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LA PARTE OSCURA E PRFONDA DI NOI, CHE NON ABBIAMO IL CORAGGIO DI MOSTRARE.FORSE PERCHEì E’ LA PIU’ VERA

IL CORAGGIO DI IMMERGERSI NEL BUIO –  E LA FORZA DI RIEMERGERE

LETTERA APERTA

LABOR INTERIOR

il mio cammino interiore nella esteriorità della vita quotidiana

Ciao. Stavo per titolare quanto scrivo “piccolo manifesto”. Nonostante l’aggettivo “piccolo,” mi sembra un po’ “pomposo. Non che il sottotitolo non lo sia, , ma dai..”lavoro interiore”, non è una espressione che usiamo tutti? La usiamo come espressione, magari senza lavorarci. Il mio lavoo interiore lella vita quotidiana- ma, tranquilli, senza notti insonni, non dovete immaginarmi a seguire chissà quale pratica, la sfera di cristallo, con in mano un libercolo per evocare gli angeli, magari al lume di candela in soffitta (per completare il quadro), santi e santini…no, semplice pensiero, e vita… 🙂 E siccome si associa spesso il “lavoro interiore” con l’isolarsi in solitudine, preciso che la quarantena non c’entra. Ho sempre trovato cinque minuti per riflettere, il resto della giornata per agire. Normalmente.

“Labor interior”. Cosa intendo?

Ah, sapete che “labirinto” deriva da questa espressione latina? Almeno così dice una “fonte” (l’etimologia è una materia molto aleatoria). Sì, “labirinto”, dalla contrazione di “labor” e “interior”, “lavoro interiore”. Ci sta a pennello.

Non intendo , con questa nota scrivervi che mi sono ingarbugliato, a proposito di labirinto. E’ un lavoro interiore sereno, il mio, senza trascurare nulla della vita quotidiana, né tanto meno isolandomi da ciò, e da chi mi sta attorno, il coloro che chiamiamo “il nostro prossimo”.

Il mio “lavoro interiore”, come ho anticipato, non ha niente a che vedere col misticismo, né tanto meno con lo sposare acriticamente questa o quella credenza, e sono scettico sui sedicenti profeti di oggi, e considero con altrettanto beneficio di inventario anche certi profeti di ieri. Un lavoro interiore da “autodidatta”, il mio, senza nessun formalismo religioso . “ahi ahi ahi”, mi direbbe la mia religiosissima madre, se fosse “fisicamente” presente, dato che divenni “non osservante” (dubbi, perplessità sorte per via del pensare..) qualche anno dopo che ella cambiò piano di esistenza, dal quale, sono convinto, ora comprenda questo suo figlio dubbioso che vorrebbe credere e capisca che non essere formalmente religiosi non è poi tutta quella cosa grave che, in “vita”, riteneva tale . Chi abbandonava la pratica religiosa per lei era un apostata, poco ci mancava, pur continuando a volergli bene (disse a un mio amico “guarda –omissis-, ti voglio bene come a un figlio, ma che tu non creda..cambia idea, dai retta alla signora Assunta, credi….), eh, porella, figlia del suo tempo anche lei. Ma vi garantisco che convinzioni radicate e saggezza, possono anche andare insieme. Ne sono testimone diretto.

– Diciamo, che il mio “lavorio” (termine che richiama al logorio, ma non è cosi’…) si basa su quella cosiddetta religione naturale- per me l’unica e vera- abbinata a relative (o relativamente relative) considerazioni filosofiche, parte mie, parte copiate, e condivise. copiate da Socrate per esempio, e dal mio buon Cartesio, per (altro) esempio, con il suo- a me tanto caro- concetto della suddivisione del tutto nella dualità fra res extensa- cosa estesa, l’universo- e Res cogitans- Cosa pensante (Dio, o l’Anima Mundi, da cui deriverebbe “per logica filosofica” anche l’esistenza della nostra anima come qualcosa di trascendente nella sua sostanza, e che che vada oltre il concetto meccanicistico della energia che appunto “anima” …un corpo). Ma anche Buddha, e Cristo, entrambi virtualmente ( per via di epoche e contesti differenti) concordi nel valorizzare ogni anima, e nell’invito a ciascuno di noi a valorizzarsi. “Accettati così come sei”, è infatti un comandamento – che io preferisco chiamare consiglio- che molti sacerdoti, quando ero praticante, mi dicevano. A questo, principalmente, sto lavorando (ah, su questo, Il mio range di miglioramento è ancora lungo, “ho miglia da percorrere, prima di dormire”, per dirla col poeta Robert Frost); e alla ricerca della sempre maggior convinzione- per me moooolto importante- che la vita non sia questa sola. Importante in quanto, con la finitezza assoluta, ogni percorso di vita sarebbe vano. Mi perdonino i nichilisti fautori de “carpe diem”, “vivi finché ci sei” (perché la vita è questa sola…), chiedo scusa a vossia; perché tanto poi, la mia è una opinione strettamente personale e, in quanto opinione personale, opinabile. E senza alcuna pretesa di essere nel vero. Anche perché, chi si crede nel vero, non opera nessuna ricerca, né interiore né esteriore. Credersi nel vero è stasi. Dubitare, anche brancolando nel buio, è cammino.

CIAO

Marghian

 

 

INTERVALLO– SINE SOLE MUNDI

INTERVALLO

Ciao. Prima di continuare con la seconda parte del post su “materia oscura ed eergia oscura, lascio questo intervallo.  Anche perché, vi anticipo, in queesti giorni pubblichero’ qualcosa sul blog musicale, riguardante anche il mio compleanno, che cade (spero non mi cada in testa, lo scanso…), fra due giorni.  Le parole “altisonanti” latine che ho scritto nel titolo, significano  semplicemente questo:

MONDI  SENZA UN SOLE

Già….

Ho scelto questa immagine di fantasia onde rappresentare una cosetta cui pensavo questa mattina rientrando in macchina da Cagliari: “forse c’è  vita anche nei  corpi celesti illuminati poco dal Sole, o addirittura  non illuminati per nulla da una stella. Ho scelto questa immagine perché rappresenta bene  il per me – e non solo -verosimile paesaggio di un pianeta (o luna di un pianeta) lontano dal suo “sole”; tale scenario potrebbe esistere addirittura in un mondo senza un sole. Esistono, infatti, pianeti orfani di una stella madre. Mondi ghiacciati, ma non è detto: molti di questi potrebbero avere una fonte di calore interna, e tale calore diffondersi tramite una atmosfera generata da tale calore che renderebbe gassosi gli elementi quali CO2, ossigeno, azoto… L’atmosfera, così formatasi, potrebbe assorbire il calore interno e che fuoriuscisse  da “spaccature” che eruttano materiale caldo, da caldere vulcaniche;  ci sarebbe quindi vulcanismo “caldo” e non solo quel “criovulcanismo” (vulcanismo “freddo”), contemplato per questi luoghi freddi, e di fatto osservato,  come i “geiser” di acqua liquida e gassosa sulla piccola luna ghiacciata Enceladus,   di Saturno , trattenere tale calore senza farlo disperdere nello spazio e, per convezione (con i moti delle correnti), distribuirlo più o meno uniformemente in tutto il pianeta- o corpo satellite di questo-. Perino la luce sarebbe presente- aria surriscaldata, od eccitata, come nel gas “neon” delle illuminazioni di questo tipo. Infatti, non a caso nella immagine che ho scelto si vede proprio qualcosa tipo le aurore polari. In questi mondi solitari potrebbe esistere anche la vita e, forse, non solamente microbica. .

*Scusate l’audio, avrei dovuto far risaltare meno i bassi. I rumori esterni, con il vento –mannaggia – che fa vibrare le finestre -, aiutano magari  a immaginare le turbolenze che in questi mondi potrebbero esserci. Mondi forse tutt’altro che privi di dinamiche.

Per la didascalia, “tutto schermo”

 

Ciao… 🙂

 

THE DARK SIDE .OF THE UNIVERSE – LA MATERIA OSCURA – PARTE PRIMA

LA MATERIA OSCURA, QUESTA SCONOSCIUTA

PARTE PRIMA

Non tutto cio’ che esiste si vede. E non tutto cio’ che si vede, esiste

(Marghian)

Ciao. Quando poco si sa su di una questione, su di una determinata realtà, diciamo che questa cosa ci è in gran parte oscura. In nessun caso tale espressione risulta più appropriata di quanto non lo sia rispetto all’universo. Certamente, l’universo è grande, misterioso, quantitativamente immenso fino a far parlare di centinaia  di miliardi di galassie, e qualitativamente vario al punto tale di non avere acquisito, ancora oggi, una idea di quale e di quanto vasto possa essere il campionario di oggetti che lo costituiscono: un vero “bestiario” di oggetti che vanno dal micro meteorite che contiene una buona percentuale di oro e platino, oltre ai “soliti” ghiaccio e silicio e carbonio e minime quantità di iridio, uranio, ecc., a globi grandi dieci volte la Terra, a pianeti che vagano senza un Sole, a sistemi solari impossibili- cioè, ritenuti tali fino a qualche decennio fa- con pianeti che ruotano attorno a due, tre o più “soli”-; da stelle talmente grandi che se poste dove sta il Sole raggiungerebbero l’orbita di Giove (es.: Betelgeuse in Orione, che sembra sia una stella morente, sta quasi per esplodere in supernova, ma accadesse adesso, ce ne accorgeremmo fra 600 anni); da stelle fredde con poche decine di gradi in superficie (?!) ad altre come il nostro Sole, che sono a miliardi, a stelle ancor più numerose ma da 0,08 a 0,8 volte la massa del Sole, le più numerose ma le più longeve (non è stata ancora “vista” una stella morta di questo tipo-ah, nana rossa-; piccoline piccoline, hanno pianeti come la Terra, come Giove e “pale di ghiaccio” che sono i loro pianeti più distanti (queste stelle irradiano 1decimo  della radiazione solare, ma su pianeti vicinissimi, che sono potenzialmente abitabili se hanno un “anno” di pochi giorni o settimane). Potenti getti di acqua sono stati visti in molte zone dell’universo, e inoltre i terribili buchi neri, da tre o quattro volte la massa del Sole a sei miliardi e passa di volte la massa del Sole. Normale che l’universo ci sia in gran parte oscuro. Ma io non mi riferivo a questo senso (sistemi solari che non scopriremo mai perché’ su altre galassie, e sono milioni di miliardi). L’univferso ci è in gran parte oscuro nel vero senso della frase: è fatto per la maggior parte di materia oscura, davvero oscura per i nostri occhi, e perfino per la realtà aumentata mediante telescopi e radiotelescopi. D materia oscura, e di energia oscura. Non nel senso che non sappiamo quanta materia l’universo contenga, non perché’ non sappiamo quanta energia sia in gioco fra gravità. Luce, raggi gamma e forze nucleari di tutte le stelle. Ma perché’ davvero questa materia e questa energia sono letteralmente ALTTRO, rispetto alla materia e alla energia che conosciamo, e che vediamo. E al vediamo davvero, sebbene non tutta. Dimentichiamoci di trovare nelle lontane stelle o galassie “altri elementi chimici”. No, seppur ignoranti, gli elementi dell’universo li conosciamo tutti. Non si tratta nemmeno di elementi sconosciuti ne’ di forze sconosciute (vi ricordo che le forze sono gravità, elettromagnetismo, e le forze nucleari forte e debole). Si tratta proprio di un’altra materia “altra” che non si vede, sotto nessun riflettore- ne’ ottico, ne’ radio, ne’ di altro tipo -. Tutta la luce e la radiazione di tutti gli ammassi di galassie dell’universo, potessimo vedere a fronte sferico, ci mostra solo il 4 o il 5 per cento de dell’universo. Il resto è queste due cose, materia oscura ed energia oscura. Il 26 per cento la prima, il 74 per cento la seconda. La materia visibile, è solo il 4, oppure 5 per cento. Sappiamo solo due cose sulla materia e sulla energia oscure: la materia oscura manifesta, al pari della materia ordinaria, gravità: crea gravità secondo Einstein (ogni massa piega lo spazio-tempo), e la subisce, proprio come la materia ordinaria. Altra cosa che sappiamo, è che l’energia oscura fa una cosa bellina bellina. Su larga scala (almeno sappiamo che su larga scala produce effetti quantificabili), l’energia oscura è ANTI..GRAVITA’. L’universo ha una espansione accelerata, per via di una forza che PREVALE  sulla gravità, a livello globale. Questa precisazione è importantissima. Perché due pianeti possono attrarsi fra loro, per gravità (se la terra non cade sul Sole, gravità diecimila volte maggiore, è solo perché si muove a velocità sufficiente, durante l’anno); persino due galassie o più si possono attrarre fra loro; anzi, lo fanno. Andromeda e la nostra galassia si avvicinano, e si “toccheranno” (ma solo qualche rara stella, colliderà con un’altra) fra tre miliardi di anni e nel tempo si fonderanno in una sola; è su larga scala, in termini di milioni di ammassi di galassie, è nell’insieme che l’universo si espande! E lo fa, pare, per una forza che contrasta la gravità come noi la conosciamo. Per questo si pensa ad una misteriosa forma di energia oscura. Ora, io ho citato a intermittenza materia oscura ed energia oscura, gravità e antigravità (o l’effetto che sembra manifestare tale misteriosa energia); ma voglio arrivare alla questione centrale, ossia cosa sono materia oscura ed energia oscura, e soprattutto PERCHE’ gli scienziati, affinché’ i conti tornino nel cosmo, sentono “il bisogno” di rifarsi a queste due cose: perché deve esistere, un surplus di materia, per giunta notevole, oltre a quella di stelle e pianeti ed ancora perché deve esistere una forza che si opponga, e di molto anche, alla gravità facendo espandere l’universo in maniera persino accelerata? Perché si pensa all’esistenza di materia oscura ed energia oscura? Non basta la materia che si vede, o che comunque sappiamo che esiste, quale quella che costituisce pianeti, stelle, polvere interstellare (soprattutto idrogeno ed elio, ma in esse ci sono tutti gli elementi), buchi neri? Perché’ la materia oscura NON E’ l’insieme di queste cose – anche se non vediamo i pianeti di altre stelle e molte nebulose sono di fatto oscure-, ne’ tanto meno vediamo i buchi neri, o quelle quasi stelle che in quanto troppo piccole non si accendono mai e che sono le nane brune. Non sono nemmeno i neutrini, particelle di massa quasi nulla e di fatto “oscuri” per noi ma quel con quel “quasi” che, se sommiamo insieme tutti i neutrini di cui miliardi colpiscono in un secondo ogni singolo centimetro quadrato della nostra pelle attraversando tutto il nostro corpo e persino tutta la Terra e di cui pochissimi si incastrano nella materia, per cui i rilevatori sono situati nelle profondità della roccia o del mare; se li sommiamo, formano una massa capace di “incidere” sulla gravità universale. E si è pensato anche ai neutrini come “candidati” per la materia oscura. Ma i neutrini non incidono abbastanza; nemmeno se la loro complessiva azione (gravitazionale, sempre…) si sommasse a quella di pianeti, nebulose oscure, buchi neri e nubi di comete che SICURAMENTE, in analogia con la “nostra” nube di Oort che circonda il sistema solare, con miliardi di comete e asteroidi. Non è sufficiente a giustificare come la materia visibile, così poca, si tenga così bene insieme, nelle sue strutture di base che sono, ai fini del nostro discorso, le galassie, gli ammassi di galassie, e le stelle periferiche delle galassie, “troppo veloci” per una gravità fatta solo delle sue stelle. Allora, come nasce l’esigenza di vedere se esistono la materia oscura, che sembra “occupare” il 25 o 26 per cento di tutta la materia dell’universo, e l’energia oscura, che rappresenterebbe il 75 per cento della materia- energia dell’universo, lasciando al dominio dell’universo visibile solo il 4 o il 5 per cento? Cominciamo dalla “materia oscura”.

MATERIA OSCURA. PERCHE’ SI RITIENE CHE ESISTA?

Semplicemente, perché la materia oscura è necessaria. La questione parte, per quanto riguarda la materia oscura o gli effetti attribuiti teoricamente alla sua presenza, in particolare, per via del fatto che sono state sperimentalmente riscontrate delle forti anomalie nel moto di rotazione delle galassie, specie quelle a spirale come la nostra o la “sorella” Andromeda e ancor più strano sembra essere il comportamento di insieme nella galassie negli ammassi, ammassi di decine o centinaia o migliaia di galassie con una disposizione ed un comportamento reciproco non giustificati dagli standard basati sulla materia visibile, intendendo per “visibile” anche quella materia che compone oggetti “non luminosi” come i pianeti stimati come esistenti nel cosmo.

QUALI SONO LE ANOMALIE IN GALASSIE E AMMASSI DI GALASSIE?

La nostra galassia compie un giro su se’ stessa in circa 250 milioni di anni

Troppo velocemente, perche’ rimanga stabile strutturalmente

galaxy

Le anomalie non sembrano essere giustificabili con un modello che consideri solo la materia visibile e conosciuta. Occorre molta piu’ massa. E sembra eserci.

 Le galassie ruotano “molto velocemente”, relativamente – in 250 milioni di anni la nostra-  riuscendo comunque a “non sfaldarsi” in periferia, perdendo stelle, con i bracci a spirale che mantengono invece la forma costante, e questo è strano per una gravità che, senza quella aggiuntiva della materia oscura, diminuisce per legge fisica con il quadrato della distanza dal centro con le stelle periferiche che ruotano “troppo veloci” per restare dove stanno, nell’orbita, e la galassia che si mantiene bella tranquilla. La materia oscura sarebbe disposta “sfericamente” ad avvolgere la galassia o gruppo di galassie,  e non solo “sul piano del disco galattico; si e’ pure pensato a galassie a doppio disco, materia-materia oscura. Lo pensa la scienziata statunitense Lisa Randall. Altro fenomeno importante è questo: una galassia, o un ammasso di galassie, posta fra noi e un oggetto lontano (galassia o ammasso) devia con la sua gravità la luce dell’oggetto lontano di modo da farcelo vedere, se è una galassia, come “più galassie” pur essendo una sola, o addirittura queste  “galassie fantasma” sembra quasi si “tocchino”, a formare un “anello di luce” come aveva previsto Einstein, con la sua idea di lente gravitazionale. “Un anello di luce”, cosa che può succedere –dicono gli scienziati da calcoli e simulazioni – solo se la materia oscura è distribuita in un alone circondante la galassia o l’ammasso di galassie (cluster. Cosa è la materia oscura, cosa può essere?

Una materia che è materia, perché genera gravità e per farlo possiede per forza della massa (solo una massa curva lo spazio-tempo);  Non si sa di cosa sia fatta la materia oscura, si ritiene possano esistere particelle di grande massa ma che non interagisca, se non molto debolmente, con la materia ordinaria.  Particelle ipotetiche dette per  questo “particelle debolmente interagenti dotati di massa”, “Weakley Interactive Massive Particles, o WIMP. Pur se non si è tanto sicuri delle WIMP. Sono stati considerati come “candidati” anche i neutrini, essendo di fatto “oscuri” in quanto di massa molto piccola, i neutrini nascono dalle fusioni nucleari nelle stelle, sono associati ad altre particelle (neutrino elettronico perché’ va con l’elettrone, neutrino muonico perche’ con il mu-mesone, ecc.), ci arrivano dal Sole quasi alla velocità della luce. Ma la loro massa, troppo esigua, ha fatto dubitare. Si è pensato alla particella ipotetica detta “neutralino” (qui però bisogna verificare la teoria della super simmetria dell’universo, con le “s- particelle”- per vedere se i neutralini esistono, insieme ai s-elettrni, s-quark; è la teoria del super mondo a 43 dimensioni, mentre il “modello standard”, senza la materia oscura, ne contempla 11… (ogni particella ha la sua  s-particella con caratteristiche opposte (non c’entra l’antimateria), dove per esempio se l’elettrone del mondo che conosciamo  è un fermione (cioè con caratteristiche stabilite da Fermi e Dirac come  la “rotazione”  considerata parziale o frazionata ),  il s-elettrone è un bosone (con caratteristiche rispondenti alla cosiddetta “statistica di Bose”. Come lo spin- rotazione- intero). Eh, qui si entra in terreni un po’ in salita. Basti sapere che queste teorie erotiche davvero  “per esperti “depongono ora a favore, ora a sfavore della materia oscura, e della sua necessità di esistere, come vedremo.       

La materia oscura sembra comunque interagire fortemente con la materia conosciuta, ma come gravità non come “contatto fisico”- non ci sono collisioni visibili ordinariamente fra  materia e  materia oscura-, le particelle della materia oscura attraverserebbero letteralmente la materia ordinaria e viceversa, e attraversando la materia ordinaria, non sarebbe rilevabile da strumenti- fatti di materia ordinaria-. Si ritiene, in via puramente teorica, che la materia oscura possa essersi generata in quantità industriale – direi, 26 per cento contro il 5 per cento della materia normale –   con il Big Bang, si pensa addirittura prima! Prima del big bang sarebbe esistita una cosetta simile ad una sfera piccola come un atomo e “palpitante”, indecisa ad espandersi da non so quanto tempo- Stephen Hawking: “una singolarità senza mai un inizio!”- , con una “zuppa” ove coesistevano particelle di materia, “quasi eguale” antimateria, e materia oscura, che sembra fosse li’ pronta per la futura “coesione” fra le galassie e delle galassie: una colla insomma; Annullata ( –o no? Non del tutto? Espulsa in un “anti universo speculare al nostro? -) l’antimateria per un piccolissimo sbilanciamento iniziale, la materia oscura è “cresciuta”- non in quantità, ma in espansione, insieme  con la materia che da quark e gluoni (ah, questi tengono insieme i quark di un protone e di un neutrone)  si è poi in frazioni piccolissime di secondo, il tutto “nei primi tre minuti”  organizzata in atomi, idrogeno in primis,, e da questi per sintesi nucleare nelle stelle, gli elementi che conosciamo, espulsi ovunque da immani esplosioni di supernova; la materia oscura poi che ha convissuto da sempre con la piccola percentuale di materia ordinaria, ma  non visibile con alcun mezzo conosciuto, solo  per l’attrazione gravitazionale, dunque ha massa. Le sue particelle, quali che siano, hanno massa.

MATERIA OSCURA E MATERIA ORDINARIA IN UNA GALASSIA COESISTONO

Lisa Randall. Per lei la galassia ha dentro un “disco oscuro”, che la tiene insieme

Non emette radiazione di nessun tipo la materia oscura (per questo la si definisce oscura), ma si rivela bella efficiente come generatrice di massa. Allora, abbiamo visto a grandi tratti quali sono le anomalie riscontrate- si intende sempre su larga scala, nel sistema solare la materia oscura non crea “problemi” , a parte qualche fenomenologia irrilevante riferita ad essa-, in galassie ed ammassi di galassie. La materia oscura in una galassia, esisterebbe “insieme alle stelle”, quindi la galassia sarebbe “un doppio disco”. Ma dagli studi sul fenomeno “lente gravitazionale”, dove una galassia devia la luce di un oggetto più lontano osservato a formare “un illusorio anello”, si deduce che un regolare alone- e fuori dal disco non ci sono stelle-, di massa, o materia. Oscura.

Ecco cosa dice una notizia a proposito della osservazione  degli effetti della materia oscura, e del fenomeno di lente gravitazionale. . Con il telescopio spaziale Hubble, e grazie anche ad un potente telescopio a terra dell’ESO, un gruppo  di astronomi ha osservato la collisione simultanea di ben  quattro galassie nella regione centrale di un grosso ammasso di galassie, ho copiato il nome dell’ammasso, Abell 3827, a circa un miliardo e quattrocento milioni di anni luce, osservando una sorta di “collisione materia oscura con altra materia oscura”! Non attrazione gravitazionale, ma collisione. Ma…fra materia oscura e materia oscura, quasi a voler confermare la sua caratteristica principale, ossia quella di non interagire in nessun modo con la materia ordinaria. Ma, guarda li’, caso volle che questo ammasso Abell 3827 si trovi allineato fra la nostra “visuale” ed una galassia di sfondo molto più lontana. Orbene, l’immagine di questa è stata deformata “ad archi”, la forma “ad anello” della lente gravitazionale di Einstein. Ecco che la materia oscura proprio attorno alle galassie in collisione distorce lo spazio deviando la luce della lontana galassia. Una discrepanza che con la sola materia visibile non è giustificata, sempre stando nell’ambito delle teorie  standard sulla gravità. Okay, nella seconda parte vedremo come è distribuita nell’universo, fra le galassie e non solo attorno ad esse, la materia oscura. Altri punti a sostengo della sua esistenza,  E toccheremo la questione della energia oscura (dalla cui esistenza e “forza” dipendono i possibili destini futuri dell’universo!) . E vedremmo perché, per alcuni, la materia oscura non esiste ma andrebbe invece  rivista la teoria sulla gravità, che su larga scala esulerebbe dalle leggi di Newton e, secondo alcuni, di Einstein stesso. Uno scienziato olandese, in certo senso, lo ha sfidato. C’e’ da vedere poi la strana idea –con tanto di equazioni – che la gravità nasca dal mondo quantistico (gravità a loop, gravita’ quantistica, ecc); attende inoltre conferme la teoria delle stringhe – ogni particella sarebbe una proiezione di una “cordicella vibrante” – , quella delle “spurestringhe”- attraverserebbero l’intero universo-, teoriee che potrebbe cambiare molte carte in talvola…..  Vedremo.

CIAO

Marghian

– IL DUBBIOSO IMPERTINENTE – E’ ESISTITO MAI L’EDEN?

.Il dubbioso impertinente.

E’ MAI ESISTITO L’EDEN BIBLICO?

Ciao. Pensando al clima bizzarro, al recente terremoto in Abania, e a mali in genere, ed alla morte,  io (come del resto tutti) penso “è così da sempre”, escudendo ovviamente mali “recenti” come l’uso della energia nucleare e l’inquinamento. I mali “naturali” che ci affliggono, esistono da sempre. Sulla base di qeusto, io mi vado chiedendo se…sia mai esistito qiualcosa di simile all’Eden Biblico Davvero -mi chiedo-  invecchiamo, ci ammaliamo, moriamo e siamo vittime di disastri come uragani e terremoti, tutto  a causa del peccato originale di Adamo? C’è un passo nelle Scritture, a proposito del ruolo di Cristo come redentore, che dice: “cosi’ come a causa di un solo uomo vennero tutti i mali., cosi’ a causa di un soo uomo…””. “A causa di  un solo uomo, venero tutti i mali, la morte…”. Mah..??!!!

EDEN O NON EDEN?

eden

Eden. Se l’uomo sulla Terra -Genesi-  non avesse peccato, non sarebbe mai morto

Mi riesce difficile immaginare che ci sia davvero stato, sulla Terra l’Eden biblico, “il paradiso terrestre”, dove hanno vissuto, nella grazia, e con dei dono “preternaturali” fra i quali l’essere immortali, gli uomini, indicati nei nomi di Adamo ed Eva, che la Bibbia ci presenta come “La prima coppia”. Uno stato di beatitudine, fino a quando “commisero il peccato” e vennero cacciati via. Avvenne all’uomo (maschio e femmina) ciò che molto efficacemente, pur nella sintesi di un verso, descrive De Andre’: “..lo fermò con la morte, e inventò le stagioni”. Dopo il peccato originale infatti, stando alla Bibbia nel libro della Genesi, la Terra era diventata ostile e “corruttibile”,si alterarono gli equilibri, e tutto divenne soggetto a caducità e finitezza. – Da come recita pressappoco la Genesi: “….da ora in poi la terra non vi darà che sterpi e frutti selvatici, dovrete faticare per avere il cibo, combattere contro le intemperie e subirete le ingiurie del tempo (“…e inventò le stagioni”), il vostro corpo da ora invecchierà, e alla fine morirete…”
Allora, perché io dubito di questo? Perché non sono credente? No, è perché ci rifletto un po’.

Dubito, in primis perché ritengo che la Terra non sia MAI stata IDONEA ad ospitare un uomo immortale, QUALE SAREBBE, oggi, l’uomo senza quel “primo peccato”. Un sacerdote mi direbbe- anzi, per la verità mi ha detto- che il mondo è così a causa del peccato originale…-.
//^Non mi basta, perché’ NON CREDO che a causa del peccato dell’uomo SULLA TERRA tutto l’UNIVERSO sia diventato CORRUTTIBILE. Sì, tutto l’universo, perché’ non solo la Terra sarebbe dovuta essere eterna per l’uomo ^se ^questi ^non avesse ^peccato; ma anche il Sole (che fra cinque miliardi di anni si spegnerà!!!), e le stelle, tutte destinate a “spegnersi”. Tutto l’universo diventato soggetto a finitezza…a causa di uno sbaglio dell’uomo sulla Terra????!- Ecco cosa “succede” ad interpretare la Bibbia alla lettera, qualcosa non torna. Platone diceva che l’uomo aveva sì, commesso un peccato: ma in un mondo spirituale, o simile. – Così mi sembra più sensato ///Come se fossimo stati tipo angeli, e Dio averci detto: “per aver fatto questo, vivrete in corpi mortali su dei pianeti, e lì vi beccherete tempeste, malattie e… terremoti…” (e se fate i bravi tornerete qui..).

Mi stupisce poi questo “cambio di programma” da parte di Dio, che si evincerebbe dalle Scritture; una sorta di “piano B” in conseguenza del “peccato”: “vi caccio dal paradiso *terrestre (notare, “terrestre”), ma – se lo avrete meritato-, entrerete nel “Regno dei Cieli”. Prima del “peccato”, “l’Eden sulla Terra e, in essa, vita eterna. Dopo il peccato, “la promessa del “Regno dei Cieli”. Ora, e’ in cammino in attesa di una redenzione, per andare poi “in cielo”. Un “piano B”, che sembrerebbe addirittura meglio del “piano A” fallito con il peccato, dato che non peccando, l’uomo avrebbe vissuto in eterno sulla Terra. Ma cosa si intende, raga’, per cielo”? Il cielo di stelle e pianeti- allora in cielo ci siamo goa’ o qualcosa d’altro?

Il mondo spirituale – l’aldilà se c’è deve comunque essere un mondo reale, concreto. Chi lo immagina “al di sopra di noi”, quasi come una superficie terrestre spiritualizzata che avvolge “ad una certa altezza” questa atmosfera fisica (o più sfere); su diverse altezze, sulla base dei diversi “gradi di beatitudine” raggiunti). Qualcuno pensa-ed anche io- che questa idea sia “troppo esclusivo della Terra”, e la cosa poteva andar bene nei primi secoli del cristianesimo, on so, ai tempi del Concilio di Nicea, quando non si sapeva di altri pianeti, e tutto “girava attorno alla Terra” ed era allora più facile immaginare la Terra come “l’universo mondo”, e l’inferno davvero “sottoterra” da cui le parole “inferno-inferi-“, non conoscendo allora come oggi la struttura interna del pianeta. Oggi sappiamo di più sull’universo- con miliardi di pianeti e mi viene spontaneo pensare che il Dio dell’Universo non possa aver creato “solo noi”. C’è chi, sulla base di quanto sappiamo sull’universo oggi, immagina l’aldilà un “doppio spirituale” dell’intero universo, come un universo parallelo ma “più spirituale” (gli universi paralleli se esistono sono comunque mondi fisici). Questo mi dà più l’idea di un aldilà “per tutti”- gli esseri intelligenti del cosmo. Chiaro, su questo il mistero resta. E infine:

COSA SI INTENDE REALMENTE PER “CIELO” IN SENSO RELIGIOSO?

“..e io vidi cieli nuovi, ed una Terra nuova, in cui regnava la giustizia….perche’ le cose di prima, eano passate…” (Apocalisse)

new heavens

L’universo non è in uno stato di perfezione e eterna immutabilità. Lo diventerà?

Esiste una teoria, detta “di punto Omega”, secondo la quale l’universo evolve fino alla perfezione in cui le fondamentali costanti universali ora di valore finito diventeranno alcune infinitesime (come la cosiddetta  costante quantistica “di Plank”) o infinite (la costante della velocita’ della luce)  tutto sara’ perfetto e percio’ unito a Dio

“Coloro che stanno lassù”. “Lassù potrebbe essere solo un modo di dire, e potrebbe esistere un mondo spirituale che non ha i riferimenti spaziali nostri. Un mondo astratto e concreto insieme, seppure in modo diverso? O forse, tutto per esistere deve essere “materiale” e tutti noi siamo forse in qualche modo destinati ad una futura – e lontana- rinascita finale, in un universo che ora è in cammino di crescita ed evoluzioine fino ad un futuro stato perfetto in cui ogni cosa sarà “ripristinata” ed esisterà in eterno, noi compresi. Quis scit? Chi lo sa?

Ciao…  🙂

Marghian

LA CASISTICA UFO – MISTERO SULLA MATRICE DI UN FENOMENO

LA CASISTICA UFO-.QUALE MATRICE SOTTENDE IL FENOMENO?

U.F.O. QUALE REGIA?

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Voglio trattare questo aspetto della questione Ufo. La matrice del fenomeno. Lasciando ovviamente  da parte – se volete anche solo per un attimo –  le tesi scettiche e negazioniste. Le spiegazioni piu’ semplici, togliendo quelle piu’ complesse e problematiche, contrariamente a come diceva un tale *Guglielmo da Occam (con il suo prinicpio del celebre “rasoio di Occam” tanto caro agli scettici e agli atei) nel 1200, potrebbero non essere quelle piu’ giuste. Non sempre almeno. Negare aprioristicamente e senza riflettere,puo’ essere, piu’ che semplice, semplicistico. Cool “rasoio di Occam”  si rischia fra l’altro di tagliar via la fetta buona.

*Il “Guglielmo” ne “Il nome della rosa” è ispirato a Guglielmo da Occam

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Che ci siano nell’universo civiltà avanzate io sono convinto totalmente.. Ne’ Dio, ne’ il caso possono generare un solo pianeta abitato so miliardi di miliardi. Mi sovviene però’ il dubbio se si possano coprire le distanze fra i sistemi solari. Come sai non basta solo “una tecnologia superiore”, bisogna vedere se la FISICA permette che si possa o no viaggiare “alla star trek”, “a curvatura” come si dice. Un equipaggio alieno che venisse che so, dalle pleiadi, anche a velocità luce, impiegherebbe quattrocento anni per esempio. Quindi, per gli ufo -e per noi in futuro ci sarebbe il problema delle distanze. A meno che non si possa, se si può, viaggiare NON a propellente,  non si va molto lontano, neaanche con tanto decantati  futuri propellenti nucleari, ci vanno anni per la stella piu’ vicina a noi.

– Ho questi dubbi, ma NON NEGO LA CASISTICA UFO. anzi credo che molti casi siano autentici (anche solo il 10 per cento, si tratta di migliaia e migliaia di casi non spiegati), ma molti anche strani..

E allora? Mi sto sempre di più convincendo che mondi abitati ne esistano si’, e tanti; ma che le entita’ che noi chiamiamo “extraterrestri” forse non vengano da altri pianeti abitati ma siano esseri “dsi altra realta’”, tipo mondo spirituale o comunque non tangibile, per noi. Per esempio, prendiamo un caso in cui davanti a me in campagna, in un bosco, in mezzo ad una strada di notte, si manifesti improvvisamente una luce sferica del diametro di due metri- un caso di cui ho letto-, e che da questa escano due esseri di forma umanoide alti ottanta centimetri, luminosi e “cangianti”, di un giallo tendente al marrone chiaro poi di nuovo al ciallo. Mi guardano intensamente con occhi ipnotici, io che ho la sensazione di perepire i loro pensieri con tanto di risposte alle domande che mi pongo freneticamente. Poi si sollevano piano da terra, di nuovo la luce li avvolge e questa scompare insieme agli esseri- baracche e burattini-. .

Ecco, ponendo per vero un caso come questo, forse non si tratta di esseri di altri pianeti abitati con l’astronave parcheggiata in orbita; ma di manifestazioni quasi…”ultraterrene”. Scusa e ti sto facendo un romanzo. Questo spiegherebbe (si chiama teoria parafisica) perché’ non si mostrino in massa. Così come pur credendoci, nessuno pretende che si manifestino gli angeli. Altra cosa. Si parla di un centinaio di razze aliene. Troppe, se si tratta di extraterrestri. Cento specie… “tute d’accordo” a non mostrarsi ufficialmente. Possibile che una di queste coento razze on abbia in decenni fatto un qualche “passo falso”. Se sono entità astrali, “parafisiche”, e’ possibile, e non c’è. il problema delle distanze. Come sai, oggi si usa dire: “quelli che in epoche antiche chiamavamo demoni e angeli, sono in realtà extraterrestri..”. E se fosse il contrario? Esseri spirituali che a noi sembrano extraterrestri, data la nostra cultura moderna? Il nostro livello culturale e tecnologico c’entra: come mai gli “ufo” dell’800 erano spesso degli scafi in legno simili a navi o dirigibili, con delle eliche e delle vele, sbuffi di vapore e fiamma; negli anni ’50 del 20 mo secolo invece, metallici a forma di campana o di sigaro, con dei grandi oblò ed erano più “rozzi” e poco aerodinamici; mentre oggi, stando alle cronache ed ai casi raccontati, gli ufo ci appaiono – lo vediamo tutti dalle presunte foto…- molto più “moderni” e “stilizzati”? Anticamente, avvistamenti di carri volanti con tanto di cavalli, oggi veicoli che per design fanno invidia ad una ferrari.

EVOLUZIONE STRANA DI UN FENOMENO

1800-metà ‘900, ufo di questo tipo.

ANNI ’60-’70- OGGI, UFO DAL DESIGN PIU’ MODERNO

io mi pongo questa domanda. Sono veicoli extraterrestri o altro? Ripeto, che esistano mondi abitati da esseri analoghi a noi ok, si scoprono altri sistemi solari a centinaia. Ma come la mettiamo con le distanze? Un extraterrestre, come noi in futuro, si troverebbe a fare i conti con le leggi fisiche: se la curvatura delllo spazio non e’ attuabile (perche’ ci vrrebbe una energia pari a quelle di un sole o per altro motivo), e nessun tunnel socrciatoia puo’ essere fatto, allora è problematico, per gli “ufonauti”, arrivare sino a noi. Uno “spirito”, od altra entita’ di realta’ superiori, SE ESISTE non ha questo problema, e può farsi vedere dove come e quando,e magari in una qualsiasi forma. Molti mistici hanno testimoniato questo.

Ah, un’altra cosa. Negli anni ’30, ’40 e ’50 gli alieni potevano venire benisimo da Marte e Venere, distanze abbordabilissime (quando nulla o quasi si sapeva dei nostri due pianeti vicini di casa). ma oggi sappiamo di dover cercare la vita intelligente in altri sistemi solari, forse troppo lontani per un reciproco contatto.
Ho scelto due foto, eloquenti per una evoluzione del fenomeno: da velieri volanti dell’era preindustriale a veicoli supermoderni Una reiga misteriosa che si adegua al nostro livello e mentalita’ raggiunta?

CIAO

Marghian

 

CHE FORMA HA L’UNIVERSO? ALCUNI SCIENZIATI RITENGONO CHE L’UNIVERSO SIA “CHIUSO”, ALTRI “APERTO”, ALTRI ANCORA “PIATTO”

LA FORMA DELL’UNIVERSO

Quale forma ha, se ce l’ha, l’Universo?

UNIVERSO INFINITO O INFINITI UNIVERSI?

Per poter parlare di forma dell’universo, questo deve essere finito. Se e’ infinito, non si puo’ parlre di forma (forma uguale delimitazione). L’universo potrebbe essere infinito, ma se e’ finito, deve avere una forma. E potrebbero esistere infiniti universi finiti, in un multiuniverso senza fine. La loro “disposizione” potrebbe essere: “su delle brane” (teoria delle brane); come delle enormi “bolle” disposti in uno spazio piu’ grande. O ancora,  questo modello non e’ nella immagine, “uno dentro l’altro”, ciascuno con una propria frequenza vibratria della materia- energia. Noi vedremmo solo la nostra realta’, ma essa non sarebbe l’unica: ciascuno prigioniero nel proprio “guscio – universo”. Od ancora, univesi opposti ad altri o speculari, materia da una parte, antimateria dall’altra…..

Mi chiedo che forma abbia l’universo. La risposta non è così semplice ed intuitiva come potrebbe sembrare: rotondo, come la Terra, o a forma di girandola, miliardi di galassie a formare una mega galassia, a occhio croce dalla stessa forma a spirale. Oppure ancora, tutte le galassie poste su un enorme sottilissimo foglio piatto- anche se questa del foglio piatto, o branca, è solo una raffigurazione ideale, lo spazio ha sempre (almeno) tre dimensioni. A forma di tubo che gira su se’ stesso? Queste sono le possibili soluzioni che vengono in mente. Ma se l’universo ha una forma, qualsivoglia sia, non deve essere infinito: se e’ infinito, chiaramente non ha nessuna forma (ogni forma deve essere delimitata). Queste sono le nostre intuizioni. Tralascio quelle degli antichi, perché’ mi fanno morire dal ridere (universo che poggia su una grande tartaruga, il mondo retto da atlante), una grande aquila che in volo lascia andare un uovo e… ecco però la forma che per gli scienziati potrebbe avere l’universo: sarebbe come una palla da rugby, fatte le dovute differenze. Ma questo ad una sola condizione: che l’universo sia chiuso, non aperto, ne’ piatto (l’universo piatto  è una cosa seria, da non confondere con la Terra piatta, e poi “universo piatto” non va preso proprio alla lettera..)

Che significano “universo chiuso”, “universo aperto”, “universo piatto”? Comincio dal piu’ semplice (faccio per dire). Una cosa che vale per tutte: dipende tutto dalle proporzioni e relazioni fra la densità della materia- quindi dalla massa complessiva-, la gravità e quello che si oppone ad essa, l’energia di espansione dell’universo che lo fa espandere, se è o non è più forte della gravità. C’è una cosa detta energia oscura, che per ora lascio a successivo post, ma che tenderebbe a far espandere l’universo, e la massa complessiva a “tenerlo insieme”. Per “massa complessiva intendo quella della materia che vediamo e quella che non vediamo, la materia oscura (farò un post a parte. Ma basti sapere che la materia visibile è solo il 4, massimo il 6 per cento, il 26 per cento materia oscura e il 74 per cento è energia oscura. Non si sa cosa sia, ma fa allargare l’universo. Date queste forze in gioco, le possibilità sono queste: o l’universo si espande fino a diventare estremamente rarefatto e “spegnersi” per freddo, se la forza di espansione prevale, o ad un certo punto cessa di espandersi e diventa “stazionario”, quasi eterno, o comincia a ricadere su se’ stesso perché’ la gravità o energia positiva ha prevalso su quella anti…gravità, energia oscura. L’universo ricade fino a ricostituire quel punto detto “singolarità” come era prima del big bang.

– Questo pensano – fra i tanti, dei ricercatori che hanno condotto uno studio del Centro di Astrofisica “Jodrell Bank” dell’Università di Manchester. L’universo sarebbe “chiuso” e avrebbe- idealmente – la forma di una palla da rugby. Ma non tutti sono d’accordo su questo, dato che si tende a ritenere che sia più probabile che l’energia espansiva non si lasci vincere e che l’universo sai destinato a non contrarsi, grazie ad un “equilibrio ultimo ” fra forze di espansione e di contrazione: il cosiddetto universo “piatto”,. Altri propendono per un universo aperto, con espansione senza fine; altri ritengono si verifichi alla fine, nello spazio tempo, un “grande strappo” (teoria del “big rip”), dove sara’ lo spazio a strapparsi, fin nei singoli atomi che cesseranno di essere integri. Tutto dipenderebbe dalla apertura o chiusura dello spazio tempo; se a forma di “palla”, lo spazio curvo su se’ stesso, ove partendo da un punto, “convinti di andare diritti, si torna al punto di partenza. Nemmeno la luce potrebbe “uscire” dall’universo chiuso, noi staremmo vivendo in un universo – buco nero in sostanza. L’idea dell’universo chiuso è saltato di nuovo alla ribalta perché’ l’anno scorso il satellite “Plank” avrebbe rivelato una maggiore densità della “radiazione cosmica di fondo” (oh bella…e ‘semplice, è la radiazione residua del big bang, allora caldissima ora scesa a tre gradi sopra lo zero assoluto). La radiazione di fondo è stata rilevata essere “più intensa del previsto”, e vai con la interpretazione pubblicata sulla rivista Natural Astronomy. Dettaglio dicono non da poco, dato che forse la gravità avrebbe “distorto”, ripiegandola, la radiazione di fondo, dando prova di “maggior potenza- la gravità- da far pensare che essa l’avrà vinta, tenendo l’universo in uno stato di curvatura su se’ stesso sufficiente a farne un giorno cessare l’espansione (universo con spazio-tempo chiuso)

per qualche scienziato, non d’accordo, sarebbe stato solo un colpo di fortuna statistico, aver rilevato la maggior densità della radiazione di fondo; per altri, i dati sono esatti, ma lungi dal poterci dare la giusta interpretazione. Allora, l’universo è come una palla di rugby, come una ciambella o disteso in una immensa brana? Non è finita, si ritiene possano esserci tanti universi chiusi e /o tanti universi aperti, e/o tanti universi “piatti”, e forsanche infiniti.

CIAO

Marghian

IL CENTRO DELLA NOSTRA GALASSIA. E’ FORSE UNA PORTA DI ACCESSO AD UN ALTRO UNIVERSO?

UN CANCELLO SPAZIOTEMPORALE CHE DA’ SU UN ALTRO UNIVERSO?

PARREBBE DI SI’….

worm hole

Ingrandite l’immagine – per leggere le didascalie

Premessa

Ciao. Perfino ai più disincantati nei riguardi di argomenti riguardanti lo spazio, a chi chi si disinteressa totalmente di materie quali l’astronomia, o l’astrofisica (la prima che verte grossomodo su come le stelle sono situate, su come i corpi celesti ruotano si attraggono, si urtano e coso; la seconda è più “sostanziale”, si interessa di come è fatta e di cosa è fatta una stella, di come si forma, e del perché’ esistono pianeti e stelle,..), al contadino che mentre lavora la vite ascolta una radiolina, ed anche la casalinga che si accontenta di vedere Jerry Scotti o Imma Tataranni , Tale e Quale (che guardo anche io)  o Montalbano, suonano ormai familiari parole come “buco nero”, “stargate” o “centro della Galassia”, “quarta dimensione” (ahime’, con una confusione su questo “quarta dimensione, da far pensare a molti che lì, “nella quarta dimensione”, ci stiano i morti…. (??!!)); o ermini quali  “anni luce” o “ammassi di galassie. Grazie al contributo divulgativo  di un “Piero Angela” o di un “canale Focus”, ci arrivano – volenti o nolenti-, questi termini. I film, poi. Uno per tutti, il film “stargate” ed altre “fonti estemporanee come quando io, leggendo Superman, mi imbattevo in parole come “raggi galattici”, “pianeta Krypton”- che aveva un sole rosso – e di fatto i soli rossi esistono….-, e ancora “antimateria”, “viaggi nel tempo”. Sui viaggi nel tempo poi, in Superman c’era un certo fondamento scientifico: “io posso viaggiare nel tempo grazie all’ultra velocità’”. In teoria infatti, potendo viaggiare alla velocità della luce, si va avanti nel tempo perché’ “il mondo esterno” va velocissimo rispetto a me che viaggio” e per chi sta nel mondo esterno, io quasi non invecchio. MI fermo e sono nel futuro. Superando (se fosse possibile) la velocità della luce, si va indietro nel tempo. Superman, superando C, la velocità della luce, viveva avventure nella antica Grecia ecc. Dunque, termini che ci sono familiari, perché’ veicolati ormai da un humus “culturale” e anche “di moda”, divisi- noi gente comune, nel credere o non credere (la maggior parte), che certe cose siano possibili, come viaggiare da un punto all’altro dell’universo istantaneamente, o raggiungere luoghi in un altro universo. Si’, il mondo scientifico ritiene altamente probabile che altri universi esistano!

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Ho ritenuto necessario questa premessa, dato l’argomento “collegamenti spaziotemporale”, contemplati dalla teoria, nientemeno che dà delle  “signore teorie”, quali la Relatività Generale” (che si occupa, è importante, degli effetti della GRAVITA’ sul TEMPO e sullo SPAZIO- la relatività ristretta  si occupa dei corpi in movimento quando questi si avvicinano a C, velocità della luce, da indicata così nelle equazioni da “velocita’” in latino, Celeritas), e dalla teoria delle “stringhe”, da cui l’idea della esistenza di dimensioni “esotiche” , e non solo le tre dimensioni più il tempo (spazio-tempo), e di energie che permetterebbero la formazione di certe strutture alterando la geometria dello spazio-tempo già partendo dal mondo quantistico: “particelle non osservabili simili a tanti singoli “anellini” che vibrano e creano una dimensione invisibile che su larga scala che si traduce in gravità (la gravità detta “a loop”, una cosa non facile da capire…). Quindi la Relatività e la teoria delle “stringhe”, supportano, diciamo, l’idea di “cancelli spaziotemporali.

SAGITTARIUS A

Al centro della nostra galassia (per analogia al centro di molte altre, forse di tutte…), c’è una sorgente molto forte di onde radio. Tale fonte di raggi X, onde luminose, raggi Gamma (la differenza sta nelle frequenze, i Gamma sono i più energetici…), e’ detta “Sagittarius A, in quanto per vede la zona del centro galattico, si deve guardare verso la Costellazione del Sagittario. Perché’, però, tutta questa energia in ballo? Le stelle lì sono tutte addensate, e ruotano più velocemente intorno al centro, e questo significa una sola cosa. Un enorme buco nero, che si nutre di materia inghiottendo gas, e la materia di intere stelle, la materia che vi cade dentro ha velocità relativistiche (ossia una porzione considerevole della velocità della luce, C), e per questo ci sono i raggi Gamma. Tutte le stelle, sole compreso, ruotano attorno al centro galattico. Ma quelle prossime al buco nero centrale, ancor di più. Questo buco nero, pensate, ha la massa (ossia la quantità di materia come grosso modo viene spiegata ai più, a noi) pari a 4 milioni di volte, se non di più, quella del Sole e un raggio di soli 13 milioni di chilometri, tutto concentrato li. La Terra dista dal Sole 150 milioni di Chilometri, per fare un paragone. Attorno al buco nero centrale si forma un disco di accrescimento, analogamente a quel che succede attorno ad una nuova stella – dal cui disco si formano pianeti, asteroidi, comete e coso-; ma attorno al buco nero tale disco è fatto di materia di stelle, molto caldo e denso, che va a finire, a velocità relativistiche, verso l’orizzonte degli eventi del buco nero. L’orizzonte degli eventi è quella superficie oltre la quale dal buco nero non esce nulla, neppure la luce per la forte gravità. La luce non pesa, ma la gravità non agisce solo a livello di peso. La gravità PIEGA LO SPAZIO, e un raggio di luce che creda di andare diritto, di fatto lo fa IN UNO SPAZIO CURVO, e la superficie del buco nero è proprio il limite di uno spazio curvato al massimo, e se c’è luce dentro il buco nero, se lì dentro non è diventata qualcosa d’altro, se rimane come luce, arriva in superficie  e torna indietro, imprigionata. Il raggio del buco nero (di qualsiasi buco nero) si chiama “raggio di Scwartzchild” (sono una frana per i nomi tedeschi..). Quello del buco nero “Sagittaruis A è di 13 milioni di chilometri soltanto, per quattro milioni di volte circa la massa del Sole. Ma cosa implica, oltre al “funzionamento” delle dinamiche celesti in un certo modo, l’esistenza di enormi “perni” di energia al centro delle galassie, e di tante altre “stelle morte” che hanno subito lo stesso destino disseminate nella galassia stessa?

WORMHOLE

Gli scienziati hanno un humor pazzesco. Un verme che comincia a mangiare sulla buccia di una mela, ci entra dentro ed esce dall’altra parte. Una formica, invece, ci arriva camminando sulla buccia, percorrendo più spazio. Per questo gli scienziati hanno chiamato “buchi di verme” o “wormholes” gli ipotetici “buchi nello spazio” che, stando alla teoria, si creano in presenza di forti campi gravitazionali portati all’eccesso: i buchi neri. I wormholes, o “ponti di Einstein e Rosen”, sono carattersistiche topologiche estreme di spazio e tempo (che per Einstein sono una sola cosa), da generare una vera e propria “scorciatoia” fra un punto ed un altro dell’universo o fra due luoghi su due universi distinti. La materia, e l’informazionie in genere,  potrebbe viaggiare “più veloce della luce” pur non superandola. Come? Immaginate un tunnel di spazio “piegato a fisarmonica” rispetto allo spazio “disteso” attorno. Lì, con uno spazio contratto, le distanze sarebbero brevissime, e pur non superando la velocità della luce che sta con me NEL TUNNEL, mi muovo PIU’ VELOCE rispetto al resto dello spazio-tempo non alterato, persino rispetto alla sua “luce”…

Lo so, la cosa è un po’ intricatina, se poi chiamo in causa le energie antigravitazionali che terrebbero aperto il tunnel- che tende ad essere instabile, a “chiudersi” o “collassare”- la cosa è più complicata. Forse “le stringhe”, forse la forte rotazione del buco nero, forse altro, potrebbe permette l’esistenza in forma stabile di questi tunnel. I fisici pensano che ovunque se ne formino, ma talmente piccoli e instabili da non essere osservati. Si pensa di fare esperimenti per generare dei tunnel- ovviamente piccoli- che si “mantengano” per un po’: già teleportare un elettrone da una stanza all’altra sarebbe un successone, da far dire “abbiamo usato poca energia, un buco nero allora ne crea di grandissimi!”.

Non fu Einstein ne’ Rosen a teorizzare per la prima volta questi tunnel, ma un certo Lwdwig Flamm- non so se l’ho scritto bene-, nel 1916, chiamando il suo modello “galleria gravitazionale”, pensando alla idea di “quarta dimensione”. Quarta dimensione però spaziale, diversa dalla dimensione tempo di Einstein. La teoria delle stringhe impone l’esistenza di oltre tre dimensioni tipo spazio. Oltre a larghezza, altezza e profondità con cui misuriamo la nostra camera, esisterebbero quattro, cinque, sei….si dice 10 più una temporale, ma normalmente le dimensioni “extra” sarebbero “collassate” od “arrotolate”, alcune a formare la carica elettrica, la forza gravitazionale, (con la particella “gravitone” non ancora vista.. la forza nucleare . Poi un altro genio, Weiil, con le sue analisi mise in relazione la massa, il suo corrispettivo in energia e il campo elettromagnetico. Si dice che dall’elettromagnetismo si possa generare gravità, e questo è il sogno di molti futuristi, e di coloro che credono agli ufo, che pensano che con campi di forza possano crearsi “scorciatoie”, senza bisogno di una grande massa.

L’esistenza di un buco nero super massiccio al centro delle galassie, specie quelle a spirale come la nostra, dotate di “bulge” o “rigonfiamento”, è comprovato. Buchi meri esistono persino “in formato ridotto”, i più numerosi, dalla massa di cinque volte il Sole ma cinque o sei chilometri di diametro. Un articolo che lessi dee “l’Astronomia” mi spiegò che anche le galassie senza rigonfiamento abbiano al centro un buco nero. La logica” starebbe nel fatto che al centro di una galassia le stelle sono molto addensate, alcune collidono fra loro a formare “mega stelle”, quindi una enorme massa in gioco, le reazioni nucleari cessano, prevale la gravità, e paff, ecco formata la singolarità densissima detta buco nero.

Quindi, non si dubita più dei buchi neri, anche perché’ gli esperimenti sulle onde gravitazionali hanno rilevato vibrazioni indotte da collassi fra buchi neri, con delle increspature createsi nell’atto di fusione dei buchi neri, come è accaduto con due stelle di neutroni. Il buco nero centrale c’è ma nessuno si era spinto a ritenere con certezza che le conseguenze estreme previste dalla teoria della relatività’ possa concretarsi, che davvero ci possa essere un “buco di verme” al centro della via lattea. Due scienziati, uno cinese uno della università di Buffalo, hanno intenzione di provare, entro qualche decennio, la fattiva esistenza dei tunnel spaziotemporali teorizzati precedentemente. quando potremo scrutare dentro un buco nero, e non solo osservarne effetti indiretti come fatto fino ad ora. Ritengono addirittura di poter, un domani, misurare le influenze sulle stelle a ridosso del buco nero centrale, penste, influenze da parte di stelle che stessero..dall’altra parte del tunnel!  Roba da non credere, una stella a qualche “ora luce” dal buco nero, che avrebbe certe micro oscillazioni che, al netto di cause “normali”- tipo le stelle vicine-, fossero influenzate da stelle poste in un’altra zona del cosmo o in un altro universo. E’ richiesta una precisione di 0, diversi zeri … 1 metri al secondo per secondo. Ma tale misurazione, seppur piccola, darebbe forse agli scienziati .l’autorizzazione a gridare “evviva”, o woww, alla americana.

Ai due scienziati non interessa tanto la possibile “attraversabilità  del wormhole, al loro basta “provarne l’esistenza”. Altri scienziati sono scettici a che si possa rilevare la presenza di una apertura da cui passerebbe la gravità di altre stelle esterne all’universo ed influenzare queste stelle esaminate, in quanto altre potrebbero essere le cause, come altri piccoli buchi neri di questo universo, a creare queste perturbazioni, peraltro minime.

Questi tunnel, in genere, sarebbero per lo più piccoli e instabili, e difficilmente utilizzabili a fini pratici. Questo secondo la parte scettica degli scienziati; altri, più possibilisti, pensano che i wormhole stabili possano esserci, specie quelli fra due buchi meri. Ma per usarli, bisogna raggiungerne uno, e il più vicino può trovarsi a non meno di 5, o 20 anni luce, e ci vanno secoli. Poi, entrati nel un buco nero, ammesso che si resista alle immense azioni di pressione, questo “ti porta dove vuole lui”. E poi, una volta sbucati dall’altra parte, in un luogo di questo o altro universo, è come…come scendere dal treno e andare a piedi, così come a piedi si è andati alla prima  stazione-buco nero.

Impossibile viaggiare fra le stelle dunque? Non so, forse si inventerà un motore capace di estrarre immense energie dal vuoto quantico, o di far reagire materia e antimateria, creare così dei campi di forza che, secondo certe teorie, altererebbero lo spazio mano a mano che si andasse avanti: il viaggio a curvature di Star Trek. Magari….. 🙂

CIAO

Marghian

 

VENERE E MARTE. DUE PIANETI MORTI CHE PERO’, COME QUALSIASI MORTO CHE SI RISPETTI, HANNO VISSUTO, E HANNO VISSUTO A LUNGO.

FORSE ANTICA VITA SU VENERE E SU MARTE

Il pianeta Venre oggi. Una atmosfera di anidride carbonica, densissima.

Ruota attorno al pianeta in soli 4 giorni, con venti caldissimi a 400 km orari

Ciao raga’. E’ bello, quando leggendo (di qualsiasi cosa), ti imbatti in una teoria secondo la quale le cose sarebbero andate come tu, molto tempo prima, avevi pensato. A me capita, talvolta, e nel leggere od ascoltare in televisione qualche piccola “conferma” di quanto da me immaginato, mi fa dire con entusiasmo “la’, sa idea mia!”- “toh, la mia idea!”. Fa piacere. Da ragazzo, intorno ai 22 anni, mi venne da pensare questo: “Venere, il pianeta circondato perennemente da una spessissima atmosfera composta prevalentemente di Co2, dove la pressione raggiunge le 90 atmosfere terrestri e la temperatura raggiunge anche i 500 gradi e che ruota molto lentamente e in modo retrogrado, forse venne colpito da un grosso asteroide e, prima di questo fatto, magari era come la Terra, da ruotare nel senso giusto e in poche ore (in 15, 20 ore ) e non in 240 giorni terrestri, con una atmosfera molto meno densa, e l’drosera (mari, laghi, fiumi ecc.), come sulla Terra oggi. Fin qui, la mia fantasia da ragazzo di 25 anni. Poi anni dopo, guarda lì, mi trovo ogni tanto qualche notizia riguardante “gli ultimi studi e le ultime ipotesi”, notizie il cui contenuto vi riporto a parole mie, in riferimento specifico ad una notizia letta l’altra sera fa sulla pagina di Tiscali, che riporta alcune novità in termini di ricerca, e che riassume le altre notizie “che illustrano quella la mia idea”. Leggete il titolo della notizia di Tiscali: “Venere non era diverso dalla Terra, sulla superficie temperature estive e oceani d’acqua liquida: ma poi accadde qualcosa”.

Se una astronave andasse su Venere ma anche  indietro di un milirardo di anni fa, lo vedrebbe cosi’.

“Poi accadde qualcosa…”

Infatti l’articoletto dice che Venere, non sarebbe stato sempre così come lo conosciamo oggi; ma che molto probabilmente, e per almeno tre miliardi di anni e mezzo, le temperature del pianeta erano miti, con atmosfera molto meno densa ma abbastanza da contenere, insieme a temperature adatte, acqua allo stato liquido, un ambiente adatto alla vita.. Qui l’articolo nomina un gruppo di ricercatori della Nasa, coordinato da tale professor Michael Way,e i ricercatori si dicono convinti che per molto tempo Venere ha goduto di condizioni simili alla Terra per temperature e pressione atmosferica e acqua , ma – ecco qui..-“qualcosa ne ha stravolto gli equilibri trasformandolo in un vero e proprio inferno..” (parole testuali).

I ricercatori hanno presentato i dati in un congresso a livello europeo tenutosi a Ginevra. Dati che orientano il pensiero degli scienziati su di un evento catastrofico che si pensa si sia verificato intorno ai 6-700 milioni di anni fa. Vi ricordo che Venere, come la Terra e tutto il sistema solare, ha 4 miliardi e mezzo di anni circa.

Le rocce silicee immagazzinano anidride carbonica, ed ecco che su Venere quella anidride carbonica venne ^ improvvisamente – secondo la ricerca- rilasciata, e un vulcanismo diffuso “completò l’opera, ed ecco che Il pianeta ha oggi una l’atmosfera densa e tossica, con una pressione al suolo di 90 volte quella terrestre. Si immagina per allora (meno di un miliardo di anni fa) temperature dai 20 ai 45 – 50 gradi – non male- ma che ebbero un innalzamento quasi improvviso, arrivando ai valori infernali di oggi. Un evento catastrofico quindi, cambio come abbiamo visto, i connotati della superficie di Venere, rendendolo come è oggi. Si parla di questo evento catastrofico, “improvviso” vulcanismo a livello planetario, sommovimenti delle zolle continentali (su Venere sono state individuate a suo tempo due “masse continentali”, ma si deve tener conto di forti erosioni che non fanno capire la conformazione geologica del pianeta in superficie. Quanto esplicato negli articoli che mi sono passati davanti, non c’è una specifica menzione ad antichi impatti di asteroidi,  ma ecco che cosa ho letto su Wikipedia: “ Alcune ipotesi sostengono che la causa sia da ricercarsi nell’impatto con un asteroide di dimensioni ragguardevoli”. Ed è quello che io ho sempre pensato, definendo Venere un pianeta “incidentato”, e che gli scienziati sembrano avallare.

Consideriamo che il planetoide che impattando sulla Terra 65 milioni di anni fa nell’attuale “Golfo del Messico” portò alla estinzione dei dinosauri – e non solo – ma non distrusse definitivamente la biosfera e la vita sulla Terra aveva un diametro di 10 chilometri; ma ci sono asteroidi di 100, 300 e più chilometri e non c’è appello, noi faremmo la stessa fine di Venere, ma abbiamo missili sonde e anche e bombe e laser eccetera per evitare il danno). E’ possibile, la Luna si è formata quasi sicuramente da un urto fra la Terra e un oggetto grande come Mercurio o Marte. Ma la Terra si stava formando, e molto materiale fu espulso nello spazio, disponendosi “a ciambella” e, per gravità, si concentrò in un oggetto prima discoidale, poi sferico: “la Luna. Che le rocce lunari e quelle terrestri siano praticamente eguali, avalla questa tesi, scartando le altre.

Ho sempre pensato a Venere non come una “Terra mancata”, ma come ad una “Terra che è stata”, ad un pianeta morto che ha vissuto, e nel vero senso del termine, perché’ può avere avuto, nei primi tre miliardi e mezzo di anni , una biosfera. Non sappiamo quanto questa biosfera potesse essere notevole: si va dai microorganismi, l’ipotesi più cavalcata per prudenza scientifica (ma per questi non servono biosfera e acqua marina! Microorganismi potrebbero esserci anche adesso lì, ne sono stati trovati persino nelle barre radioattive delle centrali nucleari, nelle caldere vulcaniche e in ambienti senza ossigeno) a forme di vita più complessa. E se su Venere c’erano allora mari e fiumi, e temperature che non superavano i 50 gradi (adesso si superano i 400 gradi, ma adesso…), non mi suona strano una vita come sulla Terra.

Poi raga’, ce l’hanno con questi microorganismi. Posso capire che questo si sostenga per Marte, con una atmosfera di un centesimo di quella Terrestre e al 95 per cento di anidride carbonica e pochissimo ossigeno e ghiaccio e qualche “pozzanghera” che subito evapora (adesso, prima forse  anche su Marte…). Ma che per un pianeta extrasolare che vediamo solo indirettamente (col sistema del “transito” o con la misura delle oscillazioni delle stelle “madri”), si dica “ci sarà qualche elementare forma di vita…(senza sapere nulla di quel pianeta solo che può contenere oceani!) mi suona come una forma di chiusura mentale e di dogmatismo scientifico (il colmo!), per cui, su cose fuori la Terra, si debba tendere a sminuire, se non proprio a negare. Ne’ Dio, ne’ il caso si affannano a creare 2mila miliardi di galassie e creare la vita complessa, e intelligente, solo sulla Terra. Ma che ne sapiamo…

IL PASSATO DI MARTE

 Marte oggi. Ma nel passato, ci apparirebbe come la “venere” della immagine sopra

Anche il passato di Marte da questo canto è molto interessante ed intrigante. A parte l’improvviso “cambiamento climatico” che Marte avrebbe avuto e di cui lessi in una rivista, circa 100 mila anni fa, tornando indietro nel tempo, abbiamo questo (molto) possibile scenario, dedotto da resti geologici di antichi laghi, fiumi, mari, canyons (uno lungo quanto gli Sati Uniti in larghezza e largo 200 km di probabile origine idrologica, e vulcani alti due volte l’Everest (es. L’Olimpus Mons, 24 km di altezza). Si ritiene che Marte avesse in passato atmosfera più densa e bacini di acqua. La “fine di Marte” come pianeta abitabile avvenne, credo e credono, molto lentamente, sebbene anche per Marte si si ipotizzino violenti impatti. A far “durare di meno” una possibile biosfera marziana in funzione delle condizioni “adatte”, su Marte le cause sono state: la gravità molto più debole (solo il 40per cento), e l’assenza di un campo magnetico forte, ed ecco che particelle violente dal Sole (vento solare) hanno colpito l’atmosfera di Marte non protetta come la Terra e paff, abbiamo il Marte desolato di adesso. Di adesso…

C’è comunque speranza, oggi, che su Marte ci sia vita microbica. Ma è bello immaginare anche “qualcosa di più”, specialmente riguardo a pianeti di sistemi lontani di cui non sappiamo nulla e di cui alcuni pretendono di sapere. Forse se la scienza ci mettesse anche un po’ più di fantasia, scoprirebbe più cose, come io fantasticai sull'”incidente di Venere”. Antichi Greci immaginarono l’esistenza dell’atomo, e altri che la Terra girasse attorno al Sole, e che la Luna potesse essere abitata. Beh, vista a occhio nudo, da proprio questa idea: Leonardo ci vedeva l’acqua, e il filosofo greco Anassagora ci immaginava gente come noi. Ma su quei pianeti lontani, solo microbi. Io direi agli scienziati troppo prudenti e riduzionisti: “sognate gente, sognate, un po’ d piu’.”.

Morale, questo pomeriggio vado al mare. Sulla Terra l’acqua c’è ancora 🙂

CIAO

Marghian

I MIEI COMMENTI – L’UOMO, TRA MORTE E VITA

I MIEI COMMENTI

Ciao. Mi mancava questa rubrichetta sui miei commenti, intesi quelli da me postati su altri siti e blog, fra cui Youtube. Scrissi l’ultimo post su questa serie diversi anni fa, il post era “il mio primo commento”, che scrissi nel 2008 (giorno del mio copleanno, il 24 di gennaio, argomento “Marte”), mesi  prima di creare il blog su WLS , divenuto poi, nel 2011,  i due blog attuali di Wp. Prove su riprove, mi ritrovai con due blog, e in aggiunta riversai i vecchi post sul blog “secondario”, cioe’ quello che non si apre al click nei commenti,  che per via di cio’ scelsi poi come “blog principale”: questo, e ho chiamato l’altro “music blog”, con l’intento di pubblicare li’ post un po’ meno impegnativi (video di canzoni, saluti ecc.). Quanti commenti ho scritto fuori da WordPress? Trecento? Quattrocento? Non saprei 🙂 Non tutti commenti cosi’ lunghi ovviamente . Ho scritto questo ieri sera questo commento su QUESTO VIDEO Youtube di una ragazza che tiene conferenze,  di credo reincarnazionista, che ascolto molto in questi giorni (con spirito critico, ovviamente, ascolto lei ed altri videoconferenzieri su questo tema, , e su argomenti  sia simili  differenti), avendo anche piu’ tempo. Fa piacere ascoltarla, ha un bel parlare, molto fluente. Tematiche di carattere “esistenziale”  su cui rifletto molto.. Ascolto le diverse “campane”, quelle scientifiche e quelle – definite – non scientifiche, apparentemente non dimostrabili, per cercare di capirci qualcosa. Ascolto e leggo da fonti di diverse correnti di pensiero, anche opposte, “Piero Angela e Robrto Giacobbo”, per citare due  emblematici “nomi simbolo, ” per due rispettivi modi molto diversi di fare divulgazione e oeposizioine di idee e di fatti. Vi propongo il commento , cosi’ , anche per far girare il blog 🙂

Dubbi, e domanda, su un grande mistero, quale è quello inerente al rapporto fra la vita e la morte, e su dove si colloca fra queste due, l’uomo, da sempre e per sua natura cosi’ addentro alla questione.

beyond

Ciao. Sono un “internauta” della Sardegna, che ha due piccoli blog e legge e scrive di scienza – ufficiale per documentarmi, e non ufficiale per vagliare delle possibilità, e per un confronto fra i due “saperi”. Oso scriverti un commento un po’ lungo, di questo ti chiedo scusa (so essere anche breve, ma per questo che voglio esporti, mi devo un po’ dilungare, scusa ancora 🙂 ) E ‘bellissimo ascoltarti, pensa che ho inaugurato lo smart tv regalatomi dai colleghi per il pensionamento con te. Sono un credente dubbioso, dubbioso ma credente o – se dubito – sono definibile come semi credente. Accostabile a tratti ad una specie di agnostico nel vero senso semantico del termine, a – gnosi (non conoscenza, in soldoni “non so”). Ma sono un agnostico che “ci tiene” che esistano una spiritualità ed un aldilà considerando ciò anzi, nel mio dubitare, non una speranza ma La Speranza, dato che le altre speranze (salute lavoro benessere lunga vita amore famiglia ecc.) seppur nobili e importanti, vertono tutte su cose che finiscono. Diverso sono io pero’ da molti altri che dicono (ne ho sentito uno due sere fa, un amico) “sera’, non sara’, ni, so, non m’importa…” (come non ti importa, beato te..). Io a differenza di questo tipo di agnostici, “ci tengo”, è praticamente anche mio il motto dell’Agente Mulder in X Files: “I want to believe”, “voglio credere”, altro che fregarmene, e sono il primo a pensare che, senza un aldilà, dopo la vita sarebbe come non aver vissuto, ed avrebbe un senso molto limitato. Immaginate che “bello”: “prospettive per il futuro?” – “Il nulla”. “Assurdo”, mi dice e questo mi fa ben sperare, essendo più probabile che la vita abbia un senso oltre il “carpe diem” ed il “vivi vinche ci sei”, che ci sia qualcosa, non il nulla. Ma…ho dei dubbi, seppure dubbi sereni perché’ non credo in un Dio che mi dirà “non hai creduto nella mia esistenza, lungi da me…”, ma in un “dio comprensivo”. Io sono portato a citare Dio come un ente personale, dato che ho (avuto) un credo, seppur vacillante, “di stampo cattolico”. Ma via via mi sono allontanato dal modo dogmatico del credere, ecco che: tolto il dio punitivo, tolto il “se non vai a messa fai peccato”, tolte altre cose, ecco che ritengo possibile, pur da vecchio cattolico, la reincarnazione (dato che anche S. Agostino, mi sembra “le confessioni”, abbia scritto “dimmi signore, chi ero io, prima?…. e via di questo passo). Ma vengo ai dubbi. Dubbio n. 1. Sarei sicuro della esistenza dell’anima se, nel nostro cervello, si fossero trovate soltanto aree motorie e sensoriali, e nessuna area deputata a ciò che è pensiero. Ossia se, analizzando il cervello, si avesse detto “guardate, per il pensiero, i sogni, la creatività non c’è nessuna area, soltanto vista, udito, movimento del corpo, tatto, e il pensiero? Nulla. Allora il pensiero viene dall’anima!”. Invece no, vi sono cellule, aree e sostanze chimiche (non conosciute quando nacquero tutte le religioni!) deputate a precisi processi di pensiero. Nel medioevo, o nell’800 si diceva “noi sogniamo con lo spirito” (Ernesto Bozzano, metapsichista di cui lessi un libro pieno di altre cose dubbiose per me, tipo sfere spirituali concentriche attorno ad ogni pianeta, e per esempio con una “Inghilterra”- od altro luogo corrispondente , sempre più vasta da sfera a sfera “per giustificare dove va a stare tutta questa fiumana di spiriti” da quando è comparso l’uomo ad oggi ??!!)) , mentre ci sono aree per le visioni oniriche, per la visualizzazione delle immagini, per i suoni e sostanze chimiche per tristezza, agitazione, gioia, ecc.). Il pensiero sembra oggi che invece dipenda in modo strettamente correlato, se non identificativo, al cervello ed alle sue svariate e complesse funzioni prima ignorate. Ho un post di alcuni anni fa, dal titolo “prima era più facile credere in Dio”, e non credo di avere tutti i torti in assoluto. E L’anima, c’è? Esiste forse solo allo stato latente, dato che oggi sembra che sia il cervello, per pensiero e sentimenti, a fare la parte del leone, o da padrona? Prima l’esistenza dell’anima ” era quasi cosa certa”, persino Cartesio pensava al pensiero che avesse una origine “altra”. Non negazione dell’anima, la mia, ma dubbio. Dubbio n. 2. l’infusione dell’anima. L’uomo non è nato da un “paff”, ma da piccolo ominide, gradatamente, ecco l’uomo. In che fase della evoluzione, divisibile in istanti piccolissimi, è entrata l’anima? Quale è Sato il primo ominide “con anima spirituale” ossia il vero Adamo? Potrebbe non esserci il problema, “l’anima è eterna”. Allora dovrei accettare la metempsicosi, la reincarnazione trasversale, ossia anche animale (?!). Per cui sarebbe immortale anche l’anima di un australopiteco, di un cane, un gatto… (?!). Dubbio 3. La Creazione (dal nulla). Si dice che l’universo possa essere nato “dalle ceneri” di un altro universo, o che esista una “schiuma di universi”, di cui il nostro è una delle infinite bolle. Allora Dio creò o …crea da sempre? Non dal nulla allora, ma da “qualcosa di sempre preesistente”. Creatore e Creatura- l’universo/multiverso , esistono insieme da sempre? La creazione tradizionale alla luce di ciò non è più accettabile, perché’ cosa avrebbe fatto Dio, dal “sempre ab aeterno”, fino al “fiat lux”, fino all’attimo della creazione? Immerso da sempre, per eoni infiniti nel buio e poi un impeto di amore e…”fiat lux?”. Se l’universo multiverso esiste da sempre poi, allora l’universo si identifica con Dio?! (anche se la cosa sa di panteismo moderno). Res Cogitans (Dio), Res Extensa (l’universo- multiverso), un po’ alla Cartesio. Dubbio 4. I cicli di vite. Moltissimi di noi, molte “anime eterne”, vivono vite sulla Terra e dovranno vivere moltissime vite sulla Terra. Sulla reincarnazione sarei anche possibilista, ma mi chiedo, per la Terra: se alla Terra succedesse qualcosa? Una guerra nucleare, un asteroide, e addio cicli di vite sulla Terra, per coloro che, – in base al karma, i samsara ecc.-, deve vivere ancora sulla Terra “per esigenze evolutive”. Accadendo questo, estinguendosi la vita sulla Terra, le anime “cambiano programma”? –  “Dovreste rinascere per molte volte sulla Terra, ma c’è stata una distruzione totale, la vita fisica lì non è più possibile”. Il “karma” dovrà per forza continuare su altri pianeti? Come è? Dubbio 5. “sugli altri pianeti la vita è su altre dimensioni”. La vita su Marte si svolge su un’altra dimensione? Su Mercurio, su Venere idem? Come mai in questa dimensione, si vive solo sulla Terra mentre per gli altri pianeti del sistema solare “qui” sono tutti aridi? Ma questa dimensione, la nostra, sappiamo che contiene miliardi di sistemi solari. Quindi “gli extraterrestri sono in altre dimensioni” è una espressione a mio avviso assolutistica, data la possibilità, sul piano probabilistico che qui, in QUESTA DIMENSIONE, possono esserci civiltà, anche miliardi di civiltà, di esseri analoghi a noi. Mi parrebbe normale che si vivano vite anche su altri pianeti di questo piano esistenziale (“gli altri pianeti abitabili di chi si è alla ricerca….). Se la vita sulla Terra si estinguerà, le nostre future vite continueranno su qualche pianeta extrasolare? O su copie esatte della Terra su altri universi? (universi – brana, universi- bolla, universi buco nero, universi di anti materia  e chi più ne ha più ne metta). Ma lascio stare gli altri universi, il discorso è lungo, il commento lo è già così; universi che sarebbero comunque mondi fisici, con pianeti ora come la Terra, ora aridi. E’ un commento scritto a bracci, lungo (scusa…), per questo concludo, non aggiungendo altri miei motivi di dubbio, ma anche di speranza e possibilismo. Già ti ho scritto un romanzo.

CIAO

Marghian

Ciao. Io e mio padre parlavamo molto spesso di dischi volanti. Il piu’ delle volte era lui ad introdurre la questione. Ci credeva molto. Diceva sempre: “Ma de undi ant’a beni custas cosas?- Ma da dove verranno questi oggetti? Olli nai ca ci adi terras ancora de iscobèrri”- “Vuol dire che ci sono ancora delle terre da scoprire…”. Egli, anziano con la terza elementare, non avendo chiaro il concetto di “altro pianeta”, faceva il confronto con Colombo e l’America. “Forse vengono da terre che aspettano di essere scoperte. Del resto, anche Colombo in America, vi trovo’ della gente…”- Mio padre, semplice e profondo. E mia madre? Ella, sentendo i nostri discorsi, si limitava a dire: “funti cosas chi no scieus” (“sono cose che non sappiamo…”)

UFO, UN MISTERO ANCORA INSOLUTO

U.F.O.

U.F.O. CHI NON CONOSCE QUESTA BREVE SIGLA? PERSINO CHI NON SA COSA SIANO HA FAMILIARITA’ CON QUESTO TERMINE IN VERITA’ NESSUNO SA REALMENTE CHE COSA SIANO GLI UFO. E’ SULLA BASE DI QUESTO CHE VENGONO COSI’ CHIAMATI. INFATTI, U.F.O E’ UN ACRONIMO DI TRE PAROLE IN INGLESE CHE COMPONGONO LA FRASE:”UNIDENTIDIED FLYING OBJECTS”, IL CUI SIGNIFICATO E’, APPUNTO, “OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI”. MA E’ VERAMENTE COSI’? DAVVERO NESSUNO SA CHE COSA SIANO? E SOPRATTUTTO, ESISTONO? SE CI RIFERIAMO ALLA SEMANTICA, CIOE’ AL SIGNIFICATO DEL TERMINE, SI POTREBBE DIRE CHE SI’, SENZA DUBBIO ESISTONO; SONO APPUNTO DEGLI “OGGETTI”..E NON SONO IDENTIFICABILI”. SE AVVIENE L’IDENTIFICAZIONE (ES:. “E’ UN PALLONE AEROSTATICO”, TALE OGGETTO CESSA OVVIAMENTE DI ESSERE UN ..U.F.O).

 
MA IL QUESITO: “ESISTONO?” RIMANE, IN QUANTO “U.F.O.” HA ASSUNTO L’ACCEZIONE ORMAI UNIVERSALE DI…”VEICOLI EXTRATERRESTRI” O , TUTT’AL PIU’, DI ORDIGNI FUORI DEL COMUNE, CON PROPRIETA’ TECNOLOGICHE STRAORDINARIE, NON CLASSIFICABILI FRA GLI “OGGETTI VOLANTI” CHE CI SONO FAMILIARI, COME AEREI, PALLONI AEROSTATICI, DIRIGIBILI”. MA LA SIGLA “U.F.O” RIMANE CONCETTUALMENTE LEGATA A QUALCOSA DI “ALIENO”, DI ESOGENO AL PANETA TERRA O ALLA NOSTRA CULTURA ED ALLE NOSTRE CONOSCENZE.
LA FENOMENOLOGIA U.F.O. NON E’, COME MOLTI CREDONO, UNA “COSA DEI NOSTRI GIORNI”, CHE APPARTIENE ALLA MODERNITA’.
 
ESSA NON E’ UN PRODOTTO DELLA NOSTRA CULTURA TECNOLOGICA; BENSI’ E’ ANTICHISSIMA. GIA’ DALL’ANTICHITA’ CI ARRIVANO TESTIMONIANZE DI “LUCI NEL CIELO”, “DARDI INFUOCATI”, “GLOBI CELESTI”. BASTA SFOGLIARE ANTICHI TESTI ED ANTICHE CRONACHE, E CI SI RENDE MMEDIATAMENTE CONTO DI QUANTO TALE FENOMENOLOGIA SIA ANTICA. TESTI ADDIRITTURA PRE-BIBLICI E BIBLICI RIFERISCONO DI “CARRI CELESTI” E “NAVI VOLANTI”, E DI “RE E PRINCIPI” CHE HANNO “RAGGIUNTO LE STELLE “A BORDO DI MAGICI VEICOLI . IL MAHABHARATA , UN TESTO ANTICHISSIMO DELLA RELIGIONE INDU’, DESCRIVE LE “GESTA DI DEI ED EROI” CON DOVIZIA DI PARTICOLARI; GESTA CHE NON SONO PRIVE DI EPISODI RIGUARDANTI “ESPERIENZE CELESTI”. KRISHNA, PERSONAGGIO CHIAVE DELL’INDUISMO ANTICO. “VOLO’” IN CIELO SUL SUO “VIMANA”, “MACCHINA VOLANTE”. TALI VEICOLI SONO DESCRITTI METICOLOSAMENTE CON DETTAGLI CHE OGGI CHIAMEREMMO “TECNICI”, QUALI LA FORMA, LA CAPIENZA E LA “PROPULSIONE”. I RESOCONTI MITOLOGICI INDIANI DESCRIVONO “GUERRE CONTRO “ESSERI CELESTI”, BATTAGLIE COMBATTUTE CON “LANCE DI FUOCO” CHE, CADENDO SUL CAMPO DI BATTAGLIA, STERMINAVANO “DECINE DI UOMINI”
 
C’E’ CHI VEDE IN QUESTI RACCONTI DELLE RAPPRESENTAZIONI LEGGENDARIE E MITOLOGICHE, RESOCONTI FANTASTICI DI EVENTI EPICI; CHI INVECE RAVVISA IN TALI RESOCONTI-NON SOLO INDIANI, MA PROPRI DI TANTE ANTICHE CULTURE- EVENTI REALI, PERSINO DI NATURA EXTRATERRESTRE , O COME LE MANIFESTAZIONI DI ANTICHE CIVILTA’ TECNOLOGICAMENTE AVANZATE.
 
A QUESTO CONCETTO, AD ESEMPIO, E’ LEGATO IL MITO DI ATLANTIDE, E QUELLO DI “MU” – che sarebbero state due superpotenze contrappste come fino a pochi deceni fa, praticamente “oggi” USA E URSS.
 
SE PURE SI TRATTA DI LEGGENDE, DI MITI, TUTTO QUESTO TESTIMONIA QUANTO SIA ANTICA LA FENOMENOLOGIA CHE NOI, OGGI , DEFINIAMO CON IL TERMINE “U.F.O.”.
 
IN EPOCA ROMANA, AUTORI COME PLINIO, TACITO, LIVIO  ED ALTRI, RIPORTANO ANTICHE CRONACHE CHE POTREMMO DEFINIRE A TUTTI GLI EFFETTI UFOLOGICHE. NEI LORO SCRITTI RICORRONO SPESSO TERMINI COME “CLIPEI VOLANTES”-SCUDI VOLANTI”-, “”LANCE DI FUOCO NEL CIELO” O ANCORA, “CARRI CELESTI”. CON ROMA SIAMO ANCORA IN UN CONTESTO MITOLOGICO E “LEGGENDARIO”. MA QUESTI RESOCONTI TESTIMONIANO ANCORA QUANTO SIA ANTICO IL FENOMENO DI “COSE VISTE IN CIELO”.
 
PERSINO IL VATICANO SEMBRA PRENDERE OGGI IN SERIA CONSIDERAZIONE IL FENOMENO, ESISTENDO IL TERMINE UFFICIALE “RES INEXPLICATAE VOLANTES”, “COSE VOLANTI NON SPIEGATE”- OSSIA ” OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI”, “UNIDENTIFIED FLYING OBJECTS, U.F.O..
OGGI NOI SIAMO A CONOSCENZA DI QUESTO FENOMENO. SIN DA PICCOLI ABBIAMO SENTITO PARLARE DEI “DISCHI VOLANTI”, STRANE ED AFFASCINANTI ENTITA’ CHE FANNO ORMAI PARTE DEL NOSTRO IMMAGINARIO, DELLA NOSTRA CULTURA, E DEL NOSTRO DESIDERIO. SIAMO GIUNTI ALL’UFOLOGIA “VERA E PROPRIA”, QUELLA MODERNA. CONVENZIONALMENTE, L’UFOLOGIA MODERNA INIZIA IL 24 GIUGNO DEL 1947, QUANDO L’UOMO D’AFFARI KENNETH ARNOLD, IN VOLO CON IL SUO AEREO PERSONALE, AVVISTA NOVE OGGETTI VOLANTI. FU IN SEGUITO A CIO’, IN BASE ALLA DESCRIZIONE CHE ARNOLD RILASCIO’, CHE NACQUE IL TERMINE “FLYING SAUCERS”-PIATTINI VOLANTI-, DA CUI LA DENOMINAZIONE A NOI PIU’ NOTA DI “DISCHI VOLANTI”. DI LI’ A POCO, NELLA PRIMA SETTIMANA DEL LUGLIO DELLO STESSO ANNO, SI SAREBBE VERIFICATO IL COSIDDETTO. “UFO CRASH DI ROSWELL”. NEI PRESSI DI QUESTA OORMAI FAMOSA CITTADINA DEL NEW MEXICO UNO DI QUESTI OGGETTI SAREBBE PRECIPITATO. AL SUOLO. A BORDO DELL’ORDIGNO FURONO TROVATI-SI DICE- I CADAVERI DI ALCUNI “ESSERI” .
 
SUL POSTO SI TROVAVA L’ALLEVATORE MAC BRAZEL, CHE AVREBBE VISTO NEL SUO PODERE DEI ROTTAMI STRANI. DA QUEL GIORNO PER QUEST’UOMO INIZIARONO UNA SERIE DI PROBLEMI E DI PERIPEZIE. EGLI AVVERTI’ LE AUTORITA’ CHE SUBITO PROVVIDERO A CIRCOSCRIVERE LA ZONA E DIEDERO DISCREDITO ALL’ALLEVATORE, CONSIDERANDOLO UN MITOMANE. SUBITO LE AUTORITA’ SI SAREBBERO PRODICATE PER “DEMOLIRE” LA TESI DEL “DISCO VOLANTE”, SOSTENENDO CHE L’OGGETTO PRECIPITATO NEL CAMPO DI MC BRAZEL FU UN PALLONE SONDA DELL’AERONAUTICA MILITARE. SE FOSSE CADUTO VERAMENTE UN PALLONE AEROSTATICO, PERCHE’ CIRCOSCRISSERO LA ZONA IMPEDENDONE L’ACCESSO AI CIVILI E A PERSONALE NON AUTORIZZATO?
 
IN QUEI GIORNI NASCEVA UFFICIALMENTE L’UFOLOGIA “MODERNA”. DA DECENNI, GENTE COMUNE, MILITARI, SCIENZIATI, ASTRONAUTI E “CONTATTISTI” ASSERISCONO DI VEDERE I “DISCHI VOLANTI”.
 
NOI NON SAPPIAMO QUANTO QUESTE TESTIMONIANZE DI CONTATTISTI SIANO VERE, FRUTTO DI FANTASIE, O SEMPLICE VISIONARIETA’. IL FENOMENO E’ PRESENTE, ADDIRITTURA INCALZANTE (FAMOSE SONO LE ONDATE DEGLI ANNI ’50 E ’70, SPECIE NEL 1978); ORMA I CASI DI AVVISTAMENTI O DI PRESUNTI “CONTATTI” CON GLI UFO ED I LORO IPOTETICI “OCCUPANTI” SONO DECINE DI MIGLIAIA IN TUTTO IL MONDO. OGNI ANNO. QUESTO LO SAPPIAMO DI SICURO; I PIU’ SCETTICI, NON POSSONO COMUNQUE NEGARE LA “CORPOSITA’ ” DEL FENOMENO. ANCHE SE I DATI, GLI STESSI DATI, POSSONO ESSERE USATI SIA DALL’UNA (“credente”) CHE DALL’ALTRA (“scettico-negazionista) FAZIONE.
 
PER FARE SU QUESTEO QUALCHE ESEMPIO, CITO DUE CELEBRI OPINIONISTI, GABRIELE LA PORTA, SCETTICO, E ROBERTO PINOTTI, FAUTORE DELLA ESISTENZA DEGLI UFO. LA PORTA: “SAPETE QUANTI CASI? TRE MILIONI, E NIENTE DI SOSTANZIOSO, NESSUNA PROVA…..”- PINOTTI: “SAPETE QUANTI CASI CI SONO STATI? TRE MILIONI, VORRA’ PUR DIRE QUALCOSA. TROPPO FUMO, PERCHE’ NON CI SIA UN PO’ DI ARROSTO…”. MI PIACQUE, ANCHE PERCHE’ QUESTA COSA DEL “TROPPO FUMO PERCHE’ NON VI SIA UN PO’ DI ARROSTO”, LA PENSAI IO QUALCHE ANNO PRIMA DI SENTIRE LE DUE INTERVISTE IN DUE DIVERSI PROGRAMMI TV. . QUINDI, SU QUESTO CI SI COMBATTE A SUON DI PARERE, DATI ALLA MANO, PERSINO CON GLI STESSI DATI USATI “PER PORTARE L’ACQUA AL PROPRIO MULINO”. TROVO SCIOCCO, COMUNQUE NEGARE IL FENOMENO, CHE ESISTE. MA COSA RELMENTE SI CELI DIETRO AL FENOMENO “UFO” RIMANE ANCORA UN ENIGMA. UN ENIGMA CHE NON VERRA’ RISOLTO TANTO PRESTO.

 

CIAO

Marghian

Come cerchi nell'acqua

ogni pensiero, azione, parola si propaga nello spazio....

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

Chi trova un amico trova un tesoro

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