SALVATORE NIFFOI
 
 

UN AUTORE CHE RACCONTA LA SARDEGNA
 

"L’autore di "LA LEGGENDA DI REDENTA TIRIA" , ne’ "LA VEDOVA SCALZA" narra la storia di un amore che vive al di là della morte e di una feroce vendetta. Sin dalla prima pagina il lettore si trova immerso in un mondo arcaico e crudele, quello della Barbagia fra le due guerre. È qui che Mintonia e Micheddu si conoscono e si amano con la necessità prepotente ed esclusiva che è propria degli amori infantili. E continueranno ad amarsi anche quando Micheddu dovrà darsi alla macchia, anche quando Mintonia, "femmina malasortata", dovrà vederlo solo di nascosto e passare ore di angoscia a pensarlo braccato…. "

  FONTE: http://www.ibs.it/code/9788845920394/niffoi-salvatore/vedova-scalza.html

Salvatore Niffoi è nato a Orani in provincia di Nuoro, ove vive tuttora.  scrive il suo primo romanzo, "Collodoro"  edito dalla casa editrice Solinas.  Nel 1999 inizia il sodalizio con la  casa editrice "Il Maestrale"  con la quale pubblica le successive opere  "Il postino di Pirachefa", "Cristolu" e " La sesta ora". Ma è con la  "Adelfi" di Milano che Niffoi pubbilca "La leggenda di  Redenta Tiria" e "La vedova scalza", con il quale vince, nel 2006, il  Premio campiello. La prosa di Salvatore Niffoi è caratterizzata da quella sorta di commistione fra sardo e italiano  sia sul piano lessicale che dal punto di vista della sintassi e della forma. La sua scelta è motiata non già dal tenere lontano chi non ha conoscenza del dialetto sardo , ma  dalla necessità, a suo dire, di "chiamare le cose con il loro nome, nella lingua viva", che è la sola che puo’ dare il senso pieno e forte alle parole ed al racconto. Altra intenzione di Salvatore è quella di condurre il lettore all’interno di una narrativa letterale che lo conduce al dubbio piuttosto che farlo navigare in esplicite e scontate certezze. Le sue descrizioni ed ambientazioni, ricche e colorite, prevalgono di gran lunga sui dialoghi .  Tali descrizioni  esprimono ed evocano colori, sfunmature, atmosfere e persino rumori, questi ultimi richiamati da espressioni onomatopeiche. Tutto questo, nello spirito di  una "sardità" che Niffoi sa rendere nello stile, nelle parole e nello svolgersi delle trame dei racconti. La Sardegna raccontata da salvatore è quella cruda, dura ed aspra della vendetta, de "sa balentìa". Il dolore, la rabbia e perfino il sangue; ma anche l’amore passionale e  travolgente sono parte di quel mondo antico e suggestivo e nel contempo misto ad ostilità e "sarda ospitalità" e "amistade", l’amicizia. Quell’amicizia a volte onorata ed a volte tradita che caratterizza quell’ambiguità di un entroterra  pieno di contrasti e di valori molto forti. La stessa ambiguità dell’uomo e la stessa sua "balenti’a" che Niffoi  sa trasmettere al lettore che sa apprezzare la profondità e la ricchezza di un racconto e  della gente che nel bene e nel male, ne è  protagonista.

Marghian


 Questo post è da me ritenuto  quanto meno doveroso. Niffoi,  uno scrittore di talento e sensibilità  che racconta  la Sardegna  e che io conoscevo, sino a poche ore fa, soltanto di nome. Grazie alla citazione di una mia amica , a cui Niffoi piace molto, ed a una mia  piccloa indagine su questo scrittore, ho potuto seppur molto sommariamete conoscerlo ed apprezzarne la statura. Qualche recensione, qualche sua frase o pensiero, ed ecco che, seppur brevemente e nei limiti del possibile, ve ne parlo.  E’ una piccola "pecca"  a cui ho voluto, diciamo cosi’, rimediare. Ciao. 

 Marghian