LUNEDI’ 3 DICEMBRE 2018 : LA SONDA “OSIRIS REx” INCONTRA L’ASTEROIDE BENNU, RITENUTO DALLA NASA UN OGGETTO MOLTO INTERESSANTE

Ciao. E’ il post che avrei voluto fare (e lo stavo facendo…) il 3 di dicembre. Provvedo adesso.

LA SONDA OSIRIS REx RAGGIUNGE L’ASETEROIDE BENNU

asteroid_neo

L’asteroide “Bennu” visto dalla sonda in avvicinamento

Ciao. Dopo avervi scritto, la volta scorsa, circa lo sbarco su Marte della sonda spaziale InSight, sbarco avvenuto con successo lo scorso 26 novembre intorno alle 21, missione che nella fattispecie ha lo scopo di studiare la “sismica” di Marte e le sue caratteristiche interne, vi racconto qui, oggi, di un’altra impresa del genere; ma che questa volta ha avuto, anzi ha,  come oggetto lo studio non di un pianeta, bensì riguarda l’esplorazione di un interessante sasso spaziale, del diametro medio approssimativo di medio di poco meno di 800 metri, e che ogni tanto rasenta l’orbita della Terra.

E’ un asteroide, e poiché questo asteroide è di quelli che passano vicini alla Terra, e’ stato classificato come N.E.O. Il N.E.O non è un puntino nero sul viso di una ragazza; è invece un oggetto che, proprio come l’asteroide in questione, orbita vicino alla Terra: e’ un cosiddetto Near Earth Object” (Near, vicino; Earth, Terra; Object, oggetto), Neo. . Questa e’ la famiglia a cui appartiene anche questo asteroide, che ha un nome: 101955 Bennu, o piu’ semplicemente Bennu. Tale nome dato all’oggetto, sembrerebbe  in “onore” della divinità minore egizia Benu, il quale Benu è – o era nel credo egizio, un “uccello sacro al Dio Sole Ra”, detto detto anche “la fenice egizia” in quanto simbolo di morte e di resurrezione o rinascita, dopo la morte. La sonda che è andata a far visita all’asteroide che si chiama cosi’, non poteva non avere essa stessa un nome “egittizzante” come, appunto, “OSIRIS – REx. Ma non e’ soltanto l’ammaliante  fascino dell’antico Egitto, cui siamo tutti un po’ soggetti;  qui significa anche qualcosa come “esploratore nella interpretazione delle righe spettrali che provino con certezza che le loro origini derivino dalla presenza di regolite (sulla regolite poi mi spiego…), ed appunto dalla denominazione in inglese “Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer”, ecco il nome “OSIRIS REx”.

OSIRIS REx è una missione messa appunto dalla NASA per l’esplorazione di asteroidi in seno al programma piu’ ampio detto “New Fronteers”, “nuove frontiere”. Il lancio di Osiris è avvenuto il 9 di settembre di due anni fa, da Cape Canaveral, con un lanciatore di tipo Atlas V411. Ha volto per ben 505 giorni, all’”inseguimento” dell’oggetto, oggetto che gira in questo modo: ha un orbita con un asse maggiore di circa 1,126 U.A, una U.A. (unita’ astronomica) ‘e la distanza Terra-Sole che qui vale 1; ha una eccentricità di 0,2 (appena due decimi dell’asse maggiore), da qui si capisce quanto l’orbita dell’asteroide sia simile a quella della Terra (rispetto al Sole), e che questo gli conferisca il titolo di “Near Earth Object”, di oggetto cioe’ che orbita vicino alla Terra.

I Neo sono poi suddivisi in tre famiglie diverse, che sono: Apollo, orbitano con un semiasse maggiore superiore alla distanza della Terra dal Sole e nella minor distanza dal Sole, al perielio, arrivano a trovarsi internamente all’orbita terrestre; Aten , orbitano sempre all’interno dell’orbita terrestre; Amor, quelli stanno sempre oltre l’orbita terrestre-“sfiorandola” esternamente” – e arrivano nell’afelio (massima distanza dal Sole) ad avvicinarsi all’orbita di Marte. Le due “lune ” di Marte Deimos e Phobos, che sono in definitiva due asetroidi,  potrebbero essere due “amor” catturati dal campo gravitazionale di Marte. Bennu e’ un Apollo. Ma a parte questi dettagli tecnici sui tipi di orbite dei Neo, continuo a raccontarvi del viaggio della sonda. Allora, OSIRIS Rex (da qui la chiamo familiarmente Osiris) , dopo il lancio nel novembre 2018 ha perscorso piu’ di mezzo miliardo di chilometri, praticamente girando anche lei attorno al Sole, per “abbordare” l’asteroide Bennu. Lunedì 3 dicembre 2018, Osiris ” lo ha fatto, avendo raggiunto l’asteroide che si trovava- e si trova- ad una distanza fra i 135 e i 202 milioni di chilometri dalla Terra. L’inseguimento è durato due anni, ed ora Osiris, dal 3 di dicembre, orbita attorno a Bennu avvicinandosi sempre di piu’ alla sua superficie. Orbiterà per due anni. Ad un certo punto, Osiris per qualche secondo “tocchera’” la superficie dell’asteroide, praticamente gli dara’ un bacio. E’ proprio questo infatti, oltre ai rilevamenti e invio di immagini e dati, lo scopo prinicipale, il main goal della missione: “toccare l’asteroide e prendere campioni”, in misura di alcuni chilogrammi di materiale, di roccia natia.

Ecco il punto. La regolite, è un tipo di roccia “”sciolta”, cioe’ granulosa che ricopre la roccia sottostante piu’ compatta (che vien detta roccia madre). E’ importante perche’ è quella a maggior contatto con l’ambiente esterno. Sulla Terra, ad esempio, la regolite si compenetra con l’atmosfera, con l’acqua e con la vegetazione. Per questo ha una sua natura granulare e “leggera”. E negli asteroidi, allora, che ci sta a fare la regolite? Senza agenti atmosferici ne’ l’azione di organismi? Gli impatti meteorici “polverizzano” la roccia; ecco che questo tipo di roccia sta anche dove non vi e’ atmosfere. Ricordate le imporente sulla Luna? Ecco, da allora la regolite è diventata “famosa”. E’ quindi molto inpoertante per capire questo asteroide. Bennu e’ un asteroide di tipo carbionioso, per questo e’ stato scelto. E’ irregolare, di forma leggermente “a rombo irregolare “, ed e’ irregolare anche nella sua superficie, con massi grossi che si alternano a massi piu’ piccoli, e regioni rocciose che si alternano a regioni che ne sono quasi prive.

IL BACIO DI OSIRIS

Osiris si avvicinera’ fino a “sfiorare” per un attimo, pochi secondi, la superficie di Bennu, con uno strumento “sparera’ dell’azoto liquido (freddissimo.) che polverizzera’ del materiale che verra’ aspirato dalla sonda. La sonda poi, lascera’ l’orbita ravvicinata con l’asteroide alla volta della Terra. Arriverà nel 2023, con il prezioso carico di regolite e altro materiale, e con esso, si spera, sostanze alla base della vita. Il tutto, a Terra, verra’ esaminato. Comunque Benu appare di superficie molto scura, potrebbe contenere metalli e sostanze organiche. Ha la stessa eta’ del Sistema Solare (altro motivo di interesse, studiarlo significa conoscere la storia del sistema slare), potrebbe avere incorporati dei composti che sono alla base della vita .

COSA HA GIA’ VISTO OSIRIS? C’E’ L’ACQUA

Ma non sono fiumi e laghi

Gia’ durante l’avvicinamento con orbita “a spirale” Osiris ha analizzato al superficie, e ha scoperto acqua nelle rocce. Dati spettroscopici (la luce che ha righe di emissione e assorbimento, “impronta” di materiali presenti” ), evidenziano molecole d’acqua nei minerali rocciosi sulla superficie dell’asteroide. Nelle rocce, non laghetti. Sono le cosiddette “rocce idrate”, silicati idrati che si sono forse originati agli inizi del sistema solare, nella stessa nebulosa da cui si sono formati Sole, pianeti, lune e quindi anche gli asteroidi (anzi dagli impatti di questi si e’ formata pure la Terra). Acqua nella struttura cristallina delle rocce. Non acqua liquida, ma queti “idrossidi” danno la prova che forse Bennu ha fatto parte di un oggetto piu’grosso, o di un sistema piu’ grosso, ove l’acuqa liquida c’era.

CIAO

Marghian

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MARTE, IL PIANETA DAI MILLE MISTERI…. 2 a PARTE – L’ARRIVO SU MARTE DELLA SONDA InSight

(Marte – ExoMars- Marsis  prima parte)

The Sharpest View Of Mars Ever Taken From Earth

MARTE, IN TUTTA LA SUA MISTERIOSA, E PER QUESTO AFFASCINANTE, BELLEZZA

Sul nostro piccolo pianeta Terra siamo tutti molto presi dalle nostre cose, e poco ci ricordiamo di dare una occhiata o di prestare ascolto a qualche notizia che ci racconti cosa avviene fuori dalla Terra e dai nostri ambiti quotidiani. Attratti come siamo dalle vicende riguardanti Salvini e Di Maio –e rispettivi padri-, lo spread e il suo saliscendi (piu’ sali che scendi), l’arresto di un mafioso, un fatto di cronaca, ci arrabbiamo per lo sbarco di un gruppo di immigrati o per la quota 100 (anche io, quando caspita fanno ‘sta cosa…) ecco che quasi la nostra mente ignora, direi scarta categoricamente notizie come definirle, “un po’ diverse”. Piace anche a me seguire, a volte – come succede a tutti noi quando la cosa ci interessa, quasi con gioia di un tifoso per la squadra che segna o gioca bene o con la rabbia dello stesso per la squadra che perde o per un rigore annullato, le notizie quotidiane.

Ma ogni tanto, nell’avvicendarsi delle cronache quotidiane, alzo gli occhi- magari anche soltanto idealmente – per guardare il cielo, e.. aguzzo le orecchie per ascoltare chi ne parla. E mi piace anche un po’ fare da portavoce, talora da controcanto se qualcosa non mi torna, a queste notizie alternative al quotidiano. Di conseguenza, con gli strumenti che mi ritrovo, scrivo qualcosa. Come sulla impresa spaziale di cui ho riportato, fino ad ora, la data. Proprio il giorno nel quale mi ero prefisso di fare il post che, per mia piccola imprudenza ( lo ammetto), non sono riuscito a fare. Ero giunto ad oltre metà del post sull’evento del 26 novembre scorso, la sonda su Marte quando paff, mi sparisce la pagina web, perso tutto. Arriva il 3 di dicembre, volevo scrivere qualcosa sulla sonda che ha raggiunto in questa data un asteroide (farò il post…) , mi metto a scrivere, e succede la stessa cosa. Po m’aggiudài, cun su tempus chi tengiu- per aiutarmi, col tempo che ho…. – Scrivo su Word, e salvo ogni paio di righe, e farò d’ora in poi cosi’, nun me frega piu’. Allora….

26 novembre, LA SONDA InSight E’ ATTERRATA SU MARTE

InSight

Si’, è atterrata su Marte. -Atterrata, non ammartata, come anche giornalisti esperti e scienziati scrivono e dicono. Fa ridere i polli , e anche le galline se pensiamo a cosa forse diranno quando una sonda si poserà, ad esempio, su Plutone: “è applutonata”. “Atterrata” va bene secondo me. perché poi, per dirla tutta, “atterrare” non significa “posarsi sul pianeta Terra”, ma “posarsi al suolo”, sull’elemento “terra”. Il nome del nostro pianeta infatti è nato proprio quando anticamente esso era ritenuto essere “Il Mondo” e non un pianeta come tanti, e costituito da un suolo piatto, “la Terra”, appunto, in parte coperto da un grande oceano e sormontato da una volta e, “sotto la terra”, “gli inferi”. Sotto queste idee e’ nato il nome “terra”, che era anche uno dei quattro elementi della antichità. Ce li troviamo ancora oggi negli oroscopi. “terra, aria, acqua, fuoco”.

A parte questa mia piccola critica linguistica sulla parola “ammartare”- sulla quale critica credo che l’accademia della crusca converrà con me -, anche per riderci un po’ sopra, comincio a scrivere dell’atterraggio della sonda InSight sul pianeta rosso.

Gli scienziati del team “NASA” per la missione, hanno trepidamente vissuto quelli che la NASA stessa chiama “i sette minuti di terrore”, per le incognite rappresentate da un atterraggio di una sonda Robot su Marte. Sette o otto minuti “terribili”, a buona ragione, dato che solo il 40% delle sonde sono arrivate su Marte con successo, e si sono perse ben il 60 % delle sonde inviate. Come la « Mars Observer », sparita appena dopo aver inquadrato la configurazione detta « faccia di Marte » (ma guarda, proprio subito dopo – ??!!-), fra le “defunte sonde ricordiamo anche la Mars Climate Orbiter lanciata a dicembre del 1999; o la sonda Schiaparelli del cui sorte non si sa nulla. Atterrare su Marte non e’ facile dunque, vuoi per la minore densita’ e pressione atmosferica che è solo un centesimo circa di quella terrestre, con minima capacita’ di frenaggio con i paracaduti (il frenaggio a razzi invece e’ agevolato dalla minore gravita’, il 39% della nostra gravita’); le tempeste di sabbia e venti fortissimi da quattrocento km orari che coinvolgono e sconvolgono anche tutto il pianeta, l’assenza pressoche’ totale di un campo magnetico. Non di meno la distanza, dato che un segnale di radiocomando impiega (alla velocita’ della luce, il segnale radio è.. “luce”) una ventina di minuti, e si deve puntare sulla automazione, comandi programmati; o impartiti per tempo. Ma questo e’ un problema. Se scatta il rosso, va bene che Marte e’ il pianeta rosso, forse per qeusto molte sonde non passano…

Scherzi a parte, non è facile; se scatta il rosso,  nel senso che c’e qualche imprevisto, te saluto gloria, e buona notte ai suonatori. Gli imprevisti e le incognite di una missione su Marte sono tante. Comunque, molte sonde ce l’hanno fatta ed hanno dato e danno notevoli contributi , come le sonde Viking –1977- , Phoenix –2009-,, Mars Pathfinder con il roverino Soujurner –1997, ero ricoverato all’ospedale di Oristano per controlli, vidi la telecronaca alla televisione nella sala mensa – , Spirit e Opportunity, rover gemelli – gennaio 2004 -Curiosity – 2012 -e, in ultimo, qualche giorno fa, InSight.

InSight, questo è il nome della sonda, che preso come parola significa “visione interiore”; ma come “sigla” sta per “Interior-appunto- Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport”, davvero tutto un programma: l’esplorazione dell’interno di Marte usando strumentazioni per l’indagine sismica e geologica, e del “trasporto del calore “-

LE FASI DELL’ATTERRAGGIO

Lanciata il 5 maggio di quest’anno, partenza rinviata dal maggio 2016 per problemi ad uno strumento di misurazione sismica, dopo un volo di sette mesi, lunedi’ 26 novembre verso le ore 20,47 in Italia, e’ entrata nella atmosfera del pianeta alla velocità di 19 mila chilometri all’ora, per poi aprire il paracadute verso a 11 chilometri dal suolo, e liberarsi anche dello scudo termico, lasciandolo cadere.

 Raggiunti 250 km orari circa,, a sessanta secondi dall’atterraggio- non ammarTaggio…- la sonda abbandona il paracadute, e apre i tre razzi di frenaggio, posandosi morbidamente sul suolo marziano.  Sono stati sette minuti di incertezza e incrocio di dita (poi dicono che gli scienziati non siano superstiziosi, lo siamo tutti…). Il lander per l’aterraggio su Marte non era solo, ma aiutato da una coppia di sonde “telemetriche”, dal nome Mars Cube One.

Mars Cube One

MarCo

La coppia di sonde del sistema Mars Cube One, “ponte radio” fra InSight e la Terra

Partite con la sonda InSight, IL SISTEMA consta di due minisonde, MarCo-A e MarCO-B, atte a creare un collegamento fra la sonda e la Terra, ed assistere il lander nelle manovre di discesa e di atterraggio. E’ stato anche un test per le future manovre spaziali assistite da sonde telemetriche di navigazione, anche su altri corpi del sistema solare.

La sequenza di avvicinamento e di atterraggio su Marte questo è importante, è stata la stessa del 2008, con la stessa tecnologia e metodo, della prodigiosa sonda Phoenix, che atterrò vicino al Polo Nord Marziano, tutto avvenne come sopra, a parte le sonde telemetri che, usate per la prima volta per “InSight”.

Lo scopo della missione di InSight, con il lander che e’ atterrato in una sona vulcanica vicina all’equatore del pianeta, è raccogliere dati sulla storia antica di Marte (e quindi, capire qualcosa sui pianeti rocciosi in genere); quindi studiare la struttura interna di Marte, processi antichi e ancora in atto che hanno formato e modellato il pianeta, il muoversi del magma sotterraneo, il trasporto del calore interno residuo, l’attività sismica, la geofisica del pianeta e l’attività di movimento tettonico. Lo studio degli impatti meteoritici, anche queseto è molto importante. A proposito, e’ dell’ultim’ora che la sonda Curiosity ha fotografato un oggetto lucente, forse una meteorite. La sonda InSight è alimentata da pannelli fotovoltaici (come tutte, del resto, le sonde marziane e quelle con altre destinazioni).

La sonda ha in dotazione fra gli altri strumenti un sismografo. Le scosse sono un po’ la “spia” di cosa c’è sotto, utile per studiare la storia geologica del pianeta.

Okay, nella terza parte, approfondirò la questione Marte: ho una bella storiella da raccontarvi – non so se ci vorrà anche una quarta parte… 

CIAO

Marghian

DUBBI E PENSIERI – E’ PIU’ DIFFICILE, OGGI, PIU’ CHE NEL PASSATO, CREDERE?

 

QUESTA SERA MI SOVVIENE UNA DOMANDA:  ANTICAMENTE ERA FORSE PIU’ FACILE DI ADESSO CREDERE IN DIO E NELLE  RELIGIONI?

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IO CREDO DI SI’

*          *

Io penso che oggi, nella nostra epoca, sia più difficile che nel passato, credere in Dio, o in altre figure religiose. Perché’? Secondo me sì, è più difficile oggi, credere. Perché? parto subito in quarta- anzi, le vetture hanno tutte la quinta marcia. Ma le usiamo, ‘ste marce, nel pensiero? Okay.

Anticamente gli uomini non sapevano che le stelle sono ammassi gassosi di proporzioni gigantesche, ne’ sapevano che l’arcobaleno è un effetto creato da miliardi di micro goccioline d’acqua sospese nell’aria che, come tanti piccoli prismi, deviano la luce in direzioni diverse dividendo il colore bianco del Sole nelle frequenze che danno i suoi colori. La terra era piatta, la Luna, il Sole e le stelle erano fisse nel cielo, tutto era disposto secondo un ordine preciso, e l’uomo fu creato per ultimo, nell’ordine della sua opera creatrice, da una statua di fango che Dio modellò e che divenne “anima vivente” con l’infusione del “soffio di vita”. Per gli uomini dei tempi antichi nulla era casuale, le cose seguivano un percorso stabilito da Dio.

Non conoscevano nulla, gli uomini di allora, del lungo percorso attraverso il quale la natura abbia corretto se’ stessa in ciò che l’uomo di oggi chiama “evoluzione delle specie”, ed era ben chiaro, allora, che l’uomo aveva un’anima immortale, perché’ le sue capacità erano divine, i suoi sentimenti venivano “dallo spirito”. Non sapeva, l’uomo di allora, che il suo cervello era costituito da miliardi di cellule, decine di miliardi di connessioni fra queste cellule che, trasportando impulsi elettrici e chimici, “creavano il pensiero”. I sogni, la fantasia, la poesia, venivano dall’anima. Non sapeva nulla, l’uomo di allora, che il suo cervello era strutturato in tante aree, una per ogni processo mentale e cognitivo, ne’ sapevano, gli antichi, che ciò che sapevano era “conservato” in alcune parti dentro la sua testa, i diversi tipi di memoria. L’uomo di allora non conosceva il sistema nervoso, la biologia e la fisiologia del corpo umano, e perciò era chiaro ed evidente che “essere vivi”, “camminare”, “sollevare dei pesi” erano tutte capacità che gli derivavano da una energia vitale divina.

Era chiaro, per gli uomini di allora, anzi ovvio, pensare che questa energia, una volta che il corpo moriva, sarebbe rimasta e “volata via”. L’anima immortale, destinata a vivere anche al di fuori dal corpo, al di là del mondo visibile o… reintrodursi in un nuovo corpo che stava per nascere, reincarnarsi. Questa idea era condivisa da milioni di uomini di fede sciamanica o di tipo orientale, idea promossa da menti illustri come il Buddha o Platone (secondo il quale l’anima, dopo la morte, sarebbe trasmigrata in altri corpi per poi raggiungere l’iperuranio”, l’oltre il cielo, questo è il significato della parola che indicava il “mondo delle idee” dove tutto è perfetto e sussiste per sempre.

Per le fedi e le credenze monoteiste ed escatologiche, come quelle che hanno portato al Giudaismo, all’Islamismo ed al Cristianesimo, era chiaro che questa energia divina, lo spirito o soffio divino, sarebbero “tornati a Dio”.

Sì, era più facile, allora, credere in Dio. Un po’ mi vorrei, in quei tempi. Oggi invece, per via di ciò che la scienza ci ha fatto capire, e per la ricaduta delle sue “rivelazioni” sulla cultura della gente, cultura che prima mancava, credere è molto, molto più difficile. La razionalità che ci fa pensare che anche il caso, in milioni di anni, può prodotto tutto quanto esiste, “il mondo”. Senza un progetto intelligente. Le stelle non sono più fisse, non sono incastonate in sfere di cristallo di Boemia (lo sosteneva, ancora, persino Keplero!!!Una delle menti più aperte del ‘600),ne’ il Sole e i pianeti girano intorno alla Terra, tolta la Luna; e sappiamo che la Terra stessa ruota intorno al Sole. Il Sole, oggi sappiamo, è un piccolo granello lucente fatto di gas bollente, un granello di una sabbia detta galassia (non il “luminare del giorn”o fatto apposta e messo li’ per la Terra) , galassia che è a sua volta un puntino nell’insieme di tante galassie che popolano l’universo. I cieli non sono più immutabili, ne’ la materia è costituita in maniera compatta, ma sappiamo essere un brulicare di particelle che si attraggono, vibrano, si respingono. Particelle piccolissime separate da enormi vuoti, vuoti in proporzione grandi quanto  i vuoti cosmici. La materia che sostanzialmente e’ fatta di vuoto.

L’anima, lo spirito, i pensieri, i sogni, i sentimenti oggi sembrano, agli occhi di una mente moderna, ormai “smaliziata “, non essere nient’altro che processi biochimici che avvengono nel corpo, in particolare nel nostro cervello, una struttura organizzata e complessa che produce le funzioni ed i processi mentali. Io penso che oggi, per tutto ciò che l’uomo ha imparato, sia più difficile credere in Dio. Per semplice fatto che, se il cervello fosse una struttura informe e semplificata e che servisse solo per coordinare i movimenti, mentre nulla in esso esistesse per produrre pensiero e sentimenti, l’esistenza dell’anima “verrebbe da se’” come conseguenza logica. “Nulla in noi è capace di produrre il pensiero, dunque questo ci viene da qualcosa d’altro…dallo spirito!!!”.

Questo era anche il pensiero di tale Renèe Des Cartes, piu’ famoso come Cartesio il quale,, riflettendo sul fatto che egli, come essere umano finito e limitato, potesse immaginare l’infinito, e come essere imperfetto potesse immaginare la perfezione, dedusse in ultima sintesi che “Dio esiste, e se Dio esiste ed egli mi da’ la capacità di rendermene conto, io posseggo uno spirito immortale…perché riesco ad immaginare l’immortalità pur essendo, all’apparenza, mortale. Questo in sintesi ed a parole mie, il pensiero del grande filosofo francese. Cartesio visse nel ‘600. Nemmeno lui sapeva quanto sappiamo noi oggi del nostro cervello, della fisiologia umana e degli altri animali, delle piante. Ne’ sapeva, penso, che esistesse una certa casualità negli eventi. Non sapeva, insomma, che “il mondo non è perfetto”.

In ultima analisi, dobbiamo allora concludere che Dio, l’anima e l’aldilà, la sfera soprannaturale, non esistono? Che era tutto un bel sogno e che ora ci siamo svegliati? Il nostro sapere scientifico, incompleto ma di gran lunga superiore a quello di secoli e millenni fa, spazza via definitivamente il Sovrannaturale ed il divino? No, non sostengo questo. Sostengo solamente che, prima, era più facile…credere. Sostengo che io, almeno, dubito. Pur sperando, ritenendo possibile, e soprattutto auspicabile, l’esistenza di…”altro” (senza il quale “altro”, la vita non avrebbe senso. Secondo me, poi la verita’ valla a capi’..).

L’esistenza di Dio, dell’anima immortale, degli angeli, può anche conciliarsi con le nostre conoscenze attuali? C’e o non c’e antitesi? Dio, o meglio- secondo il mio pensiero-, una mente cosmica ed universalenon necessariamente viene “scalzato” dalla scienza. Ma, ripeto, prima era più facile credere, e “sapere” implica dubbio e senso critico, sul piano intellettuale e filosofico.

Non voglio, per ora, toccare altri aspetti che ineriscano alla fede e sul senso religioso, come la bontà o la cattiveria, la morale, il materialismo inteso come interessarsi solo alle cose materiali (si può essere materialisti anche se si è credenti, “attaccati ai beni materiali”, e spirituali da non credenti, mettiamola così).
Concludendo, proprio perché’ oggi non è facile, si è alla ricerca. O almenoo io, serenamente, ci rifletto.

Con questo piccolo pensierino  🙂 , vi auguro buon weekend

CIAO

Marghian

PILLOLE

Ho pensto oggi di introdurre una nuova “rubrica”, la chiamo “rubrica” cosi’ in analogia con articoli di ben altro livelo e “ambiti” piu’ rilevanti, come ad esempio le rubriche televisive. Queste sono rubriche ” casrecci”, come questa  ove postare delle vere e proprie “pillole”, ossia post brevi. Non so, una notiziuola che io ritengo possa interessare; o anche semplicemente il riportare un commento spontaneo, scritto su blog o su facebook (come in questo caso), con magari qualche “ampliamento” in commento o immagine (o musichetta da sfondo o a tema … 🙂 )

Ciao.

SPERANZE DI VITE FUTURE

(e migliori)

Talvolta penso e mi consolo nel pensare che forse, tutto o comunque  molto di cio’ che qui non ho ottenuto nella vita, mi sara’ concesso  magari in un’altra vita. No, non parlo di reincarnazione….. – Tutta un’altra cosa. Sapete che c’è  una teoria che dice che il tempo e’ ciclico,  e che l’universo si gonfia (infatti adesso e’ in espansione, non e’ una battuta) fino ad un massimo e che dopo, ad un certo punto smette di crescere e si contrae sempre di piu’ fino a zero e ricomincia di nuovo a gonfiarsi, a crescere, in un altro ciclo del tempo? E’ la cosiddetta teoria dell’universo ciclico. Qualcuno su questo calca ulteriormente la mano e sostiene che, se così  e’, ad ogni ciclo temporale noi viviamo tutti la stessa vita. Con delle piccole varianti si intende; varianti e variabili  legate alle incertezze e alle potenzialità della meccanica quantistica nel mondo subatomico, dove spazio e tempo non hanno valore, o ne hanno di diversi – scrivero’ qualcosa di piu’ lunghetto su questo mondo affascinante dei quanti).

E’ l’ipotesi degli universi in successione, alternativa a quella (piu’ “famosa” e immediata per l’immaginario) degli “universi paralleli” (vedete le “schede” sotto) . Ecco quindi che, quando ritonera’ il 1952, ad aprile saro’ nuovamente concepito; e nel 1953 del prossimo ciclo, a gennaio, la nascita. E avro’, magari, anche io un amore 🙂

(****)

  • Siamo ovviamente nel mondo delle pure teorie, e la mia considerazione sul rivivere vite future e’ una semplice battuta. Ma,oltre la battuta, come cantavano Wilma Goich e Edoardo Vianello, “i Vianella”, “la speranza nun costa gnente”, in romanesco.

********

Alcune “schede”

big crunch

Che l’universo sia in espanzione e’ cosa ormai certa.

Piuttosto, non si capisce “dopo”, cosa accadra’. Nella scheda sotto, spiego i possibili “destini” del cosmo”, oltre a quello gia’ accennato del posibile “grande collasso”. Sono tutte possibilita’ teoriche.

ciclic universe

Spero si legga bene lo scritto. Cliccando sull’immagine ci si riesce.

UNIVERSI COME BOLLE DI UNA SCHIUMA

-o come tanti ripiani, uno sull’altro

universi

Comprendo che la lettura e’ faticosa. Il programma non mi dava colore migliore

Fra le teorie che vi ho brevemente esposte in disascalia, quella dei diversi piani di esistenza e’ la mia preferita: da’ adito a riflessioni che considerano la sfera meta- extrafisica, che e’ tutt’altro che un aspetto da scartare. Esso, apre ulteriormente il ventaglio delle possibilita’. E quindi, delle speranze.

////

  • Beh, il post a cose fatte, proprio una pillola non e’. E’ una flebo proprio  🙂

E’ comunque una “pillola”, rispetto a quanto vi potevo ancora scrivere. Su questa cosa degli universi ho molto ancora da raccontarvi, e  lo faro’.

Il post e’ fatto “a sa cùa”, di nascosto. “Alla nascosta” sarebbe, letteralmente.

Marghian

 

 

 

 

MAI PIU’ VIOLENZA SULLA DONNA

NO ALLA VIOLENZA SULLA DONNA

passione

– e no alla mancanza di amore. Perché questa, prima di tutto, e’ la causa del dramma della violenza contro la donna.

La donna maltrattata, violentata, umiliata per l’eccessiva e distorta passione del maschio. Ma non e’ vera passione. La passione vera e’ amore, parte dall’amore e crea amore. La violenza e’ solo frutto della piu’  insana e insensata possessione.

La vioenza sulle donne è un dramma che si ripete, e si ripete ancora. Cio’ è un segno inequivocabile di una umanita’ malata. Malata di odio, di vuoto di valori. Malata di un materialismo assoluto, da impedire la visione del valore vero di una persona. Il male nasce dal vuoto. Nella pienezza infatti, non c’e spazio per il male; nell’amore, non c’è posto per la violenza. Se questa si manifesta, è prova dell’assenza di amore.

“La donna legata con i rovi all’ancestrale simbolo del maschio forzatamente avvinghiata ad esso, e di esso prigioniera”. Cosi’ l’autore del dipinto, mio fratello Ignazio, ha voluto rappresentare la donna violentata, maltrattata e abusata dal maschio. Il titolo dell’opera e’ “Passione” -.

CIAO

Marghian

OUMUAMUA

La parola che avete appena letto, che sicuramente ha fatto comparire sopra la testa di qualcuno di voi qualche punto interrogativo ed esclamativo (come nei fumetti di Topolino, dove la “emoticon” dello stupore sono dei punti interrogativo e esclamativo sulla testa, quando il personaggio del fumetto vede qualcosa di strano) non è’ una parola sarda tipo quelle che una volta si dicevano per spaventare i bambini, come “oi su mommoi” (“oh, il fantasma..”, “oh, lo spettro..”); e non è nemmeno una nostra esclamazione di sgomento come “oia mommia” ( “oh mamma mia”), e non è neppure qualcosa come dcono a Napoli, “a umma a umma”, per indicare qualcosa fatta di nascosto (un po’ come questo post, in certo senso..  🙂  – No, niente di tutto questo.

‘Oumuamua è invece il nome dato ad un oggetto spaziale, un asteroide. Non ho scritto “un asteroide, per la precisione”, in quanto non si sa, e non si e’ ancora ben capito se si tratti di un asteroide, di una strana cometa o che cosa. Ecco l’immagine.

‘OUMUAMUA

 

pan starrs i telescope

Telescope Pan -Starrs-1, arcipelago Hawaii. L'”occhio” che ha visto ‘Oumuamua

Perché questo oggetto si chiama cosi’? E perché suscita tutto questo interesse nella comunità scientifica e non, ossia anche fra la gente del web? Ho scritto “La gente del web,” avete notato? non “l’umo della strada”. perche’ ormai, in astronomia e scienza,, dire “l’uomo della strada” e’ espressione inadatta e obsoleta: chi c’è oggi, in strada? Chi passeggia la sera, nelle piazze? Web, Web, e solo Web. E social, che di sociale hanno ben poco.

Comunque, a parte questa mia chiosa, vi scrivo ancora qualcosa sul nome (i convenevoli sono importanti….) dato dagli astronomi a questo curioso oggetto, che accingo a descrivervi. Prima, però, il nome.

Oumuamua, è una parola hawaiana che significa “messaggero che viene da lontano” ,ed è il nome dato all’oggetto in onore di un arcipelago. Lì, in una isola dell’arcipelago hawaiano, c’è un importante osservatorio astronomico, il telescopio Pan-STARRS-1 , dove l’anno scorso hanno intravisto qualcosa. Vedendo che qualcosa c’era davvero, l’ hanno chiamata cosi’.

La denominazione completa dell’oggetto misterioso è 1l/’Oummuamua, o 2017 U1 –anche gli oggetti celesti hanno un codice fiscale…- ed è il primo asteroide (?!) conosciuto che, pare, provenga davvero dalle stelle, ossia da un altro sistema solare e non dalle due (che poi sono tre) fasce di asteroidi del nostro sistema Solare. Infatti, l’1 davanti alla lettera I prima del nome, indica l’essere il primo oggetto “di questo particolare tipo”. La lettera I posta dopo l’1, infatti, sta per “Interstellar”. Quelli della l’International Astronomical Union, con sede centrale a Parigi, data la particolare natura “unica” sino ad ora, dell’oggetto, hanno sentito la necessità, davanti a questa situazione nuova, di stabilire una nuova denominazione, per battezzare questo intruso spaziale. E vai con le denominazioni 1I, 1I/2017 U1, e 1I/2017 U1 (‘Oumuamua). Si noti l’apostrofino sulla prima consonante, “’O”, un segno di incipit per risaltare la vocale “O”, detta in grammatica ‘Okina.

‘Oumuamua Viene da un altro sistema solare dunque; questo è il primo rilevante motivo di interesse, soprattutto scientifico: abbiamo a che fare con un asteroide (se di asteroide si tratta), che ha abbandonato il sistema di oggetti gravitanti attorno ad un’altra stella per venire nel nostro sistema solare, dopo un viaggio di centinaia di milioni di anni. Interesse scientifico e, in secondo luogo, popolare, data la sua forma allungata, stimata in almeno 400 metri di lunghezza (c’e chi dice addirittura 800 metri, ma su questo non mi pronuncio), a fronte di soli quaranta metri forse in larghezza: un enorme sigaro volante, dunque; questo particolare richiama al fascino di certi avvistamenti strani (invero, decine di migliaia di casi documentati, con fascicoli stipati negli archivi di tutti i governi del mondo…) nei cieli del nostro pianeta, e nello spazio esterno da parte di cosmonauti, di oggetti non identificati a forma di sigaro. E la fantasia vola, ma non corriamo troppo. Soffermiamoci, per ora su.. “piu’ serie” considerazioni scientifiche.
La scoperta dell’”asteroide” (lo chiamo cosi’ per intenderci…) ‘Oumuamua, o se preferite 1I/2017 U1, fu annunciata per la precisione il 18 di ottobre dello scorso anno dai ricercatori dell’osservatorio delle Hawaii, con uno “scarto” di diversi giorni rispetto a quando si trovava nel punto di maggior vicinanza al Sole, a 0,25 Unità astronomiche (una U.A=distanza terra-sole), quindi a 37.500.000 Km dal Sole. Un membro del team del telescopio nelle Hawaii, notò delle immagini dette di “prescoperta”, immagini risalenti a qualche giorno prima; immagini cioè catturate prima e non ancora ben visionate, risultate a seguito di un successivo attento esame, associabili all’oggetto, la cui scoperta definitiva è stata annunciata, come si è visto, il giorno 18 di ottobre dello scorso anno.

Nei mesi a seguire vari telescopi , fra cui il prestigioso Very Large Telescope dell’ESO (European South Observatory), ad Atacama, deserto del Cile, hanno seguito l’oggetto, e rivelato che questo si sta ormai allontanando dal Sistema Solare. La cosa strana, per gli studiosi, è che la sua velocità di allontanamento è superiore a quella prevista dai calcoli basati sulle leggi della meccanica celeste (tipo il rapporto fra la massa dell’oggetto, la sua orbita e la gravità del Sole ecc.), e fra i ricercatori fioccava uno scambio di commenti come “caspita, qui dobbiamo ricontrollare”, “qualcosa non torna”, “dobbiamo essere certi”, “e’ strana, la cosa..”. L’effetto notato è lieve, ma se ne deve tenere conto, potrebbe falsificare le osservazioni.….”.
‘Oumuamua sarebbe un asteroide interstellare, il primo in assoluto ad essere stato visto. E poiché spesso la fantasia anticipa la realtà, è accaduta una cosa pensata già decenni fa (anche da me), sulla esistenza di asteroidi (e comete) che potrebbero arrivare da altri sistemi solari. ‘Oumuamua ha strappato questa idea alla pura fantasia, convertendola in realtà. Ma questa realta’, nel caso specifico, ha acceso altre fantasie, anche in alcuni scienziati. ‘Oumuamua è diventato “virale” in rete. Questo enorme “sigaro volante” viene visto da molta gente come un veicolo extraterrestre che esplora i nostri paraggi. Ecco, l’interesse suscitato dall’oggetto strano sul piano popolare. Pero’, a dare il La su questa idea non è stato un oscuro internauta bisognoso di cose nuove, ma sono stati due eminenti studiosi dell’eminente “Harward Smitsonian Center Of Astrophisics che, sulle base delle stranezze riscontrate in Oumuamua di forma e comportamento, hanno lanciato la affascinante ipotesi di una natura artificiale ed aliena dell’oggetto.

ASTRONAVE ALIENA?

cigar ufo seen

Una delle innumerevoli foto di ufo “a sigaro”, o di “astronave sigariforme” .Secondo il contattista polacco americano George Adamski ed altri, una astronave madre per il trasporto di  veicoli piu’ piccoli definiti da Adamski “ricognitori”, che sarebbero poi i “comuni” dischi volanti. ‘Oumuamua ha fatto pensare a questo.

Nei mesi successivi, mentre l’oggetto allungato si dirigeva verso il limitare del Sistema Solare roteando vorticosamente, furono avanzate due principali ipotesi sulla sua natura (asteroide o cometa), basate sui comportamenti osservati”. Piu’ in generale, già il grande fisico Stephen Hawking avanzava l’idea di astronavi interstellari capaci addirittura di sfruttare i “venti di particelle” soffiati da tutte le stelle (i raggi cosmici), ma soprattutto sfruttano la radiazione fotonica (i fotoni sono particelle letteralmente “fatte di luce” ma che da sole non fanno luce, ci va un treno d’onda ), mediante il prinncipio della presione di radiazione; il quanto di luce viene letteralmente”resipnto ” dalla superfcie della vela, che riceve una spinta in energia nel verso opposto del rimando del fotone, e va.
Delle vere e proprie astronavi “a vela”, dunque. Non è fantasia: con questo sistema “a vela” siamo riusciti noi,in piccolo, a mandare una sonda ad esplorare Venere, e la missione Breakthrough Starshot si propone di esplorare Alpha Centauri con delle minisonde a vela (di qualche centimetro di grandezza e contenenti un chip) che, spinte con dei laser e dalla radiazione solare , e di raggiungere e esplorare Alpha Centauri, andando li’ con una velocita’ di crociera di un quinto di quella della luce.Arrivarci in vent’anni (quattro anni luce) e far arrivare, dopo altri quattro anni, i dati.

veil star ship

Viaggiare nello spazio “a vela”. E’ possibile, come la sonda giapponese Ikaros, lanciata nel 2010 per l’esplorazione di Venere.

Chi fantastica sugli Ufo, o sui nostri futuri viaggi spaziali, ovviamente considera anche altri sistemi di propulsione di una astronave, come ad esempio quella di forti campi di forza capaci di far letteralmente “scivolare nello spazio” un veicolo, alterando addirittura lo spazio immediatamente circondante il velcolo, comprimendolo, e permettendogli cosi’ di percorrere enormi distanze: la tecnologia di una civiltà che avrebbe abbandonato da tempo la propulsione a razzo. Di sigari volanti parlava il contattista americano di origine polacca Gorge Adamski, con le sue notissime (e controverse) foto do ufo a forma di sigaro che, a sua detta, sarebbero dei veicoli- madre che lanciano ricognitori a disco (i dischi volanti sarebbero in sostanza dei ricognitori, tenuti stivati nel “sigaro”come aeroplani su una portaerei durante il viaggio spaziale, e sganciati per volare nelle atmosfere dei pianeti che si esplorano ).

Esisterebbero, secondo alcuni, dei lontani pianeti abitati da cui proverrebbero queste astronavi. Per Adamski, gli extraterrestri, di aspetto umano, originavano dal nostro sistema solare, da Venere in particolare, cosa che io giudico poco credibile. Allora, pero’, negli anni ’40 e ’50, la cosa era piu’ che verosimile, dato che non conoscevamo Venere o Marte come oggi li conosciamo, grazie agli astronomi e alle sonde esplorative. ‘Oumuamua, comunque, viene da un altro sistema solare e, secondo questa accattivante idea, i suoi occupanti sono venuti a visitarci. Mancai fudi… (magari fosse.. -nota dell’autore  🙂  )

ipotetica astronave

Rappresentazione artistica di una ipotetica astronave aliena,  o nostra del futuro. Una coa che per me non torna in questa rappresentazione, sono i retrorazzi posteriori: con il propellente, non si va molto lontano, serve un altro modo.

Ma ahime’qui, pur se nulla va escluso per partito preso, e pur se l’idea della astronave aliena affascina anche me, siamo nel mondo delle pure ipotesi (fino all’arrivo di dati comprovanti in merito). Ed e’ giusto, prima di concludere il post, valutare la tesi considerata la piu’ semplice: un asteroide, od una cometa. Per cui mi dilungo ancora un po’, con alcuni aspetti tecnici su questa scoperta.

QUALCHE DETTAGLIO TENCICO

orbit 1

Ecco il movimento orbitale di Oumuamua, rappresentato dalla parabola iperbolca (linea gialla). Si noti come l’iperbole origina da fuori dal piano orbitale ove giacciono le orbite dei pianeti del Sistema Solare. Notare come, venendo verso di noi, l’oggetto è passato vicino a Mercurio, passando fra l’orbita della Terra e di Marte, per poi allontanarsi (fase attuale)

Nell’analizzare l’insolita accelerazione e la strana traiettoria di Oumuamua, i ricercatori ipotizzano che si possa trattare di un inedito oggetto interstellare (di origine naturale la maggior parte dei ricercatori, di origine artificiale alcuni altri). Ma cos’ha, di anomalo, il comportamento di oumuamua? Sembra violare un po’ le regole del “naturale traffico spaziale orbitale”. Perché?
Gli oggetti (asteroidi, comete soprattutto) che bazzicano nel nostro sistema solare, ruotando attorno al Sole o alla Terra, hanno regolari orbite ellittiche marcate (specie se molto distanti da Sole o Terra). Dunque, orbite paraboliche se si considera il centro del Sole al posto del “baricentro del sistema Solare, guardando al quale le orbite paraboliche spariscono e vediamo solo orbite ellittiche (a forma di uovo). ‘Oumuamua (ormai ho imparato a scriverlo in fretta…J ) ha invece una orbita iperbolica, tracciando una linea curva aperta passante per dei punti vicino al Sole e poi allontanandosi all’infinito rispetto “all’altra mezza linea curva”, immaginando di fare una linea curva aperta con dello spago. Alcune comete hanno si’, orbite che sembrano iperboliche ma… cio’ deriva dal non avere dati sufficienti per i calcoli, una ha l’orbita effettivamente iperbolica ma perch? Perturbata da gravitazionalmente da Giove. Ma e’ la regola che conta, e ‘oumuamua sfugge a questa regola del “codice dello spazio”.

Lo si è visto avvicinarsi roteando vorticosamente (sembra nel senso della lunghezza, quindi nel caso sia una astronave, questa astronave ha perso il controllo). Venendo da una angolazione strana (chiaramente con l’orbita che non giace sul piano orbitale dei nostri pianeti ), la sua origine e’ esogena al nostro sistema solare. L’oggetto, a detta dei due astronomi dell’osservatorio di Harward, ha una accelerazione eccessiva; anche questo, non solo la forma allungata, ha fatto loro pensare ad una possibile origine artificiale dell’oggetto. Fra le orbite di Marte e Giove, nella fascia principale di asteroidi che circonda Giove come una ciambella, esistono comunque oggetti di forma allungata.

long shaped object

Una cometa o asteroide di forma allungata. Cosi’ potrebbe essere fatto l’oggetto che viene dalle stelle. Comete e asteroidi, in ogni dove messaggeri e portatori di materia organica e inorganica. Oggetti cosi’, in milioni di impatti, hanno formato la Terra.

L’oggetto forse è roccioso,conterrebbe sostanze organiche e ghiaccio.  Ecco, secondo gli scienziati, quelli che guardano il cielo con i piedi per terra (vi è piaciuta? :)) il ghiaccio puo’ essere il propulsore capace di accelerare, o rallentare, un asteroide, od una cometa. Perché, il ghiaccio?

Una cometa, in avvicinamento al Sole, è soggetta a dei potenti “bursts”, ossia delle potenti evaporazioni od eruzioni del ghiaccio (il fenomeno è detto “criovulcanismo”, “krio” significa freddo.), ghiaccio che sublima in forti getti di gas a causa del calore del Sole, che produrrebbero un vero e proprio “effetto razzo”, quindi un lieve rallentamento, o accelerazione di un asteroide o cometa, è verosimile.

Ma alla arida scienza, molti preferiscono l’immaginazione e,a fredde valutazioni scientifiche e “razionali”, l’uomo della strada (anzi del Web, ero abituato bene…) e qualche scienziato, preferice pensare che l’oggetto in questione sia una astronave aliena, o un relitto di astronave aliena, che viaggi nello spazio, fra le stelle, come sognamo di fare anche noi, un giorno. Comunque,ipotesi alternative a parte, ‘oumuamua e’ un messaggero delle stelle, portatore di materiale organico , materia primaria per la vita. Materia che che esiste e opera un tutto l’universo.

CIAO

Marghian

ESSERI PROVENIENTI DA ALTRI MONDI CI VISITANO DA SEMPRE?

Ciao. Forse oggi riesco ad inserire qualcosa. Giorni grigi, per la mia attività web 🙂

Allora, ho pensato di lasciarvi – anche per farmi “vivo”-  qualche riflessione su un argomento che a me interessa. Ho pensato di lasciarvi alcune considerazioni, qualche riflessione su un argomento che a me affascina:il cosmo ed il mistero della  vita nel cosmo. Non per niente, appunto,  ho scelto l’alieno come mia immagine avatar. Teorie, possibilità, e presunti fatti che rientrano in questa tematica. Una cosa che ho scritto con calma, a casa, che mi sono portato appresso con una “pennina USB”. Devo solo incollare, e mettere qualche immagine. Vediamo se mi riesce il colpo gobbo ….  🙂    – Buon Weekend, appena posso e come posso, commento qui e sui vostri post, ciao .

PRINCIPI UNIVERSALI

vitruvian man

L’uomo, “costruito” forse secondo leggi e principi validi ovunque nel cosmo

-Prima di tutto, mi sovviene un pensiero: il Bene, il Male, la Giustizia, la Legge, la Sapienza, la Morale, la religiosità. le leggi della vita e della morte, la saggezza, la crescita interiore.  Ed ancora, le leggi matematiche, le proporzioni geometriche, le leggi ceh governano il verificarsi delle cose. Sono concetti, questi, a mio avviso troppo grandi perché non abbiano carattere di universalita’. Questo mi fa ritenere che tutto l’universo sia abitato da esseri senzienti, come noi’ coinvolti nel senso di tutte queste cose. Esseri che hanno, come noi, a che vedere con questi concetti, e cioè, creature come noi che sono, secondo una certa espressione di religiosa memoria, “eseri ragionevoli composti di anima e di corpo”. L’universo e’ una grande casa. Assurdo che questa casa esista per essere vuota. Percio’ l’idea di altri mondi abitati è tutt’altro che balzana, o azzardata.

E’ RAGIONEVOLE PENSARE CHE L’UNIVERSO SIA POPOLATO

stars _in_night

L’universo è immenso, e immense sono le distanze fra le sue parti. Se l’univero è, come anche io ritengo, popolato, si pone pero’ impellente, un altro quesito:

SIAMO STATI, E SIAMO, VISITATI ATI DA ESSERI DEL CIELO?

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Rappresentazione artistica della “Visione di Ezechiele”

L’idea che l’umanità’ sia stata da sempre “affiancata” da esseri provenienti da “altrove” e’ una possibilità che va considerata, per quanto ci siano motivi di perplessità e di scetticismo, che non risparmiano neanche me. Andiamo per gradi.

Sin da tempi antichissimi sono arrivate fino a noi cronache di esseri venuti dal cielo, “carri celesti”, “angeli”, “demoni” ed altro. Lungi da me voler accomunare le manifestazioni divine con presunte manifestazioni di natura aliena o comunque non terrestre , ma i testi biblici (che prendo ad esempio perché sono i testi più rappresentativi, nel nostro immaginario, non certo gli unici…) sono pieni di descrizioni di eventi che fanno pensare a delle visite di esseri di altri mondi. Gli “angeli”, erano in tre e soprattutto SENZA ALI, che furono ospitati da Lot, nipote di Abramo, lo stesso Abramo che “sentì una voce che gli disse: “esci dalla tua terra e va dove io ti mostrerò”(..nella Bibbia originale ebraica sicuramente e’ “dove NOI ti mostreremo”, questo particolare del “plurale” nella Bibbia e’ importante ed intrigante), Ezechiele che vede librarsi in aria un “carro con quattro ali e quattro ruote, l’una che si fondeva con l’altra, e si udì un rumore di molti passi, ed una voce che mi disse..” sono tutte cose che fanno ritenere a molti che qualcuno, nella storia, ci abbia “contattato”.
Nel contesto biblico sembrerebbe che tali eventuali visite aliene (angeliche per la religione) avvenissero “per guidare la nostra storia” (“segui quello che noi ti diciamo ed avrai una grande discendenza”…”costruite un altare li’ dove io vi indicherò (anzi “dove noi vi indicheremo..”,e così via con altri resoconti sulla stessa falsariga).
Ora, se la Bibbia – intendiamoci, PER CHI CREDE- e’ da riferirsi certamente a Dio, cio’ non di meno la sua “parola” sembra in qualche modo, e cosi’ puo’ essere, “mediata” da qualcuno “in sua vece”. “Angeli”? Ma angeli (cioe’ messaggeri…) di puro spirito o esseri alieni in carne ed ossa? O gli uni e gli altri, la cosa non escludendo l’altra?
Perche’ la Bibbia poi si esprime, su Dio che è l’Unico per eccellenza, molto spesso al plurale? E molti suoi “nomi” sono al plurale”, tipo Ben Elohim che se ve lo scrivo tradotto e’ “figlio/ o figli degli dei”. Perché Ve lo siete mai domandato? In italiano noi leggiamo “Egli”, ma molto spesso e’ la traduzione di un “essi”: “ed Egli disse- ed essi dissero:” ..ora l’uomo e’ diventato come uno di noi, scendiamo e confondiamo il loro linguaggio, perché Noi vogliamo che si disperdano su tutta la Terra a formare altre nazioni, altri popoli…”. Come si vede, e’ importante considerare questo ricorrente “plurale” che da’ da pensare, pur se visto da molti come semplice plurale maiestatis”: (?!) “E Dio disse: “facciamo l’uomo, a nostra immagine e a nostra somiglianza….”- e’ plurale, “facciamo…”, in questo caso, anche in italiano-.
Pur restando ferma l’idea di un solo Dio-Spirito (come io ritengo, l’Intelligenza Cosmica essere una pur nelle molte forme assunte attraverso le cose esistenti), i testi sacri antichi riportano un plurale di dio, Elohim, mentre il singolare e’ El o Eloah. Allora si parla di ..dei? Non proprio, anche se ai temi di Abramo gli idoletti non mancavano. L’espressione, come ho già scritto, fra le più ricorrenti nella Bibbia e’ “ben elohim” o “ben-Eloah”, figli degli dei o di Dio. “Angeli” dunque, per l’appunto dei “Messaggeri”. Ma per inciso, neppure questa idea “toglie di mezzo” l’eventuale esistenza degli angeli della religione, esseri puramente fatti di spirito-piu’ realta’ possono coesistere-. Gli angeli “spirito”, se esistono, non hanno di certo le ali, che sono una iconografia di derivazione pagana (vedi il Cupido o Amorino).

ancient structure

Le grandi strutture megalitiche, presenti su tutto il pianeta, e fonte per noi di grande stupore, sono sicuramente opera dell’uomo. Ma retaggio di quale antico sapere?

-Riscrivo ancora che se…un alieno, o comunque un essere di un’altra realtà fisica che esiste “a fianco alla nostra” (leggi universo parallelo,  o piano di esistenza superiore ) ‘ parla “a nome di Dio”, di fatto l’esistenza di Dio come Essere Supremo e spirituale non viene sminuita ne’ travisata, se non da certi sostenitori della teoria in esame. Supponiamo- solo supponiamo..- che fosse stato un extraterrestre , e non Dio in persona, a dare a Mose’ le “tavole della legge”. Con questo Dio verrebbe ..scalzato? No, per niente. Immaginiamo l’alieno che dice a Mosè: “Noi ti diamo queste leggi, che sono le leggi eterne ed universali del Creatore…seguite queste leggi…”. Loro che “non erano Dio” , di certo no; ma “parlarono” ed “agirono” per Lui”, sapendo meglio di noi, per evoluzione spirituale e morale, che “Lui esiste”, conoscendo meglio dell’uomo, anche se non in modo perfetto, “la sua volonta’”.
Ecco, e’ possibile che alcune volte in cui “Dio ha parlato” siano stati di questi esseri a parlare *in nome e per conto di Dio”, ne più ne’ meno come qui, in molti luoghi della Terra dove Dio ed il Vangelo non sono conosciuti, dei missionari vanno ed insegnano delle cose “nel suo nome”. Quindi, l’idea di antichi alieni NON minacciano, secondo me, l’idea di un dio spirito”. Se mai sono di altra origine e tipo, i dubbi sulla sua esistenza.
Lasciando da parte per un attimo le ipotesi “riduzioniste”-e possibilmente vere- dei prodigi raccontati nella Bibbia, con un intervento “dall’alto” da parte di questi esseri si spiegherebbero eventi come l’aprirsi del Mar Rosso (forti campi magnetici o di altra energia), la “colonna di fuoco” (potenti raggi di energia laser o simili) che difese il popolo di Mose’, e persino la “stella dei Magi” (loro che, “posandosi sulla capanna di Betlemme”, avrebbero indicato che “questo e’ il luogo dove lnti”. “Khrisna che viene portato ad una altezza oltre le nuvole e co Spirito della seconda persona della Trinita’ si e’ incarnato”) ed altri eventi ancora, anche al di fuori del contesto biblico. Come certe “battaglie con dardi di fuoco” descritte in testi come il Mahabbarhatha indiano, la “Bibbia indu’” dove “con disinvoltura” si parla di “Vimanas” o “macchine volahe “vede la Terra dal cielo” e che, tornato sulla Terra, descrive con dovizia di particolari tale sua “esperienza astronautica” ante – litteram.

Nel “Liber Prodigiorum” dello scrittore latino Julius Obsequens sono riportati fatti e cronache che noi oggi definiremmo”ufologici”-“travi di fuoco che attraversano il cielo”, “segni nei cielo”, “apparizioni di luci di varia forma”-. Prima di lui storici come Livio (c’ero gia… 🙂 ) e Plinio hanno scritto di “clipei ardentes” (“scudi ardenti”) ed altre cose assai simili alle nostre descrizioni di tali eventi. Ogni antica cultura “annovera” fatti di questo tipo, a riprova che il fenomeno delle “cose che si vedono nel cielo”, come diceva Jung, non e’ una cosa nuova, dei nostri tempi.
Allora, in via ipotetica, dunque, E’ possibile, certo, che esSeri alieni ci abbiano “plasmati”.”Plasmati” o “influenzati”, non creati come sostengono certi . Io infatti, piu’ che ad una nostra creazione tout court da parte di certi esseri superni, penso piuttosto ad un antico “contatto culturale” anche protarattosi nel tempo; un contatto culturale, od anche genetico, ma come rapporti interspecie, fra la nostra e la “loro”, non che ci abbiano creato “in provetta”, dal nulla, o da una cellula di loro creazione. Questo perché semplicemente, se pensiamo che “essi ci abbiano creato” si pone la domanda di chi …abbia creato loro.
Ecco che, a mio avviso, è più logico pensare che l’alieno sia, analogamente a noi, un essere nato da madre Natura (sul suo pianeta),un essere nato da una “mamma” della sua specie; ed evolutosi nel tempo con le stesse leggi “darwiniane” che, se corrette, sono leggi universali. Possono esistere, insomma, tante “umanià a diversi stadi di sviluppo”.
Ecco che noi possiamo essere dei primitivi ancora oggi, rispetto ad alieni evolutissimi; ma evoluti rispetto ad alieni che, magari, adesso sono nella eta’ della pietra, ed ecco che noi, come specie intelligente, non saremmo la peggiore, bensi’ una civilta’ “a livello medio” fra i due estremi della eta’ cavernicola e della eta’ dei viaggi interstellari, di cui certi alieni sarebbero capaci ed altri no, come noi oggi. Noi che, magari, fra mille anni saremo “come loro”. E forse gli alieni evoluti (mi riferisco a quelli ovviamente piu’ vicini a noi come pianeta madre) non si mostrano ufficialmente solo per motivi “deontologici” loro, tipo la prima direttiva di Star Trek, “non interferire con una civilta’ in via di sviluppo” e lasciarla crescere con l’esperienza. Come il papà di Superman, nel film, che nella voce registrata dice al figlio in viaggio verso la Terra: “ti e’ proibito interferire con la storia degli uomini….”. Ecco che, con questo spirito di non interferenza (di non disturbare troppo la nostra crescita tecnologica e soprattutto morale) essi si limiterebbero (nell’era attuale) a sorvolare i nostri cieli, ad atterrare di notte prevalentemente per prendere campioni minerali animali e vegetali a fini di ricerca e a entrare in contatto solo con singole persone ( i contattisti – contattati ) , o singole istituzioni accuratamente prescelte, per scopi che noi non conosciamo.
Potrebbero poi esistere delle vere e proprie federazioni interplanetarie (anche rivali) delle quali noi saremmo completamente ignari e a cui noi non siamo ammessi, cosi’ come sulla Terra uno staterello africano non e’ ammesso all’ONU o alla NATO. Non verremmo ancora ammessi a tali “confederazioni” perche’ “bruciamo ancora carburante”, e non possiamo ancora viaggaire fra le stelle, saremo quindi secondo certa classificazione “una civilta’ di primo tipo”. Saremo forse “ammessi ad una federazione” (e ci verrebbero imposte certe leggi) magari quando anche noi useremo “certe energie” senza bruciare, e potremo fra qualche secolo,viaggiare in modo alternativo alla propulsione, propulsione che va bene al limite per il sistema solare, ma poi non funziona: millenni solo per arrivare ad Alpha Centauri, la stella piu’ vicina a noi..
Ci va un altro modo di viaggiare. E se questo modo alternativo non esiste, come dicono molti scettici (ahime’, non si puo’ escludere), allora non parlino di conquista dell’universo: si resta a casa.

SIMILI O DIVERSI?

Una cosetta ancora: Sul fatto molto comune, quando si parla di extraterrestri, di dire “sono diversi”, basta dire che in taluni casi sono diversi, anche di molto, da noi; ma in altri casi, simili a noi. Immaginate che “bestiario” – parola brutta ma che rende l’idea..- considerando specie evolutesi su miliardi di pianeti. Valutiamo le variabili, le possibilità, fra differenze e similitudini (il delfino, fra le molte varietà di vita marina, non e’ un pesce ma gli somiglia parecchio insomma, per fare un esempio di un essere del “pianeta mare”). Poi ancora, se questi alieni costruiscono astronavi, costruiscono sui loro pianeti edifici, antenne, strade, canali ecc., allora devono avere come noi mani e braccia, gambe, torace, testa.

Insomma, per pilotare un ufo, ci devono somigliare. Esseri fra quelli evolutisi da creature simili ai primati terrestri. Le altre tipologie, tipo quella nel film “alien” sono praticamente come i nostri animali, “insetti giganteschi” eccetera. Ma l’essere alieno intelligente e capace di costruire astronavi, se esiste, probabilmente ci somiglia. In gergo si usa infatti la parola “umanoide”, per dire un essere tipo noi.

Marghian

 

 

 

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