Un padre “gorilla” ed il suo cucciolo discutono sull’uomo.

Il cucciolo chiede al padre:

“Papà cosa sono gli esseri umani?”

gorilla

L’ANIMALE… SI INTERROGA SULL’UOMO

Papa’ gorilla gli risponde: “Sono scimmie senza peli, che credono di essere i padroni di ogni cosa. Costruiscono rifugi di pietra che arrivano fino al cielo. Hanno una smisurata considerazione di se stessi e prendono alla terra più di quanto necessitano. Distruggono i boschi, sporcano i mari e contaminano l’aria. Schiavizzano e sfruttano altri umani e lasciano che parte di loro muoia di fame per permettere ai pochi di essere più ricchi. Costruiscono macchine per uccidere altri esseri. Presto o tardi si autodistruggeranno”.

(Dal  blog di Rebecca)

https://rebeccaantolini.wordpress.com/

L’opinione del gorilla, che lui spiega anche al figlio, su noi esseri umani, non e’ molto buona. In sintesi, noi siamo cattivi, c’e niente da fare. Gli animali sono migliori di noi.

MA E’ DAVVERO COSI’?

Il bambino chiede al padre: “Papa’, cosa sono i gorilla?”. “Figlio, sono esseri umani..con i peli”

(Marghian)

uomo e donna

L’UOMO, QUESTO STRANO (e bellissimo) ESSERE

 *   *   *

Questa idea, espressa dalla “risposta del padre al bambino” su “che cosa sono i gorilla”, puo’ servire (almeno) a trattare UMANAMENTE gli animali,  quelli “superiori”, “antropomorfi” eccetera;  ma anche quelli che appartengono a stadi evolutivi inferiori. 

Uso il termine “inferiori” in senso darwiniano, non della “dignita’”..in dignita’, magari, gli esseri sono tutti uguali. In realta’, pero’, esiste una “scala evolutiva” che non si puo’ comuque negare. Il fatto che i celenterati- meduse e affini- siano apparsi sulla Terra molto prima dei pesci, e gli uccell dopo i rettili e gli anfibi,ed infine i mammiferi con le scimmie che sono apparse dopo topi, gatti, tigri. Fra le scimmie ad un certo punto, “una di queste” ha cominciato a perdere i peli, ha imparato a camminare eratta, ad articolare il linguaggio. Ha imparato ad immaginare, a costruirsi dei simboli. Questa scimmia ha “fatto carriera”, conquistando ogni angolo del pianeta. Dalle scimmie, dunque…apparve l’uomo. Ecco che in questa scala l’uomo e’ l’ultimo nato e percio’, e’l’essere superiore su tutti per caratteristiche cerebrali, caratteristiche queste che lo rendono unico nel suo genere. Rimane, nell’uomo, anche la parte primitiva, certo (siamo ^anche animali), parte primiriva che, nel cervello, si trova “sotto” la corteccia superiore formatasi per ultima. Rabbia, aggressivita’, ma anche tenerezza e piacere, sono istinti primordiali.

 “L’uomo si crede superiore a tutti gli altri esseri”. E’ vero, ma non e’ in questo che l’uomo ^pecca, perche’ davvero egli e’ superiore, lo dice la scienza e lo dice la religione (“facciamo l’uomo a nostra imamgine e a nostra somiglianza- Genesi-; “voi valete piu’ di cento passeri!”-Gesu’-). Il peccato dell’uomo e’, piuttosto, quello di usare male la sua superiorita’!!! Non e’ “spavaldo” il ragazzo geniale che, rendendosi conto dele sue dodi speciali, pensa di essers superiore; e’ giusto compiacersi dei doni che si posseggono; e’ spavaldo, od altezzoso se, invece, se TRATTA MALE gli altri ragazzi “normali”, li snobba. E cosi’, come specie, l’uomo, sapendosi superiore, non sbaglia a pensarlo; sbaglia quanto TRATTA MALE gli esseri inferiori.

 “Gli animali sono migliori di noi”, e’ una frase che leggo spesso. E questo perche’ l’uomo ne combina di cotte e di crude, sia “verticalmente” (nei riguardi degli altri animali e delle piante), sia “orizzontalmente” (nei riguardi degli altri esseri umani, dei suoi “pari”). Ma credo che l’espressione “sono migliori di noi” e l’idea che essa contiene, abbia in se’ un vizio: non tiene conto del livello intellettivo dell’uomo, e considera solo il fatto che “gli animali non sono cattivi”. Ed e’ vero. Ma non sono nemmeno buoni, a meno di non avere, gli animali, un barlume di LIBERO ARBITRIO- forse, in piccolo, ce l’ha il gorilla, forse ce l’ha il delfino-. Gli animali semplicemente “agiscono” secondo le loro pulsioni (aggredire, mangaire, dormire, carezzare i cuccioletti, nutrirli…).

L’uomo, invece…PUO’ essere buono, PUO’ essere cattivo. L’uomo e’, nei singoli casi e nella sua storia, a volte cattivo (terribile, se vogliamo), a volte buono; a volte educato, a volte ineducato. Ma l’uomo, proprio perche’ puo’ essere giudicato come “malvagio”, od apprezzato come “buono”, e’ l’uomo. Solo l’uomo, almeno su questo pianeta, puo’ essere “migliore” o “peggiore” e, nell’uomo, non e’ tutto negativo. Il genere umano e’ capace di generare un “Hitler”, ma anche un “San francesco”, e tanti altri stadi intermedi di cattiveria e bonta’, un assortimento di caratteri, di personalita’, di intelligenze che, da individuo ad individuo, generano quella diversita’ fra gli uomini che ci rende molto ricchi. “Cattivi”, “egoisti”, “guerrafondai”, “intolleranti” sono alcuni connotati che caratterizzano l’essere umano. Ma ce ne sono anche altri, che sono esattamente dis segno opposto: buoni, altruisti, pacificatori, rispettosi dell’ambiente e della vita. E allora? L’uomo e’ grande…anche per questo: egli puo’..scegliere di fare anche il male-insieme al bene- Gli altri esseri non hanno questa capacita’, se non entro limiti che pero’ non investono, come per l’uomo, cose come “la morale”, “la giustizia”, “il bene ed il male”. Gia’ il fatto che noi si usino simili termini (morale, giustizia, bene, male ) su noi stessi la dice lunga su che essere fantastico sia l’uomo. Fantastico, nonostante tutto.

CIAO

 Marghian

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