Aspettando i prossimi post: LA SCOPERTA ATTORNO AD UNA STELLA DELLA COSTELLAZIONE DELLA AURIGA DI UN PIANETA IN FORMAZIONE.

Ciao. A’ rieccoci (su questo blog che, poverino, sto un po’ trascurando). Leggete nel titolo del post: “Aspettando prossimi post”, dato che ho lasciato in sospeso ben tre o quattro discorsetti, come la questione Marte su cui ho da trattare delle teorie sulla possibile presenza di vita redidua oggi; e di vita forse complessa se non addirittura intelligente, in un lontanissimo passato. Ultime rilevazioni fanno pensare che Marte avesse oceani e atmosfera densa meno di un miliardo di anni fa (quindi, un lasso di tempo di quattro miliardi di anni belli e buoni in cui Marte ha avuto la sua bella “placenta”: perche questo è, per un pianeta, l’esistenza di una atmosfera densa e di una idrosfera). Altro argomento che ho lasciato in sospeso, la materia oscura. Invero, di questa ho gia’ trattato, lasciando ancora da fare la parte riguardante l’energia oscura. Qualcosa ancora vorrei scrivervi su una teoria alquanto ardita. La teoria della persistenza, nello spazio cosmico, della nostra coscienza. In “pratica”, l’ipotesi di uno scienziato ateo per il quale “l’anima esiste”, ma grazie alla fisica quantistica. Dentro ad ogni neurone esiste una struttura vuota ma che vuota non e’, il nanotubulo, dentro ciascuno di quali ci sarebbero vibrazioni del “vuoto quantistico” che da funzione probabile e indeterminata, “collasserebbe” in forma di memoria, registrando cosi’ ogni esperienza di quella cellula. Le cellule (del cervello e del cervello cosciente- area prefrontale –  lavorano all’unisono, quindi questi “tubuli” vuoti (si fa per dire)  lavorerebbero sincronizzati come una cosa sola (e costituirebbero un cosiddetto “condensato Einstein- Bose” o “oggetto quantico macroscopico”) che, essendo tutto un fatto di vibrazione e “memoria energetica”  , in qualche modo la nostra “persona psichica”  “sopravviverebbe” al supporto fisico. Questa idea di una sopravvivenza della personalità, della coscienza alla morte del corpo, cosa che spero sia,  è come si sa di natura religiosa e filosofica. Ma uno scienziato ateo vouole crederci ,a modo suo. Si tratta di Roger Penrose, fisico quantistico, supportato in queseta strana idea un certo Emeroff, scienziato anestesista;  sono loro i due teorzzatori del’anima “atea”. Okay, per ognuno di questi post, oltre a postare il link della parte precedente, faro’ naturalmente un piccolo riasssunto di questa. Ma veniamo ad “oggi”.

 

GLI ASTRONOMI DELL’OSSERVATORIO EUROPEO AUSTRALE  (ESO) HANNO SCOPERTO LE TRACCE DI UN PIANETA IN FORMAZIONE

Sul titolo di questa notizia, del 20 maggio scorso, ho fatto ieri sera questo video, “nascita di un nuovo pianeta”. Il video consta di alcune immagini che ho preso da un video sulla notizia, e messe in sequenza in modo  da rappresentare una “zoomata” sulla regione della stella “A-B- Aurigae” attorno alla quale il prestigioso telescopio “VLT” (“Very Large Telescope”) che si trova in Cile, ha scoperto strutture che suggeriscono la neoformazione di un pianeta, o di pianeti, in atto. I pianeti, si formano per “aggregazione” di materia soprattutto gas, ma anche detriti di materiali pesanti, che circondano la stella, così come Saturno è circondato da anelli costituiti da gas, frammenti di ghiaccio e roccia. Infatti alcune “Lune”, fra le quali Titano, per dimensioni (quasi quanto Marte) e atmosfera, è un pianeta, ma categorizzata come “Luna” in quanto satellite di Saturno, e la piu’ piccola “Encelado” (piccola ma interessantissima, circa 500 km di diametro, con un “oceano” sotto la crosta di ghiaccio e fenomeni tipo geyser, sbuffi di acqua e, probabilmente, dotata nucleo roccioso;  e altri piccosi oggetti, fra cui i cosiddetti “satelliti pastori”m sono formate proprio in e da questi “anelli”. Altrettanto accade, a livello più macroscopico, per il formarsi di pianeti. Ecco il video. Ci ho fatto anche una musichetta. Non e’ Morricone, ma, va bin…  🙂

NEW PLANET(S?) BIRTH – LA NASCITA DI UN NUOVO PIANETA (O PIANETI?)

Allora, l’articolo comincia con queste parole: “Milano, 20 mag. (askanews) – Gli astronomi dell’Eso (l’Osservatorio Europeo Australe) potrebbero aver trovato le tracce della nascita di un nuovo pianeta. Alcune osservazioni realizzate con il VLT (Very Large Telescope) in Cile, infatti, hanno rivelato gli indizi della nascita di un sistema stellare primordiale intorno alla giovane stella AB Aurigae attorno alla quale ruota un denso disco di polvere e gas in cui gli astronomi hanno individuato una perturbazione, un “nodo” che potrebbe segnare il luogo in cui si starebbe formando un nuovo pianeta.La notizia è stata pubblicata dalla rivista Astronomy & Astrophysics e fornisce indizi cruciali per aiutare gli scienziati a comprendere meglio come si formano i pianeti e sistemi stellari, per capire anche come si sia originato il nostro sistema solare.AB Aurigae è una giovane stella bianca che si trova a 520 anni luce dalla Terra nella costellazione dell’Auriga. La regione in cui si vede il “nodo” giallo e brillante vicino al centro della nuova immagine di AB Aurigae, che si trova a una distanza dalla stella pari a circa quella di Nettuno dal Sole, è uno dei siti in cui gli scienziati ritengono che si stia formando il nuovo pianeta…”.

Okay. conosciamo meglio, la protagonista di questo evento, la “STAR”.

A – B AURIGAE

L’Auriga è una costellazioine facente parte del cielo Settentrionale, ma in viisbile anche dall  dall’Emisfero australe.  E’ definita una costellazione “moderna” che faceva gia’ parte di un catalogo redatto da Tolomeo (secondo secolo dopo Cristo), nome conosciuto  ai piu’ per essere stato il “rivale virtuale” di Galileo -“rivale virtuale” in quanto il primo è nato secoli prima dello scienziato pisano, ma anche rivale virtuale di filosofi della antica Grecia che avevvano capito che e’ il Sole che sta al centro…- – : “la Terra al centro del Sole” (sistema tolemaico, appunto, e aristotelico, su di Aristotele si diceva, e sicuramente fu detto anche a Galileo,  “ipse dixit”, “Lui  lo ha detto”, Aristotele aveva “sempre ragione”, non fu un profeta biblico ma in linea con i profeti biblici o meglio, in linea con i loro successivi interpreti ). Fra le oltre quaranta costellazioni catalogate da Tolomeo, c’e l’Auriga. Tutti conosciamo per nome, la stella Capella che ne è la capostipite, ma maggiore in brillantezza. Particolarmente visibile nei mesi autunnali, la costellazione del’Auriga è, in questi mesi, un riferimento per la localizzazionie di altre costellazioni e stelle. Un vero faro celeste, insomma. Ma non è Capella, a interessarci in questa sede, bensi’ un’altra stella, distante 520 anni luce da noi, denominata A-B Aurigae, dove queste lettere indicano la categoria di stelle di “pre- sequenza principale”, in quanto non entrata ancora a far parte delle stelle che hanno la sintesi nucLeare idrogeno>elio. . E’ già nota la presenza attorno a A-B Aurigae, di un disco di polveri e detriti vari, infatti lessi altrove che “ospita al suo interno dei cospicui addensamenti, che secondo gli astrofisici potrebbero rappresentare le fasi precoci della formazione di pianeti e di nane brune (?! ci arrivo…). Esisterebbe poi anche un compagno lontano della stella, come la storia della nostra stella Nemesi, o del Pianet  X, mai trovati. Allora, se cia’ si sa che A B Aurigae ha questo disco protoplanetario, se gia’ si sa che questa stella e’ ricca di materiali come il calcio e altri elementi, dove sta la notizia? Semplice studio piu’ approfondito, infatti gli astronomi dell’ESO E NON SOLO LORO conoscevano si’,il disco di accrescimento, questa corona circcumstellare, ma in essa hanno visto un “grumo”, l’articolo lo definisce “nodo”. Perche’ questo fa pensare che un…pianeta nascente ci sia. Pianeta, o “nana bruna”.

Ecco, è prematuro sapere se “sra’ maschio o femminuccia”. Scherzo, se sara’ un pianeta (poi, che tipo di pianeta? Come Giove o Saturno? Come la Terra?), o una stella “nana bruna”. Ecco cosa è una “nana bruna”. Nell’aspetto, immaginate un “Giove”, ma dieci volte piu’ grande. E’ infatti un oggetto “tipo stella”, ossia gassoso, non vi si puo’ atterare come nemmeno su Giove; ha il 7 o l’8 per cento della massa del Sole, ma 80 volte la massa di Giove! la massa minima, piu’ o meno, oltre la quale si deve andare affinche’ abbia luogo la fusione del’idrogeno in elio, fenomeno che e’ la “patente di stella”. Mentre, i pianeti gioviani hanno un range di massa da una massa gioviana a 13 masse gioviane. Oltre si hanno le sub -nane brune e le nane brune. Cone si sostentano le nane brune? Allora, le stelle per “sintesi nucleare” e per la contrapposizione della forza gravitazionale: la fusione nucleare tende a fare scoppiare la stella, la gravita’ dice “no..”, e la stella tende a cadere su se’ stessa, e complessi meccanismi di convezione avvengono fra il nucleo dove avviene la sintesi vera e propria e la superficie della stella che “sfoga” in brillamenti, flare-fiammate-, spiculae-zampilli-, macchie – aree “piu’ fredde” di forti campi magnetici, lo vediamo dal Sole. Le “nane brune” invece ubbidiscono ad un meccanismo che fu capito da Lord Kelvin e un certo “Helmoltz” di cui mi sfugge il nome. I due capirono che, stelle di questo tipo traggono energia da una contrazione di compensazione di energia dovute al raffreddamento del “guscio superiore”, tipo “la pelle mi si raffredda, mi contraggo a che del calore le arrivi”.  cosi’ facendo, questo tipo di stelle riesce a sintetizzare elementi quali, ad esempio, il deuterio e, a masse piu’ grandi, il litio. Per inciso, in piccolo anche per Giove succede qualcosa di simile. In dettaglio non so, ma so che Giove da’ piu’ energia di quanto non ne riceva dal Sole. Una stella mancata insomma. Fra l’altro, tra le ormai alcune migliaia di pianeti di altre stelle già belli e formati che sono stati scoperti, i pianeti “stelle mancate” come Giove sono i piu’ numerosi. E i pianeti come la Terra? Sono di meno? No, non sono di meno. I pianeti gioviani sono i piu’ grossi, e disturbano la stella madre, facendola oscillare e oscurandone la luce; e si scoprono quelli piu’ vicini. Un pianeta come la Terra, per giunta alla distanza “giusta”, è piu’ piccolo e la stella madre non ne viene disturbata. O troppo poco, per i nostri attuali mezzi di indagine.

Quindi, attorno a questa stella della Auriga, sta nascendo (almeno) un pianeta, o tipo Giove, o tipo Terra- e sara’ forse con tanto di lune. O nascerà una stella “mana bruna”. Questo è quanto.

CIAO CIAO

Marghian

BUONA SERATA..CON UNA NOTIZIUOLA (scientifica) – Qualcosa di nuovo sulle maree

LE MAREE LUNARI. UNA COSA RISAPUTA DAI NOSTRI PIU’ ANTICHI PROGENITORI

Pur facendo un po’ di confusione (gia’ in vigna, con mio padre, mio zio e qualche loro compare che me ne parlavano, mi accorgevo di qualche inesattezza, ma non volevo turbare la lor “antica sapienza”), i contadini e ancor di piu’ i pescatori, la sanno lunga sulle maree. Ma c’e qualcosa di nuovo.

Ciao. Come faccio spesso, dò una sbirciata veloce alle “news” sul web, Tiscali in primis. Le notizie di carattere scientifico hanno, piu’ di altre,  il potere di attirare in modo particolare la mia attenzione. Così come la Terra attira la Luna, ed è questo l’argomento. Ma la Luna non subisce, nel suo piccolo “attira a sè la Terra, o almeno ci tenta, riuscendo almeno a ruotarle attorno. Di questo si tratta. Ma…(?!!). Capisco il vostro stupore, non è una notizia recente. Posta così in queseti termini, in generale, no di certo. Ma c’è un particolare, e questo ha datoin queste ore alle maree lunari il carattere di “news”, di cose nuove, appunto. Già il titolo dell’articolo (di cui vi riporto qualcosa, come sempre a parole mie), ve la racconta bene:

LA LUNA DEFORMA LA CROSTA TERRESTRE

Lo dimostra per la prima volta una ricerca italiana

Così titola la redazione di Tiscali. Al titolo segue -c’era da aspettarselo- , una nota campanilistica: “Lo dimostra per la prima volta una ricerca italiana”. Okay, vado. Una cosetta prima. Io pensavo di mio già da anni questa cosa. Ma una idea deve essere confermata da esperti se formulata da esperti, figurarsi una mia intuizione giovanile. Pero’ è bello, dai.  Gli esperti a loro volta, devono sentirsi sicuri, con studi e ricerche atte a comprovare, con metodo scientifico, con prove e riprove, se ‘sta cosa è vera oppure no. Anche le scoperte che avvengono per caso (dette “scoperte di serendiping” ) devono essere avallate dalla riproducibilità: se un fatto avviene una sola volta, non è riproducibile, non vale come scoperta (Galileo faceva cadere dei pesi piu’ volte – non dalla Torre di Pisa, ma nel suo laboratorio-) . Quindi, le prove.  Figurarsi pensarlo soltanto.

La questione è questa: conosciamo tutti le maree, che sono provocate dall’influsso gravitazionale della Luna (lasciamo stare gli altri influssi di Selene, che di scientifico hanno poco) e in minor parte del Sole pur se questo ha un milione – o più, o quasi – di volte più massa, e quindi molta più gravità della Luna, gravità che altro non è che la curvatura data allo spazio – tempo circostante dalla massa di un corpo, ma dista quattrocento volte di più della Luna, ed ecco che la Luna, seppure più piccolina, essendo a noi più vicina, la fa da padrona. La Luna gira intorno alla Terra. So che lo sapete 🙂  ma va considerato che la sua orbita giace su un piano che quasi coincide con quello dell’orbita della Terra –e degli altri pianeti – attorno al Sole, ne differisce solo di una inclinazione di 5 gradi circa, e  senza questa differenza avremmo eclissi di Sole e di Luna tutti gli anni mentre invece le eclissi, di tutti i tipi, avvengono durante il ciclo di saros di 18 anni circa; sappiamo che la Luna, nel girare intorno alla Terra, “attira un po’ a se'” l’acqua dei mari, e dei fiumi e dei laghi ( cosa poco avvertita dal senso comune, in un laghetto, ma c’è, e pesci e pescatori da fiumi e laghi se ne accorgono).

Okay, fin qui nihil novum sub sole, niente di nuovo sotto il Sole – caso di scriverlo- ; ma ora si è scoperto per certo che …anche la crosta terrestre, e in parte l’interno della Terra, subiscono deformazioni tipo le maree, pur se non ci gira la testa perché il pavimento si solleva. Succede, questo, ma per via delle scosse sismiche – dovute, a quanto pare, anche alla attazione della Luna. Ecco il punto; il moto della Luna, con la sua attrazione gravitazionale, agisce sulla “tettonica a zolle” della Terra; le masse continentali quindi, si spostano anche per via della Luna. “Anche”, senza la Luna tali spostamenti non sarebbero nulli. Su Venere sono state trovate due grosse antiche masse continentali, che sicuramente non erano, o non sono, del tutto ferme, pur senza l’influsso di un grosso satellite come il nostro. La Terra inizialmente girava attorno a sè stessa in se o sette ore. La Luna la ha rallentata (non c’e nella notizia che ho letto ieri, ma lo so da altre letture), per marea,  e per un altro motivo detto “conservazione del momento angolare”, la Luna ha dovuto allontanarsi, e ancora lo fa, di qualche centimetro all’anno. Un miliardo di anni fa avremmo visto una Luna grande almeno quattro volte- in apparenza- la Luna di oggi. Una bella coincidenza (?!):  la Luna è quattrocento volte piu’ piccola, in diametro, rispetto al Sole; ma è quattrocento volte piu’ vicina. Per questo, le eclissi di Sole.

le forze mareali sono una potenza,  il centro di equilibrio non è al centro della Terra ma nel cosiddetto “centro di massa”, quindi la Terra ha un “impercettibile” movimento a trottola, e grazie alla Luna, l’asse terrestre punta via via verso un punto diveso del cielo (all’epoca degli Egizi avevamo un’altra “stella polare”), i segni zodiacali non sono sempre gli stessi (astrologi, oroscopi e credenti in essi sono fermi a 2200 anni fa, quando l’Ariete era davvero Ariete, il Sagittario davvero Sagittario, ora non piu’…), e fra 25 mila anni riavremo la stessa stella polare di adesso. Normale che una tale forza- pensavo- non coinvolgesse solo il livello del mare.

Orbene la Terra, in questo modo così sollecitata, si tiene in vita, in senso geologico, vulcanologico, tettonico. E la vita stessa, ne abbisogna. Senza la lava, senza i vulcani, forse non avremmo atmosfera e mari (parte acqua eruttata dai vulcani, parte acqua arrivata dal cielo  in meteoriti e comete). Quel centimetro all’anno di allontanamento- avvicinamento (anche, l’Italia si sta avvicinando alla Penisola Balcanica, la Sardegna è partita dalla “Francia-Spagna” e va verso lo stivale, che le sfugge andando ad Est) delle terre emerse; senza la Luna sarebbe diverso, per dirla in parole povere.

Questa notizia della conferma del coinvolgimento della crosta terrestre nei processi mareali, racconta il servizio di Tiscali, ci viene da una rivista scientifica, con un articolo curato da ricercatori dall’Università “La Sapienza” di Roma.

Sono stati rilevati dati da satelliti di geo localizzazione di sistemi come il GPS, il sistema di satelliti europeo “Galileo”, e di un’altra “famiglia di satelliti” di cui ora mi sfugge il nome capaci insieme “di misurare la velocità tra le placche anche tra stazioni a migliaia di chilometri di distanza”, dice l’articolo su Tiscali.

A queste attente rilevazioni è notevole il contributo della Agenzia Spaziale Italiana, che ha a Matera un centro un “centro studi di geodesia spaziale” , che ha fatto un percorso storico di venti anni, arco di tempo necessario per un confronto considerevole.

Sono state notate delle lente oscillazioni del suolo terrestre, concentrando l’attenzione soprattutto sulle oscillazioni orizzontali (corrispondenti a frequenze basse dei rilevatori) , certificando così la presenza di “maree solide”, così gli scienziati chiamano questi cambiamenti dovuti alla Luna (in analogia con le maree …acquatiche che conosciamo). Le maree solide muovono il suolo sia in orizzontale che in verticale, anche in misura di decimetri.

Questi servizi internazionali, cui contribuisce l’Asi attraverso il suo Centro di Geodesia Spaziale di Matera, hanno accumulato serie storiche di dati su periodi lunghi almeno 20 anni, necessarie per svolgere questo tipo di analisi. I ricercatori si sono concentrati sulle oscillazioni orizzontali del suolo e in particolare su quelle di bassa frequenza. Le maree solide muovono infatti il suolo sia sulla verticale che sulla orizzontale di diversi decimetri.

Gli esperti hanno dato particolare importanza alle oscillazioni orizzontali indicate da basse frequenze, perché’ sono quelle che interessano lo spostamento delle zolle – su cui poggiano i continenti. Si è capito quindi il nesso fra queste “maree solide” e lo spostamento delle placche.

Concludendo. La Luna contribuisce a mantenere attiva la Terra. Girandole attorno, la scuote, agitandone le parti solide e le parti liquide, come la lava sotto la superficie, e l’acqua. Sotto la crosta terrestre, ce’ acqua *cinque volte quella che vediamo in superficie (anche su Marte, stessa proporzione. Che l’universo lavori su certi standard? Che nulla avvenga per caso?).. La crosta terrestre è una spugna. Quindi, i mari e le terre sono mosse dalla Luna. Senza la Luna la Terra non sarebbe così come è. Forse noi non esisteremmo. Ma un momento; questo non significa, come piaci a molti bigotti della scienza e della religione, che se un pianeta non ha una luna che gli gira attorno, la vita non sia possibile. Sarebbe appunto come dire che siamo soli, come a molti piace.

Appunto: “dove troveresti un pianeta che ha una bella Luna che le fa da bilanciere, una Luna delle giuste dimensioni, alla giusta distanza dalla Terra,, con la giusta massa e la inclinazione dell’orbita? Anche per questo la Terra è unica”, dicono cose del genere i negazionisti della universalità della vita (“Venere e Marte sono pianeti morti, anche perché non hanno la Luna come noi…”); e questa cosa della Terra così rara, unica, io non la bevo. Ho da imparare, ma so che i pianeti  sono miliardi. E forse, le leggi della vita, e della natura, sono universali. Non lo penso soltanto io.

Ciao ciao 🙂

 

Marghian

LA PARTE OSCURA E PRFONDA DI NOI, CHE NON ABBIAMO IL CORAGGIO DI MOSTRARE.FORSE PERCHEì E’ LA PIU’ VERA

IL CORAGGIO DI IMMERGERSI NEL BUIO –  E LA FORZA DI RIEMERGERE

LETTERA APERTA

LABOR INTERIOR

il mio cammino interiore nella esteriorità della vita quotidiana

Ciao. Stavo per titolare quanto scrivo “piccolo manifesto”. Nonostante l’aggettivo “piccolo,” mi sembra un po’ “pomposo. Non che il sottotitolo non lo sia, , ma dai..”lavoro interiore”, non è una espressione che usiamo tutti? La usiamo come espressione, magari senza lavorarci. Il mio lavoo interiore lella vita quotidiana- ma, tranquilli, senza notti insonni, non dovete immaginarmi a seguire chissà quale pratica, la sfera di cristallo, con in mano un libercolo per evocare gli angeli, magari al lume di candela in soffitta (per completare il quadro), santi e santini…no, semplice pensiero, e vita… 🙂 E siccome si associa spesso il “lavoro interiore” con l’isolarsi in solitudine, preciso che la quarantena non c’entra. Ho sempre trovato cinque minuti per riflettere, il resto della giornata per agire. Normalmente.

“Labor interior”. Cosa intendo?

Ah, sapete che “labirinto” deriva da questa espressione latina? Almeno così dice una “fonte” (l’etimologia è una materia molto aleatoria). Sì, “labirinto”, dalla contrazione di “labor” e “interior”, “lavoro interiore”. Ci sta a pennello.

Non intendo , con questa nota scrivervi che mi sono ingarbugliato, a proposito di labirinto. E’ un lavoro interiore sereno, il mio, senza trascurare nulla della vita quotidiana, né tanto meno isolandomi da ciò, e da chi mi sta attorno, il coloro che chiamiamo “il nostro prossimo”.

Il mio “lavoro interiore”, come ho anticipato, non ha niente a che vedere col misticismo, né tanto meno con lo sposare acriticamente questa o quella credenza, e sono scettico sui sedicenti profeti di oggi, e considero con altrettanto beneficio di inventario anche certi profeti di ieri. Un lavoro interiore da “autodidatta”, il mio, senza nessun formalismo religioso . “ahi ahi ahi”, mi direbbe la mia religiosissima madre, se fosse “fisicamente” presente, dato che divenni “non osservante” (dubbi, perplessità sorte per via del pensare..) qualche anno dopo che ella cambiò piano di esistenza, dal quale, sono convinto, ora comprenda questo suo figlio dubbioso che vorrebbe credere e capisca che non essere formalmente religiosi non è poi tutta quella cosa grave che, in “vita”, riteneva tale . Chi abbandonava la pratica religiosa per lei era un apostata, poco ci mancava, pur continuando a volergli bene (disse a un mio amico “guarda –omissis-, ti voglio bene come a un figlio, ma che tu non creda..cambia idea, dai retta alla signora Assunta, credi….), eh, porella, figlia del suo tempo anche lei. Ma vi garantisco che convinzioni radicate e saggezza, possono anche andare insieme. Ne sono testimone diretto.

– Diciamo, che il mio “lavorio” (termine che richiama al logorio, ma non è cosi’…) si basa su quella cosiddetta religione naturale- per me l’unica e vera- abbinata a relative (o relativamente relative) considerazioni filosofiche, parte mie, parte copiate, e condivise. copiate da Socrate per esempio, e dal mio buon Cartesio, per (altro) esempio, con il suo- a me tanto caro- concetto della suddivisione del tutto nella dualità fra res extensa- cosa estesa, l’universo- e Res cogitans- Cosa pensante (Dio, o l’Anima Mundi, da cui deriverebbe “per logica filosofica” anche l’esistenza della nostra anima come qualcosa di trascendente nella sua sostanza, e che che vada oltre il concetto meccanicistico della energia che appunto “anima” …un corpo). Ma anche Buddha, e Cristo, entrambi virtualmente ( per via di epoche e contesti differenti) concordi nel valorizzare ogni anima, e nell’invito a ciascuno di noi a valorizzarsi. “Accettati così come sei”, è infatti un comandamento – che io preferisco chiamare consiglio- che molti sacerdoti, quando ero praticante, mi dicevano. A questo, principalmente, sto lavorando (ah, su questo, Il mio range di miglioramento è ancora lungo, “ho miglia da percorrere, prima di dormire”, per dirla col poeta Robert Frost); e alla ricerca della sempre maggior convinzione- per me moooolto importante- che la vita non sia questa sola. Importante in quanto, con la finitezza assoluta, ogni percorso di vita sarebbe vano. Mi perdonino i nichilisti fautori de “carpe diem”, “vivi finché ci sei” (perché la vita è questa sola…), chiedo scusa a vossia; perché tanto poi, la mia è una opinione strettamente personale e, in quanto opinione personale, opinabile. E senza alcuna pretesa di essere nel vero. Anche perché, chi si crede nel vero, non opera nessuna ricerca, né interiore né esteriore. Credersi nel vero è stasi. Dubitare, anche brancolando nel buio, è cammino.

CIAO

Marghian

 

 

QUI, DA UN PO’, SONO FERMO. FACCIAMOLO GIARARE UN PO’, QUESTO BLOG, VA’…. – SASSI CHE VOLANO IN CIELO, PICCOLI E GRANDI. UNO DI QUESTI, PICCOLINO. Ma grande, come una casa…

Ciao. Ho lasciato in sospeso l’argomento “materia oscura”, su questa bella storiella,  sto seguendo le “cronache” e gli sviluppi- ed inviluppi- perche’ le novita’ sono tali che, poco dopo, non sono piu’ novita’ anzi addirittura, sono contraddette e smontate da altre novità. i parla di una nuova particella che la costituisca, l’assione. Spodestata la particella Wimp. Non si capisce se la materia oscura, a quanto sembrerebbe, esistesse prima del Big Bang- allora belli miei, il tempo non inizia nel big bang, nulla puo’ esistere in un non tempo. O forse si’…(???!!), o il tempo non esiste e ciò che chiamiamo tempo e’ solo il passare da una bolla di universo ad una piu’ grande – che contiene “l’istante-fotogramma” successivo”, e qualcosa ancora non chiara. Che non sia chiara a me, okay, ma sul campo delle incertezze se la giocano fior di scienziati. Okay, riprendero’ l’argomento con calma. Intanto, occupiamoci dei sassi che girano in queste settimane vicini alla Terra. Uno, molto piccolo, ci ha salutati oggi. Eccolo.

E QUELLO GRANDE?

NON E’ FRA I PIU’ GRANDI FRA GLI ASTEROIDI CHE CI PASSANO VICINI

MA E’ GRANDE (forse) COME IL MONTE BIANCO

Bello, vero? Non si tratta dell’steroide in questione, ma di un vero asteroide, non un dipinto

QUESTO CI SFIORERA’ IL 29 DI APRILE.

Fortuna che in questo caso, la parola “sfiorare” non è da prendere alla lettera, ma in senso relativo. Fortuna davvero, è grande forse come il Monte Bianco. Andiamo nei dettagli. In ordine.

IL SASSOLINO “PICCOLO” DI OGGI

2020 GH2 è il suo codice fiscale, classe asteroidi NEO, cioè di quelli che passano vicino (near) alla Terra (Earth) nella loro orbita (Orbit). E’ grande, come vi ho anticipato, come una casa, un bel sassolino di dimensioni dai 13 ai 30 metri di diametro. E’ passato a poco meno di 360 chilometri dalla Luna, la quale Luna mediamente sta distante 485 mila chilometri , nel suo avvicinarsi alla Terra e allontanarsene da 360 mila a 406 mila circa, tra perigeo e apogeo.).

Le dimensioni dell’asteroide sono giudicate modeste dagli astronomi, i quali ci tranquillizzano dicendoci che, sotto i 140 metri di “diametro” (la media fra larghezza e lunghezza, dato che gli asteroidi hanno forma irregolare..), mentre sono considerati rischiosi gli asteroidi che si avvicinano alla Terra a meno di sette milioni di chilometri, purché’ abbiano però un diametro superiore ai 140 metri.

Quindi, questo asteroide, stimato fra i 13 e i 30 metri, pur cadendo, si sarebbe sfaldato nell’attraversare l’atmosfera mentre, quelli che hanno dimensioni notevoli, esempio 160 o 200 metri di diametro, sono troppo grandi per disgregarsi del tutto, e ci va bene se la struttura non è compatta (struttura compatta o aggregazione di pezzi più piccoli, sono le caratteristiche possibili degli asteroidi); inoltre, le leggi sulle orbite fanno volare questi grossi asteroidi a 7,8 km al secondo, una velocità tale che forse non darebbe al sasso “il tempo” per toccare il suolo.

Pensate, decine di migliaia di tonnellate di materiale meteoritico cade sulla Terra ogni anno, e non ci accorgiamo, se non qualche volta. In trentino, una volta, un meteorite sfondò il tetto di una cascina in campagna. L’oggetto è stato scoperto qualche giorno fa da astronomi dell’Arizona, Con loro grande gioia. Ha detto uno di loro, un certo Masi, italiano: “questi passaggi ravvicinati sono una opportunità, dal momento che ci permettono di osservare nel dettaglio quella componente più piccola, in termini di dimensioni, della famiglia degli asteroidi, rendendola accessibile ai nostri strumenti per uno studio più approfondito”.

IL SASSO PIU’ GROSSO

Qui, le cose cambiano un po’. Anche se comunque, possiamo stare tranquilli, abbiamo problemi interni più pressanti, come sappiamo. Allora…

29 aprile, data del prossimo passaggio ravvicinato di un asteroide, un evento ritenuto importante dagli scienziati. Anche questo è uno di quelli che intersecano o quasi l’orbita della Terra (questi steroidi NEO sono tenuti sotto osservazione, e ben studiati; non comporta rischi per noi, ma sono interessanti le sue dimensioni. La Nasa, nelle persone incaricate dello studio dell’asteroide, valutano le sue dimensioni in un range che va dai due ai quattro chilometri. Come il Monte Bianco, appunto, se è giusta la stima massima.

Non è una scoperta recente, questo molte bianco spaziale, ma il 12 marzo del 2009 ci passò vicino (sempre alcuni milioni di chilometri..). Ha fatto il suo giro, e il prossimo 29 aprile, ripeterà “l’inchino”. No, non ci porterà’ male la rima con Schettino, dato che ci “sfiorerà'” tra virgolette, passando a circa sei milioni di chilometri dalla Terra. Ma è vicino, pensiamo ai 200 milioni di chilometri che ci separano da Marte, ai 150 milioni di chilometri che ci separano dal Sole. E’ un sorvegliato speciale, l’steroide targato 52768 (1998 OR2), tanto che l’ente che se ne occupa, è detto “centro studi sugli oggetti che passano vicino alla Terra”, “Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) della NASA.
C’è asteroide e asteroide, l’steroide Eros, anche esso un “NEO”, è lungo 36 chilometri e largo 12, e sul quale si posò dolcemente per caso (???!!), una sonda. Ah, sarà visibile dall’Italia, forse anche a occhio nudo, come una stellina che si “sposta” sullo sfondo stellato.
Vorrei scrivervi sul progetto fantasioso di usare una STAZIONE LUNARE, in seno gateway project per lanciare eventuali razzi e sonde anti- asteroide, ma mi sono già dilungato così. Magari, in un ‘altra puntata.

Un’altra cosa ancora. In futuro, dovesse capitare un impatto quasi sicuro, NON sarà come nei film, un appello ad alta voce: “si dirige verso di noi, ma state tranquilli, lo distruggeremo…”. Non ci sarà bisogno di arcobaleni e striscioni con scritto “andrà tutto bene”, né di urla e canti dai balconi “sconfiggeremo l’asteroide..”. Credo che ci verrà detto, qualora capitasse, “a cose fatte”, e dopo molto tempo. Non dopo qualche mese. Forse mai. “E la prossima volta, ce la faremo?”. Credo che questo dubbio di massa, sarà evitato. La paura è cattiva consigliera. Ce ne stiamo accorgendo….

CIAO

Marghian

E L’INTERVALLO, SU QUESTO BLOG, CONTINUA. Ma non voglio che sia un intervallo inattivo. E allora…NUVOLE ED ACQUA SU UN PIANETA DIECI VOLTE PIU’ GROSSO DELLA TERRA

Ciao. Devo continuare il discorso sulla materia- energia oscura, con una seconda parte. Passera ancora qualche settimana, e cosi’, a continuazione di questo intervallo, scrivo qualcosa. Qualcosa di diverso dai discorsi imperanti in questi giorni.  Si scrive tanto- ed è anche giusto – del coronavirus, e di risvolti annessi e connessi di vario tipo (soprattutto sociopolitico e psicosociologico, non solo virologico), e io, mentre ubbidisco alla regola di stare a casa (ma non tutto il giorno, prima delle 18 il caffè al bar, lo prendo, ma soprattutto al mattino verso le 10, di mattina è di turno una ragazza, *figge 🙂 – cioe’ una ragazza davvero *deliziosa, *gentilissima, *a modo; poverella, ha il giorno libero solo di mercoledi’…-Nei nove anni in cui anche io avevo un solo giorno libero, e mai di festivo come lei, parlavamo molto del nostro “problema comune”), vi scrivo su qualcos’altro.

Qualcos’altro di molto lontano da noi: di un pianeta i cui ipotetici alieni, venendo qui alla velocità della luce, impiegherebbero ben 124 anni. Ma..ci saranno virus lì? La scoperta di virus, mettiamo su Marte, sarebbe più importante fra l’altro, della scoperta di batteri. Immaginate una scena, nella prima missione esplorativa umana su Marte: “Guardate, dentro questa roccia che ho spaccato con il martelletto (la speleologia marziana, che bella cosa. Quando sarà?! Non so dove si arriverà, con i robottini…), questi sono batteri…anzi, forse c’è dell’altro, fatemi usare un attimo il microscopio laser portatile? Sono virus! Ci sono anche fossili di virus!”. – “Virus? Ma..allora?”-. Allora c’è o c’è stata anche vita complessa qui, perché’ i virus hanno bisogno di un organismo ospite, più grosso dentro cui annidarsi ed a cui attingere, il batterio no, non necessariamente….”.
Okay, lasciamo stare gli astronauti alla loro FUTURA scoperta su Marte, e veniamo al pianeta oggetto di questo post.

NUVOLE DI ACQUA, E ACQUA IN SUPERFICIE, SU UN LONTANO PIANETA

non le solite nubi di monossido di idrogeno e ammoniaca, come su Venere

ACQUA – E NUVOLE DI ACQUA SULL’ESOPIANETA K218b-

A 124 anni luce dal sistema solare c’è un pianeta che può essere della categoria da poco istituita dei “sub nettuniani”, pianeti poco più piccoli di nettuno ma con le stesse caratteristiche (gas di vario genere e nucleo di ghiaccio e ancor più sotto, di roccia), o alla categoria delle “super terre”. Una super terra è un pianeta dal diametro due o tre o quattro volte maggiore del diametro della Terra ma simile alla Terra per: crosta rocciosa, mantello di magma, nucleo esterno di roccia fusa, nucleo interno di ferro-nichel e forse, come al centro della Terra, una bella sfera di uranio radioattivo (tanto maledetto giustamente ma, nel centro della Terra, guai se non ci fosse! e’ una sorta di “motore” per il pianeta

Ecco, alcuni studiosi più ottimisti di altri propendono per la “super terra”, mentre appunto altri pensano ad un “nettuno in miniatura” (metano, idrogeno e elio, ammoniaca, per migliaia di km in profondità, fino a un probabile nucleo solido.
Abbiamo, a 124 anni luce un mondo alieno – dire l’ennesimo- che sta incuriosendo gli scienziati, perché’, se si tratta di una super terra, e sembrerebbe, ci sono forse le condizioni atte ad ospitare la vita, e forse non solo quella batterica e microscopica in genere. Cosa lo fa pensare? La solita presenza di acqua liquida in superficie, “elemento base” su cui nuotano gli elementi della vita, e si abbracciano, si uniscono a formare proto cellule, cellule, aggregazioni di cellule, etc., come è avvenuto e avviene qui sulla Terra.
Vediamo come stanno le cose: Il pianeta è stato scoperto nel 2015 dalla sonda- telescopio “Kepler “(ecco perché cominciano per K i pianeti scovati dalla sonda), targata Nasa. Orbita intorno ad una stella del tipo “nana rossa” stelle grandi un decimo del Sole ma sono molto numerose e longeve: una stella appunto piccola e “fredda” andando ad irradiare appena qualche centesimo della radiazione e calore del Sole. Ma il pianeta sta molto vicino alla stella, e riceve quindi abbastanza calore.

Il pianeta ha un diametro circa due vote e mezza quello della Terra ed una massa di nove volte (intendiamola, la massa, convenzionalmente come “quantità di materia”, invero è altro, è la capacità di una particella di interagire col campo di Higgs, e nasce dal mondo quantistico e si manifesta macroscopicamente con il “peso” ma di fatto con la gravità, anzi generando gravità, ossia “piegando” lo spazio-tempo…) maggiore: su una gigantesca bilancia, K2-18b peserebbe nove volte quella del nostro pianeta.

K2-18b ha già fatto parlare di sé nel 2019, dopo la scoperta di vapore acqueo nella sua atmosfera, ricca d’idrogeno.
Un gruppo di ricercatori di Londra è convinto che il pianeta sia adatto alla vita, e ha stilato in tal senso il suo identikit, pubblicato su una prestigiosa rivista di settore,”The Astrophysical Journal Letters”.
Ecco l’identikit: Il pianeta orbita attorno alla stella nana rossa (meno di un decimo, o un decimo del diametro del Sole, da 0,08 a 0,8 volte, questo il range), nella fascia detta “goldilocks”, ossia “zona riccioli d’oro, ove un pianeta può ricevere “giusta” energia e “giusto” calore, avere temperature con excursus non eccessivi, e poter indi avere una atmosfera simile alla nostra nonché’ acqua liquida in superficie. Perché’ ci sia acqua liquida infatti è d’obbligo che ci sia anche una pressione atmosferica adegata. Su Marte oggi (questo “oggi” è fondamentale: due miliardi di anni fa forse Venere Terra e Marte erano indistiuguibili per atmosfera, acqua e forse vita) , la pressione è di soli 5, 6 centesimi della unità di pressione atmosferica terrestre, il “bar” (dal greco “barion”, “pesante”). Sulla Terra la pressione infatti è di circa un bar. E meno male, altrimenti niente caffè…- a parte gli scherzi , è fondamentale per la vita come noi la conosciamo; oltre ad esserlo anche il tipo di componenti della atmosfera e la struttura geologica del pianeta, i dinamismi geofisici e quant’altro.

I ricercatori hanno analizzato i dati su K2-18b e, dopo simulazioni al computer, il team di Londra è convinto della presenza di idrogeno nell’atmosfera del pianeta, pari addirittura al 6 per cento della sua massa. Occorrono comunque nuovi dati, e la “prova del nove” ci verrà data dalla futura missione del telescopio spaziale James Webb, il “figlio” di “Hubble”, che nel 2021 verrà lanciato.

Per sapere se K2-18b è davvero un mondo ospitale per la vita, occorreranno però nuovi dati, come quelli del futuro telescopio James Webb, targato Nasa, Esa, Csa – Canada.
Okay, chiudo con le parole di Giusi Micela, dell’Osservatorio astronomico di Palermo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf): “questo studio conferma la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera di K2-18b, e non esclude la possibilità che ci sia acqua liquida anche in superficie.

Ma i dati non sono ancora sufficienti per averne una conferma”. Sono pianeti di altri sistemi solari, e anche solo un indizio (per ora le osservazioni sono indirette, ma le caratteristiche spettroscopiche delle curve di luce”, ai bordi, rivelano degli elementi. Un mero esempio: se lo spettro “esterno” da sul verdastro, “è ossigeno”, o “idrogeno” o “ammoniaca” od altro. Questo è importante. E’ la spettroscopia che ci permette di sapere con certezza che gli elementi, nell’universo, sono ovunque gli stessi. Non solo per i pianeti e le loro atmosfere, ma anche per nebulose, ammassi di stelle e pesino galassie lontane: sappiamo di che cosa sono fatte, se abbondano di metalli, di acqua od altro. Non ci sono altri elementi da scoprire. Si e’ arrivati in laoratorio all’elemento Unumpenthium” (elemento 115, 115 protoni e- forse 115 neutroni; i primi – il numero atomico- danno la “impronta” dell’elemento, l’ossigeno ad esempio ha otto protoni,  il carbonio sei, l’idrogeno soltanto uno,l’uranio ha 93 protoni – e 93 neutroni se è allo stato naturale; se, se ne ha in piu’, abbiamo gli isotopi radioattivi ,l’atomo è piu’ instabile,  qualche neutrone “scappa”, e si hanno le reazioni a catena).

L’osservazione di pianeti extrasolari o esopianeti è per ora solo indiretta, e verte solo su pianeti troppo grandi o troppo vicini alla stella madre. NON siamo ancora in grado, puntando su una stella come il Sole, di vedere un pianeta come la Terra a 150 milioni di chilometri dal suo “sole”. Ma è questa la grande frontiera: i pianeti come la Terra sono miliardi, solo che non li vediamo ancora.

CIAO

Marghian

INTERVALLO– SINE SOLE MUNDI

INTERVALLO

Ciao. Prima di continuare con la seconda parte del post su “materia oscura ed eergia oscura, lascio questo intervallo.  Anche perché, vi anticipo, in queesti giorni pubblichero’ qualcosa sul blog musicale, riguardante anche il mio compleanno, che cade (spero non mi cada in testa, lo scanso…), fra due giorni.  Le parole “altisonanti” latine che ho scritto nel titolo, significano  semplicemente questo:

MONDI  SENZA UN SOLE

Già….

Ho scelto questa immagine di fantasia onde rappresentare una cosetta cui pensavo questa mattina rientrando in macchina da Cagliari: “forse c’è  vita anche nei  corpi celesti illuminati poco dal Sole, o addirittura  non illuminati per nulla da una stella. Ho scelto questa immagine perché rappresenta bene  il per me – e non solo -verosimile paesaggio di un pianeta (o luna di un pianeta) lontano dal suo “sole”; tale scenario potrebbe esistere addirittura in un mondo senza un sole. Esistono, infatti, pianeti orfani di una stella madre. Mondi ghiacciati, ma non è detto: molti di questi potrebbero avere una fonte di calore interna, e tale calore diffondersi tramite una atmosfera generata da tale calore che renderebbe gassosi gli elementi quali CO2, ossigeno, azoto… L’atmosfera, così formatasi, potrebbe assorbire il calore interno e che fuoriuscisse  da “spaccature” che eruttano materiale caldo, da caldere vulcaniche;  ci sarebbe quindi vulcanismo “caldo” e non solo quel “criovulcanismo” (vulcanismo “freddo”), contemplato per questi luoghi freddi, e di fatto osservato,  come i “geiser” di acqua liquida e gassosa sulla piccola luna ghiacciata Enceladus,   di Saturno , trattenere tale calore senza farlo disperdere nello spazio e, per convezione (con i moti delle correnti), distribuirlo più o meno uniformemente in tutto il pianeta- o corpo satellite di questo-. Perino la luce sarebbe presente- aria surriscaldata, od eccitata, come nel gas “neon” delle illuminazioni di questo tipo. Infatti, non a caso nella immagine che ho scelto si vede proprio qualcosa tipo le aurore polari. In questi mondi solitari potrebbe esistere anche la vita e, forse, non solamente microbica. .

*Scusate l’audio, avrei dovuto far risaltare meno i bassi. I rumori esterni, con il vento –mannaggia – che fa vibrare le finestre -, aiutano magari  a immaginare le turbolenze che in questi mondi potrebbero esserci. Mondi forse tutt’altro che privi di dinamiche.

Per la didascalia, “tutto schermo”

 

Ciao… 🙂

 

THE DARK SIDE .OF THE UNIVERSE – LA MATERIA OSCURA – PARTE PRIMA

LA MATERIA OSCURA, QUESTA SCONOSCIUTA

PARTE PRIMA

Non tutto cio’ che esiste si vede. E non tutto cio’ che si vede, esiste

(Marghian)

Ciao. Quando poco si sa su di una questione, su di una determinata realtà, diciamo che questa cosa ci è in gran parte oscura. In nessun caso tale espressione risulta più appropriata di quanto non lo sia rispetto all’universo. Certamente, l’universo è grande, misterioso, quantitativamente immenso fino a far parlare di centinaia  di miliardi di galassie, e qualitativamente vario al punto tale di non avere acquisito, ancora oggi, una idea di quale e di quanto vasto possa essere il campionario di oggetti che lo costituiscono: un vero “bestiario” di oggetti che vanno dal micro meteorite che contiene una buona percentuale di oro e platino, oltre ai “soliti” ghiaccio e silicio e carbonio e minime quantità di iridio, uranio, ecc., a globi grandi dieci volte la Terra, a pianeti che vagano senza un Sole, a sistemi solari impossibili- cioè, ritenuti tali fino a qualche decennio fa- con pianeti che ruotano attorno a due, tre o più “soli”-; da stelle talmente grandi che se poste dove sta il Sole raggiungerebbero l’orbita di Giove (es.: Betelgeuse in Orione, che sembra sia una stella morente, sta quasi per esplodere in supernova, ma accadesse adesso, ce ne accorgeremmo fra 600 anni); da stelle fredde con poche decine di gradi in superficie (?!) ad altre come il nostro Sole, che sono a miliardi, a stelle ancor più numerose ma da 0,08 a 0,8 volte la massa del Sole, le più numerose ma le più longeve (non è stata ancora “vista” una stella morta di questo tipo-ah, nana rossa-; piccoline piccoline, hanno pianeti come la Terra, come Giove e “pale di ghiaccio” che sono i loro pianeti più distanti (queste stelle irradiano 1decimo  della radiazione solare, ma su pianeti vicinissimi, che sono potenzialmente abitabili se hanno un “anno” di pochi giorni o settimane). Potenti getti di acqua sono stati visti in molte zone dell’universo, e inoltre i terribili buchi neri, da tre o quattro volte la massa del Sole a sei miliardi e passa di volte la massa del Sole. Normale che l’universo ci sia in gran parte oscuro. Ma io non mi riferivo a questo senso (sistemi solari che non scopriremo mai perché’ su altre galassie, e sono milioni di miliardi). L’univferso ci è in gran parte oscuro nel vero senso della frase: è fatto per la maggior parte di materia oscura, davvero oscura per i nostri occhi, e perfino per la realtà aumentata mediante telescopi e radiotelescopi. D materia oscura, e di energia oscura. Non nel senso che non sappiamo quanta materia l’universo contenga, non perché’ non sappiamo quanta energia sia in gioco fra gravità. Luce, raggi gamma e forze nucleari di tutte le stelle. Ma perché’ davvero questa materia e questa energia sono letteralmente ALTTRO, rispetto alla materia e alla energia che conosciamo, e che vediamo. E al vediamo davvero, sebbene non tutta. Dimentichiamoci di trovare nelle lontane stelle o galassie “altri elementi chimici”. No, seppur ignoranti, gli elementi dell’universo li conosciamo tutti. Non si tratta nemmeno di elementi sconosciuti ne’ di forze sconosciute (vi ricordo che le forze sono gravità, elettromagnetismo, e le forze nucleari forte e debole). Si tratta proprio di un’altra materia “altra” che non si vede, sotto nessun riflettore- ne’ ottico, ne’ radio, ne’ di altro tipo -. Tutta la luce e la radiazione di tutti gli ammassi di galassie dell’universo, potessimo vedere a fronte sferico, ci mostra solo il 4 o il 5 per cento de dell’universo. Il resto è queste due cose, materia oscura ed energia oscura. Il 26 per cento la prima, il 74 per cento la seconda. La materia visibile, è solo il 4, oppure 5 per cento. Sappiamo solo due cose sulla materia e sulla energia oscure: la materia oscura manifesta, al pari della materia ordinaria, gravità: crea gravità secondo Einstein (ogni massa piega lo spazio-tempo), e la subisce, proprio come la materia ordinaria. Altra cosa che sappiamo, è che l’energia oscura fa una cosa bellina bellina. Su larga scala (almeno sappiamo che su larga scala produce effetti quantificabili), l’energia oscura è ANTI..GRAVITA’. L’universo ha una espansione accelerata, per via di una forza che PREVALE  sulla gravità, a livello globale. Questa precisazione è importantissima. Perché due pianeti possono attrarsi fra loro, per gravità (se la terra non cade sul Sole, gravità diecimila volte maggiore, è solo perché si muove a velocità sufficiente, durante l’anno); persino due galassie o più si possono attrarre fra loro; anzi, lo fanno. Andromeda e la nostra galassia si avvicinano, e si “toccheranno” (ma solo qualche rara stella, colliderà con un’altra) fra tre miliardi di anni e nel tempo si fonderanno in una sola; è su larga scala, in termini di milioni di ammassi di galassie, è nell’insieme che l’universo si espande! E lo fa, pare, per una forza che contrasta la gravità come noi la conosciamo. Per questo si pensa ad una misteriosa forma di energia oscura. Ora, io ho citato a intermittenza materia oscura ed energia oscura, gravità e antigravità (o l’effetto che sembra manifestare tale misteriosa energia); ma voglio arrivare alla questione centrale, ossia cosa sono materia oscura ed energia oscura, e soprattutto PERCHE’ gli scienziati, affinché’ i conti tornino nel cosmo, sentono “il bisogno” di rifarsi a queste due cose: perché deve esistere, un surplus di materia, per giunta notevole, oltre a quella di stelle e pianeti ed ancora perché deve esistere una forza che si opponga, e di molto anche, alla gravità facendo espandere l’universo in maniera persino accelerata? Perché si pensa all’esistenza di materia oscura ed energia oscura? Non basta la materia che si vede, o che comunque sappiamo che esiste, quale quella che costituisce pianeti, stelle, polvere interstellare (soprattutto idrogeno ed elio, ma in esse ci sono tutti gli elementi), buchi neri? Perché’ la materia oscura NON E’ l’insieme di queste cose – anche se non vediamo i pianeti di altre stelle e molte nebulose sono di fatto oscure-, ne’ tanto meno vediamo i buchi neri, o quelle quasi stelle che in quanto troppo piccole non si accendono mai e che sono le nane brune. Non sono nemmeno i neutrini, particelle di massa quasi nulla e di fatto “oscuri” per noi ma quel con quel “quasi” che, se sommiamo insieme tutti i neutrini di cui miliardi colpiscono in un secondo ogni singolo centimetro quadrato della nostra pelle attraversando tutto il nostro corpo e persino tutta la Terra e di cui pochissimi si incastrano nella materia, per cui i rilevatori sono situati nelle profondità della roccia o del mare; se li sommiamo, formano una massa capace di “incidere” sulla gravità universale. E si è pensato anche ai neutrini come “candidati” per la materia oscura. Ma i neutrini non incidono abbastanza; nemmeno se la loro complessiva azione (gravitazionale, sempre…) si sommasse a quella di pianeti, nebulose oscure, buchi neri e nubi di comete che SICURAMENTE, in analogia con la “nostra” nube di Oort che circonda il sistema solare, con miliardi di comete e asteroidi. Non è sufficiente a giustificare come la materia visibile, così poca, si tenga così bene insieme, nelle sue strutture di base che sono, ai fini del nostro discorso, le galassie, gli ammassi di galassie, e le stelle periferiche delle galassie, “troppo veloci” per una gravità fatta solo delle sue stelle. Allora, come nasce l’esigenza di vedere se esistono la materia oscura, che sembra “occupare” il 25 o 26 per cento di tutta la materia dell’universo, e l’energia oscura, che rappresenterebbe il 75 per cento della materia- energia dell’universo, lasciando al dominio dell’universo visibile solo il 4 o il 5 per cento? Cominciamo dalla “materia oscura”.

MATERIA OSCURA. PERCHE’ SI RITIENE CHE ESISTA?

Semplicemente, perché la materia oscura è necessaria. La questione parte, per quanto riguarda la materia oscura o gli effetti attribuiti teoricamente alla sua presenza, in particolare, per via del fatto che sono state sperimentalmente riscontrate delle forti anomalie nel moto di rotazione delle galassie, specie quelle a spirale come la nostra o la “sorella” Andromeda e ancor più strano sembra essere il comportamento di insieme nella galassie negli ammassi, ammassi di decine o centinaia o migliaia di galassie con una disposizione ed un comportamento reciproco non giustificati dagli standard basati sulla materia visibile, intendendo per “visibile” anche quella materia che compone oggetti “non luminosi” come i pianeti stimati come esistenti nel cosmo.

QUALI SONO LE ANOMALIE IN GALASSIE E AMMASSI DI GALASSIE?

La nostra galassia compie un giro su se’ stessa in circa 250 milioni di anni

Troppo velocemente, perche’ rimanga stabile strutturalmente

galaxy

Le anomalie non sembrano essere giustificabili con un modello che consideri solo la materia visibile e conosciuta. Occorre molta piu’ massa. E sembra eserci.

 Le galassie ruotano “molto velocemente”, relativamente – in 250 milioni di anni la nostra-  riuscendo comunque a “non sfaldarsi” in periferia, perdendo stelle, con i bracci a spirale che mantengono invece la forma costante, e questo è strano per una gravità che, senza quella aggiuntiva della materia oscura, diminuisce per legge fisica con il quadrato della distanza dal centro con le stelle periferiche che ruotano “troppo veloci” per restare dove stanno, nell’orbita, e la galassia che si mantiene bella tranquilla. La materia oscura sarebbe disposta “sfericamente” ad avvolgere la galassia o gruppo di galassie,  e non solo “sul piano del disco galattico; si e’ pure pensato a galassie a doppio disco, materia-materia oscura. Lo pensa la scienziata statunitense Lisa Randall. Altro fenomeno importante è questo: una galassia, o un ammasso di galassie, posta fra noi e un oggetto lontano (galassia o ammasso) devia con la sua gravità la luce dell’oggetto lontano di modo da farcelo vedere, se è una galassia, come “più galassie” pur essendo una sola, o addirittura queste  “galassie fantasma” sembra quasi si “tocchino”, a formare un “anello di luce” come aveva previsto Einstein, con la sua idea di lente gravitazionale. “Un anello di luce”, cosa che può succedere –dicono gli scienziati da calcoli e simulazioni – solo se la materia oscura è distribuita in un alone circondante la galassia o l’ammasso di galassie (cluster. Cosa è la materia oscura, cosa può essere?

Una materia che è materia, perché genera gravità e per farlo possiede per forza della massa (solo una massa curva lo spazio-tempo);  Non si sa di cosa sia fatta la materia oscura, si ritiene possano esistere particelle di grande massa ma che non interagisca, se non molto debolmente, con la materia ordinaria.  Particelle ipotetiche dette per  questo “particelle debolmente interagenti dotati di massa”, “Weakley Interactive Massive Particles, o WIMP. Pur se non si è tanto sicuri delle WIMP. Sono stati considerati come “candidati” anche i neutrini, essendo di fatto “oscuri” in quanto di massa molto piccola, i neutrini nascono dalle fusioni nucleari nelle stelle, sono associati ad altre particelle (neutrino elettronico perché’ va con l’elettrone, neutrino muonico perche’ con il mu-mesone, ecc.), ci arrivano dal Sole quasi alla velocità della luce. Ma la loro massa, troppo esigua, ha fatto dubitare. Si è pensato alla particella ipotetica detta “neutralino” (qui però bisogna verificare la teoria della super simmetria dell’universo, con le “s- particelle”- per vedere se i neutralini esistono, insieme ai s-elettrni, s-quark; è la teoria del super mondo a 43 dimensioni, mentre il “modello standard”, senza la materia oscura, ne contempla 11… (ogni particella ha la sua  s-particella con caratteristiche opposte (non c’entra l’antimateria), dove per esempio se l’elettrone del mondo che conosciamo  è un fermione (cioè con caratteristiche stabilite da Fermi e Dirac come  la “rotazione”  considerata parziale o frazionata ),  il s-elettrone è un bosone (con caratteristiche rispondenti alla cosiddetta “statistica di Bose”. Come lo spin- rotazione- intero). Eh, qui si entra in terreni un po’ in salita. Basti sapere che queste teorie erotiche davvero  “per esperti “depongono ora a favore, ora a sfavore della materia oscura, e della sua necessità di esistere, come vedremo.       

La materia oscura sembra comunque interagire fortemente con la materia conosciuta, ma come gravità non come “contatto fisico”- non ci sono collisioni visibili ordinariamente fra  materia e  materia oscura-, le particelle della materia oscura attraverserebbero letteralmente la materia ordinaria e viceversa, e attraversando la materia ordinaria, non sarebbe rilevabile da strumenti- fatti di materia ordinaria-. Si ritiene, in via puramente teorica, che la materia oscura possa essersi generata in quantità industriale – direi, 26 per cento contro il 5 per cento della materia normale –   con il Big Bang, si pensa addirittura prima! Prima del big bang sarebbe esistita una cosetta simile ad una sfera piccola come un atomo e “palpitante”, indecisa ad espandersi da non so quanto tempo- Stephen Hawking: “una singolarità senza mai un inizio!”- , con una “zuppa” ove coesistevano particelle di materia, “quasi eguale” antimateria, e materia oscura, che sembra fosse li’ pronta per la futura “coesione” fra le galassie e delle galassie: una colla insomma; Annullata ( –o no? Non del tutto? Espulsa in un “anti universo speculare al nostro? -) l’antimateria per un piccolissimo sbilanciamento iniziale, la materia oscura è “cresciuta”- non in quantità, ma in espansione, insieme  con la materia che da quark e gluoni (ah, questi tengono insieme i quark di un protone e di un neutrone)  si è poi in frazioni piccolissime di secondo, il tutto “nei primi tre minuti”  organizzata in atomi, idrogeno in primis,, e da questi per sintesi nucleare nelle stelle, gli elementi che conosciamo, espulsi ovunque da immani esplosioni di supernova; la materia oscura poi che ha convissuto da sempre con la piccola percentuale di materia ordinaria, ma  non visibile con alcun mezzo conosciuto, solo  per l’attrazione gravitazionale, dunque ha massa. Le sue particelle, quali che siano, hanno massa.

MATERIA OSCURA E MATERIA ORDINARIA IN UNA GALASSIA COESISTONO

Lisa Randall. Per lei la galassia ha dentro un “disco oscuro”, che la tiene insieme

Non emette radiazione di nessun tipo la materia oscura (per questo la si definisce oscura), ma si rivela bella efficiente come generatrice di massa. Allora, abbiamo visto a grandi tratti quali sono le anomalie riscontrate- si intende sempre su larga scala, nel sistema solare la materia oscura non crea “problemi” , a parte qualche fenomenologia irrilevante riferita ad essa-, in galassie ed ammassi di galassie. La materia oscura in una galassia, esisterebbe “insieme alle stelle”, quindi la galassia sarebbe “un doppio disco”. Ma dagli studi sul fenomeno “lente gravitazionale”, dove una galassia devia la luce di un oggetto più lontano osservato a formare “un illusorio anello”, si deduce che un regolare alone- e fuori dal disco non ci sono stelle-, di massa, o materia. Oscura.

Ecco cosa dice una notizia a proposito della osservazione  degli effetti della materia oscura, e del fenomeno di lente gravitazionale. . Con il telescopio spaziale Hubble, e grazie anche ad un potente telescopio a terra dell’ESO, un gruppo  di astronomi ha osservato la collisione simultanea di ben  quattro galassie nella regione centrale di un grosso ammasso di galassie, ho copiato il nome dell’ammasso, Abell 3827, a circa un miliardo e quattrocento milioni di anni luce, osservando una sorta di “collisione materia oscura con altra materia oscura”! Non attrazione gravitazionale, ma collisione. Ma…fra materia oscura e materia oscura, quasi a voler confermare la sua caratteristica principale, ossia quella di non interagire in nessun modo con la materia ordinaria. Ma, guarda li’, caso volle che questo ammasso Abell 3827 si trovi allineato fra la nostra “visuale” ed una galassia di sfondo molto più lontana. Orbene, l’immagine di questa è stata deformata “ad archi”, la forma “ad anello” della lente gravitazionale di Einstein. Ecco che la materia oscura proprio attorno alle galassie in collisione distorce lo spazio deviando la luce della lontana galassia. Una discrepanza che con la sola materia visibile non è giustificata, sempre stando nell’ambito delle teorie  standard sulla gravità. Okay, nella seconda parte vedremo come è distribuita nell’universo, fra le galassie e non solo attorno ad esse, la materia oscura. Altri punti a sostengo della sua esistenza,  E toccheremo la questione della energia oscura (dalla cui esistenza e “forza” dipendono i possibili destini futuri dell’universo!) . E vedremmo perché, per alcuni, la materia oscura non esiste ma andrebbe invece  rivista la teoria sulla gravità, che su larga scala esulerebbe dalle leggi di Newton e, secondo alcuni, di Einstein stesso. Uno scienziato olandese, in certo senso, lo ha sfidato. C’e’ da vedere poi la strana idea –con tanto di equazioni – che la gravità nasca dal mondo quantistico (gravità a loop, gravita’ quantistica, ecc); attende inoltre conferme la teoria delle stringhe – ogni particella sarebbe una proiezione di una “cordicella vibrante” – , quella delle “spurestringhe”- attraverserebbero l’intero universo-, teoriee che potrebbe cambiare molte carte in talvola…..  Vedremo.

CIAO

Marghian

Anche da questo blog, buon anno – detto 2020

BUON 2020…o buon 2027?

Buon Anno, così non ci sono equivoci 🙂

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Il nostro capodanno visto..”da altri”

IL 2020 esimo anno..”a Christo nato” (“dal Cristo nato”, a contare dalla nascita di Cristo) è cominciato, secondo la trazizione. Secondo la tradizione, perché noi a questa ci riferiamo, per gli auguri e per molto altro.. Ed è giusto, tutti i riferimenti calendariali se ci pensiamo. sono convenzioni. Quindi, tradizionalmente da ieri siamo nel 2020 dopo Cristo. Ma non abbiamo una data certa della nascita di Gesu . E ci sono degli indizi, non pochi, che ci dicono che forse siamo nel 2027, o giù di lì. E non da ieri, ne’ Gesu sarebbe nato il 25 di Dicembre, e neppure in inverno. Tanto meno, alla mezzanotte spaccata, ora in cui facciamo i Brindisi e ci abbracciamo con in intreccio di allegri ed enfatico “auguri”.
Allora…Erode il Grande, il re che ordinò la strage degli innocenti per assicurarsi che Gesù bambino morisse con gli altri bimbi da zero a dieci anni, mori” nel 4 avanti Cristo, e questa è una data storica “traslata” dal calendario Giuliano a questo nostro Gregoriano; ed è verosimile che la sacra famiglia fosse rimasta in Egitto per qualche anno ancora dopo la morte del famigerato re . Pare che Augusto avesse ordinato il noto *censimento (quello narrato nel Vangelo di Matteo), che costrinse Maria e Giuseppe a spostarsi a Betlemme (dove Maria partorì nelle condizioni di disagio che “sappiamo” dalla tradizione; evento questo “sbandierato” “pro Christi pauperitate”, pur se questo non prova che Giuseppe e Maria fossero poveri in canna/ anche una donna benestante può partorire in viaggio, sull’aereo, sul pullman o in nave o in una locanda povera, all’occorrenza) nel 6 o nel 7 avanti Cristo.
Dando poi uno sguardo in anticipo alla prossima Epifania i Magi, chiunque fossero, avrebbero visto forse la congiunzione di alcuni pianeti importanti anche simbolicamente tipo “Giove regalita’c, “Marte fortezza”, e simili, congiunzione che si verifico’ nel 6 oppure nel 7 avanti Cristo del nostro calendario. Non una cometa, la cometa di Halley passo’ nel 12 avanti Cristo; troppo “presto” per il Natale  e gli astronomi, per quella epoca, non ne considerano altre “in circolazione”.

Il nostro calendario cristiano fu messo a punto “in parte” più di 400 anni dopo Gesu, ad opera del mistico e matematico san dionigi (che si defini’ Dionigi il piccolo”, in segno fi umilta’ nei riguardi di altri due “dionigi” che ammirava),  e suoi collaboratori, partendo dall’anno zero (che non esiste, si va direttamente da 1 avanti a 1 dopo cristo), anno zero che Dionigi e suoi fecero coincidere con l’anno 753 “ab urbe condita”, ossia dalla fondazione di Roma, e fu fra l’altro cambiata (forse precedentemente a Nicea) la festa del 25 dicembre,  da quella pagana del dio sole a quella del natale, col ragionamento: “è Gesu il vero Sole”.

Per non dire poi della famosa riforma detta gregoriana, da lui perotata ma effettuata in piu’fasi, prima e dopo Papa Gregorio VII, da lui perorata ma che ebbe il suo “culmine con il matematico Aloysius Lilius che nel sedicesimo secolo nomino’ una commissione per definire la riforma gregoriana “in rispetto di quanto stabilito dal concilio di Nicea del 325 d.C.e si stabili’ altresi’ il metodo per il calcolo della Pasqua tradizionale.

La riforma gregoriana “definitivs” fu proclamata nel 1585. Prima di questa riforma, o serie di riforme, la data del 13 dicembre corrispondeva con il solstizio di inverno. Ci fu uno “scalo”di dieci giorni.

E così siamo oggi. Anno 2020, secondo la tradizione. Pero’, appunto per questo, ogni primo giorno di gennaio comincia per noi un nuovo anno, e davvero ieri la Terra ha iniziato un nuovo giro attorno al sole. Un evento per l’universo banale (vedi alieni sopra 🙂 ), ma per noi importante
Quindi, a conti fatti (da altri, non si sa bene come), tradizionalmente, e sentitamente, buon ..2020, che questo neonato nuovo anno vi sorrida 🙂

Ciao

Marghian

A DOPO LE FESTE -BUONE FESTE

INTERVALLO E SALUTI DI NATALE

Ciao. Per questo post faccio uno  strappo alla mia “consuetudine” di pubblicare i video musicali sull’altro blog,  e pubbllico il video di una canzone (di Natale, è chiaro) per un intervallo ed un saluto – anche –  da questo blog. Da domani sto fuori pese (Torino) fino a dopo Capodanno.

Okay, dopo il mio Adeste Fideles “artigianale”, uno un po’ piu’ professionale. La canta una bellissima ragazza. Ho scelto lei, pur con la massima riverenza per le esecuzioni direi ormai  “istituzionali” di Pavarotti & Friends (intendo qui, per “friends”,  altri tenori celebri, Bocelli, “Il Volo” ecc.).

Commenterò sui vstri post da telefonino.

BUONE FESTE, A PRESTO CIAO

Marghian

21/BORISOV – UNA COMETA DI NATALE VERAMENTE ALIENA

UNA COMETA DA ALTRI MONDI

first interstellar comet

Belle quelle astronavi a forma di siganro. In questo caso no, sono effetti di aberrazione ottica. Ma non significa che, piu’ in generale, queste astronavi  non esistano 🙂  

Ciao. Nemmeno per questo Natale prossimo imminente (e immanente, dato che passa in fretta) riesco a esimermi dallo scrivere di comete, dato che la cometa (qualunque cosa fosse in realtà la cosiddetta la cometa di Betlemme, che forse cometa non era), sta alla tradizione quanto le renne o il bue e l’asinello. Ma il mio spunto di riflessione e di dilettantesca trattazione, non mi viene solo dalla atmosfera suggestiva del Natale. Soprattutto, mi dà un fatto di cronaca spaziale, una notizia di qualche settimana fa, che ha come protagonista proprio una cometa. Le comete sono tutte belle, tutte spettacolari, pur se solo quando il Sole le accende con il suo “vento”(un vero vento, il vento solare ) fatto di luce e particelle- revalentemente atomi di idrogeno, elio, e protoni e neutroni ed elettroni allo stato libero (di cui praticamente il Sole è fatto, e si manifestano quasi come i pavoni, esibendo una chioma che assume anche la grandezza di uno sferoide di 100 chilometri di diametro, ed una cosa di qualche decina, o centinaio di milioni di chilometri, nella direzione oppposta a quella delle particelle solari. Okay, tutte le “stellas cun coa”- come le chiamiamo noi sardi-, le stelle con la coda sono meravigliose. Ma la cometa di questo Natale – ecco la particolarità -non fa parte della nostra famiglia di comete, ossia non viene dalla cintura di asteroidi e comete che sta oltre ben oltre Plutone ma “disposte” a ciambella attorno al Sole; e nemmeno dalla immensa “nube di Oort”, un bellissimo sferoidale del diametro si pensa di quasi un anno luce che avvolge tutto il Sistema Solare. Questa cometa viene da un altro sistema solare. Conosciamola meglio.

 

borissov comet

Immagini ottenute sulla cometa. A fianco, la chioma e la coda raffrontaata alla Terra

E’ la cometa denominata 2I/Borisov, dal cognome dello scopritore. E’ stata “avvistata” quest’anno, il trenta di agosto. , che viene da oltre il sistema solare. Il 22 è Solstizio d’inverno, giorno più corto dell’anno. Sarà possibile osservare chiaramente la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Luca Parmitano – la ISS come cometa di Natale artificiale J . – Ben visibile soprattutto l’8 e 9 dicembre scorsi, la cometa “aliena” 2I/Borisov ha una gigantesca coda bianca che si estende per 160.000 chilometri di lunghezza, ossia oltre 12 volte il diametro della Terra, pensate. Questa sua caratteristica è stata osservata da astronomi della Università di Yale e nelle Awaii. Già a ottobre, a 2 mesi dalla coperta, la cometa è stata per così dire “messa a nudo”, ben vista dal telescopio spaziale Hubble, e ha raggiunto la sua massima vicinanza al Sole l’8 del mese in corso, il giorno della Immacolata (anche la nascita di Maria accompagnata da una stella cometa? O una astronave le diede un passaggio qui sulla Terra? Scherzo ). Il mese scorso sono state effettuate le valutazioni da parte degli scienziati sulle sue caratteristiche in termini di coda e chioma., la cometa quindi avvolta da un velo bianco splendente, come pure la coda, essendo l’una e l’altra prodotta da esalazioni di gas (vapore acqueo, ossigeno, altri gas, materiale roccioso) , e da espulsioni di particelle (piccoli frammenti di minerali, quali carbonio, silicio, metalli)..

Da cosa si capisce che la cometa proviene da un altro sistema solare? Queste comete sono importanti per gli scienziati per lo studio dell’acqua “aliena”- dato che le comete sono fatte prevalentemente di ghiaccio d’acqua ma anche di “ghiaccio secco” ( CO2 congelata), e poiché non è stata approntata nessuna missione per “andare a prendere” del materiale come nella missione “Stardust” o la missione “Rosetta” o altre, per studiare i componenti, chioma e coda, si fra’ uso probabilmente, fra altre cose di cui non so, della spettroscopia, ossia dalla analisi della luce nelle diverse bande di frequenza che ci arrivano dall’oggetto. ogni materiale, assorbe o emette una determinata frequenza di luce e radiazione, quindi si potrà sapere “grosso modo” qualcosa sul materiale che compone la cometa. E’ grazie la spettroscopia che noi sappiamo la presenza e le percentuali – ovviamente non esattissime – di materiali di nubi spaziali, stelle e persino galassie, distanti queste ultime anche qualche miliardo di anni – luce.

 

Dobbiamo proprio alla spettroscopia il fatto che sappiamo che le stelle degli ammassi globulari, piccole nano galassie distribuite in tondo attorno alla nostra galassia, di forma tondeggiante contenenti ciascuno qualche centinaio di migliaia di stelle dette “della popolazione di alone” (mentre noi, Sole, siamo di una stella “della popolazione di disco”, perché’ sul disco galattico, in uno dei due bracci della spirale della nostra galassia) , sono molto vecchie e povere di metalli.

Come si capisca la provenienza extrasolare di una cometa o di u asteroide (ricordate quel coso a sigaro Oumuamua? Un asteroide venuto da fuori del sistema solare, scoperto nel 2017), si parla di una “zona del sistema Solare” dove passerebbero gli oggetti extrasolari, dicono, una “finestra di spazio” fra Giove e Urano. Una cometa che passasse di lì, come forse è il caso della 21/Boris, avrebbe una traiettoria non compatibile con la provenienza da uno dei nostri “serbatoi” di comete, fascia di Kuiper (oltre Plutone) e Nube di Oort piu’ oltre ancora). Sembra poi che questa cometa vada particolarmente veloce. Una cometa nel nostro sistema solare è “frenata” dalle attrazioni di pianeti, altri asteroidi ecc. Una cometa extrasolare, ha viaggiato per molti anni luce “indisturbata” , attirata- una volta giunta a metà strada fra il suo sistema e il nostro, soltanto dalla gravità del Sole, gravità che la cometa sente “sempre più forte”, fino ad essere doppia una volta che la distanza dal Sole diminuisse del suo quadrato, secondo Newton. Quindi, la cometa sarebbe entrata nel sistema solare, “tutta lanciata”.

Abbiamo avuto una cometa di Natale (nostrana quella volta eh?) anche l’anno scors, vi riporto qualche passo del post in merito.

46_P_Wirtanen

Bella eh?? Questa cometa, del nostro sistema Solare, è passata al perielio (punto massima vicinanza al Sole il 12 dicembre dell’anno scorso), e vicinissima, 30 volte la distanza Terra Luna (180000X30), 11400000 KM. Suggestiva questa “visione prospettica” di Luna e cometa che esmbrano stare affiancate, con la chioma che la supera in diametro, e le stelle.

Molto di più rispetto alla nostra curiosità e ai nostri binocoli ha potuto fare potuto fare l’osservatorio ALMA in Cile,  nome completo “Atacama Large Millimeter/submilimeter Array”, con le cui antenne hanno osservato l’oggetto cometario fotografandolo già il due del mese corrente, quando stava a 16 milioni di chilometri e mezzo da noi.

ALMA è riuscito  quella volta a catturare nel dettaglio la chioma, cioè l’involucro gassoso che si forma attorno al nucleo cometario quando la cometa transita vicino al Sole, per effetto della radiazione solare, che come un forte vento che soffia sulla neve, ne fa volare fino a costringerci a ripararci in qualche modo. La chioma assume dimensioni enormi rispetto al nucleo, se il nucleo infatti è di cinque chilometri, la chioma può diventare uno sferoide di anche cento chilometri, e la coda, lunga alcuni milioni di chilometri. Materiale estremamente rarefatto ma capace di accendersi dei riflessi della luce solare, talora con colori differenti dal bianco (scie bluastre, verdastre, ecc.)….

//////

(scrivero’ nuovamente su questo blog dopo le feste, al rientro dal mio soggiorno a Torino, partiro’ Giovedi’. Li’ mi limitero’ forse ai commenti da cellulare, a meno di non trovare un computer disponibile)

CIAO

Marghian

 

 

 

 

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