Archive for agosto 2013

LA FESTA DELLA MADONNA DI BONARIA. LA PROCESSIONE A MARE, (OGGI) IL RIENTRO DELLA SANTA, E FESTA IN PAESE. IN SENO A QUESTA, UNA MOSTRA DI PITTURA

LA FESTA DELLA MADONNA DI BONARIA

Si festeggia nella borgata di Marceddì, una frazione di Terralba

Una settimana dopo il Ferragosto, dal venerdì alla domenica

LA PROCESSIONE A MARE CON LA BARCA “AMMIRAGLIA” CHE PORTA LA SANTA

Il simulacro viene portato, la sera del venerdì, da Terralba a Marceddì con un camion che “traina” una “barca” particolare adibita al trasporto della statua della “Madonna di Bonaria”. La Santa viene seguita, in processione, fino alla borgata di Marceddì, un caratteristico villaggio di pescatori dove, dai primi anni ’20, si celebra questa festa. Fuochi di artificio e gente in festa accoglie la Madonna, che viene collocata nella chiesetta di Marceddì, a lei dedicata, ove vi rimane per una settimana esatta, fino al sabato successivo, dove la gente festante ne accoglie l’arrivo, con il suggestivo e tradizionale “strombazzare” di centinaia di ragazzi e ragazze con le loro motocilette, vespe e motorini che, mettendosi “ai due lati”della strada,  suonano i clackson ed accelerano i motori per festeggiare l’arrivo del simulacro, seguito dalla gente in processione.

La domenica dopo l’arrivo a Marceddì, dopo che il venerdi ed il sabato precedinti si sono svolte manifestazionni religiose e civili (spettacoli musicali, commedie, balli…), e la gente ha mangiato e bevuto negli “statzus” (potete tradorlo “gli stands”), in legno e frasche, con “menu'” a base di carne arrosto, buon pesce e ..buon vino. Gli “statzus” rimangono attivi anche il giorno di domenica, mentre al mattino si celebra la messa e si svolge la tratizionale “processione a mare” con la Madonna che trova posto in una grossa barca “ammiraglia”, seguita ta decine di barche di pescatori e “passeggeri” (c’ero anche io, su una barca in processione, tanti anni fa). La Santa rimane a Marceddì fino al sabato della settimana successiva al giorno della processione a mare, ed in cui i festeggiamenti hanno termine

In verità la “Festa di Bonaria” vera e propria si celebra a  Cagliari, ove si trova il simulacro originale del ‘500, portato dagli Spagnoli, e cade in un giorno di fine aprile. I pescatori terralbesi, pero’, vollero rendere un devoto omaggio a questa Madonna “protettrice dei marinai e dei pescatori”, da cui il titolo di “Madonna della Buona Aria”.

E’ ormai notizia certa che la città di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, prende il nome dal santuario mariano di Cagliari, che trovasi in un luogo che gli spagnoli chiamavano “Puerto de buenos aires” (porto delle buone arie). In Argentina gli Spagnoli chiamarono il luogo dove sorse Buenos Aires, con lo stesso nome, per dedicarlo a questa Madonna, prima degli Spagnoli, e poi dei Sardi.

In verità la “Festa di Bonaria” vera e propria si celebra a  Cagliari, ove si trova il simulacro originale del ‘500, portato dagli Spagnoli, e cade in un giorno di fine aprile. I pescatori terralbesi, pero’, vollero rendere un devoto omaggio a questa Madonna “protettrice dei marinai e dei pescatori”, da cui il titolo di “Madonna della Buona Aria”.

SABATO 31 AGOSTO 2013, IL RIENTRO DEL SIMULACRO

LE  INIZIATIVE

La sera in cui “rientra la santa” (sa torràda de sa santa) come diciamo noi, con la parte “religiosa” si svolge, come in tutte le feste e sagre, la parte “civile” o “profana”. Molti sono gli spettacoli e el iniziative che, tutti gli anni, vengono portati avanti. Spettacoli musicali e folkloristici , ed iniziative di altro genere, colorano la festa. 

La. colorano, quest’anno, i pittori di un gruppo di appassionati di pittura e “decoupage” sorto in seno ad una associazione terralbese molto attiva nel campo del sociale. L’associazione si chiama ANTA-AUSER  e, con i suoi numerosi soci che si attivano in azioni di volontariato, soprattutto in rapporto agli anziani, cui l’associazione dedica diverse iniziative ed attività, come l’assistenza ed il “tenerli occpuati” con dei momenti di aggregazione o dei veri e propri “corsi”, il tutto su base volontaria, come quello di pittura c’e (l’associazione si è dotata di un laboratorio, ove chi vuole, puo’ dedicarsi all’arte). Il gruppo dei pittori porta un nome molto significativo che ne “spiega” lo spirito e la finalità’: “ARTINSIEME”. Come tengono a sottolineare loro, i membri, coltivare l’arte di stare insieme, ancor prima che l’arte vera e propria. Che non manca, ma che non e’ “gara a chi è piu’ bravo”, bensì un fare pittura o decoupage insieme, unendo cosi’ l’utile (e dilettevole) della pittura, al dilettevole (ed utilissimo) dell’essere insieme.

MOSTRA DI PITTURA “ARTINSIEME”

(Non di questa occasione, ma opere e caratteristiche espositive sono simili)

Prima di concludere il post, vi do’ un piccolo dettaglio: il coordinatore del gruppo e’…oops, e’ mio fratello. A propositocliccate qui.

CIAO

Marghian

PANTA REI OS…KRONOS

PANTA REI OS…KRONOS

clockclock 2

“Tutto scorre..come il tempo”

Il filosofo greco Eraclito diceva: “Panta rei os potamòs”, “tutto scorre come un fiume”. Il senso di questa celebre frase è che ogni cosa cambia, e che niente e’ mai come prima. Come  l’acqua di un fiume che scorre, cosi’ è per noi: in ogni istante siamo diversi. E tutto, nel mondo, è impermanente, mutevole. Il tempo stesso, che trascina, come un fiume, gli eventi nel fluire degli istanti, cambia e…ci cambia. Noi siamo l’acqua in questo fiume del tempo. E passano i secoli e gli anni, e come l’acqua di un fiume, anche noi lasciamo traccia nel “greto” di questo fiume della vita.  Sono le memorie, impresse in questo suo “letto” come impronte, lasciate dal passaggio di uomini e cose. Quelle memorie, per molto tempo, permangono, ma anch’esse sono destinate a trasformarsi, persino a scomparire. Si, tutto scorre, come…il tempo. E noi, in esso, camminiamo e ci trasformiamo, mutando nelle nostre situazioni esteriori come negli stati interiori. Come in un fiume che, seppur impermanente, ha una sorgente…e d una foce. Forse è questo il senso della vita e del nostro cambiare. “Raggiungere il mare”, dove tutto confluisce e, forse , vi rimane. Il mare, in questa metafora,  e’ il termine del corso degli eventi  o..tutto ricomincia, o continua… a fluire? La vita, questa ineffabile corrente, e’ come un segmento, con un inizio ed una fine o e’ come…una retta, che non ha ne’ inizio, e ne’ fine?  Non lo sappiamo. Ma certo e’ che,  nel fiume del tempo, si svolgono tutti gli eventi, quale che sia la meta finale o che ce ne sia, o no, una. In questo perenne scorrere, anche io-come ognuno di noi-  mi lascio trasportare, e ..cambiare. Il tempo, che cambia e rende impermanenti e mutevoli tutte le cose, e’ in certo senso immutabile. Lo e’…nel  suo mistero, e nel suo continuo procedere, mutando gli eventi e le cose, trascinate dalle correnti della vita. Ciao.

Marghian

GLI ANIMALI E L’UOMO. CHI SONO..CHI SIAMO?

Un padre “gorilla” ed il suo cucciolo discutono sull’uomo.

Il cucciolo chiede al padre:

“Papà cosa sono gli esseri umani?”

gorilla

L’ANIMALE… SI INTERROGA SULL’UOMO

Papa’ gorilla gli risponde: “Sono scimmie senza peli, che credono di essere i padroni di ogni cosa. Costruiscono rifugi di pietra che arrivano fino al cielo. Hanno una smisurata considerazione di se stessi e prendono alla terra più di quanto necessitano. Distruggono i boschi, sporcano i mari e contaminano l’aria. Schiavizzano e sfruttano altri umani e lasciano che parte di loro muoia di fame per permettere ai pochi di essere più ricchi. Costruiscono macchine per uccidere altri esseri. Presto o tardi si autodistruggeranno”.

(Dal  blog di Rebecca)

https://rebeccaantolini.wordpress.com/

L’opinione del gorilla, che lui spiega anche al figlio, su noi esseri umani, non e’ molto buona. In sintesi, noi siamo cattivi, c’e niente da fare. Gli animali sono migliori di noi.

MA E’ DAVVERO COSI’?

Il bambino chiede al padre: “Papa’, cosa sono i gorilla?”. “Figlio, sono esseri umani..con i peli”

(Marghian)

uomo e donna

L’UOMO, QUESTO STRANO (e bellissimo) ESSERE

 *   *   *

Questa idea, espressa dalla “risposta del padre al bambino” su “che cosa sono i gorilla”, puo’ servire (almeno) a trattare UMANAMENTE gli animali,  quelli “superiori”, “antropomorfi” eccetera;  ma anche quelli che appartengono a stadi evolutivi inferiori. 

Uso il termine “inferiori” in senso darwiniano, non della “dignita’”..in dignita’, magari, gli esseri sono tutti uguali. In realta’, pero’, esiste una “scala evolutiva” che non si puo’ comuque negare. Il fatto che i celenterati- meduse e affini- siano apparsi sulla Terra molto prima dei pesci, e gli uccell dopo i rettili e gli anfibi,ed infine i mammiferi con le scimmie che sono apparse dopo topi, gatti, tigri. Fra le scimmie ad un certo punto, “una di queste” ha cominciato a perdere i peli, ha imparato a camminare eratta, ad articolare il linguaggio. Ha imparato ad immaginare, a costruirsi dei simboli. Questa scimmia ha “fatto carriera”, conquistando ogni angolo del pianeta. Dalle scimmie, dunque…apparve l’uomo. Ecco che in questa scala l’uomo e’ l’ultimo nato e percio’, e’l’essere superiore su tutti per caratteristiche cerebrali, caratteristiche queste che lo rendono unico nel suo genere. Rimane, nell’uomo, anche la parte primitiva, certo (siamo ^anche animali), parte primiriva che, nel cervello, si trova “sotto” la corteccia superiore formatasi per ultima. Rabbia, aggressivita’, ma anche tenerezza e piacere, sono istinti primordiali.

 “L’uomo si crede superiore a tutti gli altri esseri”. E’ vero, ma non e’ in questo che l’uomo ^pecca, perche’ davvero egli e’ superiore, lo dice la scienza e lo dice la religione (“facciamo l’uomo a nostra imamgine e a nostra somiglianza- Genesi-; “voi valete piu’ di cento passeri!”-Gesu’-). Il peccato dell’uomo e’, piuttosto, quello di usare male la sua superiorita’!!! Non e’ “spavaldo” il ragazzo geniale che, rendendosi conto dele sue dodi speciali, pensa di essers superiore; e’ giusto compiacersi dei doni che si posseggono; e’ spavaldo, od altezzoso se, invece, se TRATTA MALE gli altri ragazzi “normali”, li snobba. E cosi’, come specie, l’uomo, sapendosi superiore, non sbaglia a pensarlo; sbaglia quanto TRATTA MALE gli esseri inferiori.

 “Gli animali sono migliori di noi”, e’ una frase che leggo spesso. E questo perche’ l’uomo ne combina di cotte e di crude, sia “verticalmente” (nei riguardi degli altri animali e delle piante), sia “orizzontalmente” (nei riguardi degli altri esseri umani, dei suoi “pari”). Ma credo che l’espressione “sono migliori di noi” e l’idea che essa contiene, abbia in se’ un vizio: non tiene conto del livello intellettivo dell’uomo, e considera solo il fatto che “gli animali non sono cattivi”. Ed e’ vero. Ma non sono nemmeno buoni, a meno di non avere, gli animali, un barlume di LIBERO ARBITRIO- forse, in piccolo, ce l’ha il gorilla, forse ce l’ha il delfino-. Gli animali semplicemente “agiscono” secondo le loro pulsioni (aggredire, mangaire, dormire, carezzare i cuccioletti, nutrirli…).

L’uomo, invece…PUO’ essere buono, PUO’ essere cattivo. L’uomo e’, nei singoli casi e nella sua storia, a volte cattivo (terribile, se vogliamo), a volte buono; a volte educato, a volte ineducato. Ma l’uomo, proprio perche’ puo’ essere giudicato come “malvagio”, od apprezzato come “buono”, e’ l’uomo. Solo l’uomo, almeno su questo pianeta, puo’ essere “migliore” o “peggiore” e, nell’uomo, non e’ tutto negativo. Il genere umano e’ capace di generare un “Hitler”, ma anche un “San francesco”, e tanti altri stadi intermedi di cattiveria e bonta’, un assortimento di caratteri, di personalita’, di intelligenze che, da individuo ad individuo, generano quella diversita’ fra gli uomini che ci rende molto ricchi. “Cattivi”, “egoisti”, “guerrafondai”, “intolleranti” sono alcuni connotati che caratterizzano l’essere umano. Ma ce ne sono anche altri, che sono esattamente dis segno opposto: buoni, altruisti, pacificatori, rispettosi dell’ambiente e della vita. E allora? L’uomo e’ grande…anche per questo: egli puo’..scegliere di fare anche il male-insieme al bene- Gli altri esseri non hanno questa capacita’, se non entro limiti che pero’ non investono, come per l’uomo, cose come “la morale”, “la giustizia”, “il bene ed il male”. Gia’ il fatto che noi si usino simili termini (morale, giustizia, bene, male ) su noi stessi la dice lunga su che essere fantastico sia l’uomo. Fantastico, nonostante tutto.

CIAO

 Marghian

.

IL CIELO E’ NERO, PUR SE-LIBERATO DAI FUMI DEGLI INCENDI- E’ SEMPRE AZZURRO

IL CIELO E’ NERO, OSCURATO DALLE NUBI OSCURE DEGLI INCENDI

MA AL DI SOPRA DI QUESTE NUBI DI FUMO, IL CIELO E’ SEMPRE AZZURRO

RISCHIARIAMOLO, PERCHE’ ESSO POSSA RIFLETTERE IL SUO COLORE SUL MARE E SUI NOSTRI VOLTI

CONTRO LA PIAGA DEGLI INCENDI, CHE DISTRUGGONO LA NATURA E LA VITA

(Marghian)

“Gridiamo forte,squarciamo queste fiamme, e rischiariamo questo cielo nero”

TAZENDA

CHELU NIEDDU

 Cielo nero

“Quando l’aquila nera, svelta prende il volo, la paura e’ salita, spaventando (perfino) le rocce. Nella casa del falco l’aria adesso e’ calda, e lui ha un forte tremore, la primavera se ne sta andando!

Questo cielo nero e brutto, misterioso e minaccioso… la chiave la custodisce Dio? Squarciamo queste fiamme e gridiamo forte, affinche’ la Giustizia cali come una lama di acciaio. Senza far male, ma rischiarando questo cielo nero!

Quattro mamme in lutto non sentono il caldo di una estate bistrattata dall’irruenza del fuoco. Ora pioviggina, e sembrano piangere i pini; e l’autunno sta a pensare.. dove mettere le castagne.

 Di questo cielo nero e brutto, misterioso e minaccioso, la chiave..la custodisce Dio? Squarciamo queste fiamme e gridiamo forte, affinche’ la Giustizia cali come una lama di acciaio. Senza far male, ma rischiarando questo cielo nero!”

(TANZENDA-traduz. Marghian)

ALLA MIA TERRA, DEVASTATA DAGLI INCENDI

CIAO, AMICI ED AMICHE

Marghian

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

Pensieri...solo pensieri...

Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

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