sono arrivate fino a noi cronache di esseri venuti dal cielo, “carri celesti”, “angeli”, “demoni” ed altro. Lungi da me voler accomunare le manifestazioni divine con presunte manifestazioni di natura aliena o comunque non terrestre , ma i testi biblici (che prendo ad esempio perché sono i testi più rappresentativi, nel nostro immaginario, non certo gli unici…) sono pieni di descrizioni di eventi che fanno pensare a delle visite di esseri di altri mondi. Gli “angeli”, erano in tre e soprattutto SENZA ALI, che furono ospitati da Lot, nipote di Abramo, lo stesso Abramo che “sentì una voce che gli disse: “esci dalla tua terra e va dove io ti mostrerò”(..nella Bibbia originale ebraica sicuramente e’ “dove NOI ti mostreremo”, questo particolare del “plurale” nella Bibbia e’ importante ed intrigante), Ezechiele che vede librarsi in aria un “carro con quattro ali e quattro ruote, l’una che si fondeva con l’altra, e si udì un rumore di molti passi, ed una voce che mi disse..” sono tutte cose che fanno ritenere a molti che qualcuno, nella storia, ci abbia “contattato”.
Nel contesto biblico sembrerebbe che tali eventuali visite aliene (angeliche per la religione) avvenissero “per guidare la nostra storia” (“segui quello che noi ti diciamo ed avrai una grande discendenza”…”costruite un altare li’ dove io vi indicherò (anzi “dove noi vi indicheremo..”,e così via con altri resoconti sulla stessa falsariga).
Ora, se la Bibbia – intendiamoci, PER CHI CREDE- e’ da riferirsi certamente a Dio, cio’ non di meno la sua “parola” sembra in qualche modo, e cosi’ puo’ essere, “mediata” da qualcuno “in sua vece”. “Angeli”? Ma angeli (cioe’ messaggeri…) di puro spirito o esseri alieni in carne ed ossa? O gli uni e gli altri, la cosa non escludendo l’altra?
Perche’ la Bibbia poi si esprime, su Dio che è l’Unico per eccellenza, molto spesso al plurale? E molti suoi “nomi” sono al plurale”, tipo Ben Elohim che se ve lo scrivo tradotto e’ “figlio/ o figli degli dei”. Perché Ve lo siete mai domandato? In italiano noi leggiamo “Egli”, ma molto spesso e’ la traduzione di un “essi”: “ed Egli disse- ed essi dissero:” ..ora l’uomo e’ diventato come uno di noi, scendiamo e confondiamo il loro linguaggio, perché Noi vogliamo che si disperdano su tutta la Terra a formare altre nazioni, altri popoli…”. Come si vede, e’ importante considerare questo ricorrente “plurale” che da’ da pensare, pur se visto da molti come semplice plurale maiestatis”: (?!) “E Dio disse: “facciamo l’uomo, a nostra immagine e a nostra somiglianza….”- e’ plurale, “facciamo…”, in questo caso, anche in italiano-.
Pur restando ferma l’idea di un solo Dio-Spirito (come io ritengo, l’Intelligenza Cosmica essere una pur nelle molte forme assunte attraverso le cose esistenti), i testi sacri antichi riportano un plurale di dio, Elohim, mentre il singolare e’ El o Eloah. Allora si parla di ..dei? Non proprio, anche se ai temi di Abramo gli idoletti non mancavano. L’espressione, come ho già scritto, fra le più ricorrenti nella Bibbia e’ “ben elohim” o “ben-Eloah”, figli degli dei o di Dio. “Angeli” dunque, per l’appunto dei “Messaggeri”. Ma per inciso, neppure questa idea “toglie di mezzo” l’eventuale esistenza degli angeli della religione, esseri puramente fatti di spirito-piu’ realta’ possono coesistere-. Gli angeli “spirito”, se esistono, non hanno di certo le ali, che sono una iconografia di derivazione pagana (vedi il Cupido o Amorino).

ancient structure

Le grandi strutture megalitiche, presenti su tutto il pianeta, e fonte per noi di grande stupore, sono sicuramente opera dell’uomo. Ma retaggio di quale antico sapere?

-Riscrivo ancora che se…un alieno, o comunque un essere di un’altra realtà fisica che esiste “a fianco alla nostra” (leggi universo parallelo,  o piano di esistenza superiore ) ‘ parla “a nome di Dio”, di fatto l’esistenza di Dio come Essere Supremo e spirituale non viene sminuita ne’ travisata, se non da certi sostenitori della teoria in esame. Supponiamo- solo supponiamo..- che fosse stato un extraterrestre , e non Dio in persona, a dare a Mose’ le “tavole della legge”. Con questo Dio verrebbe ..scalzato? No, per niente. Immaginiamo l’alieno che dice a Mosè: “Noi ti diamo queste leggi, che sono le leggi eterne ed universali del Creatore…seguite queste leggi…”. Loro che “non erano Dio” , di certo no; ma “parlarono” ed “agirono” per Lui”, sapendo meglio di noi, per evoluzione spirituale e morale, che “Lui esiste”, conoscendo meglio dell’uomo, anche se non in modo perfetto, “la sua volonta’”.
Ecco, e’ possibile che alcune volte in cui “Dio ha parlato” siano stati di questi esseri a parlare *in nome e per conto di Dio”, ne più ne’ meno come qui, in molti luoghi della Terra dove Dio ed il Vangelo non sono conosciuti, dei missionari vanno ed insegnano delle cose “nel suo nome”. Quindi, l’idea di antichi alieni NON minacciano, secondo me, l’idea di un dio spirito”. Se mai sono di altra origine e tipo, i dubbi sulla sua esistenza.
Lasciando da parte per un attimo le ipotesi “riduzioniste”-e possibilmente vere- dei prodigi raccontati nella Bibbia, con un intervento “dall’alto” da parte di questi esseri si spiegherebbero eventi come l’aprirsi del Mar Rosso (forti campi magnetici o di altra energia), la “colonna di fuoco” (potenti raggi di energia laser o simili) che difese il popolo di Mose’, e persino la “stella dei Magi” (loro che, “posandosi sulla capanna di Betlemme”, avrebbero indicato che “questo e’ il luogo dove lnti”. “Khrisna che viene portato ad una altezza oltre le nuvole e co Spirito della seconda persona della Trinita’ si e’ incarnato”) ed altri eventi ancora, anche al di fuori del contesto biblico. Come certe “battaglie con dardi di fuoco” descritte in testi come il Mahabbarhatha indiano, la “Bibbia indu’” dove “con disinvoltura” si parla di “Vimanas” o “macchine volahe “vede la Terra dal cielo” e che, tornato sulla Terra, descrive con dovizia di particolari tale sua “esperienza astronautica” ante – litteram.

Nel “Liber Prodigiorum” dello scrittore latino Julius Obsequens sono riportati fatti e cronache che noi oggi definiremmo”ufologici”-“travi di fuoco che attraversano il cielo”, “segni nei cielo”, “apparizioni di luci di varia forma”-. Prima di lui storici come Livio (c’ero gia… 🙂 ) e Plinio hanno scritto di “clipei ardentes” (“scudi ardenti”) ed altre cose assai simili alle nostre descrizioni di tali eventi. Ogni antica cultura “annovera” fatti di questo tipo, a riprova che il fenomeno delle “cose che si vedono nel cielo”, come diceva Jung, non e’ una cosa nuova, dei nostri tempi.
Allora, in via ipotetica, dunque, E’ possibile, certo, che esSeri alieni ci abbiano “plasmati”.”Plasmati” o “influenzati”, non creati come sostengono certi . Io infatti, piu’ che ad una nostra creazione tout court da parte di certi esseri superni, penso piuttosto ad un antico “contatto culturale” anche protarattosi nel tempo; un contatto culturale, od anche genetico, ma come rapporti interspecie, fra la nostra e la “loro”, non che ci abbiano creato “in provetta”, dal nulla, o da una cellula di loro creazione. Questo perché semplicemente, se pensiamo che “essi ci abbiano creato” si pone la domanda di chi …abbia creato loro.
Ecco che, a mio avviso, è più logico pensare che l’alieno sia, analogamente a noi, un essere nato da madre Natura (sul suo pianeta),un essere nato da una “mamma” della sua specie; ed evolutosi nel tempo con le stesse leggi “darwiniane” che, se corrette, sono leggi universali. Possono esistere, insomma, tante “umanià a diversi stadi di sviluppo”.
Ecco che noi possiamo essere dei primitivi ancora oggi, rispetto ad alieni evolutissimi; ma evoluti rispetto ad alieni che, magari, adesso sono nella eta’ della pietra, ed ecco che noi, come specie intelligente, non saremmo la peggiore, bensi’ una civilta’ “a livello medio” fra i due estremi della eta’ cavernicola e della eta’ dei viaggi interstellari, di cui certi alieni sarebbero capaci ed altri no, come noi oggi. Noi che, magari, fra mille anni saremo “come loro”. E forse gli alieni evoluti (mi riferisco a quelli ovviamente piu’ vicini a noi come pianeta madre) non si mostrano ufficialmente solo per motivi “deontologici” loro, tipo la prima direttiva di Star Trek, “non interferire con una civilta’ in via di sviluppo” e lasciarla crescere con l’esperienza. Come il papà di Superman, nel film, che nella voce registrata dice al figlio in viaggio verso la Terra: “ti e’ proibito interferire con la storia degli uomini….”. Ecco che, con questo spirito di non interferenza (di non disturbare troppo la nostra crescita tecnologica e soprattutto morale) essi si limiterebbero (nell’era attuale) a sorvolare i nostri cieli, ad atterrare di notte prevalentemente per prendere campioni minerali animali e vegetali a fini di ricerca e a entrare in contatto solo con singole persone ( i contattisti – contattati ) , o singole istituzioni accuratamente prescelte, per scopi che noi non conosciamo.
Potrebbero poi esistere delle vere e proprie federazioni interplanetarie (anche rivali) delle quali noi saremmo completamente ignari e a cui noi non siamo ammessi, cosi’ come sulla Terra uno staterello africano non e’ ammesso all’ONU o alla NATO. Non verremmo ancora ammessi a tali “confederazioni” perche’ “bruciamo ancora carburante”, e non possiamo ancora viaggaire fra le stelle, saremo quindi secondo certa classificazione “una civilta’ di primo tipo”. Saremo forse “ammessi ad una federazione” (e ci verrebbero imposte certe leggi) magari quando anche noi useremo “certe energie” senza bruciare, e potremo fra qualche secolo,viaggiare in modo alternativo alla propulsione, propulsione che va bene al limite per il sistema solare, ma poi non funziona: millenni solo per arrivare ad Alpha Centauri, la stella piu’ vicina a noi..
Ci va un altro modo di viaggiare. E se questo modo alternativo non esiste, come dicono molti scettici (ahime’, non si puo’ escludere), allora non parlino di conquista dell’universo: si resta a casa.

SIMILI O DIVERSI?

Una cosetta ancora: Sul fatto molto comune, quando si parla di extraterrestri, di dire “sono diversi”, basta dire che in taluni casi sono diversi, anche di molto, da noi; ma in altri casi, simili a noi. Immaginate che “bestiario” – parola brutta ma che rende l’idea..- considerando specie evolutesi su miliardi di pianeti. Valutiamo le variabili, le possibilità, fra differenze e similitudini (il delfino, fra le molte varietà di vita marina, non e’ un pesce ma gli somiglia parecchio insomma, per fare un esempio di un essere del “pianeta mare”). Poi ancora, se questi alieni costruiscono astronavi, costruiscono sui loro pianeti edifici, antenne, strade, canali ecc., allora devono avere come noi mani e braccia, gambe, torace, testa.

Insomma, per pilotare un ufo, ci devono somigliare. Esseri fra quelli evolutisi da creature simili ai primati terrestri. Le altre tipologie, tipo quella nel film “alien” sono praticamente come i nostri animali, “insetti giganteschi” eccetera. Ma l’essere alieno intelligente e capace di costruire astronavi, se esiste, probabilmente ci somiglia. In gergo si usa infatti la parola “umanoide”, per dire un essere tipo noi.

Marghian

 

 

 

SHARDAN, IL POPOLO DEL MARE LA CIVILTA’, I MISTERI, LA CULTURA DEGLI ANTICHI SARDI

Ciao. Internet è ancora un po’ ballerino, riesco a entrare appena per pochi minuti, poi via, sparise tutto. Ieri sera e l’altro ieri sera, per esempio, due commenti e a cena.  Ma io prima o poi lo frego. Ci ho provato ieri sera, ora ci ritento.  Questo che vi accingete a leggere, e di questo vi ringrazio anticipatamente, è un post che avevo già scritto qualche anno fa, e che ho un po’ riveduto, ampliato e corretto (soprattutto per gli errori di battitura, che me possino, non ne ricordavo cosi’ tanti 🙂 ), perché ve lo voglio riproporre. Ho già trattato questo argomento, l’antica Sardegna (intendo, preistorica e protostorica), argomento che trovo  affascinante- a prescindere da sentimenti campanilistici, ossia a prescindere dal fatto che si tratti della antica Sardegna; mi appassionano  anche l’antico Giappone (anche se ovviamente ne so di meno 🙂 ) ,  o le civiltà e le cultire dell’antico Medioriente,o la cultura Maya, l’Egitto e altro ancora. Ad affascianrmi sono i misteri dell’uomo, della vita e del mondo. Avendo già trattato la preistoria sarda anche in altri post, questo è se vogliamo, un “sunto”, su quanto ho trattado in altre occasioni. Okay, la premessa sta venendo lunga, vi lascio al post (se questo coso mi lascia fare…). 

SHARDAN, IL POPOLO DEL MARE

LA CIVILTA’, I MISTERI, LA CULTURA DEGLI ANTICHI SARDI

“E te li senti dentro quei legami
Di riti antichi e miti del passato
E te li senti dentro come mani
Ma non comprendi più il significato”
(Francesco Guccini, “Radici”)

I NURAGHI

santu antine nur

Veduta dall’alto del Nuraghe Santu ‘Antine, Torralba, Sassari

– la torre era alta 30 metri, ora raggiunge i 17 di altezza residua

“NUR”- significa, per alcuni, “cumulo di pietre”-; “NUR” (o Ur) -significa, per altri, “Luce”-
In Sardegna si contano non meno di settemila siti nuragici. In origine, secondo alcune stime, erano almeno venti o trentamila. E gli abitanti, allora, forse erano anche 800 000, se non di più.

La civiltà dei Sardi, la cultura di un popolo che ebbe la sua evoluzione, come tutti gli altri popoli, attraverso un lungo processo di esperienze millenarie che lo ha portato, a partire dall’Età della Pietra Antica, fino alla composita strutturazione della società in gruppi di villaggi di capanne via via più numeroso, fino alla costruzione o alla posa in situ di monumenti megalitici che, durante le fasi Neolitico anteriore, Medio e Recente, si sono evoluti in quelle misteriose ed imponenti strutture che sono i Nuraghi, costruzioni complesse di varia tipologia sui quali si accentravano il potere religioso e militare, e la stessa “anima” dei Sardi per i quali il “nuraghe” era simbolo di forza e di unione.

Menhirs, dolmens, “domus de janas” (queste ultime sono tombe scavate nella roccia e risalenti a piu’ di 5000 anni fa), “tombe di giganti”, coeve ai Nuraghi, e siamo nella Eta’ del Bronzo (3800 a. C,1000 a. C. circa) costellano ancora oggi la Sardegna, a testimonianza di questo antico popolo.

I primi nuraghi, detti “protonuraghi” risalgono ufficialmente a circa il1800 a. C., quando da noi incomincia l’Eta’ del Bronzo. Questi monumenti costruiti in pietra a secco e che si reggevano e tutt’ora si reggono, “per gravita’” e “distribuzione del carico”. Nuraghi “a corridoio” non molto grandi, nuraghi “a tholos” cioe’ ”a falsa volta”, che raggiungevano altezze che sfioravano i30 metri(Nuraghe S. Antine di Torralba, prov. Sassari, altezza attuale18 metri) e che in una fase successiva (3500-3200 a. C) si “trasformarono” in nuraghi complessi a più torri angolari, costruite intorno alla “torre centrale”, svettante sulle altre tre, quattro, o cinque torri aggiunte ed “unite” da mura di rifascio sì da farli sembrare, in origine, dei castelli medievali. Sulle “terrazze” delle torri delle pietre allungate erano posizionate da reggere un “parapetto” in pietra od in legno. Qui il paragone “torna” ai castello medievale ed alla sua tipica “merlatura”.

L’interno delle torri, voltate “a tholos” erano ad uno o più piani, in altezza via via decrescente (nel Nuraghe Losa di Abbasanta il secondo piano e’ alto metà del primo, e la terza tholos del secondo piano, ormai scapitozzata, era la metà del secondo piano. Sopra l’ultima “tholos”, la “terrazza” che, con il suo spessore, dava alla struttura l’altezza definitiva (il Nuraghe Losa arrivava, in origine, a circa20 metri).

IL.NURAGHE – BARUMINI

barumini nur

Il Nuraghe di barumini, situato nella Piana di Gesturi, prov. Cagliari. Il piu’ grande, con residue murature di antiche capanne. Il Nuraghe è al centro dell’antico villaggio, percio’ detto “villaggio nuragocentrico”, col Nuraghe al centro, che era “fortezza”, “tempio”, od una sorta di “municipio della preistoria”

“Su Nuraxi”-Barumini, prov. Cagliari- cosi’ chiamato come a dire Il..Nuraghe per eccellenza, e’ il più complesso, consta di una torre centrale, .un cortile circondato dalla struttura antemuraria-comune a molti nuraghi, fino a sette torri aggiunte alle altre quattro preesistenti. Il “tutto” avvenne secondod atazioni ufficiali,  tra il 3600 a. C. ed il 900 a. C. circa, quando i Sardi entrarono nella Età del ferro, dopo di che, con la venuta dei fenici prima e dei Romani poi, il popolo sardo si “fuse” con i colonizzatori, diventando “popolo sardo-punico”prima e “popolo sardo-romano” poi, mantenendo però le caratteristiche culturali “indigene”, specialmente nell’entroterra dell’Isola, si’ da portare gli studiosi alla considerazione che l’epoca Nuragica terminò intorno al500 a. C circa, quando gia’ trecento anni prima i Fenici avevano fondato le principali colonie, le città fortificate, poi romanizzate, come Tharros, Nora, Neapolis (le rovine di quest’ultima situata non lontano dal mio paese, Terralba).

COME ERA UN NURAGHE ALL’EPOCA

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Questa è una ricostruzione  virtuale, una idea di come era, nel contesto dell’epoca, un nuraghe complesso (pensate al “Barumini”,  a ciò si ispira il plastico). Fatte le dovute differenze,  somigliavano ai castelli medievali.

Il Nuraghe Piscu di Suelli, il Nuraghe Oes, i già citati S. Antine, Barumini e Losa (ove perstai servizio per nove anni, nel sito c’è  il caseggiato sia  per il perosnale sia per una piccola esposizione museale di pochi reperti, soprattutto ceramiche ) sono solo alcuni dei siti dell’epoca nuragica in Sardegna.

IL VILLAGGIO NURAGICO

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Ricreazionie (archeologia sperimentale) di una tipica capanna di villaggio preistorico sardo (anche anteriore all’epoca dei Nuraghi. Uno “stato dell’arte” raggiunto già 6000 anni fa (almeno..)
Intorno al “nuraghe” gravitava una complessa realtà, quella dei villaggi ad uso abitativo e santuariale. Capanne con muri circolari ma anche di altra forma, circondavano spesso il nuraghe, che era l’edificio centrale del villaggio, villaggio che poteva contare anche duecento, trecento capanne o più, come si evince dalla estensione della superficie delle aree adibite a villaggio. Nuraghe, villaggio e, nei pressi, un “pozzo sacro” od una “tomba di giganti” erano la “realtà tipica” di una comunità nuragica. E’ il villaggio “nuragocentrico” dove il Nuraghe era il fulcro della vita della tribù o delle tribù. Molti villaggi non avevano un nuraghe, ma quasi sicuramente facevano capo ad un villaggio nuragocentrico che faceva da “capoluogo”, se così si può dire, di una comunità di più villaggi “consorziati”, in qualche modo, fra loro.

FUNZIONE DEI NURAGHI E LORO COSTRUZIONE

In una visione di “centralità’” del nuraghe rispetto al villaggio che “lo conteneva”, villaggio che era di norma racchiuso da una cinta muraria, si può immaginare l’edificio come avente una funzione quasi “municipale”, intesa come sede di amministrazione e di potere. E probabilmente le cose stavano così, pur se qui occorre fare qualche precisazione ed esaminare tutte le possibili funzioni svolte dai nuraghi.
I nuraghi come “sede del potere nel villaggio o gruppo di villaggi”, “la casa del capotribù , della sua famiglia e dei suoi “dignitari”, un’idea ancora molto coltivata in ambito accademico. Ma e’ molto probabile che il nuraghe non fosse “abitato” dal capo del villaggio. In molti villaggi sono state rinvenute capanne “principali” da far pensare ad una residenza di qualche persona importante, ma soprattutto, esaminando la struttura interna dei nuraghi, si evince quasi subito che gli ambienti non sono quelli tipici di una “abitazione”. Tali caratteristiche interne, le camere “a tholos”, le nicchie, le “finestrelle”, il tutto suggerirebbe invece una frequentazione “occasionale ” del nuraghe, visto in questo caso come avente più che altro una funzione di culto “per la celebrazione di certi riti, dove il “capo”, od i capi, vengono visti dagli studiosi come la figura di “gran sacerdote” ancorché’ di capo militare e politico.
Quattro nicchie, dette “giaciglio” rientranti nelle pareti della camera a tholos principale che sono orientate secondo i quattro punti cardinali, ed un rimanente spazio al centro fanno supporre che il nuraghe non fosse una “abitazione regale” bensì un “tempio”, se si considerano anche altre caratteristiche come gli orientamenti delle pareti murarie esterne, aggettate ad “abbracciare”, nei nuraghi complessi, le torri, il mastio centrale e le torri “angolari”. Orientamenti che seguono le “linee” coincidenti con solstizi e lunistizi. Tutto ciò li riveste di mistero, e portano a pensare che i nuraghi ed altre strutture fossero ben più che “fortezze difensive”. Erano forse, almeno certuni di essi, anche degli osservatori astronomici, oltre che dei centri di culto, dei templi.
La funzione rituale e religiosa si evince dalla fondata descrizione fatta da molti studiosi in cui il “sacerdote-capo” si mette di spalle alla nicchia che si trova orientata verso il Nord, una pietra amovibile posta al centro della “tholos” che, in una ora ben precisa (probabilmente all’avvicinarsi del mezzodì al solstizio d’estate), viene levata, e la luce del Sole investe il “celebrante”, sì da fargli acquistare una dimensione divina e carismatica.
Questa è una delle tante ipotesi, ma che comunque “mettono in crisi” quella ben più nota, che vede i nuraghi solo come mere fortezze militari o torri di guardia, come nel caso di nuraghi semplici, detti “monotorre”. La funzione di “fortezza” assunta dal nuraghe va considerata comunque molto verosimile, anche perché’ le caratteristiche di “fortificazione” di certo non mancano.
Come la già citata “merlatura” tipo quelle di un castello, l’imponenza delle strutture, la complessità di certi nuraghi che danno di fatto l’idea di “fortezza” o “caserma” per i soldati, pur se anche questi nuraghi complessi, al loro interno, ospitano spazi poco adatti a contenere una guarnigione di soldati e, comunque, conservano anche essi le caratteristiche “religiose” o “rituali” presenti all’interno di nuraghi più semplici, come le nicchie addossate “ai quattro punti cardinali” ed altre caratteristiche che fanno pensare che l’uso principale fosse quello cultuale o di gestione amministrativa e di potere.
Il villaggio nuragocentrico si sviluppava tutto intorno al nuraghe, il quelle va immaginato non “al centro geometrico” dell’area del villaggio ma proprio come l’edificio centrale, il più imponente. Ecco, decine di capanne circondavano il nuraghe, “la fortezza” secondo le ipotesi più accreditate, capanne che di fatto erano esterne alla “fortezza nuragica” (che di certo non poteva contenere cento, duecento o trecento persone). Ma i villaggi erano cinti da mura perimetrali, ed a distanze poi’ o meno uguali, le entrate erano “a torre nuragica”, “le porte” del villaggio. Così come descritto da me ora, la funzione di “fortezza difensiva” è svolta se mai dalla recinzione muraria che, con sopra un camminamento, circonda l’area abitativa compreso il nuraghe.
L’ipotesi sulla funzione di un nuraghe va formulata in riferimento al tipo di nuraghe (ora simile ad una fortezza, ora una piccola torre isolata, ora con una struttura atipica-un corridoio ricoperto di pietre piatte, uno spazio angusto contenente qualcosa di simile ad un pozzo sacro o ad una struttura richiamante il culto fallico, ed altro ancora-.).
Tutto questo ha suggerito l’idea della “polifunzionalità’” del nuraghe, ora centro del potere politico e religioso, ora fortezza, ora tempio, ora semplice torre di guardia. Queste cose tutte insieme, forse, davano al nuraghe il suo vero posto nella realtà protostorica sarda.
Degne di menzione sono altre strutture che facevano capo ai villaggi nuragici: sono i templi a pozzo (spesso ipogeici) e le “tombe di giganti”, ritenute essere delle “tombe comuni” dove i morti venivano posti “trasversalmente” alla lunghezza della tomba, lunghezza che arriva a trenta o quaranta metri. Una lastra “a mezza luna” o “squadrata” con una piccola porta ne erano l’entrata, una esedra a ferro di cavallo circondava questa entrata, davanti alla quale, nell’esedra, forse si celebravano i pasti votivi per i defunti. Alcune di queste tombe sono sprovviste di esedra.
I pozzi sacri, i santuari per il culto dell’acqua sorgiva e purificatrice, spesso sviluppantisi in ipogeo, sono presenti nei pressi di molti nuraghi, anzi attorno a certi pozzi sacri si crearono dei villaggi al solo scopo di essere abitati solo per certi periodi. Erano i luoghi di pellegrinaggio dei sardi nuragici.
Il pozzo sacro di Santa Cristina in Paulilatino (Oristano) è il più emblematico. ne sono stati scoperti in tutto una settantina, ma si suppone verosimilmente che siano molti di più, tanto era diffuso questo antico culto.

LA COSTRUZIONE DEI NURAGHI

construction

Non ho trovato di meglio per descrivere in forma di immagine la costruzione dei nuraghi. Le ipotesi piu’ accreditate, comunque, considerano l’uso di rampe o terrapieni e di molta manodopera. La manodopera forse schiavile, ma questo è messo in dubbio,; è preferita l’ipotesi che la costruzione dei Nuraghi fossero frutto di un “concerto” fra i membri del villaggio o di piu’ villaggi in qualche modo “consorziati fra loro”. C’e chi sostiene che i Nuragici conoscessero l’uso di macchinari fatti di legno, con leve, carrucole e corde (tipo i marchingegni di Leonardo). Di sicuro, questo si sa, conoscevano i ponteggi. Molte strutture di legno erano costruite, anche come opera definitiva, dentro e fuori il Nuraghe: scale di legno interne, scale di servizio esterne, soppalchi eccetera. I Nuraghi, comunque, sono internamente dotati di scale in pietra, accorpate dentro la murature di rifascio, dentro gli ambienti. Una scala a chiocciola in pietra, infatti, e’ sempre presente nei nuraghi a piu’ piani ossia co tre ambienti sovrapposti dentro la Torre. ui tempi di costruzione, insoma, ci sono due scuole di pensiero: una, la piu’ accreditata, è che i Nuraghi (specie quelli complessi( fossero costruiti in tempi lunghi, anche di alcuni secoli. L’altra tesi (quella che a me piace di piu’ ..) è che fossero invece frutto di una progettualità unica, proprio tipo i geometri oggi, progetti disegnati che so, su pelle essiccata, per esempio.
Qui, su come furono costruiti i Nuraghi, non mi dilungherò molto (non lo sanno bene neanche gli studiosi, quindi sono giustificato 🙂 ). Basta sapere che le ipotesi sul modo in cui furono costruiti i nuraghi si concentrano praticamente su un sistema, quello “per l’epoca” il più verosimile secondo gli accademici: la costruzione di rampe a terrapieno sui quali le pietre venivano fatte rotolare fino all’altezza voluta, ed il metodo di spingere le pietre sopra il “già costruito” come sostiene lo studioso Giacobbe Manca (peraltro contestato in quanto egli fa risalire la costruzione delle recinzioni murarie dei villaggi nuragici all’epoca fenicia, cosa questa poco verosimile).
Certi studiosi sono però critici sul sistema dei “terrapieni” come unico modo per costruire i nuraghi. Se in taluni casi questa tesi reggerebbe appena, in altri no. Basti pensare a torri nuragiche situate su cime di colline, dove il terrapieno o rampa non può avere lo sviluppo adeguato. Ecco che, in alternativa, si sostiene che i sardi possedessero conoscenze di meccanica e di tecnica da poter costruire enormi ponteggi in legno e macchine complesse “alla Leonardo da vinci” comeho scritto in disascalia, con tanto di carrucole, funi, leve ed ingranaggi sì da sollevare le pietre e posizionarle. Pur non esistendo prove sulla creazione di tali macchine, l’ipotesi è verosimile anche per il fatto che il legno è deperibile, e carrucole, corde ed elementi di ponteggi di allora non potrebbero essere “arrivati fino a noi”. Ma infrastrutture in legno erano parte dei nuraghi! Soppalchi, scale di servizio esterne, erano di corredo alle scale di pietra che, a chiocciola, all’interno del nuraghe, portavano fino in cima, alla rispettabile altezza di 20, 30 metri forse più.
Un trave, elemento di un soppalco, fu scoperto a Barumini, ed è questo reperto che ha permesso di datare “Su Nuraxi” al 1400 a.C, il periodo medio dell’epoca nuragica. Una datazione verosimile. Pure se i tavolati potevano essere sostituiti più volte, la pietra no.

LA FEDE ANTICA SARDA

barchette votive

Barchette votive sarde, dell’epoca Nuragica, offerte votive.

bronzetti votivi.png

Bronzetti votivi raffiguranti cacciatori, guerrieri, lottatori ed altro. Da tutti questi modellini dell’epoca si evincono anche (seppur con delle approssimazioni), gli abbigliamenti. Si pensa che i guerrieri Nuragici vestissero grossomodo come i Galli o i Longobardi. Ma pezzi di antichissimi telai, rotelle di pietra (contrappeso per i telai) fanno ritenere che le donne tessesero stoffe raffinate. Bronzetti  con la barba “a pizzetto” fanno capire che i sardi di allora si curassero.

sardus pater

Sardus Pater. Questa piccola figura, tipo re, è la raffigurazione personificata della antica devozione dei Nuragici per gli Antenati. La statuetta è di fattura molto piu’ recente, ma si collega all’antico culto Nuragico, oltre che per le divinita’ come Sole, Luna, acqua e Terra, il culto degli Antenati. I Fenici, integratisi con i Sardi, fecero un po’ loro questo culto sardo, personificandolo nel “Sid Addir Babài”, in fenicio “padre sardo divino”, qualcosa del genere. “Babài” è una parola antichissima,  ma usata ancora da noi, e sta per “papà”, o “paparino”. E’ una parola fenicia. I Romani chiamarono tale personificazione dell’antico culto sardo per “i padri”, “Sardus Pater”, che è appunto rapresentato da questa statuetta votiva.

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Ceramiche votive esposte in una teca.

Che dire poi dei culti, dei riti, delle conoscenze dei sardi? In cosa credevano? Da dove venivano? “Santa Cristina”, un villaggio santuariale risalente al tardo medioevo, conserva al suo interno qualcosa di molto più antico, un pozzo. Un pozzo scavato nella roccia, murato in pietra ben lavorata e profondo circa5 metri. Intorno a questo pozzo, nel quale si accede da una scala finemente costruita in gradini di basalto, dei resti di capanne di 3000 anni fa’. E’ il culto dell’Acqua sorgiva, o lustrale. Riti, abluzioni, offerte votive. Ecco, questo era il fulcro della fede dei Nuragici, sicuramente ereditata dagli antenati di millenni prima. La religione più antica, quella sciamanica, che venera le forze della natura, la Terra, l’acqua ed il Sole. Per gli antichi Sardi la Terra era fertilizzata dal Sole, dal “dio sole”, raffigurato in molti modi e stili artistici e simbolici nelle sembianze del “toro” o del “fallo”-i menhirs-. La “madre terra” era un essere vivente, l’acqua ne era il sangue, il seme di vita. Questo era il loro pensiero.

I VILLAGGI SANTUARIALI

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luoghi di pellegrinaggio antelitteram, i pozzi sacri erano luoghi di culto dell’acqua sorgiva, “seme della Terra Madre”, “fertilizzata dal “dio Toro”, che era il Sole divinizzato. Il “pozzo ipogeico” di Santa Cristina, a 30 chilometri circa da oristano, presso il comune di Paulilatino, con le recinzioni murarie originali, e l’ingresso con scala al sotterraneo, anch’esso originale: circa 900 anni prima di Cristo; la Sardegan entra nella Età del Ferro, dopo la sua gloriosa Età del Bronzo.

Pellegrinaggi nei “villaggi santuariali” di cui quelli attuali-le feste campestri- ne sono un retaggio, riti propiziatori, offerte votive, strani balli con delle maschere apotropaiche erano molto comuni in quell’epoca.

Delle antiche stele e pietre con dei fori-le coppelle- raffigurano il “toro”, “il fallo”, “la Luna” le stelle, in particolare le Pleiadi, sicuramente molto importanti per la cultura contadina e di pascolo, nonché’ per la navigazione.

DENTRO IL TEMPIO DEL POZZO

Sì, entrando dentro le due recinzioni murarie, una delle quali recinge l’apertura triangolare  a formare con questa una sorta di serratura a chiave (e forse non è un caso..), si accede nell’ipgeo, e una scala in pietra facente parte della struttura originale, conduce al livello dell’acqua, a circa 5 metri dalla apertura.

voulted shadow

 L’OMBRA CAPOVOLTA

Si’, l’ombra capovolta. Infatti dalla apertura tirangolare entra  il Sole. L’ombra del “turista” è proiettata sull’acqua e, da questa, viene ancora proiettata sulla parete opposta al’ingresso, capovolta. Figure umane capovolte, in disegni stilizzati, appaiono sulle pareti interne di antiche tombe scavate nella roccia, le “domus de janas”. Queste figure capovolte sembrano..scendere negli inferi, ecco che questo gioco, nel tempio a pozzo, forse rappresenta l’anima (l’ombra, in molte tradizioni e credenze antiche e esoteriche e’ “l’anim”), che intraprende un viaggio nel profondo: un contatto con la dimensione “altra”, in cui gli sciamani sardi credevano- lo sciamanesimo era, difatti, la “nostra religione”, ma comune a tutto il resto del mondo.

SHARDANA, POPOLO DEL MARE

nuragic ship

Questo è un modellino. Ma è un modellino….dell’epoca Nuragica (notate gli animaletti sulla nave), un manufatto votivo dell’epoca che quindi ci illustra e ci fa capire quanto fosse avanti (3000 anni fa almeno) la competenza marinara sarda. Le navi sarde, simili a quelle vichinghe se non addirittura migliori. Alcuni oggetti simili, raffiguranti navi, hanno anche due o tre alberi, da cui si evince anche una certa tecnica velistica.

I Nuragici conoscevano l’ingegneria navale, cosa questa testimoniata dai modellini in bronzo (i famosi “bronzetti”) riproducenti imbarcazioni con tanto di albero, protome-testa di Toro od altro animale- ed altre caratteristiche da far pensare che i Sardi costruissero navi paragonabili a quelle dei Vichinghi se non addirittura più grandi).

Non per nulla gli antichi Sardi prendono il nome da una antica parola, “shardan” da cui “sardigna”, che identifica un misterioso “popolo del mare” che commerciava con altre genti del Mediterraneo come Cipro, la Penisola Iberica, la stessa penisola Italica e quella balcanica, nonché’ con Creta e Cipro.
L’ossidiana, una pietra scura e vetrosa, di origine vulcanica e molto diffusa anche in Sardigna, era l’”oro nero” dei Sardi, estratto da molte zone di montagna ed esportata, insieme alle lavorazioni in bronzo e ad altre merci come i prodotti agro pastorali.

Si menziona il popolo “Shardan” in molti testi storici, come quelli sulla “battaglia di Kadesh” fra Egizi ed Ittiti, combattuta (anche) dagli “shardan” niente di meno che con Ramesse II, il faraone forse più famoso.

Sulla origine dei Sardi le ipotesi formulate sono tantissime, dalla origine “autoctona” a quella “dall’Africa”, “dal Medioriente” o dalle coste vicine. Una cosa è certa, con il Medioriente c’e un collegamento, basta che vi scriva su Monte d’Accoddi (SS). E’ un monumento di 5300 anni fa, così diverso da quelli descritti fino ad ora: una vera e propria ziggurat, da cui l’idea che la Sardegna abbia avuto contatti persino con il Medioriente. Cosa questa supportata da studi comparati della lingua sarda con altri idiomi, tenendo conto però delle contaminazioni fenicie e latine.
L’origine dei Sardi può essere spiegata a mio avviso da una semplice considerazione: delle genti già esistevano, in antico, nell’Isola; diverse ondate migratorie da tutte le coste del Mediterraneo e persino, forse, dal Medioriente, ha generato il popolo sardo, e cioè noi, che ancora oggi siamo legati alle antiche tradizioni, ai misteri, alla storia di questo antichissimo popolo: “il popolo del mare”.

Ce l’ho fatta, a colpettini, con l’arma infallibile della pazienza 🙂

Chiaramente, quanto vi ho esposto non esaurisce del tutto l’argomento, data la sua vastità e complessità. Spero perciò di avervi, con questo sunto, dato una idea del nostro antico mondo isolano.

CIAO

Marghian

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