Archive for febbraio 2014

CONOSCIAMO MEGLIO LA NOSTRA STELLA. IL SOLE – PRIMA PARTE

IL SOLE

sun_heliosPRIMA PARTE

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CONOSCIAMOLA MEGLIO, LA NOSTRA STELLA

La nostra stella, il Sole, ha affascinato l’uomo sin  dai tempi piu’ remoti, quando egli venerava le forze della natura vedendole come un mistero arcano, un qualcosa da amare e nel contempo da temere. Il sole gli forniva calore, la pioggia portava la vita a se’ e agli animali di cui si nutriva, e la terra gli forniva selvaggina e raccolto; Ma la pioggia, il vento ed il Sole erano anche forieri di difficoltà, sventura e morte. L’uomo delle origini imparo’col tempo a servirsi della naturae a difendersene. Non conoscendo la causa di tutti gli eventi cui assisteva, era no fortissimi in lui la venerazione ed il timore. I temporali, i terremoti, le carestie erano fonte di stupore. Ma era soprattutto il cielo ad infondergli fascino e meraviglia, soprattutto nella sua massima, misteriosa espressione: il Sole.

Le prime conosenze astronomiche degli antichi erano soprattutto di carattere pratico; il Sole e la Luna si muovevano nel cielo secondo cicli e periodi ben precisi, che i primi uomini cominciarono a  comprendere e a decifrare. Il Sole segnava il ritmo delle stagioni dell’anno, ed insieme alla Luna stablilva le fasi del giorno e della notte, e  le stelle viste come dei lumi incastonati in una scura volta per rischiarare la notte. Erano queste le conoscenze astronomiche dei nostri antichissimi progenitori. Conoscenze empiriche, legate ai loro bisogni di sopravvivenza. Sopravvivenza che era legata alla natura, alla terra. Ma era soprattutto verso il Sole, questa misteriosa fonte di luce e di calore, che l’uomo nutriva la  maggior curiosità; ed era sempre il Sole ad ispirargli i sentimenti di timore e riverenza piu’ profondi.  Ma da quando l’uomo comincio’ a comprendere la vera natura del Sole? Per molti millenni l’astro del giorno era visto come una divinità da molti popoli antichi. Gli antichi, comunque, riuscivano  a prevederne i moti durante le fasi dell’anno. Molti dei piu’ famosi monumenti megalitici erano dedicati al Sole, oltre che alla Luna ed alle stelle piu’ importanti, ed erano costruiti con criteri che permettevano di  stabilire con precisione il solstizio d’estate e gli equinozi di primavera e dell’autunno. Monumenti come Stonehenge in Inghilterra o quello di Nabta Playa in Egitto sono tra gli esempi piu’ notevoli. Il tempio di Kukulkan nella antica città  maia di Chichen Itza, postumo ai precednenti, era progettato per proiettare l’ombra di una scala su una parete si’ da descrivere il movimento sinuoso di un serpente  durante gli equinozi. Questa  stupefacente “protoastronomia” degli antichi denota una rimarchevole conoscenza dei  moti degli astri piu’ importanti, conoscenze che permettevano persino la previsione delle eclissi di Sole e di Luna. Già i cinesi ed i Sumeri avevano conoscenze avanzatissime su come gli astri si muovessero. Ma ancora non si aveva conoscenza su cosa fossero gli astri e su che cosa fosse quella meravigliosa sfera infuocata che si chiama Sole.

E’ con i greci che si comincia a indagare scientificamente sulla vera  natura del Sole. Il filosofo Anassagora, nel V sec. a. C. già immaginava il Sole come una sfera infuocata le cui dimensioni superavano la regione greca del Peloponneso. Per giunta egli non credeva che il Sole fosse trascinato dal carro del Dio Elios. per queste sue idee innovatove fu accusato di eresia e rischio’ la condanna a morte. Un grande contributo ci viene da un altro grande  pensatore: Eratostene di Cirene. Egli fu  porse il primo che, nel III sec. a. C. calcolo’ nientemeno che la distanza del Sole dalla terra che risultava di  circa 4 milioni di stadi, equivalenti a 149 milioni di chilometri, una distanza sorprendentemente simile a quella  reale oggi conosciuta, con un solo scaarto di appena l’1 % . Una grande svolta nella comprensione del Sole si ha molti secoli dopo con Copernico, che nel VI secolo sviluppo’ la teoria eliocentrica. Questa idea rivoluzionaria, che considerava il Sole al centro dell’universo, fu concepita già nel II sec. a. C. dallo scienziato greco Aristarco di samo. Aristotele (V sec. a. C.) aveva postulato invece che la terra era  era al centro , concetto ripreso poi da tolomeo  nel II sec. a.C. La rivoluzione di Copernico fu praticamente una “riscoperta”, ma una “riscoperta”che segno’ un salto gigantesco tra le antiche concezioni e la conoscenza scientifica della nostra stella. Ovviamente note sono le scoperte scientifiche di Galileo e le sue diatribe con le autorità accademiche ed ecclesiastiche.Queste ultime non potevano accettare le teorie di copernico, tantomeno gli studi di galileo intenti a dimostrare che il Sole era al centro dell’unoverso. E cio’ perche’ la Bibbia affermava che la Terra era il centro di tutto. Allora prevaleva il sistema aristotelico tolemaico, “in linea” con le scritture. Galileo compi’ studi  ed osservazioni scientifiche accurate. Egli si servi’ del cannochiale e di astri strumenti per i suoi calcoli ed i suoi esperimenti. Nel VII secolo il contributi dati da  pensatori e scienziati come cartesio e Newton segnarono un definitivo trionfo del sistema eliocentrico copernicano oggi universalmente accettato proprio grazie a quelle scoperte inequivocabili basate so prove scientifiche frutto a loro volta di studi ed esperimenti fatti con il rigore scientifico che fu la caratteristica principale di Galileo ,considerato il padre della scienza sperimentale. ma cosa sappiamo, oggi, del Sole? Gli studi di galileo e di Newton-ma l’elenco sarebbe lunghissimo-rivelarono molte cose sul Sole: la sua posizione nel sistema solare, le sue dimensioni, dettagli sulla sua superficie, la sua azione gravitazionale sui pianeti  in base agli studi di Newton e di Keplero, formulatori rispettivamente della legge di gravitaziione Universale e delle tra leggi sulle orbite dei pianeti. ma ancora non si aveva una chiara idea di cosa fosse realmente il Sole: di che elementi fosse costituito e quali le forze in gioco al suo interno. Ne’ tantomeno si sapeva circa la sua origine: quando e come si è formato il Sole.

Nei primi anni del XIX secolo gli scienziati si interrogarono sulla natura dell’energia solare. Un grande aiuto nella comprensione della natura del Sole ci venne dalla spettroscopia, grazie alle osservazioni delle linee di assorbimento dello spettro solare effettuate da Joseph Von Fraunhofer, ceh è considerato il “padre” di questa discipliina. Attualmente tali “linee di ssorbimento” si chiamano, in suo onore,”linee di Fraunhofer”. Il principio della spettroscopia è il seguente: ogni elemento assorbe una tipica frequenza di luce. Da tali “frequenze assorbite” si deduce da quali elementi è costituita una massa gassosa che viene osservata. Ogni “linea di assorbimento” è come il “marchio” di  di un determinato elemento chimico. Sempre nel XIX secolo Williamm Thompson, meglio noto come il barone Kelvin, immaginava il Sole come un liquido in graduale raffreddamento che, per via di questo processo, rilasciava calore. L’emissione energetica del Sole venne cosi’ spiegata da  Kelwin e da un certo Hermann Von Helmholtz con la loro teoria, detta appunto “meccanismo di Kelwin-Helmholtz”. La teoria suggeriva per il Sole un’età di soli 20 milioni di anni, stima decisamente inferiore ai 4,6 miliardi di anni stimati oggi  per la terra grazie agli studi ed ai rilevamenti geologici. Joseph Lockver, che fu lo scopritore dell’elio nello spettro solare-l’elio era un elemento fino ad allora sconosciuto e prese appunto questo nome, dal greco “Hélios”, sole-, suggeri’ che il sole si fosse formato dalla graduale aggregazione di frammenti rocciosi, simili alle meteore . Come vedremo, Lockver si era avvicinato di piu’ nella comprensione del reale meccansimo di formazione del Sole: quel meccanismo di aggregazione o di accrescimento comune alla formazione dei corpi celesti .

Fu pero’nel 1904 che  il fisico e chimico neozelandese Ernest Rutherford, uno dei padri dela fisica nucleare e precursore della teoria orbitale dell’atomo che immagino’ per prmo che l’energia del sole fosse generata da una sorgente interna di energia di calore, che egli attribui’ al decadimento radioattivo degli atomi instabili. Secondo Rutherford, gli atomi instabili del nucleo del sole decadevano, rilasciando neutroni ed altre particele subatomiche. In pratica gli atomi si rompevano, generando eneria, con un processo analogo a quello che avviene nelle attuali centrali nulcleari a fissione. Fu Einstein che con la sua relazione tra energia e massa riassunta dalla famosa formula E=mc²  a dare lo spunto per la comprensione dei meccanismi che stanno alla base dell’energia che alimenta la nostra stella. Energia che, come vedremo, non deriva dalla scissione degli atomi, ma dalla loro fusione. Questo straordinario fenomeno, che viene detto appunto “fusione nucleare”  produce anche la  cosiddetta “sintesi nucleare” degli elementi (che e’ alla base anche della nostra stessa esistenza!) ,  e che descrivero’ piu’ ampiamente nella seconda parte.

 

 

 

CIAO

Marghian

A ME LA PRIMA SERATA DI SANREMO…”MI” E’ PIACIUTA. UN ESEMPIO? CAT STEVENS

 CAT STEVENS

Ribattezzatosi “Yusuf Islam” nel 1977

(Ho dovuto cambiare il video di Sanremo, che “mi” e’ stato oscurato)

FATHER AND SON

Padre:“Non è tempo di cambiare. Rilassati, prendila con calma, sei ancora giovane,  e questa è la tua colpa: hai ancora molte cose  che devi conoscere:  trovare una ragazza, sistemarti, se vuoi puoi sposarti. Guarda me, io sono vecchio, ma sono felice. Uuna volta ero come sei tu ora, e so che non è facile Rimanere calmi quando hai constatato che qualcosa sta accadendo. Ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo,  pensa a tutto quello che hai avuto. Per te sarà ancora qui il domani, ma forse non i tuoi sogni”.  Figlio: “Come posso provare a spiegare, quando lo faccio, rivolge ancora lo sguardo altrove . È sempre la stessa vecchia storia.  Dal momento in cui potevo parlare, mi fu ordinato di ascoltare. C’è una via, e so che devo andarmene. So che devo andare”. Padre: “Non è tempo di cambiare, Siediti, prendi tempo, sei ancora giovane, questa è la tua colpa. C’è ancora tanto da affrontare: trovare una ragazza, sistemarti. Se vuoi puoi anche sposarti. Guarda me sono vecchio, ma sono felice”. Figlio: “Tutte le volte che piansi, tenendo tutto dentro di me. È dura,  ma è piu’ difficile ignorare tutto. Se avevano ragione, ero d’accordo, ma sono loro che tu conosci, non me. Ora c’è una strada  che io so di dover percorrere. Io so che devo andare”

(Cat Stevens- Traduz. Marghian)

HO ASCOLTATO CAT STEVENS NON SENZA UN PIZZICO DI COMMOZIONE

(Avevo 24 anni. E mi esibii in pubblico con questa canzone. Cosi’, con  la chitarra)

Per quanto riguarda i cantanti in gara, praticamente mi sono piaciuti tutti quelli che ho ascoltato. Ma soprattutto ho apprezzato le interpretazioni della Ruggero, di Raphael Gualazzi, di Cristiano De André e della Giusi Ferreri. E’ non sono stati niente male nemmeno i ragazzi del gruppo “Perturbazione” (con Elena Diana, la ragazza mia compaesana che nel gruppo suona il violoncello). Non ho sentito le prime due canzoni, dato che mi trovavo ancora qui nel salone, davanti al pc.

CIAO

Marghian

LOVE MAKES FLY LIKE EAGLES

LOVE  MAKES  FLY

american_bald_eagle_in_flight2LIKE EAGLES

L’amore fa volare….come le aquile.

Questo piccolo penseiro vi rimanda- cliccando sopra su”LIKE EAGLES”- al mio altro blog.

” Dedicato a tutti gli innamorati

A tutte le coppie di ogni eta’

A chi cerca l’amore

A chi lo ha trovato

A chi non cerca l’amore

A chi non lo ha trovato

E a chi  non ama

Perche’ possa anch’egli amare

Ed essere amato”

(Marghian)

CIAO

Marghian

UN CIRCOLO VIZIOSO?

IL MONDO POTREBBE AVERE

mobius beltPROPRIO QUESTA FORMA

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Le superfici ordinarie, ovvero quelle che siamo abituati ad osservare nella nostra vita quotidiana, hanno sempre due facce  (si pensi ad un foglio di carta), per cui è sempre possibile percorrere idealmente una delledue facce senza mai raggiungere la seconda, a meno di non attraversare una possibile linea di demarcazione costituita da uno spigolo o bordo. Per una sfera, od un cilindro, e’ possibile stabilire una superficie interna ed una esterna, od un lato superiore ed uno inferiore.

Nel caso della figura che vediamo sopra invece le cose cambiano, e di parecchio. Esistono in essa una sola faccia ed un solo bordo. Nella cosiddetta “striscia di nastro di Möbius” o “nastro di nastro di Möbius”, dopo aver percorso un giro, ci si trova dalla parte opposta; ma solo dopo averne percorsi due ci ritroviamo sul lato iniziale, nel punto di partenza.

Un “nastro di Möbius” può essere facilmente realizzato partendo da una striscia rettangolare – di carta o di altro materiale ed unendone i lati corti dopo aver impresso alla striscia  mezzo giro di torsione. A questo punto se si percorre il nastro con una matita, partendo da un punto qualsiasi, si noterà che la traccia si snoda sull’intera superficie del nastro. Il nastro ha quindi una sola faccia. Se seguiamo il profilo  di “un” bordo (partire da quello di destra o da quello di sinistra (o da quello in basso a quello in alto a seconda di come e’ orientato il nastro), notiamo che il dito ha percorso tutta la striscia. lungo il senso del bordo. Ecco che non sono piu’ due bordi (come lo sono quelli di un cilindro ottenuto unendo le estremita’ di una striscia analoga ma  senza effettuare il mezzo giro di torsione) ma un solo bordo.

Una figura cosi’ semplice da ottenere, sembra “contraddire” i principi della geometria a cui siamo abituati, che sono poi quelli della geometria piana euclidea. Questa piccola cosa prende il nome dal matematico tedesco Augustus Ferdinand Möbius (1790/1878), che fu il primo a prendere in considerazione la possibilita’ di creare una figura interessante come questa, semplice (praticamente un “uovo di Colombo”) ma con le caratteristiche particolari, che rimandano a concetti come l’illimitato od addirittura l’infinito (pur se la forma “ad otto coricato” della figura non e’ riferita al simbolo matematico di “infinito”, che fu introdotto-indipendentemente dalla figura di Möbius – da un altro matematico, l’inglese John Wallis, che visse tra il 1616 ed il 1703.

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La teoria della relatività generale, tutti sappiamo cos’e. Fu elaborata dallo scienziato tedesco  Alber Einstein  e pubblicata, per la prima volta, nel 1916. Una delle principali peculiarità  di questa formidabile teoria consiste nel fatto che essa descrive l’interazione gravitazionale non piu’ come mera  azione a distanza  fra corpi che hanno massa come nella teoria newtoniana secondo la quale “due corpi massivi si attraggono come fanno due calamite”, bensi’ come l’effetto di una legge fisica che rapporta  distribuzione e flusso attraverso le quattro dimensioni dello spazio-tempo di entità come la massa e l’energia  (secondo la relatività equivalenti) alla geometria, e piu’  precisamente con la ^curvatura  dello spazio-tempo stesso. Ecco che in questo contesto gli osservatori –detti “inerziali”, ossia che si trovano  in uno stato di “caduta libera”, ove la “forza-peso” diventa,  in questo modo, una forza apparente in quanto gli osservatori inerziali (praticamente tutti gli oggetti) si muovono lungo linee “geodetiche”, e cioe’ seguendo la curvatura dello spazio-tempo, analogamente al  movimento degli oggetti sulla superficie  di una sfera, che ne seguono obbligatoriamente la curvatura. La gravità appare come una forza per gli osservatori non inerziali. Chi, ad esempio . da un balcone osservasse un oggetto cadere verso il suolo, percepirebbe  la sua caduta come il prodotto di una “forza attrattiva” esercitata dal suolo sull’oggetto;  mentre,  chi e’ in caduta libera verso il suolo (od in orbita intorno ad una stella o ad un pianeta) non sente nessuna forza, se non  per via del “senso comune” (la Terra mi attira a se’!, nel primo caso). In realta’ un oggetto che cade e’ un oggetto che segue un movimento “rettilineo uniforme” ma  lo fa in uno spazio incurvato (vale sempre l’esempio di chi cammina sulla superficie di una sfera, tipo la Terra: percorre una linea curva,  la “linea geodetica”),   ma “crede” di camminare in linea retta); da tutto cio’ derivano il moto accelerato uniformemente dei corpi in caduta verso il suolo (sulla Terra l’accelerazione gravitazionale e’ di 9,8 metri ogni secondo), i movimenti orbitali dei pianeti (i pianeti, le comete ed altri corpi si muovono seguendo le linee geodetiche date dalla curvatura dello spazio-tempo dovute ad una stella, nel nostro caso il Sole), e la stessa “forza apparente” di coesione fra tutti gli oggetti dell’universo (galassie ed ammassi di galassie , ed in esse, le miriadi di stelle con i loro pianeti, comete, asteroidi).

La teoria della relatività generale è dunque alla base dei moderni modelli cosmologici della struttura a grande scala dell’Universo, della sua evoluzione e della sua struttura. La relatività generale conclude che lo spazio ed il tempo sono intimamente  connessi  in una unica realta’, detta “spazio-tempo. Lo spazio-tempo e’ “curvato”, e lo si puo’ immaginare come la superficie bidimensionale di una sfera sulla quale trovansi miliardi di “puntini bianchi” a “rappresentare  le galassie”. Pero’ questa rappresentazione non e’ perfetta; ma serve a rendere l’idea, dato che lo stesso Einstein ammetteva di non saper visualizzare nella sua mente uno spazio curvo.

L’universo, alla luce di quanto esposto, potrebbe somigliare dunque ad uno sferoide, o ad un un toroide (il toro e’ una figura tipo “un cilindro ricurvo su se’ stesso”, di modo che i due estremi si toccano;  pensate ad una ciambella, ma senza pensare di mangiarla…  🙂 ). Oppure….l’universo potrebbe somigliare proprio ad un “nastro di  Möbius”, o meglio ad un “cilindro di Möbius”, dato che anche un cilindro puo’ venir “ritorto” come si fa con una sottile striscia. In uno spazio-tempo  così  “incurvato” proprio come lo spazio-tempo descritto da Einstein, non esiste un “limite”; si dice infatti che l’universo einsteiniano sia finito ma illimitato.  In teoria, un oggetto potrebbe, muovendosi in linea retta (ma seguendo obbligatoriamente le “linee geodetiche” o “gravitazionali” di uno spazio curvo…), ritrovarsi al punto di partenza. Una frase detta spesso riguardo a questo aspetto e’ la seguente: guardando in avanti con un potentissimo telescopio, un osservatore  potrebbe vedere…la propria nuca”. L’esempio, chiaramente, e’ un assurd, che però’ rende l’idea. Gia’, l’idea di un mondo “ripiegato su se’ stesso”.

^Ttralascio di esporre, in questa sede,  alcune altre teorie piu’ recenti che vogliono per esempio che l’universo si espanda all’infinito ”- la gravità non sarebbe sufficiente a ripiegare su se’ stesso l’universo, che rimarrebbe un sistema “aperto”-, diventando cosi’ estremamente rarefatto e finendo la sua vita per “morte termica” (entropia);  o che ad un certo punto lo spazio-tempo subirà uno “strappo, o l’altra ipotesi ancora che considera la possibilità che l’universo sia addirittura “piatto”, la teoria delle “brane” ed altre cose ancora.

Prendendo comunque per buona l’idea dell’universo “chiuso”, una possibile implicazione derivante da un tale stato di cose, è che forse l’universo è  destinato a contrarsi fino a ri-diventare un oggetto puntiforme, o quasi. E magari pronto ad espandersi nuovamente. E’ l’idea dell’universo ciclico. Tanti altri “big bang” avrebbero preceduto quello che ha creato il nostro universo.

UN CIRCOLO VIZIOSO?

Sembrerebbe proprio, dato che-come abbiamo visto,  noi  viviamo in un universo che forse ha proprio queste caratteristiche. Ed anche  i nostri giorni sono cosi’ simili tra loro da farci pensare proprio ad un circolo vizioso quale sarebbe, in fondo, la nostra vita.

Ma la vita, per quanto breve,  e’ lunga, e forse prima di “tornare al punto di partenza” avremo vissuto e compreso molte cose. Nei nostri giorni, nei nostri anni, ci sono piccole differenze, pur nella apparente monotonia degli eventi.

“Se non sai dove andare..vai dove non sai”, era il motto ed il consiglio di tale…San Giovanni della Croce. Nelle diversita’ di vedute, sono convito, Giovanni della Croce ed Einstein si danno la mano. Almeno sull’importanza e la bellezza del percorrere questo  circolo. Per vizioso che sia.

CIAO

 Marghian

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

Pensieri...solo pensieri...

Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

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