IL CANTO SARDO

MUTTOS DE AMORE
*(VERSI DI AMORE)*
*NE CANTO UNO ANCHE IO..”OH, DEU!!!!”
*  *  *
I “muttos”, o “versi”, nascono come canti “estemporanei, improvvisati  ed interpretati dai “cantadores” che  ancora oggi si esibiscono sui palchi nelle feste paesane. Pur se in origine i “muttos” erano delle “improvvisazioni”,molti di questi sono divenuti ormai dei “testi tradizionali”, entrando cosi’ nel nostro “immaginario poetico e culturale”. Componimenti come
“Mi giammana a soldadu” e “In su monte de Gomare” sono dei “classici” in questo genere.
Interpreti come Leonardo Cabitza, il duo “Canu e Chelo”, e cantanti come Maria Carta hanno fra i loro successi proprio i “muttos de amore”, o “de coro” come qualcuno li ha definiti, non a torto. Infatti nei muttos è proprio  e il cuore a cantare, e l’amore ad essere cantato. I “muttos” sono dei “canti da’amore”, e come tali, sono allegri e gioosi, come quelli che ascolterete dal video, o tristi…come quelli che vi cantero’….io. Si!!!* Nei “muttos” si canta l’amore, si cantano la devozione per la propria amata o il proprio amato, e se  ne tessono le lodi. Ma nei “muttos” c’è anche il dolore, la tristezza. nell’amore, specie quello sentito e vero, è presente anche il dolore. Il poeta sardo sa che è cosi’, e non puo’ esimersi dal descriverlo.
Ma.come è composto un “mutto de amore”? Nel mio “esempio”, che qui vi traduco, è spiegata la “struttura” del “mutto”. C’è una “premessa” che puo’ anche non aver “attinenza” con il testo. premessa che serve per la rima; la “seconda parte” del “mutto” è il verso che ne da’ il “senso”. Nei versi che sentirete-oddio!!! da me, e che ora vi traduco, questo concetto è chiaro.
Il “muttos” che io ho scelto, di tipo triste, dice cosi’: “Nel monte di Gonare cantano due “filumenas”-usignoli o simili-…cantano notte e giorno“. Questa è la premessa, che come sentirete, non ha attinenza col seguito del componimento, che dice, riallacciandosi alla “premessa”: “Nel monte di Gomare…se non mi si concedera’ la tua mano, mi tagliero’ qualche vena, e mi lascio morire”. Decisamente tragico, vero?  *Altri versi ,O “muttos”-..miei!!!-  che ho “inserito” ne’ “su monte e’ Gonare“, *pur se con la stessa musica triste, *sono una “lode” alla donna amata. *Qui, tra “premessa” e “seconda parte del mutto” vi è invece un filo logico”. Infatti, io dico: “Nel cielo lucente brillano le stelle, quelle meravigliose, e belle. Nel cielo lucente nessuna è cosi’ bella, tra tutte le stelle, come l’amore mio…”
****”APPENDICE”****
QUESTI SONO I “MUTTOS” SARDI CLASSICI, IN LOGUDORESE.MA ESISTE UNA VERSIONE “CAMPIDANESE” DEI “MUTTOS”. E CHE SONO I “MUTTETTUS”, “DIMINUTIVO “VOLUTO” DA NOI STESSI “CAMPIDANESI”.
“IS MUTTETTUS A SA CAMPIDANESA” SONO DELLE “IMPROVVISAZIONI” CHE HANNO COME “TEMA” NON SOLTANTO L’AMORE, MA I SALUTI, LE “LODI AL SANTO PATRONO E… LE “BATTUTE” A “SFOTTO’,
*UN PO’ COME GLI “STORNELLI ROMANI”. *I “CANTI A TRALLALERASONO L’ESEMPIO PIU’ ELOQUENTE DEI “MUTTETTUS” CHE HANNO PER “ARGOMENTO” PROPRIO LO “SFOTTERSI A VICENDA“, *COME CANTO’, UNA VOLTA, UN AMICO, IN UNA CENA: “MALU SES DE TRASSAS E PEUS DE BISURA, NO FA’IS UNA RIMA MANCU IN ***SA FRISCURA (BRUTTO SEI NEI MODI, PEGGIO NELL’ASPETTO, E NON RIESCI A FARE UNA RIMA, NEPPURE QUI AL*”FRESCO”).
**”SA FRISCURA” E’ ..ERA, ORMAI, L’INTRATTENIMENTO SERALE, QUANDO I VICINI, GLI AMICI, SI RITROVAVANO, NELLE SERE D’ESTATE, A CANTARE…E A BERE. *SENTIRETE DA ME-EH, SI!!! -QUALCHE STROFA..*MIA!!!!.. UN “MUTTETTU A SA REPENTINA“….UN SALUTO. MI SENTIRETE DIRVI:”CARUS MIU AMIGUS, SI O’LLU SALUDAI…CUN CUSTA PROVA DE CANTU E CUN SA BOXI DEBILI, E..VOLONTA’ DI FORTI, DEU SI ‘OLLU SALUDAI. CA’ SI ISTIMMU FORTI E SI ‘OLLU ..AMA’I” (CARI MIEI AMICI, VI VOGLIO SALUTARE. CON QUESTA PROVA DI CANTO E CON LA VOCE DEBOLE, MA CON LA VOLONTA’ FORTE, IO VI VOGLIO SALUTARE. ….PERCHE’ VI STIMO TANTO, E VI VOGLIO ..AMARE”).
CIAO
Marghian