Posts from the ‘Argomenti di carattere scientifico’ Category

LA TERRA, IL PIANETA PIU’ BELLO, E L’UNICO – forse che sì, forse che no- se guardiamo l’universo ad ampio raggio, fuori dal nostro vicinato

Ho fatto poco fa  fa su Facebook un post con una immagine della Terra (pittorica), per un saluto, con in piu’ qualche considerazione.  Lo propongo anche qui, cosi’ come e’.

LA TERRA, IL PIANETA PIU’ BELLO – CHE CONOSCIAMO, FRA QUELLI A NOI VICINI -.

Ciao raga’, per salutarvi questo pomeriggio ho scelto una immagine pittorica della Terra. Non resistendo pero’, a scrivere qualche pensierino al riguardo, avendo poi letto di filato un articoletto che ci dice, ancora una volta che, probabilmente, la Terra potrebbe non essere proprio l’unica, ma avere molte sue “sorelle”, cioe’ pianeti come lei, con vita, e vita intelligente, fuori dal “seminato” che conosciamo noi.

Bella la Terra vero? Non c’è un pianeta che sia così bello, ricco di colori, e di vita, come la Terra, con i suoi oceani e i suoi continenti trapunti elle mille luci della città, continenti dal color ambra costellati da immense chiazze di verde che sembrano galleggiare sugli oceani, e che di fatto galleggiano, e lentamente si muovono, sul profondo rosso della roccia fusa.
E’ unica, la Terra, per queste sue peculiarità, fra cui la vita, in tutto il sistema solare. Ma il sistema solare non è l’universo, è uno fra le decine di miliardi di altri sistemi della nostra galassia. Neppure la galassia è l’universo, ma una isola fra le tante che lo compongono. E, se non abbiamo coinquilini nel nostro sistema solare, e case così belle come la Terra, ci sono altrove pianeti belli e forse pieni di vita come la Terra. Vite e bellezze che rivaleggiano con le nostre. Soltanto nella nostra galassia, la Via Lattea, abbiamo forse 10 miliardi di pianeti gemelli della Terra. I dati raccolti da due potenti rilevatori di esopianeti, il telescopio spaziale Kepler e il satellite “Gaia” dell’ESA, l’ente spaziale europeo, sono stati fatti “girare” in una potente simulazione al computer su iniziativa di una equipe di scienziati di una università americana e di un dipartimento di astrofisica di un altro ateneo, da cui risulta che possono esistere, nella sola nostra galassia, pianeti come la Terra in numero di almeno dieci miliard. Nella sola nostra galassia! Una stima ipotetica ma non infondata, che fa ben sperare in pianeti “viventi” come la Terra (a parte che una Venere, un Marte, possono aver “vissuto” in passato, ma non voglio estendere il tema). Speranza questa che va moltiplicata per il numero di galassie nell’universo, stimate inizialmente in numero di 100-200 miliardi, da ultime ricerche ipotizzate in numero di almeno dieci volte. Tutto è possibile, ma è quasi uno scherzo della legge di probabilità, essere noi sulla Terra gli unici ad esistere. La speranza è alta.

////////////////////

P.S., l’ignoranza di molta gente in materia di spazio si fa prtocolarmente manifesta nella frase tanto usata: “siamo andati sulla Luna e su Marte e non abbiamo trovato niente–“. Sarebbe la stessa cosa di un “microbo intelligente” che vivesse su un granello di sabbia e, facendo il saccente, dicesse ad altri microbi e batteri di aver visitato cinque, sei granelli vicini, e di non aver trovato nulla, e sentenziasse: “questo nostro granello e’ unico”.  Senza sapere peroè che c’è tutta una spiaggia, anzi un intero Sahara, di granelli da vedere.

Marghian

METEORITI E ASTEROIDI, PIETRE NEL CIELO, ANCHE MOLTO GROSSE, ED ANCHE PERICOLOSE

Nel monte prospiciente un paese a soli quattro chilometri dal mio,  c’è una grossa roccia, alta più di trenta metri, levigata. A seconda di come le batte il Sole, sembra una roccia di argento;  si vede anche dal mio paese. Ha un nome bellissimo, “sa pedra Luxia”(la X in sardo = G dolce, alla francese). La pietra lucente. Un mio amico, quando inveisce contro qualcuno (presente o contumace che sia) dice spesso questa frase, “perda manna e pittia, sa prus pittia coment’a sa perda Luxìa” (“che ti/gli si lancino pietre grandi e piccole, la piu’ piccola che sia come “la pietra lucente”)-

Una sera in una pizzeria disse questo rivolto ad uno e io gli dissi: “essu tiàu”-ehi, diamine-, poi soggiunsi dicendogli ridendo :” ma castia ca podid essi eh?”- “ma guarda che questo è possibile eh? Hai mai sentito parlare di asteroidi? Cind’esti prus mannus meda de “sa Pedra Luxìa naras tui” Ce ne sono di molto piu’ grandi della “Pietra Lucente”,dici tu”.

Vi ho raccontato questa cosa per sorridere un po’ 🙂

METEORITI E ASTEROIDI, PIETRE NEL CIELO. GROSSE, E PERICOLOSE

(Ma abbiamo gli strumenti e le idee per tenerle a bada)

Ce ne parla in questo video Brian May, il chitarrista dei Queen. Oltre ad aver suonato con Freddy Mercury, ha conseguito una laure in astrofisica, ed ha collaborato alla missione New Horizons su Plutone.
May è anche promotore dell “Asteroid Day”, che – me n’ero scordato-, ricorre il 30 giugno. Giorno scelto perché’ nel 1908, il 30 giugno, a Tunguska in Svezia esplose “qualcosa” in cielo, che provocò lo sradicamento di decine di milioni di alberi, con la relativa fortuna di aver fatto poche vittime. Per avere una idea del potere distruttivo di quell’evento, se l’oggetto, del diametro di una sessantina di metri (non si sa se un asteroide, un frammento di cometa, un frammento di antimateria od una astronave aliena a motore ad antimateria secondo i più arditi) fosse esploso sopra Roma o New York avrebbe raso al suolo le città. Esplose nel cielo, perché’ a Tunguska non si trovò alcun cratere.
Ci sono asteroidi di ogni tipo e natura, compatti o solo miliardi di frammenti aggregati per gravità , comete (prevalentemente fatte di ghiaccio e polveri), ma quelli che a noi interessano maggiormente sono i cosiddetti asteroidi “Neo”, “Near”-vicino- “Earth”- “alla Terra”- “objects”-oggetti-, oggetti che passano vicino alla Terra. Sono circa 25000 quelli censiti, e ci tranquillizza la probabilita’ bassa di impatto. Solo 8000 di questi 25000 hanno la probabilità di una su mille di impattare, gli altri hanno probabilita’ molto piu’ basse.
Il rischio impatto con gli asteroidi e’ fra le emergenze planetarie, insieme a clima, guerre, fame. Il problema e’ serio, anche se le probabilità’ basse sono (relativamente) tranquillizzanti. Ma occorre lavorarci.
Come difenderci? Allora, interferenza a distanza, una grossa sonda che passando vicino all’oggetto pericoloso, riesca a deviare con la sua gravità, l’asteroide. Di pochissimo, ma su lunga distanza, devierebbe di parecchio dalla Terra. Poi c’è lo schianto mirato, colpire con una sonda (senza esplosivi ma solo per la forza cinetica) un asteroide, cambiarne la velocità o deviarne la direzione. Poi, la tanto odiata bomba atomica potrebbe salvare l’umanità. Un ordigno nucleare, fatto impattare su un grosso asteroide e farlo a pezzettini, i quali pezzettini si distruggerebbero con l’attrito con l’atmosfera terrestre.
Ah, questa ve la scrivo per farvi sorridere un po’. Ma è una proposta fatta da scienziati seri, non da comici in una scenetta. Tingere di chiaro l’asteroide, di modo che con un maggior potere riflettente, sia frenato, accelerato o deviato dalla luce del Sole. Vi immaginate, “cercansi astronauti imbianchini per verniciare pericoloso asteroide che…..” 🙂

Okay  lascio parlare Brian May 🙂

CIAO

Marghian

SPACE VEIL SAILING – navigazione spaziale a vela.

Ciao. Avrei scritto questo post in venti minuti, forse anche in meno tempo. Ma ci ho messo tre ore, il pc mi scriveva le lettere con esasperante lentezza e dovevo…aspettarlo. Scrivevo, mi fermavo – perche’ il cursore si bloccava-, poi il pc formava piano piano le parole. Copiavo, e andavo avanti. Ovviamente ci tornavo ogni tanto, fra lavoro e post. Come diciamo noi, “unu corpu a su ferru e unu a s’incòdia” (“un colpo al ferro e un colpo all’incudine”). Pazienza premiata.

VEICOLI SPAZIALI ….A VELA

veil _star_ship

Si’, a vela, come vedete in questa “scheda” che ho preparto.  Il 22 del mese prossimo, dallo storico centro spaziale “Kennedy Space Center” in Florida verrà lanciata nello spazio una “scatoletta” che, una volta liberata, dispieghera’..una vela. Una vera e propria vela. L’oggetto, un concentrato di tecnologia. Cinque chilogrammi di strumenti e circuiti, contenuti in qualche decina di centimetri cubi, si chiama “LighSail 2”- da “light sailing” “navigazione leggera”, o meglio “navigazione con la luce”. E’ infatti proprio la luce – del Sole -, il “vento” che spingera’ questa piccola navicella… a vela.

Avete senz’altro sentito nominare Carl Sagan.  Avete visto il film “Contact”? Ebbene, Carl Sagan e’ quello che ha scritto il romanzo da cui il film “Contact”, ed e’ stato propprio lui una quarantina di anni fa ad aver pensato che nello spazio si potesse viaggiare anche “a vela”. Ed e’ questo che si sta tentando di fare. Come funziona la vela solare o spaziale? La luce, nelle sue particelle che la compongono, i fotoni, non ha massa; non ha massa, ma il fotone e’ il quanto di energia, la particella elementare della luce, che possiede quantita’ di moto che trasmette – attraveso il vuoto- ad altri oggetti. La luce e’ quindi come un vento che spinge la vela spaziale. Raggiunta una certa orbita, la “lighsail 2” verra’ liberata e, da sola, da un’orbita iniziale di 700 chilometri, andra’ piu’ in alto e piu’ veloce.

Non e’ stato il primo tentativo, ma i preedenti tentvivi erano solo delle prove: la stessa “ditta”, la “Planet Society”, provo’ nel 2005 a mandare una microsonda a vela nello spzio ma per un problema al razzo vettore che doveva mandarla nello spazio la cosa falli’. Ci riprovo’ nel 2015, con successo. La missione si limito’ pero’ solo a delle prove di dispiegamento del dispositivo a vela.

Le promesse.Portare sonde in giro per il sistema solare senza consumo di carburante e a velocita’ non raggiungibili da sonde spinte a propellente tradizionale. Il carburante,od altra fonte di energia (quale era per esempio il plutonio nella sonda Cassini su Saturno), con le sonde a vela servira’ solo per il lancio e la messa in orbita di partenza, , per le piccole manovre, e per avere energia atta ad alimentare gli strumenti. Altra grande “promessa” di questo sistema, e’ l’invio futuro di microsonde a vela verso Alpha- Proxima Centauri, e “questa volta” spinte da impulsi laser inviati dalla Terra.

Da calcoli fatti, anche sulla base di suno studio di Stephen Hawking ed altri, una flotta di micronavi a vela raggiungerebbe il sistema stellare a noi piu’ vicino in circa 20 anni,viaggiando a un quinto della velocita’ della luce. Una volta giunte a destinazione, le sonde invierebbero dati sulla Terra in poco piu’ di quattro anni, essendo 4,2 anni luce la distanza di Prox. Centauri da noi.

Ma, piu’ in qua’ nel tempo, 2020-2021, la Nasa intende inviare una sonda che dispieghera’ la sua vela in prossimita’ della Luna e cosi’ raggiungere un asteroide per studiarlo.
E le navi spaziali a vela con equipaggio umano? Forse succedera’ anche questo. Tempo al tempo.

Ciao

Marghian

PILLOLE – La Luna eclissata…dalle nuvole

ECLISSI DI LUNA- SUPERLUNA, LUNA ROSSA E NUVOLE ROMBIBALLE

eclipse

Sole e Terra non sono in proporzione (330mila terre sono necessarie per fare un “sole”)

Non sono in proporzione ovviamente nemmeno le distanze, è evidente

Ciao  L’eclissi di luna (con annessa superluna) e’ cominciata questa notte, in Italia alle 4,35 circa, ha avuto il suo clou verso le 6 e un quarto, e l’ultimo contatto penombra è avvenuto alle 8, 50. Poi questa notte c’è stata anche la superluna, e “la luna rossa”. Non sono tre lune, e’ una sola; ma è apparsa piu’ grande ( in genere del 12,14 per cento), perche’ la Luna oltre ad essere piena- e deve esserlo per le eclissi di Luna, e luna nuova deve essere per quella di sole-, è anche nel punto piu’ vicino alla Terra (perigeo). Saprete che la Luna va da 355 mila chilometri dalla Terra, come questa notte, a 410 mila chilometri circa, la sua distanza massima, nel suo giro un po’ schiacciato o, piu’ correttamente, ellittico. L’orbita della Luna e’ inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra intorno al Sole; senza tale inclinazione avremmo due eclissi al mese, una di luna e una di Sole. Le eclissi, di ogni tipo, avvengono tutte in un periodo di 18-19 anni, sono i cicli di Saros che i Maya, e prima ancora i Babilonesi, conoscevano. Era rossa, perché la luce del Sole viene filtrata dall’atmosfera della Terra che ne riduce l’energia, allungandone la frequenza ed illuminando, tenuamente, la Luna di un colore rossastro.
Con cio’ sia che io, alzandomi alle 6,30 per andare al lavoro, speravo di riuscire a vederne almeno uno spicchio, di eclisse. Invece, ho visto una eclissi eclissare l’eclissi: una bella eclissi di Luna e di Sole insieme, in pratica una bella eclissi di nuvole. Anzi, uno spettacolo di nuvole e di pioggia.  L’eclissi di sole è durata tutto il giorno 🙂

Ciao 

Marghian

IL PLASMA PRIMORDIALE DELLE ORIGINI DELL’UNIVERSO RICOSTRUITO IN LABORATORIO

Per la prima volta in laboratorio è stata riprodotta la “zuppa di plasma” che si formò immediatamente dopoil Big Bang. Forse ci permetterà di capire meglio com’è nato l’Universo.

Ciao. Prima delle feste Natalizie, voglio lasciarvi qualcosina da leggere (se vi va) – per gli auguri delle feste, che vi anticipo, seguirà apposito post, sul “music blog” . Naturalmente si accettano auguri anche a commento di questo post.. Ho scritto direttamente sulla casella del post (ma salvando ogni due o tre righe..)

Allora, riguardo a che cosa lasciarvi da leggere, ho optato per una cosa di carattere cosmologico (cioe’ riguardo all’universo, alla sua natura e struttura, la sua evoluzione, il suo destino finale eccetera, di questso si occupa la cosmologia) e scientifico di cui ho letto qualche giorno fa, e che trovo di un certo interesse, interesse che spero condividiate con me. Okay, vado…..

UNA ZUPPA PRIMORDIALE RICOSTRUITA IN LABORATORIO

L’argomento centrale su cui verte la notizia che ho letto qualche giorno fa riguarda le implicazioni (positive) sulla conoscenza dell’universo derivanti da un esperimento che è stato condotto da dei ricercatori dell’università’ di Boulder nel Colorado, è che è consistito nell’aver creato in laboratorio….”una zuppa”, una zuppa di quark e gluoni”- e che e’? Ci arrivo subito..-, più “semplicemente” si tratta di un fluido di plasma simile, si pensa, a quello che costituiva l’universo primordiale, agli inizi del Big Bang. Gli scienziati ne hanno prodotto delle microgocce.

universal _soup

Le “gocce” di plasma di quark e gluoni ottenute in laboratorio

“Si tratta di uno stato simile al liquido, ma che esiste solo a temperature molto elevate, dove le condizioni sono troppo calde (aggiungo io, il calore e’ agitazione e movimento delle particelle, siano molecole o suoi costituenti), eccessivamente calde per formare gli atomi così come li conosciamo nella materia ordinaria”, così si è espresso al riguardo uno dei ricercatori dell’Univerità del Colorado.

Vi spiego “brevemente” cosa lo scienziato intendeva dire, e cioè che con questo esperimento e’ stato riprodotto, in piccolissima quantità, uno stato della materia corrispondente a quello nei primissimi instanti dall’inizio dell’espansione dell’universo, dall’inizio del cosiddetto e famosissimo “Big Bang”, tanto nominato ma tutto ancora da capire.

Si ipotizza che l’universo inizialmente (o prima che iniziasse ad esistere fate voi…) fosse “compattato” in uno spazio pressoche’ nullo. “Pressoché..nullo”, “pressoché” perché molto discutono gli scienziati su come possa esistere una singolarita’ a zero dimensioni (disputa che vale per l’universo come per l’ipoetico stadio finale di un buco nero). Ora, le tre dimensioni dello spazio, e la quarta dimensione del tempo tempo, erano come si dice in gergo, “arrotolate”, come fosse un gomitolo di filo lungo miliardi di anni-luce ma raggomitolato nello spazio di un atomo, o forse molto meno, diciamo cosi’. Uno spazio piccolissimo, o nullo. Su quest’ultimo punto, ci sono dubbi (uno spazio nullo…). Poi, non si riesce a capire come, queste dimensioni spazio e tempo abbiano cominciato a “srotolarsi”, e lo fanno ancora: l’universo e’ in espansione.

L’universo, nei primi istanti, e si tratta di istanti tali che un secondo era come un milione di anni per noi, e’ passato attraverso vere e proprie ere. Ere della durata di frazioni piccolissime di secondo, am ere cosmiche. L’era di Gut, ad esempio, detta anche era della grande unificazione, ove le forze fondamentali della natura erano ancora indistinte, ne’ distinzione alcuna era possibile fra spazio e tempo, e fra materia e radiazione; anzi esisteva solo la radiazione,nella fase iniziale detta proprio era della radiazione.

E la materia? Ecco l’importanza di questo esperimento per capire l’origine dell’universo,e la sua natura allora, nei primi istanti; e in cosa consiste –o consisteva – lo stato della materia (anzi, “pre-materia”, senza atomi ma con gli “ingredienti” per farli) agli inizi della vita dell’universo, subito dopo il “Big Bang”. Altro nodo da sciogliere, l’antimateria, originatasi in quantita’ uguale alla materia: che fine ha fatto? Cancellata o gettata da un’altra parte, a formare magari un antiuniverso? Esiste anche questa possibilità, ma restiamo nel nostro universo, per ora.

L’universo, ad un certo punto non si sa come, ebbe un improvvisa “spinta”, da espandersi di svariati anni luce in qualche secondo, e siamo all’era dell’inflazione. Lo stato della materia che si aveva allora, e’ definito “zuppa di quark”, o “plasma di quark e gluoni”. Notate come termini come “zuppa”, “brodo”, sono spesso usati in questi paragoni con la materia primordiale. D’altronde, c’è anche somiglianza di parola fra astronomia e gastronomia…  – Non solo, come ogni zuppa che si rispetti, questa “zuppa” di quark avrebbe anche… un sapore, infatti gli scienziati parlano di “colori” e “sapori” di quark, che sono gli ingredienti di questa zuppa, e della materia.

A parte gli scherzi (scherzi fino a un certo punto, i sapori di quark sono le varie caratteristiche dei vari tipi di quark, la rotazione, la massa ecc.), comunque questo stato iniziale dell’universo somiglia davvero ad un amalgama culinario, come una zuppa o un brodo, i cui ingredienti in questo caso sono appunto i quarke come avete letto, i gluoni. Okay raga’, ma cosa sono sti benedetti quark e gluoni? Quark, come parola, vi è senz’altro familiare ; anche perché c’e una invasione di Piero Angela in atto da decenni con “Quark” e “Superquark”. Ma Piero Angela ha chiamato cosi’ la sua trasmissione proprio perché sa quanto siano importanti, in scienza, i quark.

QUARK E GLUONI- COSA SONO?

3_quark

Elegante rappresentazione, anche se semplificata, dei tre quark “legati” a costituire un protone. Il neutrone ha struttura analoga, sempre tre quark, ma con i tipi di quarks in proporzione invertita:  due quark di tipo “Up” e uno di tipo “Down” il protone (UUD), due quark  “Down” e uno “Up” il neutrone ( DDU). I quark sono “tenuti insieme” da una forza, quella nucleare forte, rappresentata da particelle dette “gluoni”. Guardando la figura, alla voce “gluons”, si intende bene di che cosa si tratta: i gluoni sono le particelle mediatrici della forza nucleare forte, grazie alla quale esistono gli atomi. Questi, come le molecole (gruppi di atomi a formare i composti chimici) sono “legati fra loro” grazie ad un’altra forza, quella elettromagnetica, mediata da una particella molto più conosciuta, il  “fotone”.

Allora, vengo al dunque: i quark sono le particelle che compongono i protoni e i neutroni i quali si uniscono in un nucleo e che, con gli orbitali degli elettroni attorno, formano l’atomo. E i gluoni? Che cosa sono? Sono importantissimi. Grazie a quelli, i quark si tengono insieme a formare protoni e neutroni. I gluoni fanno da “collante” (dall’inglese “glue”, “colla” ) per tenere insieme i quark fra loro a formare un protone o un mesone – particella fatta di due quark- ed anche i protoni i neutroni nel nucleo atomico; i gluoni sono quindi le particelle mediatrici della forza nucleare, quella detta “forza nucleare forte” per distinguerla da quella “debole” che agisce nei decadimenti di certe particelle in altre più piccole, e ciò avviene mediante altre particelle mediatrici “che si creano spontaneamente”, come i bosoni W+ -, Z e 0 scoperti da Carlo Rubbia. Lascio da parte però questo aspetto perché non interessa tanto nel discorso su questo esperimento. E’ interessante invece tener presente che quando nacque l’universo, pochissimi istanti dopo l”avvio” del Big Bang, la materia non era ancora organizzata in atomi, ancora non esistevano i protoni, i neutroni ne’ gli elettroni (trascuro qui per comodità e brevità le altre particelle, tantissime, come i vari tipi di mesoni, i vari tipi di neutrini ecc. ecc.): all’inizio dell’universo c’era proprio ‘sta famosa “zuppa di quark e gluoni”.

I quark ed i gluoni erano “allo stato libero”, in un tipo di stato detto “di plasma”, tale e’ il calore (miliardi di gradi), e quindi tali erano i movimenti vibratori di questi quark, che- qui e’ importante..- **soltanto dopo, in una “era successiva” si sono accoppiati a tre a tre, a formare protoni e neutroni. E i gluoni? Fusi insieme nei nuclei, a lavorare per tenere insieme i quark a tre a tre; a due a due per i mesoni. Si dice che un protone, o un neutrone, siano composti da una “tripletta di quark” , due quark di tipo Up e uno Down il protone, due quark di tipo Down e uno Up il neutrone – Up, Down, Bottom, Top, Beauty, Charme, eccetera- , sono valutazioni matematiche delle caratteristiche intrinseche dei quark, come ruotano (i “sapori” cui ho accennato prima), o la loro carica eccetera.

Prima dell’era della formazione degli atomi e quindi della materia come oggi la conosciamo, i componenti elementari (quark e gluoni eccetera), erano liberi di girare per i fatti loro nell’incerto e caotico – il che e’ da vedere..- mondo del plasma, in questa “zuppa” primordiale. Dopo e solo dopo, raffreddandosi, dallo stato di plasma generale l’universo e’ passato allo stato di materia ordinaria. Come è stato condotto l’esperimento, e in che cosa consiste il risultato.
Piccole gocce di zuppa cosmica.

relativistic_ion_collider

Il “Relativistic Havy Ion Collider (RHIC) di New York

L’esperimento è stato condotto mediante un acceleratore e collisore di particelle che si trova a New York, il Il Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC), capace di far collidere a velocita’ prossima a quella della luce degli atomi ionizzati (gli ioni sono atomi che hanno elettroni in piu’ o in meno, di norma l’atomo e’ neutro con pari numero di protoni e di elettroni…). Sono stati fatti collidere questi atomi di ioni (privati degli elettroni), si’ da aver ottenuto temperature di quattro miliardi (!) di gradi Celsius ( al centro del Sole sono 15 milioni di gradi!), con il conseguente “smembramento” degli atomi nei loro “singoli quark”, e gluoni volanti allo stato libero: la zuppa di quark, proprio come agli inizi dell’universo.

Le temperature, raggiunte nell’esperimento sono state quelle che si avevano all’origine dell’universo, centinaia di migliaia di volte la temperatura che si trova nel nucleo del Sole. Gli scienziati sono stati capaci di formare questa zuppa, concentrata in piccolissime “gocce” a forma ora di ellisse, di cerchio, e di triangolo. Queste “gocce” manterrebbero questi standard di forma anche in dimensioni piu’ piccole.

Già agli inizi del secolo si ipotizzava l’esistenza di questo stato strano della materia, e già nel 2010, ed in altri esperimenti condotti al Large Hadron Collider di Ginevra si sono avuti risultati con el collisioni di ioni (atomi senza elettroni) d’oro, e temperature di quattro miliardi di gradi, da far pensare alla formazione di questo plasma iniziale; oggi gli scienziati pensano di aver trovato, su questo, conferma, o quantomeno un indizio forte di come fosse davvero la materia allora, all’inizio di tutto, prima che si aggregasse nei normali atomi di materia, via via piu’ complessi, dall’elemento piu’ semplice e il piu’ abbondante dell’universo, l’idrogeno, fino a comprendere, grazie alla sintesi nucleare nelle stelle, tutta la gamma degli elementi di cui tutto si compone, compresi noi.

Okay, ci “sentiamo” poi per i saluti di Natale. Anche prima, si capisce.

CIAO

Marghian

OUMUAMUA

La parola che avete appena letto, che sicuramente ha fatto comparire sopra la testa di qualcuno di voi qualche punto interrogativo ed esclamativo (come nei fumetti di Topolino, dove la “emoticon” dello stupore sono dei punti interrogativo e esclamativo sulla testa, quando il personaggio del fumetto vede qualcosa di strano) non è’ una parola sarda tipo quelle che una volta si dicevano per spaventare i bambini, come “oi su mommoi” (“oh, il fantasma..”, “oh, lo spettro..”); e non è nemmeno una nostra esclamazione di sgomento come “oia mommia” ( “oh mamma mia”), e non è neppure qualcosa come dcono a Napoli, “a umma a umma”, per indicare qualcosa fatta di nascosto (un po’ come questo post, in certo senso..  🙂  – No, niente di tutto questo.

‘Oumuamua è invece il nome dato ad un oggetto spaziale, un asteroide. Non ho scritto “un asteroide, per la precisione”, in quanto non si sa, e non si e’ ancora ben capito se si tratti di un asteroide, di una strana cometa o che cosa. Ecco l’immagine.

‘OUMUAMUA

 

pan starrs i telescope

Telescope Pan -Starrs-1, arcipelago Hawaii. L'”occhio” che ha visto ‘Oumuamua

Perché questo oggetto si chiama cosi’? E perché suscita tutto questo interesse nella comunità scientifica e non, ossia anche fra la gente del web? Ho scritto “La gente del web,” avete notato? non “l’umo della strada”. perche’ ormai, in astronomia e scienza,, dire “l’uomo della strada” e’ espressione inadatta e obsoleta: chi c’è oggi, in strada? Chi passeggia la sera, nelle piazze? Web, Web, e solo Web. E social, che di sociale hanno ben poco.

Comunque, a parte questa mia chiosa, vi scrivo ancora qualcosa sul nome (i convenevoli sono importanti….) dato dagli astronomi a questo curioso oggetto, che accingo a descrivervi. Prima, però, il nome.

Oumuamua, è una parola hawaiana che significa “messaggero che viene da lontano” ,ed è il nome dato all’oggetto in onore di un arcipelago. Lì, in una isola dell’arcipelago hawaiano, c’è un importante osservatorio astronomico, il telescopio Pan-STARRS-1 , dove l’anno scorso hanno intravisto qualcosa. Vedendo che qualcosa c’era davvero, l’ hanno chiamata cosi’.

La denominazione completa dell’oggetto misterioso è 1l/’Oummuamua, o 2017 U1 –anche gli oggetti celesti hanno un codice fiscale…- ed è il primo asteroide (?!) conosciuto che, pare, provenga davvero dalle stelle, ossia da un altro sistema solare e non dalle due (che poi sono tre) fasce di asteroidi del nostro sistema Solare. Infatti, l’1 davanti alla lettera I prima del nome, indica l’essere il primo oggetto “di questo particolare tipo”. La lettera I posta dopo l’1, infatti, sta per “Interstellar”. Quelli della l’International Astronomical Union, con sede centrale a Parigi, data la particolare natura “unica” sino ad ora, dell’oggetto, hanno sentito la necessità, davanti a questa situazione nuova, di stabilire una nuova denominazione, per battezzare questo intruso spaziale. E vai con le denominazioni 1I, 1I/2017 U1, e 1I/2017 U1 (‘Oumuamua). Si noti l’apostrofino sulla prima consonante, “’O”, un segno di incipit per risaltare la vocale “O”, detta in grammatica ‘Okina.

‘Oumuamua Viene da un altro sistema solare dunque; questo è il primo rilevante motivo di interesse, soprattutto scientifico: abbiamo a che fare con un asteroide (se di asteroide si tratta), che ha abbandonato il sistema di oggetti gravitanti attorno ad un’altra stella per venire nel nostro sistema solare, dopo un viaggio di centinaia di milioni di anni. Interesse scientifico e, in secondo luogo, popolare, data la sua forma allungata, stimata in almeno 400 metri di lunghezza (c’e chi dice addirittura 800 metri, ma su questo non mi pronuncio), a fronte di soli quaranta metri forse in larghezza: un enorme sigaro volante, dunque; questo particolare richiama al fascino di certi avvistamenti strani (invero, decine di migliaia di casi documentati, con fascicoli stipati negli archivi di tutti i governi del mondo…) nei cieli del nostro pianeta, e nello spazio esterno da parte di cosmonauti, di oggetti non identificati a forma di sigaro. E la fantasia vola, ma non corriamo troppo. Soffermiamoci, per ora su.. “piu’ serie” considerazioni scientifiche.
La scoperta dell’”asteroide” (lo chiamo cosi’ per intenderci…) ‘Oumuamua, o se preferite 1I/2017 U1, fu annunciata per la precisione il 18 di ottobre dello scorso anno dai ricercatori dell’osservatorio delle Hawaii, con uno “scarto” di diversi giorni rispetto a quando si trovava nel punto di maggior vicinanza al Sole, a 0,25 Unità astronomiche (una U.A=distanza terra-sole), quindi a 37.500.000 Km dal Sole. Un membro del team del telescopio nelle Hawaii, notò delle immagini dette di “prescoperta”, immagini risalenti a qualche giorno prima; immagini cioè catturate prima e non ancora ben visionate, risultate a seguito di un successivo attento esame, associabili all’oggetto, la cui scoperta definitiva è stata annunciata, come si è visto, il giorno 18 di ottobre dello scorso anno.

Nei mesi a seguire vari telescopi , fra cui il prestigioso Very Large Telescope dell’ESO (European South Observatory), ad Atacama, deserto del Cile, hanno seguito l’oggetto, e rivelato che questo si sta ormai allontanando dal Sistema Solare. La cosa strana, per gli studiosi, è che la sua velocità di allontanamento è superiore a quella prevista dai calcoli basati sulle leggi della meccanica celeste (tipo il rapporto fra la massa dell’oggetto, la sua orbita e la gravità del Sole ecc.), e fra i ricercatori fioccava uno scambio di commenti come “caspita, qui dobbiamo ricontrollare”, “qualcosa non torna”, “dobbiamo essere certi”, “e’ strana, la cosa..”. L’effetto notato è lieve, ma se ne deve tenere conto, potrebbe falsificare le osservazioni.….”.
‘Oumuamua sarebbe un asteroide interstellare, il primo in assoluto ad essere stato visto. E poiché spesso la fantasia anticipa la realtà, è accaduta una cosa pensata già decenni fa (anche da me), sulla esistenza di asteroidi (e comete) che potrebbero arrivare da altri sistemi solari. ‘Oumuamua ha strappato questa idea alla pura fantasia, convertendola in realtà. Ma questa realta’, nel caso specifico, ha acceso altre fantasie, anche in alcuni scienziati. ‘Oumuamua è diventato “virale” in rete. Questo enorme “sigaro volante” viene visto da molta gente come un veicolo extraterrestre che esplora i nostri paraggi. Ecco, l’interesse suscitato dall’oggetto strano sul piano popolare. Pero’, a dare il La su questa idea non è stato un oscuro internauta bisognoso di cose nuove, ma sono stati due eminenti studiosi dell’eminente “Harward Smitsonian Center Of Astrophisics che, sulle base delle stranezze riscontrate in Oumuamua di forma e comportamento, hanno lanciato la affascinante ipotesi di una natura artificiale ed aliena dell’oggetto.

ASTRONAVE ALIENA?

cigar ufo seen

Una delle innumerevoli foto di ufo “a sigaro”, o di “astronave sigariforme” .Secondo il contattista polacco americano George Adamski ed altri, una astronave madre per il trasporto di  veicoli piu’ piccoli definiti da Adamski “ricognitori”, che sarebbero poi i “comuni” dischi volanti. ‘Oumuamua ha fatto pensare a questo.

Nei mesi successivi, mentre l’oggetto allungato si dirigeva verso il limitare del Sistema Solare roteando vorticosamente, furono avanzate due principali ipotesi sulla sua natura (asteroide o cometa), basate sui comportamenti osservati”. Piu’ in generale, già il grande fisico Stephen Hawking avanzava l’idea di astronavi interstellari capaci addirittura di sfruttare i “venti di particelle” soffiati da tutte le stelle (i raggi cosmici), ma soprattutto sfruttano la radiazione fotonica (i fotoni sono particelle letteralmente “fatte di luce” ma che da sole non fanno luce, ci va un treno d’onda ), mediante il prinncipio della presione di radiazione; il quanto di luce viene letteralmente”resipnto ” dalla superfcie della vela, che riceve una spinta in energia nel verso opposto del rimando del fotone, e va.
Delle vere e proprie astronavi “a vela”, dunque. Non è fantasia: con questo sistema “a vela” siamo riusciti noi,in piccolo, a mandare una sonda ad esplorare Venere, e la missione Breakthrough Starshot si propone di esplorare Alpha Centauri con delle minisonde a vela (di qualche centimetro di grandezza e contenenti un chip) che, spinte con dei laser e dalla radiazione solare , e di raggiungere e esplorare Alpha Centauri, andando li’ con una velocita’ di crociera di un quinto di quella della luce.Arrivarci in vent’anni (quattro anni luce) e far arrivare, dopo altri quattro anni, i dati.

veil star ship

Viaggiare nello spazio “a vela”. E’ possibile, come la sonda giapponese Ikaros, lanciata nel 2010 per l’esplorazione di Venere.

Chi fantastica sugli Ufo, o sui nostri futuri viaggi spaziali, ovviamente considera anche altri sistemi di propulsione di una astronave, come ad esempio quella di forti campi di forza capaci di far letteralmente “scivolare nello spazio” un veicolo, alterando addirittura lo spazio immediatamente circondante il velcolo, comprimendolo, e permettendogli cosi’ di percorrere enormi distanze: la tecnologia di una civiltà che avrebbe abbandonato da tempo la propulsione a razzo. Di sigari volanti parlava il contattista americano di origine polacca Gorge Adamski, con le sue notissime (e controverse) foto do ufo a forma di sigaro che, a sua detta, sarebbero dei veicoli- madre che lanciano ricognitori a disco (i dischi volanti sarebbero in sostanza dei ricognitori, tenuti stivati nel “sigaro”come aeroplani su una portaerei durante il viaggio spaziale, e sganciati per volare nelle atmosfere dei pianeti che si esplorano ).

Esisterebbero, secondo alcuni, dei lontani pianeti abitati da cui proverrebbero queste astronavi. Per Adamski, gli extraterrestri, di aspetto umano, originavano dal nostro sistema solare, da Venere in particolare, cosa che io giudico poco credibile. Allora, pero’, negli anni ’40 e ’50, la cosa era piu’ che verosimile, dato che non conoscevamo Venere o Marte come oggi li conosciamo, grazie agli astronomi e alle sonde esplorative. ‘Oumuamua, comunque, viene da un altro sistema solare e, secondo questa accattivante idea, i suoi occupanti sono venuti a visitarci. Mancai fudi… (magari fosse.. -nota dell’autore  🙂  )

ipotetica astronave

Rappresentazione artistica di una ipotetica astronave aliena,  o nostra del futuro. Una coa che per me non torna in questa rappresentazione, sono i retrorazzi posteriori: con il propellente, non si va molto lontano, serve un altro modo.

Ma ahime’qui, pur se nulla va escluso per partito preso, e pur se l’idea della astronave aliena affascina anche me, siamo nel mondo delle pure ipotesi (fino all’arrivo di dati comprovanti in merito). Ed e’ giusto, prima di concludere il post, valutare la tesi considerata la piu’ semplice: un asteroide, od una cometa. Per cui mi dilungo ancora un po’, con alcuni aspetti tecnici su questa scoperta.

QUALCHE DETTAGLIO TENCICO

orbit 1

Ecco il movimento orbitale di Oumuamua, rappresentato dalla parabola iperbolca (linea gialla). Si noti come l’iperbole origina da fuori dal piano orbitale ove giacciono le orbite dei pianeti del Sistema Solare. Notare come, venendo verso di noi, l’oggetto è passato vicino a Mercurio, passando fra l’orbita della Terra e di Marte, per poi allontanarsi (fase attuale)

Nell’analizzare l’insolita accelerazione e la strana traiettoria di Oumuamua, i ricercatori ipotizzano che si possa trattare di un inedito oggetto interstellare (di origine naturale la maggior parte dei ricercatori, di origine artificiale alcuni altri). Ma cos’ha, di anomalo, il comportamento di oumuamua? Sembra violare un po’ le regole del “naturale traffico spaziale orbitale”. Perché?
Gli oggetti (asteroidi, comete soprattutto) che bazzicano nel nostro sistema solare, ruotando attorno al Sole o alla Terra, hanno regolari orbite ellittiche marcate (specie se molto distanti da Sole o Terra). Dunque, orbite paraboliche se si considera il centro del Sole al posto del “baricentro del sistema Solare, guardando al quale le orbite paraboliche spariscono e vediamo solo orbite ellittiche (a forma di uovo). ‘Oumuamua (ormai ho imparato a scriverlo in fretta…J ) ha invece una orbita iperbolica, tracciando una linea curva aperta passante per dei punti vicino al Sole e poi allontanandosi all’infinito rispetto “all’altra mezza linea curva”, immaginando di fare una linea curva aperta con dello spago. Alcune comete hanno si’, orbite che sembrano iperboliche ma… cio’ deriva dal non avere dati sufficienti per i calcoli, una ha l’orbita effettivamente iperbolica ma perch? Perturbata da gravitazionalmente da Giove. Ma e’ la regola che conta, e ‘oumuamua sfugge a questa regola del “codice dello spazio”.

Lo si è visto avvicinarsi roteando vorticosamente (sembra nel senso della lunghezza, quindi nel caso sia una astronave, questa astronave ha perso il controllo). Venendo da una angolazione strana (chiaramente con l’orbita che non giace sul piano orbitale dei nostri pianeti ), la sua origine e’ esogena al nostro sistema solare. L’oggetto, a detta dei due astronomi dell’osservatorio di Harward, ha una accelerazione eccessiva; anche questo, non solo la forma allungata, ha fatto loro pensare ad una possibile origine artificiale dell’oggetto. Fra le orbite di Marte e Giove, nella fascia principale di asteroidi che circonda Giove come una ciambella, esistono comunque oggetti di forma allungata.

long shaped object

Una cometa o asteroide di forma allungata. Cosi’ potrebbe essere fatto l’oggetto che viene dalle stelle. Comete e asteroidi, in ogni dove messaggeri e portatori di materia organica e inorganica. Oggetti cosi’, in milioni di impatti, hanno formato la Terra.

L’oggetto forse è roccioso,conterrebbe sostanze organiche e ghiaccio.  Ecco, secondo gli scienziati, quelli che guardano il cielo con i piedi per terra (vi è piaciuta? :)) il ghiaccio puo’ essere il propulsore capace di accelerare, o rallentare, un asteroide, od una cometa. Perché, il ghiaccio?

Una cometa, in avvicinamento al Sole, è soggetta a dei potenti “bursts”, ossia delle potenti evaporazioni od eruzioni del ghiaccio (il fenomeno è detto “criovulcanismo”, “krio” significa freddo.), ghiaccio che sublima in forti getti di gas a causa del calore del Sole, che produrrebbero un vero e proprio “effetto razzo”, quindi un lieve rallentamento, o accelerazione di un asteroide o cometa, è verosimile.

Ma alla arida scienza, molti preferiscono l’immaginazione e,a fredde valutazioni scientifiche e “razionali”, l’uomo della strada (anzi del Web, ero abituato bene…) e qualche scienziato, preferice pensare che l’oggetto in questione sia una astronave aliena, o un relitto di astronave aliena, che viaggi nello spazio, fra le stelle, come sognamo di fare anche noi, un giorno. Comunque,ipotesi alternative a parte, ‘oumuamua e’ un messaggero delle stelle, portatore di materiale organico , materia primaria per la vita. Materia che che esiste e opera un tutto l’universo.

CIAO

Marghian

MENTE, CERVELLO, INTELLIGENZA PERSONALITA’ – DA COSA ORIGINANO? E L’INTELLIGENZA, CHE COSA E’? – Vi propongo questi semplici quesiti, e questa… breve lettura estiva

Ciao. Ho pensato di sospendere questo mio intervallo sabbatico, per proporvi una  piccola lettura estiva (se vi va) , su tematiche non certo leggere- capisco-, ma che provo a rendervi piacevoli, nonostante l’estate e il caldo.  Okay? Si va’ 🙂

INTELLIGENZA E CERVELLO

In molti posts mi e’ capitato di leggere e di commentare su questo argomento: l’intelligenza, e su questioni correlate. Prima fra tutte, il nostro, giustamente vista come la “sede” dell’intelligenza”. Spesso mi capita di toccare e di affrontare  alcuni aspetti propri di questo stimolante ed intrigante tema,” l’intelligenza e la mente”, proponendomi ogni tanto di trattare, in un mio post, tale tema. Ci  provo.

 

brain

Alla sinistra , l’indicazione “Area prefrontale”: La possediamo solo noi umani.

 L’intelligenza è per molti aspetti un grande mistero. L’intelligenza è difficilmente definibile anche come concetto. Essa ci caratterizza come persone facenti parte di quella forma di materia vivente detta “uomo”. Tutti siamo intelligenti, e non vi sono dubbi sulla sua “esistenza”. Eppure l’intelligenza rimane per noi “questa sconosciuta”, E come tale pone l’uomo davanti ad interrogativi fondamentali eppure non ancora risolti, quali ad esempio: l’intelligenza è innata nell’uomo? La differenza nelle capacità intellettive negli individui è innata o e’ acquisita grazie agli stimoli ambientali ed affettivi? C’è differenza tra “mente” e “cervello”? E se si, quale è? Ma soprattutto…che cos’è l’intelligenza? So che propongo un argomento impegnativo…ma il fatto è che sono il primo io a chiedermelo. Spero di suscitare anche in voi un certo interesse e curiosità su questo misterioso argomento. Non necessariamente si deve arrivare ad una risposta, e penso che non si arriverà in questo post. Ma soltanto nel riuscire a suscitare in voi anche una sola domanda, ho raggiunto il mio scopo. 

IL CERVELLO E LA MENTE

Come esseri evoluti noi possediamo quel meraviglioso organo che è il nostro cervello. Esso è situato all’interno della nostra testa, in quel “vacuo” osseo che si chiama “scatola cranica”. E’ costituito da miliardi di cellule nervose, i neuroni. Le cellule neurali sono connesse tra di loro da dei “filamenti”, gli “assoni” ed i “dendriti” i quali permettono ad ogni neurone di collegarsi a migliaia di altri. Il cervello è strutturato in maniera molto evoluta e complessa. Osservando l’immagine sopra a sinistra si ha uno “spaccato” della sua struttura. Nelle sue varie parti, le aree specifiche del cervello comunque misteriosamente connesse fra loro, avvengono i processi percettivi, mnemonici e , soprattutto, di pensiero. In “lui” risiedono tutti i nostri ricordi, le nostre conoscenze e persino i nostri affetti: è la sede della nostra mente. Eppure sembrerebbe forse riduttivo ed “incompleto” dire che la mente è..il cervello. Lì avvengono dei processi fisici di una complessità inaudita, che si basano sulla chimica e sull’elettricità (una vera e propria corrente elettrica attraversa i filamenti che stimolano le sinapsi-spazi fra un dendrite (la radice dendr” sta per “ramo”) e l’altro-. Il funzionamento del cervello è infatti elettrochimico: la corrente che attraversa i miliardi  di “filamenti” stimola le loro “parti terminali”  dette “sinapsi” a rilasciare delle sostanze chimiche che, assorbite da altri “recettori” nei “filamenti” e nella superficie esterna dei neuroni, generano altra “corrente elettrica” che produce altre reazioni chimiche, in un continuo  processo a catena. Le sostanze chimiche del sistema nervoso centrale, ma anche in quello periferico (i nervi, gangli e plessi che attraversano tutto il nostro corpo) sono tantissime…la adrenalina, che viene tanto nominata come sinonimo di “carica emotiva”-infatti contribuisce proprio alla paura, alla “grinta reattiva”- , è una di queste. Questa sostanza, inoltre,  si riversa nel sangue rilasciata dalle ghiandole surrenali e cio’ per via altre sostanze circolanti nel cervello come la nor -adrenalina, la dopammina o la serotonina (il neurotrasmettitore della “calma” e del “rilassamento”). Sì, anche la sero..Tonina, o mattino Giovanna, pomeriggio Maria, come volete -scherzo 🙂

 Ne ho menzionate solo alcune (non saprei fare di più, non sono un neuro endocrinologo- a proposito, ogni neurone è una vera e propria ghiandola a secrezione interna, ecco perché lo studio di queste sostanze neuroendogene si chiama “neuroendocrinologia”) . Cosi’ come, sul cervello stesso ho scritto  soltanto dei neuroni mentre si deve tener conto di altre cellule e parti  che strutturano il cervello, come i miliardi di cellule “gliali” che, oltre ad “alimentare” il cervello, prenderebbero parte esse stesse della complessa fisiologia che genera il nostro pensiero e la nostra personalità, e  contribuisce perfino..alla nostra mente. Mente che altro non sarebbe che l’organizzazione dei neuroni e della glia, o se volete il software che  fa funzionare l’hardware che è il nostro cervello. Le cellulle gliali hannno il compito primario, quello piu’ conosciuto di nutrire i neuroni. Einstein pare che avesse nel suo cervello il 70 per cento in piu’ di queste cellule, gli “astrociti”-dette cosi’ perché a forma di stella-. Potrei ardire che, con un corredo neuronico normale e degli astrociti in piu’, si è dei geni, in quanto il cervello srebbe piu’ alimentato. Certo la cosa non è cosi’ semplice. Ricordate il film “Phenomenon”, di John Travolta? Il protagonista – travolta- si ammalò proprio di “astrocitoma”, un tumore  detto cosi’ perché produce una sovraproduzionie di queste cellule, astrociti. E il personagio, per il poco che ha vissuto nel film, era diventato un genio.Ecco ceh forse Einstein, Leonardo, Von Braun o Dante potevano avere un numero maggiore di cellule gliali rispetto alla media. Insomma, noi saremmo un prodotto di queste cellule, miliardi, collegate fra loro da filamenti detti “dendriti” e “assoni” che “non si toccano” ma sono collegati da uno spazio detto “sinapsi” ed e’ li’ che i filamenti “spruzzano” o “asssorbono” le varie molecole complesse, dopammina, noradrenalina eccetera. Bellissimo.

brain-2

  Ma è veramente ..”tutto qui”? ? La mente è originata dai processi cerebrali o è qualcosa di ancora diverso? Puo’ la nostra mente essere considerata solo come una sorta di enorme “software” che l’esperienza di ognuno ha letteralmente “installato”, durante la sua vita, nel proprio cervello? La mente è il prodotto dell’ organizzazione “logica” dei  neuroni? E se si, mente e cervello sono la stessa cosa? E che dire degli affetti, dei sentimenti e degli istinti, del perché’ proviamo gioia o tristezza o del perché’ ci arrabbiamo senza neppure saperne il motivo? Il cervello ha le sue “parti meccaniche” deputate alle sue svariate funzioni: mnemoniche, percettive, intellettive o perfino intuitive. Il cervello è soltanto una parte, seppur la piu’ corposa, di un sistema diffuso in tutto l’organismo: il sistema nervoso. Il cervello possiede due emisferi speculari separati da una struttura fibrosa, il “corpo calloso”, ed è collegato al resto del corpo tramite il “midollo allungato” da cui si diparte il midollo spinale e da questa tutti i nervi periferici, fino alle parti più estreme del nostro corpo (sono i nervi a farci sentire il tocco ed il calore degli oggetti a contatto con la nostra pelle.

  Con il cervello, sotto e dietro ad esso,  esiste anche  il “cervelletto”, un vero e proprio “supercomputer” che tra le tante cose coordina, pur se non da solo, anche  le nostre capacità motorie. Il telencefalo, detto anche prosencefalo durante la crescita e lo sviluppo infantile dell’organo e che è la parte maggiormente estesa del cervello  ed il diencefalo sono le strutture principali che costituiscono il nostro encefalo che, preso nell’insieme, costituisce, come si e’ visto,  il sistema nervoso centrale. In esso si” contemplano”, oltre alle parti più evolute-non per nulla in inglese il diencefalo è chiamato anche “foremind (mente che sta di fronte) ”-la parte “principale” della mente” (l’area prefrontale, appunto, o “area della coscienza”) – , anche delle fondamentali strutture antichissime, come il sistema limbico nel quale risiedono anche il talamo e l’ipotalamo, quest’ultimo una vera “centralina degli istinti”. Altra struttura degna di essere nominata è l’ippocampo (così chiamato perché’ la sua forma richiama vagamente ad un “cavalluccio marino”), che ha una funzione importante nei processi della memoria. I due emisferi cerebrali destro e sinistro pur “speculari” nella loro anatomia, svolgono funzioni differenziate; ad esempio le capacità logiche risiedono nel lobo sinistro e quelle emotive o creative nell’emisfero destro. Questa differenziazione di ruoli però non sarebbe cosi’ assoluta: in soggetti carenti di funzioni di “competenza” di  un emisfero si è spesso notata una compensazione nell’altro. Altrettanto si può dire di certe “aree” della mappa cerebrale che, avendo perso parte della loro funzionalità, sono state “sostituite” da altre che si sono “adattate” e che “svolgono quella funzione”. Strepitose sono anche le capacità della corteccia visiva del lobo occipitale-dietro, praticamente “dentro” la nuca – e di altre complesse aree come quelle uditive, olfattive e dell’elaborazione del linguaggio e dell’astrazione che ci permette di lavorare in astratto, e “per simboli” . Quest’ultima cosa è, per quanto ne sappiamo, quella che ci renderebbe unici. Ovviamente ci viene in mente che il merlo indiano parla….ma è nell’uomo che maggiormente le parole o i suoni assumono una valenza astratta e simbolica. Ed è da questo che si può parlare di “pensiero”.

 Occorre si distinguere il pensiero razionale, la logica da quello istintivo, o creativo /l’arte nei suoi aspetti, i sentimenti e gli stati d’animo/, ma nel contempo si deve considerare tutto questo in un discorso di insieme per comprendere il cervello, la mente e noi stessi. Ecco, noi sappiamo tutto questo: dalla scienza medica, dai libri divulgativi e dai documentari televisivi. Sappiamo più o meno tutti che esiste il cervello e che lì avviene qualcosa di meraviglioso che genera il nostro essere esseri intelligenti. E sappiamo di esserlo. Ma, credo, non possiamo ancora dare una risposta sufficiente al quesito al quale siamo partiti: che cos’è l’intelligenza? Nessun dizionario  ci dà una definizione esauriente.

Ancora una cosa:

ESISTE UNA INTELLIGENZA COSMICA CHE OPERA IN TUTTE LE COSE?

Siamo solo noi – ed eventualmente altri esseri nel cosmo- menti pensanti, o forse “tutto è mente”? E se una mente pervade tutte le cose, essa viene prima di tutto? O materia e mente coesistono da sempre in una infinito amalgama di forme cangianti? Se la mente universale è tale, si ripete ovunque,  nelle sue creazioni?

Spesso mi e ‘capitato di riflettere sulla possibile esistenza di una “intelligenza cosmica”. Lo so, e una espressione troppo inflazionata. Comunque, chiamiamola così, con buona pace della originalità. Mi è parso talvolta quasi naturale che qualche studioso sia arrivato a questa conclusione: “tutto è intelligenza”.  I pensatori e gli studiosi arrivarono a formulare una simile teoria dopo un lungo percorso di studio, e di storia; io solo come una semplice “idea” che le cose “possano essere così”.  Una idea certamente “suggeritami” da chi coltiva e sostiene questa linea di pensiero, ma è una idea a mio avviso non proprio assurda.

La natura riesce a fare le cose che fa, a mio avviso, proprio grazie ad una sua insita “intelligenza globale”. Se le api hanno l’intesa che hanno, se gli uccelli o i delfini sono così organizzati e collaborativi fra di loro, se una pianta fa crescere una foglia più lunga delle altre per far atterrare un insetto, beh…credo proprio che tutto ciò sia il prodotto di una “logica globale”, che coinvolte vari piani della realtà, dai batteri agli elefanti, dall’atomo alle galassie e, forse, agli universi. Sì, universi. Esiste anche questa possibilità, di infiniti o innumerevoli universi, e piani di esistenza (dei quali noi “ne” viviamo uno…). Mi si permetta un piccolo volo pindarico: credo poi, a mio modesto parere, che  14,7 miliardi di anni, l’età dell’Universo, per noi così tanti, siano invero  troppo pochi, la Terra da sola avrebbe un terzo della età dell’universo.  

Per l’evoluzione delle cose sulla Terra, e della Terra stessa,  sono solo 4,5 miliardi di anni, molti di meno da quando sarebbe sboccata la vita. 5, 3 miliardi di anni. Troppo pochi penso, affinché’ il solo caso fortuito ed il normale processo di causa ed effetto abbia prodotto un tale sincronismo nella natura delle cose, della vita, degli esseri viventi.

“Le scimmie che trasmettono il loro sapere, come credo anche le piante, fra di loro, facciano altrettanto (se una pianta produce una resina come difesa…altre lo fanno, e sono certo che un altro, riflettendoci,  trarrebbe le stesse conclusioni, se non le ha già tratte, dallo studio delle piante, degli insetti, dei batteri o dei gatti. La conclusione che nulla sia puramente causale.

Con gli eventi “cause di altri eventi”, credo avvenga anche che..” una cosa ami andare insieme ad un’altra cosa”, quasi per magica attrazione, e due eventi sembrano accadere, senza apparente legame di causa-effetto.

Le “cose che amano andare insieme”, sono proprio riconoscibili per come misteriosamente opera la natura, sia essa animale, vegetale o minerale. Le forme che si ripetono a tutte le grandezze (si pensi ai frattali), le intese fra gruppi di animali, ad esempio balene, distanti fra loro oltre la portata dei sensi (certo, non sappiamo dove arrivino i sensi delle balene, certo…), l’acqua che sembra capace di memorizzare qualcosa di ciò che ci nuota dentro, tutto questo sa’ di “totalità’”, una sorta di “tutti per uno” di Dumasiana memoria; pur fatta salva la dimensione individuale, dal singolo atomo, alla singola pietra, alla singola pianta, al singolo uomo.

Non mi stupisce, a questo punto, che qualche profeta abbia parlato di “comunione perfetta” in riferimento alla “meta futura” in ambito escatologico. Cio’ che sara’ quando questa trasmissione di cose, di informazioni, di pensieri..sara’ perfetta?

E se questo continuo cambiamento,  questo divenire, questo “panta rei”  che caratterizza ogni cosa, sotto l’egida del tempo,  fosse un universale tendere al miglioramento della realtà (che sarà  visibile magari fra millenni, su scala cosmica) che porterà ad un compimento, ad una perfetta “comunione”, per ora solo presente nel pensiero di qualche mente fantasiosa? E’ possibile che l’uomo sia un attore importante, centrale- insieme credo con esseri come lui forse esistenti altrove nel cosmo- , e debba e possa raggiungere, o magari anche recuperare una intesa con la natura e con i suoi simili che magari ha in gran parte perso?  Io lo penserei.

Okay, va bene cosi’- si vede che sto per entrare in ferie eh? 🙂 Ah, leggete tutto con calma (vi capisco) incollate su magari word per una piu’ agevole lettura. Con voi talvolta faccio cosi’ anche io- anche per leggere “off line” con calma. Okay, come vi va.

 CIAO CIAO

Marghian

 

 

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

Marghian - Music blog

Just another WordPress.com site

Semprevento's Blog

Amo il vento e tutto ciò che accarezza

Cayenna

Essere se stessi contro ogni violenza

la vita va...

Just another WordPress.com site

MALI & LINO

Just another WordPress.com site

~ A l b a ~

camminando insieme a voi.....

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: