LA FESTA DELLA MADONNA DI BONARIA

Si festeggia nella borgata di Marceddì, una frazione di Terralba

Una settimana dopo il Ferragosto, dal venerdì alla domenica

LA PROCESSIONE A MARE CON LA BARCA “AMMIRAGLIA” CHE PORTA LA SANTA

Il simulacro viene portato, la sera del venerdì, da Terralba a Marceddì con un camion che “traina” una “barca” particolare adibita al trasporto della statua della “Madonna di Bonaria”. La Santa viene seguita, in processione, fino alla borgata di Marceddì, un caratteristico villaggio di pescatori dove, dai primi anni ’20, si celebra questa festa. Fuochi di artificio e gente in festa accoglie la Madonna, che viene collocata nella chiesetta di Marceddì, a lei dedicata, ove vi rimane per una settimana esatta, fino al sabato successivo, dove la gente festante ne accoglie l’arrivo, con il suggestivo e tradizionale “strombazzare” di centinaia di ragazzi e ragazze con le loro motocilette, vespe e motorini che, mettendosi “ai due lati”della strada,  suonano i clackson ed accelerano i motori per festeggiare l’arrivo del simulacro, seguito dalla gente in processione.

La domenica dopo l’arrivo a Marceddì, dopo che il venerdi ed il sabato precedinti si sono svolte manifestazionni religiose e civili (spettacoli musicali, commedie, balli…), e la gente ha mangiato e bevuto negli “statzus” (potete tradorlo “gli stands”), in legno e frasche, con “menu'” a base di carne arrosto, buon pesce e ..buon vino. Gli “statzus” rimangono attivi anche il giorno di domenica, mentre al mattino si celebra la messa e si svolge la tratizionale “processione a mare” con la Madonna che trova posto in una grossa barca “ammiraglia”, seguita ta decine di barche di pescatori e “passeggeri” (c’ero anche io, su una barca in processione, tanti anni fa). La Santa rimane a Marceddì fino al sabato della settimana successiva al giorno della processione a mare, ed in cui i festeggiamenti hanno termine

In verità la “Festa di Bonaria” vera e propria si celebra a  Cagliari, ove si trova il simulacro originale del ‘500, portato dagli Spagnoli, e cade in un giorno di fine aprile. I pescatori terralbesi, pero’, vollero rendere un devoto omaggio a questa Madonna “protettrice dei marinai e dei pescatori”, da cui il titolo di “Madonna della Buona Aria”.

E’ ormai notizia certa che la città di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, prende il nome dal santuario mariano di Cagliari, che trovasi in un luogo che gli spagnoli chiamavano “Puerto de buenos aires” (porto delle buone arie). In Argentina gli Spagnoli chiamarono il luogo dove sorse Buenos Aires, con lo stesso nome, per dedicarlo a questa Madonna, prima degli Spagnoli, e poi dei Sardi.

In verità la “Festa di Bonaria” vera e propria si celebra a  Cagliari, ove si trova il simulacro originale del ‘500, portato dagli Spagnoli, e cade in un giorno di fine aprile. I pescatori terralbesi, pero’, vollero rendere un devoto omaggio a questa Madonna “protettrice dei marinai e dei pescatori”, da cui il titolo di “Madonna della Buona Aria”.

SABATO 31 AGOSTO 2013, IL RIENTRO DEL SIMULACRO

LE  INIZIATIVE

La sera in cui “rientra la santa” (sa torràda de sa santa) come diciamo noi, con la parte “religiosa” si svolge, come in tutte le feste e sagre, la parte “civile” o “profana”. Molti sono gli spettacoli e el iniziative che, tutti gli anni, vengono portati avanti. Spettacoli musicali e folkloristici , ed iniziative di altro genere, colorano la festa. 

La. colorano, quest’anno, i pittori di un gruppo di appassionati di pittura e “decoupage” sorto in seno ad una associazione terralbese molto attiva nel campo del sociale. L’associazione si chiama ANTA-AUSER  e, con i suoi numerosi soci che si attivano in azioni di volontariato, soprattutto in rapporto agli anziani, cui l’associazione dedica diverse iniziative ed attività, come l’assistenza ed il “tenerli occpuati” con dei momenti di aggregazione o dei veri e propri “corsi”, il tutto su base volontaria, come quello di pittura c’e (l’associazione si è dotata di un laboratorio, ove chi vuole, puo’ dedicarsi all’arte). Il gruppo dei pittori porta un nome molto significativo che ne “spiega” lo spirito e la finalità’: “ARTINSIEME”. Come tengono a sottolineare loro, i membri, coltivare l’arte di stare insieme, ancor prima che l’arte vera e propria. Che non manca, ma che non e’ “gara a chi è piu’ bravo”, bensì un fare pittura o decoupage insieme, unendo cosi’ l’utile (e dilettevole) della pittura, al dilettevole (ed utilissimo) dell’essere insieme.

MOSTRA DI PITTURA “ARTINSIEME”

(Non di questa occasione, ma opere e caratteristiche espositive sono simili)

Prima di concludere il post, vi do’ un piccolo dettaglio: il coordinatore del gruppo e’…oops, e’ mio fratello. A propositocliccate qui.

CIAO

Marghian

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