FORSE (SEMPRE FORSE…) MARTE IN PASSATO OSPITAVA LA VITA

ars lake may have been friendly to microbes: NASAImmagine di Marte, ripresa dalla telecamera di un rover

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“Marte aveva le condizioni adatte ad ospitare la vita”. Questa frase è forse  la  piu’ usata nel  “fare il punto della situazione” circa le ricerche che vengono effettuate sul pianeta Marte.

Ormai quasi non si contano le missioni effettuate con le sonde automatiche che sono state inviate su Marte con lo scopo di conoscere questo nostro misterioso “vicino di casa”, cosi’ simile al nostro pianeta ma con notevoli differenze nelle sue caratteristiche ambientali. Marte non ha, almeno da quel che sembra, l’acqua in superficie, come gli oceani, i laghi ed i fiumi terrestri.  Pur tuttavia, molte di queste differenze potrebbero venir col tempo “ridimensionate” circa la situazione passata di Marte. Gli scienziati sono sempre piu’ convinti che in un lontano passato Marte fosse molto piu’ simile alla Terra. Una atmosfera piu’ densa, mari e laghi, fiumi e torrenti, erano forse la norma sulla superficie del pianeta. Ed un clima piu’ mite e meno estremo dominava  forse sul pianeta rosso, e gli oceani di marte erano forse in grado di ospitare la vita.

Dopo le scoperte fatte dalla sonda – rover “Curiosity”, tuttora operativa sul cratere “Gale” del pianeta, la ulteriore conferma che su Marte possa essere comparsa la vita  ci viene ora dal suo “predecessore”, il  rover “Opportunity” che  ha festeggiato su Marte il suo decimo anno di fervente attivita’, coronati da questa scoperta a sostegno della possibile esistenza, almeno in passato, di forme di vita. La scoperta (se cosi’ possiamo definirla, collocata come e’ tra i continui “alti e bassi” e “conferme e smentite” su altre ricerche analoghe)  e’ stata fatta da un gruppo di ricercatori che fa capo all’Università di Washington a San Louis  e pubblicata sulle pagine della rivista “Science”. Le ulteriori prove, od indizi, su una passata attivita’ biologica marziana,  arrivano dai rilevamenti fatti su alcuni  campioni di terreno lungo il bordo del cratere Endeavor (cratere formatosi a seguito dell’impatto con un meteorite, si pensa circa  3,7 miliardi di anni fa.  Delle indicazioni circa la presenza su queste rocce di minerali argillosi contenenti ferro e alluminio erano arrivate gia’ dal satellite MRO (Mars Reconnaissance Orbiter); ma  e le indagini “in loco” sul campo effettuate dagli strumenti del  rover “ Opportunity” hanno permesso di comprenderne meglio le origini.

 “Nel passato di Marte,  grandi quantità di acqua liquida” (altra rivelazione volte ed a seguito di smentite o dubbi  nella storia della esplorazione a distanza di Marte). II campioni raccolti rappresenterebbero la piu’ antica prova (o indizio) della presenza ( nel passato)  di acqua liquida. I vari stati di roccia argillosa indicano inoltre che l’impatto del corpo celeste modificò la composizione ed il tasso di acidità dell’acqua, rendendola altamente acida e salina. Prima di questo cambiamento però, a detta dei ricercatori, il mare che copriva l’area aveva tutte le caratteristiche chimiche e  fisiche adatte ad ospitare delle forme  di vita. Arrivato su Marte il 25 gennaio del 2004, il piccolo rover Opportunity (gemello di “Spirit”) festeggia quindi il suo decimo anno di vita marziana confermando in modo indipendente dal ‘gigante’ e nuovo rover “Curiosity” che l’acqua del pianeta rosso poteva ospitare forme di vita. Speriamo (io lo spero) che questa  sia la volta buona, e che la parla “forse” sull’acqua liquida e sulla vita di Marte, seppure  in forme elementari e “in passato”, scompaia per sempre dagli articoli scientifici e dalle notizie inerenti al “pianeta rosso”. Si’, perche’ da anni ormai, a notizie come questa, fa’ quasi sistematicamente eco “l’ ennesima smentita”.

MA SULL’ASTEROIDE CERERE L’ACQUA C’E

cerere“Cerere”

C’è acqua su “Cerere”, un corpo celeste  che con i suoi 950 chilometri di diametro- poco meno di un terzo della Luna- e’ il più grande fra gli asteroidi che orbitano intorno al Sole in una fascia di asteroidi e meteoriti  ( e’ la “cintura degli asteroidi” che si trova tra le orbite di Marte e Giove). Il vapore acqueo osservato potrebbe provenire dal ghiaccio presente vicino alla superficie dell’asteroide, oppure da “geyser”, o ancora o da “crio-vulcani” (il “criovulcanismo”, o “vulcanismo freddo” e’ un fenomeno simile al vulcanismo a noi noto, ma avviene con il ghiaccio anziche’ con il magma incandescente), i quali eruttano acqua, ammoniaca ed altre sostanze invece che lava.

E’ questo il quadro che emerge da una ricerca  pubblicata su “Nature”e condotta da un gruppo di ricerca internazionale del Centro Astronomico dell’ Esa (Agenzia Spaziale Europea) che ha sede in Spagna. I ricercatori hanno analizzato i dati inviati a Terra dalla sonda europea Herschel, che ha osservato Cerere in diverse occasioni nel periodo compreso tra novembre del 2011 e marzo 2013.

 “E’ attesa pero’ la conferma da parte della sonda Dawn” – “La presenza di acqua su Cerere è un fattore fondamentale per quanto riguarda la comprensione deii processi di formazione dei pianeti di tipo terrestre’ (e cioe’ “rocciosi”, diversi da pianeti come Giove o Saturno, che sono costituiti quasi prevalentemente da dei gas di  idrogeno, elio e metano) e’ quanto dice il coordinatore scientifico  dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) Enrico Flamini. ”Che ci fosse umidità, e quindi acqua su Cerere, è una cosa che sospettavamo da tempo. Adesso bisogna capire se l’acqua è stata presente fin dall’inizio”. A fornire ulteriori indicazioni ci penserà la sonda americana Dawn (“dawn” significa “aurora”, lanciata nel 2007, che entrerà in orbita intorno a Cerere nel febbraio 2015. “A bordo, spiega il Flamini,  ci sono diversi strumenti, tra i quali uno spettrometro di costruzione italiana, che speriamo ci possa dare la risposta definitiva su questa cosa”.

 “Cerere si trova al confine tra la zona dei cosiddetti “pianeti asciutti” e quella dei “pianeti ghiacciati” (Plutone e’ uno di questi).  Definito anche “pianeta nano”  (categoria questa alla quale e’ stato “declassato” dagli astronomi  anche Plutone), o “proto-pianeta”, “Cerere” si trova, come si e’ visto, nella “cintura degli asteroidi” o “pianetini”. La fascia degli asteroidi, abbiamo visto,  si trova tra le orbite di Marte e Giove, ed e’ forse il residuo di un pianeta mai formatosi per via delle interazioni gravitazionali tra i due pianeti, soprattutto da parte di Giove, o addirittura cio’ che rimane di un pianeta disgregatosi (una antica collisione avvenuta in un lontano passato? Non si sa).

 La “morale della favola” circa questa scoperta e’ che la presenza di acqua, ed in molti casi di acqua allo sato liquido, come sotto il ghiaccio di Europa –satellite di Giove- e nella  piccola “Enceladus”-satellite di Saturno – e’ quindi “la norma” nei pianeti e su altri “corpi minori” e non l’eccezione. Con quello che ne consegue, circa le possibilita’ di forme di vita. Non certo su “Cerere”, ma anche “Cerere” rappresenta un indice importantissimo di come stiano davvero le cose tra pianeti, pianetini e comete.

CIAO

Marghian

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