Archive for agosto 2018

PENSIERINO DEL FINE SETTIMANA – tempo, maltempo e proverbi sbagliati

TEMPO, MALTEMPO E PROVERBI SBAGLIATI

morningafternoon

Da qualche settimana, ho l’impressione che non sia proprio vero che il buon giorno cominci dal mattino, come recita il proverbio. Questi giorni stanno invece insinuando in me il dubbio che non sia proprio vero che sulla saggezza dei popoli non si possa discutere. Sto pensando di sì, invece, penso che qualcuno (se non tutti) fra gli “ipse dixit” dei secolari proverbi e degli aforismi (che sono poi dei “proverbi anche più recenti e di cui si conosce l’autore”) possa invece essere messo in discussione.

Questi giorni si maltempo qui in Sardegna mi  stanno facendo pensare che il buon giorno non si veda dal mattino, almeno non sempre. Stiamo avendo tutti i giorni delle mattinate niente male. Poi, al pomeriggio, puntualmente da diversi giorni, arriva il mal tempo, si aprono le cateratte del cielo e Giove Pluvio (o Zeus se preferite) si ricorda che in passato era qualcuno e ci lancia qualche fulminetto e qualche tuono per dirci “belli miei, conto ancora ….”. Sì, perché pare che il “Dio di oggi” con le nostre beghe non c’entri proprio nulla, meno che mai con il tempo e il clima. Ogni giorno, di mattina, il tempo è bello, quanto meno accettabile. Di pomeriggio, si guasta (vedi le due foto sopra 🙂 ).

Ecco che il mattino ci dice che è o può essere una giornata bella ma il pomeriggio arriva la smentita. Comunque, a me pare che il proverbio “il buon giorno si vede dal mattino” sia sbagliato. Vediamo piovere, poi esce il Sole; o, viceversa come in questi giorni, esce il sole poi vediamo piovere. IL proverbio è usato anche in senso metaforico (tutti, a dire il vero, sono delle metafore). E’ sbagliato a mio avviso anche come metafora.
Un bambino che zoppica a scuola (“eh, il buon giorno si vede dal mattino…”), poi diventa uno scienziato (ecco la smentita). Il caso più famoso che si racconta è quello di Einstein, ha iniziato a parlare a quattro anni, bocciato alla maturità in cultura generale, ma poi “è uscito il sole”, e che sole.

Nel mio piccolo, qualcosa del genere è capitata anche a me. Bocciato due volte in prima elementare, e ripetuto la terza elementare. Dopo il secondo anno di terza fino alla quinta, il primo della classe. Nelle scuole medie, ero il primo dell’istituto. Per fortuna che, forse, il buon giorno non sempre si vede al mattino.

ACQUA PASSATA NON MACINA PIU’

(ma che…?)

Altro proverbio che io ritengo sballato, ma alla grande, è questo: “acqua passata non macina più”. Non mi sembra che sia proprio così. Tutto si regge sul passato (ne so qualcosa io che lavoro in un archivio), documenti vecchi anche di secoli che contano oggi, che hanno un peso.
“Perché’ non sei venuto IERI a lavorare?”. Andate a dire al principale “ieri? Ma è acqua passata”. A parte questo esempio un po’ giocoso, se ne possono fare tantissimi altri. Scusate se vi faccio un esempio triste: la povera ragazzina violentata da piccola che si porta in tutta la vita le terribili conseguenze traumatiche della cosa. O le conseguenze terribili, a lunga scadenza, di un incidente (mettiamo un permanente danno fisico o cerebrale). Lo psicologo che, se ci vai, ti spulcia il passato”. “Ecco vede,, il suo problema deriva dal fatto che lei, da bambino, ha…”.

Quindi, secondo me acqua passata macina, macina eccome; anzi lascia solchi profondi. Il presente tutto, pensiamoci, il presente tutto si regge sul passato. Noi esistiamo perché’ “le cose sono andate cosi”, saltando un piccolo dettaglio del passato salta tutto. E poi fotografie, le emozioni che ci danno, le emozioni che provano i vecchi quando si raccontano cose passate, l’ascolto di canzoni (che sono opera passata), i ricordi, le grandi opere letterarie, tutto è acqua passata che macina. Con gli esempi mi fermo qui.

Tornando ancora per un attimo all’acqua…presente, la pioggia (che la possino…) , oggi sembra reggere. Da voi com’è? Spero che cambi. A tal proposito, buon fine settimana, ciao 🙂

(Pensierino di Ferragosto)

Marghian

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PER GENOVA

“Finche’ ‘o matin crescià de puelu regghegge

Free di ganneffani, e de figge”

“Fino a che il mattino crescerà da poterlo raccogliere

Fratello dei garofani e delle ragazze”

(F. De Andre’)

MALINDA MAI

CREUZA DE MA’, di Fabrizio De Andre’.

Ciao. Ho scelto la versione dei Malinda Mai. Un gruppo sardo, che canta De Andrè, e in dialetto ligure. Come  a voler essere, il mio,  un omaggio, ed un abbraccio della Sardegna a Genova.

Ciao.

Marghian

PENSIERINO FERRAGOSTANO…ORDINE, CAOS, OPPOSTI E CONTRARI

“E’ posssibile che ciò che nel mondo chiamiamo caos, sia in realtà un ordine perfetto, ma che sfugge alla nostra natura di esseri incompleti”

(Marghian)

ORDINE, CAOS, OPPOSTI E CONTRARI

kaos

Questa potrebbe essere una goccia di inchiostro vista al microscopio.

Una formica intelligente che camminassse su di un muro pitturato con questa tinta, non potrebbe  capire che cio’ su cui cammina, fa parte del muro di una casa, con tutti i suoi ambienti; ne’ tanto meno puo’ concepire l’esistenza di tanti altri muri, e case, tante da formare intere città. Questa è proprio la nostra condizione, nel cosmo in cui siamo immersi.


Ciao. Mi ricordo di aver letto e sentito spesso – ed anche voi sicuramente, che “ordine e caos vanno a braccetto, come il bene e il male, yin e yang”. Si’, come bello-brutto, grande-piccolo, intelligente-stupido, amore- odio, alto-basso eccetera. Il mondo sembra reggersi sui contrari e contrasti. Già un televisore o una foto in bianco e nero, se elimini i contrasti (trasformando il nero in grigio e il bianco in grigio) l’immagine sparisce.

Sapete bene però, che per certi “pensatori”, siano essi filosofi, teologi (soprattutto questi, ne hanno tutto l’interesse) ) o scienziati (questi un po’ meno, in percentuale, ma alcuni sì) il caos non esiste? Opposti e contrari, ma che non significano non significano “caos”. Per molti pensatori il caso non esiste (anche se, nel linguaggio comune, lo scienziato usa frasi come “muoversi a caso” o “evento casuale”); nel senso che tutto avviene per motivi precisi. Anche perché poi, dal caos totale non potrebbe nascere l’ordine. Quindi, ancor che parlare di passaggio dal caos all’ordine- e viceversa-… sarebbe preferibile, secondo questo paradigma, pensare al passaggio da un dato ordine ad un altro ordine. Se pure il mondo ci sembra caotico, con eventi anche contro di noi (un uragano, un incendio che butta giù mezzo paese) potrebbe non trattarsi di caos; ma di un ordine che a noi sfugge.

Già riusciamo, pur se in modo imperfetto, con dei super computer a prevedere l’andamento meteorologico da qui a diversi giorni, significa che matematicamente è stato individuato un certo ordine delle cose. “Ma sbaglia”. Certo, accade spessissimo; ma se un sistema di computers sbaglia, questo dipende sempre (a parte guasti fisici “da hardware” ) dal non avere dati sufficienti. Ma, teoricamente, se in un sistema di intelligenza artificiale si potessero immettere tutti i dati necessari,, la possibilità di errore verrebbe eliminata, e si avrebbero previsioni quanto meno precise. ciò che sembra caos e disordine, quindi, potrebbe essere un ordine che a noi sfugge per mancanza di informazioni, esattamente come i computer testé menzionati.

Faccio un esempio: per me, che NON conosco il gioco degli scacchi, i pezzi possono apparirmi come disposti a caso, senza un ordine. Ma se faccio un corso di scacchi, o anche leggo qualcosa al riguardo, capisco ben presto che c’è un ordine, eccome- ma che a me prima sfuggiva-.

Così può essere per il mondo e la vita, dato che su questo alle nostre menti mancano moltissimi dati. Contrasti e opposti sì, ma che non significano “caos”, anzi sono il principio di tutto. ordine misterioso quindi una matrice intelligente? Ni, e poi se proprio non vogliamo credere in un “Creatore”, basta pensare od immaginare che siano eterne le leggi della matematica, e quindi da esse guidate, anche quelle della fisica, della chimica e della evoluzione degli eventi naturali, in tutti i livelli e gradi di grandezza- dalle particelle ai microbi alle galassie-. . Leggi eterne, situate “ab origine”;presenti ed agenti in ogni dove; per cui in fondo non farebbe molta differenza.

CIAO

Marghian

SAN LORENZO E’ LA NOTTE DELLE STELLE CADENTI. O MEGLIO, IL PERIODO ESTIVO, DELLE STELLE CADENTI

«San Lorenzo: io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla »
(G. Pascoli)

Ciao. Si’, avete capito. Sto pensando alla notte delle stelle cadenti, Un fenomeno, quello delle stelle cadenti, che non fa notizia, e nei confronti del quale la gente è ormai disicanntata , come del reseto nei riguardi di altri fenomeni celesti anche più importanti. Un eento che non fa notizia, e quasi non incanta piu’. Eccetto che in questo periodo intorno al 10 agosto. tradizionalmente si ritiene la notte del ’10 agosto come quella propizia per vedere le stelle cadenti. Ma in realtà, per quanto riguarda l’atteso “momento clou” degli avvistamenti, il calendario va spostato di due giorni, alla notte fra il 12 ed il 13 del mese. Il fenomeno dura molto di piu’, da meta’ lugio fino a oltre il 18- 20 di agosto. Ma perche’ queto periodo, differenza del picco a parte, e’ cosi’ importante per le stelle cadenti? Sappiamo che vicino alla Terra e al Sole transitano delle comete, sia a lungo che a corto periodo orbitale. Conosciamo la Halòley (ultimo passaggio 1986), la Hale Bopp (1997), la Yakutake (alta nel cielo la notte del 10 marzo 1996). Nel 1992 ne è passata una, era il suo ennesimo passaggio. Ritornera’ nel 2126: è la cometa Swift – Tuttle”, quella che ci interessa. Ma perché vi scrivo di comete e questa è quella che ci interessa? Per due motivi: le stelle cadenti *non sono stelle ma frammenti piccoli come granelli di sabbia, al massimo come un pugno che attratti dalla Terra, ci cadono dentro l’atmosfera incendiandosi e producendo scie di luce; il secondo motivo, è che i frammenti di meteora che cadono sulla Terra in questi giorni, sono generati dai passaggi di questa bella cometa di 10 km di diametro che un certo Lewis Swift e tale Horace Parnell Tuttle scoprirono, ognuno per conto proprio, nel 1862. Fu pero’ l’italiano Giovanni Schiapparelli a collegare, quattro anni dopo, l’evento meteorico del “10 agosto” allora si’, il 10) proprio a questa cometa. Che ora è lontana, ma la sua “scia” è presente nello spazio che proprio ora la terra sta attraversando; ma con il 12 di agosto come “densita’ massima” di particelle di ghiaccio e roccia: le “stelle cadenti”. Importantissimo sapere, o ricordarci , che ci sono altri periodi “clou” per le stelle cadenti durante l’anno (come le “Leonidi” a novembre); ma soprattutto, le stelle cadenti ci sono tutto l’anno. Sapete in che misura? Cadono sulla Terra, in un anno, alcune decine di tonnellate di materiale cometario e meteoritico. Alcune decine di migliaia di tonnellate! Altra cosa stupefacente: la Terra si è formata con i detriti spaziali (frammenti detti “planetesimi”) accumulatisi per gravità reciproca e altri dinamismi complessi. Pratiacmente la Terra continua ad arricchirsi di materiale. E materiali come l’oro, l’argento, il ferro eccetera, tutta roba che proviene dalla esplosione di stelle massiccie, le supernove, che appunto esplodono apparendo come “stelle nuove” rilasciando i metalli formatisi al loro interno per pressione forte con conseguente fusione nucleare da materiali leggeri a piu’ pesanti). Siamo figli delle stelle, insomma.
Mi fa piacere ricordare il nome di queste stelle cadenti di agosto. E’ importante, anche per capire qualcosa di astronomia. e sulla classificazione di queti meteoriti. Si chiamano “Perseidi”, in quanto queste stelle cadenti SEMBRANO provvenire dalla costellazione del Perseo. Si dice che il loro “radiante” è situato prospetticamente nella costellazione del Perseo.
Okay, se vi capita di vederne qalcuna, esprimete un desiderio. Una chiosa, “desiderio” deriva dal latino “de.sideribus”, dalle stelle. Come anche “considerare- considerazione” deriva dal guardare le stelle. In sneso astrologico questa volta, fare le cose “cun sideribus”, ossia con le stelle.
Io non sono molto fortunato con le stelle cadenti: ne vedo si e no tre all’anno. E quasi mai in questo periodo.
 
Morale, “E le stelle stanno a guardare” (A. R. Cronin). Ma è bello che anche noi, le si stia a guardare. Ci fa bene.
Un piccolo  post che sta mattina stavo facendo in ufficio per facebook  (sttss, resti fra noi 🙂 ), interrompendo per venti minuti quello che stavo facendo come lavoro.Ho acceso il computer in dotazione e mi ci sono messo. Ma avevo quasi terminato quando  paff, perso tutto (“eh su febi!- in sardo “oh che rabbia!”)-. L’ho riscritto poco fa, pari pari, parola piu’ parola meno. Dato l’argomento, l’ho riportato anche qui. Ciao raga’ 🙂

Marghian

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