UNA COMETA DA ALTRI MONDI

first interstellar comet

Belle quelle astronavi a forma di siganro. In questo caso no, sono effetti di aberrazione ottica. Ma non significa che, piu’ in generale, queste astronavi  non esistano 🙂  

Ciao. Nemmeno per questo Natale prossimo imminente (e immanente, dato che passa in fretta) riesco a esimermi dallo scrivere di comete, dato che la cometa (qualunque cosa fosse in realtà la cosiddetta la cometa di Betlemme, che forse cometa non era), sta alla tradizione quanto le renne o il bue e l’asinello. Ma il mio spunto di riflessione e di dilettantesca trattazione, non mi viene solo dalla atmosfera suggestiva del Natale. Soprattutto, mi dà un fatto di cronaca spaziale, una notizia di qualche settimana fa, che ha come protagonista proprio una cometa. Le comete sono tutte belle, tutte spettacolari, pur se solo quando il Sole le accende con il suo “vento”(un vero vento, il vento solare ) fatto di luce e particelle- revalentemente atomi di idrogeno, elio, e protoni e neutroni ed elettroni allo stato libero (di cui praticamente il Sole è fatto, e si manifestano quasi come i pavoni, esibendo una chioma che assume anche la grandezza di uno sferoide di 100 chilometri di diametro, ed una cosa di qualche decina, o centinaio di milioni di chilometri, nella direzione oppposta a quella delle particelle solari. Okay, tutte le “stellas cun coa”- come le chiamiamo noi sardi-, le stelle con la coda sono meravigliose. Ma la cometa di questo Natale – ecco la particolarità -non fa parte della nostra famiglia di comete, ossia non viene dalla cintura di asteroidi e comete che sta oltre ben oltre Plutone ma “disposte” a ciambella attorno al Sole; e nemmeno dalla immensa “nube di Oort”, un bellissimo sferoidale del diametro si pensa di quasi un anno luce che avvolge tutto il Sistema Solare. Questa cometa viene da un altro sistema solare. Conosciamola meglio.

 

borissov comet

Immagini ottenute sulla cometa. A fianco, la chioma e la coda raffrontaata alla Terra

E’ la cometa denominata 2I/Borisov, dal cognome dello scopritore. E’ stata “avvistata” quest’anno, il trenta di agosto. , che viene da oltre il sistema solare. Il 22 è Solstizio d’inverno, giorno più corto dell’anno. Sarà possibile osservare chiaramente la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Luca Parmitano – la ISS come cometa di Natale artificiale J . – Ben visibile soprattutto l’8 e 9 dicembre scorsi, la cometa “aliena” 2I/Borisov ha una gigantesca coda bianca che si estende per 160.000 chilometri di lunghezza, ossia oltre 12 volte il diametro della Terra, pensate. Questa sua caratteristica è stata osservata da astronomi della Università di Yale e nelle Awaii. Già a ottobre, a 2 mesi dalla coperta, la cometa è stata per così dire “messa a nudo”, ben vista dal telescopio spaziale Hubble, e ha raggiunto la sua massima vicinanza al Sole l’8 del mese in corso, il giorno della Immacolata (anche la nascita di Maria accompagnata da una stella cometa? O una astronave le diede un passaggio qui sulla Terra? Scherzo ). Il mese scorso sono state effettuate le valutazioni da parte degli scienziati sulle sue caratteristiche in termini di coda e chioma., la cometa quindi avvolta da un velo bianco splendente, come pure la coda, essendo l’una e l’altra prodotta da esalazioni di gas (vapore acqueo, ossigeno, altri gas, materiale roccioso) , e da espulsioni di particelle (piccoli frammenti di minerali, quali carbonio, silicio, metalli)..

Da cosa si capisce che la cometa proviene da un altro sistema solare? Queste comete sono importanti per gli scienziati per lo studio dell’acqua “aliena”- dato che le comete sono fatte prevalentemente di ghiaccio d’acqua ma anche di “ghiaccio secco” ( CO2 congelata), e poiché non è stata approntata nessuna missione per “andare a prendere” del materiale come nella missione “Stardust” o la missione “Rosetta” o altre, per studiare i componenti, chioma e coda, si fra’ uso probabilmente, fra altre cose di cui non so, della spettroscopia, ossia dalla analisi della luce nelle diverse bande di frequenza che ci arrivano dall’oggetto. ogni materiale, assorbe o emette una determinata frequenza di luce e radiazione, quindi si potrà sapere “grosso modo” qualcosa sul materiale che compone la cometa. E’ grazie la spettroscopia che noi sappiamo la presenza e le percentuali – ovviamente non esattissime – di materiali di nubi spaziali, stelle e persino galassie, distanti queste ultime anche qualche miliardo di anni – luce.

 

Dobbiamo proprio alla spettroscopia il fatto che sappiamo che le stelle degli ammassi globulari, piccole nano galassie distribuite in tondo attorno alla nostra galassia, di forma tondeggiante contenenti ciascuno qualche centinaio di migliaia di stelle dette “della popolazione di alone” (mentre noi, Sole, siamo di una stella “della popolazione di disco”, perché’ sul disco galattico, in uno dei due bracci della spirale della nostra galassia) , sono molto vecchie e povere di metalli.

Come si capisca la provenienza extrasolare di una cometa o di u asteroide (ricordate quel coso a sigaro Oumuamua? Un asteroide venuto da fuori del sistema solare, scoperto nel 2017), si parla di una “zona del sistema Solare” dove passerebbero gli oggetti extrasolari, dicono, una “finestra di spazio” fra Giove e Urano. Una cometa che passasse di lì, come forse è il caso della 21/Boris, avrebbe una traiettoria non compatibile con la provenienza da uno dei nostri “serbatoi” di comete, fascia di Kuiper (oltre Plutone) e Nube di Oort piu’ oltre ancora). Sembra poi che questa cometa vada particolarmente veloce. Una cometa nel nostro sistema solare è “frenata” dalle attrazioni di pianeti, altri asteroidi ecc. Una cometa extrasolare, ha viaggiato per molti anni luce “indisturbata” , attirata- una volta giunta a metà strada fra il suo sistema e il nostro, soltanto dalla gravità del Sole, gravità che la cometa sente “sempre più forte”, fino ad essere doppia una volta che la distanza dal Sole diminuisse del suo quadrato, secondo Newton. Quindi, la cometa sarebbe entrata nel sistema solare, “tutta lanciata”.

Abbiamo avuto una cometa di Natale (nostrana quella volta eh?) anche l’anno scors, vi riporto qualche passo del post in merito.

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Bella eh?? Questa cometa, del nostro sistema Solare, è passata al perielio (punto massima vicinanza al Sole il 12 dicembre dell’anno scorso), e vicinissima, 30 volte la distanza Terra Luna (180000X30), 11400000 KM. Suggestiva questa “visione prospettica” di Luna e cometa che esmbrano stare affiancate, con la chioma che la supera in diametro, e le stelle.

Molto di più rispetto alla nostra curiosità e ai nostri binocoli ha potuto fare potuto fare l’osservatorio ALMA in Cile,  nome completo “Atacama Large Millimeter/submilimeter Array”, con le cui antenne hanno osservato l’oggetto cometario fotografandolo già il due del mese corrente, quando stava a 16 milioni di chilometri e mezzo da noi.

ALMA è riuscito  quella volta a catturare nel dettaglio la chioma, cioè l’involucro gassoso che si forma attorno al nucleo cometario quando la cometa transita vicino al Sole, per effetto della radiazione solare, che come un forte vento che soffia sulla neve, ne fa volare fino a costringerci a ripararci in qualche modo. La chioma assume dimensioni enormi rispetto al nucleo, se il nucleo infatti è di cinque chilometri, la chioma può diventare uno sferoide di anche cento chilometri, e la coda, lunga alcuni milioni di chilometri. Materiale estremamente rarefatto ma capace di accendersi dei riflessi della luce solare, talora con colori differenti dal bianco (scie bluastre, verdastre, ecc.)….

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(scrivero’ nuovamente su questo blog dopo le feste, al rientro dal mio soggiorno a Torino, partiro’ Giovedi’. Li’ mi limitero’ forse ai commenti da cellulare, a meno di non trovare un computer disponibile)

CIAO

Marghian