SISTEMA SOLARE: MONDI GHIACCIATI

PRIMA PARTE

enceladus_ice_moon“Enceladus”-ice moon”

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 Una delle più piccole lune di Saturno, Enceladus, potrebbe nascondere sotto la sua superficie un grande oceano di metano dal fondale roccioso e potenzialmente in grado di ospitare la vita” è quanto scrive la prestigiosa rivista “Science” in uno dei suoi recenti articoli. “La scoperta- continua ancora l’articolo- parla italiano, e si deve al gruppo di Luciano Iess dell’università “La sapienza” di Roma sotto il patrocinio dell’ASI, l’agenzia spaziale italiana.

Infatti, lo studio che e’ stato condotto in collaborazionie con il famoso Californan Institute of Tecnology e con il “Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (distretto di Los Angeles) della Nasa, ha confermato l’esistenza di un vasto “oceano” d’acqua, uno “strato” d’acqua allo stato liquido ricoperto dalla “crosta” ghiacciata-anzi, per l’esattezza fatta di solo ghiaccio!- della piccola luna. Stando a quanto dichiarato a “Science” da Iess, ”I dati sono sorprendenti”, e c’e una ragionevole certezza aggiunto – che in quell’oceano nascosto possa esistere un ambiente potenzialmente favorevole alla vita”.

 Personalmente, lo scienziato ritiene che la probabilità di esistenza della vitaa sia molto bassa, ”ma non tanto bassa da poterla escludere del tutto; anche una piccolissima probabilità sarebbe un risultato straordinario’ ha poi dicniarato. I ricercatori hanno spiegato che, a favore della possibile esistenza di qualche forma prebiotica, è fondamentale il fatto che l’oceano di Encelado poggi su un fondale roccioso, in quanto questo implica che l’acqua sia a contatto con dei minerali, ad esempio silicati: una condizione cioè nella quale potrebbero verificarsi fenomeni complessi con reazioni chimiche e fisiche di notevole interesse.

 Un oceano, dunque, esteso forse quasi quanto tutta la superficie visibile della piccola luna di ghiaccio, satellite di Saturno, che ha un diametro di circa 500 chilometri. La piccola luna Enceladus aveva attirato l’attenzione degli studiosi e ricercatori di tutto il mondo, dopo la scoperta di misteriosi “geyser” che si sprigionavano da lunghe spaccature sul ghiaccio della sua superficie; spaccature che glòi scienziati hanno battezzato “graffi di tigre”. Getti d’acqua e vapore ricchi di sali, scoperti nel 2005 nel polo Sud della luna di Saturno grazie alla missione Cassini (tuttora in corso), alla quale l’Asi collabora con Nasa ed Esa, la gia’ citata “Agenzia Spaziale Europea”. “Un fenomeno sorprendente”, ha osservato il principale responsabile della ricerca Luciano Iess , e ciò in quanto, nonostante una temperatura alla superficie di meno 180 gradi, Encelado sia un corpo assolutamente freddo, possiede comunque una sorgente di energia in grado di sciogliere il ghiaccio, mantenendo internamente all’oeano l’acqua allo stato liquido”.

 La sonda Cassini, all’epoca, aveva rilevato nei getti d’acque e di vapore la presenza di materiale organico- e cioe’ alcuni “condimenti” della vita, se pure non ancora “la vita”.  Enceladus, dunque, è “sotto i riflettori” della sonda “Cassini”. Giunti a questo punto della questione, dunque, studiare la struttura interna di questa piccola luna è diventato il nuovo “target” di “Cassini” , che da dieci anni ormai “ronza” attorno a Saturno, esplorando anche i suoi mitici anelli e le sue lune con strumenti che continuano ancora a lavorare in modo impeccabile. E si prevede che la missione andrà ancora avanti per altri tre anni, fino al 2017. Gli “occhi” di “Cassini” hanno “visto” che l’oceano nascosto si trova a circa 30-40 chilometri sotto il polo Sud di Enceladus, con una massa d’acqua estesa almeno fino ad una latitudine di 50 gradi . Ma, per i ricercatori, non si può affatto escludere che il “mare di Enceladus si estenda sotto tutta l’intera sua superficie.

Il “metodo usato per la scoperta è il seguente: sono state le misure dell’attrazione gravitazionale esercitata da Enceladus sulla sonda ad aver permesso la scoperta. Infatti, nel “polo sud” della luna c’è una depressione profonda un chilometro, i ricercatori si aspettavano una minore attrazione della gravità, invece hanno constatato che così non era. La spiegazione di tale risultato inatteso si trova nel fatto che “in profondità esiste una massa più densa del ghiaccio, una massa d’acqua”. La sonda Cassini continuerà a raccogliere nuovi dati, grazie alle sue ancora brillanti prestazioni. “Pero’”, spiegano Iess e colleghi, “ nel 2017, anno in cui è previsto il termine della missione,  la sonda non potrà comunque andare avanti per mancanza di carburante e precipiterà nell’atmosfera di Saturno”.

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Ho riportato la notizia di queta scoperta , cosi’ come l’ho appresa leggendo nel web. La notizia risale al 4 aprile scorso. Ho riportato qualche stralcio delle parole “testuali” dell’articolo apparso su “Science”. “Oceano di acqua liqnida ricca di sali sotto la superficie di una luna di Saturno”. Una novità? Enceladus un caso unico? No, come vedremo nella *seconda parte.

 CIAO

Marghian

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