UN INTERVALLO, EDUN SALUTO

CIAO. VOGLIO  -PER ORA- SOLTANTO SALUTARVI, CON  QUESTO VIDEO

Queste immagini sono commentate musicalmente nientemeno che con il Concerto di Aranjuez

 Concerto d’Aranjuez (Concierto de Aranjuez), che senz’altro conoscete, e che e’ probabilmente l’opera più celebre di un certo Joaquin Rodrigo, uno dei compositori più famosi del dopoguerra. State ascoltando anche un mio brano,  VOLUTAMENTE  COPIATO da “Aranjuez” 

Vi prometto che scrivero’ “qualcosa”, appena mi sara’ possibile :)

CIAO

Marghian

IL MIO SALUTO PER QUESTA PASQUA

CIAO

easter

Marghian

ANTEPRIMA DE “IL MISTERO DEL POPOLO SARDO, ANTICHI IPOGEI E GIGANTI DI PIETRA”

Da alcune settimane non scrivo qualcosa su questo blog. Finalmente, questa sera, vi scrivo qualcosa.

VI PRESENTO QUESTO VIDEO SU UN INTERESSANTE SITO ARCHEOLOGICO

E’ L’IPOGEO DI SAN SALVATORE

(Cabras, Sardegna)

Cabras e’ un paese tipico della pianura del Campidano, distante pochissimi chilometri da Oristano. Io, come alcuni di voi hanno letto nel mio profilo, abito in un altro paese, Terralba. Cabras e Terralba sono simili, come estensione e per numero di abitanti, circa novemila abitanti Cabras, diecimila ne conta invece il mio paese. Gran parte della economia di entrambi i paesi si basa sulla pesca: lo stagno di Cabras, che poi, come stagno, il piu’ grande di Europa, e lo stagno di Terralba- detto “di Marceddi'” dal nome del villaggio di pescatori, frazione di Terralba e che ne dista circa undici chilometri. Entrambi i paesi ricchid i storia, e di preistoria. Cabras, pero’, evidenzia maggiormente tale ricchezza, grazie soprattutto alle vicinissime rovine di Tharros, antica citta’ che fu fondata dai Fenici nell’ VIII secolo prima di Cristo, e che venne poi “ampliata” dai Romani. La stessa cosa accadde per la città di Neapolis- nome greco, lo stesso nome dell’antica Napoli, dal significato di “città nuova”-, ma di cui rimangono pochi ruderi; Tharros, invece, e’ visitabile e suscita le stesse bellissime impressioni di Pompei, per quanto piu’ piccola, o di altra antica città romana.

Tharros, sul piano del commercio e della economia, era seconda in epoca fenicia e punica solo a Cartagine. Anche la “nostra” Neapolis (ma le rovine si trovano in territorio oggi appartenente ad un altro paese, Guspini) , con i suoi settecento metri di lunghezza e circa duecento di larghezza, pressappoco le dimensioni di Tharros stessa, era ricca e fiorente, con un vasto porto che fu operativo, sembra, fino al 1200. Entrambe le città furono abbandonate qualche secolo dopo il 1000 d. C per costruire nel caso di Tharros, Oristano, e nel caso di Neapolis, Terralba, Guspini, Arcidano ed altri paesi. Una “trasmigrazione” per questioni contingenti, insomma.

Attorno a Tharros, come succedeva e succede anche oggi intorno a qualsiasi città fiorente, sorsero dei “centri”, ed alla città facevano capo strade e corcevie. Piccoli villaggi, centri di culto, “nodi di commercio”. Ecco, proprio in uno di questi crocevia che collegavano Tharros con altri centri di quella zona della Sardegna, sorse un luogo di culto. Quale luogo di culto? Il video vi presenta una chiesetta secentesca, sorta sopra- come accade quasi sempre nelle sovrapposizioni di culti e culture..- ad un tempietto sotterraneo, considerato di epoca tardoromana ma aventi origini, come sotterraneo, all’epoca Fenicia, ed ancora prima. Molto prima, forse a tre, quattromila anni fa.

Immaginate un antico pozzo, od un complesso di pozzi, scavato a bella posta, fino ad aver raggiunto il livello dell’acqua. Dentro l’invaso, una pietra simboleggiante la fertilità maschile (fallo). Attorno a questo pozzo, delle strutture come dei muri, ed una scala che arrivava fino a poter toccare l’acqua, nella qule c’era qualche pietra fallica (generalmente una, al centro), e degli oggetti votivi. Attorno al luogo sacro, poi, delle capanne costruite in pietre a secco: un villaggio santuariale. Siamo circa intorno al tremila, tremilacinquecento A. C. E’ l’epoca dei Nuraghi, le mitiche torri in pietra a secco che costellano la Sardegna. Sappiamo come erano questi pozzi sacri, perche’ molti sono oggi ancora integri, e non “contaminati” da culti successivi e maneggiamenti. Ecco cosa e’ accaduto vicino a Cabras, dove oggi c’e il villaggetto secentesco di San Salvatore (nome da intendesi come Cristo santo e salvatore, e non un santo che si chiamasse Salvatore), e che ha inglobato il luogo di culto. L’antico villaggio santuariale di epoca nuragica, ed il tempio “a pozzo” si modificarono potrei scrivervi..contemporaneamente. Immaginate, arrivano i Fenici 2800 anni fa, rimaneggiano il luogo per i loro culti e ccostruiscono case, capanne “nel loro stile”. Poi, i Romani. Si pensa che il tempietto sotterraneo fosse, in epoca Romana, dedicato al culti di Marte e Venere, e di Ercole. Ercole venviva definito “sotèr”, in greco “salvatore” ed ecco che, in epoca tardoromana, dopo la conversione al Cristianesimo dell’impero per opera di Costantino,il tempietto di “Eracle Soter” diventa tempio di “Cristo Salvatore”. Dopo il medioevo, nel ‘600 ecco che sopra il tempietto, che era ormai diventato tempio paleocristiano, fu eretta una chiesetta, tuttora in piedi. “la chiesa di San Salvatore”- del Cristo santo salvatore-.

Oggi, le cose stanno cosi': si entra nella chiesetta- usata come culto campestre, e non tutte le domeniche-, e con una scala nascosta da una lunga botola di ferro, si accede al tempietto. Il tempio sotterraneo e’ istoriato di affreschi di cui rimane poco per via della umidità, e disegni fatti con il carboncino, opera di devoti, e perche’ no, talvolta di vandali o curiosi che nei secoli vollero lasciare la loro “firma”. Disegni chiaramente raffiguranti divinità pagane, accanto a quelle cristiane, le inconfodibili figure di Venere e Marte, di Ercole che uccide il leone Nemeo, raffigurazioni di tori e di altri animali dalla forte carica simbolica, e tanti altri disegni ancora, e scritte. Anche qualche scritta in arabo- in Sardegna vennero anche i saraceni. Le temute incursioni saracene,  affrontate dai sardi con tenacia e valore.

Il tempietto sotterraneo ha una pianta a doppia croce greca ed un abside nella parte posteriore rispetto all’ingresso che “collima” con quello della chiesetta secentesca; dentro, poi,  ci sono due altari cristiani presumibilmente aggiunti per il culto cristiano nel quinto, sesto secolo; degni di nota sono i pozzi: uno grande, che si trova al centro, fra le prime due braccia della doppia croce, come ben si vede nel filmato,  ed un altro pozzo piu’ piccolo, senza struttura protettiva ma coperto da un vetro, con una pietra fallica ancora in posizione forse originaria, rispetto al culto precedente a quello cristiano. E’ importante quanto segue: tutti i culti succedutisi in quel luogo- come in altre decine di luoghi della Sardegna-, fin dalla preistoria,  hanno come filo conduttore il culto dell’acqua sorgiva e guaritrice. Si’, “guaritrice” perche’ questi santuari erano meta di pellegrinaggi dai villaggi vicini od anche lontaniGli studiosi di archeologia e storia sarda infatti fanno un distinguo tra due tipi di villaggi, “santuariale” ed “abitativo”. Nella preistoria e protostoria, i villaggi abitativi erano se vogliamo l’equivalente dei nostri paesi e borghi; i villagggi santuariali o cultuali erano, invece, dei luoghi di fede e mete i visite di fedeli, che si trattenevano li’ anche per dei periodi di qualche settimana. Molti di questi luoghi sono oggetto anche oggi di feste campestri. San Salvatore e’ uno di questi. La prima domenica di Settembre di ogni anno gli abitanti di Cabras festeggiano il Cristo “San Salvatore”. Alcuni giorni prima, ed alcuni giorni dopo, il villaggio si anima, e la gente ci vive. Due, tre famiglie, invece, ci stanno anche in altri periodi dell’anno (come ho scritto prima, le case sono ora di proprietà di cabraresi, delle piccole residenze estive). Sono decine gli antichi “pozzi sacri”di epoca Nuragica. Alcuni sono rimasti allo stato originale, come erano almeno tremila anni fa; altri, come a San salvatore, si sono trasformati in luogni di culto cristiano, seguendo lo schema evolutivo quasi standard dei lughi di culto.

Sul villaggio che circonda la chiesetta e l’ipogeo c’e una cosa curiosa, che nulla c’entra con i culti. Le case del villaggio, oggi case di proprietà di cabraresi, hanno uno stile che richiama al Messico del Far West. Ecco che, negli anni ’60, il ergista Sergio Leone giro’ parecchie scene di films western, “all’italiana”. Se avete visto uno di quei fimm, sapete, musiche di Morricone..forse ha visto anche qualche scena girata nel villaggio di San Salvatore. Dove c’era, oggi non piu’, un saloon ed altre infrastrutture – la fontana..- a carattere western. Divertente poi il fatto che i turisti non sardi, ma proprio tutti, arrivano convinti che il villaggio di San Salvatore, chiesa compresa, fosse stato costruito apposta per i films. “Furono aggiunte delle cose, il saloon eccetera, per girare le scene. Ma il villaggio- viene spiegato loro- c’era già”.

Non mi dilungo oltre, aggiungo soltanto questo: l’accostamento che ho fatto fra il mio paese e Cabras, distante circa 35 chilometri, oltre ai motivi esposti,  ha anche una piccola valenza pesonale: ho lavorato nel tempietto di San Salvatore per tre anni, dal 1993 al 1996. Si’, in qualità di addetto alla custodia, come dipendente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oggi anche “del Turismo. E lo conosco.

Questo post e’ una “anteprima” di un articolo che pubblichero’, come dice anche il titolo, sui misteriosi “giganti di pietra”, statue trovate vicino a Cabras, di epoca nuragica, belle ed interessanti perche’ la loro fattura anticipa di parecchio quella che sembrava, prima della loro scoperta, essere prerogativa dei Greci. Sono le misteriose  statue di Mont’e Prama. Tutto questo, si’, ma dopo Pasqua.

CIAO

Marghian

OTTO MARZO, I “PRO” ED I “CONTRO” DI UNA FESTA

8 MARZO

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 FESTA DELLA DONNA

Le origini della festa della donna che si celebra l’otto di marzo risalgono al 1908. Pochi giorni prima di questa data le operaie di una industria tessile di New York scioperarono per protestare contro le condizioni disumane nelle quali erano costrette a lavorare. La protesta delle operaie si protrasse fino all’otto di marzo, quando il proprietario dell’azienda tessile, la Cotton, blocco’ tutte le uscite della fabbrica per impedire alle donne di uscire. Allo stabilimento venne appiccato  il fuoco. Questa misura repressiva costo’ la vita a centoventinove donne che morirono bruciate  all’interno della fabbrica. In memoria di questo tragico evento la data dell’otto marzo fu proposta da -> Rosa Luxemburg come giornata internazionale di lotta internazionale per i diritti delle donne.

Ciao. Forse io, “come uomo” , per tradizione non sarei “autorizzato” a parlare della “GIORNATA DELLA DONNA”. Ma ho voluto ricordare questa festa per due motivi principali: Il primo è il ricordo di quelle ragazze,  che diedero la  loro vita pur di difendere i loro diritti. Il loro tragico e coraggioso gesto di protesta diede una spinta a molte rivendicazioni  di diritti che ancora le donne portano avanti con dignità e determinazione; diritti  che ancora oggi in gran parte  sono loro negati. Questo avviene in tutto il mondo, nei paesi industrializzati ma soprattutto nei paesi poveri, dove  ancora domina la”cultura del maschio”, dell’”uomo che vale di piu’” e  che quindi “merita di piu’”. Cultura questa che viene applicata  ancora oggi in tutti i settori della vita sociale, nel lavoro e non solo. Per non parlare della violenza contro le donne e della loro sottomissione, una piaga purtroppo ancora molto viva. Il secondo motivo è che, secondo me,  l’8 di marzo dovrebbe essere visto come il “giorno dell’uguaglianza”. Si, perché la donna è la “metà uguale” del genere umano.Questa è una verità indiscutibile, ma che ancora putroppo viene discussa, anzi bistrattata ed ignorata. Spetta  soprattutto a noi uomini capire questa verità. Ed è con questo spirito di uguaglianza  che faccio a voi donne l’augurio che il significato della data dell’8 marzo si estenda a tutti i giorni dell’anno, e a noi uomini auguro che ci siano chiare le ragioni della donna, le vostre ragioni, che sono quelle di umanità, di intelligenza, e di dignità. Come quella dimostrata l’8 marzo di quel lontano 1908 dalle operaie di quella fabbrica di New York.

*         *         *

Molte donne pensano che non ci dovrebbe essere una “giornata della donna”. Ed e’ vero, in quanto le varie “giornate di…” sono riferite, quasi sempre, a categorie deboli o considerate tali , ovvero a dei problemi sociali: “La giornata dell\’anziano”, “dei ciechi” o “La giornata dell’AIDS”, e cosi’ via. Considerando che gli esempi che ho fatto riguardano iniziative UTILI a sensibilizzare su un problema, va da se’ che se si celebra una “giornata della donna” si è in una società che, come per l’anziano o il “disabile”, ha bisogno di essere sensibilizzata. Molte donne infatti non gradiscono l’”8 marzo” proprio per questo motivo. La donna è l’essere umano femminile, e non è una “categoria debole”. Se lo è, tra virgolette, è solo perché la società umana opera delle discriminazioni che di fatto sminuiscono quella che è la donna in tutte le sue stupende potenzialità. Se la “giornata della donna” la si celebra come un fatto di costume va bene; ma la donna è, esattaemnte come noi, al centro della vita di ogni giorno, ed in ogni campo della vita sociale ed umana.

CIAO

Marghian

FA PIACERE INCONTRARE PERSONE COSI': LA POETESSA SARDA ANGELICA PIRAS

ANGELICA PIRAS

IN ASULU BISENDE

(Sognando d’azzurro)

Commento musicale,->  Lorenzo Pescini

Angelica, ti ho conosciuta qualche giorno fa, la sera di sabato, 28 febbraio 2015, a Terralba (sono il fratello di chi ha messo a disposizione un suo quadro per “commentare”, in immagine, l’argomento ed il tema della tua serata di oggi, -> Ignazio). Di te ho ammirato la poesia, che anche in te è espressione dell’anima profonda;  ma soprattutto ho ammirato in te la capacità che hai avuto e che ai di veicolare “a tuo vantaggio”, ed arricchendoti, la sofferenza. Per tuo grande merito, ma anche per tua fortuna, devi ammetterlo; ché, come ben sai, non tutti ce la fanno (a trarre forza dal dolore). E trasmetti gioia, anzi la fai uscire, da dentro l’animo di chi ti ascolta, o ti legge. Si’, perche’ la gioia ed il dolore sono entrambi in noi. Il poeta, dunque anche tu, come anche il maestro di vita, danno stimoli per fare uscire dal profondo la gioia, e l’amore. Socrate insegnava questo:” cio’ che senti o che sai, non te lo sto insegnando io, ma e’ gia’ dentro di te: io ti insegno solo a farlo uscire, ad esprimerlo”. Ecco, tu fai questo: scuoti l’animo di chi ti ascolta, o ti legge. Ed e’ un piacere conoscere persone come te. Ciao” 

(Commento che ho lasciato su You Tube)

Come leggete sopra, ho incontrato la poetessa –> Angelica Piras la sera di sabato, 28 febbraio, in una sala della biblioteca comunale del mio paese. la poesia come profondità dell’anima, la poesia come forza dell’anima. Forza che si alimenta con le prove della vita. Come ci ha dimostrato Angelica con la sua eloquente testimonianza, e con il suo sorriso. Il sorriso squarcia anche l’oscurità piu’ tosta, come ha dimostrato Angelica.

CIAO

Marghian

PAUSA DI RIFLESSIONE – LA QUARESIMA

QUARESIMA – UN CAMMINO

quadraginta_dies

“Quaresima: un cammino breve, in un anno di vita. Un anno di vita: un cammino breve..negli anni della vita. Gli anni della vita: Un cammino breve, nei secoli della storia. I secoli della storia: un cammino breve, negli eoni del cosmo. Gli eoni del cosmo: un cammino breve, nel buio della Eternità. Quaresima: un cammino, nel cammino” (Marghian)

       *         *

Ciao. La “quaresima”, per tradizione, è vista come un tempo di riflessione, di ricerca. Un momento forte di fede. Ci si  “aggancia” a questo  momento dell’anno, per una pausa di riflessione. Che non va vista necessariamente, e solo in senso religioso. Nel mio caso, ad esempio, tale pausa è da intendersi in senso piu’ “pragmatico”, nel senso anche di..”pausa”; pausa che non va comunque vista come una totale cessazione dell’attivita’, nell’ambito di questo blog. Piuttosto nel senso di una sua riduzione, peraltro già in atto. E’, questo, anche per me un momento di riflessione, certo…Anche per vedere come va la vita, facendo di essa un piccolo bilancio, cercando di farla andare meglio. E per far questo, c’e proprio il bisogno di ritaglirsi dei “momenti”. Momenti come questo, perche’ no.

CIAO

Marghian

IL MIO SALUTO PER SAN VALENTINO

14  FEBRUARY, saint valentaine : A DAY FOREVER

saint valentineSan Valentino: un giorno…per sempre

SAN VALENTINO E’ LA FESTA DEGLI INNAMORATI

IL MIO AUGURIO A TUTTI GLI INNAMORATI E’

CHE CONSERVINO L’AMORE

A CHI LO CERCA, DI TROVARLO

FOSSE ANCHE “SOLO” L’AMORE PER LA VITA

CHE E’ POI L’AMORE PIU’ GRANDE

IL MIO AUGURIO PER VOI E’ CHE QUESTO GIORNO SIA ..PER SEMPRE

BUON SAN VALENTINO

Marghian

❀ Rоѕa ❀

♥ chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

Bruce

Non è ciò che non sai che ti mette nei guai. È ciò di cui sei sicuro e che non è come credi.

Skay : viaggio verso cieli limpidi

La vita è bella comunque e a prescindere!

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