Archive for gennaio 2012

SOLO NINA SIMONE (non piu’ “Ed un piccolo aiuto -da parte vostra” MA..g-mail)

SOLO UNA CANZONE

LOVE ME OR LEAVE ME

  *   *

ED NON OCCORRE PIU’ QUESTO AIUTO

DA PARTE VOSTRA

-almeno non su questa cosa-

SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON E’ POSSIBILE CREARE UN ACCONUT IN W.P.

E NON  OCCORRE, BUONO A SAPERSI, NOI IN SARDEGNA DICIAMO “A CASU PENZAU DOGNI MOENTI E’ DOTTORI”– a cosa pensata, saputa, ogni asino e’ dottore-. TIPO “E’ COME L’UOVO DI COLOMBO”..PER QUANTO FACILE UNA COSA…

AVEVO GIA’ UN ACCOUNT, ORA NE HO DUE. E’ CHE, PER IMPARARE,

SI FANNO DELLE PROVE..anche IN PIU’. marghian690@gmail.com E’ L’ALTRO

INDIRIZZO MAIL. RESTA VALIDO L’ACCOUNT HOTMAIL che conoscete. ciao.

E VI LASCIO LA CANZONE DI NINA SIMONE

CIAO

Marghian


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“GENNAIO, FEBBRAIO….I MESI, GLI ANNI”. “Interludio” de “Il Mistero del Tempo”

“Gennaio”

“io nacqui in una fredda notte di gennaio. Lo so, era notte. Lo so per mezzo dellla memoria di mia madre. Ella diceva sempre che nacqui intorno alle due di quella notte, una fredda notte del 24 esimo giorno di quel lontano gennaio, di 59 anni lontano dal gennaio che e’ tornato, a ricordarmi che di lui son figlio. Gennaio e’, per il suo nome originario latino, “il portinaio”…si, l’usciere, il custode, lo Ianuarius, colui che apre..la porta, detta dai latini “ianua”. Non sarebbe sbagliato dire di San Pietro che egli e’, per tradizione, lo“Ianuarius Coeli” (il “portinaio” del Paradiso, del *cielo ). Di sicuro *gennaio e’ il mese …*che apre. *Cosi’ come mi hai aperto, Gennaio, la porta del Tempo, per farmi entrare nel tempo della mia vita” (Marghian)

DOPO GENNNAIO VIENE FEBBRAIO,  DOPO  FEBBRAIO MARZO, poi…..

I mesi e con essi gli anni, insiti frammenti dentro ai cicli incommensurabili del Tempo

“PARLIAMO DEI MISTERI DEL TEMPO”

(Interludio)

Ciao.  Qualcuno di voi ha letto il mio post “Parliamo dei misteri del tempo”-prima parte-. Nel commentare nel blog di un amico che fa riferimento al mese di Gennaio (“A GENNAIO” Vedi sopra),  ho pensato di fare questo breve “interludio” fra la prima e la seconda parte del tema  che ha per argomento il Tempo.

Il tempo immaginato, il tempo venerato, il tempo vissuto, il tempo misurato, il tempo delle stagioni, il tempo della nascita, il tempo della crescita, il tempo della morte, il tempo…

IL TEMPO, SEMPRE IL TEMPO

L’uomo ha cosi’ tanta familiarita’ con il tempo in proporzione di  quanto  non lo conosce. Noi tutti viviamo immersi nel tempo, parliamo del tempo, misuriamo il tempo, e lo facciamo molto bene. Gia’ in tempi remotissimi furono messi a punto calendari e computi del tempo di una perfezione tale che ancora oggi lasciano stupiti. Tutti  piu’ o meno sanno quanto il tempo fosse calcolato e misurato dagli antichi popoli. A chi non viene in mente la cultura Babilonese, o quella Egizia? Calendari, almanacchi astrologici, schemi astronomici capaci di prevedere tutti i movimenti della Terra, della Luna, del Sole e di tutti i corpi celesti allora conosciuti? Il tempo “capito” dai riferimenti astronomici. La Luna che compie un giro intorno alla Terra in 29 giorni, che si interpone fra la Terra ed il Sole diverse volte, l’arco di tempo di  circa 19 anni nel quale si verificano tutte le eclissi di Sole, di Luna, parziali o totali.

Da questa comprensione del tempo che avvenne gia’ in antico, deriva la sua suddivisione, la “calendarizzazione” del tempo. L’uomo cerca da sempre degli strumenti per la sua quotidianita’. Quale migliore alleato del “tempo calcolato” fu, ed e’, per i raccolti, per i pascoli, per le attivita’ di commercio, per sapere  “quando” nasce un bambino?

Misurare il tempo, per l’uomo, non ha solo lo scopo di regolare e pianificare la vita. Tutto questo deriva, se mai, da un motivo ancora piu’ profondo: quello di dominare il tempo. Il tempo e’ stato da sempre visto come qualcosa di sovrastante, di misterioso se non addirittura di divino. Molte antiche  divinita’ erano legate al tempo o addirittura erano personificazioni di esso.  Il tempo, come le forze della natura, il Sole o il mare, hanno rappresentato qualcosa da venerare e da temere.  Maggiormente il tempo, impalpabile e presente, veniva visto come qualcosa di ancor piu’ misterioso e di arcano, e percio’ degno di essere “divinizzato”. “Destino”, “futuro”, “ricordo del passato”,  sono  intimamente legate al tempo. Il passare del tempo che domina tutte le cose, il tempo che si porta via le cose, il diventare vecchi, la perdita di cose o pesone a cui si e’ legati. Tutto questo, che e’ poi l’esperienza del continuo “divenire” , fa’ del tempo la cosa forse piu’ sfuggente fra tutte. E la piu’ misteriosa.

Dominare il tempo, dunque. Il tempo come qualcosa da “governare”, da”gestire” e non da temere con superstiziosa riverenza, come fu per millenni. Tutto era scandito e provocato dal “Chronos”, rappresentato in molti modi: dal “panta rei os potamos” ( tutto scorre come un fiume), all'”uccello sacro” che solca il cielo in segno di buono o cattivo auspicio, l’astro che sorge e tramonta dopo il suo ciclo, il suo “spegnersi” nella notte e nel sonno dove, nel sogno, emergono i fantasmi del passato…o del futuro. Divinazione, presagio, tutto questo viaggia da sempre sulla linea del tempo. Il tempo visto  in molte culture come “un grande serpente che si morde la coda”, il tempo ciclico, o come una via senza inizio e fine-il tempo lineare- o…nelle iconografie di draghi, ruote, animali….tutte cose per “rappresentare il tempo”, o  per evocarlo, piegarlo al nostro desiderio. Le antiche religioni e credenze, ancor prima di quelle religioni complesse dell’epoca storica o classica, contemplavano riti propiziatori, siti per omaggiare o adorare il “dio-tempo”.

Sacrifici, anche umani, per ingraziarsi il suo evolversi od il suo “ritorno”. E’ noto come i popoli mesoamericani vivevano il rapporto con il tempo. Monumenti giganteschi dedicati al Sole, vittime sacrificate affinche’ il Sole sorgesse ancora o addirittura “si fermasse” (come la famosa supplica di Giosue’ “fermati Sole!”..che fu usata come arma contro Galileo).

Il Sole-la Ruota da sempre simboleggiano il divenire, dunque il tempo.  Nel tempo si nasce, si vive..si muore e si rinasce. La “rinascita della natura in primavera”, la sua “morte” dopo l’estate e  l’autunno “propter temporem”, a causa del tempo. Ma anche la rinascita dell’uomo, come razza (le nuove ere) e come individuo: “nascere piu’ volte” come creduto sin da tempi remotissimi, o “sopravvivere nel tempo”.

In Egitto i corpi di faraoni e notabili, ma persino di gatti e altri animali sacri, venivano conservati..come sappiamo, con processi di mumificazione e imponenti sepolture. Anche credere, non solo “misurare” o “gestire” e’ un modo di …dominare il tempo.

Io credo che, per quanto l’uomo abbia avuto ed abbia timore e riverenza per le forze della natura, venerasse la Terra come una dea fecondata dal Sole come “dio maschio” rappresentato in molte culture dall’Egitto alla Sardegna  alla Grecia  all’India  come un toro, vedesse nel mare un orrendo  baratro , o vedesse l’acqua dei fiumi come “seme della Terra”, la maggior riverenza ed il maggior senso di timore, se non di vero e proprio senso di smarrimento e di nullita’, generante superstizioni e credenze, influendo su tutti gli aspetti interiori ed esteriori del vivere dell’uomo, il tempo sia l’entita’( o l’idea) piu’ presente in assoluto.

Ora, se noi utilizziamo il tempo, senza limitarci almeno nelle intenzioni a subirne l’azione, lo misuriamo, lo suddividiamo in frazioni di tempo, che a seconda di dove ci siamo “accculturati” chiamiamo con nomi come “ore-mesi-giorni-settimane-anni”. In esse, in queste frazioni di tempo “calendarizzate”, cosi’ come le conosciamo,  da poco meno  di duemila anni a questa parte, noi viviamo e ci muoviamo, e tutto intorno a noi vive e si muove, e nell’osservare tale movimento, guardiamo….l’ora,la sera, il giorno in cui queste cose accadono, sono accadute e accadranno.

Eppure, nonostante la bravura acquisita dall’uomo nel “calcolare e gestire il tempo” usando persino strumenti che egli persino “porta addosso”, quell”oros logos”, “gestione dell’ora” che vediamo passare grazie proprio allìorologio, ci sfugge ancora in “cio’ che veramente e'” impedendoci di dire  o pensare con chiarezza “che cosa il tempo e'”.

“Ai fini pratici non importa sapere cos’e il tempo”,  mi si potra’ obiettare, “basta usarlo, secondo le nostre esigenze. Cosi’ come non aveva importanza, prima che si conoscesse l’atomo, sapere “di cosa era realmente fatta quella sbarra di ferro…bastava poterla *piegare”. Il ragionamento e’ abbastanza logico, anche per cose di tutti i giorni (intendo quelle attuali, le nostre) si puo’ non sapere come sono fatti il motore di una macchina o i circuiti di un computer, ma ne possiamo utilizzare le funzioni. Cosi’ si potrebbe dire per il tempo. Non sapendo che cosa esso sia, lo viviamo, ne scandiamo i momenti, anche piccoli, lo misuriamo e lo gestiamo per i nostri scopi quotidiani o a lunga scadenza.

Ma “conoscere” non deve essere finalizzato solamente alla “praticita’”. L’uomo ha l’istinto di conoscere  che pari a quello del  nutrirsi o della sessualita’, sente il bisogno di soddisfare. Anche a prescindere dall’utilita’ o dalla immediatezza di tale conoscenza. Anche il Regno Animale e quello vegetale,  persino il Regno Minerale (in periodi di tempo piu’ lunghi, le ere geologiche) fanno uso del tempo. Ma penso che, a parte l’uomo, il resto della Natura,  del tempo..quasiasi cosa esso sia…subisce soltanto l’azione continua ed inesorabile. L’uomo, almeno, ne e’ consapevole, ed e’ giunto a certi “dominii” sul tempo, magari molto ridotti, nella fattispecie dell’allungamento della vita e nel miglioramento della qualita’ della stessa, nel prevenire e dunque cercare di evitare futuri eventi  megativi e nel progredire, seppur di poco, nella sua esistenza su questo minuscolo pianeta.

CI TORNERO’, SUL TEMPO, NELLA SECONDA PARTE.

CIAO

Marghian

FA’, O UOMO, CHE NON ACCADA PIU’ UN ALTRO STERMINIO. PER IL TUO BENE

AUSCHWITZ

BLOWING IN THE WIND

“SOFFIANDO NEL VENTO”

“Quante strade deve ancora fare un uomo, perche’ tu lo possa chiamare uomo? Quanti mari dovra’ sorvolare una bianca colomba prima che ella possa dormire sulla sabbia? E quante volte devono volare i proiettili dei cannoni prima di essere banditi per sempre? La risposta, amico mio, soffia nel vento. E per quante volte un uomo dovra’ guardare in alto, prima di poter vedere il cielo? E quante orecchie deve avere l’uomo prima di poter udire il pianto della gente? Quante morti ci vorranno prima che egli si renda conto..che troppa gente  muore? La risposta, amico mio, .soffia nel vento. Quanti anni una montagna esistera’ prima che sia lavata via dal mare? E per quanti anni ancora esistera’ della gente, prima che le sia permessa la liberta’? E per quante volte ancora potra’ un uomo voltare il capo, fingendo propro… di non  vedere? L risposta, amico mio, soffia nel vento” (Bob Dylan- traduz. Marghian).

*  *  *

“Ciao, uomo….dove vai? Balli nel cuore del nostro universo, ma alla fine della tua storia, piangerai di angoscia dentro di te”. *Cosi’ ti saluta un altro uomo, con una sua canzone. Cosi’ ti saluto io, e ti pongo la stessa domanda: “dove vai, uomo?”. Chiaramente non lo sai, sai solamente che ci sei. Tu balli nel cuore dell’universo, come ti dice questa canzone,  vivi da tanti secoli su questo pianeta, non sai  nemmeno tu da quanto tempo tu lo abiti. Sai che questo pianeta, a cui hai dato il dolce nome di “terra, chiamandola persino e giustamente “madre”, ti ha generato, e ti culla e ti nutre con i suoi anni, con il suo vento, la sua vita.  Sai anche di possedere un enorme potere, la tua intelligenza.  Sai anche di essere una creatura, e sei anche capace di fede e di amore. Eppure non hai ancora imparato a non farti del male, nuocendo a te stesso con l’odio, con  la cattiveria  e con la violenza. Da sempre tu inveisci contro te stesso, credendo di nuocere al tuo fratello senza pensare che egli e’ come te, e che in lui tu nuoci a te stesso. Nel disumanizzare l’altro uomo, tu disumanizzi te stesso. Non sprecare cosi’ il tuo orgoglio, ma usalo per mostrare il vero potere, quello che ti umanizza. Il tuo stesso essere uomo, la tua mente, il tuo cuore. Ecco, di questo e solo di questo devi essere fiero. Da questo  unico orgoglio tu puoi partire per andare piu’ in alto, come hai sempre sognato di fare. Tu vivi ancora nel grembo di questa madre, la Terra, dove sei nato, e pensi persino di lasciarla per  conoscere altri mondi, che gia’ hai intravisto da qui, dalla tua finestra di casa, che e’ la volta celeste. Ma c’e una cosa che ti impesisce di andare oltre, e sai di cosa ti sto parlando, uomo: il male che e’ in te. Sopprimilo se vuoi un giorno nascere davvero, essere partorito dalla Terra e andare lontano, “verso quel buio” per trovare nuova luce. Ma se continui a disumanizzarti, tu non progredira’, e la tua madre terra sara’ suo malgrado costretta ad abortirti. Essa non potra’ impedire questo. Tu si, lo puoi. Ma non continuare a farti male, o uomo. Dipende solo da te. Pensa che alla fine della tua storia… piangerai d’angoscia dentro di te. Vuoi tu..questo? Credo di no, credo che tu non voglia che questo accada, ne’ come individuo ne’ come specie. Se vuoi ancora vivere e crescere, non causare altri lutti, altre guerre.  Fa’ che non accada mai piu’.un altro sterminio, non ripetere lo stesso errore che hai commesso quando migliaia di cristiani furono uccisi nelle arene,  o quando nelle tue conquiste hai ucciso milioni di gente dei luoghi da te scoperti. Non fare come hai fatto durante la seconda guerra mondiale con il Popolo Ebreo. Non provocare un altra pulizia etnica come quelle che hai operato in Bosnia e in Ruanda.  Non provocare un altro sterminio. Fa che questo non accada mai piu’. Per il tuo bene.  Ciao…uomo.

*  *  *

Ciao amici ed amiche. Un abbraccio

Marghian

IL GIORNO DOPO IL MIO COMPLEANNO: “A CHENT’ANNOS”

*A CHENT’ANNOS*

TAZENDA

Ciao.  No, non e’  un  “autoaugurio” per me. E’ un augurio.. piu’ vasto, esteso a tutti.

*  *  *

“A chent’annos, figli , pieni di giorni di allegria. Quale tesro, quale incantesimo, nel godere di alti e nobili desideri! A cent’anni fratello della mia terra, che tu sia qui (innoe) o in nostalgia (lontano da qui), * in pace ed in amicizia. A cento anni, madre, che sei “pazienza e solitudine”. Motivi di serenita’ *poni nelle mie brame. “A cemt’anni Vita,  che risuona dentro di me, brucia  come una ferita  e *vibra in me.. A cent’anni cuore mio , – tu che – sei una scintilla di Dio (ischintidda de deus). A cent’anni, padre mio, in qualunque luogo tu ti trovi. Mandarci delle belle notizie, da qualsiasi Terra o  Cielo. A cent’anni anima..anima  sposa mia. Quale fortuna, quale “malia”..inseguiamo *alte parole. A cent’anni, o Melodia, che scorri dentro me, facendo sciogliere la neve, piena di luce e armonia. A cent’anni  Vita, che risuoni dentro di me. A cent’anni,  cuore mio….-tu che- sei una scintilla di Dio” (Tazenda).   *Ciao.

*  *  *

Marghian

24 gennaio 2012, VI INVITO AL MIO COMPLEANNO!

VENITE TUTTI QUI, E’ IL MIO COMPLEANNO!

“Eh no..sei  sempre cosi’ preciso e non dici quele compleanno?”  “Sono 59, dai!”

SIETE TUTTI INVITATI!

E C’E ANCHE LA TORTA!!!

“Ma….che diamine di torta ci offri! Non sa di nulla!”

Vero, questa e’ una torta virtuale, un risultato di calcoli relativi a degli anni vissuti. Ve la offre il mio pc  che  si scusa: “e’ l’unica torta che so fare…con i miei ingredienti..i numeri

ECCOLA, LA TORTA CHE VI PIACE, ANZI….


LE…TORTE!!!! QUELLE VERE, VEDETE CHE TUTTO SI AGGIUSTA?

“Mica tanto.. sono torte vitruali pure queste!”.

E’ vero, sono vitruali anche queste. Ma almeno soddisfano l’occhio (non certo il palato) piu’ della prima, quella “cucinata da me” con il programma di calcolo Excel” che, se fosse stato invece una cucina a gas con il forno a legna, avrei fatto una torta molto piu’ buona.

“ma… non ci hai mai provato! “.  “Dettagli…”

Comunque…si fa quel che si puo’, specialmente se si e’ distanti dagli amici. A Guardarle, pero’, le altre due torte, danno un che’ di *desiderio di mangiarne una fetta…Una? Vedete qual’e il vantaggio di una torta virtuale? Quella vera, fetta dopo fetta,  finisce e “chi tardi si serve male mangia”, mentre con le torte virtuali, basta un “copia-incolla” ed ecco che queste sono ancora li’, tutte intere. Un po’ come il cuore. Se tu doni il cuore, questo ti rimane tutto intero, puoi donare il cuore a milioni di persone, al mondo intero, ed ecco che…il cuore e’ li’, tutto intero. Ecco, io vi do la torta del cuore, sapendo che “me ne rimane”  anzi mi..rimane, e posso darne ancora, per…gia’, per quanti compleanni? Vedete voi, il pc mi dice “non lo so”. La vita media (per rimanere al lavoro) e’ aumentata, e “campare cent’anni” e’  (a detta di chi ci governa) piu’ facile. Ma…sara’ vero? ” Ma..la televisione ha detto che il *compleanno…portera’ una trasformazione…..”. Ci devo credere? Ditemi voi. Ma dai, perche’ non devo credere che ci sara’ una trasformazione…e’ il 2012! *E’ l’anno della Nuova Era, e che’, non ci credi?* Nuova…*Era. *Sara’….(fonte: marghian..per voi).

BENVENUTI, AMICI ED AMICHE, E SERVITEVI DELLA TORTA…DEL CUORE. 

Vi ringrazio.

IRLANDA: MUSICA,FOLKLORE, DOLCEZZA IN UNA VOCE…DI RAGAZZA

*IRLANDA*

 HO ASCOLTATO QUESTE DUE CANZONI. UNA SOAVE,  LENTA

QUEST’ALTRA…ALLEGRA E VELOCE

MUSICA, FOLKLORE E  DOLCEZZA IN UNA VOCE..DI RAGAZZA

Marghian

Un annuncio e, nell’attesa, una canzone ed un brano strumentale

Martedi’  24 *cormes (come si scrive in “burocratese” “corrente mese”) Marghian compira’ 59 anni. Pertanto siete TUTTI INVITATI! Oh se potessi invitarvi qui a casa MIA!

*  *  *

Nell’attesa, vi saluto con un “VA’ PENSIERO”..DEI GIORNI NOSTRI. A pensarci bene si tratta di un vero e proprio *Va’..Pensiero…. dei Pooh

*//*//*

ALTRO RIFERMIENTO, MA QUESTA VOLTA NON DA PARTI MIA MA DA PARTE DEI POOH

ALLA MUSICA CLASSICA: “PARSIFAL”

(Specialmente nella seconda parte del brano)

Non so se i Pooh abbiano “copiato” da Wagner o ne abbiano riprodotto solamente lo stile. *Richard Wagner compose delle opere ispirate alle antiche saghe germaniche quali  il “Parsifal”, il “Sigfrido” e “L’anello del Nibelungo”. L’ultima opera di Wagner fu proprio il “Parsifal”.

/———-/

Un Abbraccio….

Marghian

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

Nel giardino segreto

in fondo al cuore di ognuno di noi

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

Pensieri...solo pensieri...

Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

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Essere se stessi contro ogni violenza

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camminando insieme a voi.....

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