EPIPHANEIA, EPIFANIA , MANIFESTAZIONE

magistar

AVVENNE QUANCOSA ANCHE NEI CIELI. MA CHE COSA?

“Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:  «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (Matteo 2,1-12)

EPIFANIA. E’ impossibile non collegare questa festa cristiana al cielo. I Vangeli ed altre fonti fanno riferimento inequivocabile ad un evento celeste. C’è da dire che e’ tradizione di tutte le religioni descrivere degli “eventi forti” per annunciare qualcosa di grande; la nascita di un grande re, o la sua incoronazione, o la vincita di una grande battaglia; sono avvenimenti spesso preceduti od accompagnati da qualche evento prodigioso o creduto tale. C’e poi da porre in evidenza che n el contesto antico, gli eventi astronomici e celesti avevano, piu’ di oggi, valore di “teofania”, di manifestazione divina. A differenza di adesso, allora si aveva meno coscienza della natura di eventi che per quanto eclatanti, non hanno origine divina e non sono visti come dei prodigi “annuncianti qualcosa”.

Prendiamo ad esempio proprio la “Stella di Betlemme” che avrebbe guidato i Magi fino al luogo dove nacque Gesù. Gli antichi astronomi od astrologi (astronomia , astrologia in antico erano erano la stessa cosa), compresi i Magi celebrati oggi, sapevano descrivere i movimenti e le posizioni degli astri, ma non sapevano che cosa essi fossero. Non sapevano cosa sono le stelle, di cosa sono costituite, ne’ sapevano del perche’ di tanti fenomeni celesti oggi spiegati. Figuriamoci quanto lo sapesse allora la gente comune, il popolo. Oggi l’apparire improvviso di un astro (una nova, una supernova, una cometa) non solo viene capito e spiegato, ma passa inosservato ai piu’, “ordinaria amministrazione” per quanto siano cose affascinanti. Allora invece, persino un fenomeno come l’arcobaleno od il fulmine erano eventi divini, prodigiosi, aventi valore di annunzio, avvertimento e persino di castigo. Tutto, o quasi tutto, anticamente era visto come evento arcano e divino ( si veda in proposito il mio post “E’ piu’ difficile, oggi, credere in Dio?”). Pensate che Filone di Alessandria, e dopo di lui Platone ed altri filosofi della corrente degli Stoici pensavano alle stelle come a degli esseri viventi di natura spirituale.

Le stelle erano identificate fortemente con gli angeli anche nel contesto Biblico e Cristiano. Ecco che dei Padri della Chiesa (ad esempio tale Giovanni Crisostomo) ritenevano senza mezzi termini che un angelo, in forma di astro lucente, avesse guidato i “Tre Re” fino alla capanna di Betlemme dove nacque il Cristo. Qualcosa di simile a quell’evento che guido’ il popolo di Mose’ nell’Esodo (la famosa colonna “di fumo” che di notte diventava luminosa, “di fuoco”, qualcosa del genere). Qualcuno, dalla mente aperta, pero’ c’era. Anassagora, filosofo presocratico,“la luna e’ fatta di roccia, ci sono montagne ed e’ abitata come la Terra”, Origene di Alessandria nel 200 dopo Cristo, sosteneva che la stella di Betlemme era un fenomeno naturale e non divino.

Fatta questa puntualizzazione sulle “impressioni” che gli antichi ricevevano dagli eventi celesti, cerchiamo di capire che cosa avvenne davvero, se avvenne, nel cielo, quando nacque Gesu’ e che avrebbe annunziato la sua nascita da “Grande Re di Israele”.

Oggi il termine maggiormente usato per definire il fenomeno “avvistato dai Magi” e’ “cometa”. L’idea, a ben pensarci, non e’ peregrina, in quanto ai tempi di Gesu’ qualche passaggio cometario ci fu. Passo’ proprio la Halley, nel 12 avanti Cristo, una data ritenuta pero’ troppo antecedente alla nascita di Cristo che, pare, sia avvenuta comunque alcuni anni prima dell’anno zero. Su queto punto, ci torno poi.

L’attendibilità storica del manifestarsi di un fenomeno celeste durante il periodo della nascita di Gesu’ e’ messo in discussione da alcuni studiosi sia non cristiani che cristiani, che vedono nel racconto un aspetto narrativo, “ad effetto” (come per certi passi del Vangelo insomma, “e ci fu un grande terremoto..”) mentre per altri, i piu’, qualcosa avvenne davvero, dal punto di vista celeste.

Torniamo alla versione “classica” della cometa. C’e da notare che nella antica iconografia cristiana, la stella dei Magi non e’ mai raffigurata con la coda. Un esempio, le catacombe di Priscilla del quarto secolo, l’astro e’ raffigurato senza coda. Ma perche’, allora, si parla tanto di cometa? Lo si deve al grande Giotto, che intorno al 1300 vide la cometa di Halley e trasse ispirazione (penso proprio che lo credette…) e la raffiguro’ nella famosa Cappella degli Scrovegni a Padova. Ecco che una cosa “firmata Gioggo” non poteva non avere una ricaduta artistica sulle altre rappresentazioni della Natività, compresi i presepi. La coda, poi, rappresenta qualcosa che si muove , che segue una direzione. Prima di vagliare altre ipotesi, vediamo perche’ non si poteva trattare di una cometa.

Gesu’ non sarebbe nato intorno all’”anno zero” (che, tra l’altro, non esiste: da anno 1 avanti C direttamente ad anno 1 d. C), bensi’ alcuni anni prima. E’ ormai opinione diffusa fra gli storici che l’anno di nascita di gesu’ sia staco calcolato male. San Cirillo, vescovo, lavoro’ sul calcolo della Pasqua, lavoro che fu preso poi da tale Dionigi il Piccolo nel quinto – sesto secolo che commise qualche errore od addirittura ne implemento’ qualcuno gia’ fatto da Dionigi. Questi comunque fece riferimento alla data di morte di Erode, e calcolo’ la data di nascita di Gesu’ dopo tale data, addirittura quattro o sei anni dopo la morte del sovrano. La data di nascita di Erode pare essere addirittura quella del 4 avanti Cristo! Allora, “strage degli innocenti”, “ fuga in Egitto”, Erode ancora in vita , “ritorno in patria dall’Egitto”; da questo si intuisce la probabile anteriore nascita di Gesu’.

Ora, ritenendo esatta la valutazione degli storici sulla data di morte di Erode e quindi sul fatto che Cristo sia nato alcuni anni prima, si sa che ci fu un transito della cometa di Halley nel 12 a. C., una anno comunque troppo anteriore rispetto all’arco di anni che comprendono la data probabile della nascita di Cristo, ossia fra il 7 ed il 4 avanti Cristo, e non si conosce il transito di altre comete in quegli anni. C’e stato per la verita’ un evento nel 5 a.C., che venne descritto come cometa da astronomi cinesi, ma che oggi e’ ritenuto essere stato l’apparire di una supernova. Pensate ad una stella che esplode espellendo gli strati superficiali e che ad un certo punto si vede ad occhio nudo anche di giorno! Questa e’ la supernova.

Ma cosa era, allora, la stella in cielo, se non era una cometa? Un certo Keplero, famoso tra l’altro per le sue tre leggi sul moto dei corpi celesti intorno al Sole, propose per la prima volta che quanto videro i Magi fu l’effetto di una triplice congiunzione planetaria di marte, Giove e Saturno. Non solo, egli ipotizzò l’azione combinata di tale congiunzione con l manifestarsi contemporaneamente di una cometa e di una supernova. Sui primi due eventi ai tempi della nascita di Cristo non v’e certezza, anzi esistono motivi di dubbio. Molto probabile sembra, invece, la congiunzione planetaria tra i corpi celesti di cui sopra che avvenne nel 7 a. C. Marte, Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci. Teniamo bene a mente questo, “I Pesci”, notevole importanza simbolica per Cristo.

Molti studiosi hanno esaminato un periodo che va dall’8 a. C. al 4 a.C., ed hanno riscontrato interessanti eventi astronomici anche a partire dalll’anno 3 all’anno 1 a. C., a ridosso proprio della data “canonica” della nascita di Gesu’. C’e chi pone infatti la nascita di Cristo proprio a ridosso della data tradizionale, fra i due anni prima ed i due anni dopo.

Naturalmente non sappiamo esattamente quando nacque esattamente Gesu’, ne’ cosa apparve in cielo in quei giorni. E’ solo una descrizione simbolica fatta dagli autori dei testi sacri per indicare che Cristo e’ il messia? Oppure e’ davvero apparsa una stella in cielo? Credo comunque, “tra sci’ e no sci’ (tra il sapere ed il non sapere, come dicono i sardi…) quella tradizionale della cometa è una idea affascinante. Pur se, come si e’ visto, una congiunzione fra pianeti c’e stata di sicuro, lasciando in chi vi assistette allora una impressione forte. Quella che l’uomo sa provare, desideroso di conoscenza e pieno di perché’, da sempre.

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p.s., dimenticavo la mia ipotesi. “Su questo pianeta, che noi studiamo da diverse unita’ di tempo locale che gli indigeni chiamano “anni”, sta per incarnarsi una delle persone della Trinita’ che costituiscono la suprema entita’ creatrice. La aspettano da tempo, questa incarnazione, ed ora sta per nascere –anche- su questo pianeta un essere la cui essenza e’ “la seconda persona”, loro dicono “il messia”. Noi lo sappiamo, si incarno’ anche nel nostro mondo, anticamente. Mettiamoci in assetto tale che gli indigeni del pianeta possano vederci e facciamo delle manovre in volo per indicare dove la nascita sta avvenendo. Astronomi saggi ma con primitive conoscenze ci avvisteranno, e seguiranno le nostre traiettorie. Ci metteremo poi sulla verticale della capanna, dove l’essere sta nascendo, e li’ stazioneremo. Ecco, incominciamo la manovra di avvicinamento del nostro veicolo alla superficie del pianeta…”. Scherzo, ovviamente 😆 Scherzo? Mmmmh… Scherzo dai! 🙂

CIAO

Marghian

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