I GRUPPI SARDI SANNO ANCHE DIVERTIRE:

“BANDA BENI”

Ciao. Il gruppo “BANDA BENI”, il cui nome significa “va bene”, “tutto a posto” era molto in voga negli anni ’70.  La caretteristica di questo gruppo sono state la prreparazione musicale e soprattutto l’ironia.  Molte loro canzoni sono dei “remake”, dei “riadattamenti” (oggi li chiamiamo “covers”) di brani celebri come ad esempio “Yesterday” dei Beatles che loro cantavano con il titolo di “ariseu”, ieri, appunto. Ma con un testo tutto diverso, “alla loro maniera” ironica e divertente. Ve la faro’ sentire, riassumendovi la traduzione in un commento. Ma per questo post ho scelto una canzone tutta loro, ironica e divertente….direi anche “graffiante” come capirete dalla traduzione del testo. la canzone e’ “ZIU LILLICCU” che a tradurlo…beh, sarebbe proprio… “zio lilliccu”, un “nomignolo ed insieme un diminutivo  tipico sardo che si applica a diversi nomi (“Lillu” o “lilliccu” starebbe per “franceschino”, o “giuseppino” od altro nome. nel testo compariranno altri “nomignoli” di questo tipo, applicabili anch’essi a diversi nomi (ad esempio, un certo signor Licu del mio paese  si chiamava in realta’ “leonardo”). Nomignoli che non richiamano direttamente al nome, come puo’ fare che so.”nino” che porta a pensare ad “antonio”. Qualche esempio di questo tipo lo troviamo anche nell’italiano: “mimmo” vi richiamerebbe, se non lo sapeste..a Domenico? Ecco lo “spirito” di questi nomignoli come “liccu, balliccu, chiccu”, esattamente come “mimmo” per “domenico”: apparentemente non ci appiccica. Vi traduco il testo de ZIU LILLICCU-ah, dovete sapere che “ziu” da noi sta anche per “signor”: “ziu giovanni” e’” zio giovanni” ma sta anche  per ” signor giovanni”-. La canzone come sentirete, contiene anche delle parole in italiano, ma per mia comodita’ ve la trascrivero’ tutta,  evidenziando in “neretto” le strofe tradotte dal sardo, cosi’ vi sara anche piu” facile seguire il cantato….e la traduzione.

LA CANZONE: “Quattro chili di pera, una cassa di melanzane al mercato, un chilo di fagiolini, quattro chili di pesche marce. Bevi vino a piu’ non posso, mangia formaggio senza pane dal mattino. E’ la vita del “galante” senza tasche e senza tanta umanita’.

Dal mattino, con l’asino, il berretto in testa, a lavorare. Un “ratto”-merdona-, un panino, un litro di vino e’ cio’ che ho da mangiare. I fanciulli sempre a scuola non li voglio piu’ vedere qui a “marrar”-italianizzazione de “marrai“, zappare-: (piuttosto) un dottore, uno scienziato, e quell’altro che se ne rimane coricato.

Raccogliendo carciofini, con la schiena al sola, ma puoi credere! Dieci calli nei piedi, una coscia (gonfia, ingrossata)  come una pecora. Dice bene, lei, dottore: “ma si curi…non lo sa che puo’ morire?” Io lavoro le sue vigne, nel frattempo lei mi venga a seppellir.

Bella e’ si’ la vita, ma quando si puo’ mangiare…cosi’ mi diceva quando ero piccolino la mia mamma (“mammai”…”mammina”)  :) Oh, Yes.

Lavorando nella vigna con *Balliccu, Fisineddu e Srabadoi-salvatore- (i “nomignoli ” dei “colleghi”), quattro ore sudando al sole per spartirci un *pane (coccoi..un tipo di pane). “Gliel’ho detto, venga via “di” quella vigna, che’ non le conviene piu’ (il “dottore” di prima). Gli ho risposto “statti zitto, se no ti prendo a pedate nel sedereAh,guarda tu, la faccia da schiaffi-da suola..di scarpa- di chi denaro ne ha molto. Liberta’ ci vuole solo, per noi tutti non esiste piu’ galera. Stiamo uniti nella lotta, vero che lo dicono-i politici- di mattina e di sera. Che il diavolo se li porti, e la terra non li riveda mai piu’.

Cosi’ noi siamo in questo mondo aspettando l’ora di morire per dire “ah!-”finalmente!”-. Noi poveri, nella vita lavoriamo e non diciamo neanche “bah”-”non ci e’ permesso esprimere neppure un lamento-”. C’e chi rede su questa terra, c’e chi piange a diluvio ogni giorno… e’ per questo che aspettiamo Gesu’ Cristo per poterlo proprio vedere!

“Bella e’ si la vita, ma quando si puo’ mangiare, Cosi’ mi diceva quando ero piccolino la mia mamma”. Lavorando nella vigna con *Balliccu, Fisineddu e Srabadoi, quattro ore sudando al sole per spartirci un pane. “Gliel’ho detto, venga via “di” quella vigna, che’ non le conviene piu’ Gli ho risposto… “statti zitto, se no ti prendo a pedate nel sedere”.

(VIDEO  NEL PRIMO MIO  COMMENTO).

*CIAO.

Marghian