Archive for settembre 2015

UN ASTEROIDE DOVREBBE COLPIRE LA TERRA NEL MESE DI SETTEMBRE, DICE L’ULTIMA PREVISIONE PROFETICA. MA E’ DAVVERO COSI’? VEDIAMO COME STANNO LE COSE – SECONDA PARTE

ASTEROIDI IN AVVICINAMENTO

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IL RISCHIO DI IMPATTO CON LA TERRA E’ REALE

Il Sistema Solare, come si e’ visto nella prima parte, e’ ricco di detriti, cosi’ possiamo chiamarli, perche’ questo sono, essendo il residuo della formazione dei pianeti. Due principali fasce, come abbiamo visto, contengono moltissimi di questi oggetti, che sono gli asteroidi ed i meteoriti. Sono, come si e’ visto, la cintura di Kuiper, situata – lo ricordo- oltre l’orbita di Nettuno e Plutone (le orbite di questi due pianeti si intersecano..), e la cosiddetta “facia principale”, chiamata anche “la cintura dei pianetini”, forse residuo di un pianeta mancato, forse- qualcuno pensa-, cio’ che resterebbe di un pianeta disintegratosi per cause misteriose, e che e’ situata fra le orbite di Marte e di Giove. Oltretutto, il Sistema Solare e’ letteralmente avvolto anche da un immenso nugolo costituito da miliardi di comete, di asteroidi e di meteoriti: e’ uno “sferoide” che avvolge il nostro sistema, con un diametro che arriva circa ad un anno luce dal Sole, detta “Nube di Oort”. Ma il “primo” degli questi oggetti della nube di Oort, asteroide o cometa, si trova ben oltre la lontanissima “cintura di Kuiper” , la quale “comincia con Plutone”; tali oggetti sono  percio’ lontanissimi, e non rientrano nella categoria degli oggetti che sarebbero “a rischio”. Ne’ deve farci paura la “fascia di Kuiper”, che si estende oltre Nettuno e Plutone. La “cintura principale dei pianetini”, tutto sommato, e’ tranquilla pure lei, anche se va detto che questi due “depositi” di asteroidi possono rifornire di oggetti le zone interne del Sistema Solare. Esiste, infatti, una categoria di asteroidi che è poi quella che maggiormente ci interessa, perche’davvero possono costituire un pericolo per la Terra. Teniamo bene a mente questa sigla: NEOs.

NEOs, dall’inglese “Near Earth Objects”, “oggetti vicini alla Terra” sono quegli oggetti che, come dice la sigla che li denomina, possono incrociare l’orbita del nostro pianeta. Questa categoria comprende non solo gli asteroidi che sono abbastanza vicini alla Terra, circa un migliaio, le comete la cui orbita si avvicina di parecchio alla Terra, e persino oggetti di natura artificiale: una sonda che orbita intorno al Sole e’ anch’esso un oggetto “NEO”. E ci sono i meteoriti, la maggior parte dei quali vengono disintegrati dall’atmosfera terrestre quando vi si tuffano. Altre sigle, inseno a questa categoria dei NEOs, complicano ma solo apparentemente il discorso. Gli oggetti “PHOs”, “Potentialli Hazardous Objects”, sono quegli oggetti che sono appunto potenzialmente pericolosi, con dei parametri orbitali tali che potrebbero avvicinarli ancora di piu’ allaTerra e la cui distanza minima dalla Terra inferiore a mezza unità astronomica (l’unita’ astronomica e’ la distanza Terra –Sole, circa 150milioni di Km). Un oggetto PHO e’ percio’ considerato tale se le sue dimensioni sono di almeno 150 metri in diametro, e la cui distanza dall’incerocio con l’orbita terrestre sia di mezza 75 milioni di chilometri. Vale ovviamente anche per le comete, che in questo contesto prendono il nome di PHCs-Potentially Hazardous Comets”. Quali danni puo’ provocare un asteroide o una cometa di tali dimensioni minime, se lo standard minimo di pericolosità e’ questo?

Allora, un oggetto di 150 metri di diametro che collidesse con la Terra causa danni tremendi, sia che l’impatto avvenga con la crosta terrestre, sia nel mare; in questo caso e’ fin troppo facile immaginare il crearsi di giganteschi tsunami. Un impatto di questa portata, secondo gli astrofisici, puo’ avvenire una volta ogni diecimila anni circa. La Nasa ha avviato dei programmi di ricerca, e con lei collabora anche il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California, programmi che hanno la funzione e lo scopo di conoscere meglio le caratteristiche non soltanto orbitali, ma anche intrinseche degli asteroidi e delle comete a rischio di impatto. Il diaemtro di questi oggetti non e’ facilmente verificabile, percio’ gli astronomi si basano soprattutto su quella che vien detta la magnitudine assoluta di un oggetto (che e’ la luminosità apparente che avrebbe un oggetto celeste considerato ad una distanza standard, presa “a modello”, in questo caso quella di una Unità Astronomica) o luminosità intrinseca.

APOLLO, ATEN, AMOR

aten-amor-apollo

E che e’? Gli oggetti del tipo “Apollo”sono asteroidi NEO che hanno il semiasse maggiore della loro orbita (ricordiamoci che ogni orbita, in astronomia, e’ sempre piu’ o meno ellitica: l’orbita della Terra e’ solo “quasi circolare”) sempre superiore ad una unità’ astronomica, vale a dire maggiore della distanza Terra-Sole. Il loro perielio, ossia la minor distanza dal Sole che possono avere, va al di sotto di una unità astronomica, ed il suo moto di rivoluzione circumsolare e’ superiore ad un anno. La denominazione “Apollo”, viene dall’asteroide “capostipite” di questa tipologia di oggetti, scoperto agli inizi degli anni ’30. Gli asteroidi Aten, sono quelli   hanno un periodo orbitale inferiore ad un anno, avendo il semiasse maggiore dell’orbita inferiore alla distanza Terra-Sole (sempre la famosa unita’ astronomica, misura utile solo all’interno del nostro sistema solare: piu’ oltre, si passa agli anni-luce),ed hanno l’afelio, la massima distanza dal Sole, sempre piu’ in la’ dell’orbita terrestre. L’asteroide Aten, che venne soperto nel 1976 e cosi’ chiamato in riferimento alla divinità egizia Aten, o Atun (divinità del Sole, il famoso “unico dio” della riforma religiosa attuata in Egitto dal faraone Akenaton, per intenderci…), e’ l’oggetto che denomina questa categoria di NEO. Va da se’ che questi oggetti orbitano attorno al Sole in meno di un anno. Infine, c’e la categoria di oggetti chiamata con il nome piu’ simpatico, e sicuramente piu’ facile da ricordare: Amor. Questi oggetti sfiorano l’orbita terrestre restando sempre, anche nel perielio, ad una distanza maggiore rispetto a quella della Terra dal Sole. Questi oggetti non intersecano mai l’orbita della Terra, sono percio’ i meno pericolosi per noi. Possono intersecare l’rbita di Marte, infatti le due lune di Marte, Phobos e Deimos, sono proprio due oggetti Amor, come lo sono il famoso asteroide Eros, una “patata di 34 x 11 chilometri di diametro, e l’asteroide Amor, una cosettina di circa un chilometro di diametro, che ha dato il nome agli oggetti che hanno simili caratteristiche orbitali.

ASTEROIDI SOTTO OSSERVAZIONE

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Il telescopio spaziale WISE, lanciato nel 2009 (rappresentazione artistica)

 Con il programma denominato “Near Earth Asteroid Tracking”(significa “rintraccaire e misirare gli asteroidi vicini alla Terra”) , gli scienziati della Nasa si basano su una stima standard del potere riflettente (che si chiama albedo) del 13 per cento per determinare grossomodo il diametro di un oggetto asteroidale o cometario del tipo NEO. C’e poi un altro programma di ricerca, con il quale la Nasa grazie al il J.P.L di Pasadena ha ottenuto nuove valutazioni sugli asteroidi potenzialmente pericolosi; e questo grazie ai dati della sonda telescopio WISE, in orbita dal 2009, e di cui il programma detto NEOWISE e’ una evoluzione. Gli scienziati che hanno lavorato al programma, della durata di circa tre mesi, hanno annunciato di aver raggiunto un importante traguardo, che loro hanno chiamato “Spaceguard Goal” ovvero “obiettivo di sorveglianza spaziale”, nientemeno che la mappatura del 90 per cento di quegli oggetti aventi dimensioni medie superiori al chilometro di diametro. Va detto che la sonda WISE che ha contribuito a tali risultati, ha lavorato (e ancora lavora) sui raggi infrarossi, e questo è un modo valido per vedere gli asteroidi, essendo oggetti relativamente piccoli e percio’ poco illuminati dal Sole, rispetto ad un pianeta; ma lo studio degli asteroidi e delle comete e’ soltanto uno degli obiettivi della missione WISE, che osserva ancora oggi le stelle”nane brune” e altri oggetti galattici ed extragalattici che emettono radiazione maggiormente nella frequenza dell’infrarosso. Nel periodo che va dall’ottobre 2010 al gennaio del 2011, in cui il programma NEOWISE era operativo, sono stati scoperti piu’ di 130 nuovi asteroidi NEO. Nei prossimi anni verra’ effettuata una analisi piu’ approfondita dei dati inerenti agli oggetti piu’ piccoli di un chilometro; ma sembra gia’ evidente che gli oggetti che vanno da duecento a mille metri di diametro sono in numero inferiore a quanto atteso.

IN PASSATO E’ GIA’ ACCADUTO QUALCOSA: QUALI GLI SCENARI FUTURI?

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Se guardiamo la superficie della Luna, che e’ forse la cosa che ci e’ piu’ familiare in astronomia, vediamo che essa e’ piena di crateri da impatto. Dunque, gli asteroidi impattano, eccome. La Luna e’ ancora oggi bersaglio di asteroidi e meteoriti praticamente da quando si e’ formata, poco dopo la formazione della Terra ed anzi, proprio- si pensa- perche’ un planetoide colpi’ la Terra, spargendo dei detriti che, girando intorno alla Terra.formarono poi la Luna, per aggregazione dei detriti stessi in un unico grosso oggetto (e’ lo stesso meccanismo di formazione dei pianeti come la Terra stessa). La Terra ha ricevuto ed ancora riceve la stessa quantità di colpi, meteorite piu’ meteorite meno, soltanto che l’atmosfera, che sulla Luna e’ pressoche’ assente, svolge da sempre una azione erosiva, e la maggior parte dei crateri da impatto sono stati cancellati da tale erosione; non solo, molti oggetti vengono interamente bruciati dall’attrito con l’atmosfera, mentre sulla Luna un pezzo di materia, anche piccolo come un granello di sabbia, arriva al suolo! Pensate poi agli oggetti che sono caduti in mare: cratere nisba, ma gli oggetti sono caduti, e ne cadono ancora senza pero’ lasciare tracce evidenti. Sulla Terra ci sono comunque piu’ di quaranta crateri da impatto, ed un’altra dozzina di crateri e’ ancora da confermare, aventi un diametro piu’ grande di 20 chilometri. Sessanta cinque milioni di anni fa si estinsero i dinosauri, pare proprio per un impatto di un asteroide di circa 10 Km di diametro (il Golfo del Messico, forse li’ e’ il cratere!); 50mila anni fa, altro famoso impatto in Arizona (il Meteor Crater, un cratere di 1200 metri di diametro e piu’ di cento metri di profondità, l’oggetto era grande solo 20 metri, pensate che potenza, caspierina..). Molto piu’ di recente, nel 1908 ci fu l’impatto in Siberia, forse con esplosione dell’oggetto in aria a qualche chilometro di altezza, del quale vi ho gia’ accennato, Tunguska. Qualche anno fa, nel 2008 accadde qualcosina anche in Sudan, e nel 2013 in Russia, lo abbiamo visto tutti in televisione e nel web. Questa e’ una breve cronistoria dei fatti piu’ importanti in merito di impatti di asteroidi e meteorici: quelli che conosciamo! Non si escludono poi che delle estinzioni di massa, altre estinzioni che ci sono state oltre a quella dei dinosauri; gli scienziati ne contano in tutto sei. Ecco, gli asterodi possono esserne stati i responsabili. Queesto, ahime’, potrebbe accadere anche in futuro. Ma cosa avviene, esattamente,quando un asteroide di una certa grandezza impatta con la Terra? Dipende da tante cose, dalle dimensioni del’oggetto in primis, dove impatta- se in mare, sulla terraferma-, dalla angolazione con la quale ci colpisce, eccetera. Ma prendiamo ad esempio “L’asteroide per eccellenza”, quello famoso o famigerato dei dinosauri.

A quei tempi, la Terra era fertile e rigogliosa, si dice che contenesse addirittura piu’ vita di oggi (come foreste, di sicuro, con lo scempio che stiamo facendo noi delle foreste…i dinosauri non tagliavano gli alberi, ne’ bruciavano carburanti), ma ecco che cosa accadde un giorno di 65 milioni di anni fa (noi, in sardo, diciamo “tanti gi est’ arisèu”, “eh, si’, che era ieri!”, per dire che invece e’ passato moltissimo tempo): un sasso di circa 10 Km di diametro cadde sulla Terra, verosimilmente nell’area del Golfo del Messico. Chi si fosse trovato a a guardare il cielo in quel momento, anche di giorno avrebbe visto una “palla di fuoco” on una lunga coda. L’aria, a contatto della superficie dell’asteroide, ne stava fondendo la superficie, si volatilizzava il ghiaccio che vi si trovava. Lo spettacolo duro’, mettiamo, cinque, sei secondi. Poi l’impatto che genero’ una forza, si stima, di diecimila testate nucleari (una testata, come quella di Hiroshima, penso, il confronto che si fa e’ sempre quello..). Immaginiamo quanto potente e’ stato l’urto con la superficie terrestre, e non fa molta differenza, se un asteroide di quelle dimensioni sia caduto in mare o sulla terraferma. Come gia’ ho accennato, un asteroide anche piccolo, cadendo in mare, genera degli tsunami giganteschi. A maggior ragione, un oggetto di quelle dimensioni ha generato delle onde anomale che si sono propagate iu tutto l’oceano. La Terra, poi, e’ come una campana: ad un impatto del genere vibra tutta, ecco che ad essere danneggiata in un simile impatto non e’ solo la zona dell’impatto , ma ne risente tutto il pianeta.

Detriti vennero sollevati in aria, per decine di chilometri, terremoti e maremoti sconvolsero il pianeta, e piu’ della meta’ delle forme viventi si estinsero. Ma l’estinzione dei dinosauri e di altre specie non avvenne “di colpo”, ma nel tempo, forse anche trecentomila anni dopo l’impatto: la Terra fu oscurata dai detriti per anni, molti vulcani rafforzarono la loro attività, altri fino ad allora spenti si attivarono, e tutto questo genero’ prima un effetto serra incontrollato, e successivamente i raggi del Sole non potevano penetrare nell’atmosfera resa opaca dalle polveri e dai vapori, ed il pianeta piombo’ in un inverno globale per almeno mille anni; si verificò un “inverno nucleare”, cosi’ chiamato perche’ una serie di esplosioni atomiche (guerra nucleare) genererebbe un simile effetto, surriscaldando la Terra e poi raffreddandola (l’inverno su tutto il pianeta, appunto).

Cause e concause, asteroide e vulcanismo (si ipotizza sia avvenuto anche un altro grosso impatto in India, nella attuale India: allora i continenti si stavano ancora staccando da quel blocco unico ove i continenti erano tutti quasi attaccati, c’erano la Pangea- significa “tutta terra”- “da una parte”,  e la Pantalassica – “tutto mare” “dall’altra”. Nell’Oceano indiano sembra esserci un cratere di 500 Km di diametro, a cui “corrisponderebbe” un oggetto di 40 Km! Analisi fisico chimiche collocherebbero l’impatto sempre nel Cretaceo), sconvolgimenti climatici ed altri fattori, hanno prodotto quella grande estinzione. Uno sconvolgimento climatico che, forse, ha determinato anche le condizioni climatiche di oggi (l’asse terrestre avrebbe oggi lo stesso assetto? Probabilmente no). A questo punto, mi sovviene un pensiero: se i dinosauri non si fossero estinti, il precorso evolutivo sulla Terra sarebbe stato differente: i rettili avrebbero continuato ad imperare per milioni di anni ancora sulla Terra (i mammiferi infattti hanno “alzato la cresta” proprio dopo la botta presa dai grandi rettili), l’evoluzione avrebbe preso un’altra piega e forse l’uomo non sarebbe comparso! Dobbiamo allora la nostra esistenza anche a quell’asteroide? Io lo penserei, comunque….

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La scala Torino, per la valutazione della probabilità di impatto di un asteroide

 

La “Scala Torino”e’ una tabella Nasa che classifica degli oggetti NEO, ed e’ chiamata cosi’ perche’ in una conferenza sugli asteroidi svoltasi a Torino nel 1999 fu presentata la versione piu’ aggiornata di una scala di valutazione dei rischi di collisione con la Terra e di misurazione della forza di impatto di un oggetto, che esisteva gia’ da prima, messa a punto in America e presentata all’ONU nel 1995. La “Scala Torino” va da 1 a 10, ed un oggetto di valore zero nella scala ha un rischio pressoché’ nullo di impattare con la Terra, mentre si ha la certezza di un impatto ed il massimo dei danni se l’oggetto, asteroide o cometa, si trova a livello 10 della scala. La scala, ad uso sia degli scienziati che del pubblico, per poter individuare immediatamente un oggetto che sta per collidere con il nostro pianeta, e’ se vogliamo una sorta di “scala Mercalli” per gli impatti meteorici; e’ una “scala Mercalli preventiva”, trattandosi di valutazioni che precedono il verificarsi di un possibile evento. L’energia cinetica, in questa scala, e’ espressa in “megatoni”, dove un megatone equivale alla forza distruttrice di un milione di tonnellate di tritolo; per un paragone, Hiroshima fu distrutta da una forza di sedicimila tons di tritolo, pensate che sberla, un megaton! Ecco perche’ leggete spesso l’espressione “tot volte Hiroshima”.

Per la cronaca, esiste anche la “Scala Palermo”, piu’ complessa e su base logaritmica, e combina in un unico valore la probabilità di impatto e l’energia cinetica che verrebbe sprigionata nell’impatto, e il danno che ne deriverebbe. Ma che posto occupa l’asteroide che in questi giorni dovrebbe farci paura, nella scala Torino?

Ne4l 2004, l’asteroide Apophis un certo allarmismo perche’ a questo oggetto, di circa trecento metri di diametro, perche’ le osservazioni fatte davano una probabilità molto alta di un impatto nel prossimo 2029; una probabilità di ben una su trentasette, circa il 2,7 per cento. Ma ecco che, osservazioni fatte successivamente hanno abbassato di parecchio la probabilità di impatto, fino ad una su duecentocinquantamila. Le ultime osservazioni fatte collocano Apophis su un valore di 0 nella famosa “scala Torino”. Nel 2006 la valutazione era di 1, una piccola probabilità di impatto nel 2029, ora del tutto esclusa. Ma pensate che comunque, nel 2009 il capo della agenzia spaziale russa dichiarava l’intento di convocare urgentemente un vertice internazionale per valutare la messa a punto di un programma che avesse il fine di distruggere l’asteroide. Secondo lui, nonostante la possibilità che il catastrofico evento accada sia bassa, gli effetti che essa avrebbe sarebbero talmente disastrosi da rendere necessario un intervento diretto per scongiurare anche quelle minime probabilità. Un “interventino” eccessivo, non c’e che dire; ma che dimostra ancora quanto comunque il rischio di un impatto sia una realtà concreta.

COME EVITARE L’IMPATTO?

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Immagine di fantasia di una sonda che si avvicina ad un asteroide, per deviarlo

Circa Apophis, aggiungo ancora che quando questo oggetto era ancora considerato a rischio, gli scienziati dell’Esa valutarono la possibilità di defletterlo, qualora la sua traiettoria si fosse davvero rivelata pericolosa. Una missione potrebbe essere mandata a colpire un asteroide, deflettendone la traiettoria di poco, quanto basta ad evitare l’impatto; gli scienziati hanno determinato delle “finestre di lancio”, in base alle quali sarebbe davvero possibile portare a termine positivamente una missione del genere. La missione in fase di sviluppo da parte dell’Esa, l’ente spaziale europeo, denominata “Don Quijote” (nome appropriatissimo!), intende dimostrare che e’ possibile deviare la traiettorie di alcuni tipi di asteroidi mediante la tecnica del cosiddetto “impatto cinetico”. Esiste un’altra tecnica, per ora solo teorica, quella del “trattore gravitazionale”: una navicella si metterebbe in orbita atorno all’oggetto, legandovisi “gravitazionalmente”, e spruzzando sull’oggetto dei getti, cosi’ da deviarne anche di poco la traiettoria. Il modo piu’ semplice per evitare un impatto sembrerebbe poi quello di colpire l’oggetto con una bomba; ma questo comporterebbe dei problemi, perche’ non tutti gli asteroidi sono strutturati in modo “coerente”. Un oggetto puo’ essere costituito da pezzi piu’ piccoli tenuti insieme dalla gravità, ed i frammenti separati dalla violenta esplosione, colpirebbero comunque la Terra.

Ma cosa c’e, di concreto, nel paventato prossimo impatto al quale mancano ormai pochi giorni? Vi ho scritto dell’asteroide Apophis, e della sua posizione che questo oggetto “scala Torino” e degli studi per come deviarlo, per evidenziare che se un asteroide che e’ stato anche temuto perfino dagli scienziati, non desta oggi preoccupazione, a maggior ragione dovremmo stare tranquilli circa un oggetto del quale non conosciamo- almeno io non so…- neppure il nome.

Pensate che nel 2011 il “giorno del giudizio” era stato annunciato sulla scia – caso di dirlo – dell’arrivo della cometa Elenin, e l’anno successivo, “in occasione” della fatidica data del 21 dicembre del 2012, la data della “fine del mondo” secondo l’interpretazione, per altro interpretata male, delle profezie dei Maya. Arrivarono poi gli asteroidi denominati con tanto di anno e sigla alfanumerica, per esempio 2004 BL86 e 2014 YB35, che incutevano un certo timore perche’ le loro orbite si avvicinavano a quella della Terra, ma i loro passaggi ravvicinati furono senza conseguenze. In questi due casi, abbiamo almeno qualche “nome”, qualche “ientikit” di oggetti che ci avrebbero colpito. Per l’asteroide.. di settembre, chiamiamolo cosi’, non esiste nessun dato, se non che tale Efraim Rodriguez, portoricano, ha dichiarato nientemeno che Dio gli avrebbe rivelato che questo mese, il giorno 28, “un asteroide colpira’ la Terra, e’ il volere di Dio…”. Ha poi detto “Obama non interferisca!”. Obama, a detta del sedicente “profeta, avrebbe gia’ inviato quaranta missili nucleari a Portorico per distruggere l’asteroide, cosi’ come “la Nasa sta preparando navi spaziali per intercettarlo e deviarlo”. L’asteroide impattera’, sempre secondo Rodriguez, su Arecibo, a Portorico. Ma gaurda li’ che obiettivo sensibile si sarebbe poi scelto questo asteroid! Arecibo, dove c’è un gigantesco radiotelescopio con una antenna del diametro di piu’ di 300 metri, montata dentro un avvallamento naturale, e che da oltre 50 anni scruta il cosmo. Strano che non abbia detto che e’ una astronave aliena che vuole colpire quell’obiettivo! Va bene che ha parlato di volontà’ di Dio… Comunque sia, abbiamo visto che non sembra esistere per ora nessun pericolo immediato.

Icaro, e’ un asteroide NEO, del diametro di circa in chilometro. L’oggetto deve il suo nome al personaggio di Icaro, che, secondo la mitologia greca, volò troppo vicino al Sole provocando lo scioglimento delle proprie ali di cera e di penne, e precipitò nelle onde del mare. La sua orbita, infatti, e’ caratterizzata da un perielio che lo porta addirittura piu’ vicino al Sole di Mercurio,
Perche’ vi aggiungo questo? Ebbene, nel 1966, quando avevo tredici anni, lessi un articolo sul giornale “L’Unione Sarda”, che si chiedeva “: cadra’ sulla Terra un asteroide, nel giugno del 1968?”. Anche allora ci fu una profezia, ma c’era una differenza. Era una profezia di scienziati, che allora consideravano l’asteroide Icaro a rischio di impatto; tutt’al piu’, i giornalisti enfatizzarono la cosa. L’asteroide, nel giugno del ’68 passo’ ad una distanza dalla Terra di soli 600.000 km, meno del doppio della distanza Terra-Luna! Vicinissimo, se considerate la distanza media dalla Terra, che e’ più di sei milioni di Chilometri. Ci passo’ vicino, risparmiandoci pero’ la vita. Anche quest’anno, il sei di giugno, l’asteroide Icaro ci ha fatto visita, passando vicino alla Terra, come fa ogni 15, 20 anni. Qualche mese prima del “fly by del ’68, in edicola vidi la copertina di un giornale, credo fosse il “Grand’Hotel”, con una illustrazione che mostrava un asteroide infuocato che passava sopra Roma, sorvolandola; ed un titolo a caratteri cubitali che diceva “La fine del mondo non ci sara’!”.

 Gli scienziati parlarono forse soltanto di una probabilità di impatto di Icaro con la Terra, calcoli (perfettibili) alla mano; oggi, invece, si paventa un impatto nei prossimi giorni sulla base…di niente. Ecco la bella differenza fra le previsioni degli scienziati- sempre probabilistiche e mai deterministiche- e quelle di un sedicente profeta, che per giunta dice di essere informato direttamente dal Creatore. Morale della favola, possiamo stare tranquilli… per ora.

 CIAO

Marghian

 

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UN ASTEROIDE DOVREBBE COLPIRE LA TERRA NEL MESE DI SETTEMBRE, DICE L’ULTIMA PREVISIONE PROFETICA. MA E’ DAVVERO COSI’? VEDIAMO – PRIMA PARTE

UN ASTEROIDE DOVREBBE COLPIRE LA TERRA NEL MESE DI SETTEMBRE. COSA C’E DI VERO?

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VEDIAMO COME STANNO LE COSE

Prima parte

La terra sarà distrutta da un asteroide nel mese di settembre. L’impatto causerà fortissime piogge torrenziali e l’umanità sarà destinata a scomparire”. Questo ed altro è quanto si legge, e che anche io ho letto, in questi giorni nel web, e nei giornali.. Il disastroso impatto dell’oggetto celeste con la Terra dovrebbe avvenire, a detta di alcuni che avrebbero studiato cio’ che dice addirittura la Bibbia tra il 22 e il 28 del mese di settembre. La teoria nasce a seguito di alcuni passi della Bibbia, in cui si parla dell’arrivo “di un inferno sulla Terra”. Altre versioni di questa allarmante notizia citano la data precisa, quella del 24 di settembre corrente anno. Gli effetti di questo evento decisamente apocalittico, data poi la fonte di ispirazione biblica, verosimilmente appunto il libro del’Apocalisse, saranno tremendi: le previsioni piu’ fosche parlano di una totale distruzione di tutto il genere umano, mentre altre interpretazioni meno tragiche parlano di terribili danni nelle Americhe, con conseguenze “collaterali” in altre parti del mondo. Fra le altre cose, si legge che “l’abisso si aprirà ed inizieranno i giorni di oscurità”. Naturalmente, ad essere all’oscuro di un prossimo evento cosi’ notevole sono le persone comuni, siamo noi gente della strada; mentre i Governi, i ricchi ed i potenti sanno perfettamente cosa sta per accadere sulla Terra, correranno ai ripari (nel vero senso del termine, esistono infatti dei grandi rifugi sotterranei antinucleari, ed altri- si dice- costruiti all’uopo) ed useranno a loro tornaconto la disgrazia, intervenendo poi politicamente su una umanità ormai indebolita, instaurando una dittatura planetaria, quella che vien detta in ambito cospirazionista “il nuovo ordine mondiale”. La scarna umanità sopravvissuta alla catastrofe si combatterà le guerre tra poveri” per l’acqua ed il cibo, sara’ quella che si dice “l’era del dopobonba”; lo scenario post impatto di asteroide e’, infatti, molto simile a quello prospettato a seguito di una guerra atomica. Questo e’, in poche parole, il quadro che si delinea nella mente di chi legge quanto in questi giorni si pubblica su web e giornali. Ma le cose stanno davvero cosi’? E’ azzeccata questa (ennesima) profezia? Cosa accade, davvero, se un asteroide colpisce la Terra? Sono tutte fantasie o c’e del vero in quello che si scrive e si dice nella “cultura della strada”?

Abbiamo visto piu’ volte il cinema di Holliwood proporci scenari fantasiosi e anche volutamente esagerati “per far cassa” a base di scontri catastrofici della Terra con altri corpi celesti, con immancabili e spettacolari interventi di salvataggio, interventi di vera “polizia spaziale” alla Bruce Willis, con una umanità che si salva, pur con una vittoria “di Pirro”, dato che immancabilmente almeno buona parte dell’umanità perisce, ma non e’ mai la sconfitta assoluta. Sono allora tutte fantasie? Nessun oggetto celeste puo’ colpire la Terra, ne’ gli effetti sarebbero cosi’ devastanti? Niente affatto, non si tratta di fantasie. Lo spazio è pieno di oggetti cosmici da considerarsi a rischio di impatto con la Terra: pensate che fra le emergenze planetarie, come le chiamano gli scienziati, insieme con le questioni sul clima, la fame, le guerre, figura anche il rischio di impatto di asteroidi e comete. 65 milioni di anni fa un asteroide di circa 10 chilometri di diametro causo’ l’estinzione dei dinosauri e la scomparsa di piu’ del 70 per cento delle specie viventi, ed in epoca molto recente un frammento di cometa di forse soli 40 metri di diametro circa cadde nel giugno del 1908 a Tunguska in Siberia, abbattendo milioni di alberi, uccise poche persone e pochi animali perche’esplose in aria, sopra una regione non popolata. Cerco di esporvi come stanno le cose, circa gli asteroidi con particolare riferimento a quelli potenzialmente pericolosi. Vedremo quale e’ la effettiva probabilità di un impatto a breve termine che hanno alcuni (ovviamente non tutti) di questi oggetti con la nostra bella Terra. Ma, prima di tutto, i protagonisti di questa questione: gli asteoroidi.

GLI ASTEROIDI, CHE COSA SONO?

“Asteroide” e’ una parola dal significato riduttivo, rispetto alla parola “astro”, cosi’ come “umanoide” e’ la parola riduttiva di “umano”. La desinenza “oide” , di una determinata parola, sta a significare qualcosa come un surrogato di cio’ che indicherebbe una parola senza quella desinenza in “oide”. Ecco che “asteroide” indica “una sottospecie di astro”, cosi’ come “planetoide” indica “una sottospecie di pianeta”. Gli asteroidi, definiti anche planetoidi, o pianetini, sono infatti dei corpi celesti piccolissimi rispetto ad una stella o ad un pianeta, ma di dimensioni notevoli se paragonate alle nostre cose di ogni giorno (pensate ad una montagna vagante nello spazio: ecco quanto puo’ essere grande un asteroide). Sono corpi in genere rocciosi, simili per composizione chimica e fisica ad un pianeta di tipo terrestre (roccioso e non gassoso come lo sono ad esempio Giove o Saturno). Non hanno quasi mai la forma sferica di un pianeta o di un grosso satellite tipo la Luna; il loro diametro va da poco meno di un chilometro a diversi chilometri di diametro (l’esempio di sopra, della montagna!). Ci sono asteroidi anche molto grossi, come Vesta o Cerere, intorno al migliaio di chilometri di diametro, ma considerati tuttavia degli asteroidi e non dei feri e propri pianeti (che si trovano massimamente nelle zone orbitali esterne del Sistema Solare).

Ma perche’ ci sono tutte queste pietre- perche’proprio di pietre, per quanto grosse, si tratta…- in cielo? Si ritiene che gli asteroidi siano dei frammenti residui del disco di materia per lo piu’ rocciasa, ma anche un po’ di quella gassosa, che si aveva nel Sistema Solare in evoluzione, tantissimi frammenti che in miliardi di anni hanno costituito i pianeti (i pianeti si sono formati proprio con l’aggregazione di miliardi di frammenti astoroidali e meteoritici, cominciando da un “grumo” di materia), Terra compresa e che questi, orbitando intorno al Sole, e intorno ad un pianeta piu’ grosso (come fanno i satelliti, nati da frammenti rotanti attorno ad un pianeta madre…), accumulano ancor piu’ materiale, “ingrossandosi”, fino ad ottenere degli oggetti rotondi e sferici (per “effetto trottola”) quali sono appunto i pianeti. Alcuni asteroidi possono orbitare come satelliti attorno a dei pianeti perche’ catturati dal campo gravitazionale di quest’ultimi; un esempio, i due asteroidi che girano attorno a Marte, “Phobos” e “Deimos”, di qualche chilometri di diametro. Vanno considerati anche gli oggetti piccoli come un pugno, o poco piu’ grandi che sono i meteoriti. Ci sono poi oggetti dove il ghiaccio prevale come composizione sulla Roccia; e sono le comete od i frammenti di comete.

L’astronomo e sacerdote Giuseppe Piazzi scopri’ nel 1801 qualcosa che allora fu definito un “pianetino”, un piccolo oggetto che era a malapena visibile con il telescopio dell’osservatorio astronomico di Palermo, in una orbita attorno al Sole situata fra Marte e Giove; ed e’ proprio li’ che si trova la massima concentrazione di questi piccoli corpi celesti: e’ la “cintura degli asteroidi”, detta anche “cintura dei pianetini”, detta anche fascia principale. Oltre l’orbita di Nettuno, c’e poi un’altra fascia di asteroidi, ancora piu’ estesa, ma con una densità inferiore di oggetti cui venne dato il nome di “fascia di Kuiper” in onore di Gerard Kuiper, dopo la scoperta nel 1992 di un oggetto effettivamente orbitante proprio in questa fascia, e sulla cui esistenza Kuiper ed altri avanzarono delle ipotesi e delle congetture gia’ negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso. Ora, perche’ proprio in queste due fasce orbitali si concentra il maggior numero di asteoridi? Nella prima fascia, che si trova tra le orbite di Marte e di Giove, le “tensioni gravitazionali” provocate da questi due pianeti,soprattutto dalla massa di Giove, hanno probabilmente impedito che gli oggetti di tale fascia si condensassero a formare un pianeta, rimanendo cosi’ popolata di piccoli corpi rimasti per cosi’ dire “isolati”; mentre, nelle altre fasce, dove si stavano formando i pianeti, moltissimi gli oggetti sono stati inglobati nei pianeti allora in formazione, i quali hanno fatto “pulizia” di questi detriti. L’azione continua ancora adesso, pensate che sulla Terra piovono tonnellate di materiale meteorico, che viene pero’ quasi sempre disintegrato dall’attrito con l’atmosfera. Ci sono, nella fascia principale, anche dei corpi notevoli, quasi dei pianeti (l’steroide Cerere, ad esempio, ha un diametro di quasi mille chilometri e la forma sferica; piu’ di 500 km di diametro l’asteroide Vesta, dalla forma a pera), ma le perturbazioni gravitazionali, e gli scontri fra gli oggetti non hanno permesso la formazione di oggetti dal diametro superiore ai 1000 chilometri.

Per quanto riguarda poi l’altra fascia, situata oltre Nettuno, la presenza di una popolazione di asteroidi, comete ma anche di “pianeti nani”-Plutone e’ uno di questi oggetti-. sembra essere giustificata dal fatto che a notevoli distanze dal Sole, la densità di oggeti vaganti e di comete e’ bassa, gli scontri sono meno frequenti e le interazioni gravitazionali sono piu’ deboli, ed ecco che gli asteroidi ed i meteoriti non hanno partecipato alla formazione di pianeti, ne’ un pianeta fra quelli esterni del Sistema Solare ha potuto catturarne in certo numero; ecco che esiste questa fascia, piu’ estesa ma meno densa di oggetti. Importante, questo fatto, che riguarda la struttura degli asteroidi: gli asteroidi che sono piu’ grandi di qualche chilometro non sono tutti monolitici, ossia un unico corpo solido, ma l’aggregazione di piu’ frammenti tenuti insieme dalla forza di gravità; immaginate una pila di pietre attaccate fra loro. Planetoidi come Cerere, o Vesta, invece, hanno una struttura fisica e chimica “tipo pianeta”: Cerere, ad esempio, per via di un processi di “differenziazione” ai vari livelli di profondità partendo dalla superficie ghiacciata, possiede forse un nucleo roccioso ed un mantello di ghiaccio d’acqua sotto al crosta, e non e’ esclusa la presenza di un oceano di acqua liquida! A maggior ragione, fatte le dovute differenze fra caso e caso, questo discorso vale per quei “quasi pianeti” che si trovano esternamente all’orbita di Nettuno, oggetti come Plutone, Sedna, Quaor, Eris, e tanti altro ancora da scoprire che sono letteralmente immersi in un “mare” di oggetti molto piu’ piccoli.

Ci sarebbe ancora molto da esporre, in specifico, sugli asteroidi; come ad esempio il fatto che circa un migliaio di questi oggetti si trovano in una condizione particolare della loro orbita; seguono cioe’ il movimento di un pianeta come Giove, standogli accanto a circa 60 gradi angolari “precedendo”, o “seguendo” il pianeta alla stessa distanza angolare; tali distanze angolari di + o – 60 gradi (in questo caso) sono due dei cinque punti di equilibrio gravitazionale che esiste tra Giove ed il Sole, detti “punti lagrangiani”. Gruppi simili di asteroidi, molto più piccoli e meno numerosi, sono stati scoperti anche nei “punti lagrangiani” del sistema “Sole-Marte” e del sistema “Sole-Nettuno”. Anche la Terra, rispetto al Sole e la Luna rispetto alla Terra generano questi punti dove la gravità si “annulla” e degli oggetti possono restare li’, prigionieri, di questi punti di equilibrio. Anche la Terra potrebbe avere qualche piccolo asteroide “troiano”.

Ma ad interessarci, circa l’economia del nostro discorso, e cioe’ se c’e la possibilità che degli asteroidi possano impattare con la Terra e per vedere se davvero un asteroide stia davvero per colpirci, e’ un particolare tipo ancora di asteroidi, come vedremo nella seconda parte del post.  Ciao.

FINE PRIMA PARTE

Marghian

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