«San Lorenzo: io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla »
(G. Pascoli)

Ciao. Si’, avete capito. Sto pensando alla notte delle stelle cadenti, Un fenomeno, quello delle stelle cadenti, che non fa notizia, e nei confronti del quale la gente è ormai disicanntata , come del reseto nei riguardi di altri fenomeni celesti anche più importanti. Un eento che non fa notizia, e quasi non incanta piu’. Eccetto che in questo periodo intorno al 10 agosto. tradizionalmente si ritiene la notte del ’10 agosto come quella propizia per vedere le stelle cadenti. Ma in realtà, per quanto riguarda l’atteso “momento clou” degli avvistamenti, il calendario va spostato di due giorni, alla notte fra il 12 ed il 13 del mese. Il fenomeno dura molto di piu’, da meta’ lugio fino a oltre il 18- 20 di agosto. Ma perche’ queto periodo, differenza del picco a parte, e’ cosi’ importante per le stelle cadenti? Sappiamo che vicino alla Terra e al Sole transitano delle comete, sia a lungo che a corto periodo orbitale. Conosciamo la Halòley (ultimo passaggio 1986), la Hale Bopp (1997), la Yakutake (alta nel cielo la notte del 10 marzo 1996). Nel 1992 ne è passata una, era il suo ennesimo passaggio. Ritornera’ nel 2126: è la cometa Swift – Tuttle”, quella che ci interessa. Ma perché vi scrivo di comete e questa è quella che ci interessa? Per due motivi: le stelle cadenti *non sono stelle ma frammenti piccoli come granelli di sabbia, al massimo come un pugno che attratti dalla Terra, ci cadono dentro l’atmosfera incendiandosi e producendo scie di luce; il secondo motivo, è che i frammenti di meteora che cadono sulla Terra in questi giorni, sono generati dai passaggi di questa bella cometa di 10 km di diametro che un certo Lewis Swift e tale Horace Parnell Tuttle scoprirono, ognuno per conto proprio, nel 1862. Fu pero’ l’italiano Giovanni Schiapparelli a collegare, quattro anni dopo, l’evento meteorico del “10 agosto” allora si’, il 10) proprio a questa cometa. Che ora è lontana, ma la sua “scia” è presente nello spazio che proprio ora la terra sta attraversando; ma con il 12 di agosto come “densita’ massima” di particelle di ghiaccio e roccia: le “stelle cadenti”. Importantissimo sapere, o ricordarci , che ci sono altri periodi “clou” per le stelle cadenti durante l’anno (come le “Leonidi” a novembre); ma soprattutto, le stelle cadenti ci sono tutto l’anno. Sapete in che misura? Cadono sulla Terra, in un anno, alcune decine di tonnellate di materiale cometario e meteoritico. Alcune decine di migliaia di tonnellate! Altra cosa stupefacente: la Terra si è formata con i detriti spaziali (frammenti detti “planetesimi”) accumulatisi per gravità reciproca e altri dinamismi complessi. Pratiacmente la Terra continua ad arricchirsi di materiale. E materiali come l’oro, l’argento, il ferro eccetera, tutta roba che proviene dalla esplosione di stelle massiccie, le supernove, che appunto esplodono apparendo come “stelle nuove” rilasciando i metalli formatisi al loro interno per pressione forte con conseguente fusione nucleare da materiali leggeri a piu’ pesanti). Siamo figli delle stelle, insomma.
Mi fa piacere ricordare il nome di queste stelle cadenti di agosto. E’ importante, anche per capire qualcosa di astronomia. e sulla classificazione di queti meteoriti. Si chiamano “Perseidi”, in quanto queste stelle cadenti SEMBRANO provvenire dalla costellazione del Perseo. Si dice che il loro “radiante” è situato prospetticamente nella costellazione del Perseo.
Okay, se vi capita di vederne qalcuna, esprimete un desiderio. Una chiosa, “desiderio” deriva dal latino “de.sideribus”, dalle stelle. Come anche “considerare- considerazione” deriva dal guardare le stelle. In sneso astrologico questa volta, fare le cose “cun sideribus”, ossia con le stelle.
Io non sono molto fortunato con le stelle cadenti: ne vedo si e no tre all’anno. E quasi mai in questo periodo.
 
Morale, “E le stelle stanno a guardare” (A. R. Cronin). Ma è bello che anche noi, le si stia a guardare. Ci fa bene.
Un piccolo  post che sta mattina stavo facendo in ufficio per facebook  (sttss, resti fra noi 🙂 ), interrompendo per venti minuti quello che stavo facendo come lavoro.Ho acceso il computer in dotazione e mi ci sono messo. Ma avevo quasi terminato quando  paff, perso tutto (“eh su febi!- in sardo “oh che rabbia!”)-. L’ho riscritto poco fa, pari pari, parola piu’ parola meno. Dato l’argomento, l’ho riportato anche qui. Ciao raga’ 🙂

Marghian

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