2018-2019-2020, IL SOLE AI MINIMI TERMINI

2018-2019-2020…

MINIMA ATTIVITA’ SOLARE

solar cycle

Un grafico nell’andamento della attivita’ solare. Si va verso un minimo storico?

Il Sole, da alcuni mesi, è i si svolge in cicli dovuti a molti fattori, connessi alla sua struttura interna..  Gia’, Il Sn via di quiescenza. Si profila infatti un livello minimo nella sua attività. Un livello minimo di attività  che- scusate il bisticcio- avra’ il suo massimo nel 2020. L’attivita’ solare è una entità molto complessa.  Vedere in proposito i seguenti post:

https://marghemarg.wordpress.com/2014/02/28/conosciamo-meglio-la-nostra-stella-il-sole-prima-parte/

https://marghemarg.wordpress.com/2014/03/07/conosciamo-meglio-la-nostra-stella-il-sole-seconda-parte/

Il Sole, e così ogni stella, è un sistema complesso. E’ nel contesto di tale complessità e per motivi non del tutto ancora compresi che l’attività solare varia, da un valore massimo ad un valore minimo, con qualche picco anomalo,  in termini di emissione di luce calore, e di espulsione di materia in brillamenti (fuoriuscite e getti di plasma di idrogeno ed elio dalla superficie)  e soprattutto con un continuo – e variabile- flusso di “materia stellare” allo stato di  particelle libere, protoni e neutroni ed elettroni o accoppiate in atomi  di idrogeno ed elio principalmente, che sono gli elementi di cui è fatto il  Sole. Si’ perche’, gli elementi piu’ pesanti, come ossigeno, fosforo,ferro rame o oro, si sono formati….in altre stelle, piu’ antiche del Sole, e piu’massive, ora estinte che,  esplodendo, li hanno disseminati nello spazio e il sistema Solare, nel formarsi, ha semplicemente catturato questi elementi a formare i pianeti, le lune, le comete e coso.

 Il Sole ha un potente campo magnetico che si estende per tutto il Sistema Solare,  ben oltre l’orbita del piu’ lontano pianeta o asteroide: e’ la sua magnetosfera. E il flusso di particelle, segue le linee di questo campo magnetico; a sua volta il magnetismo terrestre ci protegge da tale flusso di particelle. convogliando le particelle verso i poli; le aurore polari sono proprio questo; particelle che vengono dal Sole e che interagiscono con l’atmosfera terrestre, eccitandosi (come il gas dei tubi al neon). Tutto questo e’ datto dalla irradiazione del Sole

Ma la nostra stella, nel suo meraviglioso e complesso funzionamento,  ha delle oscillazioni; oscillazioni che vanno da un massimo ad un minimo, in cicli stabiliti di circa undici anni. Sul Sole stesso si nota, osservandolo,  tale ciclo, ove nel minimo le macchie si riducono quasi a scomparire. le macchie sono aree generate da linee magnetiche che arrivano fino ad influenzare la superficie, creando appunto delle “chiazze” di zone piu’ fredde (di anche duemila gradi rispetto al resto della sua superficie di 6000 gradi), sono delle “zone fredde” intrappolate in bolle di campo magnetico. In questo periodo comunque, le macchie sono quasi scomparse.

I dati piu’ recenti, ci dicono con chiara evidenza che attualmente l’attivita’ solare è alquanto bassa, con appena dodici macchie solari e non molto attive del ciclo undecennale. Gli astrofisici considerano questo ciclo il “ciclo 24”, ossia il ventiquattresimo ciclu undecennale registrato da quando esiste questo tipo di monitoraggio sulla stella. Siamo in una fase calante del ciclo, infatti ho letto che, nel 2016 il Sole era pressoche’ privo di macchie; l’anno prima, invece, se ne osservavano ogni giorno.

Quindi, la quantità di energia che emette il Sole varia, e la  la quantità totale di energia che raggiunge la terra è sempre di circa 0,1 per cento,con piccolissime oscillazioni.. Gli studiosi del clima si chiedono se tali variazioni possano avere influenza sul clima terrestre, dato che ci sono precedenti storici. Infatti, una mini era glaciale si è verificata fra il 0645 ed il 1715; fu quella fase di minimo che fu definita minimo di Maunder. In quei 70 anni circa, le macchie divennero rarissime. Sulla Terra, dei fiumi gelarono, e si racconta che a Venezia la gente camminasse sui canali ghiacciati. Il 1816 passo’ alla storia come “l’anno senza estate”-. Oh bella, adesso ci vorrebbe un anno senza inverno, per par condicio. Ma il clima se ne frega del mio parere

A parte gli scherzi, ecco cosa ho letto: “Qualcosa di insolito, ma forse non così insolito su grande scala, sta accadendo al nostro sole. È previsto, infatti, che vada incontro al suo minimo solare intorno al 2020, ma sembra che questo potrebbe avvenire prima. Al momento la mancanza di macchie solari, caratteristica del minimo solare, potrebbe portare temperature basse da record, ma alcuni esperti suggeriscono che potrebbe addirittura produrre una “mini era glaciale”. Le possibilità che questo si verifichi sembrano sottili a prima vista, ma analizziamo alcune informazioni in più…”

Le “informazioni in piu’ sono le seguenti: Gli esperti del sito “spaceweather.com” (space weather significa tempo atmosferico spaziale ) sottolineano che nel 2018 le macchie erano quasi assenti; la conseguente diminuzione della attività interna del Sole darebbe meno calore alla Terra, l’atmosfera superiore del pianeta reagirebbe “negativamente”, e come dichiara un esperto Nasa, potrebbe essere una questione di mesi. L’attività solare, con i suoi minimi, influisce sulle correnti principali protagoniste dei climi sulla Terra, correnti come “El Nin’o e “La Nin’a ne sono influenzate; ne sarebbero influenzati i venti- gli alisei in particolare.

In definitiva, nel capire il complesso “motore climatico”, e per le previsioni meteorologiche,   bisogna valutare anche i cicli di attività solare, in quanto avviene che in periodi di attivita’ massima, con molte macchie ( indice di attività dei campi magnetici- sono molto complessi, con delle polarità anche alle latitudini equatoriali del Sole), alle medie e basse  latitudini terrestri l’atmosfera si riscalda e la radiazione ultravioletta aumenta, anche del 6-8 per cento. Tempeste geomagnetiche sono in agguato, con evidenti fenomeni di aurore polari (forte flusso di “vento solare”, deviato verso i poli, dal magnetismo terrestre. E ci sono meno nubi basse, quando l’attività’ solare e’ intensa, e la temperatura aumenta. Questo il panorama nel sole attivo; adesso sembra stia avvenendo il contrario (nonostante gli anni “piu’ caldi del secolo” che ogni tanto vengono sbandierati) o meglio, stia per..avvenire il contrario: un nuovo “minimo di Maunder” che potrebbe portarci ad una piccola “era glaciale”.

Ci credono in pochi, dato che si parla tanto di surriscaldamento globale. Un momento pero’, i cicli solari sono un fattore; ma c’è un altro fattore, fra i tanti: l’inquinamento. Il Sole ha da sempre i suoi alti e bassi, ma di sicuro la saturazione di gas serra tende, generalmente, a riscaldare il pianeta. Globalmente, e poi surriscaldamento non significa – nell’immediato- “piu’ caldo ovunque”. Il motore climatico e’ cosi’ complesso che il surriscaldamento puo’ far girare diversamente le correnti di aria e quelle marine; ed ecco che, localmente, potrebbe, dicendola grossa, nevicare ad agosto. Speriamo di no. Al mare a febbraio, magari si’. No, dai, ogni cosa a suo tempo; anche perché il tempo fa quello che vuole. Sotto l’egida del Sole.

Okay, adesso mi guardo un po’ di sanremo, ciao 🙂

Marghian

MARTE, IL PIANETA DAI MILLE MISTERI – UN MONDO QUASI TUTTO DA SCOPRIRE – 3a PARTE

Ciao. Ho fatto questo post oggi, nel primo pomeriggio  in una mezz’oretta poco piu’, mentre aspettavo il cambio per la pausa pranzo. Cerco i momentini “giusti”, come ritagli di tempo per scrivere e postare qualcosa. Dopo averlo scritto e pubblicato su Facebook, lo riporto ora qui. E cosi’, continuo con la serie di post che dedico al tema “Marte”. Su Marte ho parecchie cosette da raccontarvi. Perciò, “a puntate”.  Dopo la prima parte e la seconda,  questa è la terza parte.

ANTICHI LAGHI PROFONDI SUL PIANETA ROSSO

mars _land

Un panorama marziano. Ha un aspetto familiare. Al punto che a momenti occorre specificare che si tratta di Marte e non di uno dei nostri deserti.

Marte si sta rivelando sempre più come un pianeta favoloso. Infatti, c’era una volta…tanta acqua, temperature miti e una densa atmosfera, a dispetto dell’aspetto desolato che adesso il pianeta presenta. Un grande oceano copriva una vastissima area della superficie di Marte, pare in proporzioni inverse rispetto alla percentuale di superficie occupata dal mare sulla Terra: su Marte si pensa ci fosse una parte di mare e tre di terraferma, (mi sovviene adesso una risatina, pensando ai tanti che sicuramente ne sanno molto più di me, questo sì, per carità; ma che in un articolo o in un post scriverebbero la cazzata “martefermo” invece di “terraferma”, questo per..coerenza di stile con “ammartaggio”, “allunaggio” eccetera  ) al contrario, appunto, di come sono distribuiti terre e mari sulla Terra , tre parti di mare e uno di terraferma. Orbene, sono stati scoperti i bacini di ben ventiquattro antichi laghi che si ritengono contemporanei, coevi al grande antico oceano marziano che, quasi sicuramente, c’era.

Ecco cosa dice la notizia “Tiscali” pubblicata il 30 di gennaio: “Scoperte su Marte le tracce di 24 laghi antichissimi: risalgono a 3,5 miliardi di anni fa, quando il pianeta era ricco di acqua, e almeno 5 di essi hanno una composizione di minerali tale da poter ospitare forme di vita” (“da poter avere in passato ospitato forme di vita”, correggo io).

Commento questo punto: laghi antichissimi ,risalenti a circa 3,5 miliardi di anni fa, su Marte Tre miliardi di anni e mezzo fa, è’ l’era in cui già da tempo si ritiene su Marte ci fosse l’acqua allo stato liquido, e dunque anche una atmosfera, una atmosfera più spessa di quella attuale, che è di soli pochi millibar, mentre sulla Terra è di un bar. E meno male, altrimenti niente caffè 🙂 – l’ho preso anche un’ oretta e mezzo fa, di ritorno dal lavoro. Ci voleva proprio.

A parte gli scherzi, Marte anticamente aveva anche una atmosfera più densa rispetto ad oggi; condizione questa necessaria per poter parlare di mari e laghi e fiuimi marziani, in quanto perché ci sia acqua liquida su Marte, non bastano una sufficiente gravità e la temperatura mite. Occorre, oltre a ciò, anche una certa pressione atmosferica. Se togliamo la pressione atmosferica ad un bicchiere pieno di acqua, l’acqua diventa gas. Su Marte infatti l’acqua “sublima”, in certe regioni del pianeta, e nei passaggi giorno – notte e nei cambi di stagione, direttamente da ghiaccio a gas e viceversa. Pur se Marte e molto freddo, a latitudini tropicali Marte arriva anche a 25 gradi sopra lo zero Celsius nelle ore diurne. L’acqua, allo stato di gas, alle alte quote ridiventa ghiaccio, ricade come sottile brina per “sublimare” il giorno dopo, questo nella estate marziana. Acqua liquida in passato, più di quanto non si pensasse, densa atmosfera da trattenere il calore solare, quindi maggior speranza di vita per Marte. Ma solo in forma elementare, secondo gli scienziati.

Gli scienziati infatti pensano che, essendo Marte la metà della Terra in diametro, ed avendo una massa ed una gravità molto inferiori, acqua ed aria siano “evaporate” in breve tempo, mantenendosi “soltanto” per un miliardo di anni. Marte ha infatti, come la Terra, 4,5 miliardi di anni. Sulla base di questo, si cerca la vita, soprattutto la vita che può esserci stata in passato, e- per prudenza- si spera solo nella vita microbica. Non essendoci stato, a detta di chi “ne sa”, il tempo sufficiente ad una evoluzione complessa della vita, come sulla Terra (dove l’evoluzione della vita lavora, dicono, da tre miliardi di anni e mezzo), ed un solo miliardo di anni non sarebbe stato sufficiente (-mah-…)al formarsi di vita complessa : dunque su Marte non si cercano fossili di animali come i nostri orsi o uccelli o pesci, ma tracce di antichi microbi, batteri.

Ad onor del vero, sperano di trovare vita anche oggi, perché’ l’acqua si trova liquida nel sottosuolo, esisteranno senz’altro vene sotterranee, “giacimenti d’acqua liquida”, e coso. Però in ambiente scientifico è una eresia ritenere – come invece penso io- che su Marte, possano esserci state un tempo, come qui le foreste, gli uccelli, grossi animali “terrestri”, nel senso di non marini; o i pesci nel mare. No, solo batteri. : “solo batteri. Ma è già qualcosa: scoprire su Marte batteri “indigeni”, sarebbe la prova che la vita è un fatto universale, non che “Dio abbia scelto la Terra”. Questa è una cazzata, scusatemi il termine. Non che lo sia ipotizzare, o credere, nella creazione divina; questo no, massimo rispetto. E’ una cazzata pensare che un dio universale si sia limitato a dare la vita solo. Questa e ‘un’altra questione, da trattare in altro abito; qui torno nei ranghi delle mere valutazioni scientifiche.

La notizia dice che “I 24 laghi del passato di Marte erano tutti molto profondi, almeno 4.000 metri, e costituiscono un’ulteriore prova di come su Marte ci fosse davvero moltissima acqua”. Commento questo punto. Laghi profondi anche quattromila metri. Questo contrasta un po’, quasi smentendola, la teoria diffusa che un eventuale antico mare marziano, avesse una profondità media di poche decine di metri. “Se si sciogliesse tutta l’acqua che Marte ha in forma di ghiaccio, e se riaffiorasse l’acqua assorbita dal pianeta esistente in forma di permafrost-ghiaccio misto a terriccio, nel sottosuolo-, Marte verrebbe coperto da un oceano profondo undici metri”, ho letto tempo fa. Forse attualmente sì, recuperando l’acqua non si otterrebbe più di tanto; ma molta acqua è evaporata, perdendosi nello spazio. L’antico oceano doveva essere perciò molto più profondo. Il “grande oceano”, pensano gli scienziati che hanno condotto la ricerca coordinata da uno studioso italiano che lavora in una università olandese, in collaborazione con un altro gruppo italiano dell’università di Pescara, è  probabilmente contemporaneo al sistema di antichi bacini di laghi.

Gli scienziati- in generale- sono scettici a che su Marte ci sia stata vita complessa e, prudentemente, parlano solo di possibile esistenza in forma elementare di vita batterica, e non già di vita complessa. Questo perché’ l’acqua, su Marte, sarebbe rimasta sulla superficie per troppo poco tempo: un solo miliardo di anni, a fronte dei tre miliardi e mezzo di anni, da quando l’evoluzione lavora sulla Terra. Un solo miliardo di anni sarebbe un tempo troppo breve per una evoluzione complessa di vita. I bacini di questi antichi laghi sono una conferma della teoria e dei primi indizi; infatti, già nel 2005, a novembre, venne individuato un lago ghiacciato (qualche mese fa ho fatto un post su questa scoperta) mediante un radar, Marsis, collocato nella sonda Mars Express, nello studio dell’acqua immagazzinata nel polo Sud del pianeta allo stato di ghiaccio.

Ed ancora: “Dopo la scoperta del lago salato sotterraneo vicino al Polo Sud di Marte, nell’estate 2018, i nuovi dati indicano che anche l’emisfero Nord del pianeta è stato ricco di acqua. “Finora più modelli avevano ipotizzato la presenza di acqua nascosta nel sottosuolo marziano, ma adesso ne abbiamo la prima evidenza geologica”, ha dichiarato uno dei ricercatori. In cinque di questi siti importanti, sono presenti minerali che, essendoci l’acqua, favorirebbero in linea di principio lo sviluppo di forme di vita. Elementi quali magnesio, ferro idrato (un ferro che contiene dentro molecole simili all’acqua, gli idrossidi – OH, l’acqua è H2O), ematite, i eccetera.
Queste interessanti strutture geologiche marziane, i laghi , sono state individuate, tramite i dati della sonda Mars Express – il cui radar scoprì il lago di ghiaccio nel 2005-, e la sonda Mars Reconnaissence Orbiter, o MRO, che orbita intorno a Marte da alcuni decenni.

C  I  A  O

Marghian

PILLOLE – Futura era spaziale

Post che ho pubblicato oggi su Facebook

che qui ho un po’ ampliato, aggiungendo l’immagine senza disascalia,  e le considerazioni . Su facebook c’e solo la seconda immagine, e un saluto. Qui c’e in piu’ anche la musica, cosi’. Ho ripristinato l’audio finalmente l’audio; ma ci ho lavorato su’, per alcuni mesi. Certo, non ventiquattro ore su ventiquattro; ogni tanto, provavo qualcosa.  Si sente tutto molto bene, e  posso di nuovo giocarci – con la musica, mi mancava 🙂

*****

Quale è il futuro destino dell’uomo?

Incontrerà altre intelligenze a lui simili?

Se nel cosmo Egli è solo, popolerà l’intero universo? 

O morirà nella sua  culla?

Le prime due possibilità, e la terza, dipendono rispettivamente

dalla sua capacità, o no, di raggiungere le stelle

(Marghian)

Siamo nell’era spaziale. Ma questa era dell’umanita’ e’ appena cominciata. Molti dicono, con non poca convinzione, che “abbiano visto tutto e non abbiamo trovato niente”. Sta di fatto che non abbiamo trovato niente, perché non abbiamo visto niente. Abbiamo raggiunto, solo con delle sonde, alcuni corpi celesti del sistema solare, anche importanti come Marte o la Luna, Giove o le lune di Saturno. Ma non abbiamo comunque visto ancora niente; l’universo consta di miliardi, forse miliardi di miliardi, di sisetmi planetari. Disclocati in duemila miliardi circa, di galassie. Le galassie, veri e propri universi- isola, ciascuna con decine di miliardi di stelle, moltissime delle quali, ormai lo sappiamo,  hanno pianeti.

FUTURI VIAGGI INTERSTELLARI. QUANDO?

ipotetica astronave

Questa potrebbe essere, un domani, la forma di una (vera) astronave, per lunghi viaggi nel sistema solare e, forse, verso altri sistemi solari. Si è pensato ad “astronavi arca”, dove arriverebbero a destinazione, su altri sistemi solari, i discendenti dell’equipaggio partito dall’orbita terrestre; si pensa ad equipaggi “ibernati” con l’astronave dotata di un meccanismo che ad un certo punto “risveglia” i viaggiatori, o ad una ibernazione “a turno”, con anni passati “da svegli” e altri “da imbernati”, dandosi il cambio. Ma tutto questo, forse non ci portera’ molto lontano. Per questo si pensa, con tanto di equazioni teoriche e simulazioni virtuali, a qualcos’altro ancora, per poter davvero viaggaire fra le stelle (vedi didascalia immagine sotto)

Spero che possiate leggere bene la riflessione che ho scritto “a didascalia dell’immagine”. Basta ingrandirla, e si legge.

interstelllar ship

Approfondirò questa cosa, in un prossimo post.

BUONA SERATA CIAO

Marghian

 

27GENNAIO, GIORNO PER LA MEMORIA DI UN TERRIBILE EVENTO

Ciao. Ero indeciso su quale blog fare queseto post. Ingenere uso l’altro blog, quando a corredo di un post c’e un video di una canzone. Ma qui, l’argomento centrale non e’ la canzone in quanto essa, fa solo da spunto per questo importante tema riguardante un peculiare periodo storico.  Ho scelto dunque questo blog.

Piu’ avanti cito dei nomi di personaggi tedeschi, mi scuso se non li avrò scritti proprio nel modo giusto.

RICORDARE – LA MEMORIA, OLTRE LA MEMORIA

Ogni 27 gennaio, viene ricordata la SHOAH, lo sterminio di milioni di ebrei ad opera della follia nazista. Questo evento storico, che ha gettato una profonda oscurità sulla storia del XX secolo e sulla storia intera del genere umano. Nessun altro genocidio è così presente, nella nostra memoria, come la shoah, “l’olocausto” (significa “bruciatura totale”), lo sterminio di milioni di ebrei. Sterminio dettato dalla folle e illogica ideologia razzista, dal mito della  “razza pura”. Il progetto perverso di realizzare una “Grande Germania”, e con esso quello della supremazia sul resto del mondo, hanno indotto il regime nazista al non plus ultra del male: “risolvere” , da tale perverso punto di vista, la cosiddetta ” questione ebrea”. In che modo? Come sappiamo dalla storia, cio’ fu perpetrato nel modo più aberrante e terribilmente efficiente: con lo sterminio di massa. Il  folle “progetto” dei grandi  gerarchi e dei servili “lacche’”  del  Terzo Reich, amailati  loro “Furer”-parola di per se’ non negativa, significa guida o leader, ma negativa in quella  fattispecie- Hitler, e dei suoi piu’ spietati e cinici collaboratori (Guering, Himmler, Hess e molti altri) porto’ alla sistematica interazione in infernali “campi di concentramento” di ebrei, zingari, oppositori politici, Testimoni di Geova, omosessuali, ed altre categorie di persone “indesiderabili”, in quanto “inferiori”, secondo loro  mente distorta . Deportazioni ed internazioni che culminavano nella tortura e, sappiamo, nella uccisione dei prigionieri. Sei milioni di persone, tra uomini, donne, bambini. Senza pieta’. Questa, lo sappiamo, è stata la “shoah”. Oramai questa parola ebraica, che significa” Catastrofe, disastro totale”, viene associata ad un’altra parola: “olocausto”(Holos, “totale”, kaustos , “rogo”). L’inferno, nel vangelo, viene chiamato con una parola assai simile: shoèl”.  “shoah” e “olocausto”. Due termini che anticamente avevano il significato di “offerta al Dio”. Soltanto di recente, e per via dell’orrore nazista, queste due parole sono diventate ..sinonimi di questa follia, che ha gettato buio sull’intera umanità.

Sappiamo come tutto finì: il suicidio (?) di Hitler, la capitolazione del Reich, il “Processo di Norimberga”, che portò alla condanna a morte di gerarchi nazisti ed alla detenzione di altri. Ahime’, molti restarono impuniti: Herich Briebke, se la passò bene in Argentina, è vissuto  cento anni in salute. Questo mi fa ritenere possa esserci una giustizia superiore, e che la vita non sia questa sola, a che abbia senso parlare di tale Giustizia superiore: sia per il male che per il bene: Priebke, Hitler, dopo morti, lo stesso destino di Padre Pio o di Madre Teresa, se non c’e l’aldila’. Assurdo, semplicemente. L’aldila’, ovvero il destino spirituale, è un forte moltiplicatore del senso della vita, e della esistenza.

Oggi, a 74 anni di distanza dal crollo del regime nazista e della liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz, viviamo questo come un ricordo. Un ricordo che ci spaventa e che ci indigna (purtroppo non indigna tutti, stiamo attenti a questo…). Eppure  essa è’ storia recente. Proprio per questo, io penso, questa storia…ci indigna. Ricordiamola, questa storia, come “monito”. Come disse a Norimberga un “avvocato dello storico processo: “fare giustizia” di siffatti crimini, affinché’ non si ripetano”.  Il ripetersi, in futuro, di un’altra” shoah, potrà significare la fine, non soltanto di una etnia, ma dell’intero genere umano.La storia, proprio nelle sue pagine più buie, proprio in esse, è una terribile maestra di vita. E’ triste dirlo, ma è così. Ricordiamola, questa storia, anche oltre il “Giorno della memoria”.  Giorno in cui vennero aperti, 74 anni fa, il 27 di gennaio, i cancelli di  Auschwitz. Terreno fertile per il ripetersi di pagine così terribili, sono l’odio, la mancanza di idee, la guerra. Guerra che oggi, dato il terribile progresso raggiunto con la tecnologia militare, avrebbe conseguenze inimmaginabili.

LA STORIA, UN AMMONIMENTO PER IL FUTURO

BOB DYLAN – A HARD RAIN’S GONNA FALL

( Una dura pioggia sta per cadere)

La lirica di Bob Dylan, a volte, e’ forte. Un testo con immagini simboliche forti, apocalittiche, “da fare andare a letto i bambini”. Raffigurazioni e descrizioni quasi dantesche. Ma non per questo esagerate, rispetto al male di cui è capace l’essere umano; responsabile, in gran parte, del suo stesso destino futuro. Il mondo deve darsi una raddrizzata, se non vuole che si avveri questa canzone. Se vuole che tutto rimanga soltanto nelle corde del cantautore, e nella voce di chi la vuole cantare. Che resti solo una canzone, e’ il migliore augurio che si possa fare al nostro futuro.

La canzone si riferisce in specifico al fall-out atomico. Era il 1963. Il rischio era alto, allora. Ma è proprio di questi giorni la notizia che gli scienziati che gestiscono il “Doomesday Clock” , un orologio metaforico che misura idealmente il pericolo della fine del mondo, messo a punto da scienziati di una rivista scientifica di Chicago nel 1947,  hanno regolato questo “orologio della apocalisse” a due minuti prima della mezzanotte. E’ una valutazione fortunatamente empirica ed aleatoria, ma che “tasta il polso” del mondo, delle sue tensioni, di cio’ che sta accadendo.

Ascoltatela, è molto bella. E’ un po’ lunga, quando la suono, e la canto, con la chitarra, alla fine mi fanno un po’ male le dita…  🙂

“Dove sei stato, figlio dagli occhi azzurri? Dove sei stato, mio piccolo ragazzo? Ho inciampato sul fianco di dodici oscure montagne, ho camminato e strisciato in sei strade contorte, ho camminato nel mezzo di sei tristi foreste, sono stato di fronte a dodici oceani morti, e sono penetrato per diecimila miglia nella bocca di un cimitero. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E cosa hai veduto, figlio dagli occhi azzurri? E cosa hai veduto, mio piccolo ragazzo? Ho visto un bimbo appena nato circondato da bianchi lupi, ho visto una strada ciottolata di diamanti e nessuno che vi camminava, ho visto un tronco nero da cui sgorgava sangue, ed ho visto una stanza piena di uomini che brandivano martelli sanguinanti, ed ho visto una bianca scala sommersa dall’acqua. Ho visto diecimila parlatori con le lingue ormai consumate, ed ho visto armi e spade affilate nelle mani dei bambini. Ed una dura… pioggia che sta per cadere. E che cosa hai sentito, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai sentito, mio piccolo ragazzo? Ho sentito il rombo di un tuono che suonava come un avvertimento, ho sentito il fragore di un’onda capace di sommergere il mondo intero, ed ho sentito cento suonatori di tamburi con le mani in fiamme, e diecimila persone sussurrare e nessuno che ascoltava. Una persona che moriva di fame e tanta gente che rideva, ho udito il canto di un poeta che moriva in un fosso, e la voce di un clown che piangeva in un cortile. Ed una dura pioggia che sta per cadere. E chi hai incontrato, figlio dagli occhi azzurri? Che cosa hai incontrato mio piccolo ragazzo? Ho incontrato un ragazzino chino su un cavallino morto, ho incontrato un uomo dalla pelle bianca che passeggiava con un cane nero, ho incontrato una giovane donna il cui corpo bruciava, e una *ragazza che mi ha dato un arcobaleno Ho incontrato un uomo che era ferito nell’amore, ed un altro uomo ferito nell’odio. Ed una dura…pioggia che sta per cadere. E che cosa farai ora, figlio dagli occhi azzurri? Cosa farai, ora, mio piccolo ragazzo? usciro’ la’ fuori, prima che la pioggia cominci a cadere, e mi inoltrerò nel più profondo della più profonda e buia foresta, dove la gente è numerosa e le mani sono vuote, dove i proiettili di veleno stanno contaminando le loro acque, dove la casa nella valle è una umida e sporca prigione, dove la faccia del boia è sempre ben nascosta. Vado laddove la fame è brutta e le anime sono dimenticate, e dove nero è il colore e zero è il numero…E lo racconterò, lo penserò, lo parlerò e lo respirerò. E farò si che tutto ciò venga riflesso delle montagne, affinché tutte le anime lo possano vedere. E starò ritto, in mezzo all’oceano, prima di cominciare ad affondare, ma avrò imparato bene la mia canzone, per poterla cantare, perché una dura…pioggia sta per cadere”

(Bob Dylan- Traduz. Marghian)

Nei primi anni del ventesimo secolo, una dura pioggia appunto cadde, bagnando il mondo intero; Ne cadde poi un’altra, terribile, cominciò a cadere alla fine degli anni ’30, fino ai primi anni ’40, creando danni al genere umano.

Restando nella metafora dylaniana, oggi la “allerta meteo”, per questo tipo di pioggia, è più che mai forte. Speriamo quindi, che questa pioggia non cada ancora. Le conseguenze sarebbero ancora più terribili, dato l’attuale “stato dell’arte” degli armamenti di cui l’uomo dispone. Ma non basta sperare, occorre agire- ad ogni livello di responsabilità, ad ogni livello di consapevolezza, quale che sia il nostro posto nella società’ umana: il no alla violenza, agli odi e alla guerra, il no alla distruzione deve essere universale, sentita, unanime.

CIAO

Marghian

 

PILLOLE – La Luna eclissata…dalle nuvole

ECLISSI DI LUNA- SUPERLUNA, LUNA ROSSA E NUVOLE ROMBIBALLE

eclipse

Sole e Terra non sono in proporzione (330mila terre sono necessarie per fare un “sole”)

Non sono in proporzione ovviamente nemmeno le distanze, è evidente

Ciao  L’eclissi di luna (con annessa superluna) e’ cominciata questa notte, in Italia alle 4,35 circa, ha avuto il suo clou verso le 6 e un quarto, e l’ultimo contatto penombra è avvenuto alle 8, 50. Poi questa notte c’è stata anche la superluna, e “la luna rossa”. Non sono tre lune, e’ una sola; ma è apparsa piu’ grande ( in genere del 12,14 per cento), perche’ la Luna oltre ad essere piena- e deve esserlo per le eclissi di Luna, e luna nuova deve essere per quella di sole-, è anche nel punto piu’ vicino alla Terra (perigeo). Saprete che la Luna va da 355 mila chilometri dalla Terra, come questa notte, a 410 mila chilometri circa, la sua distanza massima, nel suo giro un po’ schiacciato o, piu’ correttamente, ellittico. L’orbita della Luna e’ inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra intorno al Sole; senza tale inclinazione avremmo due eclissi al mese, una di luna e una di Sole. Le eclissi, di ogni tipo, avvengono tutte in un periodo di 18-19 anni, sono i cicli di Saros che i Maya, e prima ancora i Babilonesi, conoscevano. Era rossa, perché la luce del Sole viene filtrata dall’atmosfera della Terra che ne riduce l’energia, allungandone la frequenza ed illuminando, tenuamente, la Luna di un colore rossastro.
Con cio’ sia che io, alzandomi alle 6,30 per andare al lavoro, speravo di riuscire a vederne almeno uno spicchio, di eclisse. Invece, ho visto una eclissi eclissare l’eclissi: una bella eclissi di Luna e di Sole insieme, in pratica una bella eclissi di nuvole. Anzi, uno spettacolo di nuvole e di pioggia.  L’eclissi di sole è durata tutto il giorno 🙂

Ciao 

Marghian

PILLOLE – ANTICA SAPIENZA GRECA. ED EGIZIA – UN ANEDDOTO IMPROVVISATO

Ciao. Qualche mese fa ho ideato una rubrica per questo blog, di brevi post. Pillole“- Notizie, riflessioni, aforismi e brevi aneddoti. Possibilmente miei. Già la definizione, “Pillole” suggerisce questa brevità e sintesi. Per quanto mi reisce. Infatti, queste “pillole” saranno per me un valido esercizio di brevita’ 🙂

Questo post nasce da un commento spontaneo che ho scritto ad una amica di Facebook con il cellulare, e che ho poi copiato e messo come post, sul mio profilo. Dal computer, ho corretto ed aggiunto qualche parola, e aggiunta l’immagine, la stessa che vedete sotto. L’immagine raffigura una immensa sala di studio della antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto, che fu costruita trecento anni prima di Cristo e dove molti grandi filosofi e sapienti andavano a studiare. Consultavano antiche fonti, elaboravano teoremi, studiavano su test, scritti in ben 700 mila volumi, conservati in delle nicchie sui muri. Testi e documenti di immenso valore, ormai andati perduti. Quanta conoscenza andò’ perduta, nell’incendio della grande biblioteca di Alessandria? E quanto scempio di cultura, nei roghi e nelle distruzioni operate da conquistatori contro le ricchezze culturali di popoli sapienti?

ANTICA SAPIENZA GRECA ….ED EGIZIA

biblioteca-di-alessandria

La Biblioteca di Alessandria d’Egitto. Il tempio della cultura antica

-Commento e post Facebook

Ho una ipotesi, sul fatto che molti grandi pensatori greci compissero molti dei loro studi ad Alessandria d’Egitto. La espongo, descrivendovi questa mia breve scena di fantasia, immaginando me che, in una vita precedente, nella antica Alessandra d’Egitto svolgo, con le dovute differenze, lo stesso lavoro che faccio oggi: custodire e fornire documentazione di archivio agli utenti per studio e ricerche, e ricollocare poi i fascicoli e registri negli appositi scaffali, dopo l’utilizzo.

E’ una bella mattina di sole, ad Alessandria d’Egitto. Sono in servizio, mi trovo nella mia guardiola, in un angolo della immensa sala di studio della grande biblioteca alessandrina, osservo tanta gente leggere, e scrivere. Altre persone si consultano e confabulano sottovoce. Vedo tanti miei colleghi che si danno da fare nel rendersi utili nel porgere dei rotoli agli studiosi, altri che li ricollocano negli scaffali e negli apositi ripiani, e molti altri rotoli stanno in ordine, sopra i tavoli per essere consultati. E’ il quotidiano fermento della biblioteca. tantissima gente; inservienti, operai, scribi, notabili della città; ma soprattutto, studiosi,  provenienti da tutto il mondo conosciuto. Soprattutto, dalla Grecia.

Mentre osservo tutto questo, sento bussare alla porta che si trova accanto a me. Mi alzo, apro e mi vedo un uomo in tunica dall’aspetto ieratico, con la barba. “Senta-fa lui-, sono venuto per quell’interessante teorema che ho visionato la volta scorsa…”‘ io lo guardo e gli dico:”ah, ora mi ricordo, lei è il signor..Pitagora, vero?”.

Chissà, davvero, quanta sapienza greca e mediterranea, cioè nostra, viene dall’Egitto. Credo tantissima.

Ciao

Marghian

NUOVA AFFASCINANTE TEORIA COSMICA: DAL BIG BANG, SAREBBERO VENUTI FUORI DUE UNIVERSI CONTRAPPOSTI, SPECULARMENTE OPPOSTI: MATERIA ANTIMATERIA, TEMPO ANTITEMPO, SPAZIO E ANTISPAZIO. ENTUSIASMANTE AL SOLO PENSARCI.- magari anche da far girare la testa- COMUNQUE, UNA TEORIA AFFASCINANTE- PER ME LO E’ UN PO’ DI PIU’. E VI SPIEGO PERCHE’

Ciao.  In queste ore, senza internet in casa, e con i “giga” della promozione Vodafone finiti, non mi è rimasto che scrivere, profittando di qualche “tempo morto” nel dovere quotidiano. In genere, sto al computer dalle 20 circa alle 21, 21 e 30 circa, e poco riesco a fare. Volendovi scrivere qualcosa, ho concentrato l’attenzione su di un trafiletto, due righe di notizia che ho letto due giorni fa e che hanno catalizzato la mia curiosità. La notizia di una nuova teoria sulla formazione del universo, dopo il Big Bang. Non è quindi una teoria alternativa al Big Bang, ma una nuova versione del Big Bang stesso, che ipotizza pensate, la nascita e lo sviluppo non dell’universo, ma di due universi. Così.

UNIVERSI SPECULARI

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Il Big Bang forse ha generato due universi. Due universi, da una unica origine

Qualche giorno fa, a casa, per i pochi minuti che la linea ADSL teneva, nelle brevi “News” della pagina di Tiscali, ho letto un trafiletto, poche righe che illustrano una teoria cosmologica che, se confermata, cambia il modo comune di intendere l’universo sotto l’ottica della sua più probabile origine: Il Big Bang. Infatti, la teoria suffragata da ragionamenti estremamente logici (calcoli, simulazioni virtuali e schemi) ancor più in quanto formulati da menti eccelse in campo scientifico, nell’astrofisica in specifico sulla base di quanto di certo e di possibile si conosce, sull’universo.

La teoria, va detto e ribadito, non e’ una teoria alternativa al Big Bang come tante ce ne sono, come ad esempio; l’universo stazionario e mai creato; l’universo che è in realtà un ologramma bidimensionale e come tale crea l’illusione della tridimensionalità; l’universo senza la gravità ove questa sarebbe solo una dimensione virtuale ed illusoria; un altra teoria dove il tempo è illusorio; il multiverso senza inizio ne’ fine nelle sue innumerevoli versioni quali un brulicare infinito di bolle-universo, l’universo ciclico che non collassa mai del tutto e che alla fine di ogni si riespande da un punto non nullo, tanti universi disposti su dei “piani dimensionali” che chiamano brane; universi chiusi, aperti, con spazi negativi a sella di cavallo destinati ad espandersi all’infinito a fronte di altri che collassano appena formatisi, e chi più ne sa più ne metta.

No, questa teoria è invece pro-big bang, non alternativa ad esso. Di alternativo, ha invece la versione dell’effetto che il big bang abbia prodotto, su che cosa il big bang abbia prodotto: dal big bang, secondo questa teoria, sarebbero nati non uno, ma due universi, aventi appunto la stessa origine da un punto primordiale comune, ma sviluppatisi “contemporaneamente” – se questa parola ha senso.- su due opposte “direzioni”, sempre se così possiamo chiamarle. Due opposte direzioni… di tempo, e quindi, di spazio. Un universo ed un anti universo, dunque, nati insieme da una unica esplosione iniziale; esplosione che non fu una esplosione nel senso comune del termine, anche se guardando i fuochi di artificio, una granata sembra essere la nascita dell’universo, ma una “fluttuazione” di energia più forte di quelle “normali” nell’ipotetico “mare” di particelle virtuali che, nel vuoto, si formerebbero e sparirebbero all’istante.

Una fra tutte, una fluttuazione fra le tante, ma più energetica, è emersa da questo “mare di vuoto energetico”, da un “nulla energetico che ha la capacità potenziale di creare qualcosa”, come pensava il fisico Stephen Hawking, scomparso il 14 marzo dell’anno scorso. Una “fluttuazione” nel vuoto, più potente delle altre, che per questo non è stata “riassorbita dal vuoto”, e si è invece ingrandita, ,divenendo di fatto una bolla in espansione continua, generando le dimensioni di spazio e di tempo, ed altre dimensioni ancora (esisterebbero 11 o addirittura 43 dimensioni!), necessarie all’esistenza della materia, delle forze che la governano, e della energia, di cui è fatto l’universo, che cosi’ si è formato, secondo la teoria del Big Bang. Teoria che ha le sue sottoteorie, fra qui oggi, questa dell’universo.. “double face”.

Prima di immergerci in questa interessante e intrigante questione, vorrei fare un piccolo “ripasso” su come è concepito normalmente l’universo creato dal Big Bang, la sua versione standard, e vedere poi la differenza prospettata dalla nuova teoria. Vi dirò poi perché, questa teoria del doppio universo mi stia cosi’ simpatica.

L’UNIVERSO STANDARD- DAL BIG BANG, UNA BOLLA DI FORMA SFEROIDALE CONTENENTE ENERGIA E MATERIA – LA MISETRIOSA SCOMPARSA DELL’ANTIMATERIA

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Raffigurazione (ovviamente convenzionale) dell’universo standard, immaginando il punto del Big Bang al centro- ma cio’ è inesatto, ogni punto di osservazione, in uno spaziotempo curvo, e’ “centro”: lo spazio-tempo si espande – o meglio, si dispiega-  nella direzione temporale passato->futuro. Ma la fisica prevede la possibilita’ di invertire il verso del tempo (e’ il cosiddetto “teorema del tempo”) e, specularmente, le coordinate spaziali. Cio’ non viola le leggi fisiche, renendosi cosi’ ragionevole l’esistenza di un mondo “speculare”, opposto al nostro conosciuto.

13 miliardi e 700.000 anni fa, nacque l’universo. Questa è l’ età dell’universo, da studi e rilevamenti fatti mediante i radiotelescopi e apposite sonde inviate nello spazio per studiare la radiazione fossile di fondo che permea tutto l’universo ad una temperatura media costante di 3 gradi Kelvin sopra lo zero assoluto, o se preferite -270 gradi Celsius; radiazione che eì considerata “l’eco” del Big Bang. Radiazione che inizialmente (quando ci fu il Big Bang) era di miliardi di gradi e che avrebbe impiegato, appunto, 13 miliardi e mezzo di anni a raffreddarsi come oggi, secondo i calcoli. Da cio’, l’eta’ dell’universo. Non esisteva nulla, prima del Big bang. Curiosamente, nemmeno il tempo. Molti mettono in dubbio questo, un vero paradosso, Dio che esiste prima del tempo, e crea il tempo perche’ possa esistere lo spazio (??!!)…mi fermo qui, su questo. Per ora

Comunque, l’universo sarebbe nato da uno “scoppio”, in realtà dall’espansione di un oggetto praticamente puntiforme dalla densità infinita: spazio e tempo, raggomitolati in una pallina piu’ ‘ piccola di un atomo (trecento miliardi ce ne stanno nella punta di un ago. Poi, l’espansione. Si parla di una inflazione (rigonfiamento improvvisa, e fasi di piccole frazioni di secondo nelle quali sono nate tutte le particelle, e fasi di pochissimi minuti in cui si sono formati gli atomi, e poi gli elementi chimici. Trecentomila anni dopo, l’universo era già grande diversi anni-luce e presentava delle “irregolarità’” (desunte dal satellite giapponese Kobe nel 1994? sulle irregolarità’ della radiazione di fondo (ah, sono onde termiche), delle chiazze che erano il seme delle irregolarità future, gli attuali ammassi di galassie. Convenzionalmente, dato che per via di concetti relativistici sulla struttura dello spazio-tempo le cose non sono così semplici), l’universo avrebbe la forma di una sfera. Viene raffigurato come una “palla da rugby”. Comunque sia, il Big Bang avrebbe prodotto l’universo. Un universo, come dice la parola stessa. Da “Universus”, “verso unico”, o “intero”, il tutto. Fatto di materia. Mentre è quasi del tutto assente l’antimateria. Eppure, nell’universo primordiale, all’inizio materia e antimateria erano presenti in maniera uguale. Ha prevalso la materia ordinaria. Come mai?

MATERIA E ANTIMATERIA- CHE COSA SONO? PERCHE’ L’UNA HA PREVALSO SULL’ALTRA?

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Raffigurazione di un atomo di idrogeno ed il suo “opposto”, l’anti idrogeno. Il protone, nell’atomo di idrogeno di materia ordinaria, ha carica positiva, l’elettrone, negativa. Nell’anti idrogeno (antimateria), il protone e’ negativo, l’elettrone positivo. Le particelle dell’antimateria hanno lo sato quantico detto “spin” (assimilabile grossolanamente alla rotazione) invertito rispetto alle particelle di materia ordinaria. Dentro il protone, i quark sono due di tipo Up ed uno di tipo Down. Nell’antiprotone, sono due anti quark -anti Up ed un antiquark  anti Down. L’atomo di idrogeno (e di antiidrogeno) e’ il piu’ semplice; ma la questione vale anche per atomi complessi. Esistono, in teoria, anche l’anti ferro, l’anti oro, l’anti uranio. Forse, in un universo speculare, opposto al nostro.

L’antimateria, una cosa che ci ha fatto sognare con la fantascienza, con i fumetti, con i film a base di raggi ad antimateria, nemici di supereroi fatti di antimateria, motori di astronavi ad antimateria (tipo star trek), esiste, e si riesce persino a produrla e ad utilizzarla. Ma per produrre un po’ di antimateria ci vanno esperimenti e processi costosissimi, e si producono solo le particelle più piccole (come i positroni per la diagnostica TEP, una evoluzione della TAC), mentre nell’universo l’antimateria dovrebbe esistere nella stessa quantità della materia normale. L’antimateria esiste, e si riesce persino a produrla e ad utilizzarla. Ma per produrre un po’ di antimateria ci vanno esperimenti e processi costosissimi, e si producono solo le particelle più piccole (come i positroni per la diagnostica TEP, una evoluzione della TAC), mentre nell’universo l’antimateria dovrebbe esistere nella stessa teoria standard del Big Bang lascia insoluto questo interrogativo, su che fine abbia fatto l’antimateria già agli inizi della storia dell’universo, scomparendo letteralmente. Vediamo in primis cosa sono materia e antimateria.

Come mai l’antimateria è scomparsa? Non lo so, sinceramente. Ma se non lo so io, blogger con la terza media, poco male. E’ che non lo sanno ma non lo sanno neppure gli esperti. “Che fine ha fatto, l’antimateria?”, è infatti uno dei quesiti scientifici ancora irrisolti. La teoria di cui ho letto, che sto per esporvi, se vera, risolverebbe questo enigma. In breve, l’antimateria altro non è che materia concreta, fatta di particelle fondamentali dello stesso tipo di quelle della materia (protoni elettroni neutroni, quark, eccetera), ma di segno opposto, ad esempio protoni negativi e elettroni positivi (nella materia è il contrario), le particelle dell’antimateria “ruotano” al contrario. Ma la massa, è positiva. La luce che emana, è la stessa- il fotone è di carica neutra, è l’antiparticella di se’ stessa-. Una stella di antimateria, ci apparirebbe normalissima. Infatti si ipotizzava e ancora si ipotizza, che possano esistere stelle, addirittura ammassi di galassie, fatti di antimateria, pur se la cosa sembra improbabile- ci sarebbero dei contatti con la materia con ciò che ne consegue. “Con ciò che ne consegue”. Infatti, se solo una particella di materia e una di antimateria si toccano, sono casini: si annullano in una forte esplosione di raggi gamma, cioè di pura energia. Nella lunga storia dell’universo ci sarebbe stato sicuramente qualche titanico scontro fra stelle di materia e di antimateria e, forse, non esisteremmo. Ecco perché’ si ritiene la cosa improbabile: l’antimateria è quasi del tutto scomparsa. Ma qual è problema, il paradosso? Ha prevalso la materia, semplicemente. Ma gli scienziati non si accontentano solo del risultato, vogliono vedere come si è svolta la partita.

Il fatto è che si ritiene che in origine materia e antimateria si equivalessero, 50 e 50. Non c’è stata la fine di tutto, ma è prevalsa la materia, e l’antimateria è rara come l’oro. Infatti, una piccolissima quantità è dagli esperimenti, ed in tempi brevissimi, perché’ avviene l’annichilazione. Il fisico russo Andrej Sacharov, più conosciuto negli anni ’70 come dissidente politico sovietico che come scienziato, immaginò l’ambiente in origine, nel momento del Big Bang, fatto di n. particelle col segno + e n. particelle col segno -, non importa di che tipo, particelle ideali, “le particelle di Sacharov”. Immaginò che se le n. particelle col segno + superassero anche di pochissimo, una su miliardi e miliardi, le n. particelle di segno -, ci sarebbe stato uno sbilanciamento a favore della materia, tale da creare l’universo attuale, dopo essersi annullata una cospicua percentuale di materia e antimateria, a vantaggio di “un po’”  di materia: questa che esiste. Questa è una possibile spiegazione, ma non soddisfa gli scienziati, dato che ancora ci lavorano. Ma chiesa’, questa potrebbe essere la volta buona.

DAL BIG BANG, DUE UNIVERSI UGUALI OPPOSTI

double universe

Due universi. Non uno sferoide, ma due sferoidi uniti in un unico punto di origine. Ho scelto questa immagine, anche perche’ e’ il simbolo di infinito. Forse sono infinite, le coppie universo- antiuniverso. Universi che, come zampilli, emergono da un vuoto potenziale, un vuoto capace pero’ di fluttuazioni creatrici di forze e di forme. E’ una mia idea, ma formulata anche – senza che io ne avessi conoscenza alcuna – da Stephen Hawking, che disse: “e’ possibile che esista una linea temporale senza inizio, che scorra perpendicolarmente alla nostra, e dalla quale si dipanino universi e antiuniversi”. 

Ecco la teoria, l’un bell’e sì, benissimo così, come dicono in Piemonte.
“E’ una teoria, un modello che ci permette di estendere l’universo oltre i limiti teorici raggiunti”, uno scontro epico fra materia e antimateria…” ha detto uno degli autori dello studio pubblicato nientemeno che sulla rivista Phisical Review Letters, una ricerca condotta da un istituto canadese di fisica teorica, coordinati da tale Neil Turok. Esisterebbero due universi, un universo con un verso del tempo partente dall’origine (istante del Big Bang) ed un anti universo (fatto di antimateria (antiatomi con antiprotoni antineutroni e antielettroni) ed un tempo che va “nella direzione opposta”, verso il passato. per noi. Perche’, per chi sia nato in quell’universo, nulla cambierebbe. Come una immagine allo specchio. MI guardo allo specchio, torno indietro, e torna indietro anche la mia immagine speculare. Mi avvicino allo specchio, si avvicina a me anche l’immagine virtuale.

Bellissima teoria, mi piace, anche se la prendo con beneficio di inventario, mi piace. Perché’ mi piace così tanto? Perché’ anni fa- ero ragazzo-, avevo pensato io questa cosa. Ci avevo pensato, con tanto di disegnini e schemi (tipo l’immagine in apertura) e numeretti, su un quaderno. Pensavo che se l’antimateria è scomparsa, magari sta semplicemente da un’altra parte. “Forse- pensavo-  nel Big Bang c’è stata una eiezione di materia da una parte, con una eiezione di antimateria dall’altra, generando praticamente un universo “a clessidra”, due lobi. Nel mondo di antimateria tutto è antimateria, e lì non cambia sostanzialmente nulla, ci saranno stelle, pianeti, forme di vite. Proprio come nel nostro universo costituito di materia “. L’universo “a otto” , lo avevo chiamato. Se mi permettete, questo mi dà un po’ di orgoglio, e un po’ mi commuove. Una mia fantasia, vagliata oggi da scienziati.

Okay, a correzioni avvenute, chiudo cosi’.

CIAO

Marghian

 

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