Archive for giugno 2014

NOTIZIE DAL MONDO SCIENTIFICO: luce “ibrida”, “prima si comincia meglio è”, “centri dell’ansia piu’ sviluppati”

CREATO IN LABORATORIO UNA STATO DI LUCE “IBRIDA”

laser_sRaggi laser

Perchè alcune delle strane proprietà che valgono nell’infinitamentepiccolo, per intenderci il mondo delle particelle subatomiche, proprietà quali la possibilità che una particella si trovi contemporaneamente in più stati diversi, ad esempio quella di trovarsi “nello stesso tempo” in due posizioni distinte, non si possono riscontrare anche negli oggetti macroscopici di tutti i giorni? Un esperimento realizzato dall’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) di Firenze e del Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare dell’Università di Firenze (Lens) ha provato a dare una risposta pratica, dimostrato per la prima volta sperimentalmente la produzione di uno stato di luce “ibrido” in cui un fotone, che è la particella fondamentale della luce, è sia presente che assente nello stesso tempo, ed un debole impulso laser ha contemporaneamente due fasi opposte. Lo studio, guidato da Marco Bellini e Alessandro Zavatta, col supporto di colleghi teorici coreani e australiani delle Università di Seoul e del Queensland, è descritto sulla rivista “Nature Photonics”. “Non localismo quantistico”, violazione-a livello microscopico- dei principi fondamentali cui siamo abituati, “la causa che deve precedere l’effetto”, tutte cose che alimentano molti interrogativi, è la fisica del futuro su cui abbiamo già messo un piede, su cui abbiamo già posato il nostro sguardo.

La notizia che segue non è proprio recente, risale al  14 febbraio dell’anno scorso. C’era da aspettarselo..

INIZIARE A STUDIARE MUSICA PRIMA DEI SETTE ANNI STIMOLA LO SVILUPPO DEL CERVELLO

guitar_ music_lessonStudio precoce della musica

Prima si comincia a studiare musica, e meglio è, stando a quanto ho letto su “Tiscali Scienze”. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, cominciare ad imparare a suonare uno strumento prima dei sette anni ha un effetto notevole sullo sviluppo del cervello: iniziano infatti a formarsi molto tempo prima le connessioni tra le regioni motorie, quelle cioè che aiutano a coordinare i movimenti. Lo studio ha anche dimostrato che tra i sei e gli otto anni il cervello è molto più recettivo e sensibile. Le lezioni e gli esercizi di musica influenzano notevolmente il normale sviluppo del cervello, generando in esso cambiamenti di lunga durata nelle strutture cerebrali deputate alle abilità motorie. Imparare a suonare, infatti, come hanno spiegato i ricercatori, richiede coordinazione tra le mani e gli stimoli visivi ed uditivi. Ecco che esercitarsi nel suonare prima dei sette anni stimola maggiormente la normale crescita delle aree motrici e sensoriali del cervello, creando circuiti e connessioni sulle quali si costruisce una formazione continua.

I ricercatori hanno esaminato più di trenta musicisti adulti sottoponendoli a compiti implicanti i movimenti e scansionando nel contempo il loro cervello. Metà di loro hanno cominciato a studiare musica prima dei “fatidici” sette anni, mentre gli altri hanno cominciato molto più tardi.Si e’ proceduto all’esame prestando attenzione a che tutti avessero alle spalle lo stesso numero complessivo di anni di studio. I due gruppi sono stati poi messi a confronto con persone che non avevano preso lezioni di musica, o molto poco. Si è visto che, tra i due gruppi di musicisti, quelli che avevano cominciato prima dei sette anni erano più efficienti nella coordinazione dei movimenti, nonché un maggiore sviluppo della materia bianca nel “corpo calloso”, la struttura “ponte” che collega i due emisferi cerebrali fra loro. La scansione del cervello non ha invece mostrato differenze tra i non musicisti e quelli che avevano iniziato a studiare più tardi. Cominciare da piccoli è meglio dunque. La scienza ha scoperto-ancora una volta- l’acqua calda?

 

Ancora su cervello e bambini. Ho letto che….

I BAMBINI ANSIOSI HANNO UNA “AMIGDALA” PIU’ ESTESA E CON MAGGIORI CONNETTIVITA’

brain-with-amigdalaRappresentazionea rtistica del cervello, con evidenziazione dell’area “primitiva” detta “amigdala”

Stando a quando ho letto, ed a uno studio fatto dalla “Standford University School of Medicine e pubblicato sulla rivista “Biological Psychiatry”, secondo gli scienziati delle alterazioni nella struttura della “amigdala”, uno dei “centri della paura”- e delle emozioni in genere- aventi sede nella parte primitiva del cervello durante l’infanzia potrebbero aver avuto un’importante influenza nello sviluppo di problemi legati agli stati ansiosi. Gli scienziati hanno reclutato 76 bambini dai sette ai 9 anni, età in cui i tratti e i sintomi legati all’ansia possono essere identificati in modo molto preciso. I genitori dei bambini hanno dato una mano nel completare le valutazioni fatte al fine di misurare i livelli di ansia dei bambini, i quali sono stati poi sottoposti a risonanza magnetica per osservare la struttura e la funzionalità del cervello.

E si è pervenuti al seguente risultato: Volume più esteso dell’amigdala per i bimbi ansiosi . Gli scienziati hanno trovato che i bambini con alti livelli di ansia avevano un volume più esteso della “amigdala” ed una maggiore connessione con le altre zone del cervello implicate nell’attenzione e nella percezione emotiva rispetto ai bambini con bassi livelli di ansia. La regione più estesa era la parte cosiddetta” basolaterale” dell’amigdala, una “sottoregione” dell’amigdala implicata nell’apprendimento tramite la paura (forse che molte cose le abbiamo imparate nel corso della evoluzione per necessità, ^difesa ed offesa? Io credo di sì) e nella elaborazione delle informazioni legate alle emozioni”. Questa notizia ci fa riflettere su una cosa: ansiosi si diventa ma un po’..si nasce? Per me, una base innata c’e sempre. Non che l’ambiente abbia la sua importanza. Pero’, pensare all’uomo come il prodotto di entrembe le due cose, “DNA” ed ambiente, sia la cosa piu’ giusta.

CIAO

Marghian

 

ESISTE UN PIANETA VECCHIO “QUASI QUANTO L’UNIVERSO”. La Terra ha la sua “nonna”

LA “NONNA” DELLA TERRA

heart_grand_ motherRappresentazione artistica di un pianeta che si trova vicinissimo alla stella – madre

Leggendo fra le varie notizie sulla pagina di “Tiscali”, mi sono imbattuto in questa, fresca “di giornata”: Scoperta la nonna della Terra, ha ben 10 miliardi di anni ma un aspetto giovanissimo”. Ebbene sì, pare che la nostra Terra abbia non soltanto dei “fratelli” – dati gli altri pianeti simili ad essa che sono stati scoperti in questi ultimi anni o dei “cugini”, pianeti diversi come Giove od Urano. Adesso salta fuori che la Terra ha addirittura ..una “nonna”, tanto e’ vecchio il pianeta “di tipo terrestre” che e’ stato scoperto che ha per nome “Kepler 10 c”. E’ circa due o tre volte piu’ grande della Terra ed ha una densità 17 volte superiore a quella terrestre.

I ricercatori lo considerano una “megaterra” e, scherzosi come sono gli scienziati,hannoproposto di chiamarlo “Godzilla delle Terre”. Ciò che lascia stupiti gli scienziati e’ pero’ soprattutto la sua veneranda età: ben dieci miliardi dianni, contro i quattro miliardi e mezzo di anni della Terra. Il suo “aspetto”sarebbe pero’ “giovanissimo” (avrebbe caratteristiche non molto dissimilida quelle della Terra, di Venere o di Marte, insomma). “Quasi l’eta’dell’universo”, che ha  13, 8 miliardi di anni.

Il pianeta, che come si è visto porta il nome di Kepler-10c, era gia’ stato individuato –appunto- dal telescopio orbitante Kepler della Nasa, ma a darci il suo “identikit” è stato lo strumento italiano in funzione alTelescopio Nazionale Galileo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf)

operativo a Las Palmas, Canarie.Il pianeta orbita attorno ad una stella che si trova ad una distanza di circa 560 anni-luce da noi e “le gira intorno” in soli 45 giorni. Il “sole” di questopianeta e’ una stella vecchia di circa undici miliardi di anni- vi ricordo cheil Sole ha soltanto poco meno di cinque miliardi di anni, pressappoco l’età della Terra e dei pianeti perché’ Sole e pianeti si sono formati quasi insieme, da una nube primordiale di gas e detriti meteoritici….- e le temperature sulla superficie del pianeta sono senz’altro infernali, nonadatte certamente alla vita. Però, averlo scoperto, e con queste particolari caratteristiche, aumentale possibilità di trovare pianeti che orbitino adistanze meno proibitive, come già ce ne sarebbero (ad esempio , un altro pianeta della serie “kepler” c he si troverebbe all’interno della cosiddetta “fascia”, o zona di abitabilità).

 Fino a qualche tempo fa sono state individuate soltanto delle cosiddette “super terre”, vale a dire dei pianeti strutturati come la Terra- non gassosi ma rocciosi eccetera-, ma con masse anche di dieci volte superiori a quella della Terra. Anche questa “mega terra” è un pianeta roccioso, ma che ha un “peso specifico ”-densità- eccezionale.  Dice, sottolineando l’importanza di questa scoperta, il direttore del Telescopio Nazionale Galileo, Emilio Molinari: ”E’ una scoperta che estende la possibilità di trovare pianeti abitabili, le teorie correnti sulla formazione pianeti non prevedevano infatti che esistessero pianeti di tipo terrestre così grandi”. La scoperta potrebbe avere anche ricadute sulla conoscenza delle prime stelle: l’ipotesi, tutta da verificare, è che possa esserci stata una generazione di stelle primordiali che ha espulso nell’universo metalli. Si sa infatti che questi ultimi vengono espulsi dalle stelle quando esplodono come supernovae e che, grazie a questo processo, le stelle delle generazioni successive nascono piene di metalli e pronte a formare nuovi pianeti. Il nostro Sole, per esempio, ne è ricco, così come la Terra.

 A scoprire “la vera identità” di Kepler 10-c è stato lo spettrografo Harps-N (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher for the Northern emisphere), un vero e proprio “cacciatore di pianeti” nato dalla collaborazione fra Italia, Svizzera, Stati Uniti e Gran Bretagna. Molinari, non nascondendo un certo “orgoglio di campanile afferma che “questo strumento ”pone l’Italia in prima fila nella ricerca dei pianeti extrasolari”. ^A mio avviso questo e’ pero’ irrilevante, data l’importanza –caso di scriverlo- universale di queste scoperte. Comunque….

 Qualche parolina a questo punto va spesa per ricordare che nel 2009 è stato lanciato dalla Nasa il telescopio spaziale Kepler (cosi’ battezzato in onore di Johannes Kepler, l’astronomo polacco che formulo’ le famose tre leggi sul moto orbitale dei pianeti), e proprio con l’obiettivo di scovare nella nostra galassia dei pianeti “simil-terra” che orbitino intorno a stelle simili alSole (essendo impossibile che i pianeti cosiddetti “tipo Giove”, peraltro i più facili da trovare, ospitino la vita come noi la conosciamo). E’ grazie a questo formidabile strumento che sono stati trovati diversi pianeti extrasolari, compresa questa “vecchia terra” ed altri verranno scoperti.

 CIAO

Marghian

 

 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA SUL COSMO

L’UNIVERSO

Europa_moon 1

LE IMMAGINI

(Qui, –>In questa  GALLERIA FOTOGRAFICA<—)

*        *       *

Sul portale di “Tiscali” ho visto questo “slide” di imamgini dell’universo. Ho pensto di condividerle con voi.Le immagini sono pero’ coperte da copyright (l’immagine sopra, infatti, non e’ della serie) , non le ho postate direttamente nel blog.

CIAO

Marghian

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Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

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