Ciao. Domani 20 luglio come sappiamo, ricorre il cinquantenario dello sbarco sulla Luna. Feci un post, in occasione del quarantesimo anniversario. Ve lo ripropongo, data la ricorrenza, riveduto e corretto. C’è sicuramente ancora da correggere, in dattilo. …Vi racconto la storia di quell’epico evento. Non sono Piero Angela, non sono Ruggero Orlando, ne’ Tito Stagno (sapete che è di Cagliari? ); ma, umilmente,  ci provo.

*APOLLO 11*

apollo 11

La capsula Apollo 11- La punta del razzo Saturn 5, che volo’ verso la Luna

Cinquant’anni fa, il 20 luglio del 1969, l’uomo metteva piede per la prima volta su un altro corpo celeste: era la Luna. Quel giorno l’uomo aprì una nuova era nella sua storia di “esploratore del mondo”. Da sempre l’uomo cerca, esplora, scopre. Dalla scoperta del fuoco, all’invenzione dei primi rudimentali utensili e strumenti per procurarsi il cibo e per “farsi breccia” nell’ambiente ricco ma al contempo ostile in cui viveva, sino a conquistare ogni angolo del pianeta, sino ad oggi, l’uomo continua nella sua sete di conoscenza e di dominio del mondo in cui vive. Ma la sua “grande meta”, sin dai primordi della sua esistenza, è il cielo. Visto da sempre come “meta irraggiungibile e divina”, il cielo è stato comunque considerato una “meta da conoscere e da raggiungere”, seppur lontana. I miti, le religioni, le “favole” hanno sempre dato all’uomo quella “voglia di cielo” che, nei millenni, si è sempre più concretizzata, sino ad arrivare, oggi nella nostra epoca, al..grande balzo: la conquista della Luna.

PRIMA DELLO SBARCO DELL’UOMO SULLA LUNA

surveyor 1

La sonda automatica Surveyor -1, lanciata tramite razzo vettore del tipo Atlas Centaur a fine maggio del 1966, tocco’ il suolo lunare il 2 di giugno dello stesso anno.- Senza uomini a bordo, la Surveyor -1, con altre sonde inviate poi,, ha preparato la strada allo sbarco umano, avvenuto con l’undicesima capsula spaziale del progetto Apollo.

Nell’avviare questo ambizioso progetto, Il governo americano decise di esplorare il nostro satellite con delle sonde automatiche capaci di scattare delle fotografie del suolo selenita e di fare altri rilevamenti che avrebbero spianato la strada ad un futuro atterraggio dell’uomo su un altro corpo celeste.

la prima sonda del “Progetto Pioneer”  che venne lanciata l’11 ottobre 1958 doveva studiare i campi magnetici e le micro meteoriti in prossimità delle orbite della Terra e della Luna. Arrivò all’altezza  di 113 mila km, e non raggiunse la Luna. Inviò comunque dei dati utili che riguardavano le condizioni dello spazio prossimo alla Terra. le altre sonde del “Progetto Pioneer” si dimostrarono comunque molto utili al fine di “conoscere lo spazio” e le sue caratteristiche, come i “raggi cosmici “, le radiazioni nello spazio orbitale ed il “vento solare” con cui le future sonde avrebbero dovuto  poi confrontarsi.

Fu con le sonde “Surveyor” che il “Progetto Luna” subì spinta notevole. La prima della serie fu lanciata il 30 maggio del 1966 alle 14,14  UTC  con il razzo vettore Atlas Centaur.  “Surveyor 1” punto’ direttamente verso una traiettoria di impatto con la Luna e, quando la sonda si trovò a metri mt dalla superficie lunare. Toccò il suolo, in caduta libera, il 2 giugno del 1966, nella zona denominata “Oceanum Procellarum”. “Surveyor 1 trasmise dati, ininterrottamente, sino al 14 luglio dello stesso anno. Il “Progetto Surveyor” terminò con l’allunaggio della sonda “Surveyor 7”, il cui scopo fu quello di raccogliere informazioni sull’ambiente lunare finalizzate all’esplorazione del satellite con le sonde del “Progetto Apollo” Il “Surveyor 7”, dotata di strumenti sofisticatissimi e di una telecamera, nonché’ di un “braccio scavatore”, toco’ il suolo selenita il 10 gennaio 1968 alle ore 6,30 UTC.

Intanto “volavano” le sonde del “progetto GEMINI”, che portarono, nel periodo tra il 1963 e il 1966, alla prima “passeggiata nello spazio” -attività extra veicolare” e permise di mettere a punto i primi “RENDEZ-VOUS”,  gli “AGGANCI” tra sonde, indispensabili per le operazioni future. Con il rientro a terra della “Gemini 12” nel novembre del 1967, il “capitolo Gemini” fu dichiarato chiuso. C’erano ormai le premesse per il progetto che, come sappiamo, avrebbe portato l’uomo sulla Luna: l’ambizioso “Progetto Apollo”.

IL PORGRAMMA APOLLO E LO SBARCO SULLA LUNA

lading on moon

Il progetto Apollo fu una continuazione delle spedizioni precedenti che, come si è visto, misero a punto la tecnologia, le conoscenze e l’esperienza che resero possibile l’ambiziosa impresa che si prefiggeva di portare un uomo sulla Luna.

Il “programma Apollo ebbe un inizio poco felice: la navicella “Apollo  Saturn 204”, ribattezzata poi “Apollo 1” , prese fuoco in una esercitazione nel  gennaio del 1967 mentre si trovava in cima al razzo “Saturn1B”. L’incidente, che causò la morte dei tre astronauti, non scoraggiò la NASA, che continuò. Il programma Apollo portò undici equipaggi umani nello spazio: dalla missione Apollo 7 alla missione Apollo 17 . Tutti i voli  partirono dalla base “John F. Kennedy Space Center”. Questi lanci perfezionarono quella parte del programma che era di fondamentale importanza: il “razzo vettore”. Il l primo viaggio con equipaggio umano fu lanciato col vettore Saturno 1B; mentre successivamente questo razzo fu sostituito dal prestigioso SATURNO 5, ormai entrato nel nostro immaginario. Questo prodigio della tecnologia, conosciuto come “razzo lunare”, era un razzo a più sezioni, o “stadi” dotati di propellente liquido. Il principio era il seguente: uno stadio, esaurito il carburante, si staccava, permettendo al successivo di attivarsi e continuare la spinta, fino a quando del “razzo non rimaneva la “punta”. Che era la capsula spaziale stessa. Il Saturno 5  era il modello più grande della serie SATURN. fu progettato e messo a punto, sotto al direzione di Wernher Von Braun e di Arthur Rudolph al Marshall  Space Flight Center in Alabama. Tra il 1967 e il 1973 furono lanciati ben 13 razzi del modello Saturn 5 che furono utili sia per  le missioni Apollo che per la messa in orbita della navicella “Skylab”.

Con l’Apollo 7 e l’Apollo 9 si effettuarono viaggi in orbita terrestre di equipaggi umani, mentre le navicelle Apollo 8 ed Apollo 10 orbitarono attorno alla Luna.  Con l’Apollo 9 entra in scena un particolare tipo di capsula, indispensabile per la missione: è quel prodigio tecnologico noto come.. LEM. Il 3 marzo del 1969 l’Apollo 9 fu lanciato dalla base di Cape Canaveral. Fu testato uno strano veicolo, che scherzosamente fu dapprima chiamato “Spider”, “Ragno”, e successivamente-missione Apollo 10- prese il nome di LEM, acronimo che sta per “Lunar Excursion Module”, ossia “modulo per l’esplorazione lunare”. Non entrerò nei dettagli tecnici sul LEM: scrivo soltanto che questo tipo di modulo è adatto ad una lenta discesa con razzi frenanti su un corpo celeste, manovrabile e adatta d ogni terreno di atterraggio, data la sua forma “a ragno”. Il LEM era infatti capace, una volta staccatosi dalla “navicelle Apollo”, di “planare”, scegliendo, anche grazie a comandi manuali, dove atterrare, e di decollare con una spinta sufficiente da potersi ricongiungere con la “navicella madre”, a missione avvenuta. E così infatti avvenne.

La navicella Apollo 11 raggiunse la Luna il 20 luglio del 1969, dopo una estenuante “gara” con il potente “avversario sovietico”. “Gara” questa che, come sappiamo, era ispirata da quell’”equilibrio del terrore che chiamiamo con il tristemente poetico nome di “guerra fredda”. Si, lo sbarco sulla Luna fu anche questo. Ma veniamo, in dettaglio, all’” evento del millennio”, così da tanti è stato definito.

Innanzitutto, gli UOMINI. Neil Armstrong, comandante della missione e primo uomo che mise piede sulla Luna; Michael Collins, pilota del modulo di comando e che per questo ruolo rimase in orbita intorno alla Luna; Edwin Eugene “Buzz” Aldrin, pilota del modulo lunare LEM e secondo uomo a toccare il suolo lunare. Questi sono i nomi dei tre astronauti della capsula APOLLO 11.

SATURN FIVE

saturn five.jpg

Il maestoso missile Saturn V, costruito sotto l’egida di Wernher Von Braun

-Una menzione particolare merita, a questo punto, l’ingegnere di origine italiana Rocco Petrone, che dopo aver lavorato a fianco di Von Braun, prese il posto di quest’ultimo a capo di tutto il progetto Apollo. Uomo dalla memoria straordinaria, conosceva il razzo pezzo a pezzo, e risolse all’ultimo istante (calcisticamente parlando, “in zona Cesarini”) un difetto ad una voalvoletta che stava per compromettere il lancio. Petrone, ripassando mentalmente le caratteristiche del razzo, andò dritto dritto al problema, regolando la valvoletta e bloccando la debole fuoriuscita di gas che non avrebbe dobuto essserci.

IIl razzo vettore SATURNO 5 con in cima la navicella con i tre astronauti a bordo lasciò il suolo terrestre  la mattina del 16 luglio del 1969 alle ore 9,32 minuti ora locale. 11minuti dopo, spentosi il terzo stadio del missile, la navicella era in orbita attorno alla terra: l’avventura di Armstromg, Aldrin e Collins era cominciata. Venne estratto dal terzo stadio il LEM e agganciato alla navicella Apollo. Tre giorni dopo, il 19 luglio, Apollo e Lem erano in orbita lunare. Il modulo lunare “Eagle”-Aquila-si staccò dalla capsula Apollo. Aldrin e Collins presero posto nel LEM, mentre Collins rimase nella capsula di comando.  Il  LEM” si staccò dall’Apollo ed inizio la lenta e faticosa fase di discesa sulla Luna. la superficie del nostro satellite naturale e primo corpo celeste ad essere da lì a poco “violato” dall’uomo si avvicinava sempre più. Le manovre e le fasi dell’atterraggio sulla Luna furono difficili e concitate.  Armstrong prese il controllo manuale del modulo e fece allunare il modulo nella zona prescelta per l’allunaggio: una zona impervia, a dispetto del nome “Mare tranquillitatis” . Il LEM toccò la polverosa superficie lunare alle ore 20, 17 UTC-Universal Coordinated Time, l’ora di Greenwich-. l’UOMO ERA ARRIVATO SULLA LUNA. Mancava ancora una ultima, piccolissima fase: SCENDERE.  Erano momenti di grande tensione per i due astronauti astronauti a bordo del LEM oramai addormentatosi sul soffice suolo lunare. Momenti di “suspance” per chi era a terra, momenti emozionanti per Michael Collins, che anni più tardi dirà: non sarei mai ripartito dalla Luna, avrei voluto scendere lì. Alle ore 22, 56 minuti e 15 secondi Neil Armstrong, il primo uomo a farlo. Mette piede sulla LUNA. Pronuncia la storica frase “un piccolo passo per me, ma un gigantesco balzo per tutta l’umanità”, si guarda attorno. E’ cominciato il primo soggiorno di due uomini sulla Luna.

UOMINI SULLA LUNA

men on the moon

Una storica foto

A questo evento seguirono altre fasi, come gli esperimenti condotti sulla Luna dagli stessi astronauti di quella prima missione. A questa, altre ne seguirono. Dopo la sfortunata missione “Apollo 13”, altre tre missioni Apollo andarono in porto con successo.  La Luna è oggi più vicina, e ci è più familiare grazie al coraggio e allo spirito di avventura dei tre astronauti, di coloro che li hanno preceduti e di tante persone che hanno lavorato, “a terra”. Per la riuscita di questa impresa di cui oggi si celebra l’anniversario. Aldrin, Collins e Armstrong furono i primi, e tutto il mondo era con loro. Altre frontiere sono in attesa di essere raggiunte dall’uomo. Ma questa, amici, è …una continuazione della storia: non un’altra. E, di questa storia, noi siamo tutti parte: è la storia dell’uomo, la nostra storia. Parte di una storia più grande, quella dell’universo, della quale storia, sentiamo di non essere gli unici attori. Ecco perché li cerchiamo, e li immaginiamo. Raggiungere la Luna è stato forse il primo passo, verso altri mondi, con future astronavi. “Per arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima” – avete riconosciuto queste parole: Star Trek, l’esplorazione delle stelle. 

CIAO

Marghian