ECCOMI NUOVAMENTE A CASA. E INTANTO, COME OGNI ANNO – MA PER TUTTO L’ANNO…- CADONO LE STELLINE

ECCOMI DI NUOVO A CASA

Eccomi di nuovo a casa. Dopo una assenza durata 12 giorni, mi trovo ora davanti al pc. Adesso mi riesce, di scrivervi. Li’ ho provato a scrivervi qualcosa con lo smartphone, ma kaiser, ci va una pazienza… Comunque, il soggiorno a Torino e dintorni e’ stato bello, ho girato e mi sono soprattutto rilassato. Intanto, sia di la’ che qui…

CADONO LE STELLE

stelle_cadenti

La scia di una “stella cdennte” in cielo

mappa-perseidi-2015

Ecco da dove sembrano provenire le stelle cadenti di quest’anno

E siamo quasi a Ferragosto. E ad agosto non cadono stelle, ma solo dei frammenti di ghiaccio rilasciati dalla coda di una cometa (che per la precisione , e’ la cometa Swift-Tuttle che ha dato origine al periodico fenomeno, e che e’ passata per l’ultima volta nel 1992, e lo rifarà nel 2126). Le stelle cadenti ad agosto, come già scriveva Giovani Pascoli in “10 agosto”: “San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla…”, ed ancora: “..e tu, Cielo, dall’alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”. Ma “San Lorenzo”, già da alcuni anni, non cade piu’ il 10 di agosto; quest’anno, il “clou” del fenomeno delle “stelle cadenti” cade- a proposito…- fra il 12 ed il 13 delò mese: questa notte, dunque. L’onomastico, per i “Lorenzo”, è sempre il 10 di agosto: sarà soltanto il cielo che “piangerà sotto questo atomo opaco del male” (e’ cosi’ che Pascoli definisce la nostra bella Terra, per le cose che succedono, che non sempre sono belle…) con qualche giorno di ritardo, sempre rispetto a Pascoli ed alla data conla quale egli titolò la sua bellissima poesia.

La Terra, in queste ore, sta dunque attraversando la scia di una cometa, scia che da’ luogo ad una notevole pioggia di meteoriti, che noi chiamiamo- impropriamente- “stelle cadenti”. Attenzione, pero’, perche’ se il termine e’ improprio sul piano scientifico e gli scienziati ce lo fanno passare per buono, ed essi stessi lo usano, ma non lo sarebbe sul piano semantico, del linguaggio: “stella” deriva da “stilla”, che in latino significa “goccia”, percio’…Anche le stelle vere e proprie, fatta eccezione per il Sole che e’ a noi vicino, ci appaiono come delle minuscole gocce. Ma e’ bene sapere che le “stelle cadenti” non sono stelle. So che lo sapete, ma mi ricordo un mio amico: “tu mi stai dicendo che le stelle sono come il Sole..e mica le stelle fanno caldo! E medas, de cussas, ‘nd arrùinti puru!” (“..e molte, di quelle, cadono perfino!”). Credetemi, e’ tutto vero :) , ed a pensarla cosi’ non e’ solo il mio amico, ce n’e’ tanti.

Le Perseidi, i frammenti dello sciame meteorico che la Terra attraversa in questo periodo estivo, sono dette cosi’ perche’ sembrano provenire dalla costellazione del Perseo. “Cadono”, perche’ attirate dalla forza gravitazionale della Terra che passa letteralmente dentro a questo sciame; la notte del 10 agosto, ora del 12-13, è il momento di maggior intensità del fenomeno delle stelle cadenti, fenomeno che “inizia” verso la fine di luglio per “terminare”, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ogni ora, ad occhio nudo. “Inizio”, “termine” (del fenomeno) tra virgolette, in quanto le “stelline”cadono tutto l’anno. La cosa ha soltanto una maggior intensità in questo ed in altri periodi dell’anno, come a Novembre con le “Leonidi”, verso il 17 del mese (sciame originato questa volta da una cometa quasi omonima a questa delle Perseidi, la “Temple-Tuttle” ), chiamate “Leonidi” perche’ sembrano venire dalla costellazione del Leone. Ah, la cometa che da’ origine a questo sciame, la Swift-Tuttle, ha un diametro di 10 chilometri circa.

Ma..quest’anno, riusciremo a vederle bene queste stelle cadenti? A parte la fretta ed il disinteresse che talvolta manifestiamo per ste cose, ecco cosa ha detto quache giorno fa un meteorologo del Centro Epson Meteo di Milano, Simone Abelli: “a godere dello spettacolo delle ‘stelle cadenti’ saranno soprattutto gli abitanti delle zone del Nordest. In alcune regioni il cielo sarà terso, come al Nordest, al Nordovest la nuvolosità pomeridiana si risolverà in serata, permettendo una visuale sgombra”. Abelli ha poi aggiunto che “se al Nord non dovrebbero esserci problemi, al Centro-Sud e nelle isole la situazione potrebbe essere diversa: “Con buona probabilità ci saranno schiarite nell’estremo Sud sui versanti jonici di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia”.

Completamente diversa situazione nelle altre regioni del Sud, in quelle centrali e nelle isole maggiori (ahi, ahi…), che sono purtroppo alle prese con una perturbazione che sta interessando queste zone del Paese, con nuvole, ma anche piogge e temporali. “Nelle aree tirreniche e nelle isole maggiori il cielo sarà coperto con piogge sparse”, precisa il meteorologo.

Speriamo di poterle vedere, queste stella cadenti, e che non siano stelle..scadenti :)

Comunque sia, dopo il plenilunio di luglio, la cosiddetta ‘Luna blu’, quest’anno ci saranno anche delle condizioni favorevoli per contare le stelle cadenti; la luna calante lascerà tutta la scena alle Perseidi.

Ed è bello anche sognare. Esprimere desiderio,  “de_sideribus” dalle stelle. Ma soprattutto (vivere) con le stelle (cun_sideribus), appunto con_siderarle. Sono li’, in cielo, per questo.

CIAO

Marghian

SEGNALI DI VITA – TRANQUILLI, E’ SOLO UNA CANZONE

FRANCO BATTIATO

SEGNALI DI VITA

E’ soltanto una canzone, infatti :) .

Ma l’argomento e’ “quello”, anche nelle immagini del video.

Da domani, fino al 12 di agosto, saro’ a Torino.

Forse riuscirò a scrivervi qualcosa anche da li’

(Almeno i commenti, ma non escludo qualche post)

A PRESTO

Marghian

QUESTO POMERIGGIO NON SONO ANDATO AL MARE. E VI HO SCRITTO QUALCOSA – SEMPRE IN TEMA DI SPAZIO: IL NUOVO PIANETA SCOPERTO DAL TELESCOPIO SPAZIALE KEPLER-

KEPLER SCOPRE KEPLER 452B

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Il telescopio spaziale Kepler. Questo bel gioiellino fu inviato nello spazio nel marzo del 2009

     *       

Ciao. Lo so, che questi non sono proprio argomenti da leggere con questo caldo, a casa. E forse non sono nemmeno delle amene letture da fare mentre si sta sotto l’ombrellone, per chi si trova al mare. Ma..tutto e’ relativo, io penso, e la lettura non e’ pesante se l’argomento piace . Percio’, spero che vi piaccia e vi rilassi J leggere (o rileggere, dato che in questi giorni l’argomento in questione e’ assai gettonato) che e’ stato scoperto un altro pianeta che fa parte di un lontano sistema solare. Sotto, una immagine di fantasia del nuovo pianeta

kepler 452bEcco cosa forse vedrebbe una “Samantha Cristoforetti” nativa del pianeta Kepler 452B

 Ma non e’ la prima volta che questo succede, perche’ i pianeti extrasolari scoperti sino ad ora superano di parecchio il migliaio, e sono piu’ di 3500 i pianeti “candidati” della missione Kepler, in attesa cioe’ di venire confermati; ne’ il sistema solare del quale fa parte il pianeta e’ una cosa nuova, trattandosi della stella denominata Kepler 452 nella costellazione del Cigno, e attorno alla quale il telescopio spaziale Kelper ha scoperto altri pianeti precedentemente, da quando venne messo in orbita dal marzo del 2009. Kepler è una missione esplorativa facente parte di un vsto programma che comprende diverse missioni scientifiche denominato programma Discovery (la sonda Mars Pathfinder e Luna Prospector, ad esempio, erano parte di questo programma, insieme ad altre missioni ora in corso, come la missione Dawn e, naturalmente, Kepler ) .

kepler 452 system

Due sistemi solari esplorati dal telescopio spaziale Kepler, ed il nostro sistema, confrontati fra loro.

In verde, le “fascie di abitabilità” dei tre sistemi solari: si noti il confronto fra la Terra e Kepler 450 B

 Niente di nuovo sotto..quel Sole :) dunque; ma la cosa bella di questo nuovo pianeta scoperto qualche giorno fa da Kepler e’ che esso ha delle cosette che lo fanno somigliare molto alla Terra (o a Venere, o a Marte): la somiglianza fra la Terra e questo nuovo pianeta consiste innanzitutto nella tipologia intrinseca dei pianeti messi a confronto, e cioe’ di cosa sono fatti la Terra e questo pianeta. Infatti, Kepler 452B –questo e’ il suo “codice fiscale” in attesa che gli venga dato un nomee piu’ carino e facile da ricordare-e’ un pianeta roccioso, della categoria cioe’dei pianeti definiti “terrestri” per le caratteristiche fisiche appunto simili al nostro pianeta. Altri pianeti, come sapete, sono invece del tipo di Giove o Saturno (detti “pianeti gioviani”), gassosi e costituiti da idrogeno, elio, metano, ammoniaca e via dicendo.

 La massa del nuovo pianeta (in soldoni, la massa di un pianeta o di una stella, e’ il suo “contenuto di materia”) e’ circa cinque volte piu grande di quella terrestre, mentre la sua grandezza è circa una volta e mezza il diametro della Terra. Riceve poi dal suo “sole” circa un decimo in piu’ dell’energia che riceve la Terra dal nostro Sole.

 Veniamo alle altre caratteristiche “estrinseche” non direttamente collegabili cioe’ alla struttura e composizione fisica e chimica del pianeta, caratteristiche comunque importanti, e che lo rendono simile alla Terra. Una sta nel fatto che Kepler 452B si trova ad una distanza dalla stella madre di circa 150 milioni di chilometri (la distanza terra-Sole, iden). La stella Kepler 452, che e’ praticamente il “sole” del sistema solare che ospita Kepler 452B, distante da noi circa 1400 anni-luce e dove sono stati appunto scoperti gia’ altri pianeti, e’ per giunta una stella simile al Sole. Il pianeta riceve dalla sua stella madre circa un decimo in piu’ dell’energia che la Terra riceve la Terra dal Sole. Su quel pianeta ci sarebbe “piu’ caldo”, dunque. Ma non e’ detto: il calore su un pianeta dipende da svariati fattori; uno fra tutti (tantissmi), la densità della sua atmosfera, che non conosciamo.

 Su questo pianeta l’anno, pensate, e’ di 385 giorni; soltanto venti giorni di differenza. Non sappiamo pero’ quanto duri il giorno, su Kepler 452B; ma possiamo ritenere che la durata del giorno li’ non sia molto diversa da quella del giorno terrestre.

 Gli esperti, specialmente nella persona di chi ha fatto l’annuncio per la Nasa, John Grunsfeld, lo descrivono un “pianeta gemello” , o meglio una sorta di “cugino anziano” osservato dal telescopio spaziale Kepler, che ha a suo tempo scoperto piu’ di mille pianeti, oltre a quelli del sistema solare detto Kepler 452, del quale il pianeta in questione e’ indicato con la sigla della stella madre, seguita dalla lettera B.

 Il pianeta ha una notevole probabilità di ospitare forme di vita come la conosciamo, cioe’una vita basata sul carbonio e naturalmente sull’acqua, ossia una vita con organismi costituiti in parte di acqua allo stato liquido, ed originatasi in un brodo primordiale a base di acqua. Acqua che si pensa potrebbe esistere ancora su Kepler 452B. Perche’ ho scritto “ancora”? Pensiamo all’eta’ del pianeta appena scoperto. Il pianeta, infatti, e’ di 1,5 miliardi di anni piu’ vecchio della Terra , la quale ha circa 4,5 miliardi di anni. Ecco che ci troviamo davanti un “quasi gemello” della Terra che pero’ e’ piu’ anziano, con quello che ne puo’ conseguire. Questo, invero, potrebbe voler dire tutto e niente, in quanto i dinamismi ed i tempi della Terra che noi conosciamo, non sono necessariamente gli stessi di un altro pianeta lontano, per quanto grossomodo simile.

 Gli scienziati responsabili dell’analisi dei dati provenienti dal telescopio della Nasa, spiegano la situazione dell’orbita di Kepler 452B. “Il pianeta ha trascorso miliardi di anni orbitando nella cosiddetta fascia di abitabilità (anche la Terra, rispetto al Sole, orbita in questa fascia..) della stella Kepler 452, e potrebbe avere ospitato forme di vita, e potrebbe ospitarla ora”, e’ quanto ha detto Joan Jenkins.

 Nel suo sito, la Nasa ha scritto che “ Il primo pianeta extrasolare in orbita intorno ad un’altra stella come il nostro Sole è stato scoperto nel 1995”. La Nasa si riferisce pero’ a pianeti gassosi, e grandi come Giove e anche piu’ grandi. Infatti,, il post della Nasa continua cosi’: “pianeti extrasolari, soprattutto piccoli mondi della stessa dimensione della Terra, appena 21 anni fa appartenevano al regno della fantascienza. Oggi, migliaia di scoperte più tardi, gli astronomi sono sul punto di trovare qualcosa che tutte le persone hanno sognato per migliaia di anni: un’altra Terra”. Mas tiamo attenti, ai sogni, per ora. Anche la Nasa, abbiamo visto, e’ possibilista e speranzosa. Ma l’enorme distanza di 1400 anni luce che lo rende irraggiungibile (andarci? Scordiamocelo), e el tante condizioni da soddisfare perche’ ci sia la vita, devono farci andare con i piedi di piombo (battuta: per fare questo, la gravità del pianeta ci aiuterebbe, essendo forse almeno doppia di quella terrestre. Ma arrivarci? Accontentiamoci di quanto ci dice il telescopio Kepler, per ora  :)

 E per la vita? I responsabili del progetto SETI, “Search of Extratererstrial Intelligence” hanno reso noto di aver già cercato di ricevere eventuali segnali alieni da quella zona, ma senza risultato. Ma questo ci dice, al limite, che lassu’ non c’e nessuna civiltà che abbia inventato la radio :) . Scherzo, naturalmente. Ma il SETI davvero serve solo per individuare delle civiltà aliene che trasmettano segnali radio, o li ricevano. Si’, perche’ esiste anche il cosiddetto “SETI attivo”: inviare segnali su altri sistemi (non capisco una cosa, pero’: quanto dobbiamo aspettare per avere una loro risposta?). A rigore, li’ potrebbe al limite esistere una civiltà a livello del nostro 1700, e non poter essere individuata col SETI. Meno che mai, il SETI e’ in grado di dirci se su altri pianeti c’e vita elementare- o complessa, ma che si fermi pero’ ad una flora ed una fauna tra virgolette “inferiori” a quella vita capace di creare coscienza, intelligenza e tecnologia, come è avvenuto con la specie umana sulla Terra.

Comunque, que, a parte le mie digressioni, buttate giù’ così, che sullo scherzo, occorre prudenza. Ma la speranza di esistenza di forme di vita aliena c’e, ed aumenta con scoperte come questa. Scoperte che ci fanno dire “ma quanti pianeti come la Terra esistono!”. Non e’ solo una nostra esclamazione, di noi “l’uomo della strada”, come gli astrofisici definiscono noi profani; ma se lo domandano gli scienziati stessi. Dunque, una prudente speranza. Unaa speranza possibilistica e probabilistica che ci accomuna tutti, esperti e profani, e che va oltre la specifica scoperta di questo o di quel pianeta.

CIAO

Marghian

SONO STATO ASSENTE PER UN PO’. RICOMINCIO CON “NEW HORIZONS”: “NUOVI ORIZZONTI” UNA MSSSIONE CON QUESTO NOME, STA STUDIANDO PLUTONE

A’ rieccomi, dopo un periodo di assenza da qeusto blog. Avrei voluto pubblicare questo post il 14 di luglio, giorno “clou” della missionie spaziale New Horizons” di cui vi ho scritto, ma ce l’ho fatta soltanto questa sera. Comunque, ricominciamoE poi.. non c’e fretta, la sonda se la prendera’ con calma, piu’ di me :) . Infatti, occorrono diversi mesi, prima che i dati che arriveranno da Plutone ed oltre (si’, ed oltre..) vengano elaborati e studiati.

NEW HORIZONS, ALLA SCOPERTA DI PLUTONE

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La sonda NASA New Horizons che ha “sfiorato” Plutone il 14 luglio scorso

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Immagine di fantasia della superficie ghiacciata di un mondo del tipo di Plutone

La sonda spaziale New Horizons, che porta un nome che era ed e’ tutto un programma (appunto, “nuovi orizzonti”), ha raggiunto plutone. Lo ha sfiorato, anzi, ed e’ passato oltre, come vedremo poi.

Messa a punto dalla NASA, la missione ha avuto il suo inizio nove anni fa, con il lancio avvenuto il 19 gennaio del 2006 dalla ormai mitica base di Cape Canaveral in Florida. Per inciso, New Horizons e’ la sonda che ha raggiunto la velocità maggiore nel lasciare la Terra, quasi sessantamila chilometri orari allo spegnersi del terzo stadio del razzo. Ha raggiunto Plutone alcuni giorni fa, il 14 di questo mese di luglio, quando qui in Italia erano le tredici e cinquanta.

La sonda ha fatto capolino, salutando Plutone, e mandando sulla Terra una “chiamata a casa”, un primo “ bip” quasi a voler dire “ehi, sono arrivata, ora mi metto al lavoro”. Una “telefonata”, pensate, da oltre cinque miliardi di chilometri di distanza.

Il segnale è stato ricevuto dall’antenna del Deep Space Network della Nasa che si trova vicino Madrid dopo circa 22 ore di silenzio radio da parte della sonda, che era già impegnata a catturare immagini e dati di Plutone e delle sue cinque lune: Caronte, grande circa la metà di Plutone e morfologicamente simile a Plutone stesso, e Stige, Notte, Cerbero e Idra, che sono invece degli asteroidi di alcuni chilometri, di forma irregolare.

Il silenzio radio era tecnicamente obbligato, dato che l’antenna della sonda permette di svolgere soltanto un compito alla volta, essendo una antenna fissa. Ecco che, affinche’ la sonda continuasse a raccogliere dei dati scientifici, tecnici dovevano per forza di cose “bloccare” per qualche tempo il collegamento con la Terra.

La sonda e’ destinata a proseguire oltre, .non e’ atterrata sul pianeta nano, essendo il suo scopo un altro: la missione infatti punta allo studio di una zona interessante e ancora misteriosa del Sistema Solare: e’ quella che viene chiamata dagli astronomi “Kuiper’s Belt”, “cintura” o “fascia” di Kuiper: un anello fatto di asteroidi, comete e planetoidi- Plutene stesso apparteneva a questa popolazione celeste..- che circonda il Sistema Solare, oltre l’orbita di Nettuno (e di Plutone, infatti le due orbite si intersecano).

Ecco che la sonda non si è stabilizzata su un’orbita intorno al piccolo pianeta, e questo proprio perché la missione NASA prevede che New Horizons prosegua il suo viaggio, e si immerga letteralmente nella cintura di Kuiper per inviarci dei dati e delle bellissime ed interessanti immagini di quella particolare zona del Sistema Solare.

I principali obiettivi che New Horizons si prefigge sono lo studio della geologia di Plutone e del suo compagno, Caronte, nonché mappare le superfici dei due corpi celesti, analizzarne l’atmosfera; la ricerca di atmosfera attorno a Caronte, e scoprire poi altre peculiarità. Ci troviamo nella zona piu’ lontana del Sistema Solare (non contando pero’ la ancor piu’ vasta e distante “Nube di Oort”, ancora comete, a miliardi, che formano nell’insieme uno sferoide che avvolge tutto il Sistema Solare!), sconosciuta ed ancora del tutto inesplorata. Le sorprese, di certo, non mancheranno. Per fare un esempio, la missione prevede anche l’eventuale analisi di qualche altro oggetto della fascia di Kuiper. Ci sono infatti anche altri mondi ghiacciati, del tipo di Plutone, ed altri forse ancora da scoprire; si comprende percio’ quanto siano grandi l’ interesse e l’ entusiasmo degli scienziati per lo studio di cio’ che esiste ai confini del nostro sistema planetario. C’e poi una curiosità: La sonda porta con se’ anche un po’delle ceneri di Clyde Tombaugh l’astronomo che nel 1930 scoprì Plutone. Ma conosciamolo meglio, Plutone.

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Foto NASA di Plutone

 Plutone è un pianeta “nano”, situato in una zona estremamente periferica del Sistema Solare. La sua orbita e’ caratterizzata da una forte eccentricità mentre, ad esempio, l’orbita della Terra e’ quasi circolare; questo fa si’ che l’orbita di Plutone si trovi a cavallo dell’orbita di Nettuno, intersecandosi con essa. Percio’ non e’ vero che e’ il pianeta piu’ lontano; per un certo periodo risulta essere Nettuno il pianeat piu’ distante dal Sole

Di Plutone si ignorava completamente l’esistenza, fino a quando, nel 1930 l’astronomo americano che ho già menzionato,Clyde Tombaugh ne scopri’ l’esistenza. Tombaugh studiò delle anomalie nelle orbite di Urano e di Nettuno. Queste anomalie erano piu’ evidenti in Nettuno. Anomalie queste che erano date dall’attrazione gravitazionale di “qualcosa” che non si vedeva: era Plutone. E cosi’, il corteggio di pianeti che circonda il Sole si era arricchito di un nuovo menbro.

Dopo essere stato effettivamente scoperto, il pianeta fu chiamato Plutone, come la divinità romana degli Inferi.

Plutone e’ indicato con il simbolo , che e’ anche il monogramma di Percival Lowell, l’astronomo che indicò, nel 1915 l’orbita probabile e le caratteristiche principali di un ipotetico pianeta che si sarebbe dovuto trovare oltre Nettuno. Quindici anni Prima di Tombaugh, Lowell aveva teorizzato l’esistenza di un pianeta transnettuniano.

Il piccolo pianeta ha delle particolari caratteristiche orbitali: l’asse maggiore dell’orbita, ad esempio, e’ piu’ lungo di quello del’orbita di Nettuno (trattandosi di orbite, parliamo di ellissi…); tuttavia, Plutone si avvicina al Sole piu’ di Nettuno stesso. Impiega quasi quasi 248 anni a compiere una rivoluzione complea intorno al Sole.

Ma Plutone, e’ un pianeta o non e’ un pianeta? Quando la missione spaziale che ha per protagonista la sonda New Horizons venne avviata, nel gennaio del 2006, Plutone era ancora quello che abbiamo studiato a scuola: era il nono pianeta del Sistema Solare; dopo alcuni mesi, L?Unione Astronomica Internazionale, la IAU, decise di declassare Plutone a pianeta nano, o a semplice KBO o Kuiper’s Belt Object, “Oggetto della Cintura di Kuiper”. Sono stati scoperti mondi, dentro questa fascia, circa delle dimensioni di Plutone. L’orbita di Plutone, poi, e’ considerata essere non un’orbita planetaria a se’ stante, ma in qualche modo dipendente da quella di Nettuno. Infatti, Plutone interseca l’orbita di Nettuno e diventa, per certi periodi, piu’ vicino a noi di Nettuno. Questo ed altri motivi che non conosco, hanno fatto decidere gli scienziati per la “retrocessione” di Plutone dallo status di pianeta . Però’, oggi c’e chi, sia suTwitter che sugli altri social chiede di ridare a Plutone la “dignità” di pianeta, visto che proprio la sonda New Horizons ha rivelato che Plutone è un po’ più grande del previsto: dalle stime precedenti, comprese fra 2.274 e 2.301 chilometri, si arriva ora a circa 2.370 chilometri. Non si sa se questo “basterà” a farlo tornare ” “il nono pianeta”, ma è di sicuro il corpo celeste più grande della ormai famosa fascia di Kuiper, la zona più esterna del Sistema Solare popolata da pianetini e asteroidi.

 Plutone, per le sue caratteristiche orbitali e “planetologiche”, ha dato l’impronta, dopo la scoperta di questi altri mondi nani, a tutta una categoria di corpi, gli oggetti “transnettuniani”, denominati “plutoidi” dall’Unione Astronomica Internazionale. Plutoidi fra quelli degni di essere nominati sono Quaor, Eris- che prima di “New Orizons” era considerato piu’ grande dello stesso Plutone -, Sedna. Qualche astronomo ha ventilato l’ipotesi che nella fascia di Kuiper potrebbero trovarsi addirittura altri cento, duecento di questi mondi nani (Margherita Hack: “ce ne saranno molti altri, forse anche duecento, e che non rispecchiano i parametri orbitali tipici di un pianeta”). Ecco che, secondo gli astronomi, nemmeno Plutone lo e’. Ma a Plutone glie en puo’ frega’ de meno, “in realta’ non cambia nulla, e’ solo una questione di terminologia”, ha detto in tv fa un astronomo, qualche giorno fa. Dopo lo “storico declassamento”, Plutone e’ stato ribattezzato con l sigla “134340 Pluto”.

 E c’e poi Caronte (anno della scoperta, 1978), che con un diametro poco piu’ della metà di Plutone, gli gira attorno in una orbita pero’ non giacente quasi sullo stesso piano dell’orbita di Plutone- e pressappoco degli altri pianeti e satelliti di pianeti-, bensi’ con un’orbita il cui piano e’ “quasi perpendicolare” a quello degli altri pianeti, satelliti eccetera. Con Caronte, ci sono altre quattro piccole “lune” di Plutone, oggetti di alcuni chilometri di diametro, come Cerbero, Notte, Idra e Stige.

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 Le piccole lune di Plutone, Notte e Hydra, fotografati da New Horizons

Ma cosa ha scoperto e cosa scoprirà ancora, New Horizons? Le notizie dei giornali e diffuse in Rete parlano di una missione che sin dall’inizio sta raccogliendo notevoli successi.

 Non solo Plutone, ma anche la prima cintura degli asteroidi, quella famosa, “posta” ad anello fra Marte e Giove, e Giove stesso. Un flyby (termine che sta per “volo radente”) su Giove ha poi impresso alla sonda una ulteriore spinta per poter raggiungere-o meglio, sfiorare, il bersaglio: e’ il cosiddetto “effetto fionda” : si fa passare una sonda vicinissima ad un pianeta (o la si fa ripassare vicina alla Terra stessa) per imprimerle sia maggior velocità, sia la giusta direzione per proseguire poi il viaggio verso la meta prefissata, o se occorre verso un altro corpo celeste per darle un ulteriore “calcio”

Va detto che già subito dopo il lancio, il team di scienziati aveva analizzato la traiettoria della sonda per capire se, per coincidenza, New Horizons si fosse avvicinata a qualche asteroide, almeno quanto sarebbe bastato per fare delle osservazioni; da tali analisi effettuate nel 2006, si osservo’ che la sonda sarebbe passata vicino ad un piccolo asteroide. Il massimo punto di avvicinamento a quell’oggetto si verifico’ nel mese di giugno dello stesso anno, la sonda si era trovata alla distanza di poco piu’ di centomila chilometri, e l’oggetto venne ripreso da uno degli strumenti della sonda, quello che a giudizio degli scienziati risultava piu’ adatto in quella situazione (un altro strumento, detto “Lorri”, piu’ adatta perche’ è una fotocamera digitale ad alta risoluzione che opera nel campo del visibile, ma che sarebbe stato disturbato dalla luce del Sole, ancora tropo vicino per quello strumento)..

La sonda come ho già accennato, ha effettuato un sorvolo o “flyby” di Giove, passando a circa tre milioni di chilometri di distanza dalla sua superficie gassosa, osservandola. Giove e’ un pianeta in certo senso instabile, sempre li’ che cambia, e che viene studiato da decenni: si pensi solamente alla sonda Galileo, che studio’ il sistema gioviano (il pianeta gigante ed i bellissimi satelliti “medicei” scoperti da Galileo). New Horizons e’ comunque dotata di strumenti tecnologicamente piu’ avanzati rispetto alla “Galileo”, specie per le riprese di immagini. “New Horizons” costituisce un “completamento” della stessa missione Galileo. L’incontro con Giove e’ servito piu’ che altro per testare il sistema, una sorta di prova generale per le osservazioni di Plutone. I dati trasmessi dai pressi di Giove sono arrivati a destinazione molto piu’ agevolmente, ed in quantità sicuramente maggiore rispetto a quelli che saranno inviati dai dintorni di Plutone, data la distanza parecchio inferiore di Giove, meno di 780 milioni di chilometri contro gli oltre cinque miliardi di chilometri di Plutone. Lo studio di Giove da parte di New Horizons ha riguardato principalmente la dinamica dei movimenti delle masse nuvolose de pianeta, ed un ulteriore studio studio della sua magnetosfera . la fase di allontanamento da Giove ha inoltre consentito di studiare la “coda” coda della magnetosfera di Giove per alcuni mesi. La sonda ha anche esaminato Giove di notte”, osservando meglio fulmini ed “aurore” (come le nostre aurore polari, ma molto piu’ evidenti perche’ in funzione del campo magnetico di Giove, molto piu’ potente di quello terrestre.

 Comunque, per la prima cintura degli asteroidi, tra Marte e Giove, ci sta pensando la sonda della missione “Dawn”. La sonda, alimentata da tre motori a ioni che funzionano alternativamente per una maggior flessibilità e versatilità nella scelta delle traiettorie, venne lanciata nel 2007, e che dopo un “flyby” su Marte – sempre per la famosa storia dell’effetto fionda per essere lanciata piu’ lontano- avvenuto nel 2009 raggiunse l’asteroide quattro anni fa, nel luglio del 2011. Vesta, un interessante oggetto di piu’ di cinquecento chilometri di diametro medio: infatti, Vesta, a differenza di Cerere, non e’ sferico ma di forma irregolare.

Lasciati i dintorni di Vesta esattamente un anno dopo, Dawn ha cominciato ad orbitare intorno al pianeta nano Cerere, un oggetto quasi sferico di piu’ di 900 chilmetri di diametro, il piu’ grosso oggetto situato nella fascia degli asteroidi. Vesta e Cerere sono gli unici oggetti della cintura degli asteroidi ad essere visibili ad occhio nudo.

Finalmente, Plutone, ma c’e ancora molto da fare. Intanto, vediamo quali obiettivi si e’ prefissa la missione; tutti obiettivi interessantissimi, come esaminare la geologia e la morfologia di Plutone e delle sue lune, con particolare riguardo al satellite Caronte, vera “anima gemella” di Plutone, anche per dimensioni, essendo Caronte grande piu’ della meta’ di Plutone. Interessantissima saraà la mappatura delle superfici dei due pianeti nani. Inoltre, New Horisons si prefigge di inviare dati che descrivono l’atmosfera, e con riguardo alla parte non ionizzata di essa (esiste- come anche sulla Terra…- uno strato di atmosfera ionizzato, ossia elettricamente carico.per ionizzazione apunto degli atomi di gas). New Horizons vedrà inoltre se anche Caronte possiede una atmosfera, e di che tipo.

 Intanto, la sonda ha inviato una foto del “cuore “ di Plutone. Le immagini, riprese da 77mila chilometri dal pianeta nano, fanno vedere una superficie ghiacciata, fatta a placche irregolari, delimitate da strutture che sembrano dei canali. Una pianura che anche piena di piccole collinette e “buche”. Curiosamente, Plutone ha anche una “coda”, non vistosa come quella di una cometa, ma…Comunque, New Horizons ha visto, passando oltre il pianeta, una regione di gas ionizzati (ionizzati significa che gli atomi del gas hanno acquistato o perso elettroni, diventando cosi’ elettricamente carichi..come succedeva agli atomi periferici della penna che a scuola strofinavamo sul maglione e che poi attirava a se’ pezzetti di carta, perche’ venivano ionizzati a loro volta J ).

Plutone ha una dunque sua atmosfera, e’ sottile e costituita principalmente di asoto e metano. Infatti, New Horizons ci ha detto che su Plutone c’e il metano. Lo spettrometro infrarosso (ossia che misura gli assorbimenti e le emissioni di onde elettromagnetiche che stanno sotto la banda del colore rosso nello spettro elettromagnetico) che si trova a bordo della sonda, ha trovato metano ghiacciato sulla superficie di Plutone. Questo conferma quanto si era gia’ visto dalla Terra negli anni ‘70. Studi piu’ approfonditi e prolungati potranno stabilire se la presenza del metano e’ uniformemente distrubuita sul pianeta o meno.

 Forse, su Plutone perfino nevica, probabilmente non neve di acqua, ma fiocchi di metano. Cio’ suggerisce la abbondante presenza di materiale organico. E l’acqua, su Plutone? Pare ce en sia abbastanza; circa un terzo di tutta la massa del pianeta e’ probabilmente ghiaccio, mentre per il resto e’ roccia ed altri minerali. Inoltre, Plutone si trova in quella fascia estremamente fredda del sistema Solare dove i corpi celesti si “conservano” con le stesse caratteristiche di quando si sono formati “( e’, cioe’, aggiungo io, come dare uno sguardo nella lontana “preistoria” del Sistema Solare!).

 Plutone, un mondo ghiacciato forse composto di uno strato di ghiaccio, roccia, ancora ghiaccio..oppure l’acqua, in profondità, e’ allo stato liquido? C’e forse quel fenomeno detto “criovulcanismo”, quel vulcanismo con eruzioni di ghiaccio e di acqua al posto dei lapilli e della lava incandescente? Le probabili strutture interne di Plutone e Caronte, credo molto simili, e le loro reciproche interazioni gravitazionali possono provocare questo interessane e complesso fenomeno. New Horizons forse ce lo dirà. Anzi, ha gia’ visto qualcosa al riguardo: montagne di ghiaccio alte piu’ ’i tremila metri nella fascia equatoriale, forse tra quei picchi ci sono dei criovulcani. Fra le tante ante immagini che ancora dovranno arrivare ed essere studiate (ci vorranno dei mesi, questo va detto), chissà che non ci sia anche quella con qualche “spruzzo” di ghiaccio d’acqua e di altri elementi, come l’azoto, il metano e l’ammoniaca . Sulla luna di Saturno Titano, e sulla piccola luna Encelado, questo accade. Forse questo ed altro, anche su Plutone, questo nostro lontano ed oscuro, ma presente, compagno di viaggio.

CIAO

Marghian

COME MI VA, ORA? ANDANTE..

ANDANTE, APPUNTO. COME QUESTA MUSICHETTA CHE SENTITE

andante

Le prime note del mio brano, “andante”, prese dal file musicale “Encore”, tramite il programma “paint”

Ciao, amiche ed amici. Va meglio, rispetto a qualche giorno fa. Non ho perso giorni di lavoro. Domenica sera avevo ancora febbre. Non era molto alta, 37,7, ma mi sentivo di averla a 39. Sapete, un po’ come si dice della differenza fra la temperatura (climatica) reale e quella effettivamente percepita. Poi, ci si mette anche Flegetonte, cosi’ lo chiamano, l’anticiclone africano che ci sta scaldando ben bene…Lunedi’ mattina mi sono svegliato che stavo meglio. Io mi selio alla stessa ora, sia per andare al lavoro, sia per andare dal medico, quando occorre. Ho pensato “sembra che ce la faccio..”. E sono andato a lavorare.

Lunedi’ sera avevo ancora un po’ di “callantura”, come chiamiamo noi la febbre. Febbre che e’ passata. Mi ha lasciato un po’ debole, pero’..come e’ normale che sia. Ma posso dire di stare bene. Lo dimostra il fatto che ho avuto anche voglia :)  di suonare questo piccolo brano, che ho ripescato dai miei vecchi files musicali.

PER ORA VI SALUTO, SPERO DI POTER ESSERCI UN PO’ DI PIU’

(e di poter andare anche un po’ al mare.. :lol: )

CIAO

Marghian

SCUSATEMI. ORA CI SI METTE ANCHE LA SALUTE

FEBBRE

http://www.dreamstime.com/stock-image-medical-thermometer-image23470021

A LUGLIO, che bella cosa!

Ciao..Vi comunico un disguidi di carattere medico. Ho la febbre da due giorni. L’altro ieri , mentre mi trovavo al lavoro, ho sentito un fastidio alla gola (laringite? IL medico mi ha detto di si’, questa mattina); alla sera, ho constatat di avere la febbre a 38 e mezza. La mattina dopo e’ scesa un po’, e sono andato anche  a lavorare, da perfetto incosciente (volevo terminare la settimana)- Mi sono misurato nuovamente la febbre ieri sera e….”kaiser, di nuovo 38,5″. Meno male ceh in mattinata ho compilato la richiesta per un giorno di ferie, oggi. Spero di guarire, per lunedì prossimo. Se no, mando a culo il lavoro. Morale. la settimana e’ finita e’.altro che andare al mare, o incontrare gli  amici! Stare a casa, uscire lo stretto necessario per fare qualche commissione. Non ci voleva proprio. D’estate,, poi, e come se non bastasse. Gia’ ho poco tempo, e ci si mette di mezzo anche la  febbre, e la tosse,  ‘chi ‘dda currùggiad ‘su buugginu ” (letteralmente “che la rincorra il boia”, per dire “che sia maledetta”).  Ora mangio qualcosa e mi corico, sperando di dormire (con un’altra “tachipirina”  e di migliorare, almeno per poter riprendere il lavoro. Per il mare e lo svago c’e tempo..Ah, come si fa l’emoticon dell’arrabbiato? Per ora vi esprimo l’incazzatura anche con la  musica :lol: , che non ho suonato adesso, magari avessi voglia di suonare.

PER ORA CIAO, AMICHE ED AMICI, A PRESTO- SPERO

Marghian

L’AMICIZIA (COSIDDETTA) VIRTUALE

AMICIZIA VIRTUALE

 virtual and real frienship

E’ COSI’ CHE VENGONO DEFINITELE RELAZIONI ED I CONTATTI A DISTANZA

virutal_ real_ freindship

QUELLI TRAMITE DISPOSITIVI INFORMATICI

IO, PERO’,  LA CHIAMO IN MODO DIVERSO

*        *       *

Ciao, amiche ed amici. Come vedete (ogni tanto, e quanto il tempo che  non ho me lo consente..), anche  vi pubblico qualcosa;  nell’ambito di questa attività oggi tanto di moda che e’ il blog. Computers, cellulari ed altri dispositivi connessi con la “rete”  sono oggi uno strumento diffusissimo con il quale si scambiano informazioni, si aprono discussioni e si comunicano i propri pensieri. E’ si fa amicizia. E’ quella amicizia che vien detta “amicizia virtuale”. A me, questo termine non piace tanto. Intendiamoci, “virtuale” e’ una bella parola, densa di significato e la cui fonetica richiama persino quasi al concetto. di “virtu'”.

“Virtuale”. Imparai questa parola a scuola, nelle lezioni di “osservazioni scientifiche” o  “scienze”, quanto la professoressa ci parlo’ del fenomeno della riflessione della luce: “lo specchio riflette una immagine virtuale..”. “Virtuale” è anche una espressione “forte”, usata perfino in argomenti o materie come la fisica all’avanguardia, per descrivere cose complesse e che non si vedono direttamente o immediatamente, ma che hanno la loro notevole importanza: cose come le particelle virtuali.  Percio’, non e’ la parola in se’ a non piacermi. Vada anche per il significato che questa parola ha assunto in informatica. Si parla tanto, ad esempio, di realtà virtuale. Ecco che anche i rapporti di contatti e di amicizie, nel web, sono definite virtuali; proprio perche’ questi esistono in ambito informatico, ossia attraverso l’utilizzo di mezzi informatici quali i pc, i telefonini, i tablet e, naturalmente, lo stesso web. Blogs, social networks, siti e quant’altro, sono luoghi appunto virtuali, nei quali ci si conosce, si socializza e spesso, appunto si fa amicizia. E’ l’amicizia virtuale. Io, pero’, definisco in modo diverso questa amicizia, per il semplice fatto che essa non e’ affatto virtuale: e’ una amicizia reale, come reali sono le persone che comunicano tra di loro, in rete. Ecco che a me piace definire reale questa amicizia. Il termine che  a me viene in mente e’ “amicizia a distanza”. Credo sia una  definizione abbastanza corretta. E poi, se ci pensate, le amicizie a distanza esistono da molto prima dell’invenzione di Internet: i contatti per lettera, quelli per telefono, con luso della City Band (C.B, “radioamatori”), erano e sono contatti reali. Ma nessuno li chiama “virtuali”,  soltanto perche’ questi contatti  non riguardano l’uso dei computers e di Internet. Percio’, perche’ definire “virtuali” dei contatti che avvengono tra persone reali, solo perche’ si usa un computer, anziche’ una lettera, o il telefono? “Amicizia a distanza”, ma amicizia.

(-*-*-*-*-)

La pubblicità non e’ certo la mia passione, ma vi voglio uno spot che, che e’ adatto a quanto vi sto scrivendo. Lo spot, che anche voi avrete senz’altro sentito qualhe volta recita cosi’: “io sono XXXX, signora, il suo XXXX. XXXX:  persone, oltre le cose”. Ecco, io voglio prendere spunto  proprio da  questo spot, e percio’ scrivo: “Facebook”, “WordPress”, “tweet”, siti, blogs eccetera: *persone, oltre i pc.

 

CIAO

Marghian

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♥ chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

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