PICCOLO INTERVALLO – spero piccolo…-

HO PROBLEMI DI CONNESSIONE

Linea ADSL che non regge, smartphone in rpiarazione

simple _old_cell

Il mio celulare alla antica, che uso in questi giorni per telefonate e messaggi

Ho problemi di rete, come ho più ampiamente esposto qui

CIAO

Marghian

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SCOPERTA UNA LUNA DI UN PIANETA DI UN ALTRO SISTEMA SOLARE

Ciao. Ho leto propprio oggi, una notizia a carattere scientifico, sulla scoperta di un pianeta fuori del sistema solare, cui si affianca una luna. La cosa  mi ha dato un poco di entisiasmo. Se non foss’altro (ma c’è ” altro”, queste cose mi piacciono da sempre ) che una cosa del genere io la pensai da ragazzo. Dico, 15 anni. “Pianeti di altre stelle con una luna, o con un corteggio di lune, grandi e piccole, così come la Terra che ne ha una, e  Giove che ne ha quattro, contando solo quelle grosse. Sì, sembra che le cosa stiano davvero così. Fa piacere vedersi confermata da esperti scienziati una idea, una cosa pensata così, quasi per gioco, da un profano. E ragazzino 🙂  – Comunque questa non è proprio la prima volta che vi ho scritto  di lune di altri sistemi solari”. Avevo fatto  questo post, in qui vi descrivo l’ipotesi affascinante della possibile esistenza di lune aliene…”abitabili”. Però la notizia di oggi, o di questi giorni, ha qualcosa in più, ci parla di qualcosa otre la mera ipotesi, e cioè  due scienziati hanno letteralmente “visto”, seppure indirettamente, un forte indizio della reale la presenza di qualcosa che accompagna un lontano paineta alieno.

LA LUNA DI UN PIANETA DI UNA STELLA LONTANA

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Immagine presa dalla pagina di Tiscali, cui ho aggiunto qualche parola descrittiva

Si’, pare propro di sì. Lune di altri pianeti di altre stelle. Lune, come tante ce ne sono, grandi e piccole, attorno ai pianeti del nostro vicinato, ossia del nostro sistema solare. Ho copiato il titolo della notizia: “Luna di un altro sistema solare. L’importante scoperta scientifica è stata portata a termine dagli astronomi Alex Teachey e David M. Kipping, della Columbia University di New York”. Allora….

LA NOTIZIA

La notizia dice in sostanza che è stata “osservata la prima Luna aliena”, “Aliena”, l’articolo la definisce così perché è davvero aliena, cioè “estranea al nostro Sistema Solare”, dato che appunto sta in orbita attoro ad un pianeta che non è ddegli otto (anzi non sappiamo quanti…) del nostro sistema planetario. La rivista americana Science Advances racconta che due ricercatori della Columbia University di New York,hanno studiato ben bene i dati del telescopio spaziale Hubble di marca Nasa-Esa (un bell’oggetto grande come un pullman e che punta costantemente verso le stelle, le più belle immagini del cosmo sono firmate “Hubble”), “incrociando” tali studi con quelli del “cacciatore di pianeti “kepler” firmato Nasa, scoprendo qualcosa di intrigante: la curva di luce una stella si “abbassa” per due volte in breve tempo. La prima volta, per via del passaggio di un pianeta, e si sa. La seconda? Una sua luna?

IL TELSCOPO KEPLER

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-Lo scopritore di pianeti extrasolari-

Due parole prima sul telescopio spaziale Kepler (chiamandosi il pianeta in questione Kepler-1625b), e perché lo strumento si chiama “il cacciatore di pianeti”. Allora, il telescopio spaziale Kepler (nome in onore dell’astronomo polacco Johannes Kepler, o Keplero), venne lancito nel marzo del 2009 nel  contesto del programma “Discovery”. Nome azzecato, “scoperta”, programma avviato al fine di scovare pianeti di altre stelle. Fra gli altri strumenti di bordo, Kepler ha un fotometro, ossia “misuratore di luce” che, puntato verso una sezione della via lattea (costellazioni della Lira, del Cigno e del Drago, in zone ben lontane dall’eclittica per non essere disturbto dalla luce dei pianeti e dalle cinture degli asteroidi, eco perché tali direzioni “prescelte”, oltre a motivi che non so.

Pensate, Kepler ha individuato ben 2740 candidati a essere pianeti di altre stelle, e “confermati” 121″. Una carriera breve (fino ad ora) ma gloriosa, non c’è che dire. Sulla base delle scoperte di Kepler, dal punto di vista statistico probabilistico, si pensa all’esistenza di 17 miliardi di pianeti come la Terra, ossia non contando i pianeti come Giove o Saturno. E le lune, di queti pianeti? Ecco, forse ci siamo, forse abbiamo un caso a portata di mano..

LA LUNA ALIENA

giant planet _and_a_moon

La prima immagine,  senza scritte esplicative,  per poterla vedere meglio

Il telescopio spaziale Hubble (Hubble, non Kepler, Kepler scoprì a suo tempo il pianeta) ha registrato la curva di luce della stella, una stella Kepler 1625, stella del tipo “nana rossa”,,al passaggio del pianeta Kepler-1625b. Una piccola eclisse praticamente; così si scopre l(per adesso) a presenza di pianeti. Ma è capitato che la luce della stella in questione abbia avuto un abbassamento di luce solo tre ore e mezza dopo! Non al successivo passaggio del pianeta dopo giorni o mesi, ma solo tre ore e mezza dopo. La notizia parla di “un oscuramento indicativo di una luna “che si trascina dietro al pianeta come un cane segue il suo padrone al guinzaglio”, “Dietro al pianeta”. La notizia non specifica se questo oggetto stia sempre dietro al pianeta o gli giri attorno. Entrambi le ipotesi sono valide, anche perché nel secondo caso, essendo il pianeta (e la sua eventuale luna ) molto vicino alla stella “madre”, i corpi celesti tenderebbero a mostrare alla stella sempre la stessa faccia, come fa con la Terra la nostra Luna per motivi di “marea gravitazionale”, ed eco che anche questa “luna” avrebbe difficoltà a girare attorno al pianeta e reseterebbe “catturatata” in una zona fissa, un cosiddetto pundo “di Lagrance”, una specie di “gabbia gravitazionale” ove l’attrazione di due masse si annulla (es: fra la stella e il pianeta, vi sono 5 punti di Lagrance, uno sta proprio dietro al pianeta-il “guinzaglio”). Ma non si sa di preciso, la luna se c’e potrebbe ruotare attorno al pianeta. Quindi, fra un oscuramento è l’altro sono passati solo 180 minuti, indizio questo della presenza di una “esoluna” , una luna esterna al nostro sistema di pianeti.

I ricercatori, per la cronaca Alex Teachey e David M. Kipping, partendo dai dati conosciuti del pianeta Kepler-1625b scoperto appunto dal telescopio Kepler e che ha le dimensioni di Giove, hanno osservato il transito del pianeta per ben quaranta ore, e in tale lasso di tempo hanno riscontrato questa “seconda riduzione della luminosità”, che suggerisce la presenza di un altro oggetto, una luna. Inoltre, è stato considerato un certo effetto gravitazionale, dato che con una “luna al seguito” viene ritardato il momento di inizio del transito. Il pianeta insomma si troverebbe più o meno nelle condizioni di chi, ogni tanto, rallenta o si ferma perché deve sollecitare il proprio cane.”su’, dai, cammina..”.

A parte questo esempio molto scientifico 🙂 , anche io mi chiedo: come è fatta questa luna? Di certo non è piccola, un asteroide di 10 km di diametro (tipo una luna di Marte) non lancia indizi forti da una setlla lontana. La luna di un pianeta gioviano, ragazzi, può essere grande anche come la Terra. Abbiamo uan prova in vicinato: Titano, luna di Saturno,e’ grande quasi quanto Marte. Se orbitasse da solo e non “dipendesse da Saturno, sarebbe “pianeta Titano”. E allora? Tutto è possibile.

CIAO

Marghian

AMBIGUA, ENIGMATICA REALTA’

AMBIGUA REALTA’

deus_ ex _machina
Ambigua realtà
Misteriosa, nascosta realtà
Oscura visione di un probabile sogno
Sintomatici ingorghi di vite confuse
Intrigo fitto di forme
Chiasmi di luce e di buio
Realtà contenuta e filtrata
Nei nostri limitati strumenti
Nella disperata speme che Essa
Al nostro piccolo assoggettata
A nostra misura ridotta
In qualche modo si possa capire
Ma essa ancor ci sfugge
Come contorno indefinito sul far della sera
Nei suoi molteplici aspetti, fiabesca chimera
Il suo senso sfugge agli occhi
Che la vogliono comprendere
Realtà inintelligibile, inafferrabile verità
Come viscoso e scivoloso essere Essa sfugge
Dalle nostre bramose mani che la vogliono dominare
Sfugge fra le nebbie della mente
Si dirama fra le geometrie dello spazio
E vola fra le pieghe del tempo
Misterioso tempo
Scrigno di segreti
Fiume di impermanenti mutazioni
Repentini scatti di cambiamento
Realtà inintelligibile
Inafferrabile verità
Irraggiungibile senso dell’Esistere
A cagione della nostra arrogante
E complessa semplicità
(Marghian)

Ciao. Sì, oggi pensavo alla realtà. Mica facile da capire ‘sta cosa. Ce l’abbiamo sotto gli occhi, ci siamo dentro, addirittura siamo fatti di questa cosa. Ma ”sta realtà non la comprendiamo mica. Tranquilli, non passo notti insonni a pensare a questo.  ho scritto questa cosa (su Facebook) in quindici minuti, forse meno. Così, il pensiero del momento.

Con il disegnetto sopra, che ho fatto poco prima di scrivere, ho voluto rappresentare la realtà (raffigurata “incasinata” apposta,  perché così noi la comprendiamo, e talora così a noi si presenta), la realtà osservata da un computer; computer che rappresenta oggi il mezzo con il quale cerchiamo di estendere le nostre capacità, di ridurre i nostri limiti; rappresenta se si vuole la speranza, meglio, l’illusione – e la pretesa – di voler capire, la realtà con i nostri limitati mezzi. Ma, vanità delle vanità, con la presunzione poi che la realtà possa essere circoscritta ai nostri livelli, inscritta nei nostri patterns mentali e temporali, fisici e materiali (dove arriviamo noi arriva il mondo, ciò che per noi non esiste, non esiste); ed ancora che essi, i nostri mezzi ed i nostri limitati schemi, possano trovarsi li’, anche nello spazio lontano, come se noi ne fossimo il re, il “deus ex machina” della situazione, e tutto sia a nostra misura, persino l’universo. Non è così?

Okay, termino con una frase non mia: “quando un bambino nasce, la culla è per lui uno spazio infinito. Quando diventa “grande” (oddio), l’universo gli sembra angusto”.

 CIAO

Marghian

PIANETA X, NIBIRU, DODICESIMO PIANETA, PIANETA NOVE. ESISTE UN GROSSO PIANETA OLTRE NETTUNO E PLUTONE? E SE ESISTE, E’ FORSE IL LEGGENDARIO PIANETA NIBIRU DEGLI ANTICHI SUMERI? O E’ ALTRA COSA? C’E’ UN PO’ DI CONFUSIONE. FACCIAMO IL PUNTO

Ciao raga’. Mi mancava aggiungere qualcosa a questo blog. Ho letto una notiziuola che mi ha suggerito questo post. L’ho scritto portandomelo appresso nella pennina, parte a casa (con occhio di riguardo alla cucina, facendo cena), parte al lavoro, nei tempi “morti”, peraltro pochi.  Beh, se no che luogo di lavoro è… Okay, Sarò breve 🙂

PINAETA X, IL MISTERO DI NIBIRU

(Forse con qualche fondamento)

sigillo accadico

Questo antico  sigillo cilindrico (raffigurato in parte in immagine piatta), risalente a 4500 anni fa, è conservato nel Museo di Stato di Berlino. Notate il disegno che ho indicato con la freccia: parrebbe un sistema solare di dodici pianeti (Sole e Luna erano considerati “pianeti”, tradizione rimasta nella astrologia che i Sumeri padroneggiavano).

 Vi sarà senz’altro capitato, per puro caso (le notizie ci arrivano passivamente) o perché un pochino ve ne interessate, aver sentito nominare per più di una volta, o di aver almeno letto, di un misterioso “pianeta x”, detto anche “il dodicesimo pianeta” che a detta di studiosi e teorici, si troverebbe oltre i confini del sistema solare; oltre cioè i confini con cui conosciamo il nostro sistema solare, ossia ben oltre il pianeta Nettuno e il pianeta nano Plutone, e ancora oltre quella ciambella di asteroidi da cui Plutone stesso ha avuto origine, la fascia di Kuiper, una cintura di corpi rocciosi disposti tutti attorno al Sistema Solare, aldilà dell’orbita di Nettuno. Molto, molto più lontano, nella perenne oscurità, orbiterebbe un pianeta, un pianeta di notevoli dimensioni. E’ il misterioso Pianeta X. X che sta per “decimo” (di quando ancora Plutone era considerato “il nono pianeta”), X che sta anche per “sconosciuto”, quale esso veramente è. Vien detto anche “dodicesimo pianeta”, e vedremo perché. Anzi, tutto parte da li’, dalle lontane origini di questa storia, da un popolo che pare concepise un sistema planetario di dodici pianeti, considerando tali anche il Sole e la Luna. Mi riferisco all’antichissimo popolo mesopotamico dei Sumeri. E scusate se è poco. Abramo era Caldeo. Il che, rispetto all’essere Sumero e’ come dire “non di Cagliari, ma di Sassari”. Siamo li’. Gilgamesh, vi dice qualcosa? La Genesi biblica deriva da li’, da questa antica saga Sumera. Una grande cultura, un grande popolo quindi. Nella loro cosmologia era contemplato Nibiru, il piu’ lontano fra i pianeti, il dodicesimo pianeta. Vi scrivo qualcosa in merito. Ma prima, voglio riportarvi qualcosa di recente, di attuale che si collega in qualche modo a questa aspettativa del pianeta X. Una notizia che ho letto nella pagina di Tiscali che riporta recenti possibili conferme di un pianeta che si troverebbe – come sopra descritto-, lontanissimo dall’ultimo pianeta conosciuto, oltre la “fascia di Kuiper”(una cintura di asteroidi e planetoidi oltre Plutone, non esiste solo quella imparata a scuola fra Marte e Giove eh?).

 ULTERIORI INDIZI DELLA ESISTENZA DI UN PIANETA OLTRE NETTUNO

orbits_planet_objects

Indicazioni (inserite da me) dell’orbita del pianeta e di quelle degli oggetti che verrebbero da queseto influenzate. Notare come le orbite degli oggetti convergono tutte  su una stessa zona: improbabile combinazione, senza una azione esterna di un corpo sconosciuto e massivo.

 

IL PIANETA NOVE

planet 9 hidden from earth

Ho preso questa immagine dalla “notizia Tiscali”. La Terra e il Pianeta 9, a noi nascosto.

 La notizia apparsa su Tiscali Scienze qualche giorno fa dice che la Nasa è ora convinta della probabile esistenza del “Pianeta Nove (Placet- Nine ). Nessun osservatorio astronomico ha mai osservato la posizione di questo pianeta, è un inconveniente dovuto alla distanza alla quale il corpo celeste si troverebbe. Secondo gli scienziati l’ipotetico pianeta potrebbe orbitare ad una distanza, pensate, di ben venti volte la distanza che separa la Terra da Nettuno! Venti volte, qualcosa come novanta miliardi di chilometri (noi dal Sole siamo distanti solo 150 milioni di km!). Una posizione, e un orbita che lo terrebbe perennemente nascosto alle nostre osservazioni.

Il pianeta, ci ricorda la notizia, dovrebbe avere una massa (quantità di materia, fra virgolette “peso”) di ben dieci volte la massa della Terra, ed un diametro da due a quattro volte quello della Terra. Okay, ma in cosa consistono le “prove indirette” a sostegno della possibile esistenza del “Pianeta Nove”? Dobbiamo tornare indietro al gennaio del 2016, allorché due astronomi del “mitico” Californian Institute of Tecnology di Pasadena annunciarono una prova indiretta supplementare del nono pianeta, basata su modelli relativi alle orbite estreme di alcuni oggetti trasnettuniani (pensate a quella “ciambella di Kuiper, verrebbero da li’); oggetti che verrebbero “disturbati”, attratti da “qualcosa” di invisibile e poderoso.

 Il Sistema Solare è attualmente considerato essere composto da otto pianeti (ecco perché questo nuovo, se saltasse fuori sarebbe il “pianeta nove”), con Plutone che venne declassato a “pianeta nano” dalla comunità degli astronomi nel 2006 ma che ci sta ripensando e vuole promuoverlo di nuovo al rango di pianeta (la sonda New Orizon ha scoperto cose interessantissime su Plutone!), da alcuni altri pianeti nani, una miriade di satelliti naturali e corpi minori. Il tutto avvolto da una grande nube di asteroidi e comete inerti, la Nube di Oort. Stando agli esperti, il “pianeta nove”, come ho già scritto, disterebbe 90 miliardi di chilometri, seicento volte la distanza della Terra dal Sole, ossia 600 U. A. od unità astronomiche. Certo non potremmo andare a farci il weekend, freddo e gravità a parte. A proposito, e la sua natura intrinseca? Possiamo solo ipotizzare: un pianeta gassoso come Giove, o un mondo con una crosta solida, date le sue dimensioni, una “superterra”, cosiddetta. Un mondo ghiacciato. Un segnale (eventuale luce riflessa per esempio) giungerebbe a noi ridotto di centosessantamila volte rispetto alla luce (od altro segnale ) che arriva da Nettuno.

Se il pianeta si trovasse dove gli astronomi americani suppongono, impiegherebbe circa dieci o ventimila anni a fare un giro completo intorno al Sole. Pensate se i loro abitanti avessero una vita media come noi di circa ottant’anni. Anni di quel pianeta…. (sugli “abitanti” ci torno poi, ricordatevi per ora dei Sumeri). Non ci sono prove certe dell’esistenza di questo pianeta, ma gli esperti del Cal Tech si dichiarano molto speranzosi su questa cosa. Esistono ben cinque osservazioni che, almeno per ora, non possono avere altra spiegazione se non quella di un grosso pianeta che con la sua gravità “costringerebbe” ben sei corpi transnettuniani (fra cui il pianeta nano “Sedna”, grande quasi come Plutone) a orbitare in modo strano, con parametri orbitali estremamente improbabili , forse impossibili, se affidati solo al caso. Per esempio, questi corpi (ricordo, del tipo detto “Kuiper Belt Objects” o KBO, sfuggiti alla fascia di Kuiper) sembrano avere un “perielio” , il punto più vicino al Sole, quasi in comune. Tale “perielio” però, sta nei pressi di Nettuno, oltre questo pianeta, ben lontano dal Sole, corpi- cioè planetoidi- con orbite fortemente ellittiche.

Nonostante l’assenza di indizi gli esperti dell’agenzia spaziale californiana si sono dichiarati quasi certi dell’esistenza di questo misterioso pianeta. Esistono ben cinque osservazioni che, attualmente, non potrebbero essere spiegate in altro modo se non con l’esistenza di questo corpo celeste, un gigante con massa 10 volte superiore a quella del nostro mondo. E l’esistenza del Pianeta 9 era stata prevista l’anno scorso da calcoli matematici curati da un team di ricercatori del Californian Institute of Tecnology Anche in questo caso, i calcoli darebbero indizi molto forti della presenza di un corpo massivo (10 volte la massa della Terra!) ; si tratta solo di prove indirette, ma che fanno ben sperare. Molto importante è sottolineare (e vedremo perché a proposito del “leggendario” pianeta X, che se il pianeta 9 si trovasse dove gli astronomi americani ipotizzano, la sua orbita attorno al Sole, il suo “anno” sarebbe di ben diecimila, se non addirittura ventimila anni terrestri. L’orbita non giacerebbe sul piano orbitale degli altri pianeti, ma “quasi perpendicolare” al piano della eclittica (dove pressappoco giacciono le orbite di tutti i pianeti, lune e cinture degli asteroidi (sia quella fra Marte e Giove sia quella di Kuiper che sta ai confini, oltre Nettuno e Plutone)

Okay, potrebbe esistere un grosso pianeta, chiamato “Placet Nine”, nono pianeta, non considerando più Plutone come pianeta in quanto oggetto molto piu’ piccolo della Luna (2200 km di diametro contro i 3500 km della Luna, orbita strana inclinata e, secondo gli astronomi, planetoide venuto fuori dalla “fascia di Kuiper come tanti ce ne sono; li’ si sospetta ci siano anche decine di “plutoni”, e sarebbe un casino contarli come pianeti. Anche se la comunità astronomica sembra essersi pentita, dato che Plutone ha una atmosfera azzurrognola, una attività geologica complessa, eventi vulcanici con eruzioni di ghiaccio (criovlucanismo), ed altre peculiarità (dalle scoperte della sonda New Horizon), per cui pensano di promuoverlo nuovamente a pianeta. Okay, torniamo al nostro “placet nine”. Dimensioni, orbita, inclinazione dell’orbita, durata di questa, tutte ipotesi formulate dagli scienziati e “verificate” almeno in teoria con i calcoli. Ma come è fatto, concretamente, il pianeta. Qui lascio parlare la fantasia, come anche gli scienziati fanno, sulla base di analogie con i tipi di pianeti conosciuti. Sicuramente non è una stella del tipo “nana bruna” “compagna del Sole”, come si è da tempo ipotizzato: la stella “nemesi”, detta cosi’ perché si pensava fosse causa di periodiche estinzioni di massa (nemesis=vendetta), nell’avvicinarsi creando sconquasso nei nostri paraggi. Una stella di questo tipo brillerebbe di luce propria, mentre “planet nine” se esiste brilla di luce riflessa, e 10mila volte di meno di Nettuno data la sua distanza. Potrebbe trattarsi di un pianeta come Giove o Saturno, o Nettuno, un pianeta gigante gassoso (o un pianeta che si allontana e che stiamo perdendo, o un “benvenuto nel nostro sistema solare”, venuto da chissà dove: esistono pianeti solitari, senza una stella madre). Ancora, potrebbe essere un pianeta come la Terra (con crosta, magma, solido ) più grosso, diametro due o quattro volte maggiore e massa dieci volte maggiore. Gli astrofisica chiamano questi mondi “superterre”. Abitabili? Si’, se sono debitamente vicine ad un “sole”. Questo pianeta sarebbe, abbiamo visto, troppo distante. Un mondo ghiacciato allora, la crosta sarebbe ricoperta di ghiaccio perenne, estremamente compresso e solido. Potrebbe avere anche dei dinamismi interni (tettonica a zolle, sismi, vulcani- forse anche li’ con eruzioni “a freddo”). Atmosfera forse, ma rarefatta come quella di Plutone con gli “immancabili “azoto, anidride carbonica, e poco o molto ossigeno. Per essere attivo un pianeta ha bisogno di sollecitazioni, per esempio di marea, la luna di Giove Io ha un diffuso vulcanismo “caldo”, per via della vicinanza e delle interazioni con Giove. Ma al pianeta nove potrebbe bastare una rotazione abbastanza veloce, da garantire qualche sollecitazione interna che costringe il pianeta a “sfogarsi” con tettonica e vulcanismo di qualche tipo. Potrebbe anche avere qualche luna, grande o piccola, e su di lui potrebbero impattare degli asteroidi, mentre altri resterebbero in orbita. Tutte cose che però non si vedono, difficile vedere persino lo stesso pianeta che comunque, forse c’è ed è costretto a rimanere nascosto per distanza e scarsa luce solare decine di migliaia di volte inferiore a quella che ricevono Terra e Luna.   Questo è quanto a grandi linee si sa, e so, di questo ipotetico pianeta. Ma voglio venire al dunque di questo post. Il pianeta nove, è il pianeta X? E’ il “Nibiru” di cui secondo lo studioso Zacharia Stchin ed altri, parlavano gli antichi Sumeri? Cosa ci è chiaro sul pianeta x e ed in cosa un po’ ci incasiniamo? Vediamolo.

 ESISTE NIBIRU? ESISTE IL PIANETA X?

super earth

Il Pianeta 9 potrebbe essere un mondo tipo la Terra, due o quattro volte più grande

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Oppure un pianeta gassoso e di dimensioni ragguardevoli, come Giove.

 Bellissima domanda, almeno io ne sono affascinato. Ma prima di cercare di rispondere a questo, voglio ricordarvi che l’esperto di antica cultura Sumera e di antiche lingue mediorientali Zacharia Sitchin, americano di origine russa, i Sumeri (penate all’attuale Iraq) erano a conoscenza di molti segreti del cosmo. Lo studioso sosteneva che i Sumeri avessero già sviluppato una concezione eliocentrica (Sole al centro), millenni prima di Copernico e Galileo, come già (e questa non è una ipotesi), alcuni filosofi greci come Anassagora, che considerava la Luna non una dea ma un corpo roccioso e abitato come la Terra, per lui rotonda e non al centro. Per i Sumeri, secondo Sitchin, il sistema solare constava di dodici “pianeti” con il Sole al centro, ma pur esso secondo loro un pianeta, come pianeta era anche la Luna (come si fa ancora oggi in astrologia). Ecco che i pianeti per noi “veri e propri” , quel sistema, ci sono tutti; ma da Mercurio a Plutone questi sono nove. Secondo il punto di vista dei Sumeri, esisteva un “pianeta in più”, per loro quindi dodicesimo, per noi decimo. Il misterioso pianeta infatti, è definito in entrambi i modi, e “pianeta X” sta anche per “sconosciuto”. Ed è proprio su questo fantomatico “pianeta x” che voglio focalizzare la mia – e la vostra, se vi va- attenzione. Per Sitchin (che tradusse testi cuneiformi e interpretò la Bibbia partendo però dalle lingue originali in cui fu redatta, sicuramente da fonti “apocrife” ossia testi non ammesse dai famosi “72 saggi” che “scelsero i libri “giusti” (?!) e dalle precedenti tradizioni Sumere e Babilonesi, e eccetera. Ogni tanto, nello scrivere, io faccio un nome: “nibiru”. E che l’è?.

Allora, Nibiru era il nome che i babilonesi associavano al dio Marduk. Questo nome, Nibiru, in accadico ha il significato di “luogo dell’attraversamento” o di “punto di transizione”. Nella maggior parte dei testi  babilonesi  questo “punto di transizione”, Nibiru, viene identificato con il pianeta Giove. Nella “tavoletta 5” del “Emma  Elish”, un trattato in forma di poema che narra del mito della creazione, questo nome  è  riferito probabilmente alla Stella Polare che a quei tempi era con molta probabilità la stella Thuban dell’Orsa minore , la stessa costellazione di cui fa parte la stella polare dei nostri cieli. Il termine “Nibiru” si ritrova, negli studi di Sitchin,  nelle tavole sumeriche a scrittura cuneiforme risalenti a circa 5000 anni fa. In questi testi Nibiru viene  indicato come “il pianeta dell’attraversamento”, definizione che coincide con quel “punto di transizione” di cui parlano i testi babilonesi riferentisi, però, a Giove. Nibiru viene indicato con una croce o come un “disco alato”, a significarne il volo attraverso i cieli. La cultura sumerica era collocata nell’attuale Iraq, tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Va detto però che per la scienza ufficiale  la cosmologia sumerica, come dopo quella ebraica era molto semplice e per nulla rivoluzionaria: la Terra era piatta, circondata da un “grande oceano” e sopra stava “il cielo”, una immensa volta che sovrastava la terra.  Ma molti studiosi, tra cui appunto Zacharia Sitchin, sono invece concordi nel sostenere che gli antichi astronomi mediorientali avessero la concezione della terra sferica e “decentrata” dal Sole, e che avessero in tale contesto anche fornito delle prove che Nibiru è un pianeta di dimensioni considerevoli, dal colore rossastro e con un’orbita fortemente ellittica attorno al Sole. Per Sitchin ed altri, i Sumeri erano a conoscenza del fatto che il Sole è al centro e che dei pianeti gli orbitano attorno, fra cui la terra stessa e lo sfuggente ed enigmatico “Nibiru”.

 Queste affermazioni sono in gran parte rigettate dalle comunità archeologiche e astronomiche, e da queste ultime considerate come  “pseudoscienza”. Sitchin invece, in linea di chi ritiene che i Sumeri conoscessero molto di piu’ di quanto la scienza ritenga possibile e che percio’ la storia dell’astronomia e dell’archeologia vadano riviste,  sostiene che Nibiru appare negli antichi resoconti sumerici proprio come un grosso pianeta. Dello stesso parere è anche tale Burack Eldem; anche secondo le sue ricerche esisterebbe un pianeta di notevoli dimensioni, con orbita molto eccentrica che si avvicinerebbe a noi ogni  3635 anni(teniamo a mente questo numero),  tale sarebbe il suo ciclo oribtale. Attualmente Nibiru non sarebbe visibile per via della distanza, trovandosi oltre plutone ed oltre la stessa “Fascia di Kuiper”, una seconda “cintura di asteroidi”, ricca tra l’altro come abbiamo visto anche di comete e di grossi oggetti delle dimensioni di Plutone, di cui lo stesso ne sarebbe stato un “membro”, ora assestatosi in orbita di tipo planetario intorno a Sole. Secondo  le teorie di Sitchin e colleghi Nibiru era, nella cosmologia sumera, il dodicesimo membro del sistema solare (sole e luna erano considerati “pianeti”).

 Stando cosi’ le cose,  il nostro sistema solare sarebbe costituito non dai nove pianeti (ora convenzionalmente otto) che conosciamo, bensi’ da  dieci pianeti: Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone e… Nibiru Veniamo qui al dunque:l la scienza ufficiale, pur “andando contro Sitchin”, non esclude come abbiamo anche visto  l’esistenza di  questo pianeta sconosciuto. E, forse, lo ha trovato. Pur  con un certo scetticismo,  si è indagato e ancora si indaga sulla possibilità che eventuali “perturbazioni” delle orbite e dei movimenti dei corpi  piu’lontani ,Nettuno e Plutone (e oggi di altri sei piccoli planetoide che sembrano convergere su un punto come “attirati” o “deviati” da qualcosa-, siano la prova, seppur indiretta, di un grosso corpo celeste situato oltre i pineti anzidetti . Tali perturbazioni  gravitazionali confermerebbero l’esistenza di Nibiru, e se non proprio di Nibiru (che secondo Sitchin era abitato da esseri alieni descritti come Elohim dalla Bibbia…), il “Pianeta x”.

  Nel 1930 Cloude Tombaugh scopri’ Plutone esaminando migliaia di lastre fotografiche del cielo, ed era convinto dell’esistenza di un altro corpo celeste sconosciuto, forse piu’ grande, che egli battezzzo’ “Pianeta x” . La spinta ulteriore alla ricerca di un”decimo pianeta” al di la’ della “fascia di Kuiper”  è stata data dalle recenti scoperte di corpi celesti delle dimensioni di poco maggiori di quelle di plutone, come ad esempio Quoar (1300km di diametro Plutone 1200), che fu scoperto  nel 2002 da scienziati del Californian Institute of Tecnology . Infatti l’esistenza di  simili corpi celesti  e la loro grandezza fanno sperare che in quella regione esistano corpi di dimensioni anocra piu ragguardevoli.  A questo punto viene da chiedersi  quali siano le reali possibilità scientifiche circa l’esistenza di Nibiru ( o di qualsiasi altro corpo massivo con le caratteristiche prospettate dalla teoria). Come si è visto, gli scienziati , nonostante un motivato scetticismo, hanno dimostrato e tutt’ora dimostrano un certo interesse per questo problema e, in base alle ragioni esposte, in linea di principio non si puo’ escludere la possibilità che un simile pianeta esista.

 Occorre considerare pero’ le implicazioni che il passaggio di un grosso corpo celeste avrebbe sul nostro sistema solare, e se la sua supposta orbita puo’ rispondere ai criteri imposti dalla meccanica celeste. Iniziando da questo aspetto va innanzitutto detto che un oggetto celeste che rispondesse alle caratteristiche  orbitali attribuite a Nibiru dovrebbe comportarsi esattamente come si comporta un qualsiasi altro oggetto del sistema solare avente un’orbita circumsolare a lungo periodo, un’orbita magari di tipo cometario,  che lo porti a trovarsi ora molto distante dal Sole, ora molto vicino. Si potrebbe ipotizzare però anche un’orbita poco eccentrica, quasi circolare. Ecco, come sarebbe il Pianeta 9. Fin qui nessun problema; avremmo un grosso pianeta, oltre Plutone, che ruota intorno al Sole e  assai distante da non creare problemi. Ma poiché si parla di “Nibiru” (che a detta dei sostenitori ci dovrebbe rompere le scatole con terremoti e diluvi ogni 3600 anni), si deve ragionare partendo dal presupposto che un pianeta del genere abbia un’orbita fortemente ellittica, vale a dire molto eccentrica e di cui il Sole occupa uno dei due fuochi dell’ellisse (Prima legge di Keplero).

  In astronomia questo avviene: abbiamo miriadi di comete che rispondono a questo parametro orbitale-la cometa hale Bopp ha un ciclo di circa 3300 anni-. Va però considerato che una cometa ha al massimo un diametro-supponendola sferica- di max 40 o 50 km, mentre “Nibiru” avrebbe quantomeno dimensioni doppie della terra e massa almeno 3-5 volte maggiore. Essendo l’attrazione gravitazionale tra due corpi celesti legata al prodotto della masse ed al quadrato inverso delle distanze, va da se’ che l’orbita di una cometa di “media taglia” è soggetta ad un’attrazione gravitazionale differente rispetto, diciamo, a Nibiru. Considerando  che la massa di questo pianeta sarebbe comunque piccola rispetto a quella del Sole (tutti i pianeti messi insieme hanno massa 1/1000  rispetto al Sole ) si puo’ ritenere pertanto possibile per un “Nibiru” un’orbita di tipo cometario. Essendo pero’ la massa di Nibiru (se c’è..) comunque molto grande, per avere un assetto orbitale corrispondente alla teorici Sitchin,, il pianeta deve per forza distanziarsi molto dal Sole. Ora, fatte le debite considerazioni sulla possibilità teoriche dell’esistenza di un oggetto di questo tipo, quali sarebbero le conseguenze derivanti  dalla presenza, nel nostro sistema solare, di un oggetto di questo tipo?  Secondo i sostenitori, Nibiru passerebbe “nei pressi” della Terra intersecando le orbite di Marte e di Giove o quelle di Giove e Saturno ogni 3630  anni. Questi passaggi ravvicinati avrebbero provocato sconvolgimenti titanici , alterando le orbite dei pianeti vicini e causando immani cataclismi anche sulla Terra. Nibiru sarebbe stato responsabile  del “diluvio universale” come di altre estinzioni di massa, che sappiamo ci sono state. Quella dei dinosauri è la piu’ conosciuta. Tutto cio’, in linea di principio, è possibile: persino la Luna si sarebbe formata 4 miliardi di anni fa da “detriti ” parovocati dallo scontro tra la nascente Terra ed un planetoide delle dimensioni di marte; questi “detriti “avrebbero orbitato intorno alla terra per secoli e successivamente si sarebbero concentrati in grumi sempre piu’grossi che, fondendosi tra loro, avrebbero costituito la Luna. Come oggi ormai sappiamo, anche i pianeti si sono formati  dal lento “fondersi “, per gravità, dei “planetesimi, che altro non erano che asteroidi e comete di cui quelli restanti e relegati per lo piu’ nelle regioni periferiche  del sistema solare sono  i “prodotti di scarto” di tale processo. pur tuttavia la  scienza è per lo piu’ scettica sull’esistenza di un pianeta come Nibiru. Oltre alla classica obiezione: “non ci sono prove”,   la maggior parte degli scienziati  sostiene che un pianeta tipo Nibiru, con quelle caratteristiche di massa ed orbita non si limiterebbe  solamente a provocare cataclismi e periodiche estinzioni sulla terra, ma avrebbe da tempo sconvolto il sistema solare, che sarebbe molto diverso per via delle forti influenze gravitazionali o di eventuali urti con i pianeti medesimi. Con “Nibiru”  tra i piedi, ad esempio, l’orbita della Terra , di Saturno, di Venere o di Marte non sarebbe le stesse  che conosciamo noi oggi ne’ forse tali pianeti esisterebbero cosi’ come noi li conosciamo. L’obiezione degli scienziati è legittima e ragionevole. Tuttavia non si puo’ escludere che un pianeta di questo tipo  esista. Nibiru potrebbe comunque esistere e forse, ribaltando il discorso, il sistema solare è cosi’ come è proprio anche grazie alla sua eventuale, enigmatica presenza. Occorre qui ricordare che nel sistema solare esistono diverse “anomalie” non ancora risolte dalla scienza. Ad esempio, non si sa come mai Urano abbia il suo asse che  quasi punta verso il sole; il pianeta ruota su se’ stesso, diciamo, “coricato”  rispetto agli altri pianeti che hanno l’asse  tendenzialmente  perpendicolare al loro piano orbitale (tendenzialmente perché ad esempio l’asse terrestre è inclinato di circa 23 gradi e grazie a cio’ abbiamo le stagioni). La rotazione di urano è retrograda rispetto a quella degli altri pianeti. Anche Venere costituisce ancora un mistero, ruotando lentissimamente (l’anno dura piu’ del giorno) ed in senso anch’esso retrogrado. E’ lecito a questo punto ANCHE pensare che tali “anomalie” possano essere dovute proprio alle perturbazioni di un grosso corpo celeste  aventi le caratteristiche planetarie ed orbitali di un grosso corpo celeste come Nibiru.

IL PIANETA NOVE, E’ NIBIRU ? OPPURE NO?

nibiru_orbit

L’orbita di Nibiru come ipotizzata dagli studi del Sumerologo Zacharia Sitchin e sulla base di supposte leggende Sumere.  Notare come l’orbita passa dentro il Sistema Solare , fra le orbite di Marte e Giove. Porterebbe sconvolgimenti e profondi cambiamenti. Per Sitchin, addirittura “acculturazione” da parte dei suoi abitanti Anunnaki (vedremo in altro post). L’orbida del “pianeta 9” differisce da questa descrizione, in quanto si mantiene a notevole distanza persino da Nettuno e Plutone, che ono i “confini tradizionali” del Sistema Solare – non contando chiaramente la  fascia di Kuiper e, molto più oltre, la  Nube di Oort (che avvolge tutto il Sistema Solare (pianeta nove compreso!), una “nube” con miliardi di asteroidi e comete).

 Ma…il vero dubbio, piuttosto, è il seguente: le prove  a sostegno  sono sufficienti a suffragarne l’esistenza? I Sumeri avevano soltanto immaginato questo”pianeta degli dei ” o le  loro conoscenze erano tali che essi sapevano? E soprattutto, se si scopre un pianeta, si tratta di Nibiru? Il “Pianeta 9” ha fatto pensare, fa pensare che i Sumeri avessero ragionesull’esistenza di un loro “dodicesimo pianeta”, del loro “Nibiru”. Ma il Pianeta 9, se esiste, sembra NON AVERE un ‘orbita che in soli 3600 anni lo porti nei nostri pressi. Trovandosi oggi forse a 90 miliardi di chilometri dal Sole, e con una orbita tale da essere percorsa in dieci o ventimila anni, questo pianeta sarebbe “ben altro che Nibiru”, direbbe uno scettico. Lo penso anche io, pur non escludendo nulla.  Neppure ceh da chissà dove, altri ci abbiano fatto e ci facciano visita. Ma questa è un’altra faccenda.

CIAO

 Marghian

 

GENESIS – racconto breve

Ciao. Per questo weekend su questo blog vi lascio da leggere- se vi fa piacere 🙂  – questa piccola cosa che ho scritto, così, senza impegno.
Ah, una cosetta che non c’entra niente, se non come i cavoli a merenda, con quanto leggerete, volendo, sotto. Domani pomerigigo si sposa Francesca, una mia nipote. Sarò assente in queste ore “finesettimanali”, a parte qualche commentino dal cellulare. Okay raga’, ciao 🙂
GENESIS
starship

Il guscio trasparente intanto si era attaccato ad una parete del contenitore nel quale l’essere, durante il viaggio, sarebbe cresciuto fino a poter, una volta giunto a destinazione, muoversi autonomamente ed agire di volonta’ propria. Durante il lungo viaggio egli cresceva, i circuiti nel suo cervello si consolidavano e, nel frattempo, nella sua mente venivano riversati dei concetti, delle nozioni.Tante nozioni. Dormiva, e sentiva una voce che gli diceva, fra le tante cose, chi lui sarebbe stato e cosa avrebbe incontrato una volta arrivato in quel lontano pianeta. “Figlio mio- si sentiva dire- mentre il tuo corpo si sviluppa, dentro il guscio ove ora sei, la tua mente sta acquisento, tramite la mia voce registrata e le immagini ed i suoni, ed i segnali subliminali che ti vengono propinati, una conoscenza della natura, del cosmo, del tuo stesso corpo. Al tuo risveglio, una volta giunto su quel mondo, conoscerai tutto quanto ora tu stai imparando, la tua mente cresce con il tuo corpo, la tua memoria si riempie del grande sapere che ti si sta infondendo….”.

 
Intanto l’essere cresceva, fino a raggiungere la capacita’ di camminare sul suolo di quel mondo che ra la sua meta programmata. Sentiva sempre la voce che lo istruiva e che ora gli diceva…”La gente di quel pianeta e’ ancora agli albori, è dotata della nostra stessa intelligenza, ma allo stadio attuale conosce appena il fuoco, e si nutre della cruenta caccia di animale; mentre tu stai possedendo e posiederai conoscenze che sono frutto di lunghissimi periodi orbitali del nostro mondo, da quando noi eravamo come loro; conocsenze acquisite nel tempo dalla razza dalla quale tu sei stato da noi generato ed inpiantato nel contenitore che ora ti ospita, e nel quale tu stai crescendo nel corpo e nella mente.
 
Ma la tua mente dovra’ pero’ fare esperienza li’, in quel mondo. Tu hai un grande compito su quel pianeta, portare la sapienza a quegli esseri, che scoprirai essere molto simili a te, ma selvaggi e privi delle conoscenze della nostra razza. Per questo, ti abbiamo concepito, e per questo tu ora stai crescendo e sei in viaggio verso quel lontano pianeta…”..
 
La voce e le immagnini scorrevano davanti alla mente dell’essere, che ancora cresceva, e sentiva le terminazioni del suo corpo immerse in un liquido, che lascio’ il posto ad un’aria leggera, che lui iniziava ad inalare ed esalare, sentiva un ritmico battito al centro del suo petto, ed i suoi occhi videro l’interno del contenitore, il suo corpo, e da uno schermo vide poi le immagini dell’interno della astronave dove avrebbe fatto i primi passi, toccato le prime cose (conocendole già per induzione) che lo stava portando su quel lontano pianeta.
 
Uscì, il contenitore si aprì quanto bastava per permettergli di uscirne, si trovò davanti un lungo corridoio con un soffitto arrotondato, e delle luci poste sul soffitto e ai lati nelle pareti. Camminava, ora con più dimestichezza, si trovò a percorrere altri corridoi, entrava in delle stanze asettiche, e sentiva un dolce sapore nell’aria. Sapeva che era “aria di quel mondo”, e che lui era predisposto per scelta della sua gente, a respirare. Sentiva fluire dentro di se dei pensieri, molti erano “nozioni apprese” in quella sorta di scienza infusa, altri erano sensazioni, altri ancora erano come degli “ordini”. Girva per l’astronave, perché questo era il contenitore che lo ospitava, come guidato da un comando, pur se era un comando non impositivo. Sentiva di dover entrare in una data tanza, salire quelle scale, stare molto tempo in ambienti pieni di monitors e quadranti, egli prticamente “aveva preso in mano il comando della cosa, del contenitore”. Sentiva di doversi riposare, dopo quella fase esplorativa. Non era una ensazione di sonno, ma un dovere. Guidato da queseto, entrò in un vasto ambiente dove cèera una sorta di capsula, dove egli “sapeva” di dover entrare”. Un sistema avrebbe scansionato il suo corpo, avrebbe calcolato lo spazio intorno a lui. Avrebbe “teleportato quella piccola porzione di sapzio”, con quanto contenesse, ossia il corpo dell’essere.
 
Si addormento’, dopo aver ancora rifissuto e contemplato tutto cio’. Passò ancora molto tempo prima che egli si risvegliasse. Si sveglio, trovandosi a giacere supino in un verde prato. Si alzo’ a sedere e si gaurdo’ intorno. Vide degli alberi, dei fiori, sparute rocce disposte qui e là. . Li riconobbe, per via delle conoscenze che gli furono infuse durante la sua crescita, durante il suo viaggio. Guardo’ verso l’alto, vide uno sfondo azzurro che ammantava tutto, lo sapeva. L’atmosfera di quel pianeta, come del resto quella del suo mondo, colorava di azzurro il cielo. Vedeva una grande luce, la stella di quel mondo. che lo costrinse a chiudere gli occhi . Trasse un istintivo, profondo respiro. Fu in quel momento che, nella sua mente, per un momento si fece nuovamente buio e dentro di lui risuono’ solo un nome, il suo nome: Adam”.
CIAO
Marghian

PENSIERINO DEL FINE SETTIMANA – tempo, maltempo e proverbi sbagliati

TEMPO, MALTEMPO E PROVERBI SBAGLIATI

morningafternoon

Da qualche settimana, ho l’impressione che non sia proprio vero che il buon giorno cominci dal mattino, come recita il proverbio. Questi giorni stanno invece insinuando in me il dubbio che non sia proprio vero che sulla saggezza dei popoli non si possa discutere. Sto pensando di sì, invece, penso che qualcuno (se non tutti) fra gli “ipse dixit” dei secolari proverbi e degli aforismi (che sono poi dei “proverbi anche più recenti e di cui si conosce l’autore”) possa invece essere messo in discussione.

Questi giorni si maltempo qui in Sardegna mi  stanno facendo pensare che il buon giorno non si veda dal mattino, almeno non sempre. Stiamo avendo tutti i giorni delle mattinate niente male. Poi, al pomeriggio, puntualmente da diversi giorni, arriva il mal tempo, si aprono le cateratte del cielo e Giove Pluvio (o Zeus se preferite) si ricorda che in passato era qualcuno e ci lancia qualche fulminetto e qualche tuono per dirci “belli miei, conto ancora ….”. Sì, perché pare che il “Dio di oggi” con le nostre beghe non c’entri proprio nulla, meno che mai con il tempo e il clima. Ogni giorno, di mattina, il tempo è bello, quanto meno accettabile. Di pomeriggio, si guasta (vedi le due foto sopra 🙂 ).

Ecco che il mattino ci dice che è o può essere una giornata bella ma il pomeriggio arriva la smentita. Comunque, a me pare che il proverbio “il buon giorno si vede dal mattino” sia sbagliato. Vediamo piovere, poi esce il Sole; o, viceversa come in questi giorni, esce il sole poi vediamo piovere. IL proverbio è usato anche in senso metaforico (tutti, a dire il vero, sono delle metafore). E’ sbagliato a mio avviso anche come metafora.
Un bambino che zoppica a scuola (“eh, il buon giorno si vede dal mattino…”), poi diventa uno scienziato (ecco la smentita). Il caso più famoso che si racconta è quello di Einstein, ha iniziato a parlare a quattro anni, bocciato alla maturità in cultura generale, ma poi “è uscito il sole”, e che sole.

Nel mio piccolo, qualcosa del genere è capitata anche a me. Bocciato due volte in prima elementare, e ripetuto la terza elementare. Dopo il secondo anno di terza fino alla quinta, il primo della classe. Nelle scuole medie, ero il primo dell’istituto. Per fortuna che, forse, il buon giorno non sempre si vede al mattino.

ACQUA PASSATA NON MACINA PIU’

(ma che…?)

Altro proverbio che io ritengo sballato, ma alla grande, è questo: “acqua passata non macina più”. Non mi sembra che sia proprio così. Tutto si regge sul passato (ne so qualcosa io che lavoro in un archivio), documenti vecchi anche di secoli che contano oggi, che hanno un peso.
“Perché’ non sei venuto IERI a lavorare?”. Andate a dire al principale “ieri? Ma è acqua passata”. A parte questo esempio un po’ giocoso, se ne possono fare tantissimi altri. Scusate se vi faccio un esempio triste: la povera ragazzina violentata da piccola che si porta in tutta la vita le terribili conseguenze traumatiche della cosa. O le conseguenze terribili, a lunga scadenza, di un incidente (mettiamo un permanente danno fisico o cerebrale). Lo psicologo che, se ci vai, ti spulcia il passato”. “Ecco vede,, il suo problema deriva dal fatto che lei, da bambino, ha…”.

Quindi, secondo me acqua passata macina, macina eccome; anzi lascia solchi profondi. Il presente tutto, pensiamoci, il presente tutto si regge sul passato. Noi esistiamo perché’ “le cose sono andate cosi”, saltando un piccolo dettaglio del passato salta tutto. E poi fotografie, le emozioni che ci danno, le emozioni che provano i vecchi quando si raccontano cose passate, l’ascolto di canzoni (che sono opera passata), i ricordi, le grandi opere letterarie, tutto è acqua passata che macina. Con gli esempi mi fermo qui.

Tornando ancora per un attimo all’acqua…presente, la pioggia (che la possino…) , oggi sembra reggere. Da voi com’è? Spero che cambi. A tal proposito, buon fine settimana, ciao 🙂

(Pensierino di Ferragosto)

Marghian

PER GENOVA

“Finche’ ‘o matin crescià de puelu regghegge

Free di ganneffani, e de figge”

“Fino a che il mattino crescerà da poterlo raccogliere

Fratello dei garofani e delle ragazze”

(F. De Andre’)

MALINDA MAI

CREUZA DE MA’, di Fabrizio De Andre’.

Ciao. Ho scelto la versione dei Malinda Mai. Un gruppo sardo, che canta De Andrè, e in dialetto ligure. Come  a voler essere, il mio,  un omaggio, ed un abbraccio della Sardegna a Genova.

Ciao.

Marghian

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

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Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

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camminando insieme a voi.....

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