Ciao, amici. Siamo tutti ancora sconcertati, dopo i fatti di Parigi. La cosa, purtroppo, ha influito ed ancora incide su tutti noi, a vari livelli, condizionando il nostro vivere quotidiano, ed anche i nostri sentimenti. In occasioni simili, anche piuttosto banalmente, si dice sempre che “la vita continua”.  Pero’, nel bene e nel male, questo e’ vero, la vita continua. Anche nell’universo, la vita continua. Infatti, “non molto lontano” da noi….

C’E UN PIANETA IN FASCE

new planet

Composizione grafica che raffigura un nuovo sistema solare

“Non lontano” da noi (“non lontano” scritto rigorosamente tra virgolette, perche’ in astronomia il “vicino” praticamente non esiste, si pensi ad una sonda che impiega mesi o anni solo per raggiungere un pianeta del nostro sistema solare..),  a quasi cinquecento anni luce da noi, esiste un pianeta in fasce. Ed e’ davvero cosi’, con tutti i detriti, e le polveri che circondano un corpo celeste appena formatosi od in via di formazione). La “mamma” di questo pianeta e’ una stella classificata con il “nome” di “LkCa15”. Le stelle, come ha dimostrato questa, possono aver figli anche da neonate..oh, bella, le stelle fanno sempre cosi’: Terra e Sole hanno pressappoco la stessa eta’, circa quattro miliardi e seicento milioni di anni. Per contro, la stella “LkCa15”, pensate, ha soltanto due milioni di anni. La stella neo-mamma e’ stata pero’ “colta sul fatto”, in quanto il “lieto evento”- e per gli astronomo, lieto lo e’ davvero..- si e’ osservato praticamente “in diretta”.

 La notizia viene dalla prestigiosa rivista “Nature”, la quale spiega che questa osservazione “in diretta” della nascita di un pianata è stata resa possibile da un sistema messo a punto nella università di Tucson in Arizona (e sono “quasi” sempre gli americani che…ho scritto ”quasi”, e leggerete tra poco perche’…) da un gruppo di ricercatori capeggiato da una certa Stephanie Sallum. Si è utilizzato un telecopio particolare, detto Large Binocular Telescope, costruito grazie al contributo italiano (e noi ci siamo spesso…) e che è un telecopio cosiddetto “ a doppia pupilla” adatto quindi per l’interferometria e per l’osservazione a grande campo, infatti e’ anche a montatura detta “altazimutale”.

 Fino ad ora e’ stato praticamente impossibile . Sono stati scoperti ormai quasi duemila pianeti orbitanti attorno ad altre stelle, ma ma neppure uno di questi e’ stato visto nascere, e cioe’ non si sono mai osservate le prmissime fasi in cui un pianeta prende forma in mezzo a tanti detriti, gas e polveri. Quella affascinante fase nella quale innumerevoli migliaia di meteoriti , granuli di polvere e tantissimo gas della nube detta “proto planetaria “, e che circonda una nuova stella, cadono dentro” un grumo appena formatosi, contribuendo di fatto a generare il pianeta.

 La stella LkCa15, come si e’ visto, e’ nata due milioni di anni fa. Proprio ieri, su scala cosmica. Infatti il Sole e’ nato ben quasi cinque miliardi di anni fa, e’ un vero e proprio vecchio nonno al confronto, e due milioni di anni fa, sulla Terra, nel continente africano camminavano gia’gli ominidi. Questo per dare una idea di quanto “bambina” sia questa stella. Gli scienziati dell’unversita’ di Tucson sono riusciti a vedere attraverso la “placenta” di questa stella, cioe’ proprio attraverso il velo che la avvolge, ossia attraverso la nube planetaria ove i pianeti si formano e dove gia’ questo e’ avvenuto. Il segreto per vedere attraverso questo velo opaco che quasi nasconde la stella, consiste nel riuscire a raccogliere proprio le radiazioni che vengono emesse dalle polveri che sono state catturate dal campo magnetico dei pianeti in formazione, un processo che e’ qualcosa di simile a cio’ che fa la Terra con le particelle cariche del “ vento solare”. Facendo questo, ossia catturando le radiazioni del protopianeta, si sono avuti risultati positivi ed interessanti che hanno permesso di guardare “dentro” i dintorni della stella, peraltro gia’ oggetto di ricerche

 Veniamo ora al dunque: con la nuova tecnica, ricordo, quella del telescopio “a doppia pupilla” in Arizona, è stato possibile vedere per la prima volta, un pianeta più grande di Giove. I pianeti tipo Giove sono quelli piu’ facili da scoprire, perche’ grossi e maggiormente interferenti con la luce della stella madre e, specie se molto vicini, di perturbarla gravitazionalmente. Infatti, anche le piccolissime oscillazioni del moto di una stella sono indicatrici della presenza di un possibile pianeta. Ma non e’ tutto, infatti manco a dirlo e’ stata rilevata la possibile la possibile presenza di altri due pianeti più piccoli: i piu’ piccoli pianeti in formazione in formazione mai osservati prima d’ora. Questa tecnica, praticamente una applicazione della gia’ nota “interferometria”, e’ un sistema che potrebbe in seguito scoprire molti altri sistemi solari che si trovano nelle primissime fasi della loro esistenza.

C’E ACQUA ANCHE SULLA LUNA

che_bella_la_luna

 Come sappiamo, l’acqua serve, lo si dice anche a me quando mi lamento della pioggia :lol:. Immaginate quanto l’acqua sia fondamentale per un insediamento umano sulla Luna, dove non piove mai, non ci sono specchi d’acqua- i mari ci sono, ma sono di lava secca….- e “quindi” non ci sarebbe acqua. Ed invece, l’acqua c’è. “Forse”, come si dice sempre in questi casi, come si e’ detto per decenni, riguardo a Marte. Ma per la Luna, un maggior scetticismo e’ da capire.

 Una trivella, tutta italiana, sta prendendo forma degli stabilimenti di Finmeccanica di Nerviano, nei pressi di Milano. A portarcela sulla Luna sarà una missione congiunta di Europa e Russia del’Esa e della Rioscosmos, prevista per il 2020.

La trivella, ormai in fase avanzata di progettazione, è costituita da una punta della lunghezza di due metri, ed e’ progettata per perforare la superficie della Luna per una profondità di almeno sessanta centimetri. Questo lavoro verrà fatto nella regione polare, per appurare se davvero c’e l’acqua ghiacciata, ad una temperatura del suolo intorno ai -170 gradi. La trivella, giammai si dica, deve lavorare in modo da non squagliare e fare evaporare il suolo ghiacciato. Per questo motivo la punta e’ di un particolare diamante, policristallino, e la sua rotazione viene combinata con la percussione, ossia alcuni colpi ad ogni giro per ridurre il riscaldamento del suolo lunare. Addirittura, in laboratorio e’ stato “riprodotto” il terreno lunare, appositamente surgelato in un freezer per la riuscita dell’esperimento. Questo trapano lunare, la cui costruzione sara’ completata entro il prossimo anno, fa parte di una “celebre famiglia” di trivelle che hanno gia’ assaggiato suoli extraterrestri, come quello in dotazione alla sonda Rosetta-Philae, che come sappiamo ha perforato nientemeno che il suolo una cometa. Per non parlare della sonda Exomars, che con una trivella del genere perforera’ ancora una volta Marte per trovare, speriamo proprio che ce la faccia, qualche forma di vita od almeno qualche traccia indiretta della sua presenza, attuale o passata, sul pianeta rosso.

L’acqua, sulla Luna c’è, non certo in forma liquida, almeno non in superficie. Scordiamoci fiumiciattoli e laghetti di acqua sulla Luna. L’acqua e’ presente nel sottosuolo, ed esiste anche inglobata nella roccia lunare. Gia’ con le missioni Apollo 16 e 17 si e’ cercata conferma della presenza di molecole di H2O. Il prezioso elemento e’ stato intravisto anche dalle sonde in orbita. Una sorta di “prova del nove” su questa questione dell’acqua e’ stata l’impatto sul suolo lunare delll’ultimo stadio del vettore Centaur che ha portato in orbita attorno al satellite la sonda lCROSS , impatto avvenuto nell’ottobre scorso, al fine di accertare l’esistenza di ghiaccio d’acqua sul suolo selenita. L’impatto e’ avvenuto sul fondo di un cratere di quasi cento chilometri di diametro che si trova nella regione del polo sud. L’impatto e’ stato fortissimo ed ha creato un cratere di circa venti metri di diametro sul fondo del cratere, sollevando una nube di detriti che è stata osservata dagli strumenti a bordo della sonda, la quale successivamente e’ precipitata sulla Luna dopo aver inviato a Terra i dati. La quantità di acqua presente nel nugolo di polvere lunare creato dall’impatto non e’ stata facile da rilevare, ma la sonda ne ha rilevati oltre 100 Kg.

 Gia’ si sospettava la presenza di ghiaccio d’acqua portato sulla Luna da antichissime comete. A tale proposito infatti, la sonda Clementine fu inviata sul nostro satellite e rilevo’ con i suoi radar degli echi interpretati come la riflessione delle onde radar tipiche della presenza di ghiaccio. Alcuni anni dopo, nel 1998 e 1999 La sonda Lunar Prospector diedero conferma, con altri sistemi di rilevazione, della presenza di ghiaccio sulla Luna. Piu’ di recente, nel 2008, anche una sonda di matrice indiana, la sonda Chandrayaan, ha rilevato quantita’ ridotte di ghiaccio, sebbene in modo indiretto. Adesso pero’ , non ci sono dubbi che sulla luna ci sia anche l’acqua.

E LA TERRA HA I CAPELLI—DI MATERIA OSCURA

(e che e’?)

hair_earth

Forse la Terra apparirebbe cosi’, se si potesse vedere la materia oscura

Ho letto qualche settimana fa questa notizia, che ci dice chela Terra “ha dei lunghi capelli”. Certo che, detta o scritta cosi’ , la cosa fa sorridere. Ma poi la “chicca” astronomica che riguarda il nostro pianeta specifica che la “capigliatura” del nostro pianeta e’ fatta tra virgolette di “filamenti”costituiti da materia oscura. Qui la curiosità del lettore non addetto ai lavori, tipo me e voi, sale di livello, con qualche punto interrogativo in testa alla maniera dei personaggi di Topolino quando sono stupiti. La materia oscura, questa sconosciuta. Qualche tempo fa io feci un post (sta qui), su questa cosa. Per non costringervi comunque alla la lettura (o rilettura) completa del vecchio post , vi scrivo due parole su che cosa e’ questa benedetta materia oscura.

Pensiamo innanzitutto a quante stelle vediamo in cielo, la notte (quando le nuvole non coprono il cielo, e’ chiaro), e pensiamo a quante sono poi le stelle nell’Universo, raggruppate in quelle decine di miliardi di ammassi, di nugoli i cui “granelli” sono a loro volta le decine di  miliardi di stelle che compongono questi ammassi luminosi, denominati galassie . E pensiamo ai pianeti, tantissimi, che ruotano attorno alle stelle; oppure, piu’ semplicemente, pensiamo  al mondo  che ci circonda, alle nostre stanze, agli oggetti che contengono, ed  noi stessi. Ecco, l’universo visibile ed il nostro piccolo mondo e’ tutta materia ordinaria, ossia la materia che conosciamo. Ma esiste, ormai è  certo, un’altra materia che viene detta “oscura”, il perché’ di questa denominazione e’ semplice: non la vediamo. Ecco che cosa ho nelscritto al riguardo nel  mio post precedente : “..la materia oscura costituisce forse l’85% circa della massa totale dell’universo e circa il 26% dell’energia! La materia oscura veniva prima indicata come “massa mancante”, pur se effettivamente esiste della materia osservabile grazie agli effetti gravitazionali. La gravità è prodotta dalla massa, pertanto esiste della materia “in più” che non emana onde elettromagnetiche e che dunque non è visibile con la luce, né rilevabile da strumenti che di questa si servono. Da questo deriva appunto l’aggettivo “oscura” affiancato al sostantivo “materia” perché di qualche forma di materia si deve trattare, essendo dotata di massa (è la massa, qualunque massa, dal Sole ad un protone, a generare quella “piegatura dello spazio” che chiamiamo “gravità” e familiarmente “la forza di gravità”)….”. Spero che questa mia “autocitazione” dia una idea- ovviamente sempre a livello di non addetti ai lavori quali siamo, tutti..- di cosa sia o possa essere la materia oscura.

Ora, torniamo a quanto dice la notizia targata “Tiscali Scienze”.  La notizia, ve lo riporto a parole mie, dice che da una simulazione fatta al computer ed i cui risultati sono attualmente in corso di pubblicazione fanno vedere che quando un flusso di materia oscura attraversa quasi indisturbato la Terra o qualsiasi altro pianeta, e le particelle di questa materia oscura formano un flusso ove vengono “incanalate” dalla forza di gravità e si concentrano in un filamento estremamente denso; praticamente un “capello”fatto di di materia oscura. Questi “filamenti” , secondo i calcoli risultano essere estremamente compatti, e sembrano essere abbondanti intorno a corpi celesti come la Terra, o Giove Capelli del genere, dicono i calcoli, sembrerebbero abbondare attorno a corpi compatti, come appunto la Terra o Giove. Le simulazioni dicono che la materia oscura dovrebbe essere maggiormente presente intorno alle “radici” dei fantomatici invisibili “capelli”, ed essere meno densa quanto piu’ ci si avvicina alle “punte”.

Ma cosa avviene esattamente? Orbene, la materia oscura, come si e’ visto, non e’ osservabile direttamente come quella ordinaria, che assorbe e riflette la luce, cosa che non fa la materia oscura. Ora, la Terra verrebbe investita costantemente da particelle di materia oscura. Questa, attraversando diversi strati del nucleo della Terra, interagendo seppure debolmente con questa, “produrrebbe” queste lunghe “strisce” di materia invisibile. Tutta questa “storiella” e’ il risultato di una simulazione fatta al LPL di Pasadena in California, sotto l’egida di tale Gary Prézeau.

La ricerca evidenzia come i “capelli” di materia oscura sembrino proprio avere dei “nodi” che si formerebbero quando la materia oscura attraversa gli strati della Terra di diversa densita’ (nucleo, mantello, crosta), e tale differenza genera la struttura “a filamenti” di materia oscura.

In riferimento a questo, sarebbe bello poter vedere direttamente la materia oscura. Le caratteristiche di questi “capelli”, ci direbbero molto anche su come e’ fatta internamente la Terra, o su come e’ fatto ad esempio un pianeta come Giove. Ma questo per ora non sembra possibile, semplicemente perché’ la materia oscura dell’universo non emette luce visibile ne’ onde elettromagnetiche ad altre frequenze quali le onde radio eccetera. La materia oscura interagisce poi molto debolmente con la materia ordinaria. Le particelle elementari di materia oscura, ipotizzate ma non ancora scoperte, vengono denominate WIMP , ossia Weakley Interactive Massive Particles: appunto, particelle di grande massa debolmente interagenti con la materia ordinaria. L’unica “spia” per dirci che la materia oscura esiste, e come funziona, e’ per ora solo la forza di gravità; ed e’ questa, la gravita’, che fa si’ che la materia oscura, come attraversa la Terra, viene incanalata dalla gravita’ presente a varia intensità, nei diversi strati di questa, facendo vedere, seppure solo con una simulazione, “i capelli “-scuri- della Terra.    

CIAO

Marghian

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