Archive for gennaio 2019

PILLOLE – Futura era spaziale

Post che ho pubblicato oggi su Facebook

che qui ho un po’ ampliato, aggiungendo l’immagine senza disascalia,  e le considerazioni . Su facebook c’e solo la seconda immagine, e un saluto. Qui c’e in piu’ anche la musica, cosi’. Ho ripristinato l’audio finalmente l’audio; ma ci ho lavorato su’, per alcuni mesi. Certo, non ventiquattro ore su ventiquattro; ogni tanto, provavo qualcosa.  Si sente tutto molto bene, e  posso di nuovo giocarci – con la musica, mi mancava 🙂

*****

Quale è il futuro destino dell’uomo?

Incontrerà altre intelligenze a lui simili?

Se nel cosmo Egli è solo, popolerà l’intero universo? 

O morirà nella sua  culla?

Le prime due possibilità, e la terza, dipendono rispettivamente

dalla sua capacità, o no, di raggiungere le stelle

(Marghian)

Siamo nell’era spaziale. Ma questa era dell’umanita’ e’ appena cominciata. Molti dicono, con non poca convinzione, che “abbiano visto tutto e non abbiamo trovato niente”. Sta di fatto che non abbiamo trovato niente, perché non abbiamo visto niente. Abbiamo raggiunto, solo con delle sonde, alcuni corpi celesti del sistema solare, anche importanti come Marte o la Luna, Giove o le lune di Saturno. Ma non abbiamo comunque visto ancora niente; l’universo consta di miliardi, forse miliardi di miliardi, di sisetmi planetari. Disclocati in duemila miliardi circa, di galassie. Le galassie, veri e propri universi- isola, ciascuna con decine di miliardi di stelle, moltissime delle quali, ormai lo sappiamo,  hanno pianeti.

FUTURI VIAGGI INTERSTELLARI. QUANDO?

ipotetica astronave

Questa potrebbe essere, un domani, la forma di una (vera) astronave, per lunghi viaggi nel sistema solare e, forse, verso altri sistemi solari. Si è pensato ad “astronavi arca”, dove arriverebbero a destinazione, su altri sistemi solari, i discendenti dell’equipaggio partito dall’orbita terrestre; si pensa ad equipaggi “ibernati” con l’astronave dotata di un meccanismo che ad un certo punto “risveglia” i viaggiatori, o ad una ibernazione “a turno”, con anni passati “da svegli” e altri “da imbernati”, dandosi il cambio. Ma tutto questo, forse non ci portera’ molto lontano. Per questo si pensa, con tanto di equazioni teoriche e simulazioni virtuali, a qualcos’altro ancora, per poter davvero viaggaire fra le stelle (vedi didascalia immagine sotto)

Spero che possiate leggere bene la riflessione che ho scritto “a didascalia dell’immagine”. Basta ingrandirla, e si legge.

interstelllar ship

Approfondirò questa cosa, in un prossimo post.

BUONA SERATA CIAO

Marghian

 

27GENNAIO, GIORNO PER LA MEMORIA DI UN TERRIBILE EVENTO

Ciao. Ero indeciso su quale blog fare queseto post. Ingenere uso l’altro blog, quando a corredo di un post c’e un video di una canzone. Ma qui, l’argomento centrale non e’ la canzone in quanto essa, fa solo da spunto per questo importante tema riguardante un peculiare periodo storico.  Ho scelto dunque questo blog.

Piu’ avanti cito dei nomi di personaggi tedeschi, mi scuso se non li avrò scritti proprio nel modo giusto.

RICORDARE – LA MEMORIA, OLTRE LA MEMORIA

Ogni 27 gennaio, viene ricordata la SHOAH, lo sterminio di milioni di ebrei ad opera della follia nazista. Questo evento storico, che ha gettato una profonda oscurità sulla storia del XX secolo e sulla storia intera del genere umano. Nessun altro genocidio è così presente, nella nostra memoria, come la shoah, “l’olocausto” (significa “bruciatura totale”), lo sterminio di milioni di ebrei. Sterminio dettato dalla folle e illogica ideologia razzista, dal mito della  “razza pura”. Il progetto perverso di realizzare una “Grande Germania”, e con esso quello della supremazia sul resto del mondo, hanno indotto il regime nazista al non plus ultra del male: “risolvere” , da tale perverso punto di vista, la cosiddetta ” questione ebrea”. In che modo? Come sappiamo dalla storia, cio’ fu perpetrato nel modo più aberrante e terribilmente efficiente: con lo sterminio di massa. Il  folle “progetto” dei grandi  gerarchi e dei servili “lacche’”  del  Terzo Reich, amailati  loro “Furer”-parola di per se’ non negativa, significa guida o leader, ma negativa in quella  fattispecie- Hitler, e dei suoi piu’ spietati e cinici collaboratori (Guering, Himmler, Hess e molti altri) porto’ alla sistematica interazione in infernali “campi di concentramento” di ebrei, zingari, oppositori politici, Testimoni di Geova, omosessuali, ed altre categorie di persone “indesiderabili”, in quanto “inferiori”, secondo loro  mente distorta . Deportazioni ed internazioni che culminavano nella tortura e, sappiamo, nella uccisione dei prigionieri. Sei milioni di persone, tra uomini, donne, bambini. Senza pieta’. Questa, lo sappiamo, è stata la “shoah”. Oramai questa parola ebraica, che significa” Catastrofe, disastro totale”, viene associata ad un’altra parola: “olocausto”(Holos, “totale”, kaustos , “rogo”). L’inferno, nel vangelo, viene chiamato con una parola assai simile: shoèl”.  “shoah” e “olocausto”. Due termini che anticamente avevano il significato di “offerta al Dio”. Soltanto di recente, e per via dell’orrore nazista, queste due parole sono diventate ..sinonimi di questa follia, che ha gettato buio sull’intera umanità.

Sappiamo come tutto finì: il suicidio (?) di Hitler, la capitolazione del Reich, il “Processo di Norimberga”, che portò alla condanna a morte di gerarchi nazisti ed alla detenzione di altri. Ahime’, molti restarono impuniti: Herich Briebke, se la passò bene in Argentina, è vissuto  cento anni in salute. Questo mi fa ritenere possa esserci una giustizia superiore, e che la vita non sia questa sola, a che abbia senso parlare di tale Giustizia superiore: sia per il male che per il bene: Priebke, Hitler, dopo morti, lo stesso destino di Padre Pio o di Madre Teresa, se non c’e l’aldila’. Assurdo, semplicemente. L’aldila’, ovvero il destino spirituale, è un forte moltiplicatore del senso della vita, e della esistenza.

Oggi, a 74 anni di distanza dal crollo del regime nazista e della liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz, viviamo questo come un ricordo. Un ricordo che ci spaventa e che ci indigna (purtroppo non indigna tutti, stiamo attenti a questo…). Eppure  essa è’ storia recente. Proprio per questo, io penso, questa storia…ci indigna. Ricordiamola, questa storia, come “monito”. Come disse a Norimberga un “avvocato dello storico processo: “fare giustizia” di siffatti crimini, affinché’ non si ripetano”.  Il ripetersi, in futuro, di un’altra” shoah, potrà significare la fine, non soltanto di una etnia, ma dell’intero genere umano.La storia, proprio nelle sue pagine più buie, proprio in esse, è una terribile maestra di vita. E’ triste dirlo, ma è così. Ricordiamola, questa storia, anche oltre il “Giorno della memoria”.  Giorno in cui vennero aperti, 74 anni fa, il 27 di gennaio, i cancelli di  Auschwitz. Terreno fertile per il ripetersi di pagine così terribili, sono l’odio, la mancanza di idee, la guerra. Guerra che oggi, dato il terribile progresso raggiunto con la tecnologia militare, avrebbe conseguenze inimmaginabili.

LA STORIA, UN AMMONIMENTO PER IL FUTURO

BOB DYLAN – A HARD RAIN’S GONNA FALL

( Una dura pioggia sta per cadere)

La lirica di Bob Dylan, a volte, e’ forte. Un testo con immagini simboliche forti, apocalittiche, “da fare andare a letto i bambini”. Raffigurazioni e descrizioni quasi dantesche. Ma non per questo esagerate, rispetto al male di cui è capace l’essere umano; responsabile, in gran parte, del suo stesso destino futuro. Il mondo deve darsi una raddrizzata, se non vuole che si avveri questa canzone. Se vuole che tutto rimanga soltanto nelle corde del cantautore, e nella voce di chi la vuole cantare. Che resti solo una canzone, e’ il migliore augurio che si possa fare al nostro futuro.

La canzone si riferisce in specifico al fall-out atomico. Era il 1963. Il rischio era alto, allora. Ma è proprio di questi giorni la notizia che gli scienziati che gestiscono il “Doomesday Clock” , un orologio metaforico che misura idealmente il pericolo della fine del mondo, messo a punto da scienziati di una rivista scientifica di Chicago nel 1947,  hanno regolato questo “orologio della apocalisse” a due minuti prima della mezzanotte. E’ una valutazione fortunatamente empirica ed aleatoria, ma che “tasta il polso” del mondo, delle sue tensioni, di cio’ che sta accadendo.

Ascoltatela, è molto bella. E’ un po’ lunga, quando la suono, e la canto, con la chitarra, alla fine mi fanno un po’ male le dita…  🙂

“Dove sei stato, figlio dagli occhi azzurri? Dove sei stato, mio piccolo ragazzo? Ho inciampato sul fianco di dodici oscure montagne, ho camminato e strisciato in sei strade contorte, ho camminato nel mezzo di sei tristi foreste, sono stato di fronte a dodici oceani morti, e sono penetrato per diecimila miglia nella bocca di un cimitero. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E cosa hai veduto, figlio dagli occhi azzurri? E cosa hai veduto, mio piccolo ragazzo? Ho visto un bimbo appena nato circondato da bianchi lupi, ho visto una strada ciottolata di diamanti e nessuno che vi camminava, ho visto un tronco nero da cui sgorgava sangue, ed ho visto una stanza piena di uomini che brandivano martelli sanguinanti, ed ho visto una bianca scala sommersa dall’acqua. Ho visto diecimila parlatori con le lingue ormai consumate, ed ho visto armi e spade affilate nelle mani dei bambini. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E che cosa hai sentito, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai sentito, mio piccolo ragazzo? Ho sentito il rombo di un tuono che suonava come un avvertimento, ho sentito il fragore di un’onda capace di sommergere il mondo intero, ed ho sentito cento suonatori di tamburi con le mani in fiamme, e diecimila persone sussurrare e nessuno che ascoltava. Una persona che moriva di fame e tanta gente che rideva, ho udito il canto di un poeta che moriva in un fosso, e la voce di un clown che piangeva in un cortile. Ed una dura pioggia che sta per cadere. E chi hai incontrato, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai incontrato mio piccolo ragazzo? Ho incontrato un ragazzino chino su un cavallino morto, ho incontrato un uomo dalla pelle bianca che passeggiava con un cane nero, ho incontrato una giovane donna il cui corpo bruciava, e una *ragazza che mi ha dato un arcobaleno Ho incontrato un uomo che era ferito nell’amore, ed un altro uomo ferito nell’odio. Ed una dura…pioggia che sta per cadere. E che cosa farai ora, figlio dagli occhi azzurri? Cosa farai, ora, mio piccolo ragazzo? usciro’ la’ fuori, prima che la pioggia cominci a cadere, e mi inoltrerò nel più profondo della più profonda e buia foresta, dove la gente è numerosa e le mani sono vuote, dove i proiettili di veleno stanno contaminando le loro acque, dove la casa nella valle è una umida e sporca prigione, dove la faccia del boia è sempre ben nascosta. Vado laddove la fame è brutta e le anime sono dimenticate, e dove nero è il colore e zero è il numero…E lo racconterò, lo penserò, lo parlerò e lo respirerò. E farò si che tutto ciò venga riflesso delle montagne, affinché tutte le anime lo possano vedere. E starò ritto, in mezzo all’oceano, prima di cominciare ad affondare, ma avrò imparato bene la mia canzone, per poterla cantare, perché una dura…pioggia sta per cadere”

(Bob Dylan- Traduz. Marghian)

Nei primi anni del ventesimo secolo, una dura pioggia appunto cadde, bagnando il mondo intero; Ne cadde poi un’altra, terribile, cominciò a cadere alla fine degli anni ’30, fino ai primi anni ’40, creando danni al genere umano.

Restando nella metafora dylaniana, oggi la “allerta meteo”, per questo tipo di pioggia, è più che mai forte. Speriamo quindi, che questa pioggia non cada ancora. Le conseguenze sarebbero ancora più terribili, dato l’attuale “stato dell’arte” degli armamenti di cui l’uomo dispone. Ma non basta sperare, occorre agire- ad ogni livello di responsabilità, ad ogni livello di consapevolezza, quale che sia il nostro posto nella società’ umana: il no alla violenza, agli odi e alla guerra, il no alla distruzione deve essere universale, sentita, unanime.

CIAO

Marghian

 

PILLOLE – La Luna eclissata…dalle nuvole

ECLISSI DI LUNA- SUPERLUNA, LUNA ROSSA E NUVOLE ROMBIBALLE

eclipse

Sole e Terra non sono in proporzione (330mila terre sono necessarie per fare un “sole”)

Non sono in proporzione ovviamente nemmeno le distanze, è evidente

Ciao  L’eclissi di luna (con annessa superluna) e’ cominciata questa notte, in Italia alle 4,35 circa, ha avuto il suo clou verso le 6 e un quarto, e l’ultimo contatto penombra è avvenuto alle 8, 50. Poi questa notte c’è stata anche la superluna, e “la luna rossa”. Non sono tre lune, e’ una sola; ma è apparsa piu’ grande ( in genere del 12,14 per cento), perche’ la Luna oltre ad essere piena- e deve esserlo per le eclissi di Luna, e luna nuova deve essere per quella di sole-, è anche nel punto piu’ vicino alla Terra (perigeo). Saprete che la Luna va da 355 mila chilometri dalla Terra, come questa notte, a 410 mila chilometri circa, la sua distanza massima, nel suo giro un po’ schiacciato o, piu’ correttamente, ellittico. L’orbita della Luna e’ inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra intorno al Sole; senza tale inclinazione avremmo due eclissi al mese, una di luna e una di Sole. Le eclissi, di ogni tipo, avvengono tutte in un periodo di 18-19 anni, sono i cicli di Saros che i Maya, e prima ancora i Babilonesi, conoscevano. Era rossa, perché la luce del Sole viene filtrata dall’atmosfera della Terra che ne riduce l’energia, allungandone la frequenza ed illuminando, tenuamente, la Luna di un colore rossastro.
Con cio’ sia che io, alzandomi alle 6,30 per andare al lavoro, speravo di riuscire a vederne almeno uno spicchio, di eclisse. Invece, ho visto una eclissi eclissare l’eclissi: una bella eclissi di Luna e di Sole insieme, in pratica una bella eclissi di nuvole. Anzi, uno spettacolo di nuvole e di pioggia.  L’eclissi di sole è durata tutto il giorno 🙂

Ciao 

Marghian

PILLOLE – ANTICA SAPIENZA GRECA. ED EGIZIA – UN ANEDDOTO IMPROVVISATO

Ciao. Qualche mese fa ho ideato una rubrica per questo blog, di brevi post. Pillole“- Notizie, riflessioni, aforismi e brevi aneddoti. Possibilmente miei. Già la definizione, “Pillole” suggerisce questa brevità e sintesi. Per quanto mi reisce. Infatti, queste “pillole” saranno per me un valido esercizio di brevita’ 🙂

Questo post nasce da un commento spontaneo che ho scritto ad una amica di Facebook con il cellulare, e che ho poi copiato e messo come post, sul mio profilo. Dal computer, ho corretto ed aggiunto qualche parola, e aggiunta l’immagine, la stessa che vedete sotto. L’immagine raffigura una immensa sala di studio della antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto, che fu costruita trecento anni prima di Cristo e dove molti grandi filosofi e sapienti andavano a studiare. Consultavano antiche fonti, elaboravano teoremi, studiavano su test, scritti in ben 700 mila volumi, conservati in delle nicchie sui muri. Testi e documenti di immenso valore, ormai andati perduti. Quanta conoscenza andò’ perduta, nell’incendio della grande biblioteca di Alessandria? E quanto scempio di cultura, nei roghi e nelle distruzioni operate da conquistatori contro le ricchezze culturali di popoli sapienti?

ANTICA SAPIENZA GRECA ….ED EGIZIA

biblioteca-di-alessandria

La Biblioteca di Alessandria d’Egitto. Il tempio della cultura antica

-Commento e post Facebook

Ho una ipotesi, sul fatto che molti grandi pensatori greci compissero molti dei loro studi ad Alessandria d’Egitto. La espongo, descrivendovi questa mia breve scena di fantasia, immaginando me che, in una vita precedente, nella antica Alessandra d’Egitto svolgo, con le dovute differenze, lo stesso lavoro che faccio oggi: custodire e fornire documentazione di archivio agli utenti per studio e ricerche, e ricollocare poi i fascicoli e registri negli appositi scaffali, dopo l’utilizzo.

E’ una bella mattina di sole, ad Alessandria d’Egitto. Sono in servizio, mi trovo nella mia guardiola, in un angolo della immensa sala di studio della grande biblioteca alessandrina, osservo tanta gente leggere, e scrivere. Altre persone si consultano e confabulano sottovoce. Vedo tanti miei colleghi che si danno da fare nel rendersi utili nel porgere dei rotoli agli studiosi, altri che li ricollocano negli scaffali e negli apositi ripiani, e molti altri rotoli stanno in ordine, sopra i tavoli per essere consultati. E’ il quotidiano fermento della biblioteca. tantissima gente; inservienti, operai, scribi, notabili della città; ma soprattutto, studiosi,  provenienti da tutto il mondo conosciuto. Soprattutto, dalla Grecia.

Mentre osservo tutto questo, sento bussare alla porta che si trova accanto a me. Mi alzo, apro e mi vedo un uomo in tunica dall’aspetto ieratico, con la barba. “Senta-fa lui-, sono venuto per quell’interessante teorema che ho visionato la volta scorsa…”‘ io lo guardo e gli dico:”ah, ora mi ricordo, lei è il signor..Pitagora, vero?”.

Chissà, davvero, quanta sapienza greca e mediterranea, cioè nostra, viene dall’Egitto. Credo tantissima.

Ciao

Marghian

NUOVA AFFASCINANTE TEORIA COSMICA: DAL BIG BANG, SAREBBERO VENUTI FUORI DUE UNIVERSI CONTRAPPOSTI, SPECULARMENTE OPPOSTI: MATERIA ANTIMATERIA, TEMPO ANTITEMPO, SPAZIO E ANTISPAZIO. ENTUSIASMANTE AL SOLO PENSARCI.- magari anche da far girare la testa- COMUNQUE, UNA TEORIA AFFASCINANTE- PER ME LO E’ UN PO’ DI PIU’. E VI SPIEGO PERCHE’

Ciao.  In queste ore, senza internet in casa, e con i “giga” della promozione Vodafone finiti, non mi è rimasto che scrivere, profittando di qualche “tempo morto” nel dovere quotidiano. In genere, sto al computer dalle 20 circa alle 21, 21 e 30 circa, e poco riesco a fare. Volendovi scrivere qualcosa, ho concentrato l’attenzione su di un trafiletto, due righe di notizia che ho letto due giorni fa e che hanno catalizzato la mia curiosità. La notizia di una nuova teoria sulla formazione del universo, dopo il Big Bang. Non è quindi una teoria alternativa al Big Bang, ma una nuova versione del Big Bang stesso, che ipotizza pensate, la nascita e lo sviluppo non dell’universo, ma di due universi. Così.

UNIVERSI SPECULARI

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Il Big Bang forse ha generato due universi. Due universi, da una unica origine

Qualche giorno fa, a casa, per i pochi minuti che la linea ADSL teneva, nelle brevi “News” della pagina di Tiscali, ho letto un trafiletto, poche righe che illustrano una teoria cosmologica che, se confermata, cambia il modo comune di intendere l’universo sotto l’ottica della sua più probabile origine: Il Big Bang. Infatti, la teoria suffragata da ragionamenti estremamente logici (calcoli, simulazioni virtuali e schemi) ancor più in quanto formulati da menti eccelse in campo scientifico, nell’astrofisica in specifico sulla base di quanto di certo e di possibile si conosce, sull’universo.

La teoria, va detto e ribadito, non e’ una teoria alternativa al Big Bang come tante ce ne sono, come ad esempio; l’universo stazionario e mai creato; l’universo che è in realtà un ologramma bidimensionale e come tale crea l’illusione della tridimensionalità; l’universo senza la gravità ove questa sarebbe solo una dimensione virtuale ed illusoria; un altra teoria dove il tempo è illusorio; il multiverso senza inizio ne’ fine nelle sue innumerevoli versioni quali un brulicare infinito di bolle-universo, l’universo ciclico che non collassa mai del tutto e che alla fine di ogni si riespande da un punto non nullo, tanti universi disposti su dei “piani dimensionali” che chiamano brane; universi chiusi, aperti, con spazi negativi a sella di cavallo destinati ad espandersi all’infinito a fronte di altri che collassano appena formatisi, e chi più ne sa più ne metta.

No, questa teoria è invece pro-big bang, non alternativa ad esso. Di alternativo, ha invece la versione dell’effetto che il big bang abbia prodotto, su che cosa il big bang abbia prodotto: dal big bang, secondo questa teoria, sarebbero nati non uno, ma due universi, aventi appunto la stessa origine da un punto primordiale comune, ma sviluppatisi “contemporaneamente” – se questa parola ha senso.- su due opposte “direzioni”, sempre se così possiamo chiamarle. Due opposte direzioni… di tempo, e quindi, di spazio. Un universo ed un anti universo, dunque, nati insieme da una unica esplosione iniziale; esplosione che non fu una esplosione nel senso comune del termine, anche se guardando i fuochi di artificio, una granata sembra essere la nascita dell’universo, ma una “fluttuazione” di energia più forte di quelle “normali” nell’ipotetico “mare” di particelle virtuali che, nel vuoto, si formerebbero e sparirebbero all’istante.

Una fra tutte, una fluttuazione fra le tante, ma più energetica, è emersa da questo “mare di vuoto energetico”, da un “nulla energetico che ha la capacità potenziale di creare qualcosa”, come pensava il fisico Stephen Hawking, scomparso il 14 marzo dell’anno scorso. Una “fluttuazione” nel vuoto, più potente delle altre, che per questo non è stata “riassorbita dal vuoto”, e si è invece ingrandita, ,divenendo di fatto una bolla in espansione continua, generando le dimensioni di spazio e di tempo, ed altre dimensioni ancora (esisterebbero 11 o addirittura 43 dimensioni!), necessarie all’esistenza della materia, delle forze che la governano, e della energia, di cui è fatto l’universo, che cosi’ si è formato, secondo la teoria del Big Bang. Teoria che ha le sue sottoteorie, fra qui oggi, questa dell’universo.. “double face”.

Prima di immergerci in questa interessante e intrigante questione, vorrei fare un piccolo “ripasso” su come è concepito normalmente l’universo creato dal Big Bang, la sua versione standard, e vedere poi la differenza prospettata dalla nuova teoria. Vi dirò poi perché, questa teoria del doppio universo mi stia cosi’ simpatica.

L’UNIVERSO STANDARD- DAL BIG BANG, UNA BOLLA DI FORMA SFEROIDALE CONTENENTE ENERGIA E MATERIA – LA MISETRIOSA SCOMPARSA DELL’ANTIMATERIA

universe_shape

Raffigurazione (ovviamente convenzionale) dell’universo standard, immaginando il punto del Big Bang al centro- ma cio’ è inesatto, ogni punto di osservazione, in uno spaziotempo curvo, e’ “centro”: lo spazio-tempo si espande – o meglio, si dispiega-  nella direzione temporale passato->futuro. Ma la fisica prevede la possibilita’ di invertire il verso del tempo (e’ il cosiddetto “teorema del tempo”) e, specularmente, le coordinate spaziali. Cio’ non viola le leggi fisiche, renendosi cosi’ ragionevole l’esistenza di un mondo “speculare”, opposto al nostro conosciuto.

13 miliardi e 700.000 anni fa, nacque l’universo. Questa è l’ età dell’universo, da studi e rilevamenti fatti mediante i radiotelescopi e apposite sonde inviate nello spazio per studiare la radiazione fossile di fondo che permea tutto l’universo ad una temperatura media costante di 3 gradi Kelvin sopra lo zero assoluto, o se preferite -270 gradi Celsius; radiazione che eì considerata “l’eco” del Big Bang. Radiazione che inizialmente (quando ci fu il Big Bang) era di miliardi di gradi e che avrebbe impiegato, appunto, 13 miliardi e mezzo di anni a raffreddarsi come oggi, secondo i calcoli. Da cio’, l’eta’ dell’universo. Non esisteva nulla, prima del Big bang. Curiosamente, nemmeno il tempo. Molti mettono in dubbio questo, un vero paradosso, Dio che esiste prima del tempo, e crea il tempo perche’ possa esistere lo spazio (??!!)…mi fermo qui, su questo. Per ora

Comunque, l’universo sarebbe nato da uno “scoppio”, in realtà dall’espansione di un oggetto praticamente puntiforme dalla densità infinita: spazio e tempo, raggomitolati in una pallina piu’ ‘ piccola di un atomo (trecento miliardi ce ne stanno nella punta di un ago. Poi, l’espansione. Si parla di una inflazione (rigonfiamento improvvisa, e fasi di piccole frazioni di secondo nelle quali sono nate tutte le particelle, e fasi di pochissimi minuti in cui si sono formati gli atomi, e poi gli elementi chimici. Trecentomila anni dopo, l’universo era già grande diversi anni-luce e presentava delle “irregolarità’” (desunte dal satellite giapponese Kobe nel 1994? sulle irregolarità’ della radiazione di fondo (ah, sono onde termiche), delle chiazze che erano il seme delle irregolarità future, gli attuali ammassi di galassie. Convenzionalmente, dato che per via di concetti relativistici sulla struttura dello spazio-tempo le cose non sono così semplici), l’universo avrebbe la forma di una sfera. Viene raffigurato come una “palla da rugby”. Comunque sia, il Big Bang avrebbe prodotto l’universo. Un universo, come dice la parola stessa. Da “Universus”, “verso unico”, o “intero”, il tutto. Fatto di materia. Mentre è quasi del tutto assente l’antimateria. Eppure, nell’universo primordiale, all’inizio materia e antimateria erano presenti in maniera uguale. Ha prevalso la materia ordinaria. Come mai?

MATERIA E ANTIMATERIA- CHE COSA SONO? PERCHE’ L’UNA HA PREVALSO SULL’ALTRA?

matter_ antimatter

Raffigurazione di un atomo di idrogeno ed il suo “opposto”, l’anti idrogeno. Il protone, nell’atomo di idrogeno di materia ordinaria, ha carica positiva, l’elettrone, negativa. Nell’anti idrogeno (antimateria), il protone e’ negativo, l’elettrone positivo. Le particelle dell’antimateria hanno lo sato quantico detto “spin” (assimilabile grossolanamente alla rotazione) invertito rispetto alle particelle di materia ordinaria. Dentro il protone, i quark sono due di tipo Up ed uno di tipo Down. Nell’antiprotone, sono due anti quark -anti Up ed un antiquark  anti Down. L’atomo di idrogeno (e di antiidrogeno) e’ il piu’ semplice; ma la questione vale anche per atomi complessi. Esistono, in teoria, anche l’anti ferro, l’anti oro, l’anti uranio. Forse, in un universo speculare, opposto al nostro.

L’antimateria, una cosa che ci ha fatto sognare con la fantascienza, con i fumetti, con i film a base di raggi ad antimateria, nemici di supereroi fatti di antimateria, motori di astronavi ad antimateria (tipo star trek), esiste, e si riesce persino a produrla e ad utilizzarla. Ma per produrre un po’ di antimateria ci vanno esperimenti e processi costosissimi, e si producono solo le particelle più piccole (come i positroni per la diagnostica TEP, una evoluzione della TAC), mentre nell’universo l’antimateria dovrebbe esistere nella stessa quantità della materia normale. L’antimateria esiste, e si riesce persino a produrla e ad utilizzarla. Ma per produrre un po’ di antimateria ci vanno esperimenti e processi costosissimi, e si producono solo le particelle più piccole (come i positroni per la diagnostica TEP, una evoluzione della TAC), mentre nell’universo l’antimateria dovrebbe esistere nella stessa teoria standard del Big Bang lascia insoluto questo interrogativo, su che fine abbia fatto l’antimateria già agli inizi della storia dell’universo, scomparendo letteralmente. Vediamo in primis cosa sono materia e antimateria.

Come mai l’antimateria è scomparsa? Non lo so, sinceramente. Ma se non lo so io, blogger con la terza media, poco male. E’ che non lo sanno ma non lo sanno neppure gli esperti. “Che fine ha fatto, l’antimateria?”, è infatti uno dei quesiti scientifici ancora irrisolti. La teoria di cui ho letto, che sto per esporvi, se vera, risolverebbe questo enigma. In breve, l’antimateria altro non è che materia concreta, fatta di particelle fondamentali dello stesso tipo di quelle della materia (protoni elettroni neutroni, quark, eccetera), ma di segno opposto, ad esempio protoni negativi e elettroni positivi (nella materia è il contrario), le particelle dell’antimateria “ruotano” al contrario. Ma la massa, è positiva. La luce che emana, è la stessa- il fotone è di carica neutra, è l’antiparticella di se’ stessa-. Una stella di antimateria, ci apparirebbe normalissima. Infatti si ipotizzava e ancora si ipotizza, che possano esistere stelle, addirittura ammassi di galassie, fatti di antimateria, pur se la cosa sembra improbabile- ci sarebbero dei contatti con la materia con ciò che ne consegue. “Con ciò che ne consegue”. Infatti, se solo una particella di materia e una di antimateria si toccano, sono casini: si annullano in una forte esplosione di raggi gamma, cioè di pura energia. Nella lunga storia dell’universo ci sarebbe stato sicuramente qualche titanico scontro fra stelle di materia e di antimateria e, forse, non esisteremmo. Ecco perché’ si ritiene la cosa improbabile: l’antimateria è quasi del tutto scomparsa. Ma qual è problema, il paradosso? Ha prevalso la materia, semplicemente. Ma gli scienziati non si accontentano solo del risultato, vogliono vedere come si è svolta la partita.

Il fatto è che si ritiene che in origine materia e antimateria si equivalessero, 50 e 50. Non c’è stata la fine di tutto, ma è prevalsa la materia, e l’antimateria è rara come l’oro. Infatti, una piccolissima quantità è dagli esperimenti, ed in tempi brevissimi, perché’ avviene l’annichilazione. Il fisico russo Andrej Sacharov, più conosciuto negli anni ’70 come dissidente politico sovietico che come scienziato, immaginò l’ambiente in origine, nel momento del Big Bang, fatto di n. particelle col segno + e n. particelle col segno -, non importa di che tipo, particelle ideali, “le particelle di Sacharov”. Immaginò che se le n. particelle col segno + superassero anche di pochissimo, una su miliardi e miliardi, le n. particelle di segno -, ci sarebbe stato uno sbilanciamento a favore della materia, tale da creare l’universo attuale, dopo essersi annullata una cospicua percentuale di materia e antimateria, a vantaggio di “un po’”  di materia: questa che esiste. Questa è una possibile spiegazione, ma non soddisfa gli scienziati, dato che ancora ci lavorano. Ma chiesa’, questa potrebbe essere la volta buona.

DAL BIG BANG, DUE UNIVERSI UGUALI OPPOSTI

double universe

Due universi. Non uno sferoide, ma due sferoidi uniti in un unico punto di origine. Ho scelto questa immagine, anche perche’ e’ il simbolo di infinito. Forse sono infinite, le coppie universo- antiuniverso. Universi che, come zampilli, emergono da un vuoto potenziale, un vuoto capace pero’ di fluttuazioni creatrici di forze e di forme. E’ una mia idea, ma formulata anche – senza che io ne avessi conoscenza alcuna – da Stephen Hawking, che disse: “e’ possibile che esista una linea temporale senza inizio, che scorra perpendicolarmente alla nostra, e dalla quale si dipanino universi e antiuniversi”. 

Ecco la teoria, l’un bell’e sì, benissimo così, come dicono in Piemonte.
“E’ una teoria, un modello che ci permette di estendere l’universo oltre i limiti teorici raggiunti”, uno scontro epico fra materia e antimateria…” ha detto uno degli autori dello studio pubblicato nientemeno che sulla rivista Phisical Review Letters, una ricerca condotta da un istituto canadese di fisica teorica, coordinati da tale Neil Turok. Esisterebbero due universi, un universo con un verso del tempo partente dall’origine (istante del Big Bang) ed un anti universo (fatto di antimateria (antiatomi con antiprotoni antineutroni e antielettroni) ed un tempo che va “nella direzione opposta”, verso il passato. per noi. Perche’, per chi sia nato in quell’universo, nulla cambierebbe. Come una immagine allo specchio. MI guardo allo specchio, torno indietro, e torna indietro anche la mia immagine speculare. Mi avvicino allo specchio, si avvicina a me anche l’immagine virtuale.

Bellissima teoria, mi piace, anche se la prendo con beneficio di inventario, mi piace. Perché’ mi piace così tanto? Perché’ anni fa- ero ragazzo-, avevo pensato io questa cosa. Ci avevo pensato, con tanto di disegnini e schemi (tipo l’immagine in apertura) e numeretti, su un quaderno. Pensavo che se l’antimateria è scomparsa, magari sta semplicemente da un’altra parte. “Forse- pensavo-  nel Big Bang c’è stata una eiezione di materia da una parte, con una eiezione di antimateria dall’altra, generando praticamente un universo “a clessidra”, due lobi. Nel mondo di antimateria tutto è antimateria, e lì non cambia sostanzialmente nulla, ci saranno stelle, pianeti, forme di vite. Proprio come nel nostro universo costituito di materia “. L’universo “a otto” , lo avevo chiamato. Se mi permettete, questo mi dà un po’ di orgoglio, e un po’ mi commuove. Una mia fantasia, vagliata oggi da scienziati.

Okay, a correzioni avvenute, chiudo cosi’.

CIAO

Marghian

 

ANNO 2019 – NUOVI ORIZZONTI SI SCHIUDONO SULLA ULTIMA THULE

-Piu’ prosaicamente, nel giorno di Capodanno, sonda incontra un lontano asteroide-

1 GENNAIO 2019

SONDA NEW ORIZONS RAGGIUNGE UN ASTEROIDE

 

 

 

 

 

 

Ciao. Anno nuovo, post nuovo, come tradizionalmente si suole dire. A parte li schersi, come diceva il mio papà nel suo italiano-  dato che per un sardo con poca scuola l’italiano è una vera e propria lingua straniera-, a parte gli scherzi, questo post riguarda proprio “sa die de annu nou”, il giorno dell’anno nuovo. Cosa ha a che vedere il nostro Capodanno con una sonda spaziale NASA e con  asteroide distante sei miliardi e mezzo di chilometri dalla Terra e dal Sole, i “protagonisti” di anni e mesi, che meno che mai interessano ad un corpo celeste cosi’ distante, con un anno che gli dura mille dei nostri? E’ semplice, proprio il primo di gennaio, mentre qui in Italia erano le ore 6,33 del mattino e molta gente (compreso me) dormiva dopo il cenone di mezzanotte e essere rincasati alle tre, le quattro, una sonda spaziale ha raggiunto il punto di massima vicinanza ad un planetoide, l’oggetto spaziale piu’ lontano mai raggiunto da una sonda: sei miliardi e mezzo di chilometri. L’asteroide si chiama “Ultima Thule” (codice fiscale 2014 MU69, il nome scientifico), nome suggestivo e mitico che ci ricorda il leggendario “luogo piu’ distante sulla Terra” che gli antichi cercavano. La sonda spaziale è una nostra vecchia conoscenza: e’ la sonda New Horizons della Nasa. La conosciamo bene, New Horizons, perché, lanciata nel gennaio 2006, a metà luglio del 2015 ha effettuato uno storico interessante passaggio ravvicinato (fly by) su Plutone, svelandone molti segreti (questo il post), fra cui struttura e conformazione della superficie con le sue montagne, spaccature nella crosta e crateri e caratteristiche dell’atmosfera, i gas che contiene, il suo colore azzurrino. La sonda ha continuato a volare per altri tre anni e mezzo, preparandosi ad un altro eccezionale incontro: un asteroide di trenta chilometri di diametro, “Ultima Thule” o, per chi ama i codici, 2014 MU69, distante quasi sei miliardi e mezzo di Chilometri dal Sole, nel bel mezzo di un grosso anello fatto di miliardi di meteoriti e comete disposte attorno al Sole, la nota e interessante Kuiper Belt (“fascia”, o “cintura di Kuiper” cosiddetta). Questo, è un motivo di interesse, il fatto che “Ulima Thule” sia un oggetto membro di questa “fascia”di oggetti simili, come vedremo.

ULTIMA THULE, NOME E CARATTERISTICHE

Il nome. Thule, o Tule, è una isola leggendaria che gli antichi cercavano, alla stessa stregua di come, in epoche piu’ recenti, si sono cercati o ancora si cercano luoghi mitici come “Agartha”, “Iperborea”, “Djamballah”, i resti di Atlantide, l’El Dorado eccetera. Un navigatore greco, tale Pitea, 330 anni avanti Cristo, si spinse ben fino alla Groenlandia, alla ricerca proprio dell’Ultima Thule, come racconta nel suo diario di bordo (praticamente un libro), “Perì Okeanù”, intorno all’oceano. Siamo nel 330 avanti Cristo, e dicono che nessuno arrivo’ via mare in America prima di Colombo (???!). “Thule è una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai..”, scriveva Pitea. Alcune fonti antiche precisano che fossero necessari sei giorni di navigazione a partire dalla Gran Bretagna verso Nord per raggiungere la Thule. Anche lo storico latino Tacito cita la Thule nel contesto dei suoi scritti circa la colonizzazione dell’Inghilterra (evidentemente gente del posto ne parlava). C’e chi ha visto la Thule nell’Islanda, o la Groenlandia (ricordiamoci del greco Pitea che la raggiunse). Ma nei racconti di fantasia si narrava di una terra meravigliosa al di la’ di Thule, da cui la misteriosa “Ultima Thule”, da cercare e raggiungere. Ecco perché, all’asteroide più distante mai esplorato sino ad ora, è stato dato questo suggestivo nome.

last_thules

Immagine dell’asteroide scattata dalla sonda in avvicinamento

Le caratteristiche. L’oggetto in questione, un corpo ghiacciato dalla forma irregolare, fa parte della categoria dei cosiddetti KBO, acronimo che sta per “Kuiper Belt Object (s)”, oggetto- oggetti della cintura di kuiper, che e’ una bella ciambella che circonda il Sistema Solare fatto di tanti “pezzettini”, milioni o miliardi, di roccia e ghiaccio, che sono degli asteroidi e, forse, comete; ancora un’altra popolazione di comete e asteroidi, molto piu’ vasta e piu’ lontana, la Nube di Oort. Non dimentichiamoci della ben piu’ nota cintura degli asteroidi posta fra Marte e Giove, che abbiamo studiato gia’ alle elementari: “i pianetini”, come il sussidiario di quinta chiamava gli asteroidi. Questo è il “pianetino” più distante raggiunto da una sonda, e non certo il più distante: la nube di Oort si estende, col Sole al centro, per meta’ di un anno luce in raggio.

E’ di forma irregolare, costituita da due lobi uno grande ed uno piccolo, “a clessidra”, forma che si pensa nata dall’unione “gravitazionale”, od anche fisica, fra due o tre oggetti prima separati poi “fusisi insieme”. Apparterrebbe quindi a questa categoria di oggetti composti da più parti rispetto a quelli più compatti, in genere di forma più regolare come, ad esempio, l’asteroide Vesta, situato piùall’interno nel  Sistema Solare. Ha una lunghezza di circa 30 chilometri e larghezza di 16 chilometri circa, ruota nel senso quasi perpendicolare alla lunghezza con “centro di massa” nel lobo piu’ grosso, vicino al punto di giunzione fra i due strani lobi. Si è finalmente capito che forma abbia questo asteroide, prima non si sapeva se fosse un oggetto unico o costituito da due cosi tenuti insieme dalla gravità o da un tenue contatto. Si tratta di un unico oggetto dalla forma bilobata con una porzione più stretta che unisce le due sezioni più grandi. Una, la piu’ grossa, chiamata dagli scienziati “Ultima” ha 19 chilometri di diametro, mentre l’altra (“Thule”) si sviluppa per 14 chilometri di diametro (per una lunghezza totale di poco piu’ 30 chilometri e larghezza media 16 chilometri). L’asteroide non è solo, è in gran bella compagnia.

LONTANO, AI CONFINI DEL SISTEMA SOLARE

kuiper belt.png

Una cintura di milioni o miliardi di asteroidi, ove si trova  anche “Ultima Thule”

Nell’immagine, per dimenticanza, non ho indicato i puntini bianchi intorno alla freccia che indica la regione centrale, i pianeti interni del Sistema Solare; tali puntini bianchi indicano la fascia principale di asteroidi fra le orbite di Marte e di Giove. La linea gialla è invece il percorso quasi in linea d’aria della sonda. Come vedete, rasenta Plutone (fly by del 14 luglo 2015 sul pianeta).

Molto importante è non solo l’asteroide in quanto tale e le sue peculiarità intrinseche, dato che sarebbe costituito di materia non contaminata dagli antichi sconvolgimenti e successivi rimescolamenti nella travagliata e complessa storia della formazione del Sistema Solare; ma la fascia di Kuiper – con anche la Nube di Oort, per ora irraggiungibile- è complessivamente la più antica regione del Sistema Solare. Per cui studiare l’asteroide equivale a capire il sistema solare delle origini, trattandosi di una miniera di materia che è cosi’ da prima che la Terra si formasse con gli altri pianeti, quando il Sole forse non aveva ancora acceso al suo interno quelle reazioni nucleari (in continuazione nel Sole quattro atomi di idrogeno si fondono in uno di elio liberando energia secondo la formula E=MC elevato 2) che fanno del Sole una stella: capire le origini del nostro Sistema Solare e, per analogia, quella degli altri sistemi planetari. E’ importante il fatto che “Ultima Thule” era stato “visto” nel 2014 dal telescopio spaziale Hubble, ma da tale scoperta non si evincevano caratteristiche come quelle che vengono rilevate da una sonda vicina come New Horizons che è arrivata a poche migliaia di chilometri dall’oggetto che, data la sua distanza, riceve soltanto il 5 per mille della luce che la Terra riceve dal Sole.

LA SONDA NEW HORIZONS

new horizons

La sonda New Horizons che ha sorvolato Plutone, ora ha raggiunto la Cintura di Kuiper e gira intorno all’asteroide “Ultima Thule”

La New Horizons, come ho scritto anche nel post sul Fly By vicino a Plutone e la sua luna Caronte (1200 km di diametro, Plutone il doppio), fu lanciata nel gennaio del 2006 da (sempre da li’ )Cape Canaveral, a metà luglio sorvolò Plutone e l’altro ieri, alle 6,30 passate, “Ultima Thule”. Contiene parte delle ceneri del signor Clide Tombough, lo scopritore di un “pianeta X”, che era Plutone. Quello che ha fatto la sonda per Plutone, una mappa della sua superficie rivelatasi interessantissima e ricca di particolari e persino attiva come “effusioni di ghiaccio”, lo studio della sua atmosfera azzurrina e ricca di metano e particelle di ghiaccio di acqua, l’analisi ad alta risoluzione (ossia vedere tutti i particolari, anche di pochi metri) di alcune zone di Plutone e Caronte”, sta facendo pensare agli astronomi di “promuovere nuovamente Plutone a pianeta, dato che gli stessi membri della UAI (unione astronomica internazionale), nel 2006, avevano “degradato” Plutone” a “”pianeta nano”, anche per far “giustizia” a tanti altri corpi originatisi nella Fascia di Kuiper che competono con Plutone come Quoar, Sedna, Eris eccetera, col sospetto poi che ka facia di Kuiper possa contenere addirittura qualche centinaio di altri “plutoni”. Come disse la Margherita Hack, “pianetini come Plutone li’ ce ne possono essere anche duecento…”. “Come Plutone”, cioè oggetti sferici di mille o duemila chilometri di diametro, non oggetti irregolari di dieci o di trenta chilometri come “Ultima Thule”, nel suo piccolo comunque interessante e suggestiva.

————–

Ho fattto questo post un po’ alla chetichella, dato che dal computer di casa non mi è possibile scrivere , a parte brevi commenti. Ho fatto e corretto alcuni errori, come “rilevata” coretto in “rilevate”, “medai” invece che “media”, ecc.

CIAO

Marghian

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