ANTEPRIMA DE “IL MISTERO DEL POPOLO SARDO, ANTICHI IPOGEI E GIGANTI DI PIETRA”

Da alcune settimane non scrivo qualcosa su questo blog. Finalmente, questa sera, vi scrivo qualcosa.

VI PRESENTO QUESTO VIDEO SU UN INTERESSANTE SITO ARCHEOLOGICO

E’ L’IPOGEO DI SAN SALVATORE

(Cabras, Sardegna)

Cabras e’ un paese tipico della pianura del Campidano, distante pochissimi chilometri da Oristano. Io, come alcuni di voi hanno letto nel mio profilo, abito in un altro paese, Terralba. Cabras e Terralba sono simili, come estensione e per numero di abitanti, circa novemila abitanti Cabras, diecimila ne conta invece il mio paese. Gran parte della economia di entrambi i paesi si basa sulla pesca: lo stagno di Cabras, che poi, come stagno, il piu’ grande di Europa, e lo stagno di Terralba- detto “di Marceddi'” dal nome del villaggio di pescatori, frazione di Terralba e che ne dista circa undici chilometri. Entrambi i paesi ricchid i storia, e di preistoria. Cabras, pero’, evidenzia maggiormente tale ricchezza, grazie soprattutto alle vicinissime rovine di Tharros, antica citta’ che fu fondata dai Fenici nell’ VIII secolo prima di Cristo, e che venne poi “ampliata” dai Romani. La stessa cosa accadde per la città di Neapolis- nome greco, lo stesso nome dell’antica Napoli, dal significato di “città nuova”-, ma di cui rimangono pochi ruderi; Tharros, invece, e’ visitabile e suscita le stesse bellissime impressioni di Pompei, per quanto piu’ piccola, o di altra antica città romana.

Tharros, sul piano del commercio e della economia, era seconda in epoca fenicia e punica solo a Cartagine. Anche la “nostra” Neapolis (ma le rovine si trovano in territorio oggi appartenente ad un altro paese, Guspini) , con i suoi settecento metri di lunghezza e circa duecento di larghezza, pressappoco le dimensioni di Tharros stessa, era ricca e fiorente, con un vasto porto che fu operativo, sembra, fino al 1200. Entrambe le città furono abbandonate qualche secolo dopo il 1000 d. C per costruire nel caso di Tharros, Oristano, e nel caso di Neapolis, Terralba, Guspini, Arcidano ed altri paesi. Una “trasmigrazione” per questioni contingenti, insomma.

Attorno a Tharros, come succedeva e succede anche oggi intorno a qualsiasi città fiorente, sorsero dei “centri”, ed alla città facevano capo strade e corcevie. Piccoli villaggi, centri di culto, “nodi di commercio”. Ecco, proprio in uno di questi crocevia che collegavano Tharros con altri centri di quella zona della Sardegna, sorse un luogo di culto. Quale luogo di culto? Il video vi presenta una chiesetta secentesca, sorta sopra- come accade quasi sempre nelle sovrapposizioni di culti e culture..- ad un tempietto sotterraneo, considerato di epoca tardoromana ma aventi origini, come sotterraneo, all’epoca Fenicia, ed ancora prima. Molto prima, forse a tre, quattromila anni fa.

Immaginate un antico pozzo, od un complesso di pozzi, scavato a bella posta, fino ad aver raggiunto il livello dell’acqua. Dentro l’invaso, una pietra simboleggiante la fertilità maschile (fallo). Attorno a questo pozzo, delle strutture come dei muri, ed una scala che arrivava fino a poter toccare l’acqua, nella qule c’era qualche pietra fallica (generalmente una, al centro), e degli oggetti votivi. Attorno al luogo sacro, poi, delle capanne costruite in pietre a secco: un villaggio santuariale. Siamo circa intorno al tremila, tremilacinquecento A. C. E’ l’epoca dei Nuraghi, le mitiche torri in pietra a secco che costellano la Sardegna. Sappiamo come erano questi pozzi sacri, perche’ molti sono oggi ancora integri, e non “contaminati” da culti successivi e maneggiamenti. Ecco cosa e’ accaduto vicino a Cabras, dove oggi c’e il villaggetto secentesco di San Salvatore (nome da intendesi come Cristo santo e salvatore, e non un santo che si chiamasse Salvatore), e che ha inglobato il luogo di culto. L’antico villaggio santuariale di epoca nuragica, ed il tempio “a pozzo” si modificarono potrei scrivervi..contemporaneamente. Immaginate, arrivano i Fenici 2800 anni fa, rimaneggiano il luogo per i loro culti e ccostruiscono case, capanne “nel loro stile”. Poi, i Romani. Si pensa che il tempietto sotterraneo fosse, in epoca Romana, dedicato al culti di Marte e Venere, e di Ercole. Ercole venviva definito “sotèr”, in greco “salvatore” ed ecco che, in epoca tardoromana, dopo la conversione al Cristianesimo dell’impero per opera di Costantino,il tempietto di “Eracle Soter” diventa tempio di “Cristo Salvatore”. Dopo il medioevo, nel ‘600 ecco che sopra il tempietto, che era ormai diventato tempio paleocristiano, fu eretta una chiesetta, tuttora in piedi. “la chiesa di San Salvatore”- del Cristo santo salvatore-.

Oggi, le cose stanno cosi': si entra nella chiesetta- usata come culto campestre, e non tutte le domeniche-, e con una scala nascosta da una lunga botola di ferro, si accede al tempietto. Il tempio sotterraneo e’ istoriato di affreschi di cui rimane poco per via della umidità, e disegni fatti con il carboncino, opera di devoti, e perche’ no, talvolta di vandali o curiosi che nei secoli vollero lasciare la loro “firma”. Disegni chiaramente raffiguranti divinità pagane, accanto a quelle cristiane, le inconfodibili figure di Venere e Marte, di Ercole che uccide il leone Nemeo, raffigurazioni di tori e di altri animali dalla forte carica simbolica, e tanti altri disegni ancora, e scritte. Anche qualche scritta in arabo- in Sardegna vennero anche i saraceni. Le temute incursioni saracene,  affrontate dai sardi con tenacia e valore.

Sul villaggio che circonda la chiesetta e l’ipogeo c’e una cosa curiosa, che nulla c’entra con i culti. Le case del villaggio, oggi case di proprietà di cabraresi, hanno uno stile che richiama al Messico del Far West. Ecco che, negli anni ’60, il ergista Sergio Leone giro’ parecchie scene di films western, “all’italiana”. Se avete visto uno di quei fimm, sapete, musiche di Morricone..forse ha visto anche qualche scena girata nel villaggio di San Salvatore. Dove c’era, oggi non piu’, un saloon ed altre infrastrutture – la fontana..- a carattere western. Divertente poi il fatto che i turisti non sardi, ma proprio tutti, arrivano convinti che il villaggio di San Salvatore, chiesa compresa, fosse stato costruito apposta per i films. “Furono aggiunte delle cose, il saloon eccetera, per girare le scene. Ma il villaggio- viene spiegato loro- c’era già”.

Non mi dilungo oltre, aggiungo soltanto questo: l’accostamento che ho fatto fra il mio paese e Cabras, distante circa 35 chilometri, oltre ai motivi esposti,  ha anche una piccola valenza pesonale: ho lavorato nel tempietto di San Salvatore per tre anni, dal 1993 al 1996. Si’, in qualità di addetto alla custodia, come dipendente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oggi anche “del Turismo. E lo conosco.

Questo post e’ una “anteprima” di un articolo che pubblichero’, come dice anche il titolo, sui misteriosi “giganti di pietra”, statue trovate vicino a Cabras, di epoca nuragica, belle ed interessanti perche’ la loro fattura anticipa di parecchio quella che sembrava, prima della loro scoperta, essere prerogativa dei Greci. Sono le misteriose  statue di Mont’e Prama. Tutto questo, si’, ma dopo Pasqua. Intanto, guardiamoci il video.

CIAO

Marghian

OTTO MARZO, I “PRO” ED I “CONTRO” DI UNA FESTA

8 MARZO

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 FESTA DELLA DONNA

Le origini della festa della donna che si celebra l’otto di marzo risalgono al 1908. Pochi giorni prima di questa data le operaie di una industria tessile di New York scioperarono per protestare contro le condizioni disumane nelle quali erano costrette a lavorare. La protesta delle operaie si protrasse fino all’otto di marzo, quando il proprietario dell’azienda tessile, la Cotton, blocco’ tutte le uscite della fabbrica per impedire alle donne di uscire. Allo stabilimento venne appiccato  il fuoco. Questa misura repressiva costo’ la vita a centoventinove donne che morirono bruciate  all’interno della fabbrica. In memoria di questo tragico evento la data dell’otto marzo fu proposta da -> Rosa Luxemburg come giornata internazionale di lotta internazionale per i diritti delle donne.

Ciao. Forse io, “come uomo” , per tradizione non sarei “autorizzato” a parlare della “GIORNATA DELLA DONNA”. Ma ho voluto ricordare questa festa per due motivi principali: Il primo è il ricordo di quelle ragazze,  che diedero la  loro vita pur di difendere i loro diritti. Il loro tragico e coraggioso gesto di protesta diede una spinta a molte rivendicazioni  di diritti che ancora le donne portano avanti con dignità e determinazione; diritti  che ancora oggi in gran parte  sono loro negati. Questo avviene in tutto il mondo, nei paesi industrializzati ma soprattutto nei paesi poveri, dove  ancora domina la”cultura del maschio”, dell’”uomo che vale di piu’” e  che quindi “merita di piu’”. Cultura questa che viene applicata  ancora oggi in tutti i settori della vita sociale, nel lavoro e non solo. Per non parlare della violenza contro le donne e della loro sottomissione, una piaga purtroppo ancora molto viva. Il secondo motivo è che, secondo me,  l’8 di marzo dovrebbe essere visto come il “giorno dell’uguaglianza”. Si, perché la donna è la “metà uguale” del genere umano.Questa è una verità indiscutibile, ma che ancora putroppo viene discussa, anzi bistrattata ed ignorata. Spetta  soprattutto a noi uomini capire questa verità. Ed è con questo spirito di uguaglianza  che faccio a voi donne l’augurio che il significato della data dell’8 marzo si estenda a tutti i giorni dell’anno, e a noi uomini auguro che ci siano chiare le ragioni della donna, le vostre ragioni, che sono quelle di umanità, di intelligenza, e di dignità. Come quella dimostrata l’8 marzo di quel lontano 1908 dalle operaie di quella fabbrica di New York.

*         *         *

Molte donne pensano che non ci dovrebbe essere una “giornata della donna”. Ed e’ vero, in quanto le varie “giornate di…” sono riferite, quasi sempre, a categorie deboli o considerate tali , ovvero a dei problemi sociali: “La giornata dell\’anziano”, “dei ciechi” o “La giornata dell’AIDS”, e cosi’ via. Considerando che gli esempi che ho fatto riguardano iniziative UTILI a sensibilizzare su un problema, va da se’ che se si celebra una “giornata della donna” si è in una società che, come per l’anziano o il “disabile”, ha bisogno di essere sensibilizzata. Molte donne infatti non gradiscono l’”8 marzo” proprio per questo motivo. La donna è l’essere umano femminile, e non è una “categoria debole”. Se lo è, tra virgolette, è solo perché la società umana opera delle discriminazioni che di fatto sminuiscono quella che è la donna in tutte le sue stupende potenzialità. Se la “giornata della donna” la si celebra come un fatto di costume va bene; ma la donna è, esattaemnte come noi, al centro della vita di ogni giorno, ed in ogni campo della vita sociale ed umana.

CIAO

Marghian

FA PIACERE INCONTRARE PERSONE COSI': LA POETESSA SARDA ANGELICA PIRAS

ANGELICA PIRAS

IN ASULU BISENDE

(Sognando d’azzurro)

Commento musicale,->  Lorenzo Pescini

Angelica, ti ho conosciuta qualche giorno fa, la sera di sabato, 28 febbraio 2015, a Terralba (sono il fratello di chi ha messo a disposizione un suo quadro per “commentare”, in immagine, l’argomento ed il tema della tua serata di oggi, -> Ignazio). Di te ho ammirato la poesia, che anche in te è espressione dell’anima profonda;  ma soprattutto ho ammirato in te la capacità che hai avuto e che ai di veicolare “a tuo vantaggio”, ed arricchendoti, la sofferenza. Per tuo grande merito, ma anche per tua fortuna, devi ammetterlo; ché, come ben sai, non tutti ce la fanno (a trarre forza dal dolore). E trasmetti gioia, anzi la fai uscire, da dentro l’animo di chi ti ascolta, o ti legge. Si’, perche’ la gioia ed il dolore sono entrambi in noi. Il poeta, dunque anche tu, come anche il maestro di vita, danno stimoli per fare uscire dal profondo la gioia, e l’amore. Socrate insegnava questo:” cio’ che senti o che sai, non te lo sto insegnando io, ma e’ gia’ dentro di te: io ti insegno solo a farlo uscire, ad esprimerlo”. Ecco, tu fai questo: scuoti l’animo di chi ti ascolta, o ti legge. Ed e’ un piacere conoscere persone come te. Ciao” 

(Commento che ho lasciato su You Tube)

Come leggete sopra, ho incontrato la poetessa –> Angelica Piras la sera di sabato, 28 febbraio, in una sala della biblioteca comunale del mio paese. la poesia come profondità dell’anima, la poesia come forza dell’anima. Forza che si alimenta con le prove della vita. Come ci ha dimostrato Angelica con la sua eloquente testimonianza, e con il suo sorriso. Il sorriso squarcia anche l’oscurità piu’ tosta, come ha dimostrato Angelica.

CIAO

Marghian

PAUSA DI RIFLESSIONE – LA QUARESIMA

QUARESIMA – UN CAMMINO

quadraginta_dies

“Quaresima: un cammino breve, in un anno di vita. Un anno di vita: un cammino breve..negli anni della vita. Gli anni della vita: Un cammino breve, nei secoli della storia. I secoli della storia: un cammino breve, negli eoni del cosmo. Gli eoni del cosmo: un cammino breve, nel buio della Eternità. Quaresima: un cammino, nel cammino” (Marghian)

       *         *

Ciao. La “quaresima”, per tradizione, è vista come un tempo di riflessione, di ricerca. Un momento forte di fede. Ci si  “aggancia” a questo  momento dell’anno, per una pausa di riflessione. Che non va vista necessariamente, e solo in senso religioso. Nel mio caso, ad esempio, tale pausa è da intendersi in senso piu’ “pragmatico”, nel senso anche di..”pausa”; pausa che non va comunque vista come una totale cessazione dell’attivita’, nell’ambito di questo blog. Piuttosto nel senso di una sua riduzione, peraltro già in atto. E’, questo, anche per me un momento di riflessione, certo…Anche per vedere come va la vita, facendo di essa un piccolo bilancio, cercando di farla andare meglio. E per far questo, c’e proprio il bisogno di ritaglirsi dei “momenti”. Momenti come questo, perche’ no.

CIAO

Marghian

IL MIO SALUTO PER SAN VALENTINO

14  FEBRUARY, saint valentaine : A DAY FOREVER

saint valentineSan Valentino: un giorno…per sempre

SAN VALENTINO E’ LA FESTA DEGLI INNAMORATI

IL MIO AUGURIO A TUTTI GLI INNAMORATI E’

CHE CONSERVINO L’AMORE

A CHI LO CERCA, DI TROVARLO

FOSSE ANCHE “SOLO” L’AMORE PER LA VITA

CHE E’ POI L’AMORE PIU’ GRANDE

IL MIO AUGURIO PER VOI E’ CHE QUESTO GIORNO SIA ..PER SEMPRE

BUON SAN VALENTINO

Marghian

DUE GROSSI PIANETI OLTRE L’ORBITA DI PLUTONE? ALCUNI ASTRONOMI LO RITENGONO POSSIBILE

ALTRI PIANETI OLTRE L’ORBITA DI PLUTONE?

trans_pluto_orbits

SEMBREREBBE DI SI, SECONDO ALCUNI SCIENZIATI DI CAMBRIDGE E MADRID

     *      *

Forse nel mondo scientifico e per essere piu’ precisi in ambito astronomico, non si è ancora ben capito quanti esattamente siano i pianeti del nostro sistema solare; e non solo nel senso agli che gli astronomi ogni tanto “gli gira la luna” e, ad esempio per Plutone, declassano un pianeta a semplice KBO (cioe’ ad oggetto facente parte della Cintura di Kuiper, fatta appunto di asteroidi e piccoli planetoidi), con il numero dei pianeti del sistema solare che “retrocede” a otto pianeti e non sono piu’ i nove che ci hanno insegnato a scuola; o che, dentro questa cintura, che si trova oltre l’orbita di Nettuno vengono scovati altri pianeti nani tipo Plutone (ecco che al “bestiario” di pianeti detti “plutoidi” si sono aggiunti Sedna, Quoar , Orcus ed altri). Non si sa di preciso quanti siano i pianeti del sistema solare nel senso proprio che qualcosa, ogni tanto, sembra suggerire che corpi massicci, anche piu’ grandi della Terra, potrebbero trovarsi nel sistema solare, ossia corpi celesti che risentono della gravità del Sole nonostante la loro distanza, orbitandogli attorno.

 Infatti, potrebbero – il condizionale e’ d’obbligo..- esistere, oltre l’orbita di Nettuno ed oltre la stessa fascia o cintura di Kuiper o KBO, ben due pianeti molto grandi e ghiacciati per via della loro distanza dal Sole, stimata in decine di miliardi di chilometri (Nettuno dista circa 30 U.A., trenta volte la distanza tra noi ed il Sole). Ed esisterebbe addirittura un terzo pianeta grande dieci volte il diametro della Terra. Ora, io non so, ma i dati elaborati dai supercomputers dell’università di Madrid ed i dati elaborati all’Università di Cambridge, in Inghilterra.

 Come sono giunti gli scienziati a queste azzardate conclusioni? Essi hanno studiato le orbite degli oggetti che si trovano oltre l’orbita di Nettuno e che per questo detti “trasnettuniani”, i pianeti nani, di cui alle precedenti righe del post, che sono piu’ piccoli della nostra Luna. Questi pianeti nani, tra cui Plutone- che nel 2006 era ancora considerato il nono pianeta del sistema, si trovano come abiamo visto oltre l’orbita di Nettuno, ed oggetti cosi’ se ne sono scoperti una dozzina dal diametro compreso tra i 500 ed i 2000 chilometri.

Ma ecco quale e’ stato il ragionamento che hanno fatto i ricercatori in base ai dati acquisiti ed elaborati a Madrid ed a Cambridge. I pianeti nani transnettuniani, secondo le teorie astronomiche, dovrebbero trovarsi su orbite aventi un raggio non maggiore di cinquanta unità astronomiche o UA (1 Unita’ Astronimica= la distanza Terra-Sole, circa 149 milioni di Km), mentre in realta’si trovano ben oltre tale raggio, fino a cinquecentoventicinque unità astronomiche, e percorrono orbite molto inclinate. I parametri orbitali dei pianeti nani, secondo i ricercatori, sono molto anomali senza che vi sia qualche “fattore di disturbo” . Tale discrepanza tra la teoria e la realta’ suggerisce appunto che ci sia una misteriosa forza, ovviamente di tipo gravitazionale, che agisce sui pianeti nani.

Ci si troverebbe quindi di fronte ad un caso di perturbazione gravitazionale, indice della presenza, nei “dintorni” , di “qualcosa” (va ricordato che Urano e Nettuno si muovevano in modo diverso dal previsto, come se venissero perturbati dall’attrazione gravitazionale di un altro oggetto: quell’oggetto c’era, ed era Plutone).

Secondo le stime fatte dagli scienziati di Madrid e Cambridge, a disturbare gli oggetti “plutoidi” potrebbero essere “dei pianeti molto massivi”. Questo e’ quanto riferisce Carlos de la Fuente Marcos, ricercatore madrileno, uno gli autori di due articoli pubblicati proprio a gennaio di quest’anno, e che sostengono l’esistenza di altri grossi pianeti nel nostro sistema solare. L’astronomo ha infatti dichiarato: “Ancora non sappiamo quanti siano, ma dai nostri calcoli si evince la presenza di almeno due corpi rocciosi, piu’ grandi della Terra”.

Viene da chiedersi perché’ mai, fino ad oggi, non si siano osservati dei pianeti cosi’ massicci. C’è da tenere presente che sono in gioco distanze pari a decine di miliardi di chilometri. Il Sole, visto da “lassù” e’ soltanto un puntino. La sua luce, che verrebbe riflessa dagli ipotetici nuovi pianeti in questione, sarebbe estremamente debole, “a meno di sapere esattamente dove guardare, ma ancora non disponiamo di questa informazione. Sembra paradossale, eppure è così: con i super telescopi si riesce a vedere a migliaia di anni luce, ma non vicino a noi”, ha detto in proposito Carlos de la Fuente Marcos.

C’è da dire, poi, che le conclusioni cui sono giunti i ricercatori sembrano essere in antitesi con le teorie che descrivono la formazione dei pianeti del sistema solare. Tali teorie, infatti, non prevedono che dei pianeti massicci si formino a tali distanze dalla stella madre, in questo caso il Sole.

Mediante il radiotelescopio Alma in Cile, però, e’ stato individuato attorno ad una stella di tipo solare un disco protoplanetario (destinato cioè a costituire dei pianeti) ad una distanza di oltre 150 unita’ astronomiche da detta stella, ossia a piu’ di ventidue miliardi di chilometri.

 Gli scienziati, poi, quasi a voler dimostrare che qualcosa puo’ perturbare gli oggetti trans nettuniani, hanno evidenziato che lo stesso meccanismo funziona per una cometa, influenzata da Giove. Inoltre, secondo un modello che e’stato sperimentato, l’orbita di un planetoide classificato come 2012 VP113, di 500 chilometri di diametro e scoperto l’anno scorso nella Nube di Oort (enorme deposito di asteroidi e comete che si sviluppa tutto intorno al Sistema Solare), sarebbe perturbato da una cosiddetta “superterra”, ossia un pianeta roccioso come la Terra ( o Marte, o Venere), ma grande dieci volte il nostro pianeta.

Va detto pero’che la sonda Nasa WISE, nello spazio dal marzo del 2007 e deputata allo studio degli asteroidi “NEO” mediante potenti strumenti ottici ed all’infrarosso, e che solo nel 2010 ha studiato piu’ di centocinquantamila corpi rocciosi, avrebbe definitivamente confutato l’esistenza di altri grossi oggetti, scartando l’ipotesi dell’esistenza di un fantomatico “Pianeta X”.

I ricercatori spagnoli ed inglesi sperano comunque che la sonda New Orizons, che e’ stata lanciata dalla Nasa nel 2006 con lo scopo principale di studiare Plutone ed il suo satellite Caronte, e che sta arrivando vicina alla sua meta prefissata che raggiungerà nel luglio di quest’anno, possa essere in grado di osservare qualcosa. Chissà che non scopra davvero , in quelle remote zone del sistema solare, qualche altro grosso pianeta.

Vi ricordo che, su un grosso corpo celeste oltre le orbite di Nettuno e Plutone, si favoleggia da tempo. “Nemesis”, “Nibiru”, “ pianeta x” sono le voci con le quali un ipotetico pianeta, od una stella nana, e’ stato chiamato. Ma, anche se si individuasse un grosso pianeta oltre la fascia di Kuiper o dentro la Nube di Oort, non si tratterebbe del “Nibiru” dei Sumeri, in quanto questo e’ stato descritto dal sumerologo Zacharia Sitchin come un pianeta che transiterebbe nei pressi della Terra, di Marte e di Giove ogni 3600 anni, generando anche delle estinzioni di massa. Cosa impossibile per un corpo, per altro ipotetico, che si trovasse ad orbitare lontano, ben oltre l’orbita di Plutone. Possiamo stare tranquilli.

CIAO

Marghian

REBECCA’S PRIZE – AWARD – SHARE THE LOVE

IL PREMIO DI REBECCA

Con questo regalo, Rebecca ha voluto ringraziarmi per la mia amicizia.

 Ma sono io che la ringrazio per la sua amicizia

rebecca_premio

E RINGRAZIO VOI PER LA VOSTRA

 “Mi si chiede” di scrivere un peniero sull’amore. Ci provo

“I heard that Love is just a four letter words”, recita una canzone di Bob Dylan. “Ho sentito dire che “love” è solo una parola di quattro lettere”. Una parola breve quanto impegnativa, “love”- o “amore”che dir si voglia. Tanto impegnativa che non mi sento di descriverne il significato. Pero’, “amore” indica qualcosa di grande che, se non comprendere, possiamo cercare di vivere. Come? Eh, ripeto..e’ troppo impegnativo. Pero’, gia’ partecipare e appunto condividere l’amicizia, e’ una cosa bellissima. “La liberta’ e’ partecipazione”, come cantava Giorgio Caber. Partecipazione. Ecco, l’amicizia è proprio questo. Ed io mi prefiggo proprio..di paretecipare, cosi’ come posso.

CIAO

Marghian

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♥ chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

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Non è ciò che non sai che ti mette nei guai. È ciò di cui sei sicuro e che non è come credi.

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