LE COMETE DI PASCQUA

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Una cometa non si comporta così, e’ solo una raffigurazione. Pero’ e’ bella, dai  🙂

Già, le due comete di Pasqua, e  non solo quella di Natale, molto più famosa (anche se cometa non era).

Proprio all’inizio di quest’anno, a gennaio, è stata scoperta una cometa, denominata con il codice fiscale p/2016 ba 14 PaN STARRS che ha le stesse caratteristiche orbitali di un’altra cometa,  detta “252P/Linear” ed  il cui passaggio al perielio (massima vicinanza al Sole) era previsto la metà di questo mese di marzo, passaggio che è effettivamente avvenuto il giorno 15.

Ma “252P/Linear”  non e’ stata la sola; a farle compagnia e’ stata la seconda cometina, la Pan Stars. Le due comete sono passate insieme anche nel punto di massima vicinanza alla Terra, e questo è successo proprio nell’ equinozio di primavera, anzi un po’ dopo,  nei giorni 21 e 22 di questo mese di marzo, ad una distanza dalla Terra  inferiore a sei milioni di chilometri . Una distanza che ci garantiva sonni tranquilli, ma comunque parecchio  vicina. Infatti,  trattandosi di distanze astronomiche, cinque o sei milioni  di chilometri non sono poi tanto. 

Si tratta di due comete “parenti” , anzi “madre e figlia”, che hanno fatto capolino a ridosso dell’equinozio di Primavera;  equinozio che,  vi ricordo e’stato  il piu’ precoce degli ultimi centoventi anni (noi sardi usiamo questa espressione per la Pasqua che cade a fine marzo: “Pasca bàscia”, ossia “Pasqua bassa”). La cometa P/2016 BA14 – ho fatto “copia incolla”..- scoperta a gennaio di quest’anno  e’ considerata essere un frammento staccatosi dalla “LINEAR”. Ecco perché sono “madre” e “figlia” nel vasto panorama cometario del Sistema Solare.

Le due comete di Pasqua, possiamo chiamarle così anche se il massimo avvicinamento alla Terra e’ avvenuto qualche giorno fa, ci hanno fatto, o ci stanno facendo anche un altro piccolo regalo: uno “strascico” di frammenti delle due comete che generano una pioggia di stelle cadenti (che sono appunto dei frammenti minuscoli di ghiaccio che fendendo l’atmosfera terrestre si disintegrano ed eccitano contemporaneamente l’aria, creando la classica e suggestiva scia bianca che ci induce, vedendola, a desiderare qualcosa). Il radiante di una delle due comete,  ossia la direzione da dove ci provengono le stelle cadenti da questa generata, si trovano nell’emisfero celeste australe.

Un  altro notevole primato degno di nota che riguarda  queste due comete, è che queste  fanno parte della “hit parade” delle dieci comete che maggiormente si sono avvicinate alla Terra nell’arco di duemila anni,  ossia dalla cometa di Natale ad oggi, ovviamente sempre che la cometa di Natale fosse davvero una cometa, a maggior ragione  non sappiamo a che distanza ci sarebbe passata vicino  se di cometa si è trattato quella volta, , o che cosa fosse lassamo perde, anzi no:, guardate QUI.

In questi giorni, nel cielo, c’è  gran movimento, non di 5 stelle ma  solo di due comete, movimento che e’ coinciso poi con la congiunzione tra la Luna, che era quasi piena, e Giove. L’avvicinamento massimo di “Linear” c’e stato intorno alle due ed un quarto del pomeriggio del 21 del mese, ma il fenomeno e’ stato visibile solo “dall’altra parte del pianeta”, nell’emisfero sud. Pero’, c’e stata l’altra, “la piccolina”, quella scoperta da poco e contrassegnata con codice P/2016 BA14, che alle 16,31 (da intendersi sempre ora italiana) del giorno 22 e’ passata ad una distanza di soli tre milioni e mezzo di chilometri dalla Terra. E’ stato il terzo passaggio più ravvicinato alla Terra di una cometa: i precedenti sono avvenuti nel medioevo e nella seconda meta’ del 1700.

Lo spettacolo di una delle due comete per questo emisfero,  (che io non ho visto, non possedendo un telescopio di almeno 200 millimetri che da cio’ che ho letto  e’ quello che ci vuole questa volta ..)  e’ stato disturbato dalla luce della Luna che comunque, comunque, poverina, doveva fare il suo dovere di “Luna di Pasqua”. Che come sappiamo, cade la prima domenica successiva al primo plenilunio di Primavera. Ah, per vedere qualcosa si deve puntare il telescopio verso le stelle della costellazione del Leone.

CIAO, E FELICE PASQUA

Marghian

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