I SETTE PIANETI DELLA STELLA TRAPPIST-1

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Ciao. Finalmente mi ritrovo a scrivere su questo blog, dopo una sospensione delle attivita’ che durava dalla fine di settembre, pensate, del 2016, “una vita” come si dice. Ma non per il cosmo, che ha almeno 13 miliardi di anni e mezzo e non li dimostra. A parte che non e’ vecchio, dato pensa continuera’ a crescere (poiche’ davvero l’universo cresce, espandendosi) per molte decine, se non centinaia di miliardi di anni ancora. Molti ricorderanno. Ho ripreso a scrivere, “dicevo”, dopo tutto questo tempo. Nonostante gli spunti grazie a questo generoso universo ed alla scienza che se ne fa per noi portavoce, non mi mancano. Ma ci sono fattori impedenti di mezzo, la pigrizia in primis; ma con l’attenuante, credo e spero, della mancanza di tempo per via delle incombenze varie, e di fisiologica, nel senso di normale se si trascorrono in casa le poche ore libere, stanchezza serale.

Fra i tanti “spunti” per scrivere di nuovo su questo blog, a stimolarmi particolarmente, una notizia letta qualche giorno fa sul web, ossia che alcuni pianeti non “figli del Sole” scoperti di recente, hanno acqua nella loro superficie. E’ questa, la bella notizia per chi si interessa di argomenti di carattere scientifico, cosmologico in particolare. Ma andiamo per gradi.

LA SCOPERTA DEI PIANETI DI UNA PICCOLA STELLA NANA

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Posizione della stella Trappist- 1 in Acquario

Si ricordera’ senz’altro la sensazionale scoperta fatta circa un anno e mezzo fa di ben sette pianeti extrasolari, orbitanti attorno alla stella denominata “Trappist-1”. Una notizia che giustamente fece il giro dei mass media, e del web. Ricordiamo un po’ le cose. Innanzitutto Lei, “la mamma”, la stella Trappist –1. Vediamo un po’ il suo identikit stellare. Trappist –1 e’ una stella del tipo “nana rossa”

, ossia facente parte di quella categoria di stelle che hanno una massa compresa fra lo 0,08 per cento e l’8 per cento della massa del Sole. La massa di questa stella si avvicina al valore limite superiore, circa appunto l’8 per cento. Una massa sufficiente, ci basti sapere, a tenere viva la reazione di fusione nucleare interna si’ da farle meritare di rimanere nella sequenza principale. Un diagramma che classifica tutte le stelle che siano davvero tali. Mi spiego: il pianeta gassoso Giove, ad esempio, e’ troppo piccolo e non genera le sufficienti pressioni gravitazionali al suo interno. Come sono troppo piccole le stelle del tipo “nana bruna”, piu’ grandi di Giove ma non di massa sufficiente. Dunque, nella sequenza principale c’e la “famiglia” alla quale appartiene Trappist –1. E’ una categoria di stelle molto importante, in quanto costituisce la specie piu’ numerosa di stelle, e con una vita attiva molto lunga. In teoria potrebbe vivere centinaia o migliaia di volte di piu’ della eta’ attuale del Sole. Ed esetignuersi POI, chissa’ quando, come stella “nana blu”, fino ad ora soltanto teorizzata dai cosmologi. Trappist- 1 ha un raggio di circa 170mila chilometri, il 12 per cento di quello del Sole ed una temperatura superficiale di molto inferiore a quella del Sole, si stima intorno a 2552 gradi della scala Kelvin. Trappist –esiste da circa mezzo miliardo di anni, quindi molto giovane – considerando come abbiamo visto la sua lunga “aspettativa di vita”.

I PIANETI DI TRAPPIST-ONE

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Vi riporto qui una “breve storia” (cosa che avrei dovuto fare piu’ di qualche anno fa…) sulla scoperta fatta dagli scienziati circa questa stella e cio’ che le gira attorno. Quello che sappiamo, chiaramente.

Nel deserto di Atacama, in Cile, opera un importante osservatorio, quello di La Silla, con un telescopio denominato Trappist. Da li’, nel 2015 un gruppo di scienziati dell’universita’ di Liegi scopri’ tre pianeti attorno a Trappist –1. Ci riuscirono grazie al metodo detto “fotometrico” dei transiti. In poverissime parole, osservando la luce di una stella che “perde di intensita’” quando qualcosa le passa davanti. Osservando una miniecclisse insomma, della stella.. Comunque, le osservazioni durarono dal settembre al dicembre del 2015, e la scoperta venne pubblicata poi a maggio del 2016. Tra pianeti, ma ricorderete senz’altro che si e’ parlato di sette pianeti. Infatti, nel febbraio dello scorso anno, la Nasa annuncio’ di aver scoperto altri quattro pianeti attorno alla stella, con il “prestigioso” telescopio Spitzer. Di questo sette pianeti( definiti sette fratelli o sette sorelle dalla gente comune come noi..), ben tre risultano addirittura trovarsi nella cosiddetta “zona abitabile”. Entusiasmante, ‘sta cosa, per la possibile presenza di vita, essendo tale “zona orbitale” la “distanza giusta” per la probabilita’ che si mantenga, sulla superficie di un pianeta, acqua allo stato liquido e quindi, forse, avvengano processi chimici di evoluzione, e di vita. E li’ ti voglio, riguardo alla novita’ accennata all’inizio del post. Ancora un’altra cosa pero’, circa le caratteristiche dei pianeti di Trappist –1 che, ricordo, e’ una piccola stella nana rossa. I pianeti, la maggior arte di essi che si trovano nella “sona abitabile” di una stella di questo tipo, essendo vicini alla stella madre (la zona abitabile di una stella piu’ grande, vedi il Sole, e’ ovviamente piu’ distante..), questi pianeti hanno “rotazione sincrona” per via dei cosiddetti “blocchi di marea”, la gravita’ cioe’ della stella che obbliga il pianeta a mostrare ad essa sempre la stessa faccia, con l’anno che coincide – circa- col giorno. Avete presenti Terra e Luna? Sole e Venere? Ecco, una cosa di questo tipo. E questo implica chiaramente che fra la zona permanentemente in luce e quella in oscurita’, c’e un forte excursus termico. E eventualmente la zona piu’ “privilegiata” sarebbe in mezzo, nella zona del “terminatore”, che e’ la linea di separazione fra giorno e notte. Poi la stella, da brava nana rossa, ha delle variazioni, brillamenti eccetera.

I pianeti sono vicinissimi alla stella madre (se confrontati con le distanze dei nostri pianeti dal Sole) ma, essendo la temperatura della stella di molto inferiore a quella di una stella come il Sole, anziche’ arrostire, ci si potrebbe vivere. Ma per la vita, considerando tanti fattori interni ed esterni alla stella e al pianeta che qui sarebbe difficile elencare, perche’ ci sia vita manca una cosettina: l’acqua, ma l’acqua allo stato liquido. Ecco ceh la scienza si sta dando da fare per scoprire proprio…l’acqua calda J Calda, rispetto ai ghiacci perenni di Marte, Europa, Callisto, Titano od anche in piccola parte, la Luna, nei fondi dei crateri dove non entra mai il Sole.E, qualcosa, e’ stata trovata. Proprio nei pianeti di Trappist – 1. Vediamo.

RISCOPERTA NELLA SCOPERTA

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Avvicinandoci al sistema Trappist- one,  vedremmo queseto: pianeti che eclssano la stella.

I sette pianeti in questione, si trovano molto vicini a noi. Si’, vicini. Se la galassia ha un diametro di 100.000 anni luce (si’, centomila anni..luce), Trappist – 1 si trova ad appena 40 anni luce da noi. Altra caratteristica, sono pianeti “rocciosi”, ossia hanno una crosta solida tipo la Terra, la Luna, Venere o Marte. Sono stati scoperti tanti altri pianeti di altre stelle, ma quasi tutti, sono grossi e gassosi come Giove, Saturno o Urano. Pianeti che sono delle “quasi stelle”, potremmo dire. Un grosso guscio di idrogeno, elio, metano, ammoniaca ed altri gas, con un nucleo di idrogeno pressato da sembrare metallo. Questi pianeti “gioviani” sono i piu’ facili da trovare, essendo la ricerca “indiretta” e questi corpi interagiscono piu’ fortemente in luce e gravita’ con la stella genitrice. Mentre i “sette fratelli”, sono piccoli e rocciosi, come la Terra. Veniamo alla notizia. L’universita’ di Birmingham, ha pubblicato un anno fa degli articoli che descrivono le caratteristiche di questi pianeti, avvicinando tali caratteristiche a quelle del nostro sistema solare. Un pianeta in particolare, “Trappist – 1 e” (cosi’ sono indicati, nome stella e lettera dell’alfabeto ) potrebbe essere particolarmente simile alla Terra. Ma in che senso? Ecco quanto scrive la pagina di Fiscali che ho letto qualche giorno fa:

 Hanno fino al 5% della loro massa fatto d’acqua

I ricercatori, guidati da Amaury Triaud, hanno osservato che tutti i pianeti hanno fino al 5% della loro massa fatto d’acqua. Un dato significativo, se si considera che sulla Terra gli oceani rappresentano solo lo 0,02% della massa. Cinque dei sette pianeti inoltre sembrano essere privi di idrogeno ed elio nella loro atmosfera, proprio come Nettuno e Urano, mentre TRAPPIST-1e appare come il più simile alla Terra per dimensioni, densità e quantità di radiazioni che riceve dalla sua stella, anche se la sua atmosfera non è stata ancora studiata in dettaglio.

Nello studio sono state fatte delle stime più precise della massa, del raggio e della densità dei pianeti, ricavando più informazioni sulla loro struttura. “Hanno determinato che sono tutti rocciosi, uno anche più della Terra. Questa è una delle caratteristiche che si pensa debbano avere i pianeti per essere abitabili”, spiega Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). I 7 pianeti di Trappist-1 sono considerati temperati, cioè sotto certe condizioni geologiche ed atmosferiche potrebbero avere, secondo i ricercatori, le caratteristiche che permettono all’acqua di rimanere liquida.

Lo sforzo ora è capire quale potrebbe essere abitabile

“Combinando i nuovi dati pensiamo che somiglino a Mercurio, Venere, la Terra, la Luna e Marte”, commenta Triaud. In uno dei 4 studi i ricercatori si sono concentrati sull’atmosfera dei pianeti, facendo per alcuni di loro la prima analisi del genere. Hanno così osservato, rileva, “che non c’era molto idrogeno”. Anche questo è un dato importante per capire quali pianeti possono ospitare la vita, “ma altre informazioni arriveranno con il telescopio spaziale James Webb, il cui lancio è previsto per l’anno prossimo”, continua Gratton”.

CIAO RAGA’, CIAO

Marghian

 

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