Ciao. Avrei scritto questo post in venti minuti, forse anche in meno tempo. Ma ci ho messo tre ore, il pc mi scriveva le lettere con esasperante lentezza e dovevo…aspettarlo. Scrivevo, mi fermavo – perche’ il cursore si bloccava-, poi il pc formava piano piano le parole. Copiavo, e andavo avanti. Ovviamente ci tornavo ogni tanto, fra lavoro e post. Come diciamo noi, “unu corpu a su ferru e unu a s’incòdia” (“un colpo al ferro e un colpo all’incudine”). Pazienza premiata.

VEICOLI SPAZIALI ….A VELA

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Si’, a vela, come vedete in questa “scheda” che ho preparto.  Il 22 del mese prossimo, dallo storico centro spaziale “Kennedy Space Center” in Florida verrà lanciata nello spazio una “scatoletta” che, una volta liberata, dispieghera’..una vela. Una vera e propria vela. L’oggetto, un concentrato di tecnologia. Cinque chilogrammi di strumenti e circuiti, contenuti in qualche decina di centimetri cubi, si chiama “LighSail 2”- da “light sailing” “navigazione leggera”, o meglio “navigazione con la luce”. E’ infatti proprio la luce – del Sole -, il “vento” che spingera’ questa piccola navicella… a vela.

Avete senz’altro sentito nominare Carl Sagan.  Avete visto il film “Contact”? Ebbene, Carl Sagan e’ quello che ha scritto il romanzo da cui il film “Contact”, ed e’ stato propprio lui una quarantina di anni fa ad aver pensato che nello spazio si potesse viaggiare anche “a vela”. Ed e’ questo che si sta tentando di fare. Come funziona la vela solare o spaziale? La luce, nelle sue particelle che la compongono, i fotoni, non ha massa; non ha massa, ma il fotone e’ il quanto di energia, la particella elementare della luce, che possiede quantita’ di moto che trasmette – attraveso il vuoto- ad altri oggetti. La luce e’ quindi come un vento che spinge la vela spaziale. Raggiunta una certa orbita, la “lighsail 2” verra’ liberata e, da sola, da un’orbita iniziale di 700 chilometri, andra’ piu’ in alto e piu’ veloce.

Non e’ stato il primo tentativo, ma i preedenti tentvivi erano solo delle prove: la stessa “ditta”, la “Planet Society”, provo’ nel 2005 a mandare una microsonda a vela nello spzio ma per un problema al razzo vettore che doveva mandarla nello spazio la cosa falli’. Ci riprovo’ nel 2015, con successo. La missione si limito’ pero’ solo a delle prove di dispiegamento del dispositivo a vela.

Le promesse.Portare sonde in giro per il sistema solare senza consumo di carburante e a velocita’ non raggiungibili da sonde spinte a propellente tradizionale. Il carburante,od altra fonte di energia (quale era per esempio il plutonio nella sonda Cassini su Saturno), con le sonde a vela servira’ solo per il lancio e la messa in orbita di partenza, , per le piccole manovre, e per avere energia atta ad alimentare gli strumenti. Altra grande “promessa” di questo sistema, e’ l’invio futuro di microsonde a vela verso Alpha- Proxima Centauri, e “questa volta” spinte da impulsi laser inviati dalla Terra.

Da calcoli fatti, anche sulla base di suno studio di Stephen Hawking ed altri, una flotta di micronavi a vela raggiungerebbe il sistema stellare a noi piu’ vicino in circa 20 anni,viaggiando a un quinto della velocita’ della luce. Una volta giunte a destinazione, le sonde invierebbero dati sulla Terra in poco piu’ di quattro anni, essendo 4,2 anni luce la distanza di Prox. Centauri da noi.

Ma, piu’ in qua’ nel tempo, 2020-2021, la Nasa intende inviare una sonda che dispieghera’ la sua vela in prossimita’ della Luna e cosi’ raggiungere un asteroide per studiarlo.
E le navi spaziali a vela con equipaggio umano? Forse succedera’ anche questo. Tempo al tempo.

Ciao

Marghian