“CIAO, UOMO”

(nel primo commento)

CHE C’E FRA IL TUO BREVE CAMMINO E QUELLO DEL MONDO CHE TI OSPITA?

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Parafrasando un concetto di Leopardi: ” cosa fai tu, uomo mortale, nel tuo breve e tortuoso cammino sul suolo curvo di questo tuo pianeta che chiami mondo…il quale mentre tu dormi ha percorso un milione di chilometri…e molti di piu’ ne percorre la galassia che lo contiene? Di quanto si espande l’universo antico, mentre tu fai appena in tempo ad inspirare ed espirare per una volta? Pensa a dove ti sta portando l’universo che ti contiene, e cosi’ potrai vedere il tuo cammino come un..passatempo mentre il mondo, la tua nave..ti trasporta nell’oceano degli spazi immensi….’ “

Da Leopardi ho preso solo l’idea da “che fai tu..luna in ciel?” ed il concetto che egli esprime nel confrontare il nostro “mortal cammino” con quello “immortale” della luna. Intanto queste parole… improvvisate in questi minuti mi hanno trasportato in avanti di…vediamo un po’..27 mila chilometri. ….attorno al Sole. Che cammino e’? Ma noi non ce ne accorgiamo, perche’ siamo attaccati al tempo ed allo spazio della nostra piccola vita e delle “misure” che in essa ci sono utili e pragmatiche. E, forse. e’ giusto, perche’ il cammino nel cosmo…non e’ da noi comprensibile o..percepibile. E si aspetta…camminando. Ed e’ giusto, si’.  Il nostro breve viaggio, alla fine del quale…forse..”piangeremo di angoscia dentro di noi” come canta Venditti nella sua “Ciao, uomo”. Ma…quanto, quanto valore da’ al nostro breve cammino, e quanto importante e’ il nostro affannarci, anche il nostro piangere se rapportiamo, seppure idealmente, il cammino della nostra vita…a quello  che …coinvolge il vasto ed infinito mondo?  * Serena notte, amici ed amiche. Un abbraccio,

Marghian

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