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2016. ANNO BISESTO – SPERIAMO NON FUNESTO

ANNO BISESTO

year_ lucky

Ciao. Da quattro giorni e’ cominciato il nuovo anno, convenzionalmente detto 2016, sulla base del conteggio degli anni a partire dalla data ( sconosciuta, forse anche errata di alcuni anni “A.C.”) della nascita di Cristo. Quest’anno che stiamo ora vivendo ha una particolarità che ci e’ familiare: sara’ un anno bisestile che, come tutti sappiamo, ha un giorno in piu’ rispetto al consueto numero di giorni che scandiscono il passare della maggior parte degli anni. Infatti l’anno 2016 e’ fatto non dei “soliti” 365 giorni e qualche ora, ma consta invece di 366 giorni. Un anno bisestile, lo sappiamo tutti, non e’ altro che un anno solare con una periodica aggiunta di un giorno. E’ un sistema che vigeva nel cosiddetto “calendario Giuliano” (promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C.) e che e’ tutt’ora in uso nel nostro calendario gregoriano (Papa San Gregorio, 1582, la famosa “riforma”), al fine di evitare uno sfasamento degli equinozi e dei solzizi, quindi delle stagioni e tutto il resto. L’anno bisestile esiste perche’ come sappiamo la Terra impiega, per un giro intorno al Sole, circa 6 ore in piu’ dei classici 365 “giorni esatti” considerati per l’anno, ed ecco che ogni quattro anni si ha un accumulo di 24 ore di ritardo . L’anno di 366 ogni quadriennio, con l’aggiunta del giorno del 29 di febbraio, compensa questo ritardo. Sappiamo anche che sono bisestili tutti gli anni “secolari” (come ad esempio il 2000, bisestile)   che sono divisibili per 400. Ma perche’ l’anno bisestile e’ detto “bisestile”? La cosa è molto semplice. Un anno come questo e’ detto “bisestile” perché’ nel numero dei giorni c’e due volte il numero 6. 366, “bi-sei”, appunto due volte il numero 6…O no? Infatti, non e’ così! Il bello e’ che anche io lo credevo, avevo immaginato questa cosa sin da ragazzo e ne ero convinto, fino a quando mi capitò in mano uno dei primi numeri di una rivista di astronomia alla quale ero non abbonato ma che ho letto con passione per alcuni anni. L’articolo su quella rivista spiegava bene cos’e un anno bisestile. Una cosa ben diversa dalla mia idea, e la cosa mi dispiacque un poco perché’ quando si partorisce una idea, ad essa ci si affeziona e si e’ un po’ orgogliosi . Dopo aver letto quell’articolo, dovetti sportivamente ammettere che mi ero sbagliato. L’idea a cui dovevo abituarmi, che e’ poi quella giusta, e’ che un anno e’ detto bisestile si’ per via del “doppio 6” e fin li’ ero contento (“he, he,la mia idea…”) , ma con un significato parecchio diverso dal “mio”, e cioe’ che originariamente i Romani aggiungevano il giorno in piu’ dopo il ventiquattresimo giorno di febbraio. Loro chiamavano quel giorno “sexto die”- ante kalendas martias- ossia sesto giorno prima dell’inizio delle “calende di marzo”. Il giorno aggiunto era definito “bis sexto die” (ante kalendas martias), ripetizione del sesto giorno, ecco perche’ l’anno che riporta la data del 29 febbraio e’ detto “bisestile” (non ci sarei mai arrivato, non sempre l’idea piu’semplice e’ quella giusta..). Ma passiamo ora a trattare dell’aspetto piu’ curioso dell’anno bisestile, sicuramente meno scientifico e decisamente piu’ popolare: quello della fama che l’anno con il 29 febbraio sia infausto. In un’altra parola, “porta jella”.

ANNO FUNESTO 

leap_ year

SPERIAMO DI NO

La rana, simbolo del “salto di un giorno”: invecchiare di meno.

E siamo di nuovo ai nostri padri latini, alla cultura di Roma Capitolina. Februarius (febbraio) era un mese che stava poco simpatico ai cittadini dell’impero. Era il “mensis feralis”, ossia il periodo dedicato ai morti. I Romani celebravano delle festività, dette “Feralia” che culminavano il ventunesimo giorno del mese di febbraio, preceduto da riti detti “parentalia”, una sorta di novena-nove giorni, appunto-, dedicato ai parenti defunti. La parola feralia” si rifa’ al alla voce verbale “fero” (in latino “io porto”), in chiaro riferimento all’atto di portare offerte e doni ai defunti. C’e un racconto dello storico Ovidio che narra che “una volta i Romani saltarono le “feralia” (per via di una guerra) ed ecco che gli spiriti dei defunti si erano parecchio uscendo nientemeno che dai sepolcri, si buttarono per le strade urlando forsennatamente, spaventando terribilmente la gente. La scena da “zombie 2 la vendetta” cesso’, dopo che furono celebrati dei riti riparatori.

Ma a far ritenere sfortunato, funesto l’anno bisestile non e’ solo la tradizione e la cultura superstiziosa dei Romani. Molti secoli piu’ tardi, infatti, e siamo gia’ nel Rinascimento (XV secolo) qualche dotto (oggi lo chiameremmo scienziato J ) aveva “dato il la” alla credenza che gli anni bisestili fossero piu’ propensi a che ci fossero epidemie, alluvioni e terremoti.Ecco che l’anno bisestile era considerato di cattivo auspicio, un po’ come il passaggio di una cometa od una eclissi di sole. Su quelle di luna non saprei, pero’anche quelle di certo non passavano inosservate. Immaginate una eclissi solare o lunare il 29 febbraio..terribile!

Paese che vai, tradizione che trovi, anche sugli anni bisestili: in terra anglosassone, infatti, l’anno bisesto che essi chiamano pure a modo loro, “anno del salto”, e cioe’ “leap year” perche’ all’anno bisestile c’e un salto di due giorni e non di un solo giorno rispetto all’anno prima, e’ considerato invece un anno fortunato. Con il salto di un giorno, secondo il loro ragionamento logico, si saltano anche i compleanni. E si invecchia di meno. Vacci a capire..Pero’, in linea con gli auguri per questo nuovo anno, speriamo abbiano ragione gli inglesi (e simili).  

CIAO

Marghian

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CIAO. VI PRESENTO…NIVES!

VI PRESENTO…BIANCANEVE!

O MEGLIO…NIVES

(si vede gia’ che e’ una furbetta….)

 E’ LA NUOVA OSPITE DELLA MIA CASA. PERCHE’ SI CHIAMA NIVES SI VEDE. 

UNA SIGNORA, L’ALTRA SERA,  MI HA DETTO: “LO VUOLE UN GATTINO? E’ UNA GATTINA, SE VUOLE GLIELA PORTO” . ED IO (CARPE DEM, COGLI LA PALLA AL BALZO”) LE HO RISPOSTO: MA…LA RINGRAZIO, VADO IO A CASA SUA A PRENDERLA!”. LA SIGNORA STAVA PROPRIO RIENTRANDO A CASA SUA, E CON LEI SONO ANDATO A PRENDERE LA GATTINA (QUI PRESENTE). L’HO CHIAMATA “BIANCANEVE”,  MA PER BREVITA’..LEI SI CHIAMA NIVES.

NIVES SI E’ AMBIENTATA SUBITO, COME VI MOSTRO IN ALTRE FOTO CHE LE HO SCATTATO QUESTA MATTINA.

MA….

COSA FA? TI PAREVA, SOPRA IL TAVOLO. PUR SE NON C’E NULLA DA MANGIARE..LEI CI TENTA!

NIVES..ANCORA?! E CI SEI SALITA DA SOLA, SOPRA IL FRIGORIFERO!

SI VEDE PROPRIO CHE SEI BIANCA…NIVES. SU, DAI..SCENDI DAL FRIGO, MA GUARDA LI’!

E DOPO AVER MANGIATO DALLA CIOTOLA

LEI SI FA BELLA….*E VI SALUTA.

E VI SALUTO ANCHE IO, CIAO.

Marghian

ANCORA JOHN DENVER, UNA SUA BELLISSIMA CANZONE ED..UN FATTO CURIOSO

JOHN DENVER

SUNSHINE ON MY SHOULDERS

“Il sole *sulle mie spalle (*corrisponde al nostro “sulla mia pelle”) mi da’ gioia. Il il sole sui miei occhi puo’ farmi piangere. Il sole riflesso sull’acqua appare cosi’ bello. Il sole, quesi sempre, mi porta in alto-“mi fa sentire al settimo cielo”-. Se avessi un giorno da poterti regalare, ti darei proprio..un giorno come questo. Se avessi un una canzone da poterti cantare, te ne canterei una per farti sentire…cosi'” (felice e bella, come  questo giorno..di sole).

*Dalla canzone “Sunshine on My shoulders”*

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Ciao.Su John Denver e su questa canzone vi racconto racconto una cosa curiosa. Non conoscevo ancora John Denver, quando in un telefilm ci fu una scena in cui dei ragazzi si candidarono per cantare (come nei i “talent-shows” di oggi, ma in modo piu’ sobrio, una maestra di pianoforte che li accompagnava ed i ragazzi che cantavano i li brani da loro scelti). La maestra di piano: “tu cosa ci fai sentire”? Una ragazza: “Ah, you got a friend, di Carol Kings”. La maestra parti’ con il piano e la ragazza canto’ la canzone. Fu poi la volta di un ragazzo. “E tu?”. E lui, impacciato: “sunshine on my shoulders, di John..Lender” (cosi’ capii, “lender”).

Sapete che….imparai questa canzone dal..telefilm? “Non so chi sia questo john Lender” ma questa canzone mi piace” pensai. La imparai..da li’, dal telefilm. Cio’ mi fu possibile in quanto, per combinazione, stavo provando un registratore a cassette (“vediamo se adesso funziona”) e potei cosi’ ascoltare e riascoltare la canzone di questo “john lender” e trovarne anche gli accordi. Appresi poi che il nome giusto del cantante era..John Denver!

In un negozio di dischi lessi nella custodia di una aduiocassetta il nome del cantante, e fra i titoli.. “quella canzone del telefilm”.  “Oh, e’ quel…lender, come dicevo io” pensai. Acquistai la cassetta e…me ne innamorai, e ne acquistai altre.

CIAO e… BUON WEEK-END!

Marghian

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

Nel giardino segreto

in fondo al cuore di ognuno di noi

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

Pensieri...solo pensieri...

Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

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