ROSWELL: UN INQUIETANTE MISTERO CHE PERDURA DA OLTRE 60 ANNI


La cittadina di Roswell, New Mexico, fu teatro di un avvenimento straordinario. Un evento che ancora oggi, ad oltre sessant’anni di distanza, affascina e fa ancora discutere. Ma che cosa acadde veramente nei pressi della cittadina americana quella notte di luglio del 1947 da suscitare tanto interesse e curiosità? Nella notte tra il  2 ed  il 3 luglio del 1947 (la data è incerta),  nei pressi di Roswell si verificò…un incidente. Un incidente che però, per le sue caratteristiche veramente "atipiche", le sue circostanze e le sue implicazioni sia in campo militare che civile, hanno reso Roswell famosa nel mondo ed al centro di controversie ancora oggi  più che mai vive  per un evento che ci pone davanti ad un quesito di portata direi "epocale": l’esistenza degli extraterrestri. Quella notte infatti nel deserto del New mexico sarebbe precipitato un veicolo alieno. L’uncidente di Roswell è noto nel mondo come "The Roswell Ufo crash", lo schianto di un UFO a Roswell. Ma come si svolsero i fatti? Che cosa precipitò dal cielo quella notte del 2 luglio del 1947? Chi furono i protagonisti ed i testimoni della vicenda ? Come mai ancora oggi, a 61 anni di distanza, Roswell fa discutere scienziati, ufologi, uomini politici e gente comune? dalle cronache noi oggi sappiamo che "qualcosa sfrecciò nel cielo quella notte, e terminò il suo volo,  precipitando in un campo."  Era una notte di tempesta, ma  diverse persone udirono un fragore diverso dai normali tuoni. La mattina successiva il proprietario  di un ranch,  tale W.W. Mac Brazel  rinvenne nei frammenti metallici disseminati  nella proprietà in cui lavorava. Stupito della cosa, provvide subito ad avvertire lo sceriffo di Roswell.  Le autorità militari della vicina base aeronautica, venuti al corrente del fatto, si recarono nella proprietà di Mac Brazel ed esaminarono i frammenti. I militari ed il maggiore Jesse Marcel esaminarono i rottami e provvidero a recintare il campo. Lo stesso proprietario fu trattenuto ed interrogato a lungo dalle autorità. I rottami dello sconosciuto oggetto si rivelarono di particolare fattura, soprattutto per le caratteristiche di lucentezza e resistensa alle sollecitazioni: non si scalfivano, nè si piegavano agli urti.  Ma questo  non  è tutto: Il maggiore Jesse Marcel si portò a casa  alcuni dei frammenti delo strano metallo,  fra cui  un’asta metallica con incisi degli strani segni simili a geroglifici, che mostrò alla moglie e al figlio di tre anni che da adulto confermò. Per una decina di giorni  Roswell fu al centro dell’attenzione dell’aeronautica statunitense e l’intera zona di Roswell fu recintata e tenuta sotto stretta sorveglianza.  L’8 luglio il colonnello Blanchard  rilasciò un comunicato stampa in cui dichiarò che "un disco volante era precipitato nella regione di Roswell e che  le autorità lo avevano recuperato".  Quello stesso giorno il quotidiano locale, il Roswell Daily Record (foto in alto  al centro) uscì infatti col seguente titolo di prima pagina:. "La Raaf cattura un disco volante nella regione di Roswell".  Poco dopo  che  i  quotidiano locale diede questa notizia,  Il generale Ramey dichiarò  che  il "disco volante "precipitato altro non era che uno dei palloni  sonda che venivano lanciati dalla base aerea", smentendo di fatto la rivelazione fatta poche ore prima dal suo subalterno,  il colonnello.  Blanchard .  Ma torniamo all’evento ed ai momenti concitati che videro protagonisti i militari dell’aeronautica militare statunitense (RAAF) di stanza a Roswell, il fattore W:W: Mac Brazell ed altri cittadini e testimoni dell’accaduto. L’oggetto precipitò nel Foster Ranch di Corona, a circa 120 chilometri a  nord-ovestt di Roswell. Il primo ad acorgersi del fatto e a rinvenire  i rottami  del velivolo fu il fattore Mac Brazel , il quale descrisse  il materiale come simile  pezzi di gomma, stagnola, carta robusta e asticelle. Brazel decise di parlare della faccenda allo sceriffo, Jeorge Wilcox, solo dopo aver saputo dei "dischi volanti",  ed insieme a lui  e ad un uomo in abiti borghesi, certamente un militare, si recò  sul posto dove i tre raccolsero i "resti del disco". Il materiale pesava meno di tre chilogrammi  ed era presente una grande quantità di nastro adesivo su cui erano stampati dei fiori.  Brazel aveva  già  raccolto in passato  due palloni sonda nel suo campo ed era certo che quel materiale non apparteneva ad un oggetto di quel tipo.  Il 9 luglio sul Fort  Morning  Star Telegram apparve un articolo di James Bond Johnson che riferiva che il sergente maggiore Irwin Newton  aveva identificato l’oggetto come  un pallone "Ray Wind"appartenente  alla stazione meteorologica della base aerea di Forth Worth che veniva usato per determinare la velocità e la direzione dei venti d’alta quota. In una foto scattata da  Johnson  apariva ritratto un giovane meteorologo che reggeva i rottami  del "pallone recuperato" che non sarebbe stato riconosciuto dai militari della base  aerea di Roswell . Caso chiuso dunque?  A tutt’oggi la tesi sostenuta rimane quella del  pallone sonda.   Il  fisico nucleare Stanton Freedman ,  informato dallo stesso Jesse Marcel ormai in pensione e coadiuvato da William Moore, dopo aver raccolto una enorme mole di dati  ed intervistato numerosi testimoni  in qualche modo collegati al caso, ripropose l’intricata faccenda all’attenzione dei media dopo oltre trent’anni di silenzio. Nel 1980 uscì infatti il libro "The Roswell Incident" scritto "a due mani " da Freedman e da Moore.  Lo scenario che si delineava era ben diverso dalla versione ufficiale ormai  pacificamente archiviata  avente come "spiegazione" l’uso di palloni meteorologici . In base alle indagini svolte ed ai riscontri  delle testimonianze di chi all’epoca "sapeva",  ad  espòodere  ed a precipitare nel ranch di Mac Brazel furono proprio i frammenti di un  disco volante, ed il nucleo vero e proprio dell’oggetto  sarebbe caduto  a San Agustin, a circa duecento chilometri ad ovest di Roswell. All’interno dell’oggetto sarebbero stati rinvenuti alcuni  cadaveri di esseri piccoli, di aspetto umanoide.   Si trattava probabilmente dell’equipaggio alieno del disco precipitato.   A questo punto è bene ricordare  due altri testimoni chiave  della vicenda  e gli episodi che  li videro protagonisti: l’allora impegato nell’impresa di pompe funebri Ballard, certo Glenn Dennis ed una giovane infermiera al tempo impiegata nell’ospedale della base aerea di Roswell.  Dennis  aveva allora 22 anni. L’impresa funebre  in cui lavorava prestava servizio anche per i militari, sia per i decessi che per i soccorsi ai feriti. Nelle piccole città il carro funebre fungeva anche da ambulanza, e Dennis trasportò un ferito nel pronto soccorso dell’ospedale della base aerea. di Roswell. Fu allora che, avvicinandosi  a due camion vide nei cassoni scoperti deii frammenti metallici. Si accostò al mezzo per osservare meglio e  notò che alcuni frammenti arrecavano delle strane scritte. Ma subito gli  si avvicinarono dei soldati che gli intimarono di non dire nulla e fu  invitato ad allontanarsi dai camion.  Dennis ricevette poi una strana ordinazione dalla base aerea:  delle piccole bare per dei cadaveri della statura di circa un metro e venti centimetri.  La cosa gli parve alquanto strana, se si aggiunge che gli fu chiesto "come avrebbe trattato dei cadaveri che fossero rimasti per quattro giorni in mezzo al deserto".  Anni più tardi la nipote di Dennis, Barbara,  confermò l’episodio e descrisse i framenti come "avveniristici", descrivendone alcuni come frammenti che "oggi diremmo che sarebbero di plastica", disse lei.  Nella base lavorava  come infermiera una giovane sottotenente.  La ragazza entrò in una  stanza per prendere degli oggetti, e fu subito fermata da un uomo in camice bianco che le afferrò il braccio. "Abbiamo bisogno di lei", le disse l’uomo. La ragazza vide distesi su dei letti  tre o quattro cadaveri  orrendamente mutilato e di aspetto non umano: avevano la pelle grigiomarrone , corpo esile e la testa  era grande in modo sproporzionato rispeto al resto del corpo. Gli occhi erano enormi e scuri, senza pupilla. Attorno agli strani esseri, oltre all’uomo che la trattenne, si trovavano altri due o tre uomini in camice bianco.  L’infermiera si confidò poi con Dennis, dicendosi molto spaventata dall’accaduto. Gli descrisse la scena e gli esseri, dicendo che uno di loro era ancora in vita; .poi fece uno schizzo su un foglio di carta e subito dopo lo bruciò con un fiammifero e scappò via dal ristorante dove i due si erano incontrati. "Fu l’ultima volta che la  vidi" disse poi Dennis.  Un’altra testimonianza importante fu quella rilasciata anni dopo dalla moglie del pilota che trasportò  i rottami dell’oggetto caduto nella fattoria di Mac Brazel, che dichiarò che "mio marito trasportò a dayton il disco volante con gli alieni morti nello schianto". Sugli avvenimenti di  Roswell  si era creato un vero e proprio "muro di silenzio. Durante il corso degli anni  tuttavia gli abitanti di Roswell  segnalarono  la presenza attiva dell’aeronautica e dell’ F:B:I. Sulla base di queste testimonianze che descrivono il personale militare trasportare  con dei camionrelitti e "corpi di esseri non umani ". Nel luglio del ’47  L’F:B:I avrebbe inviato un telegramma all’allora direttore del Federal Bureau,  J. Edgar Hower, in cui si  menzionava un oggetto un di matrice non terrestre  con una sommaria descrizione dei suoi componenti.  Va ricordato che lo stesso Jesse Marchel, dopo un primo esame del materiale del "Crash" , dispose il trasporto del disco volante incidentato a Dayton, nell’Ohio, come dichiarò in seguito la moglie del  militare che pilotò l’aereo verso la destinazione prevista.  fra le testimonianze rilasciate negli anni ’80 e ’90 , c’è anche quella del militare, ormai in pensione, che fu ritratto mentre sorreggeva i frammenti di un pallone sonda che venne pubblicata sui giornali e che ebbe a dire: "Dovevamo per forza sostenere la tesi del palone aerostatico".  Molte altre furono le testimonianze "controcorrente" rispetto alla tesi sostenuta dall’esercito e dalle autorità. purtuttavia, l’ipotesi sostenuta ufficialmente rimane quella della caduta di un pallone sonda. Nel corso degli anni i fatti di Roswell ebbero ripercussioni non soltanto sui media e sull’opinione pubblica,  ma soprattutto fra i ricercatori nonché sul piano delle tensioni internazionali. Teniamo presente che fra la fine degli anni ’40 i sovietici conducevano esperimenti segreti nel new Mexico, e che per questo gli americani utilizzavano sistemi di sorveglianza dall’alto mediante aerei spia e palloni aerostatici.Questo fece si che i russi si preoccupassero di ciò che accadde in quei giorni a Roswell.  Fra le altre ipotesi infatti  veniva ventilata quella che l’oggetto precipitato fosse un velivolo segreto sovietico o americano. Lo studioso di Ufo George Knapp si recò più di una volta in Unione Sovietica. Scrisse diversi libri sul "caso Roswell". In uno dei suoi viaggi  intervistò uno scienziato responsabile delle ricerche avanzate in campo aerospaziale, missilistico e nucleare, che dichiarò che i russi erano molto interessati a ciò che accadde a Roswell nel ’47. Stalin era ossessionato dagli ufo e voleva  avere informazioni su Roswell.  Da indagini compiute dagli agenti sovietici ed americani risultò che l’oggetto precipitato a Roswell non era un pallone, non  si trattava di un veicolo terrestre e che non era nè americano, nè russo. La dichiarazioni dello scienziato andavano tra l’altro contro un’altra ipotesi: quella secondo cui si sarebbe trattato di un velivolo spia segreto russo od americano. Le indagini  su Roswell continuarono segretamente per tutti gli anni ’50 e ’60:  FBI, CIA, commissioni governative di inchiesta come il "Majestic 12" voluto da Truman ed il "Blue Book Project, lavorarono per decenni. Sii era in piena "guerra fredda" ed ogni ipotesi andava vagliata,  inclusa quella di una "minaccia aliena.". Il "Blue Book Project" si chiuse ufficialmente negli anni ’70 con la dichiarazione che "gli ufo non costituiscono una minaccia", senza perciò negare la natura extraterrestre del fenomeno. Per inciso va anche detto che fra i temi "in agenda" dei coloqui Reagan- Gorbaciov vi era  la questione di un eventuale contatto e della possibilità di una azione congiunta dei due paesi per fronteggiare tale evenienza.  Se da un lato il caso Roswell ha contribuito a distrarre l’attenzione della gente dai "veri problemi", ha creato dall’altro una certa apprensione soprattutto sul piano dei rapporti  tra le due superpotenze prima e del mondo intero poi. Oggi sappiamo che nazioni come la gran Bretagna, il Canada, la Spagna ed altre ancora hanno ammesso di interessarsi  ai più alti livelli del fenomeno Ufo.  Ed oggi, ad oltre sessant’anni dai fatti di Roswell e Corona,  gli ufo continuano a manifestarsi e a  far discutere. E Roswell, questa piccola e bella cittadina sperduta nel deserto americano,  stimola il nostro immaginario che, se pure può essere attratto da una "moda" o da un "mito" come è Roswell per gli scettici, è però attratto dalla ricerca e dall’amore per la verità.  Roswell è lì, con la sua storia ed i personaggi che, nel bene e nel male, ne sono stati protagonisti. Una storia che ci pone davanti al significato del ruolo dell’uomo nell’universo:  Un significato tutt’altro che scontato, come molti sostengono.

Marghian

 

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