A mio padre Eusebio

Che ascoltava spesso un disco:

“20 inni patriottici”

Io avevo 13 anni

Accennavo, con la pianola, a note del “va’ pensiero”

“Fratelli d’Italia” o “S’Innu Sardu” ed egli ne era felicissimo

Ciao Eusebio, grande..anima.

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1861-2011

(“VERDI-PENSIERO” “mia-piccola- versione”)

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(“Innu Sardu”-altra mia piccola versione-)

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DA 150 ANNI L’ITALIA E’ UNA NAZIONE

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E’ LA FESTA DELL’ ‘UNITA’ DELL’ITALIA

VOGLIO CELEBRARLA

COSI’

Il “Va Pensiero” di Giuseppe Verdi, la cui musica suscitava nell’animo degli italiani un sentimento di palpitante patriotismo, e’ pur se non “ufficialmente” un vero inno. E lo e’, piu’ che “alla patria” cosa pur bella e nobile, alla…liberta’ (degli ebrei schiavi  di Nabucodonosor-da cui “Nabucco”- re di Babilonia.

Se Mazzini fu “la mente”, o forse e’ meglio dire “il mentore” dell’Italia Unita- “la mente” erano tutti gli italiani desiderosi di una identita’ nazionale, con una propria lingua, una propria cultura, sotto una propria bandiera-, e Garibaldi “il braccio”- e la storia fu la “strada percorsa e da percorrere”,  noi ne siamo gli ultimi destinatari, coloro che hanno raccolto l’eredita’. Una eredita’ conquistata con fatica, sacrificio e….persino con il sangue. Non dimentichiamo che tante persone hanno cercato questa unita’, l’hanno serbata in segreto, nelle polverose “baracche” dei “carbonari”, difesa nelle trincee dei campi di battaglia.Tanti giovani entusiasti inseguivano questo sogno, aderendo alla “Giovine Italia” fondata da Mazzini e e che non esitarono a “farsi martiri”, dimostrando la piu’ sincera coerenza con le loro aspirazioni. Aspirazioni che, come tutte le aspirazioni, restano “lettera morta” senza tale coerenza.

Il frutto di tutto questo, e’ la nostra Italia….nella quale noi oggi viviamo, quell’Italia “meta’ giardino e meta’ galera” come la chiama De gregori, quella Italia “assurdo Bel Paese” come la chiama Guccini, e’ lei, la nostra nazione, la nostra….patria.

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Io non sono “avvezzo” ad usare termini come “nazione” o “patria”. Preferisco termini come “universalita’”, “umanita’”.  Ma “patria”,  “nazione o “stato”…sono concetti  necessari, direi un “collante” per un “uomo” cosi’ poco incline  all’unita’ e piu’ portato, per sua natura, alla divisione ed alla discordia.

Per noi oggi, idee,concetti ed azioni improntati alla “patria”, alla “bandiera” o all'”eroismo” sono cose “fuori moda” ed io non sfuggo a questo schema di pensiero.

Ma allora, le parole di MAMELI-che, come ci ha ricordato Benigni, era un ragazzo, un “giovine”-, i discorsi e gli scritti di Mazzini,  l’entusiasmo battagliero dei “mille” erano oserei dire “cio’ che ci voleva per…arrivare a quella grande conquista che fu l’unita’ d’Italia.

Se  noi oggi nutriamo ammirazione per giovani che  si fanno promotori per una conquista sociale-ricordate il ’68?-, ancor piu’ ne dovremmo avere per…chi ci ha dato  questa nostra Italia, che in questa giornata festeggiamo come…unita.

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TRE COLORI

“Ricorda che la nostra…tre colori ha”

(Tricarico)

“E..noi ricordiamo

Che la striscia centrale della nostra Bandiera

E’ bianca. E, come insegna il buon vecchio Newton,

Il bianco….* tutti i colori ha!

Tutti i colori delle altre nazioni

Affinche’ le loro genti con le loro tradizioni

Siano da noi tollerate, accolte, amate

Solo cosi’ noi siamo ..*una grande nazione”

(Marghian)

CIAO, AMICI E…

BUON 150 esimo dell’Unita’ d’Italia.

Marghian

 

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