“…ricordi come suonavi “senza luce”, la fai ancora?”. Questa sera ho incontrato un vecchio amico, che mi ha ricordato che, a 14 anni, suonavo “senza luce”.  Lo diceva a tutti, “se lo sentite suonare “senza luce”!” diceva in classe. In realta’ era una bufala, io suonavo gia’ qualcosa, ma proprio questa  “senza luce” non la conosevo nemmeno! La imparai, ma alcuni dopo. L’incontro con Roberto, comunque,  mi ha fatto venire l’idea, eccovi “senza luce” nelle due  versioni piu’ conosciute.

A WHIITER SHADE OF PALE

“Noi scansammo quel leggero “fandango”, giravamo intorno come carrelli
Io sentivo una specie di mal di mare. Ma la gente ci chiamava per averne ancora, e la stanza ronzava piu’ forte, come se il  soffitto stesse volando via, e quando noi chiedemmo un altro drink il cameriere ci porto’ un vassoio.

E fu cosi’ che piu’ tardi, mentre il mugnaio diceva la sua storia, la sua faccia,  prima pallida come quella di un fantasma ( “gostly”, “tipo fantasma”), divento’ di un piu’ bianco colore pallido (letteralmente, “una piu’ bianca ombra di pallore”)
lei disse  “non c’e ragione, e la verita’ e’ chiara, semplice, da vedere
ma io vagabondavo fra le mie carte da giocare, e non volevo lasciare che ella fosse  una delle sedici”vergini vestali” che partivano per la costa. Ed anche se i miei occhi erano aperti

essi potevano essere stati aperti. E fu cosi’ che, piu’ tardi, mentre il mugniaio diceva la sua storia, la sia faccia, in un primo momento gia’ pallida, “da fantasma”,divenne una piu’ bianca tonalita’ di colore…ancor piu’ del pallido.  E fu cosi’ che….”(Gary Brooker, Keith Reid e Matthew Fisher).

SENZA LUCE

“A whiter shade of pale” e’ un testo prticolare, direi quasi “psichedelico”, non moto diverso dalle liriche dei brani di gruppi come “Pink Floyd” o “Rolling stones”. Del resto siamo in quei tempi, gli anni ’60. “Senza luce” e’, invece,  un testo piu’ facile, e piu’ immediato. Qui, la qualita’ delle due versioni e’ simile, i Dik Dik hanno asaputo rendere molto bene questo brano.

CIAO

Marghian

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