RAZZO CINESE “LUNGA MARCIA” ALLA DERIVA, UN PO’ DI ALLARME. MA DAL CIELO CI CADE ADDOSSO MOLTA PIU’ ROBA, DECINE DI MIGLIAIA DI TONNELLATE DI METEORITI. EPPURE NON CE NE PREOCCUPIAMO, COME IN QUESTI GIORNI PER UNO STADIO DI MISSILE

Le traiettorie nella nostra zona

Ciao. La caduta di meteoriti ed asteroidi è un fenomeno che esiste da sempre, intendendo per “da sempre” il tempo della storia della Terra. Non sono stato molto preciso nel titolo: non e’ vero che gli asteroidi e i meteoriti non ci preoccupino; ma non ho tutti i torti, preoccupano la comunita’ scientifica, tanto che gli asteroidi sono annoverate fra le emergenze planetarie, al pari del cambiamento climatico, della fame o del rischio legato al nucleare (leggi: fughe di sostanze tipo Chernobyl e Fukuhima, o guerra nucleare. Ho scritto piu’ di un post sugli asteroidi, con particolare accento a quelli “near eartt”, che passano vicini alla Terra detti “near earth objects”, oggetti relativamente vicini alla Terra. Quindi, la cosa preoccupa. Ma su questo stadio di razzo, fermo restando che e’ stato giusto monitorare, prendere precauzioni, sorvegliare, c’e stata preoccupazione eccessiva nella gente “della strada”, cioe’ in noi. Eppure, considerando quanto cade sulla Terra, è molto piu’ corposo di un missile di cui si perda il controllo ogni tanto.

Ora, se è vero che il razzo “lunga marcia 5 B ci ha dato un po’ di preoccupazione, tanto da essere stato giustamente e debitamente controllato e monitorato , e sono stati gli stessi cinesi, a livello di stampa, ad avere fatto il punto, intorno alle 5 ora italiana: “e’ caduto nell’oceano indiano, vicino alle maldive” (il pericolo zero non esiste); Pensate che a controllare gli eventi si è scomodato persino il NORAD, “lo conosco di fama ” in quanto si occupa anche dei presunti UFO, e degli asteroidi, dato entrambi gli argomenti mi interessano. Il “NORAD” (in Indipendence Day, il film si accorsero che “l’asteroide…” rallentava, era altro) Comando di difesa aerospaziale del Nord-America, off limits per noi. Ma per quanto potente, ah calcolato con un certo margine di incertezza, e si pensava che sarebbe forse caduto nel nord dell’ oceano atlantico, poi aggiustando il “probabile” tiro, il nostro Mediterraneo, fra le linee della possibile traiettoria- e caduta, anche la Sardegna, e buona parte del centro-sud, cosa che ha un po’ allarmato la protezione civile.

Quindi, qualche apprensione c’era, anche per la nostra “zona geografica e marittima” La Protezione Civile si basava sui dati forniti dalla nostra ASI, agenzia spaziale italiana. Ma perche’ e’ successo?

-E’ stata data priorita’ alla sistemazione in orbita del primo elemento,della stazione spaziale cinese, intanto si e esaurito il propellente nel razzo che ha lasciato l’orbita in “caduta libera” (non verticale, ma un’orbita sempre piu’ verso il suolo, “a spirale”, quando manca la proporzione giusta fra velocità di fuga e attrazione da parte della Terra. In orbita tutto “sta cadendo”, anche la Terra sul Sole, ma c’e un equilibrio tale fra attrazione e velocita’ centrifuga, che la caduta “non termina mai”, cosi’ non e’ per oggetti con velocita’ e altezza non sufficienti od eccessive: esiste il rischio di allontanamento e perdita nello spazio). Lo stadio, di forma cilindrica, pensante venti tonnellate lungo più di 30 metri e dal diametro di 5, ha cominciato a scendere ruotando velocemente su se stesso: cosi’ non è facile, neppure per il grande e mitico NORAD fare i calcoli.

CI CADE DI PEGGIO, MA NON CE NE PREOCCUPIAMO

DI QUESTI NON CI PREOCCUPIAMO. EPPURE MOLTI SONO TOSTI

E NUMEROSI. PIU’ DI 40 MILA TONNELLATE DI METEORITI IN UN ANNO, CADONO SULLA TERRA

Tenete conto, circa 30 metri e 20 tonnellate di peso, il razzo cinese . Con i meteoriti che ci arrivano dallo spazio praticamente di continuo, si stima che la Terra si arricchisca, contando anche sottili pulviscoli di stelle cadenti, ma anche contando oggetti grossi, di ben quaranta, cinquanta milioni di tonnellate di materiale all’anno. E perche’ un meteorite colpisca la superficie senza bruciare del tutto, deve essere almeno di alcune decine di metri. Dipende anche dal materiale, meteoriti ferrosi Ricordo di un meteorite che sfondo’ il tetto di una casa di campagna in Trentino, ma quanto era grosso, prima di attraversare l’atmosfera? Qui, una “tabella”.

Primo livello: I livello – disintegrazione completa, o quasi, del bolide nell’alta atmosfera con caduta al suolo di piccole meteoriti, con danni non considerevoli. Sono considerati i bolidi inferiori al limite di 50 metri, di cui ne cadono almeno dieci al’anno, ma considerate un cilindro di “latta” con un meteorite ferroso massicccio, cme quelli detti sideroliti, pietra con ferro., peraltro rare, o altre pietro che contengono sferette dette “condruli”, e condriti sono i meteoriti che ne contengono, o acondriti se ne sono privi. . La stazione spaziale Mir non causo’ danni. Talora si’, cadono blocchi di notevoli dimensioni. Ma pare che nessuno sia morto da un impatto del residuo di un bolide del genere. Questi condruli sono presenti anche nella crosta e nel mantello terrestri. Da notare che il materiale meteoritico è lo stesso delle rocce terrestri.

secondo livello. Ah, allo strato corrispondente al tempo scomparsa dei dinosauri, c’è su tutta la terra un filino di iridio. Era un meteorite di dieci chilometri, rarissimo. Cadde un meteorite a Tunguska, , Siberia, il 30 giugno del 1908. Milioni di alberi furono piegati come fiammiferi disseminati con un cesto del braccio per farli volare via dalla scatola, 100- 200 metri di diametro originali. Si verificano mutamenti climatici. Avverrebbe ogni secolo o due, ma non sono le venti tonnellate del razzo cinese, e si tratta di oggetti massicci. Parlando del ghiaccio, o di frammenti di comete, possono avere le dimensioni di una casa, ma bruciano in atmosfera.

Terzo livello: esplosioni al suolo, o vicino ad esso con crateri di anche 20,30 metri: in Arizona, il Meteor Crater, di alcune decine di migliaia di anni fa- 50000 anni, se la memoria non mi inganna.-. A proposito di crateri da impatto, torno un attimo a Tunguska: nessun cratere, oggetto esploso in aria, si pensa a circa 50 metri; nessun cratere da impatto, ma milioni di alberi distrutti, zona poco densamente popolata, fosse caduto a New York avrebbe ucciso un milione di abitanti.

Le attività tettoniche, geologiche in genere, meteorologiche, hanno cancellato migliaia di crateri da impatto, ma stiamo parlando degli inizi della Terra e del sistema solare, c’era del traffico, i pianeti avevano fame di meteoriti e comete per formarsi. Su Marte, ci sono molti crateri visibili, nessuna erosione o quasi da (su questo non si mettono d’accordo gli scienziati: chi dice 4,5 miliardi di anni fa, all’inizio della storia i Marte, chi – ottimista- anche sulla vita, Marte sia “fermo”, relativamente, da meno di un miliardo di anni fa. Agli esploratori umani e non ai robottini, l’ardua sentenza. Bolidi del diametro fino a 1, 5 chilometri, con crateri anche di venti o trenta chilometri, con distruzioni su scala globale

Al quarto livello, della scala, come vedete eventi grossi, piu’ l lasso di tempo che intercorre, crateri di oltre 100 km, con terremoti, sconvolgimenti vari, quello che vien detto “l’inverno nucleare” dato che tale effetto sarebbe simile ad un inverno provocato da una guerra atomica: fumi e detriti che avvengono tutto il globo, all’inizio un calo della temperatura di decine di gradi, poi un effetto serra spaventoso, per molti secoli. Ma deve trattarsi pero’ di un asteroide di almeno dieci km di diametro. Frequenza evento, circa ogni dieci o centomila anni, se non di piu’.

  • Ma nella ordinaria amministrazione, i meteoriti che cadono ogni giorno, fino ad una quantità stimabile in un anno a 40 mila tonnellate, c’è chi dice anche di piu’, questo ci dice che dobbiamo preoccuparci poco se qualche razzo (molto più’ fragile di un solido meteorite!) perde la rotta . CIAO

CONTINUA COME UNA PARTITA A TENNIS L’OSSIMORO SU MARTE: ULTIME DA CURIOSITY E DA PERSEVERANCE: NEL SOTTOSUOLO DI MARTE, LE CONDIZIONI IDONEE AD OSPITARE LA VITA ; PRODOTTO OSSIGENO DALLA ATMOSFERA DI MARTE Anteprima della 4a parte di “Marte, il pianeta dai mille misteri, un mondo quasi tutto da scoprire”

OSSIMORO MARTE

Una canzone di Vecchioni ha per titolo “canzone enoznac”. Vecchioni qui non c’entra, ma analogamente io ho nominato questo video “Marte – Etram”. Nome che ritengo quanto mai appropriato, in riferimento a quanto segue.

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Ciao. Nel lungo titolo , in riferimento a Marte, ho volutamente inseritola parola “ossimoro”, che ripeto, ed il paragone con una lunga partita a tennis o a ping pong. Se volete, potete fare anche il confronto fra le cose che si dicono (da qualche secolo ormai) circa Marte. Tutto e il relativo contrario, come “ghiaccio bollente” o “ti si ferma sul viso quella allegra tristezza che hai”-De Gregori- ” che sono due ossimori. Definire la questione Marte, o meglio come la questione è affrontata ed esposta, un “ossimoro”, non è una mia idea, ma presa da me in prestito un autore, l’Ing. Ennio Piccaluga, che scrisse nel 2006 un libro, “Ossimoro Marte”, appunto.

Approfondirò le teorie di Piccaluga in un prossimo post: per ora basti il cenno bibliografico, e quanto l’autore evidenzi questo continuo dichiarare e smentire, in una incertezza che a questo punto non è solo di noi profani. Ma ma tutto questo non fa che aumentarcela . Le teorie di Piccaluga non sono condivise da tutti (tratta di antiche civilta’ esistite tempo fa su Marte “quando clima, atmosfera, e condizioni geologiche su Marte erano diverse), sul fatto che si sia scoperta diverse volte l’acqua – leggi: liquida in superficie- , per esempio, per poi ritrattare, o che si sia annunciato con trombe e tamburi che in passato (su questo passato poi, mamma mia: “quattro miliardi di anni e mezzo fa”- “tre miliardari di anni fa”, “no belli miei, settecento milioni di anni fa….”..).sia esistita in una data area del pianeta acqua in abbondanza e poi “no, li’ mai acqua, nemmeno in un lontano passato”, Piccaluga o chiunque definisca Marte un ossimoro, ha ragione. Lessi in un numero de “l’Astronomia” un bimestrale che ho letto per circa quattro anni fra gli anni ’70-’80, che una area in passato era ricchissima di acqua, e mi riferisco ad acqua in superficie, liquida. Sul ghiaccio, non ci sono problemi, un ghiaccio meno che mai bollente, dato il freddo che fa lassu’ (o laggiu’, per un marziano siamo noi..”lassu'”). Ora, passarono due mesi, ad Oristano chiesi ad una ragazza che gestiva l’edicola “l’ultimo numero de l’astronomia”, e cosa mi leggo? Nella stessa area “non c’e mai stata l’acqua, neppure in un lontano passato”. Passarono altri due mesi, contro smentita, l’acqua c’era . Ecco dunque spiegato perché “Ossimoro Marte”. le ultime “voci” da lassù” sono “pro-vita” microbica, passata ed anche attuale. Nel sottosuolo. L’autore del libro parla di vita complessa (in passato), ma ripeto, la questione sara’ oggetto del prossimo mio post sul discusso “caso Marte”. Andiamo appresso.

NEL SOTTOSUOLO DI MARTE, LE CONDIZIONI IDONEE AD OSPITARE LA VITA

Riporto innanzitutto un breve ed essenziale identikit riassuntivo su Marte. Il pianeta ha un diametro che è circa la metà di quello terrestre, con una gravità (in caduta accelerata secondo la legge di Newton) di 3,21 metri per secondo al quadrato, la Terra è di 9,8 per secondo al quadrato. La gravità di Marte e’ di circa un terzo poco piu’, meno del 40 per cento di quella terrestre, la velocita’ di fuga al suolo (quella necessaria a “sfuggire alla gravita’ di un pianeta, che diminuisce con il quadrato della distanza) è di circa 5 km al secondo, sulla Terra, sempre al suolo, di 11 km al secondo. Salendo, diminuisce, infatti i satelliti, la stazione spaziale ecc, viaggiano a 7od 8 km al secondo (a qualche metro dal suolo, se la terra fosse liscia, per orbitare occorrerebbe superare gli 11 km al secondo , su Marte i 5 km al secondo. I satellite geostazionari, infatti, sono a migliaia km dalla superficie della Terra, di modo che velocita’ di fuga e geo stazionarietà coincidano. L’inclinazione dell’asse di rotazione di Marte rispetto all’equatore solare e’ di circa 5 gradi.Marte ruota piu’ lentamente su e’ stesso ma e’ anche la meta’ in diametro rispetto alla Terra, ecco che la durata del giorno e’ quasi uguale, 24, 37 minuti, i, 026 giorni circa. La temperatura scende anche a – 140 gradi C, mediamente è di -63 gradi C., ci sono le stagioni, e la massima temperatura arriva anche a + 25 gadi C.

E’ a quelle temperature, che si sono scoperti, e pare non smentiti, dei rivoli di acqua liquida da pendii di crateri o di colline (nelle ore calde). Per la storia identica a quella delle “velocita’ di fuga”, Marte essendo piu’ distante dal Sole (da 55 milioni di chilometri a 200 milioni e passa di chilometri, piu’ – anzi deve ruotare piu’ lentamente e prendersela comoda, impiega a fare un giro attorno al Sole due anni terrestri. Se avesse le dimensioni della Terra, dovrebbe ruotare piu’ velocemente (maggiore massa..) oppure starsene piu’ lontano, per via di una delle tre leggi enunciate da Keplero sulle orbite dei corpi celesti attorno al Sole, piu’ distante e’ un pianeta, piu’ piano deve ruotare, più grande e’ la massa a parita’ di distanza, deve essere piu’ veloce. E la attrazione gravitazionale fra sole e Marte (legge di Newton questa volta) e’ minore, in ragione del prodotto delle masse diviso il quadrato delle distanze. Okay.

SU MARTE CI SONO TUTTI GLI INGREDIENTI NECESSARI PER LA VITA

(noi sardi abbiamo la rima nel dna: *sperando non arrivi la smentita. Sarebbe l’ennesima.

Da cosa si è visto questo fatto così importante, peraltro non nuovo? A proposito, si è persino dubitato della presenza di metano su Marte, e ce ne’ invece in abbondanza. Dei meteoriti provenienti da Marte, producono delle reazioni chimiche che favorirebbero la proliferazione di organismi microscopici del tipo di quelli che sono stasti trovati nelle profondità della crosta terrestre, ove peraltro non vi è luce. Lo ha scoperto una equipe del JPL (Jet Propulsion Laboratory) di Pasadena, Los Angeles. Ecco che, analogamente, nel sottosuolo (ecco perché io penso sempre che vi dovra’ sbarcare l’uomo: entrare in una caverna, con piccozze e martelletti, esplorarla (ci saranno tunnel lunghi decine di chilometri, sale di caverna di grandezza spaventosa, data la bassa gravita’: per questo motivo l’Olimpus Mons e’ alto 24 km, un pianeta piccolo dove tutto e’ in grande praticamente. Starci un anno, fare della speleologia, spaccare una pietra e trovare un fossile. E magari di qualcosa di piu’ garnde di un microbo) di Marte, potrebbero esserci reazioni chimiche simili, e vita.

ALTRI INDIZI

Sappiamo che già da nove anni, è ancora attivo il Rover Curiosity, che ha scoperto l’esistenza di antichi laghi e di condizioni potenzialmente adatte alla vita alla vita nel lontano passato di Marte . I bacini degli antichi laghi non sono – per tornare all’ossimoro- stati cancellati da smentite. Il cratere dove sta Curiosity si chiama “Gale”, scelto apposta per certe..caratteristiche sospette.

Perseverance, anche la neo arrivata sonda, da’ il suo contributo. Darà, il suo effettivo contributo dato che sarà nel 2031 che i primi campioni di terra marziana verranno portati sulla Terra (noi chiamiamo il nostro pianeta “la Terra” da quando era ritenuta piatta, “la terra- il suolo” e, sopra, i cieli, e gli inferi sotto. Quindi è giusto dire “atterrare” non “ammartare” come è giusto “terra marziana”: non e’ un ossimoro. Sono arrivate anche la sonda cinese e quella degli Emirati Arabi. Nel 2022, Exomars, scavera’ fino a due metri di profondità (ma cio’ che è interessante forse e’ a chilometri. Ecco, certe caverne potrebbero portare l’uomo molto piu’ giu’.

A questo si è aggiunto da poco Perseverance, destinato a raccogliere i primi campioni del suolo marziano che nel 2031 saranno riportati sulla Terra. Da febbraio è in orbita anche la missione Hope degli Emirati Arabi Uniti, che studierà l’atmosfera marziana, mentre a maggio la prima missione cinese su Marte Tianwen-1 rilascerà il suo rover, che le autorità hanno appena battezzato ‘Zhurong’ come il dio del fuoco per “accendere la fiamma dell’esplorazione planetaria della Cina”. A queste missioni dovrebbe aggiungersi nel 2022 l’europea ExoMars, l’unica progettata per cercare la vita fino a due metri di profondità. Le sue indagini potranno dare un assaggio di quello che il pianeta nasconde nel sottosuolo.

“Ovunque ci sia acqua di falda su Marte, c’è una buona possibilità di avere sufficiente energia chimica per sostenere vita microbica”, ha dichiarato il capo della equipe Nasa. Certi elementi radioattivi reagiscono con l’acqua (fenomeno detto “radiosi”), per cui l’idrogeno tende a dissolversi nell’acqua restante, e in materiali come la pirite per formare solfati. Alcuni microrganismi possono assorbire idrogeno, come “combustibile” e, con l’ossigeno dei solfati (zolfo e ossigeno, solfato) per bruciare tele “combustibile” , come noi usiamo l’ossigeno.. In particolare si è visto che che questi elementi abbondano nei meteoriti marziani, soprattutto nelle rocce dette “regoliti” tipiche di Marte e la Luna”. Si comprende la loro provenienza da Marte e dallo spazio perché una pietra “spaziale” contiene isotopi, atomi con qualche neutrone in piu’; e da Marte per il tipo di contaminazione avuta su Marte, e la minore contaminazione avuta sulla Terra. le rocce terrestri sono “qui” da sempre, 4 miliardi di anni e mezzo. Quelle da Marte, sono qui da molto meno. Tre miliardi di anni e mezzo. Poi per altri motivi come, posso immaginare, essere state “all’asciutto” per del tempo, dato che, si dice, su Marte non “piove” da 4 miliardi di anni, stima tutta da discutere, ma…

In profondità, precisa uno scienziato italiano dell’Inaf (Istituto Nazionale di astrofisica ) aandando nel sottusololo si arriva ad un punto in cui l’acqua è liquida e la vita potrebbe essere possibile. Questo perché lo spessore della crosta, sostituisce la bassa pressione atmosferica. Perche’ l’acqua sia liquida occorrono temperature non troppo basse (anche se su Marte ci sono dei sali, i perclorati, che fanno da antigelo! Ci arrivai da solo, prima di apprendere la nozione: “ho in freezer il mirto di Sardegna, il limoncello- che ora non bevo piu’- , e resta liquida.forse su Marte ci sono sostanze, nell’acqua, tipo dei sali, che…- detto fatto, lo dicono adesso gli scienziati) .

Ma, come ho anticipato prima, si deve scendere sottoterra (su Marte..) per qualche chilometro. Ma in passato no, l’atmosfera era piu’ densa, maggiore effetto serra, e c’erano laghi, fiumi- e che fiumi, un Canyon e’ lungo quando sono larghi gli Stati Uniti e largo 200 km. Bello vero? E ce ne sono altri, il gran canyon si mette le mani nei capelli..proprio nei capelli no, nei fili d’erba o nei rami di qualche pianta di di qualche roccia.

OSSIGENO DALL’ATMOSFERA DI MARTE

L’ossigeno libero su Marte c’e’, seppur pochino. “Curiosity, notizia del novembre 2019. È stato ipotizzato che le molecole di anidride carbonica dell’aria marziana, il Co2 , e quelle di acqua, “spezzandosi” possano aver rilasciato ossigeno nell’atmosfera marziana, portando a un aumento di questo elemento di breve durata, tuttavia è stato calcolato che occorrerebbe cinque volte l’acqua che si pensa ci sia su Marte. Ma qulacuno difatti ha dichiarato che l’acqua “nascosta”, nel sottosuolo di Marte, è cinque volte l’acqua “visibile” in forma ghiacciata. percio’….

Curiosity ha analizzato la tenue atmosfera marziana, nei pressi del cratere Gale (ormai è la sua casa, nessun marziano lo ha fatto a pezzi, con la gioia degli scettici..) , e nel tempo corrispondente a tre anni marziani , sei anni sulla Terra, lo strumento apposito di cui è equipaggiato il rover, ha rilevato che nell’intervallo fra la Primavera e l’Estate marziane, si concentrano delle molecole d’ossigeno che tutti noi terrestri consideriamo uno degli elementi necessari per la presenza della vita. ” il Co2 , e quelle di acqua, “spezzandosi” possano aver rilasciato ossigeno nell’atmosfera marziana, portando a un aumento di questo elemento di breve durata”. Ossia, per gli scienziati, l’ossigeno marziano NON E’ PRODOTTO dalla fotosintesi di organismi viventi, ma è un prodotto “geologico”. Il metano, altro scarto dell metabolismo di certi organismi e della loro decomposizione, su Marte sono un prodotto geologico. O meglio, forse, infatti non si esclude una origine anche biologica di parte di questo metano. Infatti lessi questa frase. Oltre alla origine geologica di ossigeno e metano, su Marte, una seconda possibile causa delle oscillazioni di ossigeno e metano potrebbe essere rappresentata dalla presenza di eventuali forme di vita batterica.”

OSSIGENO RICAVATO SU MARTE

ESTRATTO DALLA ANIDRIDE CARBONICA DELLA TENUE ATMOSFERA DI MARTE

L’elicotterino Ingenuity ha effettuato il suo secondo volo (in aprile, non a maggio come ho scritto io nel post su queste ultime sonde, ma una fonte parlava di maggio”, vedremo se questi di questo mese sono solo dei voli di prova.

Ma i successi di Perseverane vanno oltre, Perseverance ha a bordo uno strumento pe ricavare ossigeno dalla atmosfera di Marte, prendendo non dall’ossigeno ossigeno libero (come fanno le branche dei pesci estraendolo dall’acqua ), ossigeno libero che pure, su Marte, c’è, tinche smentita non ce lo toglie 🙂

L’atmosfera marziana e’ fatta per il 96 per cento di anidride carbonica CO2), e quindi due atomi di ossigeno legati al carbonio, ci sono, e l’ossigeno molecolare e’ O2. O3, è l’ozno, che qui non ci interessa. Forse nella “terraformazine di Marte” fra qualche millennio, anche quello ci interesserà, ‘, chissà. Oggi siamo agli inizi, come vedremo. Uno strumentino, delle dimensioni di un tostapane, detto Moxie (Mars Oxygen in Situ Resource Utilization Experiment), esperimento per rifornirsi di ossigeno sul posto ed utilizzarlo. Funziona con l’eletrolisi, che è anche il principio delle batterie, e delle vecchie valvole, dove atomi e molecole vengono trasportate al posto degli elettroni da un elettrodo all’altro, e prdurre una corrente fra due elettrodi. Qui, in questo macchinario, è sempre elettrolisi ma il processo è inverso: si applica corrente elettrica per ottenere energia chimica, quindi anche la dissociazione di atomi e molecole da strutture piu’ complesse, come dissociare l’acqua nei suoi componenti idrogeno ed ossigeno. In un corso di elettronica per corrispondenza, fra le prime lezioni (non continuai, non stavo lavorando, a 17 anni, e ogni “pacchetto” aveva un costo) c’era proprio l’esercizio di dissociare idrogeno e ossigeno dall’acqua, mi fu fornito il kit, e ci riuscii. Mi sentii un alchimista, da un elettrodo evaporava “qualcosa” che era l’idrogeno, che subito spariva, diventando rarefatto. Qui, al contrario dell’elettrolisi per produrre corrente- batterie- dall’anidride carbonica e dal monossido e diossido di carbonio, paff, l’ossigeno, poi stoccato in apposito sistema. Lo strumentino ha infatti estratto ossigeno dalla anidride carbonica, producendone circa cinque grammi e mezzo. Quanto basta per far respirare un astronauta su Marte per dieci minuti. Cinque grammi in dieci minuti. Curioso. Si’, perche’ noi inspiriamo soprattutto azoto (70 per cento, ed altro, e l’ossigeno e’ solo il 20 per cento).

Pochino, ma si è agli inizi. Poter produrre e accumulare ossigeno direttamente su Marte (ma anche dalle rocce, su Marte abbonda il materiale ossidato, e dalle rocce anche sulla Luna, dove nelle zone d’ombra come i fondi di crateri, c’e del ghiaccio d’acqua, di comete cadute in passato ) sarà utilissimo per la colonizzazione di Marte – e la Luna- ed in altri luoghi ( la luna Titano per esempio, abbonda di banchise e di montagne di ghiaccio di acqua, idem Plutone).

Utilissimo per il propellente, per le astronavi che dovranno riportare gli astronauti a casa dalle prime missioni con equipaggio umano senza portarselo dalla Terra, per l’energia ed il sostentamento su future basi permanenti.

(non c’è un corredo di immagini, WP ha cambiato qualcosa, devo vedere come si fa, con calma)

Okay, alla proX.

CIAO

Marghian

MILVA – “VIA LATTEA”

E’ MANCATA MILVA

DI LEI RIMANGONO LA SUA ARTE, IL SUO RICORDO. E, SPERO PER LEI, QUALCOS’ALTRO

MILVA & FRANCO BATTIATO

VIA LATTEA

“Via Lattea”, un nome che evoca da sempre un grande fascino, trattandosi delle stelle in cielo. E le parole della canzone, e la voce di Milva, ce la fanno quasi gustare come in un viaggio galattico. Ma…sarà un giorno possibile visitare la via lattea? Non certo con i mezzi di oggi, ma su questo punto riprendo dopo.

La Via Lattea è ill più grande assembramento di stelle che i nostri occhi possano contemplare, talmente tante che non vengono percepite come stelle, ma come una scia luminosa. Una “via”, appunto, una strada nel cielo. Una “Via Lactea”, come la chiamavano gli antichi Romani. A pensare che questa striscia nel cielo fosse fatta di latte furono altri prima dei Latini; i Greci, che pensavano che Era, moglie di Zeus che per i Latini divenne “Giunone” a cui è dedicato il mese di Giugno”, allattando suo figlio Ercole in Cielo, avesse sparso del latte, creando questa “Galaxy”, questo qualcosa di simile al latte. La via lattea, “galaxìa”, ha dato poi il nome a tutto l’universo conosciuto sino ai tempi relativamente molto recenti dell’astronomo tedesco “William Herschel” che nella seconda metà del ‘700 mappo’ quella che allora si chiamava “la Galassia”, considerata tale non solo la “scia lattea” ma tutto uno sferoide contenente “tutte le stelle”.

Quindi “La Galassia” era tutto l’universo, e “Via Lattea” è ancora oggi è una sinèddoche – in glottologia e linguistica, termine di una parte per indicare qualcosa di più ampio – per designare tutta la nostra galassia, contenente anche il nostro sistema solare.). La nostra Galassia è dunque la Via lattea, ma si è arrivati a questo non senza qualche disputa.

Per  alcuni, il termine “Via Lattea ” doveva essere usato solo in riferimento alla “scia di stelle lontane”, e che si trattasse di stelle lontane già Galileo lo comprese. Anzi, Galileo “dimostro’ un qualcosa che che molto prima di lui comprese il filosofo greco Democrito, che pure aveva intuito l’esistenza dell’atomo e della frammentazione della materia in atomi, “indivisibili – a temnein o “atomos” =indivisibile- distanziati fra loro e tenuti insieme da una “forza” (“gli atomi in un pezzo di materia sono tantissimi e disposti come le stelle fra loro in cielo, tenti insieme da qualche forza” e questo cinque secoli prima di Cristo”); mentre per i Britannici, sempre precisini, ritengono sia corretto chiamarla “Galassia Via Lattea” (“Milky Way Galaxy”, “la galassia contenente la via lattea”). Lasciamo il latte per un attimo e passiamo al’acqua. Ma un’acqua celeste. Oltre ad altri miti legati al latte, c’è l’idea antica che quella scia di stelle fosse, per gli antichi Indiani,  la versione celeste del fiume Gange. Per loro quindi la via lattea era una via…..acquea” (la chiamo io cosi’ 🙂 ). “La Via lattea”, “La Galassia”. Sappiamo ormai che non esiste solo la nostra galassia, che anzi la nostra galassia fa parte di una famiglia di “sorelle”, il “gruppo locale” di cui la nostra è il componente principale, e una cinquantina di galassie “minori” fra cui le due “Nubi di Magellano”. Altro discorso sono gli ammassi globulari, ammassi quasi sferici di qualche centinaio di migliaia di stelle “vecchie”, che circondano non il disco galattico, ma ad alone, di fianco, sopra, sotto, da tutte le parti. Come dimensioni, la nostra galassia e’ un disco rigonfiato al centro (direzione verso la quale si vede la “via lattea” che le ha dato il nome , con due bracci a spirale. Il diametro della galassia è di circa 100.000 anni luce, e consta di almeno 2000 miliardi di stelle, di vario tipo.

Ho fatto un post qualche anno fa sui vari tipi di stelle, riassumo brevemente: si va dalle nane brune- non hanno reazioni di sintesi nucleari,-, alle “nane rosse”, hanno reazioni di sintesi nucleare e che sono le piu’ numerose, forse il 70 %, quelle dette “stelle nane”, qui ci si confonde un po’, sono le stelle come il Sole, bello grosso ma “stella nana”, rispetto ad altre tipologia di stelle:: le super giganti azzurre, le super giganti rosse (Betelgeuse, messa al posto del Sole, toccherebbe quasi  l’orbita di Saturno  e noi ci staremmo dentro!!!). E poi un assortimento di stelle esplose con nuclei che sono “nane bianche (il Sole esplodera’ negli strati superiori fra 5 miliardi di anni espellendoli fin quasi all’orbita di Marte, , al centro un nucleo denso, grande come la Terra, la nana bianca), “stelle di neutroni” (una stella con massa superiore a 1,4-2 masse solari, va in supernova e il nucleo collassa si’ che un bicchiere di materia del nucleo pesa miliardi di tonnellate; stelle di neutroni con forti campi magnetici o magnetar, e i fantomatici (anzi, reali, esistono di sicuro) buchi neri.

Stesso discorso che per le supernove, solo che sono il residuo di stelle di diverse masse solari, collassa cosi’ fortemente per gravita’ che lo spazio-tempo e’ ripiegato su se’ stesso, forse “forato” a formare un tunnel che porta
chissa’ dove), neppure la luce puo’ uscirne una volta dentro. Il centro della Via lattea, ed e’ oggi cosa sicura, ne contiene uno detto Sagittarius -A, di due o quattro milioni di masse solari. Tutta la galassia gli gira attorno.
Quando leggete una  notizia dal titolo “e’ stato fotografato un buco nero” significa “e’stata
fotografata la materia che le gira attorno, cadendovi dentro, emettendo una forte energia”  “è stata rilevata l’energia rilasciata dalla materia girando vorticosamente a spirale e risucchiata dentro un buco nero “. Energia di questo disco di accrescimento, materia ad alta velocità; come in un acceleratore di particelle, perche’ di questo si tratta, ovviamente su scala inimmaginabile, le energie sviluppate nel LHC di Ginevra a confronto sono una miliardesima di miliardesima parte di un cerino.  Anche le altre galassie, tutte o la maggior parte,, hanno al centro un buco nero, e’ logico: li’ le stelle sono molto concentrate, si fondono spesso fra loro, si raggiungono spesso le masse critiche e avviene il prodigio. Le galassie, non solo stelle ma tanti, tantissimi pianeti. Piu’ di 4000, quelli scoperti. Ma indirettamente e solo quelli grossi e/vicini alla stella madre, per quelli “alla giusta distanza” non abbiamo i mezzi, ma è praticamente ovvio che esistano. Esistono, abbiamo visto, tante galassie.

NON LA VIA LATTEA MA LE…VIE LATTEE

-Come si e’arrivati  (finalmente) a questo plurale? Abbiamo visto che William Herschel” studio’ con un grande telescopio per l’epoca, “la galassia”, era come dire “l’universo”. E fra le tante stelle, lui  e colleghi vedevano dei “batuffoli”, che chiamarono “nebulose”. Ma il filosofo Immanuel Kant suggeri’: “ragazzi, guardate che molte
di queste “nebulose” possono essere altre galassie, solo molto distanti….”. Ed e’ cosi’, Kant aveva ragione. Si dice ancora oggi, “la nebulosa di Andromeda” (galassia come la nostra che sta a 2 milioni e passa di anni luce dalla nostra, infatti ad occhio nudo vediamo un batuffolo, ritenuto ai tempi di Herschel una nebulosa interna alla galassia). Oh, chiaramente ci sono le nebulose interne, sono tantissime e immense – piccolissime pero’ rispetto alla galassia che le contiene – sono nugoli di idrogeno elio detriti di stelle esplose (i metalli si formano nelle esplosioni violente delle stelle giganti), dentro queste nebulose, quelle galattiche, dentro la galassia, si formano nuove stelle e nuovi pianeti, molto materiale non viene inglobato ed ecco asteroidi e comete. Asteroidi e comete che di sicuro sono presenti nei pressi delle altre stelle (ci fu una scoperta, alcuni decenni fa, una cintura di asteroidi nella regione esterna di un sistema solare formatosi da poco); già un asteroide ci ha fatto visita da un altro sistema
solare , si è capito dalla traiettoria, molto aperta; e da poco, una cometa definita “aliena”, quindi la cosa è pacifica.

QUANTE VIE LATTE ABBIAMO ?

Tante, tantissime, nell’Universo. L’universo ha 13,8 miliardi di anni, e 13,7 circa ne avrebbe la galassia. Cinque miliardi di anni il Sole, quattro miliardi di anni e mezzo la terra e i pianeti- quelli come Giove pare si formino in qualche millennio. Mi chiedo: come conciliare l’eta’ dell’universo con l’eta’ della Terra? 13 miliardi e 800 milioni di anni sono tanti, ma se penso che la Terra da sola abbia un terzo della eta’ stimata per la galassia e per l’intero universo, mi suona strano. Comunque, la mia opinione non conta. Ufficialmente l’eta’ dell’universo e’ una certezza. La cosa si “spiega” con il fatto che dopo il big bang, l’universo si e’ espanso ad un punto tale  che dei grumi di idrogeno,  miliardi, esistessero “tutti insieme “ e si siano al loro interno, “contemporaneamente”, formate le stelle. Nella radiazione di fondo- residuo della radiazione caldissima di quando l’universo nacque e che e’ scesa oggi a tre gradi di temperatura media sopra lo zero assoluto , nel 1997 mi pare, il satellite giapponese Kobe vide delle “irregolarita’”, giudicate corrispondenti ad irregolarità di quando l’universo aveva 300.000 anni, e che costituivano   “il seme delle irregolarita’ future”, come disse la Margherita Hack intervistata da Lilly Gruber al TG, quando questa era ancora in Rai.

Quindi è possibile, le galassie si sono formate praticamente insieme, a parte quelle nate da fusione fra due o tre galassie succedera’ fra tre miliardi di anni a noi e ad Andromeda, Via Lattea e si stanno avvicinando. Le galassie si allontanano fra loro globalmente con l’espansione dello spazio, ma localmente, due o tre o piu’ galassie, possono avvicinarsi e fondersi .. Ok, quante “vie lattee”?

Si parlava fino a qualche decennio fa di 200

miliardi di stelle nella galassia, e 200 miliardi di galassie. Oggi si parla di

2000 (duemila miliardi!) di galassie.

VISITARE LA VIA LATTEA

E’ una  parola. Abbiamo appena messo piede sulla Luna, e fatto camminare qualche giocattolino su Marte, qualche sonda si e’ affacciata al confine del sistema solare, le due sonde Voyager. Al confine del cortiletto di casa nostra, e diciamo che siamo alla conquista del cosmo. Ce ne corre…..

Con il propellente chimico, si arriva alla Proxima . Centauri , 4 . 2 anni luce su 100.000 della galassia in
decine di migliaia di anni. Con la propulsione nucleare, ma si dovranno superare enormi difficolta’  tecniche, una
astronave in teoria puo’ arrivare ad un 10 della velocita’ della luce, 40 anni. Ma ce la faremo forse nel 2500, e 4, 2 anni luce non sono i 100.000 della via lattea. Poi la reazione materia- antimateria, ammesso di riuscire a tenerle ben
separate, il contatto un grammo di materia ed uno antimateria fa impallidire Hiroshima; diciamo che si potra’ raggiungere un terzo  della velocita’ della luce: 13 anni. Ma quanto tempo per andare in giro per la galassia come cnta Milva?  Fra qualche decennio, forse prima, verranno inviate, spinte da laser, delle micrsonde (piccole  come un microchip) “a vela”, impiegheranno- mi riferisco sempre alla Proxima Centauri- circa 20 anni, ma solo per scattare qualche foto di qualche pianeta. I pianeti ci sono, li’, ne hanno scoperti almeno due. Ma arrivarci noi… e siamo
in vicinato.

Ci sarebbe il viaggio “a curvatura”, una astronave che altera lo spazio – tempo intorno a sè, modulandolo, generando di fatti una bolla dove il “davanti” si accorcia e lo spazio dietro si “stira”, e cosi’ si supererebbe la velocita’ della luce “senza muoversi”, quindi non violando il limite di velocità del “vigile” Einstein”, “e’ la porzione di spazio che viene a te”. In teoria si potrebbe superare C (la velocita’ della luce, indicata in matematica C da Celeritas, “velocita’”)   Le equazioni prevedono questa possibilita’, ad esempio l’elettromagnetismo genererebbe, per la teoria dei campi unificati, energia di gravità;  ma con un fattore E (energia necessaria) enorme quasi quella sviluppata dalla massa di Giove se fosse convertita tutta in energia. Due grammi di materia in energia, piu’ di Hiroshima. Trasformare Giove in energia…sarebbe quella necessaria per il viaggio a curvatura, se ovviamente “controllata”  Il vuoto quantistico garantirebbe, secondo la teoria della energia di punto zero e simili, energia infinita; ma attingervi, è tutto da studiare. Chissa’. Ascoltiamo Milva. 

E che ella ora, e glielo auguro, abbia esclamato, come Jodie Foster nel film “Contact” nel vedere delle cose oltre i confini dell’universo:  “ma e’…e’..bellissimo!”. *Ciao Milva.

CIAO

Marghian

ALLA COSTANTE RICERCA. CAPIRE IL MONDO, ANCOR PIU’ COMPRENDERNE IL MOTIVO. E CAPIRE LA NOSTRA ESISTENZA

Ciao. Ieri sera nel blog musicale le due canzoni, ho postato i video delle due canzoni “La ricerca di te” e “E ti vengo a cercare”.

Dopo aver pubblicato i video, ho pensato di aggiungervi qualche mia riflessione. Su che cosa, si capisce dalle canzoni. Riflessione che avevo già belle e pronte (correzioni da fare a parte, è vero…) perché proprio qualche minuto prima di fare il post, ho lasciato due commenti. Avevo anche copiato dai commenti, incollato e corretto, ma subito dopo ho pensato :”ma no, qui ci metto soltanto i video, se mai domani, nell’altro blog, anche per farlo girare, dopo tanto tempo di trascuratezza. Faccio una cosa attinente, ma a parte. Anche per non dilungarmi su un post di “buona serata”, come sono i post del blog musicale”.

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QUALE E’ IL SIGNIFICATO DEL MONDO QUALE SENSO HA, LA NOSTRA ESISTENZA

La vita, forse, non è questa sola. Forse miliardi e miliardi di universi nascono, crescono e muoiono, e altri universi nascono, da un “mare extra dimensionale di minima energia quantistica. Forse ogni singolo universo è “ciclico”, nascita-espansione-contrazione, rinascita generata da una forte pressione ed energia accumulata nell’ultima contrazione, con l’informazione e la memoria di tutto concentrata in una piccola bolla energetica. Nuovo ciclo, nuove vite, quindi forse la vita non è solo questa, ma probabilmente , ripetuta, con infinite varianti e similitudini, come giorni, anni, stagioni. Forse non c’è posto per il nulla, forse la coscienza e la conoscenza sono eterne e ben oltre i limiti di un cervello. Il cervello se mai concentra su di se’ una individualità da restituire alla coscienza universale, dalla quale vengono forgiate altre forme di vita pensanti. La coscienza universale “che si fa carne” in ognuno di noi”, per tornare a fondersi nel tutto, e ancora ricominciare. Questa è una visione diversa della concezione escatologica di “una vita, una morte, un giudizio, una eternità secondo questo giudizio. In questa visione, invece, è la coscienza universale stessa che crea coscienza, e forme, e leggi di natura. In un ciclo forse eterno.

IL DESTINO DELL’UOMO, KARMICO OD ESCATOLOGICO, O NICHILISTICO (al limite…)

NON PUO’ PRESCINDERE DAL COSMO NEL SUO INSIEME

Forse noi non siamo solo la materia che ci sembra costituire dalla testa ai piedi, e non siamo costituiti solo da elementi chimici. Forse non siamo solo machine biologiche. Potrebbe esistere altro, potremmo essere …altro. Ma io penso che seppure si sbagliassero tutte le religioni, secondo me potrebbe esserci comunque, una chance di aldila’. Esiste forse una infinita’ di universi, che sarebbero, nell’insieme..”il dio di spinoza” , il filosofo olandese di origine portoghese era panteista, solo infinitamente piu’ grande (se Barouk Spinoza concepiva un solo universo non come invece i fisici moderni,, su questo molto possibilisti ), ma un universo cosciente, o coesistente con una energia- pensiero che tutto compenetra, da sempre, capace di memoria di tutto quanto accade, le nostre vite comprese. ma anche un solo universo, se risulta valida la teoria dell’universo ciclico, darebbe luogo ad una infinita’ di cicli, non universi affiancati, ma “a catena”, la nostra vita attuale sarebbe in questo caso, in un “anello” di questa “catena”. .


La assenza di coscienza (per una anestesia ad esempio) non è solo assenza di sentimenti o di percezione delle cose, ma e’ anche assenza di percezione, sul piano soggettivo, anche di durata nel tempo; ergo, “nulla eterno” non sembra non avere senso perché ’ il nulla non ha neanche durata (perché’ una cosa esista, anche in fisica, è necessaria la dimensione tempo.. E questo “universo cosciente” ci fa magari vivere, e vivere, da sempre e per sempre…. ritengo sia possibile questo. Quasi una “carta di riserva”, nelle mie speranze, qualora le religioni si sbagliassero. Un certo Roger Penrose, fisico britannico che si dichiara ateo, la pensa cosi’. Ma non h preso da lui, io lo pensavo anni fa, prima di leggere Penrose.. Lo spaziotempo per lui ha memoria quantistica, ogni sua pur piccola parte (grandezza di planck )e’ capace di contenere informazione e conserverebbe memoria, o informazione, anche di noi.
Feci un post su questo, ma vorrei riprenderlo, dopo “elementi di fisica quantistica” forse di prossima uscita su questo blog. “Prossimamente su questo blog” 🙂

E’ mia idea (difficile, lo so, ma mi piacerebbe ) cercare di avvicinare lo scientific reasoning con la spiritualita’, come mi piace cercare di “annullare” il contrasto fra creazione ed evoluzione, quasi ad unificarle (una città è frutto di un progetto, ma si sviluppa nel tempo), cercando di capire anche se forse non siano materia e spirito in fondo la stessa realtà. Andando dentro infinitesimamente piccolo, vi sono cose che sembrerebbero. ..mmateriali, come le stringhe, che probabilmente esistono, esse non sarebbero entità materiali ma semplici modelli multi vibrazionali,  sarebbero come dei “proiettori” annidati in seno alle stesse loro proiezioni, ossia ciò che si presentano come particelle, compresa la loro “materialità”, che in fisica coincide con la massa e i suoi effetti. Essenze immateriali,  ma che sono alla base della materia stessa, di ciò che noi definiamo materia. Io provo notevole difficoltà nel far rientrare come “casuale” e “fortuita” la struttura e la combinazione delle particelle elementari, anche perché non sono neanche tutte o del tutto elementari (vedi il protone, il neutrone, il mesone), ma lo sono come costituenti la “materia” o meglio la realtà percepibile- in fisica, “osservabile” . Non rieesco ad immaginarle frutto del caso;  mi paiono  che sembrano invece essere “fatte a dovere” perché l’universo come noi lo conosciamo funzioni così, dei pattern che gli scienziati stessi definiscono “il modello standard”, dunque “ogni cosa al suo posto”. A parte qualcosa ancora da vedere, sembra funzionare secondo logica. Il mondo subatomico e’ imprevedibile; ma imprevedibilità non significa casualità. Una particella è cosi’, forse non per puro caso, e questo lo dimostra il fatto che si possano descrivere, con dei calcoli teorici, caratteristiche e probabilità di esistenza, prevederne persino massa o non massa, di quanto essa sia, se fermione o bosone, e poi scoprirle di fatto. Il signor Higgs non ha visto il suo bosone al microscopio (non ci sono microscopi per le particelle, ma gli acceleratori per farle schizzare dalle particelle conosciute che si scontrano!). Ne ha capito l’esistenza con i calcoli, e poi è stato scoperto esistere veramente.  

“Il protone, che ha una massa milleottocento volte l’elettrone, ma la stessa carica elettrica all’opposto. L’elettrone, milleottocento piu’ piccolo, ma la stessa carica elettrica. Dentro ad ogni protone, tre  quark , due  di tipo UP e uno Down;  e nel neutrone, due Down e uno UP. Ed i quark Beauty, Charme, Strange, Bottom, Top che servono ad altro, non sono particelle spazzatura. Anzi, esisterebbe addirittura materia strana, io lessi di una possibile- la cosa non era data certa…-  stella con nuclei di quark UUS-strange e DDStrange- anziche’ UUDown, DDUp come sono i normali protoni e neutroni. Stella a parte, in laboratorio si creano queseti amalgami strani.  

Tante particelle, e di tutte queste particelle, le relative antiparticelle, in due categorie fondamentali, i fermioni (l’elettrone è un fermione, da Fermi e Dirac che ne hanno capito il modo di fare) ed i bosoni (da Bose, come il fotone, e il bosone di higgs, donde il nome “bosone” che obbedisce alle leggi di Einstein ed un indiamo, appunto, Bose). E la teoria della supersimmetria, dato che esisterebbero anche le “S-particelle”, “S-elettrone”, “i vari S- quark, e in questa supersimmetria i bosoni sono fermioni ed i fermioni, bosoni.  Il caso? Mmmmhh,,,, Poi spunta il già nominato bosone di Higgs, a dispensare massa alle particelle con esso interagenti (non tutte, il quanto di luce o fotone non vi interagisce, non ha massa, è pura energia moto. Il caso? E le particelle mediatrici? Create dal caso, certo. Ne serve una per la forza nucleare “forte”,  e c’è, è il gluone che tiene insieme i tre quark di ogni protone e neutrone e questi ultimi nel nucleo ; serve una particella  mediatrice per la forza elettromagnetica, ed esiste- e’ il fotone.  E’ la forza elettromagnetica che fa si’ che per rompere un pezzo di legno dobbiamo fare un certo sforzo, i protoni e gli elettroni di qualsiasi oggetto si lanciano fotoni a vicenda, ecco che il protone positivo tende ad attirare l’elettrone negativo, e viceversa, ed ecco la consistenza dell’oggetto. Se un solido diventa liquido, poi gassoso, è perche’ protoni del nucleo degli atomi si allontanano gli uni dagli altri e vibrano piu’ velocemente- calore- e con essi, gli elettroni periferici, diminuisce il legame, e vien da se’ che il legame nel ferro è maggiore che nella carta.  Il caso… E servono anche delle particelle per le interazioni deboli. Non esistono in natura. Ma paff, di colpo si manifestano le particelle W, Z con i segni +, -, 0 e che spuntano dal “vuoto” dando energia “a prestito” per far decadere il neutrone in un protone, un elettrone, un muone ed un antineutrino, questo accade solo quando il neutrone non e’ nel nucleo, fuori dal nucleo perde la cosiddetta “perorativa nucleonica”, mentre  nel nucleo se ne sta bello tranquillo grazie ai “gluoni “. Il protone, invece, il compagno  del neutrone nel nucleo, fatto di tre quark come lui, fuori dal nucleo, campa in eterno. “Se io fossi un protone, l’espandersi e il contrarsi dell’universo sarebbe per me come un battito del mio cuore “(Zichichi). Guarda caso, il protone, oltre alla vita cosi’ lunga,  costituisce da solo un atomo a se’, l’atomo dell’elemento presente al 99 per  cento nell’universo, ed il primo a formarsi: l’idrogeno. “guarda caso”.

Pensiamo per un attimo alla materia oscura (26 per cento di tutto l’universo), l’emergia oscura (74 per cento), e solo il 5 per cento e’ cio’ che vediamo. Per far quadrare i conti, dovrebbe esistere anche  una particella, mediatrice della forza di gravità, il gravitone, e forse la sua antiparticella è l’energia oscura, dato che la gravità attira tutto a se’, ma l’universo tende ad espandere in maniera accelerata. Nelle equazioni il gravitone figura, cosi’ come Einstein fu costretto ad inserire una costante antigravitazionale: “per me l’universo è statico, ma senza questa costante, collassa per gravità”.  Negli anni ’20 un certo signor Edwin Hubble fece capire ad Einstein che si sbagliava. Giusta la costante di espansione universale, ma l’espansione è accelerata. Un caso… (???!!)

Ho  esposto frettolosamente una piccolissima parte, e in modo semplice e banale, la questione del mondo subatomico e delle particelle, ed un accenno al quid del cosmo su larga scala; Le questioni sono molto piu’ complesse.

“Troppo facile parlare di Dio”. Strano, agli scienziati razionalisti e scettici piace tanto il principio del cosiddetto “ Rasoio di Occam”. Guglielmo da Occam, scienziato e monaco inglese del 1200 (il guglielmo del nome della rosa è ispirato ad Occam). “Un rasoio ideale, per semplificare “tagliando via cio’ che puo’ confondere e portare fuori strada. Il principio, per cui, fra tante ipotesi proponibili, la soluzione giusta è quella piu’ semplice. Cosa c’è di piu’ semplice del presupporre una mente creatrice?  Un giovane astronomo, Jacques Lalande, si presentò a colloquio da un luminare, suo – futuro?- mentore, che gli chiese: “sei in gamba ragazzo. Hai mai pensato ad un creatore? (Lalande applico’ il “rasoio”). “Signore, non ho preso in considerazione questo….”.

Bella cosa il rasoio di Occam, solo che occorre stare a tenti a che non venga tagliata via la fetta buona.

CIAO

Marghian

ALLA SCOPERTA DEL COSMO – Il sistema Solare – Marte. Parte 4a/BIS

Ciao. Dopo aver pubblicato la quarta parte della serie di video slides sull’argomento “universo”, ho pensato di aggiungere a questa una “parte integrativa”. Il post precedente si riferisce in particolare alla esplorazione di Marte, che come sapete in questi giorni è piu’ che mai in atto. Quindi, considero questo slide un tutt’uno con il post precedente, da cui “4a parte /BIS. A farmi tribolare un po’ sono state le corrige, lavoro di correzione che non e’ stato (mi accorgo ora) del tutto “risolutivo”. E mi trovo un “sata” (“stata”), “chimicaper”, “ome” (non si legge la “c” di “come”), “liquidanei”, “d di marte”. Non escludo che notiate anche qualche altra amenità del genere 😆

Ho cercato di darvi il tempo di leggere (conviene a tutto schermo), le considerazioni. Per una immagine, la settima credo, che è poi quella che ho tolto per “accorciare” il video precedente, ho avuto davvero difficolta’ nel colore dei caratteri. Noterete che sembra un campo bombardato. Percio’, data la difficolta’ che troverete nel leggere lo scritto su quella immagine, ve lo ricopio, sotto il video.

CONTENUTO SCHEDA “DIFFICILMENTE LEGGIBILE”

“ALCUNE ALTRE CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA VITA EXTRATERRESTRE”

“In questa scheda, alcune idee diffuse, quasi dei luoghi comuni, sulla vita extraterrestre. Piu’ qualche mia idea, e qualche obiezione, che ho poi notato con piacere essere anche quella di alcuni scienziati. Ecco una idea comunemente diffusa:

  • La vita aliena è in assoluto totalmente diversa dalla nostra: altro pianeta, altra storia evolutiva (“salti un dettaglio, cambia tutto”).
  • -Obiezione: non si puo’ essere assolutisti e generalizzare: miliardi e miliardi di pianeti, il campionario è talmente vasto che la vita in molti di questi pianeti è ora diversissima, ora molto simile alla nostra. E la forma “a uomo” potrebbe anche essere uno standard universale. Cosi’ come nel “pianeta mare” cosiddetto, il delfino non è un pesce; ma ne ha la forma. Ambienti simili, esigenze simili, forme di vita simili. Tempo dopo, anni dopo aver fatto questa riflessione, ho appreso che questa idea viene definita dagli scienziati “convergenza evolutiva”, dunque non è una idea soltanto mia. Questa mia “obiezione” si collega a quest’altro luogo comune, sia fra gente comune come noi che fra titolati”.
  • La forma “a uomo” è irripetibile nel cosmo, in quanto essere che ha avuto tutta una storia evolutiva complessa, in interazione con altre forme di vita, con una particolare storia climatica, con i mutamenti della Terra. Una storia estremamente complessa, dagli australopitechi a noi sapiens sapiens, storia dove è assai improbabile il ripetersi di tutti i passaggi.
  • Obiezione: bellissimo, ma se è irripetibile la forma “a uomo” perché è un essere evolutosi per via di tutta una storia evolutiva con una tale complessità di fattori e di variabili, nel contesto della evoluzione darwiniana sulla Terra, e via di seguito, allora questo deve valere per qualsiasi essere, animale o pianta, che si è evoluta sulla Terra. Stando a questo ragionamento, allora è irripetibile la forma a ragno; difficilmente potremmo trovare su un altro pianeta un ragno, ne’ qualcosa che somigli ad una medusa. E’ irripetibile la forma a uccello, giammai pensare ad un essere che somigli ad un elefante. Pensando alle migliaia anzi milioni di tipologie e forme presenti sulla Terra, la gia’ citata medusa, l’anemone di mare, la stella marina, il polpo, le innumerevoli forme di rettili e insetti, e dei vegetali (un fiore che sembri una rosa? Irripetibile). Beh, allora siamo soli. se la logica non è acqua…
  • -Se le leggi della fisica e della matematica sono universali, e della chimica e della mineralogia (come sembra essere, in una lontana galassia troviamo gli stessi 92 elementi di qui), non si puo’ escludere che anche le leggi della biologia e della evoluzione siano universali E che la natura possa usare anche schemi simili, in taluni casi, per convergenza evolutiva.
  • Discorso a parte merita la vita “diversa”, ma nel vero senso del termine. E non ovunque..diversa. Vita non basata sul carbonio, ed avente un codice che non sia il DNA. DNA che, comunque, non deve essere considerato per forza di cose prerogativa unica della Terra. Leggi universali possono generarlo anche altrove, e/o da altrove puo’ essere arrivato sulla Terra gia’ “preconfezionato” pronto ad organizzarsi in strutture piu’ complesse. E’ la teoria della “PANSPERMIA” od “inseminazione totale”: spore, strappate ad atmosfere di pianeti, batteri congelati in frammenti anche piccoli di ghiaccio, e via dicendo.
  • CREDEVA IN QUESTO FRANCIS CRICK, SCOPRITORE insieme ad altri due, della STRUTTURA DEL DNA
  • Non e’ da escludere, nemmeno Marte, una vita basata sul DNA .
  • Ok, riscrivendo questa scheda, ovviamente ho allungato . Ciao.
  • Marghian

ALLA SCOPERTA DEL COSMO – QUARTA PARTE

Ciao. Questo videoslide che ho rifatto poco fa, è il quarto (quinto con l’anteprima precedente) di una serie di post in forma di “presentazione per immagini e didascalie descrittive ” che sto dedicando da qualche tempo all’argomento “Universo”. Ho voluto dedicare questa serie di immagini, in particolare a Marte, data la attualità dell’argomento sul piano della “cronaca” di fatti inerenti l’esplorazione dello spazio, con in più qualche divagazione, di taglio più generico, sulla dibattuta questione della vita aliena.

Il video doveva essere pubblicato ieri sera, ma diamine se youtube ne ha voluto sentire…magari ha un po’ di ragione (“video troppo lungo”) con il video.che durava 19 minuti. Questo ne dura 12, promosso. Ho corretto qualcosa, ma qualche refuso e’ rimasto. I refusi sono maestri di mimetismo, ma quando ho finito e pubblico, si manifestano tutti, a cascata; ma solo allora, a cose fatte.

Circa questo video, per svista non ho “attualizzato” il discorso. Leggerete infatti “e’ in arrivo una sonda…”, dato che ieri sera mentre c lavoravo erano le 19. Adesso e’ corretto leggere : ” e’ arrivata….”. Difficilissimo adattare i colori dei caratteri, prova e riprova, trovavo il meno peggio. Mi scuso come sempre per la non ottima registrazione da microfonino della musica, e spero (ce l’ho messa tutta) che la durata di ogni immagine vi consenta di leggere abbastanza agevolmente. Meglio a schermo intero, e da pc.

COSMOS DISCOVERY – SOLAR SYSTEM – MARS

BUON WEEKEND

ALLA SCOPERTA DEL COSMO – Anteprima della quarta parte

Ciao. Ho terminato poco fa questo video. E’ una anteprima della quarta parte degli slide “scoperta del cosmo”. Qui ho continuato con delle considerazioni a carattere generale (non riferimenti a fatti specifici della…”cronaca” sulle scoperte in ambito spaziale. Intendo, nella quarta parte vera e propria, scrivervi di alcune recenti scoperte. Interessanti sono soprattutto alcune che riguardano in particolare Marte; avrete senz’altro saputo delle sonde araba e cinese e della sonda del progetto Mars 2020 della Nasa che intende far atterrare un rover sul pianeta e da qesto far uscire e far decollare fra pochi giorni un elicotterino di esplorazione “aerea a bassa quota” su Marte; di campioni del suolo del pianeta che verranno portati sulla Terra e di sonde che prelevano e portano sulla Terra gia’ da tempo materiale da comete e da asteroidi. Su alcune di queste cose vertera’ la quarta parte. Ho gia’ in proposito le immagini con le didascalie, o descrizioni, ne preparerò qualche altra riguardo alla questione Marte . Mi scuso di alcune cose. L’audio del video (scusate il bisticcio ..voluto , e proprio per questo scusate… 🙂 )- di parole , una volta che il video è postato su youtube, è troppo alto. Tenetelo al minimo. Altra cosa ancora, ad un certo punto sbadatamente “torno indietro” di una immagine – ma mi correggo subito – mentre starete leggendo -. Leggerete un “serei”, che voleva essere “oserei”, un “sasspiamo” (“sappiamo” ), un “formanti di una..”, “formanti una…”(i refusi sono ormai il mio marchio, e li noto sempre dopo, prima mi sembra tutto giusto, pur se guardo due o tre volte in piu’…). Una cosa ancora, sul programma è difficilissimo trovare il “colore carattere” che vada meglio per la lettura. Per la lettura, a proposito, meglio guardare il video a schermo intero, possibilmente dal pc. Buona serata.

ALLA SCOPERTA DEL COSMO ANTEPRIMA 4a PARTE

INTERMEZZO: tre immagini, qualcuna anche ripetuta. La scoperta di pianeti dal comportamento strano. Ed ho scomodato Mozart

VIAGGIO E SCOPERTA – LE ESPLORAZIONI, COME LA VITA, SONO UN CAMMINO

UN CAMMINO DA FARE CON DOVUTA UMILTA’, MA ANCHE CON FIEREZZA

Ciao. Ho messo insieme queste tre immagini con commento musicale (per quest’ultimo, ho preso da un andantino di Mozart che ascoltavo in audiocassetta, prima dell’avvento dei cd e delle chiavette USB come quella che uso oggi nella mia macchina, creando qualcosa di somigliante…). E’ un intermezzo, dato che devo continuare con gli slide a carattere “spaziale”, sulla qual cosa ho già il materiale pronto, che è solo da mettere insieme. Devo continuare con le notizie sulle ultime scoperte scientifiche. Ve ne anticipo una, davvero interessante. Soprattutto perché ha messo gli scienziati in una condizioni di dubbio su ormai quasi consolidate teorie sulla formazione dei pianeti di un sistema solare, teorie peraltro basate fino a poco fa, potremmo dire, solo sul nostro Sistema Solare, mentre una teoria scientifica deve poggiare – penso- sempre su più di un termine di paragone, e la ^riproducibilità è il “primo comandamento” del metodo scientifico: Galileo, considerato il “padre” di questo metodo, non faceva una sola prova, ne faceva tante. Comunque, venendo al sodo, si è scoperto un sistema solare che sembra essere strutturato in modo completamente differente rispetto agli schemi basasti su un sistema solare come il nostro.

PIANETI DAL COMPORTAMENTO STRANO

(rispetto alle attuali teorie cosmologiche sulle orbite e sulla densita’ e struttura rispetto alla “posizione)

In una costellazione il cui nome non ci è è familiare, lo sarebbe se fossimo in Australia perche’ e’ nei “cieli del sud”, a 200 anni luce da noi, detta “dello scultore”, in una stella di tale costellazione, sono stati sei pianeti (ad opera di una sonda spaziale ESA, Cheops), e di questi sei pianeti, cinque di questi fanno i monelli; non obbediscono alle “leggi” o meglio alla teoria sulle densità dei pianeti in funzione della distanza dalla stella ne’ sulla reciproca cosiddetta “risonanza orbitale” che dovrebbero avere. Innanzitutto, vediamo cosa si intende per queste due cose. La risonanza orbitale, è la reciproca influenza gravitazionale fra due corpi avviene in un periodo corrispondente a frazioni di numeri interi, che devono essere numeri picoli, tipo 2 a 3 come nel caso di Nettuno e Plutone (tre giri ne fa Nettuno, due ne fa Plutone), e la risonanza risulta a intervalli regolari. Tali risonanze e influssi regolari, hanno una funzione stabilizzatrice, anche su corpi piu’ piccoli, come oggetti attorno a Plutone, “rimessi in riga ad ogni “massima vicinanza” con Nettuno. Questo, nel nostro sistema solare, probabilmente anche in altri. densità e struttura. Questo è un capitolo molto importante. Secondo noi: “i pianeti rocciosi (tipo Mercurio, Venere, la terra e Marte) tendono a formarsi nella zona interna, piu’ vicina al Sole; il materiale piu’ pesante tende a gravitare attorno alla stella in formazione, e li’ si aggregano miliardi di asteroidi e frammenti di ghiaccio, e granelli di polvere (tali oggetti sono detti planetesimi, se coinvolti nella formazione di un pianeta o di una luna). La violenta radiazione della stella poi -irradiazione, non solo luce e calore ma proprio materia della stella, idrogeno, elio ecc….-, “spazza via” gli elementi leggeri” ed ecco che per esempio Giove, saturno, Urano e Nettuno si sono formati con idrogeno, elio, metano e simili (ammoniaca eccetera) distanti dal Sole. Plutone è roccioso, ma si pensa si sia formato in zona fredda, sia fra i corpi che lontani, siano li’, corpi ghiacciati, possibilmente “catturati” dal campo gravitazionale del Sole. Ma come stanno le cose su Toi 178, circa risonanza orbitale e struttura e densita’? Le risonanze sono ottimali; i rapporti sono in uno schema ciclico, quasi da orologio svizzero, con un rapporto di 18, 9, 6, 4, 3, cioé mentre il secondo pianeta (il primo non viene contato ) completa 18 orbite, il terzo ne completa 9, il quarto 6 , poi 4, e 3. Ma ecco il bello.

Dalle osservazioni fatte prima con il satellite TESS della NASA e poi con Cheops, coadiuvati da uno spettrografo a Terra dell’ESO, in Cile, , gli scienziati hanno visto di strano che, se le orbite sembrano seguire uno schema preciso, non tanto bene va per la corrispondenza fra parametri orbitali e distanza con le consistenze e le masse dei pianeti con quello che ci si aspettava. Hanno spiegato che,In pratica nei pochi sistemi conosciuti in cui i pianeti sono in risonanza, le densità diminuiscono via via che ci si allontana dalla stella. E la risonanza orbitale fra due corpi, ha una funzione stabilizzatrice delle loro orbite, da rendere difficile le trasmigrazioni dalla “fascia orbitale di formazione del pianeta”. Giove è mille volte piu’ grande della Terra, ma molto meno denso. Poi Saturno, piu’ distante e meno denso di Giove, via via cosi’ per Urano e Nettuno (Plutone, oggetto roccioso dinaste ma parte di una grande fascia di asteroidi planetoidi, fa parte di un discorso a se’..) In Toi-178 pare che le cose vadano diversamente: accanto a un pianeta roccioso come la Terra ve ne sono altri poco densi, come dei piccoli “giove”, delle dimensioni stimate come la Terra, ma densi come Giove o Nettuno” , ossia, praticamente come se fossero gassosi, ma in posizioni in cui sarebbe normale trovare pianeti densi e solidi in quanto in orbite “vicine” alla stella e a quelle di pianeti rocciosi. Studiare casi come Toi 178 servirà, a detta degli scienziati, proprio per capire meglio l’origine e la formazione dei sistemi solari, non solo per elaborare una teoria unificatrice, che valga in linea di massima, ma per aggiustamenti anche sulle modalita’ di ricerca di pianeti che possano ospitare la vita, in base a caratteristiche intrinseche di un pianeta, e circa le fasce orbitali rientranti nella cosiddetta “fascia di abitabilità” per cercare la possibile vita.

Okay, alla prox. Ciao 🙂

Marghian

ALLA SCOPERTA DEL COSMO – TERZA PARTE

CONOSCIAMO IL COSMO

“Conosciamo il cosmo”. Ciao. E’ una parola… Prima della visione, innanzitutto mi scuso un po’ per qualche difficoltà che probabilmente troverete nella lettura. Non mi e’ stato facile, pur se mi sono divertito a farlo, giostrarmi con il colore dei caratteri e lo sfondo che nonostante i miei sforzi, si mandavano reciprocamente a quel paese. Non vi dico per le immagini, ne ho perse tre, con tanto di descrizioni (“didascalie” e’ una parola troppo…piccola 🙂 ) perche’ nelle modifiche sbagliavo qualche rinomina (nomino le immagini con delle lettere, o con dei numeri). Ho dovuto ripescarle e riscrivere. Sul riscrivere (noterete errori, parentesi non chiuse, ecc. ) non ho perso molto tempo. Nell’adattare le immagini ripescate, questo si’, è stato un po’ certosino. Comunque, mi ci mettevo, ogni tanto, con calma. Piovere serve anche a questo 🙂

E’ lungo, perché ho letto piano prima gli scritti prima di passare ad immagine successiva, per consentirvi la lettura. Ho cercato di fare del mio meglio, spero di esserci riuscito. Potete, comunque, bloccare e leggere, se io non ho atteso abbastanza. Vi conviene, ovviamente, visionare il video a tutto schermo. Da cellulare, credo sia una impresa.

Ho copiato e incollato spezzoni della musica che ho fatto, per adattarla alla lunghezza della presentazione. Vi conviene usare l’audio a basso volume, per il rumorio che si sente e che potrebbe non essere gradevole, me ne scuso. Altra cosa strana, Youtube mi ha caricato il video in pochi secondi. Ieri sera, “video troppo lungo”. Oggi era di buon umore. Okay, l’e’ fatta.

ALLA SCOPERTA DEL COSMO – PARTE TERZA

Ciao.

Marghian

ALLA SCOPERTA DEL COSMO – II a PARTE

Ciao. Intendevo fare questo post prima delle “feste”. E ce l’abbiamo fatta. Insomma…plurale maiestatis riferito a me medesimo. Vi spiego perché “insomma”. Innanzitutto, a tal proposito, anche SCUSANDOMI un po’, vi chiedo, nelle immagini con lunghe scritte, di bloccare ad un certo punto il video, per leggere, e piu’ agevolmente. Fra qualche riga vi spiego il perche’. “Insomma”, in quanto non e’ stato lo scrivere a prendermi tempo; ma l’impaginazione e le inquadrature. . Ho fatto diversi tentativi, da qualche settimana ad oggi, di impaginazione. Beninteso, dieci minuti ogni volta. *Ho dovuto rifare il video poco fa, il video era pronto per ieri sera. Non si caricava su Youtube, ho visto una scritta “il video…” e mi sono detto “domani riprovo”. Oggi pomeriggio mi vedo “elaborazione video abbandonata, i video che superano i 15 minuti..”. Infatti, questa sera ho tolto alcune immagini con tanto di commento scritto. Nel video infatti vi scrivo di una “terza parte”, per quelle e qualche altra immagine. ***Prima di provare a pubblicare nuovamente, ho anche oggi letto le didascalie lentamente; se youtube lo avesse accettato, NON VI CHIEDEREI DI BLOCCARE IL VIDEO, per la lettura. C’è molto da leggere nel frame al minuto 2,50 – la struttura interna della Terra -, e in qualche altro frame. Youtube impone anche lui le sue restrizioni, ci adeguiamo.

ABBASSARE MAGARI L’AUDIO. NELLE MIE PROVE LA MUSICA SI SENTIVA POCO

-e maledetta motocicletta che e’ passata….- 😆

Non mancano poi gli sbaglietti, pur se ho corretto… 🙂

Conviene a tutto schermo per la lettura. Certo che dal cellulare non vien bene.

Come cerchi nell'acqua

ogni pensiero, azione, parola si propaga nello spazio....

❀ Rоѕa ❀

♥ Chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

MI...semplicemente ♪☕♫

Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere

Chi trova un amico trova un tesoro

La vita è il frutto della nostra immaginazione

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