“Vecchia foto, quanto tempo e’ passato. Quanti ricordi fai rivivere tu.. 

Quante canzoni, su quella chitarra, ho cantato, che non scordo piu'”

EPSON scanner imageUna mia  foto del 1971

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Ciao amiche ed amici. Ieri sera ho trovato questa foto in un cassetto di un veccio mobile. Non vi dico…anzi, vi dico l’emozione che ho provato. Ho esclamato le parole che ho scritto sopra. Sono una parafrasi di un antico canto alpino, sull’origine del quale si racconta che l’autore di questo canto degli alpini, rovistando in soffitta, avesse trovato un vecchio scarpone di quando era militare nel corpo degli alpini. La canzone dice quasi le stesse parole: “..vecchio scarpone, quanto tempo e’ passato..quante illusioni fai rivivere tu.. quante canzoni sul tuo passo ho cantato, e che non scordo piu’?”.

La stessa cosa e’ accaduta a me, nel ritrovare questa vecchia fotografia. La foto venne scattata da un amico, mi trovavo al mare. Allora, ricordo benissimo, si facevano le gite in pineta, tra famiglie ci si organizzava per trascorrere qualche giornata insieme. La mia famiglia e quella di un nostro vicino eravamo quasi  sempre insieme per queste gite al mare od in collina. Ricordo che quando mi fu scattata questa foto ero con degli amici  con i quali trascorsi con loro una settimana. Il padre di un nostro amico aveva una casetta, dentro ad un villaggio di pescatori, una delle poche casette che si trovavano in quel villaggio, a non piu’ di dieci chilometri dal paese.

La chitarra che suonavo allora e’ andata a finire nel Friuli. Si’, dopo la prima licenza, a vent’anni, me la portai su’. Era di un amico di famiglia che la compro’ con l’intenzione di imparare a suonarla, ma non la toccava mai. Ad un certo punto questa persona disse a mio padre, “mi ‘onas milla francus e ti’dda tènis po fillu tu’ ” (“mi dai mille lire e te la tieni per i tuo figlio).

Avevo 15 anni, e stavo imparando i primi giri di accordi. Ricordo che il giro che preferivo erano gli accordi de “la casa del sole”.

Il cortile di casa mia era diventato un “polo di attrazione” per i miei amici che avevano una chitarra. La sera, in estate, ci ritrovavamo insieme e suonavamo le canzoni che erano in voga allora. “Battisti” era il piu’ gettonato. Con un amico in particolare, c’era una intesa particolare per la canzone “pensieri e parole”, che cantavamo a due voci.. come richiesto dal brano. 

Quella chitarra mi accompagno’ fino all’eta’ di vent’anni. La portai con me in caserma, a Casarsa del Friuli dove prestavo servizio militare. E la lasciai li’, ormai aveva la cassa armonica rotta, e le corde sfibrate. U ragazzo napoletano la volle tenere  per se’ (“meglio di niente”, diceva). 

Questi sono alcuni dei miei ricordi che ho ancora ben vivi nella mia mente, ricordi di quando ero un ragazzo. Una vecchia foto ingiallita dal tempo, basta questo a far rivivere tante emozioni. La vita, infondo, e’ questa: ricordi, momenti.. ed emozioni.

*Un piccolo avviso: il pc mi ha avvertito  gia’ per la terza volta che..“si e’ verificato un errore di runtime in script”, e che e’?!. Comunque mi sta lasciando scrivere, MA se non mi vedrete scrivere nelle prossime ore, pensate piuttosto al pc, che’ e’ lui ad avere forse dei problemi. Spero mi lasci lavorare anche in seguito, prima di vedere cosa gli e’ preso o nel frattempo che cessa di mandarmi questo messaggio di errore.

CIAO

Marghian

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