NATALE

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(Cielo di Dicembre 2013: le costellazioni visibili in queste notti)

E D IL CIELO. UN BINOMIO INSEPARABILE PER TRADIZIONE

“Tu scendi dalle stelle”, recita il famoso canto natalizio del quale il grande Giuseppe Verdi ebbe a dire: “non e’ Natale, senza “Tu scendi dalle stelle”. Ecco, io scrivo che “non e’ Natale senza che si guardi al cielo.

La volta stellata, chiamata cosi’ perche’ ai nostri occhi sembra che le stelle siano incastonate in una grande volta, o cupola, che avvolge tutta la Terra. la Terra che a sua volta sembra essere un suolo piatto, dove si alternano vaste zone di suolo asciutto e di suolo coperto di acqua, “le terre ed i mari”. Queste due illusioni ottiche hanno suggerito erroneamente all’uomo che la Terra fosse un suolo piatto, e che questa fosse coperta da una volta, da un manto di stelle che rischiarava la buia notte. Ci sono voluti millenni per comprendere come davvero stessero le cose. Ma gia’ anticamente alcune menti aperte capirono, o meglio cominciarono a capire, che la Terra non e’ un suolo piatto; gia’ Aristotele ed Eratostene di Cirene  lo avevano capito. Quest’ultimo, che visse dal 275 al 195 a. C., effettuo’ persino una misurazione del circolo della Terra con unapiccola  meridiana, applicando una semplice “proporzione” con la quale ebbe un risultato sorprendente per allora, intorno al 2500 a. C. . “La Terra e’ rotonda”, questo lo capirono gia’ in epocca antica. Ma ci volle ancora molto tempo ancora, prima di realizzare con certezza che quei puntini luminosi, molti dei quali raggruppati a grappoli detti “costellazioni”  sono in realta’ delle sfere infuocate che, lungi dall’essere incastonate in una volta che le teneva ferme lassu’, si muovono invece a velocita’ vertiginose per i nostri parametri e che, date le enoermi distanze delle stelle dai nostri sguardi, ci appaiono immobili.  Galileo, Keplero ed altri brillanti scienziati del XII° e del XIII° secolo, nonostante il loro genio e le loro scoperte sul cielo e specialmente sui corpi celesti del nostro sistema solare, credevano tuttavia che le stelle fossero “fisse”, incastonate in una sfera che circondava tutto il sistema solare (non piu’ solo la Terra, dunque: il Sole, la Luna ed i piaenti allora conosciuti,  non facevano piu’ parte dei corpi fissati a quella sfera) che, per Keplero, si trovava al centro del cosmo. La Terra non era piu’, all’inizio dell’era moderna, il perno centrale di questa sfera trapunta di stelle; ma il sistema solare regnava sovrano al centro di questa sfera di cristallo. Il filosofo italiano ed astronomo, il monaco Giordano Bruno, nella seconda meta’ del ‘500,  intui’ pero’ che forse  le cose non stavano cosi’. Diceva che “le stelle sono tanti soli, e attorno ad essi ruotano tanti mondi come la Terra, tanti mondi abitati da esseri intelligenti”. Non luminari incastonati in una sfera di cristallo, dunque erano le stelle, ma tante sfere infuocate, molte delle quali con un corteggio di pianeti. Questa sua concezione del cosmo, insieme ad altre idei rivoluzionarie, costarono la vita al geniale  monaco di Nola, che nel 1600 fu condannato al rogo dall’inquisizione nella piazza di “Campo de’ fiori”, a Roma.

E’ passata tanta acqua sotto i ponti dopo Copernico, Giordano Bruno e Galileo, da William  Herschel a Edwin Hubble, rispettivamente lo scopritore del fatto che noi siamo dentro ad una immensa nuvola di stelle che Herschel, negli anni ’80 del ‘700,  chiamo’”la galassia” e di cui il Sole e’ solo un piccolo granello, e colui (Edwin Hubble) che alla fine degli anni 20 del ‘900 dimostro’ che tante galassie si allontanano con una velocita’ che cresce con la distanza, enunciando la sua famosa legge (la famosa “Legge di Hubble”). “Tante galassie”, dunque. Non solo “una unica galassia”. Fu pero’ il filosofo tedesco Immanuel Kant, contemporaneo del gia’ citato William Herchel, a suggerire agli scienziati dell’epoca che molte delle cosiddette “nebulose”, piccoli battufoli bianchi che si vedevano con i cannocchiali telescopici, potevano essere “altri universi a se’ stanti”, come quello descritto da Herschell e disseminati in uno spazio molto piu’ grande. “Altre galassie, come la nostra “Via lattea”. “Galassia” significa proprio “di latte”, dal greco “Galaxìas” che significa “latteo”.

Ora noi sappiamo, seppur con tanti vuoti di conoscenza ancora da colmare, come e’ fatto il cielo. Abbiamo comunque, rispetto ai secoli passati,  una “idea dell’universo” Sappiamo ad esempio che le galassie sono decine, forse centinaia di miliardi, raggruppate in ammassi e superammassi di galassie. Sappiamo anche che l’universo e’ una immensa bolla in espansione e che i “granelli” di questa immensa ” nuvola” che si espande sono gli ammassi di galassie. Miliardi di gruppi di galassie, galassie composte da decine di miliardi di stelle!

Noi, di notte, possiamo contare circa tre, quattromila stelle nel cielo (perche’ moltissime stelle sono troppo distanti perche’ le si possa guardare ad occhio nudo, e perche’ molte stelle sono poco luminose (considerando che nella grande famiglia di stelle ci sono sia le stelle giganti, sia le stelle come il Sole ma anceh moltissime stelle “nane” che non possono essere viste ad occhio nudo perche’ hanno una luce piu’ debole delle stelle visibili. O piu’ semplicemente, molte stelle sono troppo distanti. L’ammasso aperto delle Pleiadi, ad esempio, consta di alcune centinaia di stelle, ma noi ne possiamo vedere solo sette, “le sette sorelle”, la costellazione delle Pleiadi.

Ma il cielo, comunque, ci offre il suo spettacolo, e mai come in questo periodo di Natale, e’ bello guardare in alto, contemplando questa meravigliosa volta che sembra fatta proprio per noi, piccole e sparute entita’, alla deriva in un mondo del quale non conosciamo i confini ed i misteri. Il Natale vuole essere anche questo, per chi lo sa cogliere. Pero’…

NON E’ NATALE 

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(la cometa ISON)

SENZA UNA  COMETA

Sulla cima dell’albero di Natale, sia che si tratti di un albero finto da mettere nel salotto di casa nostra, sia che si tratti di un bell’albero di abete che si trovi in piazza, alla vista di tutti, viene posta una stella con la coda. Sappiamo tutti perche’. “Abbiamo visto la stella in Oriente,  e noi abbiamo pensato: “i cieli stanno preparando un grande evento. Sappiamo che un grande re deve nascere a Betlemme. Antiche scritture dicono che qui sarebbe nato il Re di tutti i re, e noi abbiamo seguito  la stella e siamo venuti fin qui ad adorarlo.

Non sapremo mai cosa videro coloro che avrebbero detto questo, ne’ chi fossero davvero le persone che simbolicamente vengono tradizionalmente  rappresentate nelle figure die “Tre Re Magi” ( i “tre magi” rappresentano le tre “discendenze” della razza umana dai tre figli di Noe’: “la stirpe di Sem” o “semiti”, “la stirpe di Cam” o “camiti”-questi ultimi identificati, non so bene perche’, con i ^neri africani-,  e la” stirpe di Jafet”, i “jafiti”). Forse si ebbe allora una “congiunzione di pianeti”, forse esplose una supernova ( le supernove sono stelle di grande massa che ad un certo punto esplodono creando una grande nebulosa che si espande, e quando esplodono sono a volte visibili anche ad occhio nudo, come accadde nel 1050 con la stella che esplose generando la “Nebulosa del Granchio” o “Crab Nebula”);  forse ancora, passo’ una cometa. Pero’, negli annali di astronomia non risulta il passaggio di una cometa quando nacque Cristo. La cometa di Halley passo’ dodici anni prima dell’anno in cui sarebbe nato Gesu’. Anno peraltro incerto, in quanto il calendario subi’ molte modifiche, e solo tre secoli dopo la nascita di Cristo, si istitui’ finalmente un “calendario cristiano”, riformato poi da Papa Gregorio XIII° nel 1582, dopo essere passati dal “calendario di Romolo”, che era in vigore in epoca Repubblicana, al “calendario giuliano” e poi a quello cristiano, con i calcoli astronomici di Dionigi il Piccolo prima, e di Aloisius Lidius poi. Ancora oggi si discute se sia esistito un “anno zero”, mentre si e’ propensi a considerare che in realta’ si passi direttamente dall'”anno 1 a. C all'”anno 1 D. C. 

Circa una congiunzione di pianeti, invece, pare esserci qualche riscontro. Quando Cesare Augusto ordino’ uno dei censimenti della popolazione dell’Impero Romano, si era intorno all’anno 6 o 7 a.C, e si conosce la data storica della morte di Erode il Grande, il 4 a. C. Una congiunzione di pianeti si verifico’ proprio intorno al 6 a. C. Forse era questo il “prodigioso” evento descritto dai testimoni di allora, rappresentati dia “magi”. Cristo, alla luce di tutto cio’, sarebbe nato sei o sette anni prima della “data ufficiale” del calendario cristiano.

Comunque sia, sta di fatto che, per tradizione, sull’albero e sulla capanna del presepe, c’e una stella cometa, e c’e la neve (pur se Gesu’ puo’ essere nato anche a luglio, ma la tradizione e’ tradizione). Veniamo dunque alle nostre care comete.

LE COMETE

Una scia nel cielo, una luce intensa, i nostri occhi rivolti verso il cielo. Un puntino che cammina nel cielo. I primi a vederla, oggi, sono gli astronomi. Un puntino luminoso, che aumenta di luminosita’ come si avvicina al Sole. Questo puntino acquista poi qualcosa di spettacolare. Una coda, a volte bianca, a volte bianco-azzurrao. Una “stella con la coda”. Questa e’ l’immagine che tutti noi abbiamo  di una “stella cometa”. Non e’ una stella, la cometa. Appare come una stellina che si muove, ma lentamente; mentre(a muoversi velocemente e scomparire subito alla nostra vista sono le loro figlie, “le stelle cadenti”, piccoli frammenti di ghiaccio e roccia. Ecco di cosa sono fatte le comete. Sono dei grossi blocchi di ghiaccio d’acqua, di ghiaccio di  anidride carbonica ed hanno del materiale roccioso. Sono chiamete per questo “palle di neve sporca”, perche’ fatte appunto di  ghiaccio, di minerali rocciosi e di una esigua percentualei di elementi metallici.  “Le comete sono portatrici di vita”. Questo ancora non lo sappiamo. Ma sappiamo di sicuro che ci hanno portato tanta acqua, a costituire oceani e fiumi.  Quattro milairdi di anni fa, molta dell’acqua che c’e sulla Terra faceva gia’ parte del pianeta che si era appena formato. Ma le comete, che allora erano piu’ numerose nei “nostri cieli” il loro contributo ad arricchire la Terra, ma anche gli altri corpi celesti, di acqua. C’e acqua persino sulla Luna, in luoghi dove non batte mai il Sole, come ad esempio il fondo di un cratere, che rimanga perennemente in ombra. Le comete, questi blocchi di ghiaccio che possono avere una lunghezza ed una larghezza anche di alcune decine di chilometri,  vagano inerti nel freddo spazio interplaentario (sono inerti: infatti non sono luminose e non hanno la “coda” se sono distanti dal Sole, perche’ brillano solo di luce riflessa e la luce solare “squaglia” e scaraventa lontano  gli elementi piu’ volatili della superficie delle comete, creando la suggestiva “coda”, quando una cometa si avvicina troppo alla nostra stella). Esse originano da zone del sistema solare (qusto discorso va applicato anche ad altri sistemi solari, che hanno  senz’altro le loro bellissime comete…) dove ce ne sono milioni, o miliardi. Il Sole e’ circondato da comete. Lontano, oltre l’orbita di Plutone, c’e una “nube di comete”, che prende il nome da un certo “Oort” che ne teorizzo’ l’esistenza.  i pensi che, partendo da qui, si dovrebbe viaggiare per quasi un anno-luce, prima di arrivare dove la “Nube di Oort” ha termine. Nella zona dell’orbita di Plutone, poco oltre, c’e una cintura di asteroidi e comete. Anche dalla “Cintura di Kuiper”, ben piu’ vicina a noi, ma pur sempre distante, arrivano delle comete. Ma la “Nube di Oort” e’ la zona piu’ ricca di comete.

Partono da li’, spinte nella dirazione del l Sole dopo qualche impatto o perturbazione da parte di altre – o per influsso gravitazionale di qualche corpo celeste delle dimensioni di Plutone od anche piu’ grande  che si trova magari li’, nei pressi o dentro questa “nube di comete”, e fanno un viaggio che dura anche dei millenni. Una volta attratti dal Sole, possono diventare delle comete “periodiche” perche’ assumono un assetto orbitale ellittico intorno al Sole, o passano una sola volta e vanno via, dopo un passaggio ravvicinato intorno al Sole. Le comete possono anche terminare la loro esistenza cadendo letteralmente sul Sole, naturalmente disintegrandosi prima di raggiungere la caldissima superficie della nostra stella. Questo “suicidio” di una cometa puo’ avvenire dopo un certo numero di passaggi, o “la prima volta” che la cometa si avvicina al Sole (una cometa sfortunata, il caso di dire “povera stella..”). Prima di chiudere il post, non posso non omaggiare la cometa ISON, che purtroppo per noi, ha fatto proprio  questa fine. O quasi.

La cometa ISON, chiamata anche “C/2012 S1”, e’ una cometa del tipo “radente”, o ” non periodico” (come ho scritto sopra: “o passano una sola volta e vanno via, dopo un passaggio ravvicinato intorno al Sole”). Scoperta nel ettembre dell’anno scorso in Russia,  da un astronomo bielorusso e da un suo collega russo mediante un telescopio riflettore della International Scientific Optical Network (da cui il suo nome, ISON) era pronosticata dagli scienziati come essere la cometa che sarebbe diventata la piu’ luminosa dal 1997, quando appari’ la cometa Hale Bopp. Cosi’ non fu. Il 28 di novembre,  la cometa stava “circumnavigando” il Sole quando gran parte di questa si disintegro’, lasciando “vivo” soltanto un piccolo frammento. Infatti il giorno dopo, il 29 di novembre scorso, la Nasa annuncio’ che “La cometa Ison ha fieramente girato intorno al sole. Non è ancora chiaro se ogni porzione del nucleo sia sopravvissuta”. Oggi sappiamo che un frammento della ISON vola ancora nel cielo. E nei giorni di Natale dara’ spettacolo di se’. Passera’ vicino alla Terra il 26 di dicemb a piu’ di 60 milioni di Km dalla Terra.

Ma un’altra cometa si sta affacciando nei nostri cieli, e passera’  vicino al Sole il 22 del mese. Non fara’ la fine della ISON perche’ passera’ ad una “distanza di sicurezza” dal Sole di circa 121 milioni di chilometri. Un frammento sopravvissuto della ISON e la cometa  Lovejoy, scoperta nel settembre di quest’anno da un astronomo australiano e classificata come ” C/2013 R1 “, e raggiungera’ il punto di massima vicinanza al Sole il giorno 22  del mese. Proprio nei giorni successivi al Natale potra’ essere vista. Dunque, ben due comete ci girano intorno, nei giorni del Natale. Forse per “ridare vigore” alla tradizione . Voglio pensare che sia cosi’. 

CIAO

Marghian

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