PASQUA

BUONA PASQUA

-Oggi, dovendo fra poco andare fuori paese, difficilmente avro’ tempo di farvi gli auguri sui vostri blog. Provero’, magari, ogni tanto dal telefonino . Che mi fara’ scrivere cazzate ovviamente, nel senso di “augiri” anziche’ “auguri” e cose del genere. Dal computer posso andare su “modifica”. Ma solo sul mio blog.

Le immagini sono “accompagnate” da una musica che feci e che chiamai “final sound”, “suono finale”. Un po’ in “onore” di un programma,”Finale”, che mi mette su dei righi le note che suono sulla tastiera. Dato il carattere “festoso” del brao, l’ho rinominato poi “Angels Music”, quindi adatta per la Pasqua. Io la passo da raffreddato, ma tanto si sa. Succede. Come piovere a Pasquetta. E’ la ferrea legge di Murphy, quella che fa si’ che alle poste si trovi la fila piu’ lenta, e che chi sta  immediatamente davanti a te che devi solo pagare la bolletta dellla luce, deve fare dieci cose e l’impiegato che gli dice “un attimo, devo chiamare il direttore..”.

  • I miei video sono caratterizzati da un certo brusio, all’inizio. Ma dipende anche da Youtube che da’ un volume suo proprio- piu’ alto di quello impostato da me. Ascoltando il suono dal file infatti – e dal post su  facebook- dove *non c’e bisogno di *passare per youtube per postare un video..- , il brusio si sente molto meno.

Ciao, felice Pasqua.

Marghian

NELLA NOTTE DEL MONDO, la attesa della luce

IL BUIO NELLA ATTESA DELLA LUCE

NELLE TENEBRE DEL MONDO

SPLENDE UNA TENUE LUCE

CHE E’ NELLE TENEBRE L’ATTESA DELLA LUCE

CHE NELLA TRISTEZZA FACCIA BRECCIA LA GIOIA

CHE NELLO SCONFORTO SI INSINUI LA SPERANZA

CHE LA STANCHEZZA LASCI LA SCENA AL RISTORO

CHE AL DOLORE SEGUA  LA GIOIA

CHE AL  BUIO DELLA NOTTE SEGUA  LA GLORIA DELL’ALBA

E DAL TORMENTO NASCA L’ESTASI

L’attesa della ricorrenza della pasqua, sia  l’attesa della pasqua vera.

(Marghian)

SERENA FINE DELLA SETTIMANA PASQUALE

CIAO

 

10 APRILE 2019 – PUBBLICATA LA FOTOGRAFIA DI UN BUCO NERO

Ciao. L’intervallo con il video delle immagini di quadri dipinti da mio fratello voleva essere lo stacco fra la prima e la seconda parte del post sulla teoria dello scienziato Roger Penrose che cerca di spiegare l’anima con la fisica delle particelle quantistiche, e della gravtà subatomica. Ma non ho resistito alla tentazione di scrivervi di getto (e furtivamente, sto in ufficio, pomeriggio calmo…-  qualcosa su questo evento scientifico, su questa cosa che io trovo molto bella. Ci sarà, e penso presto, la seconda parte del post di cui sopra).
PUBBLICATA DA PRESTIGIOSE RIVISTE LA FOTO DI UN BUCO NERO
-o meglio, appena sopra la sua insondabile superficie-
black hole eating nearstar matter
Immagine di fantasia (ma realistica) di un buco nero che assorbe materia dalla stella compagna “normale”-diventano buchi neri solo stelle con massa almeno superiore a tre masse solari, dopo che lo strato esterno viene espulso. Anche lo strato esterno del nostro Sole si espandera’ fino oltre l’orbita della Terra e di Marte, ma il suo nucleo si limitera’ a diventare nana bianca, calda, delle dimensioni della Terra. Il Sole e’ al di sotto della massa critica di 1,4 masse solari, oltre la quale, la stella diventa “stella degenere”, cioè fatta non di materia atomica ma:  le stelle di neutroni,solo di neutroni; dentro i buchi neri, non si sa cosa la materia diventi, se di materia si puo’ parlare. Un buco nero, di massa pari a piu’ di tre, quattro masse solari, ha un diametro di pochi chilometri. Il nostro buco nero centrale, Sagittarius -A ha un diametro di 2 milioni di masse solari, e un diametro come il nostro sistema solare. Il buco nero “fotografato” della galassia m-87, ha piu’ di 6 miliardi di masse solari, e un diametro forse di poco superiore al sistema solare.
*****

Pubblicata la fotografia di un buco nero! Il punto esclamativo è d’obbligo, e lo dedico a chi, come me, si entusiasma per queste cose. Cose che non cambiano la nostra vitella- nel senso non di neonata femmina di bovino, ma di vita piccola, nei riguardi dell’universo dove siamo immersi-; o forse sì, nel tempo; sicuramente si’, la cambiano se prendiamo come vita il miglioramento delle conoscenze scientifiche, e non solo il succedersi delle cose di ogni giorno, dalla sveglia allo spegnere l’abatjour (od altra fonte di luce elettrica equipollente, lampadario o neon che sia).

Ma di che cosa si tratta? Perché la notizia è così stupefacente, a chi la cosa interessa? Innanzitutto, la notizia (proprio per la sua importanza) ha in poche ore perso di freschezza; c’è un pauroso tam-tam mediatico, giornali televisione e, soprattutto, web. Mi aggiungo anche io al coro di voci su questo importante evento. Direi un evento per definizione, dato che la cosa è avvenuta proprio ..nell’orizzonte degli eventi. Chi sa qualcosa sui buchi neri ha capito la battuta, ed infatti la notizia è così importante proprio perché è stato fotografato proprio l’ultimo evento possibile: le ultime emissioni di energia di radiazione emessa dalla materia attorno a un buco nero appena prima di essere ingoiata dentro la sua superficie, oltre la quale non fuoriesce nulla. La superficie (ideale, non ha spessore come noi lo intendiamo) di un buco nero è detta- ecco la battuta di prima…- “orizzonte degli eventi”, perche’ oltre, cioè dentro al buco nero, non valgono gli eventi come noi li intendiamo. O meglio, forse là dentro succede qualcosa, ma noi non possiamo vederlo, la luce rimane imprigionata entro un certo raggio, raggio calcolato da un certo signor Scwartzchild”, il raggio del buco nero. Ma come, allora è stato fotografato un buco nero se non emette luce? Non emette nessuna forma di radiazione- la luce è radiazione- , eppure il buco nero è stato fotografato. E’ stato fotografato, a dire il vero, non il buco nero, ma cio’ che ci vortica attorno prima di scomparire per sempre “nell’orizzonte degli eventi”, ripeto ancora questa esotica- e valida- definizione.

 

Vi voglio a questo punto, prima di continuare, esporvi qualcosa sui buchi neri. Se leggete un dizionario, o Wikipedia, leggete che “un buco nero è un corpo celeste avente una curvatura dello spazio-tempo sufficientemente forte da non lasciare sfuggire nulla, né materia né luce od altra radiazione di ogni genere; ha un campo gravitazionale così intenso che la velocità di fuga supera quella della luce; poiché’ nulla la può superare, nulla esce, luce compresa; è completamente nero. Ci si capisce qualcosa? Ci provo io. Allora, se si parla di curvatura dello spazio-tempo, c’entra chiaramente lo zampino di Einstein, che ha capito che ogni corpo celeste “piega” lo spazio-tempo in misura della sua massa; è la descrizione relativistica del campo gravitazionale, generato da una massa. Portando questo discorso all’estremo, Einstein aveva capito che se una stella, e solo una stella è abbastanza grossa da diventare buco nero, ha una massa cioè una quantità di materia sufficiente, e quindi di massa, piega il tessuto spaziotemporale con conseguenze atipiche, come quella appunto di intrattenere ogni cosa entro un certo raggio, senza lasciarlo sfuggire. Ma una stella, perché’ riesca a diventare un buco nero, secondo calcoli fatti da altri scienziati, deve almeno superare di tre volte la massa del Sole, che viene presa come “unità” di misura nelle formule sul destino di una stella. Per dirvi, un fisico indiano, un certo Chhandrasekhar, credo negli anni ’20, aveva calcolato una certa “massa critica” oltre la quale una stella di un certo tipo si sarebbe contratta fino a diventare una stella di neutroni: 1,4 masse solari. Una stella di neutroni si ha quando il nucleo di una stella collassa fino al punto di ridursi ad un oggetto di una decina di chilometri e una massa di miliardi di tonnellate per decimetro cubo! E i protoni e i neutroni degli atomi si comprimono, per decadimenti vari, diventano neutroni, ecco perche’ sono dette stelle di neutroni. Ma la stella di neutroni non è un buco nero, è però lo stadio ad esso precedente. Se invece una stella che esplode come supernova ha un nucleo residuo che supera almeno di tre volte la massa del sole, il collasso di questo nucleo, e la sua massa, provocano un effetto di piegamento dello spazio tale tale che il nucleo in questione si chiude a riccio, con un campo gravitazionale tale da non lasciar sfuggire nulla dal suo interno. La radiazione si “ferma” ad un certo punto e ricade dentro. Il limite, la superficie dell’oggetto oltre cui nulla esce e nulla di ciò che entra da’ più notizia di se’ – con l’informazione in forma di onde elettromagnetiche- , vien detto, lo ripeto, “l’orizzonte degli eventi”. I latini dicevano, per un luogo invalicabile, come erano per loro le Colone d’Ercole, “hic sunt leones”, e possiamo dirlo anche noi oggi, per i buchi neri. Per la cronaca, vi scrivo che forse ogni galassia ha al centro un enorme buco nero; sicuramente quelle come la nostra che hanno un rigonfiamento o “bulge”. di misura nelle formule sul destino di una stella. Per dirvi, un fisico indiano, un certo Chhandrasekhar, credo negli anni ’20, aveva calcolato una certa “massa critica” oltre la quale una stella di un certo tipo si sarebbe contratta fino a diventare una stella di neutroni: 1,4 masse solari. E, Proprio nel centro di una galassia, (non la nostra) sta il buco nero fotografato. Ora, la cosa che vi ho esposto è in realtà molto più complessa, vari tipi di buco nero, buchi meri costituiti solo dalla singolarità puntiforme- ora messa in dubbio- e dall’orizzonte degli eventi, buchi meri elettricamente carichi, la possibilità che da un buco nero si acceda verso altre parti dell’universo o verso altro universo (gli ipotetici wormholes e ponti di Einstein-Rosen), la radiazione di Hawking generata da coppie di particelle di cui una di energia negativa cade nel buco nero facendogli perdere massa (cosa solo teorizzata non ancora osservata), il dilemma del destino della materia ingoiata dal buco nero, la cosiddetta “quarkizzazione” della materia, i protoni e gli elettroni che forse la’ dentro si frantumano nei tre  loro quark, o chissà cos’altro etc. etc. Okay , veniamo adesso al fatto del(l’altro) giorno.

LA “FOTOGRAFIA” DEL BUCO NERO
black hole- surface_s matter around
Il risultato dell’immane lavoro svolto dagli scienziati del progetto Events Horizon Telescope
Va da sé che ormai i buchi neri sono stati strappati alla teoria e ai meri giochi matematici- le equazioni e i grafici- e collocati nella realtà scientifica delle cose sperimentate. Nel 2016 due potenti rilevatori di onde gravitazionali a laser (Ligo in America, Virgo in Italia) hanno rilevato l’onda gravitazionale dovuta alla fusione di due buchi neri ruotanti uno attorno all’altro; una increspatura dello spazio tempo delle dimensioni di un protone (che 100 mila volte piu’ piccolo di un atomo che ha rivelato l’evento catastrofico della fusione fra due buchi neri. Questa volta, la “fotografia “ del buco nero centrale della galassia M 87, nella costellazione della Vergine, distante ben 55 milioni di anni luce da noi – la galassia Andromeda ne dista “solo” 2 milioni poco piu’.
 

L’impresa, in quanto di impresa si tratta, è riuscita grazie al compiersi di un lungo progetto di ricerca finanziato sin dal 2014 dal prestigioso consiglio di ricerca europeo, l’erc. Il progetto porta un nome che è tutto un programma, Event Horizon Telescope o EHT. , “telescopio per l’orizzonte degli eventi”, una rete di otto radiotelescopi in mutua collaborazione col sistema della interferometria; tale collegamento fra radiotelescopi distribuita in diversi luoghi del pianeta, fa si’ che si disponga di fatto di un “telescopio virtualmente grande come la Terra, rete messa a punto “proprio per riuscire a catturare la foto di cio’ che sta per cadere in un buco nero, ossia l’energia di materia che vortica “attaccata” all’orizzonte degli eventi . «Abbiamo cercato i buchi neri più grandi, come quello al centro della Via Lattea, chiamato Sagittario A, e quello della galassia M87», ha detto uno degli scienziati, un italiano a nome Luciano Rezzolla, direttore di un istituto di fisica di Francoforte e collaboratore agli studi teorici del progetto. L’Italia qui si è fatta onore, anche nella persona del sardo orunese Ciriaco Goddi, di una università olandese. Anch’egli ottimista sui futuri sviluppi, d’accordo con Rezzolla nel ritenere prossimo l’obiettivo di “fotografare” l’orizzonte degli eventi, o cio’ che ci bazzica vicino e che poi dentro ci finisce, diventando chissà cosa, del nostro buco nero centrale, situao prospetticamente in Sagittario (Sagittarius -A il suo nome….).

Ancora una cosa, importante da rimarcare. Il tipo di lavoro svolto, non è una semplice “fotografia”, o non è una fotografia a luce diretta,  alla maniera del telescopio spaziale ottico Hubble;  bensì si tratta della elaborazione di una immensa mole di dati ottenuti in dieci giorni di “esposizione”, e due anni di lavoro per gli algoritmi che . Parlo di dati radioastronomici, onde radio millimetriche che hanno veicolato l’informazione per 55 milioni di anni – luce. Sono stati riempiti mille moderni hard disk per 350 terabyte di informazione. e inviati in due centri di calcolo con supercomputers, in Germania e negli Stti Uniti al celebre Mit.
Risultato finale, l’elaborazione in immagine visibile dei dati ottenuti con i radiotelescopi: una sfera scura, circondata da una sottile superficie luminosa: la materia energetica, che rilascia gli ultimi fotoni prima di essere oscurata, a sua volta, oltre l’orizzonte degli eventi del mostro cosmico. Gli scienziati sono molto contenti di questa fotografia scattata al buco nero; Gli basta la fotografia, seppur indiretta; anche perche’ sanno che non possono fargli la radiografia. Sarebbe il Sacta Sanctorum. lo scrigno di tutti i segreti. La fisica della gravita’ non basta a descrivere il mondo di un buco nero; ci va un’altra fisica. Si sta tentando con la fisica quantistica, immaginando strane equivalenze fra gravita’ macroscopica e gravita’ fra le particelle, cercando di capire cosa avvenga la’ dentro. Anche perche’ l’universo tutto, secondo uno dei suoi destini possibili, potrà un giorno diventare un unico immenso buco nero. La fine? Forse no: l’incontro fra infinito e infinitesimo. E se non ci fosse differenza? Parafrasando il buon Manzoni, al futuro l’ardua sentenza.

Ciao ciao 🙂
Marghian

INTERVALLO – Video con immagini “slide” di alcuni quadri dipinti da mio fratello

Ciao. Questo intervallo è in realtà una anteprima, del tema che tratterò appena mi sarà possibile. Ho deciso di inserire un intermezzo, con delle foto di alcuni dipinti opera di un mio fratello. Ho due fratelli ed una sorella: Ignazio, Antonio e Maria Bonaria. Ignazio è il pittore. Non vuole essere chiamato così, maestro meno che mai. Ha evidentemente  il dono della modestia, oltre a quello della tavolozza e dei pennelli. A differenza di me, che a scuola avevo sempre 3 in disegno. Ma mi consolo perche’ era l’unica insufficienza 🙂 – Oltre che un intervallo, il post è anche un omaggio a lui che, poverino, in questo periodo ha dei problemi di salute. Sta reagendo bene, e spera di riprendere di nuovo a pennellare.

N.B.: L’immagine che apre e chiude la “rassegna” non e’ opera sua. L’ho scelta dal web a mo’ di “introduzione e finale”. Ho sovrapposto alle immagini il mio file Mp3 della musica di Poster che, in quanto “poster”, penso sia un po’ in tema.

Qualche commento- che, credo, ricalca le interptertazioni e gli intenti dell’autore

  • La violinista ritratta da mio fratello è  Anna Tifu, talentuosa ragazza sarda di padre rumeno. Fra sardi e rumeni, a cognomi ci somigliamo. Tempo fa avevo scoperto che in Romania ci sono anche dei “Vargiu”, il mio cognome.
  • “Il fuoco tenuto fra le mani”, ritrae il mito di Prometeo che rubò il fuoco agli dei per darlo agli uomini: e’ il peccato originale in versionie greca. Pur se se la “Eva greca”sarebbe in realtà  Pandora, che apri’ il vaso da cui uscirono tutti i mali.
  • La donna, legata con i rovi rappresenta la donna violentata e maltrattata dall’uomo. Il palo a cui ella è legata, è il simbolo maschile.
  • La luce che da sopra illumina la scala; la luce che risalta le forme; salendo la scala si va verso la luce, ed essa, mentre si sale ci viene incontro.
  • Raffigurazione impressionistica di un tipico paesino della Sardegna.
  • Paesaggi, e l’immagine della strada che finisce nel mare che rappresenta la Natura che si riprende “cio’ che e’ suo”, quando l’uomo abbandona un luogo. La strada, divorata dalla terra e dall’acqua.
  • Natura morta con vividi colori. Quasi a dire – io credo- che la Natura è dura a morire, e continua a vivere. Ed e’ cosi’. Una mela che mangiamo è viva e fa vivere.
  • Le barche, il mare, i tipici colori di alba e tramonto, i riflessi della luce. A pochi chilometri noi abbiamo un pittoresco villaggio di pescatori, Marceddi’.
  • Il mistico che prega in un luogo spoglio ed umile. La vera chiesa di Dio.
  • Lo spazio. nella sequenza che ho scelto viene dopo l’immagine della preghiera. Con l’introspezione, l’umiltà e la sincera ricerca di senso, l’elevazione, il portarsi al di sopra delle angustie del mondo. Ma di sopra anche delle sue bellezze; l’anelito a una bellezza e ad una dimensione di esistenza più grande.
  • L’immagine che ho scelto dal Web…cosi’, una bellezza ideale, che un po’ vuole indrodurre, rappresentare e riassumere il tutto.

https://artinsieme.weebly.com/2012-2013.html

(Artinsieme-Terralba, gruppo di Pittura coordinato da Ignazio Vargiu)

CIAO

 

Marghian

ROGER PENROSE. UNO SCIENZIATO ATEO CHE CREDE NELLA IMMORTALITA’ DELL’ANIMA. LA SUA FEDE, E’ NELLA FISICA QUANTISTICA: DOPO LA MORTE L’ANIMA, FORMATA NEL CORSO DELLA VITA DAL COLLASSO DELL’ONDA DI PROBABILITA QUANTISTICA DELLE PARTICELLE, GENERANDO NEI MICROTUBULI DEL CERVELLO DELLE BOLLE ENERGETICHE DI SPAZIO CURVO CHE SI CONSERVANO GRAZIE ALLA GRAVITA’ QUANTISTICA, E DOVE PERMANE L’INFORMAZIONE. ALLA MORTE DEL CERVELLO, LA COSCIENZA (CHE E’ INFORMAZIONE CONSERVATA) SOPRAVVIVE E APPARTIENE ALL’UNIVERSO. CHE E’ ETERNO (anteprima)

ANTEPRIMA

Ciao. Bel titolone eh? Che ne dite. Me lo sono inventato pensando ad una strana teoria di cui ho letto e sentito, frammentariamente, una teoria  fra le tante starne teorie (questa è tosta sul serio, ecco perché ci va una anteprima, da cui partire ), e di cui avevo sentito parlare, già anni fa. Un sacerdote disse “l’anima è come un elettrone”, puo’ trovarsi e di fatto si trova in ogni pur piccola parte del corpo, tutta intera”. Vedrete che quella frase che gli sentii dire a 18 anni (io avevo 18 anni), ha attinenza con il post. Premetto che per formulare delle teorie del genere, ma amche solo per capirci appena qualcosa, ma anche solo per prestarvi attenzione,  ci va una buona dose di “testa fra le nuvole”. Di questa, di sicuro ne hanno da vendere scienziati come Roger Penrose e Stuart Hameroff, i due “padri” di questa teoria semplice semplice 🙂  Proverò, per quanto mi è possibile, a farla sembrare semplice. Mi riferisco al prossimo post, che necessita- dato l’argomento non proprio casereccio, di questa anteprima.

MENTE E COSCIENZA ORIGINANO – FORSE DAL MONDO DEI QUANTI

La nostra mente, la nostra coscienza e la nostra personalità sarebbero  frutto di subatomiche vibrazioni immateriali; o forse, ne sarebbero la causa.

penrose_s theory

Già, i quanti. C’e’ chi li definisce addirittura virtuali, eppure i quanti sono l’essenza di tutto. Pur se sembrano fatti di niente. Ma che cosa sono?

 Innanzitutto, la figura di Roger Penrose e di Stuart Hameroff. Il primo, è un matematico cosmologo e fisico inglese, noto per i suoi contributi alla fisica espressa in termini matematici (fisica matematica). E’ di un tale livello che, laureatosi a Cambridge, ha collaborato addirittura con Stephen Hawking, ricevendo insieme a lui un prestigioso premio, inferiore solo al Nobel, il premio Wolf per la fisica, nel 1988. Il Signor Stuart Hameroff è invece uno scienziato di tutt’altro campo, ma dalla sua “specializzazione “ si capisce quanto sia complementare a Penrose per questa teoria. E’ un medico anesteista americano, insegna in Arizona, ed e’ noto nel suo ambito per aver studiato e riflettuto parecchio, come fa uno scienziato, sul tema della “coscienza”, questione per lui strettamente connessa ai meccanismi fisici e chimici del cervello, e a qualche altra cosa che si annida in ogni cellula nervosa e che come si vedrà riguarda proprio l’argomento Altri aspetti della biografia e degli studi dei due scienziati, specie di Roger Penrose, salteranno man mano che esporrò le cose.

Prima pero’ di descrivervi (come meglio posso, senza risultare incomprensibile) ed esporvi la teoria di Penrose, devo per forza fare qualche accenno alla fisica quantistica (tenetevi forte, non è Topolino, se ma Gyro Gearloose-“ingranaggio guasto”, nome originale americano di Archimede di Paperopoli ..), visto che la si tira in ballo addirittura per spiegare l’esistenza dell’anima! Scienziati materlalisti- non tutti- che non si arrendono, e cercano una possibllità di aldila’ nelle realta’ fisiche, come le particelle subatomiche. Realta’ fisiche che, in verità, non si sa quanto e se siano fisiche.- 

“Ma se è cosi’, se la si tira in ballo per spiegare l’anima, allora la fisica quantistica è una gran cavolata. E’ una balla stratosferica, se si arriva a concezioni come questa”, si potrebbe essere portati a pensare. No, la fisica quantistica è una faccenda seria, anzi essenziale.

Ci do’ io, adesso, una definizione grossolana (grossolana per una realta’ che come vedremo è invece molto raffinata): “la fisica quantistica è la branca della fisica che si interessa della essenza di tutto nella piccola essenza,  che si interessa cioe delle particelle le piu’ piccole di materia, di energia, di spazio e di tempo (anche spazio e tempo forse sono costituiti da particelle, ovviamente non materiali, e proprio queste sono la base di questa strana teoria di cui al titolo), delle loro relazioni e proporzioni: particelle che sono dette, appunto, “quanti”, da cui l’aggettivo “quantistica” accostato a “fisica”. Da una idea di un certo Signor Max Planck, che “istituì”, o meglio scopri’, il quanto indicato nelle equazioni con una h minuscola, che designa una costante, appunto, la costante di Plank. La costante h in fisica quantistica è importante quanto il Pi grego in geometria. Ha un valore piccolissimo, oltre il quale pare, “non si possa scendere”- come scriverò fra poco. Per Plank -e per tutta la scienza che ora gli da’ ragione –  la realta’ fisica, spazio e tempo compresi, non è continua e compatta, ma “spezzettata” in unità piccolissime, i quanti (di materia, di luce, eccetera). L’idea non è affatto nuova. I greci Leucippo e Democrito, e parlo di alcuni secoli prima di Cristo, concepivano unità di materia, pezzettini che chiamarono “atomi”, frammenti piccolissimi di materia separati da enormi vuoti. Democrito e Leucippo li chiamarono “a temnein” o “a tomos”, entità indivisibile. Ora, lo sappiamo l’atomo si puo’ dividere eccome (Chernobyl, “Fukushima”, “Three Mile Island ne sanno qualcosa); ma gli antichi Greci questo non lo sapevano. Quindi, l’idea non è affatto nuova, ma Plance in primis, ed altri, hanno dato una veste moderna a tutto questo. E’ la fisica quantistica, il mondo non continuo ma “a fotogrammi”. Voglio per un attimo tornare su questa costante, o numeri, o grandezze, di Planck : in parole povere, la costante di Planck è la misura piu’ piccola di ogni cosa: “la piu’ piccola lunghezza possibile”, la piu’ piccola quantita’ di massa-materia- possibile”, “la piu’ piccola unità di tempo. Si possono immaginare, i numeri di Plance, proprio come “piccoli atomi di spazio”, “piccoli istanti di tempo”, “gli scatti dei fotogrammi della realtà, se vogliamo. Si dice che materia, energia (radiazione, luce compresa), spazio e tempo siano di fatto delle entità discrete, ossia frammentate e frammentabili. E’ questa, in termini semplici, la concezione di quantistica (fisica, meccanica quantistica). E’ importante, come si vede.

Prima pero’ di arrivare al dunque, ad illustrare quanto vi ho anticipato nel titolo del post, e lo farò nel prossomo, mi sento in dovere (e in piacere ) di esprimervi alcuni concetti che non sono proprio.. familiari e di uso comune, ed un po’ di storia. Comincio proprio da questa e, attraverso qesto po’ di storia, illustrare alcuni dei concetti che ci servono per trattare, anche se a livello base,  la teoria di Penrose.

Dopo breve accenno alla “preistoria” della fisica degli atomi (Democrito, Leucippo, forse gli antichi Cinesi e Persiani eccetera), faccio cenno sul nascere e lo svilupparsi dei concetti moderni.

Allora, nel 1900 Max Planck (eccolo) comprende che l’energia elettromagnetica (luce, onde radio, raggi x, raggi Gamma..) viene emessa od assorbita “in pacchetti”, e che quindi le onde di energia siano quantizzate; capisce questo dal comportamento di una radiazione emessa da un cosiddetto “corpo nero”, sulla base della frequenza emessa; il corpo nero è una oggetto ideale che assorba tutta l’energia elettromagnetica che lo colpisca, senza rifletterla, salvo poi restituirla tutta quanta (coefficiente di emissione uguale a quello di assorbimento) ; che non esiste in natura ma sul quale ci si basa come riferimento, e plance capisce, teoricamente, che l’energia emessa dipende dalla frequenza: quindi non un flusso continuo di radiazione ma “delle onde”, dei “pacchetti” di energia: la luce puo’ essere considerata sia come onda che come particella. E’ il dualismo onda-corpuscolo. Ad una particella puo’ essere associata un’onda, e un’onda ad una particella, dipende da che lato si osserva un fenomeno. Da questo, nel 1905 Einstein concepisce il principio dei pannelli solari, l’effetto votovoltaico: un quanto di luce, un fotone, colpisce un elettrone della superficie del pannello. L’elettrone assorbe il fotone (che è pura energia cinetica), che, acquista energia cinetica in eccesso e viene scalzato dalla sua orbita, e libero dall’atomo insieme ad altri elettroni che hanno subito la stessa sorte, diventano quindi corrente elettrica. da qui si evince che l’energia del campo elettromagnetico è trasportato dai fotoni, dai “quanti di luce”.

1913; arriva un certo signor Neils Bohr, fisico danese che, osservando l’emssione e l’assorbimento di energia di un atomo di idrogeno, capisce che l’orbita di un elettrone non è continua come il movimento di una pallina, ma “passa da un livello di energia ad un altro”, quindi lo fa secondo valor discreti. Anche il moto di un elettrone risulta quantizzato, ne è prova appunto la luce che viene emessa ed assorbita “a pacchetti”, secondo certe frequenze. Frequenze corrispondono a valori di energia (la velocita’ con cui si va da un picco d’onda ad un altro, in parole povere. L’atomo di Bohr, questo è molto importante, cancella l’idea infantile del sistema solare in miniatura; non orbite circolari o quasi, ma “livelli di energia”; non orbite ma orbitali (l’orbitale è la “zona” in cui è piu’ probabile trovare un elettrone).

Nel 1924, un certo signor Luis De Broglie concepisce una teoria secondo la quale anche le particelle materiali hanno proprietà ondulatorie. Si arriva cosi’ al “nocciolo” della meccanica quantistica. Ad una particella e’ associata un’onda. Se io do un calcio ad un pallone, questo è un oggetto che si muove seguendo una linea costante. Bene, per una particella non è così; certi esperimenti dimostrano che una particella, elettrone o di altro tipo, si comporta come un’onda; ha una certa probabilità di avere o no un determinato stato (movimento e posizione), e si puo’ osservare solo uno dei due stati; posso sapere dove si trova, ma non so a che velocità si muove; se conosco la velocità, allora non so dove si trova, ma solo dove puo’ trovarsi, è un onda di probabilità. E’ il PINCIPIO DI INDETERMINAZIONE di un certo Signor Werner Heisemberg. Grazie a lui, e Bohr, abbiamo l’atomo “probabile”. E vai con la meccanica delle matrici (valori matematici ordinati su righe e colonne), la meccanica ondulatoria di Schroedinger (che si immaginò un simpatico gattino in una gabbia opaca per spiegare che l’animale, come una particella, puo’ essere vivo o morto nel contempo, se non apriamo la gabbia) con la sua famosa equazione per calcolare lo stato probabile di una particella, i lavori di Paul Dirac ed altri sulla funzione d’onda, l’evoluzione nel tempo dello stato probabile di un sistema: torniamo al famoso elettrone, ai suoi stati possibili, o quelli di un atomo.

 Ci sono molte altre cose ancora, sulla fisica quantistica. Come ad esempio, la gravità quantistica, la relatività quantistica, quanto ed a quale punto la relatività (e quindi quanto valga la gravità a livello subatomico, pur se molto debole su piccle scale…); dovrò – anche nel prossimo post, obbligatoriamente introdurre qualche altro concetto. Per me stesso, per non “perdere il filo del discorso” e perché quanto seguira’ abbia senso, e per chi legge, non essendo magari avvezzo a certe cosette che non sono proprio di tutti i giorni, di cui non facilmente si sente parlare nei bar. Okay, alla prossima, spero presto.

CIAO

Marghian

LE MIE CAZZATINE FACEBOOK

Ciao. Mi scuso con voi perché in questi giorni -avrete notato- sono poco presente nei commenti, curiosamente a differenza di altri periodi nei quali  ero assente per i post, e comentavo. Voglia, tempo, circostanze, non sempre sono una nostra scelta. Vi lascio qualcosa cosi’, ogni tanto, come posso. Ho fatto questa cosina ieri su Facebook. Qui aggiungo qualcosa allo scritto. Buon weekend.

liebnitz-voltaire

Ciao. In queste due brevi frasi ho voluto sintetizzare al massimo una famosa e curiosa disputa “virtuale” fra il celebre matematico giurista e teologo tedesco Liebnitz (1646-1716) e lo scrittore filosofo poeta aforista e drammaturgo illuminista francese Francois Marie Arouet  ( 1694-1778), che conosciamo meglio come Voltaire. Un confronto, di fatto, fra l’Illuminismo razionalista e la tradizione culturale e filosofica basata sulla metafisica, di cui Liebnitz è stato un grande esponente.

In questa disputa virtuale fra Liebnitz e Voltaire ( ma le aspre critiche che traspaiono dagli scritti di Voltaire sul pensiero metafisico e religioso di Liebnitz sono vere..) Liebnitz,  dichiaratamente e palesemente ottimista, ritiene che il mondo in cui viviamo sia il migliore fra i mondi che Dio abbia potuto creare  Il razionale, concreto ed un po’ PIù pessimista Voltaire… gli da’ ragione. Gli dà ragione sì, nel senso pero’ che se questo è il migliore dei mondi possibili, c’è da dire che siamo proprio messi bene… 😆

Lebnitz, rigoroso matematico ma anche teologo e filosofo metafisico, credeva in Dio. “Dio perfetto, mondo perfetto, non perfettibile, quindi  noi viviamo la migliore realtà possibile” Credo che sia stato questo il suo ragionamento. Voltaire, notorialmente razionale, criticò questo suo pensiero, e non certo con i fiori:”..allora? Il migliore dei mondi, anche con il peccato originale (che Liebnitz ritiene un bene necessario per la crescita dell’uomo; con le malattie,fisiche e emntali (le peggiori), con molte vite meschine, e poi la morte e come se non bastasse, la morte nel dolore con atroci agonie. Ma…è questo il miglior mondo possibile?”. Continua Voltaire, comericordo a parole mie: ” I semplici che non pensano, possono credere questo. Su male, bene, morte, chi ha intelletto e conoscenza comprende che non si hanno elementi per ragionarci”. Per Voltaire, le speculazioni metafisiche sono meri sofismi, e mere idealizzazioni. Per Voltaire (e per gli Illuministi in geenere) , solo la realtà visibile e concreta è “carta che canta”.

A parte voltaire e Liebnitz , ottimismo o pessimismo, forse molti mondi esistono davvero, Non mi riferisco a pianeti; ma ad universi. La questione se noi si viva nel migliore o nel peggiore, fra infiniti possibili mondi, lo lascio ai sofisti. Io amo rifletterci, *senza mai prendere una posizione netta. Se mai sperare che, questo mondo, diventi migliore. Non migliore altri mondi; ma che superi se’ stesso. E il mondo, come lo stato ed a maggior ragione, siamo noi.

*”Senza prendere mai una posizione netta”. Quando ero praticante, parlai ad una ragazza della celebre “scommessa di Pascal”. “Vedi Rita, Pascal diceva di non sapre se Dio esiste o no, quindi Dio è una scommessa, e lui scommetteva sul si’. Anche io”. La ragazza (eravamo in pizzeria con altri del gruppo di cui facevo allora parte, nel 1989) mi disse “ma questa Livio è una posizione di comodo, scusa..”. “Rita- le dissi io-, guarda che sei completamente fuori strada, è tutt’altro che una posizione di comodo. Come ho detto anche l’altro ieri nella riunione, posizione di comodo e’ invece quella di credere senza porsi dommande… ne convieni?”- “Livio, sei tremendo….”- rispose Rita. Bellissima ragazza, mi piaceva  🙂

CIAO

Marghian

20 MARZO, ORE 22,58 IN ITALIA- BENVENUTA PRIMAVERA. TI SALUTO CON QUALCHE RITARDO

Ciao. In questi giorni, dal 21 a oggi, non ho trovato il tempo di fare il consueto post sull’inizio delle stagioni, prmavera ed estate in particolare. Pensavo in queseti giorni di fare il pos sul blog musicale (con le due tre parole su fecebook), ma poi ho preferito li’ dare spazio a ‘sta ragazza. E qui, aggiungo qualche parolina, cosi’….

 SALUTO LA PRIMAVERA DEL  2019- SEPPURE CON UN CERTO RITARDO

(Su Facebook sono stato piu’ puntuale- oltre che piu’ breve-, SERA DEL 20…)

“E’ primavera, svegliatevi bambine. Fra le cascine, Messer Aprile fa il rubacuor….”. Cosi’ fa una vecchia canzone melodica, di quelle che piacevano ai miei genitori, da ragazzi. La cantava anche Claudio Pica, in arte Claudio Villa.

SPRINGTIME  VIDEO MUSIC

(La musichetta e’ un mio accenno al famoso Minuetto di Boccherini)

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La Primavera è cominciata quest’anno il 20 marzo, quando in Italia erano le 22,58 .Non il 21, come tradizionalmente si è sempre creduto, allo scoccare della mezzanotte fra il 20 e il 21 del mese per giunta. Prima, molto tempo fa, quando le stagioni, che sono un fenomeno astronomico, vennero inquadrate in un calendario, basato sul movimento del Sole rispetto alla Terra (allora era lui a muoversi, e ancora oggi lo e’ in astrologia ),  era cosi’. Si parte dal Concilio di Nicea del 325 dopo Cristo,  si opero’ qualche modifica al calendario giuliano (gia’ ideto dai Greci e adottato da Cesare, che aveva i giorni bisestili a sbalzi irregolari seconda di come ai pagani “gli girava”, togliendone e aggiungendone se una festa era simpatica o no all’imperatore di turno);  poi nel 1582 ci fu la famosa riforma di Papa Gregorio III, che portò al calendario Gregoriano,messo appunto su suggerimenti del  matematico Aloisius Lilius che, a capo della “commissione della riforma calendariale”, operò  altri aggiustamenti tipo essere tornati indietro, nel mese di ottobre di quell’anno, di dieci giorni, con una primavera che iniziava il 15 marzo; e si fecero altri aggiustamenti ad hoc. . Non è stato facile far collimare con gli schemi delle esigenze temporali umane, i movimenti del Sole e della Terra, anzi, di quest’ultima rispetto al Sole.. Ma, ai fini dei calcoli astronomici, considerare il Sole in movimento e la terra ferma, non creava poi tanti problemi.  Piuttosto, la discrepanza fra l’anno tropico (il movimento apparente del Sole che in un anno torna al punto di partenza) e l’anono siderale (che si basa invece sul moto reale della Terra rispetto alle stelle), con uno sfasamento di una ventina di minuti in un anno. Questo sì, ha creato problemi. E ciò dipende dalla famosa precessione equinoziale. L’asse terrestre ruota “a trottola” con un giro completo ogni 26mila anni quasi, e questo come ho avuto modo diverse volte di scrivere, accade anche  la Luna,  girando  attorno dando alla Terra da’ a questa una  regolare “oscillazione” a trottola (immaginate l0asse terrestre, a Sud che “resta fermo” e e che a nord “forma un cerchio, in 26 mila anni, per dare l’idea.  E questo  crea la discrepanza fra l’anno apprente- come noi vediamo il giro completo del Sole – e quello reale, l’anno siderale, discrepanza di svariati minuti. L’anno non e’ poi di 365 giorni esatti, come sappiamo; ma di sei ore e svariati minuti in piu’. Non so quando la prossima osservazione influisca con le stagioni, ma a titolo di cronaca, occorre ricordare che c’è poi il “giorno in piu” implicito della Terra: considerate per un attimo la Terra che mostri a noi sempre la stessa faccia . In un anno, compirebbe un giro completo. Va aggiunto, ai 365 giorni e sei ore circa. Questo crea una discrepanza di tre minuti circa, mi sembra, sul sorgere e tramontare degli astri, ogni giorno  La Terra quindi attraversa il punto “vernale”, dove equatore celeste e eclittica – dove “passano” sole (apprentemente) e pianeti (realmente) – si intersecano, con un piccolo anticipo. Per questo si parla di “precessione degli equinozi”. Naturalmente, nell’emisfero astraale e’ equinozio di autinno. La primavera e l’estate, adesso toccano a noi 🙂   Quindi, latradizionale scadenza stagionale del 21 è saltata. E’ corretto dire che la Primavera entra intorno al 21; l’autunno fra il 22 e il 23 settembre, l’inverno intorno al 21. La prossima primavera sara’ il 21 di marzo, dopo il 2100, non ricordo l’anno esatto.  Ovviamente, lo sappiamo, anche quest’anno come sempre la primavera fa un ingresso timido, in odore di inverno, con qualche pioggia e vento. Ma in queste ore, almeno qui da me, pare che abbia preso quota.

UNA CURIOSITA’

spring full moon

PRIMO PLENILUNIO DI PRIMAVERA NON VALIDO

26 MARZO 2019. Aggiorno il post con questa cosa curiosa. Occorre tener presente che tutto quell’affaticamento a correggere il calendario Giuliano, da parte dei matemaatici al soldo di San Gregorio III Papa era finalizzato in fin dei conti al calcolo della Pasqua, Pasqua che cade sempre la prima domenica successiva al primo plenilunio di Primavera, ecco che questo primo plenilunio di primavera, quest’anno, non vale. Allora, meno di quattro ore dopo l’inizio (22,58) della primavera, c’e stata la luna piena. Tecnicamente, quindi è stata la prima luna piena di Prmavere. Pero’…questa luna piena non vale! E Pasqua non era ieri domenica 24 marzo. Ma allora? Questa luna piena non è valida. Come ma. Il calendario gragoriano considera- mi sono dimenticato di scriverlo quando ho fatto il post- sempre il 21 di marzo come primo giorno di primavera, anche se non sempre è così. Qualche anno fa per esempio la primavera e’ entrata addirittura il 20 poco dopo 5 del mattino. Ma per la Chiesa (infatti la riforma del calendario e’ stata voluta da Papa Gregorio per il calcolo esatto della Pasqua, quindi la Chiesa e’ madre di questa riforma..) la primavera entra tradizionalmente  il 21. Ed ecco che questa prima luna di primavera,  per la Pasqua non vale : perche’ c’e stata proprio all’inizio del il 21 e non esattamente “dopo passato  il primo giorno di primavera”,  e si va quindi al 21 aprile per la Pasqua di quest’anno, la domenica dopo la prossima luna piena, che sara’ considerata valid.  Curioso vero? Comunque, il nostro è considerato attualmente il calendario piu’ preciso. Quello giuliano, che poi e’ del matematco greco Sosigene,alcuni secoli prima di Giulio Cesare,  molti secoli prima, aveva gli anni bisestili che venivano tolti o aggiunti non so con quali criteri, e si creavano casini. Considerando culture lontane da noi, ad esempio i calendari Maya erano geniali, ma si dovevano ogni tanto aggiungere mesi di cinque o sei giorni soltanto ogni certo numero di decenni. Erano poi calendari incrociati (Sole, orbita di Venere, Lunare, eccetera). Consideravano pero’ i movimenti precessionali – il ciclo di rotazione a trottola della Terra, anche se per i Maya era il Soe a fare movimenti strani in millenni- , conoscevano le fasi di Venere, i cicli di Saros per tutte le eclissi Sole – Luna. Ma questo calendario nostro, il Gregoriano, con gli anni bisestili stabiliti ogni quattro anni, ed applicati agli anni divisibili per 400 (il 2000 ad esempio), esccudendo quelli che finiscono per “100” (per esempio l’anno 100,  il 1100, 2100, il 6100″ non sono bisestili), è il calendario piu’ preciso.

CIAO

Marghian

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